ROMA (ITALPRESS) – Ad agosto, secondo le stime Istat, le vendite al dettaglio crescono sia rispetto al mese precedente (al netto della stagionalità) sia rispetto ad agosto 2020. In entrambi i confronti è la componente dei beni non alimentari a determinare l’incremento complessivo. La crescita congiunturale è del +0,4% sia in valore sia in volume. All’aumento delle vendite dei beni non alimentari (+0,7% in valore e +0,8% in volume) si affianca una sostanziale stazionarietà per gli alimentari (+0,1% in valore e -0,1% in volume). Su base tendenziale, le vendite al dettaglio aumentano dell’1,9% in valore e dell’1,0% in volume. L’andamento dei beni non alimentari è positivo (+3,2% in valore e +2,0% in volume) mentre gli alimentari crescono in valore (+0,5%) ma flettono leggermente in volume (-0,3%). A livello tendenziale il comparto non alimentare è in crescita sia nelle imprese operanti su piccole superfici sia nella grande distribuzione.
Per quest’ultima forma distributiva aumentano, in particolar modo, le vendite degli esercizi specializzati e di quelli non specializzati a prevalenza non alimentare.
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Commercio, ad agosto vendite al dettaglio in crescita
Franco “Crescita a rischio se la pandemia riprende vigore”
ROMA (ITALPRESS) – “In aprile crescita del Pil era stimata al 4,5% mentre ora prevediamo un aumento del 6%, si tratta di una variazione molto significativa e tutti i previsioni stanno rivedendo al rialzo le stime sulla crescita economica e sul 6% credo ci sia un valido consenso”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, in audizione presso le Commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera. “Dobbiamo tenere a mente che lo scorso anno abbiamo perso quasi 9 punti e per la fine dell’anno recupereremo, se tutto va bene, i due terzi di quanto perso. Nel formulare la previsione per la restante parte di quest’anno -ha aggiunto – assumiamo che non vi siano nuove restrizioni alle attività economiche, ovviamente ove la pandemia riprendesse questi numeri verrebbero messi a rischio. Ci sembra che il quadro tratteggiato sia il più realistico, ma teniamo sempre a mente che una ripresa della pandemia metterebbe questi numeri in parte a rischio”.
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Credito, ancora attive moratorie per 68 miliardi
ROMA (ITALPRESS) – Ancora attive moratorie (ex lege e volontarie) per un valore complessivo di circa 68 miliardi, a fronte di circa 610 mila sospensioni accordate. Superano quota 202 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso “Garanzia Italia” di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 28,8 miliardi di euro, su 3231 richieste ricevute.
Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace.
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge “Cura Italia” e “Liquidità”, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, riferiti al 24 settembre, sono ancora attive moratorie su prestiti del valore complessivo di circa 68 miliardi, pari a circa il 25% di tutte le moratorie accordate da marzo 2020 (circa 280 miliardi). Si stima che tale importo faccia capo a circa 610 mila richiedenti, tra famiglie e imprese. L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie concesse per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di esse.
Le moratorie attive a favore di società non finanziarie riguardano prestiti per circa 54 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, sono ancora attive sospensioni in base al DL “Cura Italia” per poco meno di 51 miliardi.
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Nel secondo trimestre Pil +17,2% su anno
ROMA (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre del 2021 il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato del 2,7% rispetto al trimestre precedente e del 17,2% nei confronti del secondo trimestre del 2020. E’ quanto rileva l’Istat, ricordando che la stima della crescita congiunturale del Pil diffusa il 31 agosto 2021 era stata del 2,7% mentre quella tendenziale era stata del 17,3%.
Il secondo trimestre del 2021 ha avuto una giornata lavorativa in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2020. La variazione acquisita per il 2021 è pari a 4,7%. Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna registrano un’espansione, con aumenti del 3,4% dei consumi finali nazionali e del 2,6% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono cresciute, rispettivamente, del 2,4% e del 3,2%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha fornito un contributo positivo di 3,1 punti percentuali alla crescita del Pil: +2,8 punti dai consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private ISP, +0,5 punti dagli investimenti fissi lordi e -0,2 punti dalla spesa delle Amministrazioni Pubbliche. Per contro, la variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla variazione del Pil per 0,8 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta è risultato positivo nella misura di 0,3 punti percentuali. Si registrano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto di industria e servizi, aumentati rispettivamente dell’1,5% e del 3%, e stazionario per il valore aggiunto dell’agricoltura.
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Mise, firmato il decreto Fondo Impresa Donna da 40 milioni
ROMA (ITALPRESS) – Il Ministro Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto interministeriale che rende operativo il Fondo Impresa Donna che mira a rafforzare gli investimenti e i servizi a sostegno dell’imprenditorialità femminile. L’obiettivo della misura è quello di incentivare la partecipazione delle donne al mondo delle imprese, supportando le loro competenze e creatività per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e la realizzazione di progetti innovativi, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.
Il Fondo Impresa Donna è istituito con un finanziamento iniziale di 40 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno le risorse PNRR, 400 milioni, destinate all’imprenditoria femminile. Il progetto costituisce un intervento cardine inserito tra le linee di intervento del Ministero dello sviluppo economico nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nell’ambito della missione “Inclusione e coesione”.
Con l’attuazione della misura a sostegno dell’imprenditoria femminile, il Mise raggiunge un altro obiettivo del PNRR nei tempi stabiliti dal cronoprogramma, come già avvenuto per i bandi IPCEI sui progetti strategici altamente tecnologici nei settori delle batterie e dei semiconduttori, mentre è già stata avviata la riforma della proprietà industriale.
Il decreto interministeriale è stato firmato anche dal Ministro dell’economia e delle finanze e dal Ministro per le pari opportunità e la famiglia. Sarà quindi inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.
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La produzione industriale nel terzo trimestre cresce dello 0,5%
ROMA (ITALPRESS) – La produzione industriale italiana è cresciuta nel terzo trimestre del 2021, secondo quanto rilevato dalle imprese intervistate dal Centro studi di Confindutria, dello 0,5% trimestrale, ovvero un ritmo fisiologicamente più contenuto di quanto osservato nei primi due (quando era aumentata rispettivamente di +1,2% e +1,5% trimestrale). Il trimestre si sarebbe chiuso in calo: ad agosto si è rilevata una riduzione dell’attività dello 0,2% (dopo l’aumento dello 0,8% riscontrato dall’ISTAT a luglio), seguito da un ulteriore calo dello 0,3% in settembre spiegato da un maggiore ricorso alle scorte di magazzino, da possibili strozzature dell’offerta lungo la filiera produttiva internazionale dovute alla scarsità di alcune componenti e materie prime e dal rallentamento produttivo dei principali partner commerciali nel 2° trimestre del 2021.
Le imprese intervistate dal CSC hanno rilevato un calo della produzione industriale dello 0,2% in agosto su luglio, quando l’ISTAT aveva registrato un incremento dello 0,8% su giugno e dello 0,3% a settembre. I livelli di attività sono stati superiori di oltre l’1% rispetto alla media dei primi sette mesi dell’anno. La variazione trimestrale a settembre sarebbe del +0,5%, dopo +1,2% nel 2° e +1,5% nel 1°. Gli ordini in volume destagionalizzati sarebbero aumentati in agosto dell’1,1% sul mese precedente (+0,7% su agosto 2020) e in settembre dello 0,7% su agosto (+14,1% annuo).
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A settembre mercato dell’auto in netto calo
ROMA (ITALPRESS) – A settembre 2021 sono state immatricolate 105.175 autovetture a fronte di 156.357 immatricolazioni nello stesso mese dell’anno precedente, con una diminuzione del 32,73%.
I trasferimenti di proprietà sono stati invece 300.654 a fronte di 362.523 passaggi registrati a settembre 2020, con una diminuzione del 17%. Il volume globale delle vendite mensili, pari a 405.829, ha interessato per il 25,92% vetture nuove e per il 74,08% vetture usate. Lo rende noto il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.
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MCC, nel primo semestre 2021 perdita netta di 48 milioni
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Mediocredito Centrale ha approvato la prima Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata, relativa al primo semestre dell’esercizio 2021, che include la Banca Popolare di Bari, la Cassa di Risparmio di Orvieto e altre controllate minori. La Semestrale presenta una perdita netta di pertinenza del Gruppo di 48 milioni, derivante prevalentemente dalla perdita di periodo della Banca Popolare di Bari, pari a 101 milioni, parzialmente compensata dall’utile semestrale di MCC, pari a 40,5 milioni (rispetto a 15,7 milioni del primo semestre 2020). Il risultato consolidato semestrale riflette: margine di interesse pari a 110 milioni, che include, per effetto della crescita del portafoglio creditizio, il contributo della partecipazione al programma TLTRO III di tutte le banche del Gruppo, con un beneficio pari a 11,9 milioni; commissioni nette pari a 118 milioni, che riflettono la straordinaria operatività del Fondo di Garanzia per le PMI, gestito dalla Capogruppo, che ha registrato nel periodo – anche per effetto delle misure straordinarie introdotte a seguito dell’emanazione delle misure di sostegno connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 – una significativa crescita, in termini di importo finanziato e garantito, con oltre 668.000 operazioni ammesse, per un volume di finanziamenti a circa 56 miliardi (di cui 11,8 miliardi al Mezzogiorno); rettifiche di valore nette per rischio di credito pari a 63 milioni, volte a garantire livelli di copertura del portafoglio creditizio più che in linea con i peers di settore; spese amministrative pari a 211 milioni, di cui 149 milioni relativi al costo del lavoro, inclusivo dell’accantonamento “una tantum” stanziato da Banca Popolare di Bari, per circa 53 milioni, a fronte dell’adesione al Piano di incentivazione all’esodo.
In seguito all’integrale patrimonializzazione del risultato consolidato al 31 dicembre 2020, pari a 195 milioni, gli indici Cet 1 ratio e Tier 1 ratio sono pari al 14,6% (13,0% al 31 dicembre 2020), e il Total Capital ratio è pari al 14,9% (13,6% al 31 dicembre 2020). La situazione patrimoniale ed economica consolidata al 30 giugno 2021 rileva: Dati patrimoniali Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, di cui Crediti verso clientela pari a 9.531 milioni (10.177 milioni al 31 dicembre 2020); Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva pari a 1.316 milioni (1.053 milioni al 31 dicembre 2020); Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato pari a 13.594 milioni (13.194 milioni al 31 dicembre 2020); Patrimonio netto pari a 921 milioni (952 milioni al 31 dicembre 2020); Cet 1, Tier 1 ratio pari al 14,6% (13,0% al 31 dicembre 2020); Total Capital ratio pari al 14,9% (13,6% al 31 dicembre 2020). Dati economici e di performance Margine di interesse pari a 110 milioni; Commissioni nette pari a 118 milioni; Margine di intermediazione pari a 241 milioni; Costi operativi pari a 226 milioni.
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