Home Economia Pagina 336

Economia

Marmomac torna in presenza dal 29 settembre al 2 ottobre

0

Marmomac, il Salone Internazionale dedicato a marmo, tecnologie e design, torna in presenza. Dopo l’ultima edizione, svolta sui canali digitali nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria, il mondo del marmo ricomincia a fare business e relazioni dal vivo. Dal 29 settembre al 2 ottobre 2021 si tiene in fiera a Verona la 55ª edizione di Marmomac, il più importante evento mondiale incentrato su pietra naturale, graniti, tecnologie di lavorazione, mezzi di trasporto e sollevamento, design applicato e servizi.
Oggi si è svolta la conferenza stampa di presentazione della rassegna, a cui hanno partecipato il sindaco di Verona Federico Sboarina, il presidente di Veronafiere Maurizio Danese, il direttore generale Giovanni Mantovani e il presidente onorario di Confindustria Marmomacchine Flavio Marabelli (tutte le dichiarazioni in calce al comunicato stampa).
La rassegna si svolgerà in sicurezza, nel rispetto di tutte le normative anti-Covid, con obbligo di Green pass per dipendenti, espositori e visitatori, termoscanner agli ingressi, 400 telecamere in grado di segnalare eventuali assembramenti di persone, sanificazione continua delle aree e degli impianti di climatizzazione, oltre a un punto tamponi rapidi a disposizione degli operatori.

Nonostante la pandemia metta ancora a dura prova i sistemi produttivi di tutto il mondo e gli spostamenti all’estero, Marmomac 2021 è riuscita a mantenere alti gli standard di internazionalità della rassegna. Quest’anno sono 756 le aziende espositrici, di cui 427 italiane e 329 straniere per un totale di 39 Paesi rappresentati. In particolare, partecipano 80 imprese dalla Turchia, 15 dal Brasile, grazie anche alla collaborazione con il ministero italiano della Salute sui “corridoi verdi” per gli operatori economici esteri, 11 dall’Egitto e 6 dall’Iran.
L’intera filiera della pietra naturale è rappresentata in quartiere: il 53% degli espositori presenti è specializzato in prodotto e architettura, il 18% in macchinari, il 14% in utensili e il 5% in servizi. Lo spazio espositivo ammonta a oltre 60mila metri quadrati, distribuiti tra 9 padiglioni e le aree esterne. Anche gli investimenti da parte delle aziende negli allestimenti degli stand e nella comunicazione in fiera testimoniano l’importanza di Marmomac quale strumento di promozione per il settore.
Alla manifestazione partecipano 250 top buyer esteri, figure selezionate dalla rete di delegati di Veronafiere e da ICE Agenzia e ritenute altamente strategiche per consentire alle imprese di approcciare nuovi mercati. In particolare, saranno presenti importanti delegazioni di architetti, importatori di lastre e tecnologie dagli Stati Uniti, dal Canada, dalla Russia e dal Maghreb (Egitto, Algeria e Tunisia), aree determinanti per lo sviluppo di progetti esclusivi e di lusso.

Tra i Paesi esteri più rappresentati anche l’Iran e la Giordania. Questo numero non rappresenta il totale dei visitatori professionali stranieri attesi a Marmomac 2021, ma soltanto quelli invitati e ospitati grazie ai programmi di incoming di Veronafiere e ICE Agenzia.
Sono confermati anche per questa edizione gli eventi di formazione dedicati ai buyer selezionati per il progetto di incoming finanziato dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e realizzato in collaborazione con ICE Agenzia e Confindustria Marmomacchine. Per loro prosegue il programma Marmomac Academy, che da anni garantisce ad architetti e designer il riconoscimento dei crediti formativi AIA e RIBA.
Con l’obiettivo di fornire ulteriori servizi a espositori e operatori, invece, è stato sviluppato Marmomac Plus, il portale dedicato al mondo della pietra naturale e punto di riferimento per il settore 365 giorni all’anno. Su questa piattaforma le aziende della filiera promuovono prodotti, progetti ed eventi digitali da loro organizzati, mentre il pubblico di professionisti e operatori ha a disposizione un database di aziende interattivo e sempre in aggiornamento. Attualmente sono 1.080 le imprese iscritte a Marmomac Plus per un totale di 45 Paesi rappresentati, e di oltre 5mila prodotti e 900 progetti illustrati.

Nei quattro giorni di Marmomac sarà possibile accedere attraverso la piattaforma a tutti gli appuntamenti della rassegna, oltre a poter visitare le brandroom delle aziende e avviare con loro una chat. Gli espositori, inoltre, avranno la possibilità di trasmettere in streaming su Marmomac Plus i propri eventi in fiera.
Tornando alla manifestazione, sono molte le novità. A partire dalla campagna di comunicazione che celebra il ritorno in presenza di Marmomac, con il payoff “Welcome Back to Verona”. Per la prima volta nella storia della rassegna, infatti, la pietra si accosta ai volti delle donne e degli uomini della community della pietra naturale. L’obiettivo è quello di associare le caratteristiche di forza e resistenza del marmo al coraggio e alla resilienza con cui operatori e aziende hanno affrontato questo periodo di incertezza e difficoltà.
Marmomac, inoltre, ha avviato una ricerca a livello nazionale sul vissuto e la percezione del marmo da parte di diversi gruppi di riferimento, sia professionisti del settore, sia consumatori meno esperti: i risultati saranno poi comunicati a febbraio e diventeranno un ulteriore strumento di marketing intelligence a disposizione delle aziende.

In questa edizione debuttano poi i Marmomac Talks, incontri, lectio e workshop per mantenere vivo e attuale il dibattito sul settore litico attraverso l’intervento di professionisti ed esperti. I Marmomac Talks si svolgeranno in tre aree allestite in punti strategici dei padiglioni 2, 7 e 12, in modo da consentire a tutti i partecipanti della fiera fisica di spostarsi agevolmente e di distribuirsi senza creare assembramenti.
Sempre nell’ambito dei Marmomac Talks, le tecnologie salgono sul palcoscenico di Marmo+Tech: uno spazio di divulgazione e confronto in cui le aziende parleranno a una platea di tecnici, responsabili di impianto e sviluppatori di prodotto, condividendo case history, best practice e mostrando le innovazioni della tecnica al servizio di chi lavora la pietra.
Molti gli altri appuntamenti in programma, tra cui si segnalano quelli con i curatori e i progettisti delle mostre di The Italian Stone Theatre – Time in Stone. Filo conduttore degli allestimenti nei padiglioni 11 e 12 è il tempo, componente immateriale che maggiormente distingue la pietra naturale dai prodotti artificiali. Le opere trattano temi di design e architettura, arte e sperimentazione universitaria, coinvolgendo anche importanti brand dell’arredo.

Torna quest’anno l’Icon Award, il premio istituito nel 2016 con l’obiettivo di selezionare l’opera che, per impatto estetico e valore simbolico, diventerà l’immagine della campagna di comunicazione della manifestazione l’anno successivo. A partire da questa edizione non ci sarà più la giuria: a votare l’opera vincitrice sarà il pubblico, che potrà votare direttamente in fiera sui totem multimediali, su smartphone con qrCode oppure attraverso le condivisioni sui social, utilizzando hashtag che permettano di tracciare il post.
«Oggi è un giorno di grande soddisfazione, perché stiamo lanciando Marmomac, la prima grande fiera internazionale che riapre in presenza, a dispetto di tutte le incognite e le incertezze dettate dalla situazione pandemica – afferma Federico Sboarina, sindaco di Verona -. Questo dimostra come il sistema Verona stia ripartendo, più velocemente e meglio rispetto ad altri. Il Comune ne è convinto da sempre, lo dimostra l’aumento di capitale che abbiamo deliberato recentemente. Veronafiere è un asset fondamentale per la nostra città, un volano per tutta l’economia del territorio scaligero».

«Questa 55ª edizione si pone come obiettivo il rilancio della crescita delle aziende dell’industria tecno-marmifera italiana, che conta oltre 3mila aziende e circa 34mila addetti. Un settore che, nell’esprimere una eccellente combinazione tra artigianalità, creatività, specializzazione e tecnologia, contribuisce in maniera significativa alla diffusione del sistema Italia nel mondo – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere -. Marmomac avverte questa responsabilità e il ruolo di ricompattare la community globale del marmo per ripartire, stimolare i mercati, l’import-export e lo scambio di conoscenze, e non solo durante i giorni della manifestazione».
«Marmomac ritorna, e lo fa insieme a tutti i punti di forza che l’hanno accreditata come il brand interprete dell’evoluzione del settore che trova nel trinomio ‘promozione-internazionalizzazione-comunicazione’ la definizione del proprio ruolo strategico nel mercato globale – sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -. A questo proposito, presenteremo un accordo con Informa Exhibitions, per un piano quinquennale di lancio del Natural Stone Pavillon all’interno della manifestazione Tise di Las Vegas, dove già da anni siamo presente con una collettiva. L’obiettivo è rafforzare la nostra rete di eventi all’estero targati Marmomac: già presidiamo il Brasile attraverso Vitória Stone Fair e Cachoeiro Stone Fair, ora vogliamo diventare il riferimento anche per il Nord America».

Flavio Marabelli, presidente onorario di Confindustria Marmomacchine sottolinea: «Nel primo semestre del 2021 l’industria lapidea e tecno-marmifera italiana, da sempre tra i comparti più dinamici del Made in Italy, ha saputo intercettare le opportunità offerte dalla ripresa dell’economica e degli scambi internazionali, accelerando nel suo percorso di ripresa dell’export già intrapreso nella seconda metà del 2020. Va inoltre segnalato il deciso recupero delle consegne sul mercato interno, che sempre nei primi sei mesi dell’anno sono cresciute circa del 40% per i materiali lapidei e intorno al 50% per le tecnologie, per un totale di 670 milioni di euro. Se questo trend positivo dovesse confermarsi anche nel secondo semestre, il comparto tecno-lapideo italiano potrebbe chiudere il 2021 vicino ai livelli del 2019, quando le nostre Aziende erano state capaci di generare un fatturato di 4 miliardi di euro, con un valore delle esportazioni di quasi 3 miliardi e un saldo commerciale annuo attivo di 2,5 miliardi».
(ITALPRESS).

Pnrr, Bonomi “Ci opporremo a chi vorrà intralciare riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “La nostra preoccupazione è sulle riforme, quelle strutturali e di contesto indicate nel PNRR. E’ il motivo per cui, negli ultimi due mesi, a nome di tutti gli associati di Con?ndustria abbiamo iniziato a levare la nostra voce per dire che è una strada profondamente sbagliata, quella del gioco a risiko delle bandierine del consenso effimero”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, aprendo l’assemblea 2021. Per Bonomi “se vogliamo, tutti, dare all’Italia una possibilità come è stato nel dopoguerra, dopo gli anni di piombo, e nel periodo della costruzione monetaria continentale, occorre risolvere le questioni cruciali”. Tra le questioni cruciali il presidente di Confindustria indica il fattore tempo: “il cronoprogramma delle riforme rischia di slittare. I ritardi mettono a rischio le prossime tranche di fondi europei. E soprattutto allontanano nel tempo ciò che più serve: che il PNRR venga scaricato a terra, bene e al più presto”. Bonomi ha chiarito che “come sempre, rispettiamo la piena autonomia dei partiti. Questa è un’occasione storica e queste risorse non sono eterne, quindi una cosa è sicura: Confindustria si opporrà a tutti coloro che vorranno intralciare il processo delle riforme”. (ITALPRESS).

Banca illimity inserita tra i “Best workplaces” d’Europa

0

ROMA (ITALPRESS) – Illimity Bank S.p.A. ha ottenuto per il terzo anno consecutivo la certificazione di Great Place to Work Italia ed è stata inclusa per la prima volta nella classifica di Best Workplaces in Europe 2021, che seleziona in Europa le migliori aziende per le quali lavorare. In dettaglio, il Gruppo si è classificato al 14esimo posto tra le aziende europee con più di 500 dipendenti, categoria in cui figurano solo due aziende italiane. Per realizzare la classifica, Great Place to Work ha ascoltato il punto di vista di oltre 1.000.000 collaboratori in 36 Paesi, in rappresentanza di oltre 3.000 organizzazioni. La certificazione Great Place to Work, invece, è stata ottenuta in seguito ai risultati dell’analisi di clima aziendale, che ha coinvolto gli oltre 700 dipendenti del Gruppo attraverso un sondaggio. I dati raccolti evidenziano una percezione particolarmente positiva dell’ambiente di lavoro considerato eccellente dall’82% dei dipendenti e un Trust Index dell’80%.
In particolare, il Trust Index riassume la percentuale di risposte positive espresse dai dipendenti in cinque ambiti con riferimento al clima aziendale: credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione. Questi giudizi sono stati espressi in egual misura da uomini e donne – oggi rispettivamente rappresentati al 58% e al 42% con un’età media di 36 anni – a conferma di un ambiente di lavoro fondato sulla competenza e sul merito. La Banca, sin dalla sua fondazione, ha posto particolare attenzione alle tematiche ambientali, sociali e di governance (“ESG”) e ha intrapreso, in modo nativo, un percorso al fine di integrarle nelle strategie e nei processi del Gruppo, raggiungendo importanti risultati. illimity, già nel 2020, ha raggiunto la Carbon Neutrality di Gruppo e nel corso del 2021 ha pubblicato il primo Bilancio di Sostenibilità coinvolgendo oltre 740 stakeholder. Dall’analisi sugli aspetti di sostenibilità più rilevanti, per l’azienda e per i suoi stakeholder, è emersa la dimensione umana. illimity in poco più di due anni è passata da un piccolo gruppo a oltre 700 illimiters.
Diversità e inclusione sono da sempre nel Dna della Banca, lo testimonia un Consiglio di Amministrazione equilibrato per rappresentanza di genere e competenze e tra i pochissimi nel mondo bancario a essere guidato da una Presidente. Nell’ottica di valorizzare il bacino di potenziale inattivato in Italia rappresentato dalle donne, inoltre, lo scorso anno è stata lanciata illimitHER, iniziativa nata per valorizzare il potenziale delle giovani attraverso il confronto con role model under 35 che provengono da percorsi Stem. Particolare attenzione è stata posta anche al welfare aziendale, ambito in cui sono state promosse numerose iniziative, la più recente delle quali prevede un premio aziendale fino a 1.700 euro per tutti gli illimiters. L’accordo, volto a valorizzare il contributo delle risorse nel raggiungimento degli obiettivi previsti per la banca nel 2021, si distingue per l’attenzione riservata ai dipendenti part-time, per i quali è prevista una riduzione limitata e non proporzionale del premio.
Questa iniziativa si inserisce nella strategia complessiva di “Reward & Total Value” definita da illimity fin dalla sua fondazione e basata su principi di meritocrazia, inclusione, crescita, compartecipazione, sostenibilità e costante attenzione all’ascolto e al benessere degli illimiters. Proprio dall’ascolto degli illimiters, è nato illimity w.o.w. (acronimo di “way of working”), un nuovo modo di lavorare disegnato con gli stessi illimiters, che va oltre lo smartworking e prevede che l’attività lavorativa si svolga per metà del tempo in ufficio e per l’altra metà altrove, non necessariamente a casa. Marco Russomando, Head of HR & Organization di illimity ha commentato: “Siamo molto orgogliosi che oltre l’80% degli illimiters consideri eccellente l’ambiente di lavoro, consentendoci di essere selezionati tra le migliori aziende dove lavorare, non solo in Italia ma anche in Europa. illimity nasce dalla combinazione e dalla contaminazione delle diversità di ciascun illimiter uniti da valori comuni e dalla passione per l’innovazione. La capacità e volontà di condividere idee, punti di vista, impegni e risultati per il Gruppo è fondamentale perché in illimity la performance collettiva è il motore di tutto ed è un multiplo di quella individuale”.
(ITALPRESS).

Istat, Conti economici confermano contrazione eccezionale nel 2020

0

La stima aggiornata dei conti economici nazionali conferma la contrazione di entità eccezionale dell’economia nel 2020, con un tasso di variazione del Pil del -8,9% a fronte di un incremento dello 0,4% nel 2019. Lo si legge nel report dell’Istat. Dal lato della domanda, a trascinare la caduta del Pil è stata soprattutto la domanda interna, mentre la domanda estera e la variazione delle scorte hanno fornito contributi negativi molto più limitati. Dal lato dell’offerta di beni e servizi, si confermano le forti contrazioni del valore aggiunto in agricoltura, nelle attività manifatturiere ed in alcuni comparti del terziario. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è pari al 9,6% del Pil, in netto peggioramento rispetto al 2019, soprattutto a causa delle misure di sostegno introdotte per contrastare gli effetti della crisi.

I dati presentati incorporano la revisione dei conti nazionali annuali relativa al triennio 2018-2020, effettuata per tenere conto delle informazioni acquisite dall’Istat dopo la stima pubblicata lo scorso marzo. In particolare, le stime dell’anno 2019 incorporano i dati definitivi sui risultati economici delle imprese e quelli completi relativi all’occupazione. Nel 2020 il Pil ai prezzi di mercato risulta pari a 1.653.577 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 1.982 milioni rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2019 il livello del Pil risulta rivisto verso l’alto di 3.993 milioni di euro. Nel 2020 il tasso di variazione del Pil in volume è pari a -8,9%, invariato rispetto alla stima di marzo. Sulla base dei nuovi dati, nel 2019 il Pil in volume è cresciuto dello 0,4%, con una revisione al rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima di marzo. Nel 2020 gli investimenti fissi lordi sono diminuiti in volume del 9,2%, i consumi finali nazionali del 7,8%, le esportazioni di beni e servizi del 14,0%; le importazioni sono scese del 12,9%. Il valore aggiunto in volume è calato del 6,3% nel settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, del 10,9% nell’industria in senso stretto, del 6,4% nelle costruzioni e dell’8,3% nel settore dei servizi.

Nel 2020, per l’insieme delle società non finanziarie la quota di profitto è pari al 43,0% e il tasso di investimento al 21,0%. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato nel 2020 una diminuzione del 2,9% in valore e del 2,6% in termini di potere d’acquisto. La contestuale marcata diminuzione dei consumi privati (-11,0%), ha generato una crescita della propensione al risparmio delle famiglie al 15,6% dall’8,0% del 2019. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è pari nel 2020 a -9,6% (-1,5% nel 2019), con una revisione di -0,1 punti percentuali rispetto alla stima pubblicata ad aprile. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi, ndr) è pari a -6,1% del Pil.
(ITALPRESS).

Mike Manley lascia Stellantis, sarà il nuovo ceo di AutoNation

0

TORINO (ITALPRESS) – Mike Manley, il manager subentrato a Sergio Marchionne in Fca nel 2018, lascia Stellantis, dove ricopriva il ruolo di Head of Americas. Il manager inglese, sarà il nuovo ceo di AutoNation, il più grande rivenditore automobilistico americano, con sede in Florida da novembre. Mark Stewart (Chief Operating Officer, Nord America) e Antonio Filosa (Chief Operating Officer, Sud America), membri del Comitato Esecutivo, d’ora in poi riporteranno direttamente all’Amministratore Delegato Carlos Tavares. “Ho avuto la fortuna di conoscere Mike prima come concorrente, poi come partner e collega nella creazione di Stellantis, ma – soprattutto – sempre come amico. Fin dai primi giorni delle nostre discussioni, abbiamo condiviso una visione, una convinzione e un impegno davvero comuni ed è su queste solide basi, costruite nel corso degli ultimi anni, che Stellantis ha realizzato i suoi primi risultati impressionanti. Quindi, seppur personalmente dispiaciuto di non avere più Mike come collega, sono anche lieto del suo nuovo ruolo di CEO e felice che si unisca al Consiglio di Amministrazione della Fondazione Stellantis”, ha commentato Tavares.
“Voglio ringraziare Mike per tutto quello che ha fatto con noi negli ultimi 20 anni. Gli anni passati alla guida di Jeep sono stati fondamentali per la trasformazione del brand e poi, in qualità di Amministratore Delegato di FCA, ha portato l’azienda a raggiungere risultati record in uno dei periodi più difficili della sua storia. Lavorando a stretto contatto con Carlos, è stato determinante nella creazione e nel riuscito lancio di Stellantis. Gli auguriamo il meglio nel suo nuovo ruolo”, ha aggiunto il presidente di Stellantis, John Elkann.
“Dopo 20 anni incredibili, stimolanti e divertenti, e con Stellantis che ha iniziato davvero forte sotto la guida di Carlos, è giunto il momento per me di iniziare un nuovo capitolo. Lavorare con Carlos per creare questa straordinaria azienda, con il supporto costante dei nostri azionisti, è stato un enorme privilegio sia dal punto di vista professionale che personale. Sono molto orgoglioso dei nostri team in Stellantis che stanno facendo un lavoro eccellente e auguro a loro e a Carlos ogni successo nel continuare il loro straordinario viaggio. Infine, sono molto onorato di essere stato invitato a far parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Stellantis”, dichiara lo stesso Manley.
(ITALPRESS).

Ocse, frena la ripresa globale ma per l’Italia crescita record

MILANO (ITALPRESS) – Rallenta la ripresa globale ma per l’Italia crescita record. Lo scrive l’Ocse nell’ultimo Economic Outlook, spiegando che la variante Delta ha avuto scarso impatto nei Paesi, come il nostro, con una percentuale alta di vaccinati.
L’inflazione è destinata a scendere gradualmente ma “i rischi a breve sono in rialzo”. Niente di preoccupante al momento, in quanto si tratta di un rimbalzo provocato dai colli dei bottiglia dell’offerta dopo le chiusure imposte dal Covid. Per esempio il boom delle auto usate considerando lo stop alla produzione imposto dalla penuria di chip.
Quello che salta agli occhi è il fortissimo recupero dell’Italia. L’Ocse ha alzato le stime portandole dal 4,5% indicato a maggio al 5,9% per quest’anno, mentre nel 2022 è prevista una limatura dello 0,3% rispetto alle stime precedenti. L’asticella del Pil per l’anno prossimo scende al +4,1% a fronte del +4,4% precedente. Migliorano anche le stime sul rapporto debito/Pil, ora visto al 158,6%, e quelle sul deficit/Pil che quest’anno sarà pari al 10,6% e il prossimo scenderà a 5,7%.
La ripresa italiana è tanto più significativa perchè risulta superiore alla media globale (5,7% con un passo indietro dello 0,1% rispetto a maggio) e a quella della sola Eurozona (5,3%).
Nonostante il miglioramento, avverte l’Ocse, non è il momento per ridurre il sostegno fiscale: “La politica fiscale dovrebbe continuare a sostenere le famiglie e le imprese fino a quando la ripresa non sarà consolidata”. Altrimenti c’è il rischio di mandare in bancarotta imprese che senza la pandemia sarebbero state profittevoli.
(ITALPRESS).

Nel secondo trimestre cresce l’occupazione dipendente

ROMA (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre l’input di lavoro, misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno), aumenta sia su base trimestrale (+3,2% rispetto al I trimestre 2021) sia su base annua (+18,3% rispetto al II trimestre 2020). Anche l’occupazione mostra una crescita congiunturale e tendenziale. E’ quanto emerge dai dati della Nota trimrestrale sull’occupazione di Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal. Su base congiunturale, la crescita dei dipendenti si osserva in termini sia di occupati (+1,7%, Istat) sia di posizioni lavorative del settore privato extra-agricolo (+0,6%, Istat). Per queste ultime l’aumento è il risultato di una crescita che è lieve nell’industria in senso stretto (+0,3%, +11 mila posizioni), leggermente più significativa nei servizi (+0,5%, +42 mila posizioni) e più marcata nelle costruzioni (+3,2%, +30 mila posizioni). I dati del ministero del Lavoro tratti dalle Comunicazioni obbligatorie (CO) rielaborate, evidenziano un’ulteriore e più intensa crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti (+153 mila negli ultimi tre mesi; era +63 mila nel primo trimestre 2021), sintesi di un rallentamento dell’aumento di quelle a tempo indeterminato (+42 mila; era +135 mila nello scorso trimestre) e della ripresa delle posizioni a tempo determinato (+111 mila; era -71 mila lo scorso trimestre). Nel secondo trimestre 2021 le attivazioni di rapporti di lavoro alle dipendenze sono state 2 milioni 163 mila (+3,5% in tre mesi) e le cessazioni 2 milioni 10 mila (-0,9%). In termini tendenziali, l’occupazione dipendente è in aumento in termini sia di occupati (+3,1%) sia di posizioni lavorative dei settori dell’industria e dei servizi (+3,6%). Su base annua, tra le posizioni lavorative a tempo indeterminato prosegue la crescita, seppur in lieve rallentamento, sia nei dati delle CO (+361 mila in un anno; era +384 mila nel primo trimestre 2021) sia in quelli dell’Uniemens (+181 mila e +205 mila, rispettivamente).
(ITALPRESS).

Green pass, Landini “Per lavorare non si deve pagare”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi sindacati continuiamo a pensare che il provvedimento migliore è quello di rendere obbligatorio il vaccino per tutti i cittadini, non solo per i lavoratori.
Siamo convinti che il diritto alla salute della collettività venga prima di qualunque altra cosa. Noi ci auguriamo che la scelta del governo sul Green Pass spinga le persone a vaccinarsi, resta, tuttavia, una contraddizione: l’obbligatorietà del certificato verde non vuol dire che sia obbligatorio vaccinarsi, basta presentare il tampone, dunque resta la libertà anche di non vaccinarsi. Ma allora imporre un costo per esercitare il diritto al lavoro in un Paese con bassi salari è sbagliato e rischia di essere controproducente rispetto all’obiettivo dichiarato”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. “Noi pensiamo che da qui al 15 ottobre, quando il decreto entrerà in vigore, si possa cambiare e tornare al sistema in vigore fino ad agosto”, osserva Landini. Cioè “credito di imposta per le spese sostenute dalle imprese per i tamponi, gratuiti per i lavoratori, e la sanificazione degli ambienti di lavoro. Va rifinanziato il credito di imposta fino alla fine dell’anno e noi siamo pronti anche a valutare con le nostre controparti il ricorso temporaneo alle risorse dei fondi sanitari integrativi o a quelli degli enti bilaterali”. Per il leader della Cgil “la decisione del governo rischia di produrre divisioni nei luoghi di lavoro e creare conflitti di cui non abbiamo affatto bisogno”, inoltre “c’è una seria questione di metodo. Il confronto con le parti sociali il governo lo deve realizzare prima di prendere le decisioni con la sua maggioranza”.
(ITALPRESS).