Home Economia Pagina 34

Economia

Amplifon con EcoVadis per la sostenibilità della supply chain

MILANO (ITALPRESS) – Amplifon ha adottato la piattaforma EcoVadis per valutare e incentivare il miglioramento continuo delle pratiche ambientali, sociali e di governance (ESG) dei propri fornitori, identificando aree di miglioramento e promuovendo azioni concrete per ridurre l’impatto ambientale e sociale. La piattaforma sarà utilizzata sia per identificare i “best performers” di sostenibilità con cui collaborare, 7sia per supportare le piccole e medie imprese nel loro percorso di miglioramento. “Questa iniziativa rappresenta un passo importante nell’integrazione dei criteri di sostenibilità nel processo di selezione e qualifica dei fornitori. La partnership con EcoVadis è fondamentale per accelerare il nostro programma di procurement sostenibile e ampliarne il perimetro, coinvolgendo un numero sempre maggiore di partner strategici”, commenta Cristian Finotti, Chief Procurement & Supply Chain Officer di Amplifon.
“Siamo felici di affiancare Amplifon in un percorso di sensibilizzazione e coinvolgimento dei fornitori sulle tematiche ESG. Grazie all’utilizzo della nostra piattaforma, saremo in grado di consegnare ad Amplifon gli strumenti utili per una valutazione dell’impatto della catena di approvvigionamento globale”, afferma Giulia Borsa, Regional Team Leader di EcoVadis.
Amplifon valuterà i fornitori più strategici e rilevanti per il proprio business a livello globale in tutte le geografie nelle quali opera. Le valutazioni non si limiteranno ai fornitori di apparecchi acustici, ma si estenderanno a tutti i principali attori della catena del valore dell’azienda, inclusi beni e servizi “core” quali marketing, IT, retail, logistica e costruzioni.

– Foto ufficio stampa Amplifon –

(ITALPRESS).

A giugno inflazione stabile, rallenta il carrello della spesa

ROMA (ITALPRESS) – A giugno l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,8% su base annua come nel mese precedente, confermando la stima preliminare. La stabilità dell’inflazione sottende andamenti contrapposti di diversi aggregati di spesa: in rallentamento risultano principalmente i prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +2,2% a +0,3%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,3% a +4,0%), dei beni durevoli (la cui flessione si amplia da -0,7% a -1,0%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +2,4% a +2,2%); per contro, si attenua ancora la flessione dei prezzi degli energetici non regolamentati (da -13,5% a -10,3%), accelerano quelli dei regolamentati (da +0,7% a +3,5%) e dei beni alimentari lavorati (da +1,8% a +2,0%). L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra un calo, come anche quella al netto dei soli beni energetici (entrambe da +2,0% a +1,9%). La dinamica tendenziale dei prezzi dei beni, pur restando negativa, registra una leggera risalita (da -0,9% a -0,7%) mentre quella dei servizi è in lieve decelerazione (da +2,9% a +2,8%). Il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si porta quindi a +3,5 punti percentuali (dai +3,8 di maggio).
I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano su base tendenziale (da +1,8% a +1,2%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,5% a +2,0%). L’aumento congiunturale dell’indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi dei beni energetici regolamentati (+2,3%), dei servizi relativi ai trasporti (+0,9%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%) e dei beni alimentari lavorati (+0,3%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (-1,0%), dei beni energetici non regolamentati (-0,9%) e dei beni durevoli (-0,3%). L’inflazione acquisita per il 2024 è pari a +0,8% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile e dello 0,9% su base annua (da +0,8% di maggio), confermando la stima preliminare. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e un aumento dello 0,8% su base annua. Nel secondo trimestre l’inflazione, misurata dall’IPCA, diminuisce per le famiglie con minore capacità di spesa mentre aumenta per quelle con livelli di spesa più elevati (rispettivamente -0,4% e +1,6%).
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Rapporto Ice, nel 2023 export italiano a quota 626 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2023 l’economia globale ha mostrato un andamento complessivo migliore rispetto a quanto atteso. Il PIL mondiale ha infatti registrato una crescita del 3,2 per cento nonostante le tensioni internazionali, le politiche economiche e monetarie restrittive finalizzate a contenere le spinte inflazionistiche e il maggior rigore nelle politiche di bilancio.
Gli scambi internazionali hanno invece risentito negativamente delle tensioni geo-politiche con una riduzione del -0,6% delle quantità di merci esportate rispetto al 2022 e una contrazione in valore del -4,6%, dovuta soprattutto al calo dei prezzi delle materie prime.
Il PIL italiano ha registrato un tasso di crescita dello 0,9%, un aumento per il terzo anno consecutivo superiore alla media dell’Eurozona e a quello di Francia e Germania. Nel 2023 le esportazioni di merci, in euro correnti, sono rimaste stabili al livello del 2022 e l’Italia ha guadagnato una posizione, collocandosi al sesto posto, nella graduatoria dei principali esportatori mondiali di merci, superando la Corea del Sud.
Nonostante l’Italia rappresenti il 2,2% del PIL mondiale, su almeno 5 macrocategorie vanta una penetrazione di mercato superiore al 5% con punte del 10% ad esempio per il vino.
Questa la prima valutazione che emerge dal nuovo Rapporto ICE 2023/2024, presentato oggi a Roma dal Presidente dell’Agenzia Matteo Zoppas, che illustra il quadro economico mondiale e i principali dati sulla presenza e sulla performance delle imprese italiane nei mercati internazionali.
L’apertura dei lavori è stata del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a cui sono seguiti gli interventi di Matteo Zoppas e del Presidente Istat Francesco Maria Chelli, che ha introdotto l’Annuario Statistico ISTAT-ICE 2024, mentre le conclusioni sono state affidate al Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani.
All’interno di questo quadro, molto complesso, l’impegno dell’Agenzia ICE si è rafforzato: negli ultimi tre anni, infatti, il numero di clienti che hanno richiesto servizi all’ICE è aumentato del 38%, passando da 16.331 nel 2020 a 22.602 nel 2023.
Le imprese che hanno usufruito dei servizi dell’Agenzia nel biennio 2022-2023 hanno incrementato le loro vendite estere del +12,02%, registrando una crescita superiore di +4,91 punti percentuali rispetto a un campione di imprese non-clienti.
Nel 2023 il prodotto interno lordo (PIL) mondiale è cresciuto del 3,2% e le previsioni 2024-2025 sono su livelli di crescita sostanzialmente equivalenti.
La situazione degli scambi è meno positiva di quella della produzione, con una contrazione dello 0,6% in volume delle esportazioni mondiali di merci. Il calo dei prezzi delle materie prime e la riduzione dell’inflazione hanno amplificato la caduta del valore degli scambi internazionali di merci, portandoli a un valore di 23,78 trilioni di dollari a prezzi correnti (-4,6%).
L’andamento degli scambi di servizi è in controtendenza (+9%), raggiungendo i 7,84 trilioni di dollari, trainato anche dalla ripresa del turismo e dei trasporti.
Secondo il Fondo Monetario Internazionale, le crescenti tensioni geo-politiche e geo-economiche e la diffusione di politiche di stampo protezionistico rendono concreto il rischio di una frammentazione dei mercati internazionali, generando costi economici che possono avere un impatto valutato tra lo 0,2% del prodotto mondiale, nello scenario più ottimista, e il 7% nel caso peggiore.
Nel frattempo, per quel che riguarda l’Unione Europea, sono state introdotte nuove normative che, una volta entrate a pieno regime, avranno certamente un riflesso diretto o indiretto sull’economia internazionale. Il Rapporto contiene focus specifici relativi al CBAM (il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere), all’AI Act (il Regolamento Europeo sull’intelligenza artificiale) e al MiCA (il Regolamento Europeo sulle criptovalute).
Tra i fattori che hanno inciso sull’andamento degli scambi internazionali dell’ultimo anno si possono segnalare, al fianco dei conflitti politico-militari, le due importanti crisi dei canali di Panama e Suez: il Rapporto dedica un approfondimento a quest’ultima, e in particolare agli effetti rilevati sugli scambi via mare e sul transito delle navi. Il 7% dell’export Italiano, pari a un valore di 44 miliardi di euro, si stima passi per il Mar Rosso; mentre per l’import il valore sale a 84 miliardi di euro pari al 14,2% degli acquisti totale.
La modifica delle rotte da parte delle compagnie di navigazione, a seguito degli attacchi armati alle navi che attraversano il Mar Rosso passando dallo stretto di Bab al-Mandab da parte del gruppo ribelle yemenita degli Huthi, ha comportato un aumento dei costi di trasporto e assicurativi rispetto al periodo precedente gli attacchi. I noli sono triplicati tra ottobre 2023 e gennaio 2024 ma sono fortemente diminuiti nel trimestre successivo, per effetto di un significativo aumento della capacità di carico complessiva.
Il problema è tutt’altro che risolto e i costi dei noli ad aprile 2024 suscitano ancora perplessità.
Le sfide da affrontare sono perciò notevoli, e continueranno a esserlo se la situazione dovesse protrarsi, accrescendo da un lato i rischi ambientali – minacciando anche il conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni nel settore marittimo – e dall’altro generando il pericolo di un aumento dei costi delle importazioni per i consumatori finali.
Nonostante un contesto internazionale particolarmente complesso, nel 2023 il PIL italiano ha fatto registrare un tasso di crescita dello +0,9%: aumento per il terzo anno consecutivo superiore a quello di Francia e Germania e a quello medio dell’Eurozona.
La crescita del PIL italiano nel 2023 è stata sostenuta soprattutto dagli investimenti fissi lordi e dai consumi. Il contributo della domanda estera al PIL è tornato positivo.
Nel 2023 le esportazioni italiane di merci hanno raggiunto quota 626 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto a quanto registrato nel 2022 per effetto di una contrazione dei volumi esportati pari al -5% controbilanciata dall’aumento dei prezzi all’export (+5,3%).
Le vendite all’estero sono cresciute però del +30,4% rispetto al 2019 (480 miliardi di euro), prima cioè delle ripercussioni dovute ai lockdown e dei forti aumenti logistici causati dalle tensioni geopolitiche a seguito della guerra russo-ucraina e del conflitto in Medio Oriente. La crescita dell’export italiano è invece stata del +60,5% rispetto al 2012, quando avevano raggiunto il valore di 390 miliardi di euro.
Anche le esportazioni italiane di manufatti nel 2023 si sono confermate allo stesso livello del 2022 (596 miliardi di euro), risultato di una riduzione dei volumi, a fronte di un aumento dei prezzi. Questo deriva da andamenti opposti nei diversi mercati (-2,1% dell’export verso l’UE e +2,3% verso i mercati extra-UE).
L’Italia è salita di una posizione nella graduatoria dei principali esportatori, arrivando al sesto posto. Si osserva nel 2023 un rafforzamento dei vantaggi comparati dell’industria italiana: i macchinari si riconfermano il primo settore di esportazione per l’Italia come peso sulle esportazioni (16%) e mostrano un aumento in valore (+8,8%), in aggiunta ai mezzi di trasporto (cresciuto del +10,5%) e all’agroalimentare (+5,7%).
Le esportazioni italiane di servizi (137 miliardi nel 2023) sono aumentate di oltre l’8% in volume e di oltre il 12% in euro rispetto al 2022 e hanno accresciuto la propria quota di mercato mondiale.
-foto ufficio stampa Rapporto Ice –
(ITALPRESS).

Brevetti, con Tribunale unificato Italia punto di riferimento

ROMA (ITALPRESS) – Più preparate a rispondere in materia di brevetto unitario, divenuto “pratica corrente”, meno informate in materia di Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB), ma desiderose di saperne di più per poterlo utilizzare nel prossimo futuro.
E’ uno spaccato di conoscenza tra luci e ombre quello che emerge da un’ampia indagine di mercato fra le piccole e medie imprese innovative italiane promossa dallo studio legale Trevisan & Cuonzo sul tema dei brevetti, realizzata da Metrica Ricerche e illustrata durante l’evento organizzato da Conflavoro nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’indagine mostra che occorre investire in informazione sul “nuovo”: circa il 96% dei responsabili di uffici legali e management delle imprese italiane intervistate ha sentito parlare di brevetto unitario e TUB, a fronte di un solo 19% che li conosce bene entrambi e del 60% che dichiara di non conoscerne in maniera approfondita i meccanismi di funzionamento.
In generale una azienda su due, è propensa all’utilizzo nel prossimo futuro del solo brevetto unitario come strumento di tutela, contro un 35% di aziende che invece dichiara di avere intenzione di depositare sia brevetti unitari che brevetti tradizionali, a seconda dei casi. Il TUB, invece, viene citato spontaneamente dal 65% degli intervistati che lo riconoscono quale organo giurisdizionale alternativo rispetto ai tribunali nazionali per le controversie brevettuali. Oltre il 98% delle imprese ha espresso un giudizio positivo sulla maggiore velocità del TUB nell’emanazione dei provvedimenti con un largo distacco rispetto ad altri vantaggi potenzialmente citati.
Emerge tuttavia, nell’80% dei casi, una scarsa conoscenza della recente apertura della Divisione Centrale del TUB a Milano, che solo il 14% percepisce come un “valore” molto positivo per il territorio, la Lombardia in particolare. Dati che rilevano la necessità di una maggiore sensibilizzazione fra gli operatori del settore e i diretti interessati.
“Con il TUB a Milano l’Italia diventa punto di riferimento del nuovo sistema brevettuale. Solo nel 2023 – ha spiegato Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro – le nostre aziende hanno depositato 5.053 domande di brevetto presso l’EPO, l’Ufficio Europeo dei Brevetti. Si tratta del numero più alto di sempre, il 3,8% in più rispetto all’anno precedente, che triplica la crescita media europea ferma all’1,4%.Parliamo del 38% di domande in più in un solo decennio per l’Italia. Se poi guardiamo ai numeri dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, nel 2023 vi sono stati oltre 37.000 provvedimenti emessi, di cui 8.221 brevetti concessi per invenzione industriale”.
(ITALPRESS).
– Foto: xi2/Italpress –

Bat Italia, Andrea Di Paolo assume la carica di Corporate & Regulatory Affairs Director. Nasce la divisione Cora

0

ROMA (ITALPRESS) – BAT Italia – l’azienda leader nei beni di largo consumo con un portfolio prodotti multi-categoria nel settore della nicotina – annuncia la creazione di una nuova divisione aziendale denominata CORA, ovvero Corporate and Regulatory Affairs. Con questa nuova struttura, che si allinea alla strategia globale messa in atto dal Gruppo, BAT Italia intende rafforzare il proprio impegno nelle aree della fiscalità, della regolamentazione e della comunicazione, accelerando il cambiamento per cogliere prontamente le numerose sfide poste dal settore.
La funzione appena creata è un’evoluzione del precedente assetto aziendale denonimato LEX, che univa le funzioni Legal e External Affairs. Con la nuova struttura, quindi, il dipartimento legale di BAT Italia agirà separatamente dall’area Corporate and Regulatory Affairs.
A guidare la nuova divisione CORA, dal 1° luglio 2024, è stato nominato Andrea Di Paolo, che manterrà allo stesso tempo anche la carica di Presidente di BAT Trieste. Di Paolo, grazie alla sua comprovata esperienza legale nel settore, guiderà il team di CORA nelle delicate sfide che l’industria dovrà affrontare nei prossimi anni, contribuendo a consolidare la posizione di leadership di BAT sul mercato italiano.
Nel suo nuovo incarico, Di Paolo sarà chiamato a gestire tutti gli aspetti legati alla fiscalità e alla regolamentazione delle nuove categorie di prodotti, nonché a delinerare le future strategie di comunicazione e sostenibilità dell’azienda. BAT Italia, realtà dalla vocazione internazionale, con questa nomina, rafforza la propria connotazione di impresa dai fondamenti italiani che, nel tempo, ha contribuito in modo significativo alla crescita dell’economia del Paese anche attraverso il suo nuovo “A Better Tomorrow Innovation Hub” di Trieste, che ha da poco festeggiato il 1° anno di attività.
“La creazione della funzione Corporate & Regulatory Affairs rappresenta un ulteriore passo importante dell’azienda nel perseguire il suo purpose A Better Tomorrow, confermandosi come una realtà in continua crescita e con un forte focus su innovazione e sostenibilità”, ha dichiarato Andrea Di Paolo. “Questa nuova funzione assume un’importanza strategica in un momento in cui la nostra continua espansione delle Nuove Categorie sta generando un sempre più complesso ambiente normativo, che richiede un approccio proattivo e impattante nel comunicare esternamente la nostra strategia e il nostro purpose aziendale.
Sono davvero orgoglioso di assumere questo nuovo ruolo e ringrazio l’azienda che mi ha dato la fiducia e l’opportunità di ricoprire questo sfidante incarico. Metterò a frutto la mia esperienza e le mie competenze per lavorare ad una regolamentazione bilanciata delle nuove categorie, che possa permetterci di competere, crescere e accelerare la transizione verso un mondo senza fumo.”
Classe 1971, romano, Andrea Di Paolo, dopo la laurea in Giurisprudenza, conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, inizia la sua carriera lavorando presso diversi studi legali.
Nel 2002 entra a far parte di BAT e, da quel momento, inizia il suo brillante percorso all’interno dell’azienda: ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità prima come Responsabile degli Affari Legali e Regolamentari Italia poi, dal 2017, come Responsabile degli Affari Legali, Regolamentari e Compliance di BAT per il Sud Europa, gestendo 18 Paesi dell’area mediterranea. A febbraio 2022, è stato nominato consigliere d’amministrazione e Vicepresidente di BAT Trieste S.p.A., assumendo successivamente il ruolo di Presidente della società da luglio 2023.
Andrea Di Paolo ha giocato un ruolo cruciale nella realizzazione del progetto “A Better Tomorrow™ Innovation Hub”, gestendo tutti gli aspetti legali e le relazioni con gli stakeholders istituzionali sia a livello locale che nazionale. A lui e al suo team si deve la creazione di un ecosistema integrato nel tessuto locale e regionale, in grado di promuovere valori condivisi con il territorio.
-foto ufficio stampa Bat Italia –
(ITALPRESS).

Erion, Bonato direttore sviluppo strategico e relazioni istituzionali e Sala dg

0

MILANO (ITALPRESS) – Il Sistema Erion conferma l’impegno nel rendere sempre più circolare e sostenibile il modello di sviluppo economico e sociale dell’Italia e dell’Europa, con la costituzione della nuova Direzione Sviluppo e Relazioni Istituzionali affidata a Danilo Bonato – manager con vent’anni di esperienza nel settore e già Direttore di Consorzio Remedia e di Erion Compliance Organization (ECO).
Grazie al nuovo assetto organizzativo, Erion assicurerà un maggior coinvolgimento non solo dei soggetti istituzionali e dei decisori politici, ma anche dei partner internazionali costruendo alleanze e stimolando la partecipazione di attori del mondo associativo, accademico e dei media.
Un’evoluzione organizzativa importante che, in casa Erion, sarà accompagnata dalla nomina di Marco Sala che succederà a Bonato nel ruolo di Direttore Generale di Erion Compliance Organization, la società di servizi che supporta il funzionamento dei sei consorzi del sistema multi-consortile. Sala, che è entrato in Erion a gennaio 2024 nel ruolo di Direttore Operativo, ha già maturato significative esperienze in ANIE, Vaillant Group Italia, Candy Elettrodomestici. Non solo, il nuovo Direttore – già precedentemente Operation Manager del Consorzio Ecodom – vanta una conoscenza approfondita della filiera dei rifiuti tanto da aver sviluppato in soli tre anni uno dei più innovativi impianti di trattamento delle plastiche in Italia (Stena Recycling).
“Il compito che mi è viene affidato sarà quello di orientare i modelli di Responsabilità Estesa del Produttore verso una nuova fase capace di dare risposte alle sfide del nostro tempo come il contrasto al cambiamento climatico, l’uso sostenibile delle risorse e la riduzione della dipendenza dall’estero per le nostre materie prime strategiche.” – dichiara Danilo Bonato – “Per fare ciò servono consorzi senza fini di lucro, espressione delle aziende e non di operatori commerciali, che mettano al primo posto etica, trasparenza e attenzione al ruolo sociale di pubblica utilità che essi sono chiamati a svolgere. I moderni sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore” – spiega Bonato – “Sono attivi in un’ampia gamma di settori per abilitare economie di scala, adottano un modello operativo orientato all’efficienza e alla qualità del servizio ai cittadini ed investono in progetti di ricerca e innovazione per costruire modelli economici più circolari”.
“Il prossimo ottobre Erion compirà quattro anni. Dall’inizio delle sue attività il Sistema è cresciuto in modo esponenziale: sono nati nuovi Consorzi attivi in diversi settori, l’organigramma si è ampliato e sono stati creati servizi sempre più vicini ai nostri Produttori. Il mio lavoro sarà quello di rendere ancora più efficiente questa bellissima macchina restando fedele ai valori e alla missione di Erion: essere il miglior Sistema di Responsabilità Estesa del Produttore operante in Italia” dichiara Marco Sala – “È una sfida che credo potremo vincere come team, valorizzando quanto di buono abbiamo costruito fino ad adesso e impegnandoci quotidianamente per sostenere in modo ottimale le strategie di sviluppo dei nostri consorzi e migliorare costantemente la qualità e l’efficienza dei servizi forniti”.
-foto ufficio stampa APCO (da sinistra Bonato e Sala)-
(ITALPRESS).

A maggio il debito pubblico cresce di 13,3 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Lo scorso maggio, secondo i dati della Banca d’Italia, il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 13,3 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.918,9 miliardi. L’aumento è dovuto al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (11,5 miliardi) e all’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (2,1 miliardi). In senso opposto ha agito la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (0,3 miliardi, a 31,9). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 13,6 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali è diminuito di 0,3 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato. La vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,8 anni. A maggio la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è lievemente diminuita (al 23,3% dal 23,5% del mese precedente), mentre ad aprile quella detenuta dai non residenti si è collocata al 28,8 (dal 28,7% del mese precedente) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) al 14,1% (come nel mese precedente).
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Per il G7 Commercio in dono Amarone e caffè

ROMA (ITALPRESS) – Eccellenze commerciali italiane per far conoscere al mondo prodotti spesso imitati ma mai eguagliati. La scelta, questa volta, è caduta su vino e caffè. Per la riunione del G7 ministeriale del Commercio, che si terrà a Reggio Calabria, in località Villa San Giovanni, il 16 e 17 luglio, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nella sua veste di padrone di casa, farà dono agli ospiti di una magnum del prestigioso Amarone Aneri, con etichetta firmata da Mimmo Paladino, e di una confezione di èTricaffè, miscela d’autore. Un gesto – attraverso due prodotti di riconosciuta eccellenza – che vuole veicolare, appunto, l’alta qualità italiana nel mondo. Un mondo, in questo caso, rappresentato non solo dai ministri dei 7 Grandi (Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia) e dal vicepresidente dell’Unione Europea Valdis Dombrovskis ma anche dai rappresentanti di Argentina, Brasile, Cile, Inda, Kenya, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Turchia e Vietnam, del Wto (World Trade Organisation) e dell’Oecd, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa –