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Enav, contratto con Teledife per nuovo radar base aerea di Sigonella

ROMA (ITALPRESS) – Il Gruppo ENAV, a valle di specifico mandato emesso dallo Stato Maggiore Aeronautica, ha sottoscritto un contratto con Teledife (Direzione Informatica Telematica e Tecnologie Avanzate del Ministero della Difesa) per la fornitura, l’installazione e la messa in esercizio di un nuovo radar per la sorveglianza del traffico aereo svolta dall’Aeronautica Militare presso la Base aerea di Sigonella. Il progetto sarà realizzato da un Raggruppamento Temporaneo di Imprese a guida ENAV con Techno Sky, società del Gruppo ENAV responsabile della gestione e della manutenzione hardware/software- di impianti e sistemi utilizzati per la gestione del traffico aereo e Leonardo.
Sotto il Comando Aeroporto di Sigonella, l’Aeronautica Militare fornisce il supporto operativo, tecnico e logistico agli Enti e Reparti schierati o in transito sulla Base aerea, assicurando i servizi per lo svolgimento delle attività di volo.
Dalla Base aerea di Sigonella, l’Aeronautica Militare gestisce inoltre la fase di avvicinamento/allontanamento per i voli civili che operano sull’aeroporto di Catania Fontanarossa con circa 70 mila movimenti l’anno coordinati attraverso la torre di controllo di ENAV. Il nuovo radar è quindi strategico sia per le attività di natura militare che civile. Il contratto è stato sottoscritto dall’Amministratore Delegato del Gruppo ENAV Pasqualino Monti e dal Direttore di Teledife, il Tenente Generale del Corpo degli Ingegneri dell’Esercito Italiano Angelo Gervasio.
L’Amministratore Delegato Pasqualino Monti ha dichiarato: “Questo contratto rappresenta la capacità delle imprese e delle istituzioni italiane di fare sistema per la modernizzazione del Paese nello sviluppo tecnologico delle infrastrutture e dei sistemi di gestione del traffico aereo sia a difesa dei confini nazionali che per garantire l’efficienza dei voli civili. Dopo i contratti con Repubblica Dominicana e Tunisia di qualche settimana fa, questa ultima commessa è la conferma che la nuova strategia che stiamo portando avanti per far crescere le attività sul mercato non regolamentato sta dando risultati concreti. Siamo confidenti di raggiungere tutti gli obiettivi comunicati al mercato pochi mesi fa”.
Nello specifico, il contratto, della durata di due anni, prevede la fornitura del nuovo Radar e degli apparati della sala che ospiterà i controllori di volo comprese le attività di installazione e messa in esercizio del nuovo apparato. E’ inoltre previsto l’ammodernamento della sala radar e il rifacimento completo degli impianti afferenti. Per minimizzare l’impatto operativo, durante l’esecuzione dei lavori, sarà messa a disposizione una sala di controllo trasportabile da cui i controllori del traffico aereo di Sigonella potranno operare senza interruzioni del servizio. Nell’ambito del contratto, Leonardo fornirà il radar ATC primario della Famiglia ATCR-33S Next Generation e quello secondario SIR-S/I. Queste tecnologie ed i servizi correlati, funzionali al progressivo rinnovamento dell’intera capacità di sorveglianza del controllo del traffico Aereo dell’Aeronautica Militare, saranno pienamente integrati con quelli già in uso alla Forza Armata e con i sistemi di sorveglianza in dotazione a ENAV.

– Foto: ufficio stampa Enav –

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Vacanze estive, gli italiani spenderanno in media 1.190 euro a testa

ROMA (ITALPRESS) – Tra giugno e settembre più della metà degli italiani farà vacanze sia brevi che lunghe (il 51% contro il 49% dello stesso periodo del 2023), il 34% farà solo vacanze brevi o vacanze lunghe, mentre il 16% non andrà in vacanza (quota in diminuzione rispetto al 23% della scorsa estate). Tra i motivi della non-vacanza, al primo posto, per quasi 1 italiano su 3, la mancanza di disponibilità economica, seguita dalla necessità di risparmiare (23%), ma c’è anche chi deve rimanere a casa per accudire persone non autosufficienti (14%). Per chi andrà in vacanza nel periodo estivo, tra le principali attività a cui si dedicherà spicca al primo posto il riposo, seguito da altre motivazioni come vedere posti nuovi, stare con i propri cari, degustare prodotti tipici, immergersi nella natura o, comunque, stare all’aperto. Rimane fondamentale la scelta del compagno (o dei compagni) di viaggio che, per oltre la metà degli italiani, risulta essere il proprio partner, e questo vale sia per le vacanze brevi che per quelle più lunghe con almeno 6 pernottamenti. Gli amici risultano essere, invece, i compagni ideali di viaggio in particolare per i break di 1-2 notti. Per quanto riguarda il budget di spesa per le vacanze estive, quasi un terzo delle famiglie (31%) quest’anno ha previsto una quota più elevata rispetto al 2023, mentre per il 18% sarà inferiore soprattutto per l’aumento delle spese famigliari o a causa di altre spese da sostenere nei prossimi mesi. C’è poi un 42% che prevede di spendere come la scorsa estate e un 9% che non ha ancora definito il budget di spesa. In ogni caso, la spesa media complessiva pro capite prevista per le vacanze estive 2024 è pari a 1.190 euro, il 10% in più rispetto alla scorsa estate (1.090 euro). E’ quanto emerge dal Focus sulle vacanze estive dell’Osservatorio Turismo Confcommercio in collaborazione con Swg.(ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Confindustria-Deloitte, commercio globale +2,6% nel 2024

ROMA (ITALPRESS) – Il panorama del commercio internazionale sta attraversando significativi mutamenti strutturali, ma nel quarto trimestre del 2023 il volume a livello globale è aumentato del 6,3% rispetto al picco pre-pandemico del terzo trimestre del 2019 e del 19,1% rispetto al livello medio del 2015. Si prevede che il volume cresca del 2,6% nel 2024 e del 3,3% nel 2025, dopo un calo maggiore del previsto del -1,2% nel 2023. In vista dei prossimi anni la sfida chiave è quella di trovare un equilibrio sostenibile tra il rafforzamento della resilienza e della sicurezza economica e la preservazione dei principi liberali e dei mercati aperti. Queste alcune delle evidenze principali contenute nel B7 Flash, l’approfondimento di Confindustria e Deloitte elaborata in occasione della “G7 – Industry Stakeholders Conference: Reversing the Global Protectionist Drift”, organizzata a margine della riunione dei Ministri del Commercio del G7 che si terrà a Villa San Giovanni e Reggio Calabria il 16 e 17 luglio. Deloitte Italia è il Knowledge Partner esclusivo del B7 Italy 2024 “Leading the Transitions Together”, presieduto da Confindustria e guidato da Emma Marcegaglia.
“Rilanciare un sistema commerciale multilaterale efficiente e basato su regole con l’Organizzazione Mondiale del Commercio garante di esse, sostenere gli investimenti esteri internazionali e rafforzare la resilienza delle Catene Globali del Valore sono le principali priorità delle raccomandazioni politiche del B7 a beneficio di tutte le economie avanzate e in via di sviluppo. Per raggiungere questi obiettivi è fondamentale creare condizioni di parità migliorando al contempo la sicurezza economica all’interno di un solido quadro multilaterale. Gli Accordi di Libero Scambio devono continuare a essere implementati in tutte le aree in quanto indispensabili per le imprese. Nel frattempo, i governi devono concordare urgentemente un solido piano di riforma dell’OMC da approvare e attuare immediatamente alla prossima Conferenza ministeriale dell’OMC. Sulla base del comunicato dei Leader G7 del 14 maggio 2024 di Apulia, il Business è pronto a impegnarsi in modo proattivo con governi, organizzazioni e istituzioni internazionali e multilaterali per iniziative del G7 come la Partnership for Global Infrastructure Investment per dispiegare presto tutto il loro potenziale”, dichiara Barbara Cimmino, Vice Presidente per Export e l’Attrazione degli investimenti Confindustria.
“Profondi cambiamenti stanno influenzando significativamente le catene del valore globali, sottolineandone la vulnerabilità con importanti ripercussioni sulle economie dei paesi del G7. Tuttavia, il commercio internazionale ha dimostrato notevole resilienza, crescendo nel 2023 di oltre il 6% rispetto al 2019 e con un’ulteriore crescita annua attesa di circa il 3% per il 2024 e il 2025. Al fine di dare nuovo impulso alla competitività delle loro imprese, i G7 sono chiamati a ricoprire una posizione di leadership nel garantire un commercio globale, libero e sicuro, che includa attivamente i Paesi in via di sviluppo. In questo contesto, è di notevole importanza il rinnovato impegno del G7 nella Partnership for Global Infrastructure and Investment (PGII), che prevede un investimento di 600 miliardi di dollari entro il 2027, con l’obiettivo di colmare il divario infrastrutturale nei Paesi in via di sviluppo e sostenere la loro integrazione nell’economia globale. Solo attraverso una forte collaborazione internazionale sarà possibile realizzare un commercio libero capace di catalizzare le molteplici transizioni in corso, amplificandone i benefici e promuovendo un futuro di prosperità condivisa e crescita inclusiva”, dichiara Andrea Poggi, Innovation Leader per Deloitte Italia e capo delegazione B7 per Deloitte.
Nel 2023 gli investimenti diretti esteri globali sono diminuiti del 2%, raggiungendo quota 1,3 trilioni di dollari, ma escludendo l’effetto di forti oscillazioni di flussi transitori in piccole economie europee gli investimenti diretti esteri globali sono diminuiti di oltre il 10%. Gli afflussi di investimenti diretti esteri verso le economie in via di sviluppo sono diminuiti del 7% nel 2023 mentre quelli verso le economie sviluppate, esclusi i paesi di transito, sono calati del 15%, influenzati principalmente da riconfigurazioni finanziarie aziendali e da un forte calo del valore delle fusioni e acquisizioni transfrontaliere. Nonostante si stimi che siano necessari circa 40 trilioni di dollari in investimenti infrastrutturali per i Paesi in via di sviluppo entro il 2035, per sostenere le transizioni verdi e digitali, la situazione globale per gli investimenti diretti esteri rimane complessa a causa di minori prospettive di crescita, tensioni commerciali e geopolitiche e per via della diversificazione delle catene di approvvigionamento. Nel B7 Flash si evidenzia, inoltre, quanto sia fondamentale il ruolo degli investimenti diretti esteri in quanto non solo forniscono capitale, ma anche tecnologia e know-how. Nonostante un trend decennale crescente di flussi di investimenti dai Paesi in via di sviluppo verso i Paesi meno sviluppati e l’intervento pubblico negli investimenti diretti esteri come la Partnership for Global Infrastructure and Investment (PGII), tali investimenti nei Paesi in via di sviluppo non stanno raggiungendo la crescita sperata, confermando un trend globale di rallentamento rispetto al commercio globale e al PIL.
Nel 2023 la domanda di importazioni è stata debole in quasi tutte le aree geografiche, specialmente in Europa, ma anche in Nord America e Asia. A livello globale, la crescita del PIL reale, a tassi di cambio di mercato, è rallentata dal 3,1% nel 2022 al 2,7% nel 2023, e si prevede che rimanga sostanzialmente stabile nei prossimi due anni, al 2,6% nel 2024 e al 2,7% nel 2025. Il contrasto tra la crescita costante del PIL e il rallentamento del volume dell’interscambio di merci è anche legato a diverse dinamiche settoriali e pressioni inflazionistiche, che hanno avuto un effetto negativo sul consumo di beni ad alto scambio commerciale. Nel complesso la pandemia e gli altri shock sopra richiamati hanno evidenziato le vulnerabilità nelle catene globali del valore, l’importanza della resilienza economica e la persistente concentrazione del mercato in alcune industrie strategiche. In particolare, nell’estrazione di elementi delle terre rare, semiconduttori, ingredienti farmaceutici attivi e batterie, con la produzione concentrata in uno o pochissimi Paesi. Di conseguenza i collegamenti nelle catene di approvvigionamento globali hanno aggravato l’impatto di shock localizzati nei Paesi produttori, influenzando la disponibilità di materie prime, beni e tecnologie a livello mondiale.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Salini “Nuovo Ponte di Baltimora sia simbolo di sicurezza e rinascita”

ROMA (ITALPRESS) – Il nuovo ponte di Baltimora oltre a “essere più sicuro, deve poter essere un simbolo della rinascita” della città. Così Pietro Salini, amministratore delegato del gruppo Webuild, ha illustrato in un’intervista al quotidiano Baltimore Sun la sua proposta preliminare per un nuovo ponte, inviata al governo del Maryland subito dopo l’incidente del 26 marzo scorso, quando il Francis Scott Key Bridge è stato distrutto da una nave mercantile, provocando la morte di sei persone.
Il disegno pro-bono inviato da Webuild e dalla sua controllata americana Lane Construction prevede un’elegante struttura strallata. Quello che è accaduto, ha rimarcato Salini, facendo un parallelismo con il crollo del ponte Morandi di Genova, ricostruito da Webuild in soli 15 mesi, “è più di un semplice collasso infrastrutturale. E’ come avere una cicatrice nella carne della gente, degli abitanti”.
Il costruttore non è entrato nei dettagli del procedimento in corso, con il quale il governo del Maryland sceglierà entro l’estate a chi affidare la progettazione e i lavori del nuovo ponte, ma ha ribadito che “un ponte strallato è la soluzione ottimale. I ponti strallati possono essere più convenienti rispetto ad altre opzioni e i piloni possono essere più distanti tra loro”. Ciò significa ridurre i rischi di una nave potenzialmente ribelle.
Una soluzione che ha trovato indirettamente riscontro nei giorni scorsi durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti, dove il segretario ai trasporti del Maryland Paul Wiedefeld ha discusso del potenziale della costruzione di moli più lontani dal canale di navigazione e in acque profonde abbastanza per l’accesso delle navi New Panamax provenienti dal nuovo Canale di Panama, costruito nel 2016 da Webuild.
Salini nell’intervista al Sun ha sottolineato la storia della sua azienda, che in oltre cento anni ha costruito 630 miglia di ponti e viadotti, e ha ricordato che Webuild è designato per la progettazione e costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina che, se realizzato, sarebbe “il ponte sospeso più lungo del mondo”. Il nuovo ponte di Baltimora, nelle stime del governo locale, è un progetto del valore di 1,7-1,9 miliardi di dollari, e dovrebbe essere completato entro il 15 ottobre 2028.
Salini, rispondendo al Baltimore Sun, ha affermato che Webuild potrebbe rispettare tale scadenza e potrebbe potenzialmente offrire “un sostanziale risparmio di tempo”. L’importante, ha concluso l’amministratore delegato di Webuild, è “realizzare un’infrastruttura che porti a una nuova sensazione di sicurezza ed esalti il sentimento di orgoglio di essere cittadino di una città che ha saputo uscire da quell’evento con qualcosa che non è solo utile, ma anche bello”.
La campagna “webuild what America needs” continua a fare notizia, rilanciata dai principali media statunitensi in tutto il Paese. Dopo il Wall Street Journal, Washington Post, CNN e l’intervista dell’amministratore delegato Pietro Salini sul Baltimore Sun, anche il New York Times rilancia l’impegno del Gruppo negli Stati Uniti e la leadership globale di Webuild nel settore delle infrastrutture, come già fatto in settimana anche da AP, Bloomberg, ESPN, Fox News, MSN BC, Reuters, USA Today.
Nel momento in cui la Maryland Transportation Authority (MDTA) sta valutando le proposte ricevute, la campagna mette in luce l’esperienza storica negli Stati Uniti del Gruppo, che nel Paese opera attraverso la sua controllata Lane, società con radici che risalgono al 1890. La campagna parte dall’iconico Long Beach International Gateway Bridge in California, consegnato dal Gruppo nel 2020 e realizzato senza interruzioni per l’attività portuale.
Con 1.020km di ponti e viadotti realizzati nel mondo, Webuild è pronta a mettere la sua esperienza al servizio delle autorità statunitensi anche per la ricostruzione del nuovo Ponte di Baltimora, dopo il crollo dello scorso marzo. A maggio Webuild e Lane hanno già presentato pro bono, in segno di vicinanza al Paese, un concept design alla Maryland Transportation Authority (MDTA), per la costruzione di un nuovo ponte, sicuro e innovativo, in grado di ridefinire l’ingresso al porto storico di Baltimora, un hub logistico fondamentale per gli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti si identificano come un mercato chiave per Webuild, con il Nord America che complessivamente rappresenta il terzo mercato più importante e gli Stati Uniti che generano il 12% del fatturato totale del Gruppo. Negli ultimi dieci anni, Lane e le aziende partner della filiera hanno consegnato con successo progetti infrastrutturali per un valore totale dei contratti di oltre 12,8 miliardi di dollari.
“Webuild, presente in oltre 50 paesi, ha realizzato ponti iconici utilizzando le tecnologie più avanzate in termini di sicurezza e sostenibilità – si legge in una nota -, innalzando gli standard del settore. Tra questi, il Secondo e il Terzo Ponte sul Bosforo in Turchia e il Ponte sul Danubio a Braila in Romania, il secondo ponte sospeso più lungo dell’Europa continentale. Negli Stati Uniti, oltre al Long Beach International Gateway Bridge costruito garantendo l’operatività del porto e del vecchio ponte, demolito subito dopo l’inaugurazione del nuovo, il Gruppo ha realizzato anche il “A. Max Brewer Bridge” in Florida”.

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Pil, Bankitalia “Crescita resta contenuta, +0,6% nel 2024”

ROMA (ITALPRESS) – “Dopo la moderata espansione del primo trimestre di quest’anno, secondo nostre stime il PIL in Italia ha continuato a crescere in misura contenuta in primavera; è stato sostenuto ancora dai servizi, in particolare del turismo, che beneficia del buon andamento della spesa dei viaggiatori stranieri. Per contro l’attività si è ridotta nelle costruzioni e nella manifattura”. Lo afferma la Banca d’Italia nel Bollettino Economico.
“Dal lato della domanda, all’ulteriore espansione delle esportazioni e alle indicazioni positive sui consumi si associa un quadro meno favorevole per gli investimenti. Nelle nostre più recenti proiezioni macroeconomiche, elaborate nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema, il prodotto aumenterà dello 0,6 per cento nel 2024 (dello 0,8 escludendo la correzione per le giornate lavorative), dello 0,9 nel 2025 e dell’1,1 nel 2026”, prosegue il Bollettino.
“Negli ultimi mesi l’inflazione complessiva è rimasta su valori bassi e la componente di fondo si è ridotta lievemente. La disinflazione si è confermata più lenta per i servizi, per effetto sia delle componenti i cui listini si adeguano con ritardo all’andamento dell’indice generale, sia delle voci connesse con il turismo, per le quali la domanda resta
elevata – sottolinea la Banca d’Italia -. Secondo le imprese l’inflazione al consumo si manterrebbe al di sotto del 2 per cento nel breve e nel medio termine. Nelle nostre proiezioni l’inflazione al consumo si collocherà su valori contenuti, all’1,1 per cento quest’anno e a poco più dell’1,5 nella media del biennio 2025-26″.

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Consap, Giacomoni “Prosegue il rilancio del Fondo Studio”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici SpA Sestino Giacomoni sottolinea l’importanza del lavoro svolto da Consap in sinergia con il Governo e con il Parlamento sul Fondo Studio.
“Ci tengo ad esprimere i miei più sentiti ringraziamenti – dichiara il presidente Giacomoni – alla Commissione Cultura, scienza e istruzione, presieduta dall’onorevole Federico Mollicone, al Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, al Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, al Ministro dell’Università e della ricerca, Annamaria Bernini, al Ministero dell’Economia e delle Finanze ed a palazzo Chigi, che hanno sostenuto l’emendamento che consentirà di applicare la garanzia dello Stato ai prestiti del Fondo per gli studenti meritevoli. Si tratta di un grande risultato che consentirà a Consap SpA di mettere in atto il rilancio e il potenziamento del Fondo Studio”.
“Il Fondo per il credito ai giovani, cosiddetto Fondo Studio – spiega il presidente – è stato istituito presso Consap nel 2010 durante il Governo Berlusconi e voluto dall’attuale Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai tempi ministro della Gioventù, per garantire l’accesso al credito bancario agli studenti meritevoli. E, in occasione dei 30 anni di Consap a novembre scorso, è stato lo stesso Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ci ha invitato ad apportare modifiche e migliorie al Fondo, nella speranza che si possa dare l’opportunità al nostro Paese di crescere ed evolversi attraverso la formazione dei giovani meritevoli, che ora possono investire nel proprio futuro anche se non hanno le possibilità economiche per farlo”.
“Appena il provvedimento verrà approvato definitivamente dal Parlamento – conclude Giacomoni – convocheremo presso Consap il tavolo che abbiamo istituito con ABI e CDP per far sì che tutte le banche possano erogare in tempi celeri il credito agli studenti meritevoli, con la garanzia di ultima istanza dello Stato, infatti le banche non dovranno fare accantonamenti e potranno concedere i prestiti ai giovani alle condizioni migliori. Consap proseguirà il suo impegno per la completa digitalizzazione delle procedure. Si tratta, indubbiamente, di uno strumento fondamentale per il Sistema Paese: l’agevolazione all’accesso del credito farà crescere non solo il numero degli studenti e dei laureati, ma anche in prospettiva l’economia italiana”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Calabrò “Relazione Milano-Palermo fondamentale per il Mediterraneo”

MILANO (ITALPRESS) – “Se devi pensare al futuro dell’Europa, non lo puoi immaginare non tenendo conto del Mediterraneo. La declinazione del futuro europeo o è mediterranea, o non è.
Soprattutto perchè il Mediterraneo – luogo di commerci e di conflitti, di scambi e di contrasti – ha una sua rilevanza dentro i nuovi equilibri geopolitici”. Lo ha detto Antonio Calabrò, presidente di Fondazione Assolombarda, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy, parlando del “Forum Milano-Palermo – Genio Mediterraneo”, che si svolgerà a Palermo il 4 e 5 novembre presso il Teatro Massimo. “Milano e Palermo hanno parecchie cose in comune: il Mezzogiorno è una straordinaria piattaforma logistica non soltanto per gli scambi commerciali, ma anche per gli scambi culturali e per la formazione”, spiega Calabrò, sottolineando che Milano “è lungo l’asse che parte dal Nord Europa e arriva al Mediterraneo, la relazione tra Milano e l’Europa è baricentrica e la sponda mediterranea è fondamentale”.
Palermo “è una grande città di intelligenza umanistica, con una tradizione che quasi nessuno ricorda più purtroppo: è luogo di eccellenza della matematica italiana” ed “è una città di sperimentazione anche musicale, è sempre stata molto aperta alle influenze che venivano dall’esterno. Credo che le due città siano pensando a tutto quello che, soprattutto nella stagione dell’economia digitale, può essere fatto insieme”.
Per Calabrò c’è una definizione di questa stagione economica ed è “l’economia della conoscenza, credo che sia una buona chiave interpretativa. Vuol dire la trasformazione digitale e il governo dell’intelligenza artificiale, ma anche l’attenzione per la trasmissione ambientale che ha bisogno di dati, di conoscenze, di formazione, di idee che diventano imprese ed imprese che crescono usando la sostenibilità come fattore competitivo reale”.
L’industria italiana, sottolinea il presidente di Fondazione Assolombarda, “è abbastanza disseminata sui territori: questa capacità delle imprese italiane di essere molto territoriali e contemporaneamente molto internazionali è un nostro punto di forza, è il nostro vantaggio rispetto al resto dei mercati”.
Ma “ci sono due o tre strozzature fondamentali da affrontare – aggiunge -: non troviamo persone da assumere, abbiamo un bassissimo numero di laureati e tra vent’anni non avremo persone in grado di reggere la trasformazione tecnologica dell’impresa”, prosegue.
“Non sono capace di pensare in termini apocalittici: le politiche demografiche e quelle di ricostruzione della mentalità sono di lungo periodo, ma visto che ci mancano persone per lavorare per produrre ricchezza e benessere, alcune cose le possiamo fare rapidamente – afferma Calabrò -. La partecipazione femminile al lavoro è bassissima e va incrementata, ci sono più di 3 milioni di Neet, ragazzi che non studiano o lavorano: recuperiamoli. Si laurea soltanto il 22% della popolazione italiana. Sono tutte condizioni che si possono affrontare adesso e che danno risultati nell’arco di pochi anni”.
“Ormai usiamo spesso la parola immigrazione che ha assunto una connotazione negativa, ma nella storia del mondo le persone si spostano per trovare migliori occasioni di vita e di lavoro, si spostano i nostri ragazzi per andare all’estero – uno su tre è pronto ad andare via -, questi spostamenti possono essere a vantaggio di una maggiore qualità della vita civile e della vita economica”.

– Foto Italpress –

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II trimestre in chiaroscuro, Pil al rialzo con auto, industria e turismo

ROMA (ITALPRESS) – Si conferma un secondo trimestre per niente brillante, ma con una stima previsionale al rialzo della variazione congiunturale del prodotto lordo da -0,1% a +0,1%. Tre gli elementi alla base di questa revisione al rialzo: i consumi, trainati dalle immatricolazioni di auto a privati nel mese di giugno, il buon andamento congiunturale della produzione industriale a maggio (+0,5%) e, sempre per il mese di maggio, una valutazione favorevole delle presenze turistiche sul territorio italiano. Lo riferisce Confcommercio.
Tutto ciò considerato, resta ferma la previsione del consuntivo 2024 per il PIL a +0,9%, frutto di due semestri sostanzialmente uguali per variazione tendenziale. Infatti, il +0,1% congiunturale implica una crescita tendenziale dell’1% nel secondo quarto dell’anno che, a sistema con il tendenziale a +0,7% del primo trimestre, fornisce una crescita poco sotto l’1%. Analogo risultato si profilerebbe per la seconda metà dell’anno che, tuttavia, si aprirebbe con un luglio marginalmente negativo (-0,1% congiunturale e +0,7% tendenziale).
Il clima di fiducia degli imprenditori si mantiene anche a giugno, con la sola eccezione degli operatori delle costruzioni, in territorio negativo con limitate attese di miglioramento per i prossimi mesi. L’atteggiamento più favorevole mostrato dalle famiglie, il cui sentiment si è irrobustito per il secondo mese consecutivo, stenta a tradursi in concreti aumenti sul versante della domanda.
I consumi, nel complesso, restano fragili, a parte l’effetto incentivi sul comparto auto. Nella metrica dell’ICC a giugno la crescita su base annua è stata dello 0,9%, ma se si guarda al complesso del secondo trimestre si rileva una stagnazione che coinvolge sia i servizi sia i beni. La crescita del volume di risparmio nel primo trimestre dell’anno suggerisce che c’è una diffusa necessità delle famiglie di ricostituire lo stock di risparmio accumulato che ha sostenuto i consumi lo scorso anno e che oggi va ripristinato per scopi precauzionali. E’ presumibile che solo nei mesi finali del 2024 si potrebbe osservare un lieve miglioramento della domanda, conseguenza di dinamiche più favorevoli sul versante del reddito disponibile reale. In quest’ottica, il permanere dell’inflazione anche a luglio su valori storicamente contenuti, rappresenta un segnale positivo: la nostra indicazione è di una variazione congiunturale dello 0,2% e di una crescita dell’1,0% nel confronto annuo, in lieve aumento su giugno. Va anche tenuto conto che nei periodi più recenti le dinamiche dei prezzi degli alimentari, a cui le famiglie sono particolarmente attente, si stanno rapidamente avvicinando al dato generale.
Per il futuro prossimo, quindi, la partita vincente che condurrebbe a evitare una manovra “lacrime e sangue” in autunno dipende dalla stabilizzazione dell’inflazione attorno o sotto l’1% in combinazione con la tenuta degli attuali livelli occupazionali da record statistico. Dovessero arrivare dal PNRR investimenti oltre le aspettative, riprenderebbe quota la possibilità di superare l’1% di crescita già quest’anno. Data la variabilità del quadro congiunturale è sconsigliato fare scommesse.
-foto ufficio stampa Confcommercio-
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