PARMA (ITALPRESS) – “Ho tentato ogni cosa per convincere il sindacato che dovevamo fronteggiare questa nuova minaccia, con lo stesso spirito che ci ha portato a fare i protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro, protocolli tra i più avanzati in Europa. Bastava adeguare quelli esistenti all’uso estensivo del green pass sui luoghi di lavoro, ma una parte del sindacato ha detto no. Preferisce gettare la palla nel campo del Governo e dire ‘se volete imponete con una legge l’obbligo vaccinalè”. Lo ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, intervenendo all’assemblea pubblica di Federalimentare. “E’ una fuga dalla responsabilità, una posizione assunta sapendo che nella maggioranza di Governo c’è chi ha flirtato con i no vax e chiedere una legge significa non avere nè il green pass e nè l’obbligo vaccinale. Non capisco come la responsabilità manifestata lo scorso anno ora sembra in questo Paese svanita”, ha aggiunto.
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Green pass, Bonomi “Sindacato fugge da responsabilità”
Ad agosto accelera l’inflazione, +2,1% su base annua
ROMA (ITALPRESS) – Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel mese di agosto 2021 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile e del 2,1% su base annua (da +1,9% del mese precedente).
L’accelerazione su base annua dell’inflazione si deve prevalentemente a quella dei prezzi dei Beni energetici (da +18,6% di luglio a +19,8%) e in particolare a quelli della componente non regolamentata (da +11,2% a +12,8%), mentre i prezzi della componente regolamentata continuano a registrare una crescita molto ampia (e in lieve accelerazione da +34,2% a +34,4%). Contribuiscono a questa dinamica, ma in misura minore, i prezzi degli Alimentari lavorati (che accelerano da +0,2% a +0,8%) e quelli degli Alimentari non lavorati (che invertono la tendenza da -0,2% a +0,8%).
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rimane stabile a +0,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici accelera da +0,4% a +0,6%.
L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto da una parte a fattori stagionali che influenzano la crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,8%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%) e dall’altra ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+1,7%) e degli Alimentari sia lavorati (+0,6%) sia non lavorati (+0,4%).
L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,8% per l’indice generale e a +0,9% per la componente di fondo.
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24 mila incidenti sul lavoro in più nei primi 7 mesi del 2021
ROMA (ITALPRESS) – Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di luglio sono state 312.762, quasi 24mila in più (+8,3%) rispetto alle 288.873 dei primi sette mesi del 2020, sintesi di un calo delle denunce osservato nel trimestre gennaio-marzo (-10%) e di un incremento nel periodo aprile-luglio (+29%) nel confronto tra i due anni.
I dati rilevati al 31 luglio di ciascun anno evidenziano nei primi sette mesi del 2021 un aumento a livello nazionale degli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (+18,9%, da 33.204 a 39.480 casi), che sono diminuiti del 33% nel primo bimestre di quest’anno e aumentati del 66% nel periodo marzo-luglio (complice il massiccio ricorso allo smart working nello scorso anno, a partire proprio dal mese di marzo), e un incremento del 6,9% (da 255.669 a 273.282) di quelli avvenuti in occasione di lavoro, che sono calati del 10% nel primo trimestre di quest’anno e aumentati del 25% nel quadrimestre aprile-luglio.
Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato del 6,4% nella gestione Industria e servizi (dai 249.499 casi del 2020 ai 265.499 del 2021), del 4,4% in Agricoltura (da 14.797 a 15.450) e del 29,4% nel Conto Stato (da 24.577 a 31.813).
L’Inail osserva incrementi generalizzati in quasi tutti i settori produttivi tranne, in particolare, in quello della Sanità e assistenza sociale, che nei primi sette mesi di quest’anno presenta una riduzione del 34,4% degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2020 (sintesi di un +163% del primo bimestre, di un -67% del periodo marzo-giugno e di un +3% a luglio) pur distinguendosi ancora per numerosità di eventi, dell’alloggio e ristorazione (-6,5%) e dell’amministrazione pubblica (-7,3%).
Le denunce di infortunio mortale sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di luglio sono state 677, 39 in meno rispetto alle 716 registrate nei primi sette mesi del 2020 (-5,4%). Il confronto tra il 2020 e il 2021 richiede però cautela, in quanto i dati delle denunce mortali degli open data mensili, più di quelli delle denunce in complesso, sono provvisori e influenzati fortemente dalla pandemia da Covid-19, con il risultato di non conteggiare un rilevante numero di “tardive” denunce mortali da contagio, in particolare relative al mese di marzo 2020.
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Pil nel 2° trimestre +2,7%, +17,3% su base annua
ROMA (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre del 2021 il prodotto interno lordo (Pil) è aumentato del 2,7% rispetto al trimestre precedente e del 17,3% nei confronti del secondo trimestre del 2020. Lo rileva l’Istat. La stima preliminare del Pil diffusa il 30 luglio 2021 aveva registrato variazioni analoghe sia in termini congiunturali, sia tendenziali.
Il secondo trimestre del 2021 ha avuto una giornata lavorativa in più sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto al secondo trimestre del 2020. La variazione acquisita per il 2021 è pari a +4,7%. Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna registrano un’espansione, con un aumento del 3,4% dei consumi finali nazionali e del 2,4% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono aumentate, rispettivamente, del 2,3% e del 3,2%.
La domanda nazionale al netto delle scorte ha fornito un contribuito positivo di 3,1 punti percentuali alla crescita del Pil: +2,8 punti i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private ISP, +0,5 punti gli investimenti fissi lordi e -0,2 punti della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP). Per contro, la variazione delle scorte ha contribuito negativamente per 0,8 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta è risultato positivo nella misura di 0,3 punti percentuali.
Si registrano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto di industria e servizi, aumentati rispettivamente dell’1,6% e del 2,9% e stazionario per il valore aggiunto dell’agricoltura.
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Ocse, Pil +1,6% nel secondo trimestre ma sotto livelli pre-covid
ROMA (ITALPRESS) – Il Pil dell’area Ocse rimane ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia, nonostante una crescita in aumento nel secondo trimestre del 2021, dell’1,6% dallo 0,6% del trimestre precedente, secondo le stime provvisorie. Per l’insieme delle principali sette economie, la crescita del Pil è aumentata all’1,6% (dallo 0,4%) nel secondo trimestre del 2021, ma con forti variazioni tra i paesi. Il Regno Unito ha registrato la crescita più forte (4,8% da -1,6% nel trimestre precedente), seguito dall’Italia (2,7% da 0,2% nel trimestre precedente).
Il Pil è aumentato anche nelle altre sette principali economie, ma in misura minore. Sia negli Stati Uniti che in Germania il Pil è cresciuto dell’1,6%, rispetto all’1,5% e al meno 2% rispettivamente del trimestre precedente. In Francia e in Giappone il Pil è cresciuto rispettivamente dello 0,9% e dello 0,3%, dopo lo 0% e il meno 0,9% del trimestre precedente.
Il Canada ha registrato un tasso di crescita dello 0,6%, ma poichè questo è sceso dall’1,4% del trimestre precedente, è stata l’unica economia dei Major Seven che ha registrato un tasso di crescita in decelerazione nel secondo trimestre. Nell’area euro e nell’Unione Europea, la crescita del Pil è tornata positiva nel secondo trimestre, rispettivamente al 2,0% e all’1,9%, dopo flessioni dello 0,3% e dello 0,1% nel trimestre precedente. Confrontando l’attività economica nel secondo trimestre del 2021 con i livelli pre-pandemia (Q4-2019), il Pil è ancora in ritardo per l’area Ocse nel suo insieme (meno 0,7%). Tra le principali sette economie, il Regno Unito ha registrato il divario maggiore (-4,4%), seguito da Italia (-3,8%), Francia e Germania (entrambe a -3,3%). Gli Stati Uniti sono l’unica Major Seven Economy che è già tornata ai livelli pre-pandemia nel secondo trimestre del 2021, con il Pil che ha superato il livello pre-pandemia dello 0,8%.
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Istat, cala la fiducia di consumatori e imprese
ROMA (ITALPRESS) – Ad agosto 2021 si stima una diminuzione sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 116,6 a 116,2) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 115,9 a 114,2). Lo rileva l’Istat.
Il lieve calo della fiducia dei consumatori è la sintesi di variazioni eterogenee tra le sue componenti. In particolare, la componente personale scende da 112,2 a 110,8 e quella futura da 123,5 a 122,5 mentre il clima economico aumenta da 129,6 a 132,4 e quello corrente rimane sostanzialmente stabile (da 111,9 a 112,0).
Anche per le imprese si stima una riduzione della fiducia in tutti i comparti oggetto di rilevazione (l’indice scende nella manifattura da 115,2 a 113,4, nelle costruzioni da 158,6 a 153,8 e nei servizi da 112,1 a 111,8); fa eccezione il commercio al dettaglio dove l’indice è in aumento (da 111,3 a 113,9).
Con riferimento alle componenti degli indici di fiducia, nell’industria manifatturiera peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le aspettative sulla produzione; le scorte sono giudicate in accumulo. Per quanto attiene alle costruzioni, tutte le componenti dell’indice sono in peggioramento.
In relazione ai servizi di mercato, i giudizi sugli ordini e quelli sull’andamento degli affari segnalano un netto recupero; le attese sugli ordini sono in decisa diminuzione. Il quadro complessivo è in miglioramento nel commercio al dettaglio, dove tutte le componenti dell’indice registrano una dinamica positiva. Tuttavia, a livello di circuito distributivo, la fiducia è in aumento solo nella grande distribuzione (l’indice di fiducia aumenta da 113,2 a 118,9) mentre nella distribuzione tradizionale l’indice scende da 104,6 a 102,0.
Con riferimento al comparto delle costruzioni, confermando la tendenza già in atto dallo scorso marzo, ad agosto cresce la quota di imprese che segnala la mancanza di manodopera (da 5,5% a 7,5%) e quella di materiali (da 5,1% a 9,0%) quali ostacoli all’attività.
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A giugno in aumento il fatturato dell’industria
ROMA (ITALPRESS) – A giugno l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, registri un aumento su base mensile del 3,1%, che deriva da una crescita su entrambi i mercati (+4,7% quello estero e +2,1% quello interno). Nel secondo trimestre l’indice complessivo evidenzia un incremento del 5,2% rispetto ai tre mesi precedenti (+5,5% sul mercato interno e +4,8% su quello estero).
Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a giugno gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali per tutti i principali settori: l’energia (+6,0%), i beni intermedi (+5%), i beni di consumo (+2,6%), i beni strumentali (+0,3%).
Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 come a giugno 2020), il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 28,4% (+30,2% sul mercato estero e +27,5% sul mercato interno).
Per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie, si registrano marcati incrementi tendenziali per tutti i settori: +54,3% l’energia, +35,4% i beni intermedi, +31,0% i beni strumentali e +14,1% i beni di consumo (+26,4 i beni non durevoli e +11,6 quelli durevoli).
Con riferimento al comparto manufatturiero, si evidenziano aumenti tendenziali per tutti i settori di attività economica, ad eccezione dell’industria farmaceutica con una variazione pressochè nulla (-0,1%).
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Snam, le paline indicano la via Francigena
MILANO (ITALPRESS) – Snam omaggia la via Francigena dotando alcune “paline” di segnalazione della rete con degli speciali rivestimenti che contengono informazioni su uno dei principali itinerari storici, turistici e culturali d’Europa.
Le prime paline rivestite sono apparse in Val d’Orcia, in alcuni punti nei quali la Francigena interseca la rete Snam. Altre installazioni sono previste in Puglia nelle prossime settimane.
L’iniziativa ha l’obiettivo di accogliere la “Via Francigena – Road to Rome. Start again”, la marcia europea di 3.200 km partita lo scorso giugno da Canterbury e che arriverà a Roma il 10 settembre e a Santa Maria di Leuca (Lecce) il 18 ottobre.
In Italia, una delle cinque nazioni attraversate dalla staffetta, il percorso della Via Francigena interseca in più punti la rete Snam. La società è main partner della manifestazione, che ha l’obiettivo di promuovere il turismo sostenibile, connettere comunità e culture, dando un messaggio di pace e dialogo tra i territori.
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