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Economia

Industria, a giugno prosegue la crescita dei prezzi alla produzione

ROMA (ITALPRESS) – A giugno, secondo i dati Istat, prosegue la forte crescita dei prezzi alla produzione dell’industria, diffusa a quasi tutti i settori e più sostenuta sul mercato interno.
Su base annua, i prezzi si confermano in accelerazione (+9,1%, da +8,1% di maggio), spinti soprattutto dai marcati incrementi di energia e beni intermedi. Coke e prodotti petroliferi raffinati, metallurgia e fabbricazione dei prodotti in metallo e prodotti chimici sono i settori che forniscono i maggiori contributi alla crescita. Nel secondo trimestre 2021, rispetto al trimestre precedente, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 3,4%. La dinamica congiunturale è più sostenuta sul mercato interno (+3,7%) rispetto a quello estero (+2,2%).
Anche per le costruzioni, i prezzi alla produzione continuano a segnare aumenti congiunturali, con rialzi di entità simili per edifici e strade; per entrambi, la crescita tendenziale accelera ulteriormente. I prezzi alla produzione delle costruzioni per “Edifici residenziali e non residenziali” crescono dell’1% su base mensile e del 4,5% su base annua. I prezzi di “Strade e Ferrovie” aumentano dell’1,2% in termini congiunturali e del 4% in termini tendenziali.
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Da dialogo B20-G20 le ricette per la parità di genere

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Più donne nel mercato del lavoro, più istruzione e parità nelle posizioni di comando. Sono gli obiettivi del Dialogo B20-G20 sul Women Empowerment, aperto da Emma Marcegaglia in qualità di presidente del B20. Gli altri intervenuti sono stati i ministri Elena Bonetti (Pari Opportunità); Maria Cristina Messa (Università); Julie Sweet, (Ceo di Accenture) Diana Bracco (presidente e Ceo del Gruppo Bracco e Special Ambassador B20 per l’empowerment femminile), Stefano Scarpetta (Ocse), Shinta Kamdani, Chair del B20 Indonesia. Il Dialogo vuole presentare le raccomandazioni che saranno consegnate ai governi del G20 che attualmente si riuniscono sotto la presidenza dell’Italia. “Durante la prima ondata della pandemia, l’occupazione femminile si è ridotta di 2,2 milioni in tutta l’Unione Europea e i redditi delle donne sono scesi di quasi due terzi più rapidamente degli uomini, con un calo del 16,5% in media dall’inizio della pandemia”, ha ricordato Marcegaglia. Inoltre, “ci sono pregiudizi e barriere culturali tengono ancora le donne fuori da insegnamenti come ingegneria, matematica, statistica e scienze naturali scelto solo dal 7% delle studentesse rispetto al 22% dei ragazzi”. Solo il 14% delle donne “lavora nel cloud computing e il 32% si occupa di Intelligenza Artificiale”. Marcegaglia ha poi ricordato che “anche la presenza di donne manager ha numeri molto bassi: nell’industria It solo il 16%” che scende al 3% nel ruolo di Ceo. “Per tutte queste ragioni ho sostenuto con forza l’opportunità di dedicare un’iniziativa del B20 italiano ai temi della parità e dell’inclusione di genere”, ha sottolineato. Costituita da 121 membri – il 90% donne – rappresentanti di 74 imprese da 30 diversi paesi, l’Iniziativa Speciale per l’Empowerment Femminile presieduta da Diana Bracco ha coinvolto istituzioni, parti sociali e organizzazioni di categoria, guardando al futuro del lavoro e dell’istruzione per le donne. Le principali sfide dell’iniziativa sono: aumentare la consapevolezza dell’importanza di un numero sempre maggiore di donne nel mercato del lavoro, soprattutto nei settori ad alto tasso di crescita; ripensare le politiche e le pratiche sui luoghi di lavoro per promuovere un’uguaglianza di genere; ridurre le barriere che limitano la capacità delle donne di avanzare nei percorsi di carriera e assumere posizioni di leadership. I paesi del G20 sono stati suddivisi in quattro gruppi, a partire dalla rispettiva situazione in termini di Women Empowerment. Secondo questa logica, ha spiegato Diana Bracco, la forza lavoro femminile dei paesi che performano meglio dovrebbe crescere dal 76,4% all’81,1% entro il 2024, mentre gli altri dovranno impegnarsi per maturare una crescita dal 52,4% al 66,5%. La situazione è simile per quanto riguarda l’obiettivo di costruire una società più inclusiva: Le raccomandazioni politiche (Policy Paper) fotografano il gender gap relativo al lavoro di assistenza e accudimento non retribuito. L’ultima fotografia è quella relativa alla leadership femminile, “allo scopo di tenere traccia dei progressi compiuti dai paesi nell’empowerment delle donne”, ha concluso Marcegaglia. Il Dialogo di oggi anticipa la “International Conference on Women Empowerment” del G20 in programma il 26 agosto a Santa Margherita Ligure alla presenza dei ministri delle Pari opportunità. Il ministro dell’Università Maria Cristina Messa, si è presentata all’incontro nell’innovativa versione da ologramma. “Il sistema della formazione deve accompagnare le ragazze a comprendere la vocazione di ognuna, deve sostenerle negli studi universitari coinvolgendole in percorsi che al posto di mettere in contrapposizione materie umanistiche e tecnico-scientifiche siano sempre più interdisciplinari”, ha osservato. Per il Ceo di Accenture, Julie Sweet, “questo è il momento per i leader di essere coraggiosi, agire in fretta e focalizzarsi sull’importanza del sostegno, assicurandosi che gli organi di governo del G20 apportino cambiamenti legislativi, culturali e finanziari in grado di creare una trasformazione positiva e duratura per le donne di tutto il mondo”.
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Acea, Gola “Utile brillante e investimenti in crescita”

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Acea presenta i dati del primo semestre con utili e investimenti in crescita e con un bilancio sempre più sostenibile. “I risultati evidenziano una solidità economica e finanziaria del Gruppo e confermano gli ottimi risultati presentati nel primo trimestre”, ha detto l’Ad Giuseppe Gola, nel corso della conference call con la comunità finanziaria per presentare i risultati. Per Gola sono “in continuità con i dati recenti, particolarmente positivi: un utile netto particolarmente brillante ed investimenti ancora in crescita”. Poi ha spiegato che “stiamo lavorando anche su un nostro ruolo nel percorso di ripresa economica del Paese, dopo la crisi dovuta alla pandemia, con particolare attenzione alle reti idriche. Stiamo interagendo a tutti i livelli per ottimizzare l’utilizzo dei fondi del Pnrr puntando sulla sostenibilità: dallo sviluppo di energia da fonti rinnovabili fino a tutte le attività di decarbonizzazione”. Il Gruppo Acea conferma una costante attenzione all’emergenza sanitaria da Covid-19, continuando ad adottare tutte le misure di prevenzione e protezione. “Nell’emergenza sanitaria legata al Covid, Acea ha messo in campo tutte le azione per garantire, da un lato la sicurezza dei suoi dipendenti e dall’altro la continuità dei servizi. Non fa parte del nostro core business, ma abbiamo attivato a Roma un hub vaccinale in grado di somministrare 1.700-1.800 dosi al giorno, un hub a disposizione della Regione Lazio dove sono state vaccinate, ad oggi, 44 mila persone”, ha spiegato Gola. L’Ad ha anche ricordato le azioni legate a una logica di sostenibilità, a partire dalla rete idrica: “Abbiamo chiuso il 2020 con il 29,5% di perdite contro oltre il 40% del 2017 e con una media nazionale del 42%. Un lavoro che ora dovrà diventare sempre più strutturato. Tra aprile e giugno abbiamo fatto anche importanti passi avanti in merito alle offerte per i nostri clienti legate alla sostenibilità”. Tra questi “un’app che gestisce i servizi di mobilità elettrica su tutto il territorio nazionale e a luglio abbiamo firmato un accordo con Windtre che ci permette la vendita della nostra offerta luce e gas. Il nostro piano è molto concentrato sul tema della sostenibilità e stiamo avendo anche risultati importanti. Poi ci sono tutti gli investimenti dedicati all’innovazione, per noi una leva trasversale e fondamentale”. Tra gli ultimi accordi raggiunti, c’è quello per l’acquisizione del 70% di Serplast e del 60% di Meg, attive nel riciclo della plastica. “I risultati conseguiti nel primo semestre permettono di guardare positivamente e con ottimismo alla seconda parte dell’anno e ci consentono di rivedere al rialzo la guidance a livello di Ebitda. Le politiche di investimento che abbiamo innestato nel percorso di ripresa economica contribuiranno, poi, al raggiungimento degli obiettivi sulla transizione energetica e sulla riduzione dei gap infrastrutturali esistenti nel Paese”, ha concluso l’Ad.
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Istat, sale a luglio fiducia consumatori e imprese

ROMA (ITALPRESS) – A luglio 2021 si stima un aumento sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 115,1 a 116,6) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 112,8 a 116,3). Lo riferisce l’Istat.
Tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori sono in crescita ad eccezione di quella futura: il clima economico passa da 126,9 a 129,6, quello personale sale da 111,1 a 112,2, quello corrente aumenta da 108,1 a 111,9; invece il clima futuro scende da 125,5 a 123,5. Per quel che riguarda le imprese, si stima un miglioramento della fiducia in tutti i comparti oggetto di rilevazione. Nelle costruzioni, nei servizi e nel commercio al dettaglio l’indice aumenta decisamente (rispettivamente da 153,6 a 158,6, da 107,0 a 112,3 e da 107,2 a 111,0) mentre l’incremento è più contenuto nel comparto manifatturiero (da 114,8 a 115,7).
Con riferimento alle componenti degli indici di fiducia, nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini e le scorte sono giudicate in diminuzione; le attese sulla produzione sono in lieve calo. Per quanto attiene alle costruzioni, tutte le componenti dell’indice sono in miglioramento.In relazione ai servizi di mercato, i giudizi sugli ordini e quelli sull’andamento degli affari segnalano un netto recupero; le attese sugli ordini sono in lieve diminuzione. Nel commercio al dettaglio, i giudizi e le attese sulle vendite sono in miglioramento; il saldo dei giudizi sulle scorte diminuisce. La fiducia è in aumento in entrambi i circuiti distributivi analizzati: nella distribuzione tradizionale l’indice passa da 101,7 a 104,6 e nella grande distribuzione sale da 109,0 a 112,8.
Sulla base delle domande trimestrali presenti nel questionario dell’indagine manifatturiera, a luglio cresce marcatamente la quota di imprese manifatturiere che lamenta insufficienza degli impianti o mancanza di materiali quali ostacoli alla produzione.
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Fmi, Italia cresce più della Germania ma pesano le varianti Covid

MILANO (ITALPRESS) – L’Italia non è più il fanalino di coda della Ue. Oggi il Fondo Monetario ha rilasciato le nuove stime sull’economia mondiale da cui emerge che la crescita prevista per il nostro Paese nel 2021 è del 4,9% in aumento dello 0,7% rispetto ad aprile. Ma soprattutto è in linea con le stime dell’economia mondiale (+4,9%) e maggiore della media dell’Eurozona (+4,6%). L’Italia, secondo gli analisti di Washington mostra una buona capacità di reazione dopo il meno 8,9% del 2020. La ripresa è destinata a consolidarsi nel tempo tanto che nel 2022 è stimato ancora un miglioramento del 4,2%. Un risultato che, per una volta, consente all’Italia di superare la Germania che crescerà quest’anno del 3,6%. Decisamente meglio la Francia (+5,8%) . Vola la Gran Bretagna, il cui prodotto potrebbe salire del 7% nei 12 mesi in corso (+1,7%). Il debito pubblico italiano è atteso nel 2021 al 157,8% del pil e il deficit all’11,1%, in aumento di 2,3 punti percentuali rispetto all’8,8% previsto in aprile.
Queste stime scontano il successo della campagna vaccinale. Tuttavia l’emergere di nuove varianti molto contagiose potrebbe deragliare la ripresa e spazzare via 4.500 miliardi di dollari dal pil entro il 2025 -afferma il Fmi. E’ necessaria una rapida azione multilaterale per l’accesso alle immunizzazioni. Questo potrebbe salvare vite umane e aggiungere miliardi di dollari alla crescita economica globale”, mette in evidenza il capoeconomista del Fondo, Gita Gopinath.
La crescita è legata soprattutto all’impulso dei Paesi piu’ ricchi (+0,8% a +4,4%) rispetto a quelli meno sviluppati (+0,2% a +5,2%). Una differenza legata proprio al differente successo della campagna vaccinale. Non a caso a trainare la ripartenza sono gli Stati Uniti, dove l’istituto di Washington si attende un incremento dell’attivita’ economica pari al 7% quest’anno (+0,6% rispetto ad aprile) e del 4,9% il prossimo (+1,4%).
Nel complesso, spiegano gli analisti di Washington i rischi sulla ripresa economica globale stanno diminuendo anche se un più diffuso accesso ai vaccini potrebbe migliorare l’outlook. Alle banche centrali il Fondo chiede di non lasciarsi spaventare dall’impennata dell’inflazione mantenendo una politica monetaria molto espansiva. Il costo della vita, sostiene il rapporto, “e’ atteso ritornare ai livelli pre-pandemia nel 2022, una volta che gli elementi di disturbo cesseranno”. L’imperativo e’ dunque “evitare un irrigidimento” della politica monetaria, “finche’ non ci sara’ piu’ chiarezza sulle dinamiche dei prezzi sottostanti”.
Tra le principali economie emergenti e in via di sviluppo, la Cina registra una sforbiciata dello 0,3% a +8,1% quest’anno e un rialzo di appena lo 0,1% a +5,7% il prossimo. L’India, travolta dalla variante delta del coronavirus, subisce una revisione al ribasso del 3% a +9,5% per il 2021.
A pesare, sottolinea Gopinath, sono anche le “divergenze nelle politiche di sostegno” all’economia. Mentre nelle economie avanzate continuano a registrarsi aiuti, con 4.600 miliardi di dollari di stimoli ancora in campo per quest’anno e oltre, in molti dei Paesi meno sviluppati la maggior parte delle misure si e’ esaurita nel corso del 2020. Per questo, Gopinath lancia un appello affinche’ “l’azione multilaterale assicuri un accesso rapido e globale ai vaccini, alle diagnosi e alle terapie. Questo”, sottolinea, “salverebbe innumerevoli vite, preverrebbe nuove varianti che potrebbero svilupparsi nei Paesi emergenti e aggiungerebbe migliaia di miliardi di dollari alla crescita economica globale”. Per raggiungere questi obiettivi, calcola, “almeno un miliardo di dosi dovrebbero essere condivise dai Paesi che hanno un surplus di vaccini e i produttori dovrebbero rendere prioritarie le consegne ai Paesi a basso e medio reddito”. E anche le “le condizioni finanziarie”, aggiunge, “potrebbero irrigidirsi improvvisamente nel caso di una repentina rivalutazione dell’orientamento di politica monetaria, specialmente negli Stati Uniti”. La ripresa, conclude, “non potra’ dirsi assicurata finche’ la pandemia non sara’ sconfitta a livello globale” e per farlo la guerra dei vaccini resta cruciale.
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Pil, rimbalzo forte secondo trimestre ma rischi da contagi

ROMA (ITALPRESS) – Secondo il Centro Studi Confindustria lo scenario che si va consolidando per l’Italia, è di un rimbalzo del Pil forte nel secondo trimestre 2021, meno nel terzo e nel quarto trimestre. A giugno si è irrobustita la risalita, grazie all’accelerazione delle vaccinazioni e a meno restrizioni.
A luglio, però, l’aumento dei contagi in varie parti d’Europa pone nuovi rischi di raffreddamento dell’attività economica, specie nel turismo e in particolare da agosto, sia tramite il canale della fiducia che per eventuali nuove misure anti-Covid.
I datori di lavoro sono tornati ad aspettative di aumento degli occupati: da marzo nel manifatturiero, da maggio nei servizi. Gli occupati a tempo determinato sono cresciuti molto da marzo, tornando oltre i livelli pre-crisi (a maggio sono a +60mila). Non è ancora iniziata, invece, la risalita di quelli a tempo indeterminato: -403mila da gennaio 2020, al netto degli assenti dal lavoro da oltre 3 mesi (ad esempio per CIG).
Non si arresta il calo dei lavoratori indipendenti (-458mila dal pre-crisi). Inoltre, resta da assorbire l’eccezionale aumento di inattività: ancora quasi +400mila. Dai dati della Congiuntura flash del Csc, emerge come le risorse pubbliche per misure emergenziali in campo per il 2021 raggiungono il 6% del Pil, poco meno del 6,6% del 2020. Il Dl Sostegni bis, appena convertito in legge, mobilita 39 miliardi: due terzi per rifinanziare (con miglioramenti) gli indennizzi e la liquidità per le imprese; il resto per lavoratori, enti territoriali, tutela della salute.
A maggio l’export italiano si è ridotto (-2,6% in volume), restando comunque sopra i livelli pre-crisi. A frenare sono state le vendite extra-UE, condizionate dalla volatilità nella cantieristica navale. Inoltre, l’aumento dei contagi a luglio in mercati importanti per i beni italiani potrebbe frenare le vendite. Secondo il Csc mentre gli investimenti continuano la loro dinamica favorevole nei mesi primaverili, con ordini in aumento, il timone della ripresa italiana è nelle mani delle famiglie, la cui spesa è stimata finalmente in recupero, grazie a più mobilità e utilizzo del risparmio accumulato. Nell’industria il percorso di crescita prosegue su ritmi stabili. Le attese su produzione e ordini sono a livelli elevati, ma ci sono preoccupazioni per l’aumento dei prezzi di acquisto e, in alcuni casi, per la carenza di materiali.
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Bonomi “Sul green pass in azienda l’accordo è possibile”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il governo sta ascoltando tutti per farsi un quadro della situazione. C’è un aumento di contagi legato alla variante Delta e anche a Confindustria ha chiesto delle valutazioni, che abbiamo dato in una nota scritta. L’obiettivo di fondo è consolidare la ripresa per recuperare il reddito e il prodotto perduti, per tutelare i posti di lavoro e perché in pandemia abbiamo contratto un debito astronomico. E l’unica minaccia a una crescita sostenuta oggi è il virus. Quella minaccia va ridotta al minimo possibile”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, parlando della proposta dell’associazione sul green pass. “Nel quadro di regole attuale, dunque con piena tutela della privacy e della libertà di scelta dei singoli, l’uso del green pass prevede tre criteri: il vaccino, l’immunità per aver contratto il Covid o il tampone – spiega Bonomi – Mai chiesto di rendere il vaccino obbligatorio per accedere al luogo di lavoro. E mai parlato di applicazione unilaterale. Ho sentito troppi commenti a caldo, fatti senza aver letto cosa in realtà avevamo detto esattamente”. Secondo Bonomi, “c’è stata una strumentalizzazione da parte di chi vuole rimettere in discussione i vaccini o magari vuole rivedere lo sblocco dei licenziamenti”. Sulle possibili opzioni sul tavolo – escludere le piccolissime imprese dal green pass, o far sì che il governo fornisca il tampone nelle aziende – Bonomi risponde: “Draghi sentirà le parti e credo che ci sarà una convergenza. Fin dal primo lockdown, Confindustria ha sempre dato prova di essere attenta alla salute, siamo stati i primi a chiedere protocolli di sicurezza nelle aziende. Le soluzioni possibili sono tante”.
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Unpli “bene green pass per sagre ma chiediamo regole certe”

“Siamo favorevoli all’utilizzo del green pass per le sagre, ma alcuni punti vanno precisati. Ci voglio regole certe per evitare di avere problemi nelle nostre realtà”. Lo dice all’Italpress il presidente dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia (Unpli), Antonino La Spina, all’indomani della decisione del governo di introdurre il green pass anche per le sagre. mgg-vbo/r