ROMA (ITALPRESS) – Accordo sulla tassazione globale al G20 dell’Economia di Venezia. Lo conferma su twitter il Commissario europeo Paolo Gentiloni: “Orgoglioso di partecipare a una giornata storica. Accordo per una riforma della tassazione globale”.
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G20, Gentiloni “Accordo storico sulla tassazione globale”
Giovani Confindustria “Ora serve coesione, ci attende boom economico”
GENOVA (ITALPRESS) – “La parola magica è coesione. E all’Italia serve la stessa coesione della nazionale di Mancini”. E’ con una metafora calcistica più che mai attuale che Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, chiude a Genova il convegno nazionale dei giovani imprenditori. “Storia futura” il titolo dell’evento che ha radunato non solo protagonisti dell’industria italiana ma anche e soprattutto leader politici di tutti gli schieramenti per fare il punto sulle riforme cruciali per il futuro delle imprese. Quella di Bonomi è in realtà un’accusa trasversale: “Le mancate riforme di questo Paese portano le impronte digitali di tutti i partiti, senza eccezioni. Qualunquismo semmai è negarlo. Finalmente col governo Draghi tutto è cambiato”. Ma, avverte il presidente degli industriali, “le due riforme, sugli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive del lavoro, vanno fatte insieme e devono avere la stessa finalità che è quella della formazione, della rioccupabilità delle persone”. Perchè “non si può pensare” che “siano sempre gli stessi soggetti a pagare, quindi le imprese industriali, perchè non siamo un bancomat”
“Oggi a guidare questo Paese c’è un governo istituzionale di alto profilo. Abbiamo ritrovato la coesione nazionale. Abbiamo a disposizione una enorme mole di fondi. Ora serve anche una visione, per riscrivere la Costituzione economica del Paese – ha detto in apertura il presidente dei giovani imprenditori Riccardo Di Stefano -. Tornare alla normalità significa anche riconoscere che sono la crescita e la salute delle imprese a evitare i licenziamenti, non i decreti. Possiamo dimostrare che il boom economico che ci attende si fa con l’industria. Lasciamo agli imprenditori la libertà di agire sul mercato”. Riforme al centro, dunque, e non solo quelle dell’economia. “Senza la riforma della giustizia in Italia non cambieranno le cose, non arriveranno i soldi del Recovery e si rischia di mettere a repentaglio la ripresa economica. E’ indispensabile assieme a quella del fisco e della burocrazia”, ammonisce il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani. Cauta anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Il Recovery Fund, nel corso del suo cammino ha tirato fuori dei limiti rispetto a quelle che avrebbero potuto essere le sue potenzialità. Ci sono cose che non funzionano benissimo come i tempi di erogazione e le condizionalità.
E mentre Bonomi dice “basta ai bonus a tempo che creano effetti distorsivi”, il leader di Italia Viva Matteo Renzi annuncia: “Nel 2022 noi partiremo, dopo l’elezione del presidente della Repubblica, con una raccolta di firme in tutta Italia per un referendum abrogativo sul reddito di cittadinanza, uno strumento che abitua la nuova generazione a vivere di sussidi”.
Altro tema centrale, la transizione ecologica. “Una delle cose che mi preoccupa di più come cittadino è che noi dobbiamo costruire un percorso di sostenibilità che nei prossimi 30 anni consenta da un lato di mantenere la promessa della decarbonizzazione, ma dall’altro di non avere la decrescita felice o, peggio, spegnere tutto. Queste due cose per me sono un incubo di notte”, ha esordito il ministro Roberto Cingolani. La ministra della Famiglia Elena Bonetti ha proposto un piano straordinario per “raddoppiare i posti negli asili nido in 5 anni”. Ottimista il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta: “L’Italia è in boom economico, cresceremo del 5%, oggi c’è stata una battuta d’arresto con la produzione industriale. Per avere il 5% a fine anno, la media degli ultimi mesi dell’anno sarà dell’8-9%. In due anni recupereremo gap del 2020, anno della pandemia”.
Assente il presidente ligure Giovanni Toti, al centro di un piccolo caso scoppiato ieri in serata. Il governatore ha accusato Confindustria di essere “slegata dalla realtà” per non aver proposto i temi infrastrutturali centrali per la regione e per Genova. Strappo ricucito con un incontro in Regione dopo il quale Bonomi ha riconosciuto che “”il tema delle infrastrutture in generale è importantissimo e fondamentale per il Paese. In Liguria è ulteriormente importante perchè ho la sensazione che si pensi che, con la realizzazione del ponte, si siano risolti i problemi”. A ricollegare i temi nazionali con l’esperienza locale ci aveva pensato in mattinata il leader della Lega Matteo Salvini: “Ricordo che il ponte di Genova è stato costruito in tempo record, lavorando h24 tranne nel giorno di Natale, e non c’è stato un giorno di ritardo. Bisogna applicare il modello Genova a tutti i cantieri in Italia che cubano circa 70 miliardi”, ha detto parlando al convegno.
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Istat, iniziata la ripresa ma il Covid ha aggravato la povertà
ROMA (ITALPRESS) – La ripresa è iniziata e l’Italia guarda con fiducia al futuro. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Istat, che fotografa la situazione del Paese. Dopo una pesante riduzione del Pil nell’anno della pandemia, l’economia italiana ha segnato un lievissimo recupero congiunturale (+0,1% il Pil), un risultato migliore di quello registrato dalle altre grandi economie europee. Per l’Istat le prospettive per l’economia italiana sono particolarmente favorevoli: prosegue il recupero dell’attività economica e il livello della produzione industriale segna un aumento nel secondo trimestre del 2021.
“Il ricordo freschissimo dell’emergenza ci impone di tenere ferma la consapevolezza della tragedia umana che abbiamo attraversato. Tuttavia, il recupero delle dimensioni del vivere sociale e i segnali confortanti sull’andamento dell’economia, debbono spingerci a tracciare mappe verso una prospettiva di ricostruzione e mobilitare le risorse umane e materiali necessarie per procedere su quella via”, ha detto il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo.
“In entrambi i casi, è necessario capire e conoscere meglio la situazione del Paese. E’ una fase dove si ricominciano a riprendere ritmi di vita vicini alla normalità, l’Italia sembra aver agganciato gli stimoli della ripresa internazionale, dopo aver subito, nel 2020, un impatto molto acuto dal Covid-19, che ha portato il Pil ai livelli del 1998”, ha aggiunto. L’anno della lotta al Covid ha portato il numero dei decessi a 746.146, il valore più alto registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra. Rispetto alla media 2015-2019 si sono avuti 100.526 decessi in più (15,6% di eccesso). Il 2020 ha segnato anche un calo dei numeri dei matrimoni: meno di 97mila matrimoni, quasi la metà rispetto al 2019 (-47,5%, pari a oltre -87mila) e delle nascite che continuano a segnare un trend negativo. Il record negativo del numero di nascite toccato nel 2019 è stato di nuovo superato nel 2020.
La povertà assoluta è in forte crescita e interessa nel 2020 oltre 2 milioni di famiglie (7,7% dal 6,4% del 2019) e più di 5,6 milioni di individui (9,4% dal 7,7%). Coerentemente con l’andamento dei consumi, la condizione peggiora di più al Nord che al Centro e nel Mezzogiorno. Nel Mezzogiorno vi è ancora i l’incidenza più elevata (9,4% l’incidenza familiare), nel Centro la più bassa (5,4%).
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A maggio in calo la produzione industriale
ROMA (ITALPRESS) – A maggio 2021 l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,5% rispetto ad aprile. Nella media del periodo marzo-maggio il livello della produzione cresce dell’1,2% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile mostra diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, l’energia (-5,2%), i beni strumentali (-1,8%) e, nella stessa misura, i beni di consumo e i beni intermedi (-0,8%).
Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2021 l’indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 21,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di maggio 2020). Si registrano incrementi tendenziali per i beni intermedi (+28,8%), i beni strumentali (+25,2%) e quelli di consumo (+15,8%) mentre diminuisce lievemente il comparto dell’energia (-1,9%).
I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+40,1%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (+39,1%) e le altre industrie manifatturiere (+35,8%). Flessioni tendenziali si registrano solo nelle attività estrattive (-16,2%), nella produzione di prodotti farmaceutici di base (-3,6%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-0,3%).
“Dopo cinque mesi di crescita congiunturale, a maggio la produzione industriale diminuisce. Tutti i principali settori di attività registrano cali su base mensile, tra cui è più ampio quello dell’energia – commenta l’Istat -. In termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario è ampiamente in crescita, soprattutto a causa dei bassi livelli produttivi dello scorso anno. Tra i principali raggruppamenti di industria, l’energia è l’unica a flettere su base annua. Rispetto a febbraio 2020, mese antecedente l’inizio dell’emergenza sanitaria, a maggio il livello dell’indice è inferiore dello 0,8 per cento”.
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Bassetti “No a ingerenze ma ci auguriamo che ddl Zan sia riformulato”
ROMA (ITALPRESS) – “Nessuno e neppure la Santa Sede ha mai messo in discussione la laicità dello Stato. Il termine “ingerenza” è errato, così come lo è “indebita”. Lo ha spiegato il cardinale Parolin: il rilievo della Santa Sede si pone sulle possibili interpretazioni del testo, con conseguenze paradossali”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Repubblica il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, in merito al ddl Zan.
“In assenza di precisazioni, nel normale svolgimento delle funzioni evangelizzatrici proprie della Chiesa che è in Italia, parte della Chiesa universale, si corre il rischio di rendere punibili arbitrariamente affermazioni di antropologia fondata, tra l’altro, su una fede condivisa da milioni di credenti – prosegue -. E’ prassi diplomatica scambiarsi note verbali. La Santa Sede ha fatto notare, con toni pacati, alcuni punti. La vera domanda è un’altra: come mai un documento riservato è stato inviato ai giornali per la pubblicazione?”.
“La Cei, già da un anno, ha formulato pubblicamente le proprie preoccupazioni sul testo, di ampia portata, circa ad esempio la vaghezza del dettato normativo o la pericolosità dei reati di opinione – spiega il cardinale -. Sono state ampiamente condivise anche da associazioni, movimenti, intellettuali e politici di diverso orientamento. Il rilievo della Santa Sede, espresso in via riservata, è diverso per modalità e per contenuto”. Per Bassetti “è necessario garantire in modo adeguato la libertà di espressione e, tanto più laddove s’intendono introdurre norme di natura penale, non bisogna lasciare margini interpretativi non ragionevoli. Questo discorso vale anche per la Giornata nazionale contro l’omofobia nelle scuole. Altrimenti c’è il rischio che, oltre all’istigazione all’odio, venga sanzionata la libera espressione di convincimenti etici e religiosi e sia inoltre messo in discussione il diritto umano universale dei genitori all’educazione dei figli secondo i propri convincimenti e a insegnare ciò che è bene e ciò che è male”.
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A maggio vendite al dettaglio in lieve crescita
ROMA (ITALPRESS) – A maggio 2021 l’Istat stima una lieve crescita su base mensile per le vendite al dettaglio (+0,2% in valore e +0,4% in volume). Le vendite dei beni alimentari sono in calo (-2,0% in valore e -1,9% in volume) mentre aumentano quelle dei beni non alimentari (+2,0% in valore e +2,2% in volume).
Nel trimestre marzo-maggio 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano del 3,3% in valore e del 3,5% in volume. Sono in crescita soprattutto le vendite dei beni non alimentari (+5,9% in valore e +6,3% in volume) e sostanzialmente stazionarie quelle dei beni alimentari (+0,1% in valore e in volume).
Su base annua, a maggio 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 13,3% in valore e del 14,1% in volume, grazie alla crescita del comparto non alimentare (+28,1% in valore e +28% in volume); le vendite dei beni alimentari risultano, invece, in flessione (-1,5% in valore e -0,6% in volume).
Tra i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (-4%). Gli aumenti maggiori riguardano Abbigliamento e pellicceria (+82,3%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+59,7%).
Rispetto a maggio 2020, il valore delle vendite al dettaglio aumenta in tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (+8,3%), le imprese operanti su piccole superfici (+19,5%), le vendite al di fuori dei negozi (+19,4%) e il commercio elettronico (+7,2%).
“A maggio 2021 si registra un contenuto aumento congiunturale dovuto alla variazione positiva delle vendite dei beni non alimentari. Nonostante ciò il livello delle vendite, sia in valore sia in volume, risulta ancora inferiore ai livelli antecedenti la crisi (febbraio 2020) – commenta l’Istat -. Su base tendenziale continua, seppure a ritmi inferiori rispetto ad aprile, la sostenuta dinamica di crescita dei prodotti non alimentari, che nel maggio dello scorso anno erano ancora influenzati dalla chiusura di molte attività. In rallentamento, infine, la crescita delle vendite on-line”.
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Visco “La ripresa si sta consolidando”
ROMA (ITALPRESS) – “In Italia, grazie al buon andamento della campagna di vaccinazioni e al miglioramento del quadro sanitario, la ripresa economica si sta consolidando. Secondo le valutazioni attuali, la crescita si rafforzerebbe con decisione nel secondo semestre; nella media dell’anno potrebbe toccare valori intorno al 5%, consentendo un recupero di oltre metà della caduta del prodotto registrata nel 2020”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso dell’Assemblea dell’Abi.
“Come anche segnalato dalle imprese nelle nostre indagini, la crescita verrebbe favorita dalla vivace dinamica degli investimenti; il recupero dei consumi sarebbe più lento, con un graduale rientro dagli elevati tassi di risparmio causati dalla pandemia; le esportazioni di beni beneficerebbero dell’accelerazione della domanda estera – ha spiegato Visco -. Con il supporto della politica di bilancio, incluse le misure finanziate con i fondi europei, e il mantenimento di condizioni monetarie e finanziarie favorevoli, la fase espansiva dovrebbe consolidarsi, restando sostenuta anche per il prossimo biennio. L’incertezza resta però elevata”.
“Questo scenario – ha aggiunto – presuppone che prosegua ai ritmi attuali la campagna di vaccinazioni e si consolidi il contenimento dei contagi; ritardi nell’attuazione delle misure di rilancio previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR) potrebbero indebolire, anche per gli effetti negativi sulla fiducia di imprese e famiglie, le prospettive sulla domanda aggregata e sull’occupazione”.
Riguardo alle banche “la condizione patrimoniale si mantiene solida”, ma “rimane non trascurabile il numero di piccoli intermediari che faticano ad adattarsi al mutamento del contesto esterno. I problemi sono concentrati prevalentemente – anche se non esclusivamente – tra gli istituti con modelli di attività tipici della banca commerciale tradizionale. Non è da escludere che nel prossimo futuro si verifichino casi di crisi. Gli effetti della recessione, infatti, si aggiungono a difficoltà strutturali derivanti da modelli di attività non sostenibili e da carenze nel governo societario che abbiamo più volte invitato, spesso non adeguatamente ascoltati, a superare”.
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Corso formazione UnitelmaSapienza e Uspi su mondo dei giornali
Nasce Editoria 4.0, il nuovo corso di alta formazione di UnitelmaSapienza e Unione Stampa Periodica Italiana Uspi, in partnership con Officine Millennial e afferente all’Alta Scuola di Comunicazione e Media Digitali di UnitelmaSapienza. Una proposta formativa diretta da Mario Morcellini e Francesco Saverio Vetere. Il corso si caratterizza per un taglio pratico e tecnico, finalizzato a formare chi già lavora nel settore e chi invece ha deciso di inserirsi in questo “mondo” perennemente in evoluzione. Il rapido cambiamento tecnologico e industriale dell’informazione ha impattato sulla professione, sull’accesso e sull’aggiornamento del comparto editoriale. La finalità del corso è quindi quella di offrire un modello di formazione costruito su competenze culturali e tecnologiche sempre più aggiornate e capaci di intercettare il futuro. Il corso è principalmente rivolto a editori, publisher web o digitali indipendenti, con vocazione all’autoimprenditorialità, giornalisti e aspiranti giornalisti e copywriter, ha una durata complessiva di 65 ore suddivise tra attività didattica (lezioni, esercitazioni, lavoro di gruppo, progetti applicativi, webinar etc.) e ore dedicate allo studio individuale. Il bando è online su https://www.unitelmasapienza.it/it/contenuti/fai-la-tua-scelta/areadelle-professioni/editoria-40
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