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Volocom, nasce Community dell’Edicola Digitale VoloEasyReader

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ROMA (ITALPRESS) – Creare una comunità per condividere idee e suggerimenti, per migliorarsi, evolversi ma soprattutto innovare. È questa la mission della nuova Community dell’Edicola Digitale VoloEasyReader di Volocom. Il progetto prevede la creazione di un “gruppo di lavoro” per mettere in rete i principali key users che accedono all’Edicola Digitale, per agevolare il confronto, ascoltare le loro richieste e rispondere alle nuove esigenze. Si tratta, quindi, di un elemento in più per una piattaforma che permette già di sfogliare in formato digitale le testate per cui è stato sottoscritto l’abbonamento e ricercare notizie da giornali, radio, televisioni, web. Un’iniziativa orientata fin dal suo avvio alla digitalizzazione, ovvero a quel passaggio dalla carta stampata al digitale che agevola la fruizione dei contenuti ma risponde anche all’esigenza della sostenibilità, in un’ottica di riduzione dell’impatto ambientale, divenuta ormai una priorità a livello globale.
Negli ultimi dodici mesi, fanno sapere da Volocom, sono state lette oltre 58 milioni di pagine, più di 498 mila sono le ricerche svolte e oltre 4 milioni i giornali sfogliati. L’emergenza legata alla pandemia, infatti, ha dato un ulteriore impulso alla rivoluzione digitale: con molti più utenti online e in smart working è cresciuta anche la richiesta di leggere i giornali direttamente da casa sui propri dispositivi. Adesso, però, l’innovazione continua, l’evoluzione dell’Edicola Digitale B2B prosegue e se il miglioramento è l’obiettivo, l’ascolto è il metodo. Una Community, quindi, costituita da key users che possano partecipare all’arricchimento del servizio con idee e proposte da portare nel corso di varie attività, come incontri, call di confronto, brainstorming, condivisione di esperienze e best practice, sondaggi e richieste di feedback.
L’idea segue la crescita dell’Edicola Digitale ma si ispira soprattutto alla sua origine: nata circa otto anni fa dall’esigenza specifica di un editore, si apre oggi ancora di più agli stimoli e alle richieste degli utenti. Il progetto è stato già presentato ai key users, che adesso faranno parte di una “squadra” pronta a scendere in campo con feedback e suggerimenti.
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Fisco, nei primi 5 mesi entrate tributarie in crescita

ROMA (ITALPRESS) – Nel periodo gennaio-maggio, secondo i dati del Mef, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 169.667 milioni, segnando un incremento di 19.936 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+13,3%). Maggio mostra una variazione positiva delle entrate tributarie pari a 9.850 milioni (+37,9%), determinata dall’incremento di gettito delle imposte dirette +27,8% (pari a 3.449 milioni) e delle imposte indirette + 47,1% (pari a 6.401 milioni). Nei primi cinque mesi 2021 le imposte dirette ammontano a 90.772 milioni, con un incremento di 6.674 milioni (+7,9%). Il gettito dell’Irpef si è attestato a 79.748 milioni con una crescita di 5.207 milioni (+7,0%), riconducibile all’andamento delle ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+1.016 milioni, +2,9%) e delle ritenute lavoratori autonomi (+600 milioni, +13,5%). Tra le altre imposte dirette si segnala l’incremento dell’imposta sostitutiva sui redditi nonchè delle ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale (+346 milioni, +8,9%) e delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+337 milioni, +57,3%). L’Ires evidenzia un gettito pari a 1.822 milioni (+275 milioni, +17,8%). Le imposte indirette ammontano a 78.895 milioni, in aumento di 13.262 milioni (+20,2%), per effetto prevalentemente del gettito Iva (+10.709 milioni, +26,6%). Tra le altre imposte indirette, ha registrato un andamento negativo l’imposta sulle assicurazioni (-73 milioni, -16,0%), mentre hanno evidenziato un incremento di gettito l’imposta di bollo (+21 milioni, +0,7%), e l’imposta di registro (+619 milioni, +43,3%). Le entrate relative ai “giochi” ammontano a 4.453 milioni (+615 milioni, +16,0%). Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si sono attestate a 2.952 milioni (-625 milioni, -17,5%).
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Sbarra “Patto per l’Italia con le imprese, subito riforme per il lavoro”

ROMA (ITALPRESS) – “L’accordo che abbiamo trovato dopo il lungo negoziato con il premier Mario Draghi sul blocco dei licenziamenti è stato un segnale importante. Un primo passo in quella necessaria stagione di concertazione di cui il Paese ha bisogno dopo anni di disintermediazione sterile e di sottovalutazione del ruolo delle parti sociali”. Lo ha detto, in un’intervista al Sole24Ore, il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. “Per questo l’appello che la Cisl fa oggi al presidente del consiglio, alla Confindustria ed alle altre associazioni datoriali – ha aggiunto – è quello di far tesoro di questa intesa, e di rispettarla fino in fondo. Andiamo avanti insieme verso la costruzione di un vero patto sociale per il lavoro, la crescita, le riforme economiche, in modo da far ripartire il paese in un clima di condivisione e di coesione”.
Per Sbarra il paese deve ripartire dal lavoro “stabile, sicuro, di qualità, soprattutto per giovani e donne, le realtà sociali più colpite dalla crisi. I diritti e le tutele vanno garantiti ed estesi in tutti i luoghi di lavoro, a partire dai settori della logistica e della gig-economy dove spesso prevale uno sfruttamento legalizzato fatto di cottimo e di contratti pirata”.
“E’ importante – ha continuato il numero uno della Cisl – che le parti sociali abbiano confermato l’impegno ad una rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, che devono diventare universali ed essere collegati a politiche attive efficaci, in grado di assicurare sempre alla persona sostegno al reddito legato a percorsi di riqualificazione. Su tutto questo è auspicabile un fronte comune con Confindustria…”.
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Il Centro-Nord l’area più colpita dalla crisi

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2020 la crisi ha colpito più le aree del Nord-ovest e del Nord-est, dove il Prodotto interno lordo è diminuito in volume del 9,1%. La contrazione è stata meno accentuata al Centro (-8,8%) mentre il Sud ha subito la perdita più contenuta (-8,4%). E’ quanto emerge da un report dell’Istat.
Il settore più penalizzato dall’emergenza sanitaria è stato quello del Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni che al Nord-est e nel Mezzogiorno ha perso il 14,5% del valore aggiunto.
L’occupazione è diminuita in modo più omogeneo a livello territoriale: -2,1% nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno, -2% nel Nord-est e -1,9% nel Centro.
Nel 2020 il Prodotto interno lordo, misurato in volume, è diminuito a livello nazionale dell’8,9%. Le stime preliminari indicano che gli effetti della crisi sanitaria da Covid-19 hanno colpito in misura relativamente più accentuata le regioni del Centro-nord rispetto a quelle del Mezzogiorno.
Le regioni del Nord-est e del Nord-ovest hanno subito una contrazione lievemente superiore rispetto alla media nazionale (con un calo pari al 9,1% in entrambe le aree), mentre nelle regioni del Centro la flessione è stata dell’8,8%. Una riduzione meno marcata rispetto al resto del Paese si riscontra nel Mezzogiorno, dove il calo del Pil è dell’8,4%.
L’occupazione (misurata in termini di numero di occupati) è diminuita del 2,1% a livello nazionale. Nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno si osserva una flessione pari alla media nazionale; solo lievemente migliore appare il risultato del Nord-est (-2,0%) e del Centro (-1,9%).
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La rilevante contrazione dell’occupazione nel Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni ha interessato tutte le aree in misura vicina alla media nazionale (-4,3%), con un picco negativo al Nord-est (-4,8%). I Servizi finanziari, immobiliari e professionali sono stati particolarmente colpiti al Nord-ovest (-2,5%) e gli Altri servizi nel Mezzogiorno (-2,3%).
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Appalti, Giovannini “Il mondo è cambiato, serve innovazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Rispetto a cinque anni fa il mondo è cambiato. E su alcune novità troverà le mie impronte digitali”. Lo afferma il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, in un’intervista al Sole 24 Ore, in merito alla riforma del Codice degli Appalti.
“Vogliamo agire – dice Giovannini – con molta rapidità, non solo con la legge delega, che ora va all’esame del Parlamento, ma anche con i decreti legislativi. Faccio notare che il Pnrr prevedeva la predisposizione del disegno di legge entro la fine dell’anno e i decreti entro il 2022. Siamo in anticipo di sei mesi”.
“Avremo più sostenibilità ambientale e sociale. Non in astratto, ma nei bandi di gara, in modo da premiare le imprese che prongono soluzioni innovative sotto il profilo ambientale – sottolinea il ministro -. Rafforziamo anche la tutela dei lavoratori, il rispetto dei contratti, le clausole sociali e quelle in favore di giovani e donne. Il secondo aspetto fondamentale è quello delle semplificazioni, concretamente trainate dall’esperienza del Pnrr. Ora noi dobbiamo estendere queste semplificazioni alle opere che nel Pnrr non entrano. Saremo più aderenti alle regole Ue, sempre riconoscendo l’attenzione alla difesa della legalità”.
Alla domanda su come si raccorderà la riforma complessiva del Codice con le norme del decreto Semplificazioni, Giovannini risponde così: “Sappiamo che la riforma potrebbe entrare in vigore quando le stazioni appaltanti saranno impegnate ad attuare il Pnrr. Quando ci sono innovazioni normative, i soggetti che agiscono nel sistema tendono a rallentare. Quindi raccorderemo il nuovo codice con le norme speciali del Pnrr per evitare ritardi”.
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A maggio occupazione in aumento

ROMA (ITALPRESS) – Rispetto ad aprile, a maggio 2021 aumentano gli occupati e calano sia i disoccupati sia gli inattivi. Secondo quanto rende noto l’Istat, la crescita dell’occupazione (+0,2%, pari a +36mila unità) coinvolge gli uomini, i dipendenti a termine e i minori di 35 anni; diminuiscono, invece, le donne, gli autonomi e gli ultra 35enni. Il tasso di occupazione sale al 57,2% (+0,1 punti).
La diminuzione del numero di persone in cerca di lavoro (-1,4% rispetto ad aprile, pari a -36mila unità) riguarda le donne e tutte le classi d’età ad eccezione dei 25-34enni. Il tasso di disoccupazione scende al 10,5% (-0,1 punti) , tra i giovani al 31,7% (-1,1 punti).
A maggio, rispetto ad aprile, diminuisce anche il numero di inattivi di 15-64 anni (-0,2%, pari a -30mila unità) a seguito del calo tra i maschi e i minori di 35 anni. Il tasso di inattività scende al 36,0% (-0,1 punti).
Confrontando il trimestre marzo-maggio 2021 con quello precedente (dicembre 2020-febbraio 2021), il livello dell’occupazione è più elevato dello 0,3%, corrispondente a un aumento di 74mila unità.
Nel confronto trimestrale aumentano anche le persone in cerca di occupazione (+2,8%, pari a +72mila), a fronte di un calo consistente degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,5%, pari a -209mila unità).
A seguito delle ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione, registrate fino a gennaio 2021, il numero di occupati è ancora inferiore a quello di maggio 2020 (-0,3% pari a -57mila unità). La diminuzione coinvolge le donne, i dipendenti permanenti, gli autonomi e gli occupati 35-49enni. Tuttavia, per effetto della diminuzione della popolazione in età attiva, il tasso di occupazione è più elevato di 0,2 punti percentuali.
Rispetto a maggio 2020, le persone in cerca di lavoro risultano in forte crescita (+25,1%, pari a +525mila unità), a causa dell’eccezionale crollo della disoccupazione che aveva caratterizzato l’inizio dell’emergenza sanitaria; d’altra parte, diminuiscono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-5,1%, pari a -730mila).
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Scattano i rincari per l’energia, +9,9% elettricità e +15,3% gas

MILANO (ITALPRESS) – Anche per l’Italia il forte aumento delle quotazioni delle materie prime – in continua crescita da inizio anno per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti la pandemia – nonchè la decisa crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato ad un aumento di circa il 20% della bolletta dell’elettricità, se il Governo non fosse intervenuto con un provvedimento di urgenza per diminuire la necessità di raccolta degli oneri generali in bolletta del prossimo trimestre. Lo rende noto l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
L’incremento definitivo è pertanto del 9,9% per la bolletta dell’elettricità e del 15,3% per quella del gas nel terzo trimestre del 2021 per la famiglia tipo in tutela.
In particolare, il Governo, con il Decreto lavoro e imprese approvato in Consiglio dei Ministri, ha previsto di destinare 1,2 miliardi di euro alla riduzione degli oneri generali di sistema per il prossimo trimestre, utilizzando a tal fine parte di quanto ricavato proprio dalle aste del mercato europeo dei permessi di emissione di CO2 (ETS).
L’Autorità, utilizzando le leve regolatorie ha ridimensionato gli oneri generali per il trimestre luglio-settembre, attuando una forte riduzione degli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili (ASos), oltre a un’ulteriore riduzione anche dei rimanenti oneri generali (Arim), in particolare di quelli per la promozione dell’efficienza energetica, come effetto del recente decreto in materia di certificati bianchi.
“Nell’ambito della leale collaborazione istituzionale, abbiamo supportato tecnicamente la scelta di intervento del Governo – afferma il presidente dell’ARERA, Stefano Besseghini -. Senza il decreto l’aumento delle bollette sarebbe stato molto più pesante. Tenendo conto della tendenza internazionale all’aumento dei prezzi delle materie prime e delle scelte europee sulla limitazione dei gas serra, appare ancora più importante consolidare l’utilizzo dei proventi delle aste dei permessi di emissione CO2 a contenimento delle bollette”.
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Ue, Franco “Evitare una stretta di bilancio”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo a favore dell’estensione nella sospensione delle regole al 2022. E siamo per riaprire un dibattito sulla riforma delle regole di bilancio della Ue dalla seconda metà di quest’anno. Penso che nei prossimi trimestri dovremmo evitare una stretta prematura della politica di bilancio in Europa, che rischierebbe di inficiare l’impulso alla crescita indotto da Next Generation EU”. Lo dice il ministro dell’Economia Daniele Franco, in un’intervista al Corriere della Sera, rispondendo a una domanda sul Patto di Stabilità.
“Prima di intraprendere un graduale processo di risanamento, dobbiamo tornare alle tendenze di prima della crisi in termini di traiettoria di crescita del Pil reale, non solo tornare al livello di Pil di prima della crisi – aggiunge -. Credo che le nuove regole debbano evitare effetti pro-ciclici ed essere ragionevolmente semplici da gestire e far rispettare. Vale anche la pena considerare un sistema di regole che i governi e i cittadini dei vari Paesi sentano come proprie, comprese le misure necessarie al suo rispetto. Confido che troveremo una soluzione”.
Il G20 Economia che si svolgerà a Venezia potrebbe raggiungere un’intesa sulla tassazione minima a carico delle grandi aziende. “L’accordo si basa su due pilastri: c’è la questione della riallocazione dei profitti e quella della tassazione minima a livello globale – spiega Franco -. Raggiungere un accordo su entrambi sarebbe importantissimo”.
Per il ministro “il clima è cambiato. L’aria che si respira nel G7 e nel G20 segnala una forte consapevolezza che i regimi nazionali sono ormai inadeguati per la tassazione dei profitti delle grandi imprese che operano su scala multinazionale, sfruttando le leve della globalizzazione e della digitalizzazione. Solo un assetto internazionale condiviso consentirà di tassare queste società in modo equo ed efficace”.
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