ROMA (ITALPRESS) – Ad aprile 2021 l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dell’1,8% rispetto a marzo. Nella media del periodo febbraio-aprile il livello della produzione cresce dell’1,9% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali in tutti i raggruppamenti principali di industrie: variazioni positive caratterizzano, infatti, i beni strumentali (+3,1%), l’energia (+2,4%), i beni intermedi (+1,1%) e, in misura meno rilevante, i beni di consumo (+0,5%).
Corretto per gli effetti di calendario, ad aprile 2021 l’indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 79,5%, in ragione del dato eccezionalmente basso di aprile 2020. Incrementi straordinariamente ampi caratterizzano pertanto tutti i comparti: l’aumento, meno pronunciato per l’energia (+14,2%), risulta elevatissimo per i beni strumentali (+119,5%), i beni intermedi (+98,1%) e quelli di consumo (+62,2%).
Tutti i principali settori di attività economica registrano aumenti su base tendenziale, ad esclusione della produzione di prodotti farmaceutici di base (-3,2%). La crescita più ampia caratterizza i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+363,2%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (+327,3%), delle altre industrie (+160,9%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+149,3%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+132,8%).
(ITALPRESS).
Ad aprile in crescita la produzione industriale
Durigon “Bloccare i licenziamenti solo per i settori più in crisi”
ROMA (ITALPRESS) – “I dati che abbiamo dicono che i lavoratori in cassa integrazione ordinaria sono più o meno 480 mila. Analizziamo questo universo e vediamo quali sono i settori più in crisi e interveniamo su questi”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il sottosegretario all’Economia, Claudio Durigon, in merito al dibattito sulla proroga del blocco dei licenziamenti.
Tra i settori più in difficoltà Durigon cita “sicuramente il comparto del tessile e della moda, dove abbiamo 140 mila lavoratori in cassa. Settori come questi e il calzaturiero hanno bisogno di una proroga del blocco dei licenziamenti. Parliamo quindi di una proroga selettiva – spiega -. Valutare le attività più in crisi è importante per gestire questa fase. Per queste attività prolunghiamo il blocco mentre lasciamo liberi tutti gli altri settori, molti dei quali sono in forte ripresa e non credo proprio che licenzieranno, ma semmai assumeranno. Però bisogna restituire il mercato del lavoro alle sue dinamiche e allo stesso tempo mettere in campo una robusta riforma degli ammortizzatori sociali”.
Alla domanda su quanto dovrebbe durare la proroga selettiva, il sottosegretario risponde così: “Direi almeno fino a dopo l’estate. Ma si potrebbe anche scegliere una soluzione flessibile, per esempio legando la durata del blocco al livello di cassa integrazione, per cui quando si scende sotto la soglia stabilita il blocco cessa. Anche qui il ministro Orlando potrà studiare le soluzioni migliori”.
(ITALPRESS).
Feduf, educazione finanziaria e al risparmio fondamentale per ripartire
ROMA (ITALPRESS) – Cittadinanza economica, sviluppo sostenibile e circolarità sono stati i temi al centro della prima Assemblea pubblica di FEduF, Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio. L’evento, che ha rappresentato un’occasione di confronto e riflessione, si è svolto in modalità digitale.
“Il cambiamento è l’eredità che questo periodo ci lascia”, ha affermato Stefano Lucchini, presidente di FEduF. Per Lucchini, di fronte alle difficoltà della pandemia, “nella piattaforma della ripartenza deve avere un ruolo importante e vitale, più di quanto siamo riusciti a fare prima, anche l’educazione finanziaria e al risparmio. Sta a noi – ha spiegato – trasformare la consapevolezza di un ruolo in programma operativo che si integri con le sfide che il governo Draghi ha posto sul tavolo nella seconda ricostruzione italiana e le supporti perchè l’educazione finanziaria per i giovani e meno giovani, alla vigilia dell’avvento ad esempio delle valute digitali, è l’equivalente della lingua italiana che a suo tempo fu insegnata dal maestro Manzi all’indomani della ricostruzione post-bellica. Nessuno nè a parole nè nei fatti – ha proseguito – può negare o contestare la necessità dell’educazione finanziaria come fattore trasversale di crescita sia del vecchio mondo analogico sia del nuovo mondo digitale”. Per Lucchini, quindi, “siamo davanti a un’occasione unica di crescita e sviluppo con condizioni irripetibili” e “la Feduf deve fare per intero la sua parte e inserirsi tra i protagonisti di questa fase decisiva”.
Tra gli obiettivi della Fondazione creata da ABI, c’è anche la diffusione di competenze di cittadinanza economica nelle scuole italiane, per sviluppare la consapevolezza dell’importanza dell’uso del denaro sin dall’infanzia e in stretto collegamento con i valori della sostenibilità.
Per Antonio Patuelli, presidente di ABI, l’idea della “seconda ricostruzione” rappresenta “un principio molto giusto”. “Dobbiamo perseguire – ha spiegato – un nuovo boom economico, un nuovo miracolo economico. Se 70 anni fa il piano Marshall ne fu un presupposto, ora il Recovery ne è il nuovo moltiplicatore, molto più solido dimensionalmente e non finalizzato all’alimentazione com’era il piano Marshall. Ora invece abbiamo la necessità di investimenti”, ha aggiunto, parlando anche di quelli “in educazione, in crescita morale, civile e sociale e a questo fine l’educazione al risparmio è fondamentale”.
Secondo la ricerca realizzata dal Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo, i giovani tra i 13 e i 18 anni sono sempre più attenti al tema sostenibilità, intesa con un significato più ampio che comprende anche il punto di vista economico. In base allo studio, oltre l’85% dei giovani intervistati dichiara di pensare abitualmente a come gestire il proprio denaro e circa tre giovani su quattro ammettono di risparmiare denaro in vista della realizzazione di un progetto personale. Emerge, quindi, che i giovani attenti all’ambiente sono anche attenti all’uso del denaro e, viceversa, coloro che mostrano una gestione matura delle risorse sono anche più impegnati nella difesa dell’ambiente.
Durante l’evento online, Andrew Morlet, ceo The Ellen MacArthur Foundation, da parte sua, ha sottolineato come l’economia circolare sia “da molti punti di vista un modello economico per la prosperità nel lungo termine” e ha ricordato le “opportunità che abbiamo davanti per fare in modo che ci sia un nuovo stimolo per l’economia”.
“Le crisi economiche e finanziarie – ha detto Annamaria Lusardi, direttrice del Comitato per il coordinamento dell’educazione finanziaria – aiutano molto l’educazione finanziaria, che però non è una risposta alla crisi ma al mondo che cambia. Le crisi rendono l’educazione finanziaria più urgente perchè rendono evidenti a tutti i costi della scarsa conoscenza finanziaria”. “Crediamo che sia venuto il momento di investire sui giovani – ha poi aggiunto – e dobbiamo farlo partendo dalla scuola perchè solo la scuola può raggiungere tutti gli studenti e ridurre le differenze che esistono”.
(ITALPRESS).
Famiglie, nel 2020 spesa media mensile in calo del 9%
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2020, secondo i dati Istat, la stima della spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è di 2.328 euro mensili in valori correnti, in calo del 9% rispetto al 2019. Considerata la dinamica inflazionistica (-0,2% la variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività), il calo in termini reali è appena meno ampio (-8,8%).
E’ la contrazione più accentuata dal 1997, che riporta il dato medio di spesa corrente al livello del 2000. Nel biennio 2012-2013, quando si registrò la flessione più ampia nel periodo considerato, il calo rispetto al 2011 era stato complessivamente del 6,4%. Rispetto al 2019, rimangono sostanzialmente invariate la spesa per Alimentari e bevande analcoliche (468 euro al mese) e quella per Abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili, manutenzione ordinaria e straordinaria (893 euro mensili, di cui 587 euro di affitti figurativi). La spesa per tutti gli altri capitoli, che nel 2020 vale complessivamente 967 euro al mese, scende invece del 19,3% rispetto ai 1.200 euro del 2019. Le diminuzioni più drastiche riguardano i capitoli di spesa sui quali le misure di contenimento hanno agito maggiormente e in maniera diretta, cioè Servizi ricettivi e di ristorazione (-38,9%, 79 euro mensili in media nel 2020) e Ricreazione, spettacoli e cultura (-26,4%, 93 euro mensili), seguiti da Trasporti (-24,6%, 217 euro mensili nel 2020) e Abbigliamento e calzature (-23,3%, 88 euro mensili). Il calo delle spese delle famiglie è diffuso su tutto il territorio nazionale. Nel 2020, la voce di spesa che le famiglie hanno maggiormente limitato è quella per viaggi e vacanze. La spesa media mensile per una famiglia di una sola persona è pari a 1.716 euro, ovvero il 72% circa di quella delle famiglie di due componenti e il 63% circa di quella delle famiglie di tre componenti. Secondo stime preliminari, la spesa media mensile nel primo trimestre del 2021 diminuisce del 3,4% rispetto allo stesso trimestre del 2020, per gli effetti persistenti della crisi sanitaria.
(ITALPRESS).
Balcani, Italia può essere protagonista della ripresa economica
La strada per la ripresa dell’economia balcanica e dell’Europa sud-orientale passa per cinque condizioni: stimolare la ripresa a lungo termine, promuovere le riforme, sostenere una transizione verde e digitale, favorire l’integrazione regionale e accelerare la convergenza con l’Unione europea. Significative potranno essere le opportunità per imprese e settore finanziario italiani. Sono le indicazioni per il post-pandemia emerse oggi alla settima edizione del Trieste – Eastern Europe Investment Forum organizzato da FeBAF – Federazione Banche Assicurazioni e Finanza – e il MIB Trieste School of Management. Unione europea e Italia considerano prioritari i rapporti con la regione, pur molto ampia e differenziata al suo interno. L’Italia è dal punto di vista commerciale il terzo paese fornitore dei Balcani occidentali (con una quota di mercato del 9,8%) e il secondo loro cliente (col 10,3%). Per aumentare quote e presenza delle nostre imprese il settore finanziario italiano – a cominciare da banche, assicurazioni e fondi – potrà dare un grande contributo. Spazi di crescita sono evidenti anche nel sostegno all’economia reale. Come dimostrano i numeri dell’ultima edizione dello studio sugli investimenti nell’Europa centro-orientale presentato al Forum, molte delle economie locali hanno risposto alle conseguenze della pandemia con settori bancari differenziati e ancora in evoluzione, con un diffuso livello di sottoassicurazione e mercati dei capitali poco sviluppati. Tutti elementi che, combinati alla presenza di molte imprese italiane in loco – oltre 900 a fine 2017, con più di 40mila addetti e 3,7 miliardi di fatturato – consolidano le prospettive per il nostro mondo finanziario che già opera nell’area o intende farlo. “Riteniamo che l’area del sud-est europeo sia strategica per la UE e per l’Italia”, ha detto il presidente di FeBAF, Innocenzo Cipolletta. “La ripresa offrirà opportunità nella finanza d’impresa e nella ristrutturazione delle catene globali che sono state colpite”, ha aggiunto. “La nostra collocazione a metà tra Mediterraneo ed Est-Europa – ha concluso – ci rende un partner naturale di queste economie, dove già siamo presenti e spesso leader”. Per il presidente di Generali, Gabriele Galateri di Genola, “Next Generation UE è una grande opportunità per molti Paesi di dare stimolo alle proprie economie, contribuendo anche ad una maggiore stabilità del progetto europeo, poiché porta un progresso significativo nell’integrazione dell’Unione. Stiamo affrontando una crisi senza precedenti che può portare a una nuova fase per le compagnie assicurative, che possono svolgere un ruolo importante nel processo di ripresa economica”.
(ITALPRESS).
Design e sostenibilità, il restyling dell’aeroporto di Milano Linate
MILANO (ITALPRESS) – È stato presentato oggi, alla presenza del Presidente della Repubblica, il restyling dell’aeroporto di Milano Linate. Dopo importanti lavori di riqualifica iniziati nel 2019 e terminati nei tempi previsti, il city airport di Milano si presenta con un look completamente rinnovato. Dopo il rifacimento della facciata nel 2018, è iniziato il progetto di restyling architettonico ed ambience del terminal. L’obiettivo è stato quello di dare al city airport di Milano una nuova identità che ne caratterizzi gli ambienti, l’atmosfera ed i materiali, al fine di migliorare la traveller experience e la customer satisfaction dei
passeggeri. Per le aree operative il progetto si è ispirato alle linee guida della neuroarchitettura, la neuroscienza applicata all’architettura, che ha lo scopo di creare spazi capaci di suscitare benessere riducendo al massimo stress e ansia. I lavori del terminal di Linate hanno riguardato il redesign architettonico e funzionale dell’area check-in, dei filtri di sicurezza e dell’area duty free. Inoltre, è stata ampliata l’aerostazione con una nuova area sviluppata su 3 livelli che comprendono i nuovi gate dall’1 all’8, una nuova galleria commerciale ed una nuova food court.
L’area check-in è stata ridisegnata con un controsoffitto a doppia altezza e con l’inserimento di piante che si affacciano al primo piano donando all’ambiente una nota
“green”. I controsoffitti esistenti sono stati sostituiti con doghe baffle effetto legno alternate a vele in cartongesso che aumentano la percezione dello spazio circostante. Un sistema di
illuminazione integrata permette inoltre di enfatizzare le linee curve delle vele ed i profili led alternati alle doghe. I banchi check-in sono stati ripensati come elementi identificativi del
brand SEA, con un design dagli spigoli morbidi, rivestiti in ottone. E’ stata inoltre prevista un’illuminazione ad hoc sopra i desk realizzata con una fascia sovrastante in linea con il design dei banchi. Anche l’area dedicata ai filtri di sicurezza, inaugurata nell’ottobre del 2020, è stata riprogettata. Gli elementi architettonici, i colori e i materiali utilizzati per
pareti pavimenti e controsoffitti sono stati scelti per ridurre il più possibile lo stress che i controlli causano ai passeggeri. Non solo, l’area security è stata implementata con tecnologie di ultima generazione che semplificano e rendono più veloce le
operazioni di controllo.
Sono state, infatti, installate delle nuove macchine EDS-CB (Explosives Detection Systems for Cabin Baggage) che impiegano una tecnologia TAC. L’elevata efficacia del sistema
consente di effettuare i controlli senza la necessità di separare dal bagaglio a mano gli apparati elettronici e i liquidi, migliorando ulteriormente l’esperienza di viaggio. L’innovazione
del sistema security di Linate ha inizio dal check-in: con il sistema “Face Boarding” il passeggero può associare all’impronta biometrica del proprio volto il suo documento e la sua carta di imbarco e fino al momento di salire a bordo non dovrà più mostrare
alcun documento accelerando così il transito nei vari checkpoint. La vera novità di questo restyling è la nuova area del terminal. La vecchia parte dell’aerostazione ad un piano è stata demolita per realizzare un nuovo edificio a tre livelli, per complessivi 10.000 mq (ca. 3000 mq a piano). L’ampliamento delle sale di imbarco, la nuova galleria commerciale con la nuova food court realizzati in uno spazio a doppia altezza sovrastato da una
“vela”, consentiranno una nuova e più confortevole circolazione dei passeggeri.
Per creare un sense of place in sintonia con Milano, da sempre avanguardia e testimonial del design italiano nel mondo, è stata stretta una collaborazione con Triennale Milano e con il suo Museo del Design Italiano, che ha messo a disposizione una serie di opere di famosi designer italiani provenienti dalla collezione di Triennale. Le opere verranno esposte lungo il flusso passeggeri, per arricchirne il valore culturale e dare un’identità al terminal aeroportuale, storicamente considerato un “non luogo”. Ogni sei mesi Triennale esporrà una nuova selezione di opere. Questo progetto speciale – curato da Marco Sammicheli, Sovrintendente del Museo del Design Italiano di Triennale Milano – intende avvicinare il Museo a nuovi pubblici e testimoniare il valore della cultura materiale.
La nuova area del terminal ha ottenuto la certificazione BREEAM-in use excellent, la certificazione ambientale degli edifici costruiti secondo i principi di sostenibilità. I criteri per i quali la nuova struttura ha ottenuto questo riconoscimento sono: il risparmio energetico, la
salute e il benessere degli utilizzatori, l’attenzione all’utilizzo delle risorse (acqua, materiali costruttivi, consumo di suolo), gestione dei rifiuti e inquinamento ambientale.
L’investimento complessivo, incluso l’innovazione tecnologica (Face Boarding, Smart Security e Self Bag Drop), è pari a 40 milioni di Euro.
(ITALPRESS).
Intesa Sanpaolo, la Banca dei Territori si rinnova
MILANO (ITALPRESS) – Dodici direzioni regionali, una nuova direzione dedicata all’agribusiness accanto alla direzione Impact e a quelle dedicate ai clienti retail e alle PMI. E’ la nuova struttura della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, presentata da Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori, che ha illustrato come a valle dell’integrazione di UBI Banca, la Banca dei Territori ha ampliato la propria struttura consolidando la storica vocazione del Gruppo a valorizzare le peculiarità dei territori italiani e dei settori industriali che trainano la nostra economia.
Questi i responsabili delle 12 direzioni regionali: Cristina Balbo (Emilia Romagna e Marche), Roberto Gabrielli (Veneto Ovest e Trentino Alto Adige), Pierluigi Monceri (Lazio e Abruzzo), Giuseppe Nargi (Campania, Calabria e Sicilia), Marco Nava (Lombardia Sud), Francesca Nieddu (Veneto Est e Friuli Venezia Giulia), Tito Nocentini (Lombardia Nord), Alberto Pedroli (Basilicata, Puglia e Molise), Andrea Perusin (Piemonte Sud e Liguria), Luca Severini (Toscana e Umbria), Teresio Testa (Piemonte Nord, Val d’Aosta e Sardegna) e Gianluigi Venturini (Milano e provincia).
La nuova struttura include la neo-costituita Direzione Agribusiness, guidata da Renzo Simonato, per presidiare uno dei maggiori settori produttivi italiani che rappresenta l’11% del PIL, servendo con 230 punti operativi oltre 80mila imprese clienti che valgono per il Gruppo oltre 12 miliardi di euro di impieghi, oltre alla Direzione Impact, guidata da Marco Morganti, che da diversi anni persegue gli obiettivi di impatto sociale del Gruppo con 96 punti operativi in tutta Italia, ampliando le iniziative di inclusione finanziaria per ottenere ricadute visibili sulla collettività.
Per la Direzione Sales & Marketing della Divisione sono intervenuti alla presentazione Anna Roscio, responsabile Imprese e Andrea Lecce, responsabile Privati e Aziende Retail, che hanno sintetizzato le nuove iniziative del Gruppo a favore della clientela.
“E’ questa la forma della Banca dei Territori a valle dell’integrazione e della migrazione delle strutture di UBI in Intesa Sanpaolo, che hanno riguardato 2,4 milioni di clienti, circa 1.000 filiali e 15mila dipendenti – si legge in una nota -. Tale intervento è stato reso possibile grazie al contributo di tutte le funzioni aziendali di Intesa Sanpaolo e di UBI, che hanno gestito con successo una complessa transizione sotto il profilo tecnologico, operativo e formativo”.
La nuova Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo oggi conta su un organico di circa 50mila dipendenti, dei quali oltre la metà donne, una rete di 3.700 filiali e 13,5 milioni di clienti, una raccolta complessiva di oltre 550 miliardi di euro e impieghi per circa 250 miliardi di euro. “Una struttura rinnovata e rafforzata – prosegue la nota -, nel segno dell’integrazione fra la tradizione di Intesa Sanpaolo e quella di UBI che ha generato l’aumento delle direzioni regionali e nazionali allo scopo di rispondere alle specificità dei vari territori e con l’impegno di rappresentare il punto di riferimento per la crescita sostenibile dei territori al servizio di imprese e famiglie”.
Alla presentazione ha partecipato inoltre Gregorio De Felice, capo economista e responsabile della Direzione Studi e Ricerche del Gruppo.
Il quadro macroeconomico previsto dalla Direzione Studi e Ricerche è incoraggiante: Intesa Sanpaolo rivede al rialzo le stime di crescita del PIL al 4,6% nel 2021.
A conferma di ciò la Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo ha effettuato nei primi 5 mesi dell’anno erogazioni a medio lungo termine per un valore di circa 20 miliardi di euro a favore di famiglie e imprese, con una crescita del 12% rispetto ai primi cinque mesi del 2020. Di questi, 11 miliardi sono stati erogati a PMI e imprese piccolissime.
Una parte significativa, pari al 30%, di queste erogazioni ha interessato le regioni meridionali del Paese, che costituiscono per il Gruppo un importante territorio nel quale sono in atto numerose iniziative per le circa 350 mila imprese clienti che includono 160 filiere e iniziative dedicate quali il supporto alle ZES e allo sviluppo dei distretti tecnologici.
“Con il completamento dell’integrazione di UBI, la migrazione della sua clientela e l’ingresso dei nuovi colleghi siamo ancora più vicini a famiglie e imprese per compiere insieme il percorso fondamentale di ripresa post Covid e per partecipare alla realizzazione del PNRR in virtù dell’impegno delle quasi 50mila persone della Banca dei Territori – afferma Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo -. Grazie alla competitività e al dinamismo di 1,2 milioni di eccellenze imprenditoriali che vediamo crescere e che affianchiamo nei loro progetti, la nostra economia sarà di nuovo in grado di realizzare un forte recupero dei valori di Pil ed export per riportare il nostro Paese ai vertici delle economie internazionali”.
“A tutte queste imprese – prosegue Barrese – Intesa Sanpaolo sta dedicando nuovi strumenti di intervento finanziario e di consulenza, per favorirne – anche attraverso la creazione di nuove filiere – il percorso nell’innovazione, nell’internazionalizzazione e nel raggiungimento di quei parametri di sostenibilità e di impatto necessari per assicurare una crescita costante nel futuro. Il nostro Gruppo prosegue infatti nella costituzione di nuovi processi di filiera e del rafforzamento qualitativo di quelli in essere, strategia di cui rivendichiamo la primogenitura nel 2015 e che oggi viene diffusamente considerata come base essenziale per il rilancio dell’economia del Paese anche nell’ambito del PNRR”.
(ITALPRESS).
Dalla carta stampata ai social media: un punto di accesso a tutte le informazioni che servono
Monitorare i social media per scoprire la reputazione dei brand: Volocom, azienda operante nel settore dello sviluppo software e della gestione delle informazioni dal 2001, amplia lo spettro d’indagine del proprio portafoglio di servizi, integrando all’analisi dei media tradizionali quella delle piattaforme social. “Il mondo dell’informazione è in continua trasformazione e la fruizione delle notizie è sempre più crossmediale” spiega Angelica Ciciriello, Responsabile Product Lines e Consulente progetti strategici. “Volocom si occupa da sempre del monitoraggio dei media e ha deciso di cogliere l’esigenza dei clienti di poter ricercare analizzare e monitorare anche contenuti social all’interno di un’unica piattaforma”. L’integrazione delle fonti social, continua Ciciriello, “va a completare un servizio di monitoraggio che conta oltre 120mila nuovi documenti ogni giorno. Le aziende stanno cogliendo l’aspetto strategico della comunicazione tramite i social ed hanno bisogno di strumenti a supporto di questa comunicazione multimediale”. Volocom monitora i principali social, come Youtube, Facebook, Instagram, Twitter, ma anche social minori o emergenti, oppure blog e forum che prevedono commenti o interazioni tra utenti privati per offrire una copertura capillare delle fonti. “Internet ha cambiato in modo radicale l’accesso all’informazione” – sottolinea Simona Bernabei, Responsabile Marketing e Business Development – una volta se si voleva rimanere informati ci si affidava a quei media che ancora oggi definiamo tradizionali, come stampa, radio e tv, mentre internet ha reso le informazioni più accessibili, facili e democratiche. Oggi la maggior parte delle persone, sia giovani che adulti, si informano online, soprattutto quando si tratta di un’informazione di tipo immediato, risposte a domande istantanee, l’informazione cosiddetta fluida”. Al contrario, osserva Bernabei “la stampa ha senza dubbio perso lettori e utenti negli ultimi decenni, ma non ha perso la sua rilevanza: alla stampa è associata un’informazione di qualità, un’informazione di approfondimento e analisi. Stampa e social sono dunque due canali molto diversi ma entrambi importanti, che rispondono in maniera diversa anche ai fenomeni sociali e Volocom li monitora entrambi”. Ad esempio, ricorda ancora la responsabile Marketing, “ci sono dei fenomeni che a seconda della loro natura sono presenti sui media tradizionali e non sui social o viceversa. Recentemente abbiamo analizzato la presenza di un tema particolare: le “Società Benefit”, una nuova forma giuridica di impresa. Quello che abbiamo notato è che questo tema ha ottenuto un’attenzione che è cresciuta esponenzialmente ed è in netta crescita sui media tradizionali, mentre ha avuto una crescita irrisoria sui social, proprio perché non è argomento di massa. Parallelamente, i social ci danno molte informazioni che la stampa non ci dà: monitorare i social significa poter rilevare le opinioni degli utenti, la vox populi, il mood, il genere degli autori, che sono dati molto importanti per le aziende che devono fare ricerche di mercato. Due media diversi, due ruoli diversi”. Questa intuizione, come ribadisce Angelica Ciciriello, ha consentito alla società di ottenere un vantaggio competitivo sul mercato della Media Intelligence: “Volocom ha creato al suo interno un centro di eccellenza tecnologica che è in grado di sviluppare con rapidità e qualità progetti e soluzioni verticali in base alle esigenze e alle richieste dei suoi clienti. Si tratta di un monitoraggio che include tutti i media ed è in grado di massimizzare, in termini di efficacia e di efficienza, l’intero processo di reperimento di analisi dell’informazione. Il cliente, nel caso specifico, può scegliere un prodotto finito, costruito per lui da esperti del settore, oppure degli strumenti che gli consentano, con semplicità e in totale autonomia, di creare il proprio report”. Nello specifico sono due nuovi tool che Volocom ha integrato nei propri servizi in collaborazione con il partner Blogmeter: “VoloPress Live Insights”, un motore di ricerca che include circa 2,5 miliardi di contenuti social tra post e commenti, e “VoloPress Social Influencer”, un database che conta oltre 10mila influencer divisi per topics, reach, engagement, età e genere, che consente di trovare il personaggio più adatto per promuovere il proprio business. Il primo tool, come spiega Simona Bernabei, “consiste in un motore di ricerca dove è possibile effettuare delle ricerche flessibili: posso digitare qualsiasi parola e come risultato abbiamo indicatori di performance, dati aggregati, ma anche il testo integrale dei post e dei commenti che possiamo andare a leggere”. Indicatori e dati aggregati restituiscono una fotografia della situazione sui social in relazione a un determinato argomento: “Per esempio – continua la responsabile del Marketing – posso capire quanto è discusso e quanto è popolare un argomento attraverso il numero delle mentions, posso capirne il grado di viralità, il grado di engagement, chi sono gli autori che hanno contribuito alla discussione, se sono in prevalenza uomini o donne, e quali sono i social media che veicolano meglio un determinato messaggio, se magari un tema funziona meglio su Facebook peggio su Instagram o viceversa. Si possono fare anche analisi comparative fra più brand e vedere le performance dei singoli marchi”. Informazioni importanti, nota Bernabei, “per chi lavora nel mondo della comunicazione, per chi deve monitorare la reputazione, fare ricerche di mercato, lanciare nuovi prodotti e valutare l’accoglienza dei consumatori su un particolare prodotto o chi deve preparare una conferenza e ha bisogno di dati di supporto”. “VoloPress Social Influencer” risponde invece a un’altra necessità: l’Influencer marketing. “Oggi è molto comune fare pubblicità coinvolgendo vip e sfruttando la popolarità di un personaggio famoso per veicolare dei messaggi promozionali e raggiungere gli obiettivi di business. A questo proposito abbiamo aggiunto alla nostra offerta un vasto database di migliaia di influencer che consente di identificare il personaggio più adatto per promuovere il proprio business. Un tool dedicato ai professionisti della comunicazione che vogliono dare un boost al proprio business” conclude.












