ROMA (ITALPRESS) – “L’inizio delle campagne di vaccinazione nell’area dell’euro rappresenta un traguardo importante nel processo di risoluzione della crisi sanitaria in atto. La pandemia continua, tuttavia, a porre seri rischi per la salute pubblica e per le economie dell’area dell’euro e del resto del mondo. Il nuovo aumento dei contagi da coronavirus e le rigide misure di contenimento imposte per un prolungato periodo di tempo in molti paesi dell’area stanno minando l’attività economica”. E’ quanto si legge nel Bollettino economico della Bce.
“Il prodotto dovrebbe aver registrato una flessione nel quarto trimestre del 2020 e l’intensificarsi della pandemia comporta alcuni rischi al ribasso per le prospettive economiche a breve termine”, prosegue. “L’inflazione si conferma molto contenuta, in un contesto caratterizzato da una domanda debole e da una significativa capacità inutilizzata nei mercati del lavoro e dei beni e servizi. I dati più recenti confermano, nel complesso, la precedente valutazione dello scenario di base del Consiglio direttivo relativa a un pronunciato impatto della pandemia sull’attività economica nel breve periodo e a una protratta debolezza dell’inflazione. In tale contesto – osserva la Bce -, per continuare a garantire a tutti i settori economici condizioni di finanziamento favorevoli nel periodo della pandemia, continua a essere fondamentale un ampio grado di stimolo monetario. Contribuendo a ridurre l’incertezza e a rafforzare la fiducia, ciò incoraggerà la spesa per consumi e gli investimenti delle imprese, sostenendo l’attività economica e salvaguardando la stabilità dei prezzi nel medio termine”.
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Bce, fondamentale continuare stimolo monetario
Politiche di genere, gender gap e leadership al femminile
“#ÈDonna #ÈStoria. Empowerment e leadership al femminile” sono i temi al centro dell’evento web organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com), l’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (Ucid) e il Gruppo Minerva Federmanager. L’evento, che si svolgerà sulla piattaforma Zoom, è stato organizzato in partnership con #InclusioneDonna, con 61 associazioni femminili, e GammaDonna e con il patrocinio del Consiglio Nazionale dei Giovani. Il dibattito si aprirà con gli interventi della Referente del Coordinamento Donne Ucid Stefania Brancaccio, del referente del Movimento Giovani Ucid Pierluigi Germani, delle fondatrici di #InclusioneDonna e GammaDonna Sila Mochi e Valentina Parenti e della coordinatrice nazionale di Federmanager Minerva Renata Tebaldi. Dopo il videomessaggio della presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati, l’iniziativa proseguirà con il dibattito cui prenderanno parte la rettrice della Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, il vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie della Polizia di Stato Maria Luisa Pellizzari e il dirigente generale dello Stato Monica Parrella. Le conclusioni, invece, saranno affidate al panel composto dal presidente di Federmanager Stefano Cuzzilla, dal presidente I-Com Stefano da Empoli, dal presidente UCID Nazionale Gian Luca Galletti e dalla presidente del Consiglio Nazionale Giovani Maria Cristina Pisani. L’iniziativa sarà coordinata dalla referente del Coordinamento Donne Giovani Ucid Simona Mulè e dal direttore della Comunicazione dell’Istituto per la Competitività (I-Com) Andrea Picardi. L’emergenza epidemiologica ha colpito duramente interi settori e categorie produttive, ma in particolare e trasversalmente le donne, con una ulteriore spinta alla loro marginalizzazione nell’economia e nella società e un loro indebolimento nelle possibilità di governo, a tutti i livelli e di leadership. Secondo il rapporto “Women, Peace and Security Index” condotto dal Georgetown Institute for Women, Peace and Security che analizza la condizione delle donne nel mondo, l’Italia è 28^ in classifica su 167 Paesi (e addirittura ultima tra quelli del G8), un “primato” negativo che non ci onora. Il convegno nasce quindi dall’urgenza di ridefinire strategie concrete per l’attuazione di politiche di genere, per una crescita e rafforzamento dell’empowerment e della leadership femminile, per il superamento del gender gap salariale e per la crescita dell’occupazione femminile, anche alla luce del Piano #Next Generation Ue.
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A gennaio l’inflazione torna positiva
ROMA (ITALPRESS) – Dopo otto mesi di variazioni negative dei prezzi al consumo su base annua, a gennaio l’inflazione torna positiva, seppur in misura contenuta. Secondo le stime preliminari dell’Istat, infatti, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile e dello 0,2% su base annua (da -0,2% di dicembre). Il cambiamento è determinato per lo più dalla crescita su base congiunturale dei prezzi dei beni energetici che, al contrario, a gennaio 2020 erano diminuiti rispetto al mese precedente. Questo diverso andamento si riflette sulla dinamica tendenziale dei prezzi di tale comparto (che attenuano la flessione) e dell’indice generale (che torna a registrare una crescita). In questo quadro l’inflazione di fondo accelera di poco e rimane al di sotto dell’1%. L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +0,4% per l’indice generale e a +0,2% per la componente di fondo.
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Volocom, Colaianni direttore commerciale, Maggio direttore delivery
Volocom, società specializzata nel settore dell’editoria digitale e del monitoraggio dei media, ha nominato Emilio Colaianni Direttore Commerciale e Marketing e Lucrezia Maggio Direttore Delivery e Servizi di Consulenza. La società è in una fase di forte espansione (crescita a doppia cifra percentuale negli ultimi 7 anni e + 35% dal 2019) e per sostenere adeguatamente il suo sviluppo ha iniziato un percorso di riorganizzazione interna e potenziamento del suo staff. Emilio Colaianni, laureato in Economia e Commercio ha iniziato la sua carriera in una nota software house di origine angloamericana quotata in borsa e operante nel settore del Knowledge management e della gestione delle informazioni. Ha poi proseguito il suo percorso professionale in altre multinazionali del settore informatico nonché in ambito finance.
Nel suo portafoglio clienti, allora come oggi, spiccano i nomi dei più grandi gruppi Corporate del settore Finance, Energy, Oil&Gas di cui è esperto. Entra in Volocom nel 2002 su volontà dell’amministratore unico Valerio Bergamaschi. Prima del nuovo incarico svolgeva quello di Direttore Vendite. “Sono orgoglioso di aver accompagnato la crescita della società fin dai primi passi. Oggi siamo quasi trenta e non potrei essere più soddisfatto di aver contribuito a costruire un’azienda solida e di successo” afferma Colaianni. Lucrezia Maggio ha fatto il suo ingresso in Volocom nel 2014 dopo la laurea in Scienze della Comunicazione Sociale presso l’Università Pontificia Salesiana.
Ha ricoperto il ruolo di Responsabile Pianificazione e Sviluppo dei Servizi di monitoraggio fino alla nuova promozione. “Le opportunità di crescita che mi ha offerto Volocom sono state fondamentali per la mia professione: sono lieta che il mio impegno sia stato riconosciuto dall’azienda ed entusiasta di affrontare questa nuova avventura”, conclude Maggio.
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Nel 2020 Pil in calo dell’8,9%
ROMA (ITALPRESS) – Nel quarto trimestre del 2020 l’Istat stima che il Prodotto Interno Lordo sia diminuito del 2% rispetto al trimestre precedente e del 6,6% su base annua. Il quarto trimestre del 2020 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al quarto trimestre del 2019.
La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, ovvero agricoltura, silvicoltura e pesca, industria e servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta. Nel 2020 il Pil corretto per gli effetti di calendario è diminuito dell’8,9%, mentre per il Pil stimato sui dati trimestrali grezzi la riduzione è stata dell’8,8% (nel 2020 vi sono state 2 giornate lavorative in più rispetto al 2019).
L’Istat diffonderà i risultati dei conti nazionali annuali per il 2020 il prossimo 1 marzo, mentre quelli trimestrali coerenti con i nuovi dati annuali verranno presentati il 3 marzo.
La variazione acquisita per il 2021 è pari a +2,3%.
“L’economia italiana registra, dopo il robusto recupero del terzo trimestre, una nuova contrazione nel quarto a causa degli effetti economici delle nuove misure adottate per il contenimento dell’emergenza sanitaria – commenta l’Istituto di Statistica -. Tale risultato determina un ampliamento del calo tendenziale del Pil: da -5,1% del trimestre precedente a -6,6%. La stima preliminare che ha, come sempre, natura provvisoria, dal lato dell’offerta riflette soprattutto un netto peggioramento della congiuntura dei servizi, a fronte di una contrazione di entità limitata dell’attività industriale”.
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A dicembre ancora in calo gli occupati, sale la disoccupazione
ROMA (ITALPRESS) – A dicembre tornano a calare gli occupati e si registra un incremento dei disoccupati e degli inattivi. Secondo quanto rende noto l’Istat, la diminuzione dell’occupazione (-0,4% rispetto a novembre, pari a -101mila unità) coinvolge le le donne, i lavoratori sia dipendenti sia autonomi e caratterizza tutte le classi d’età, con l’unica eccezione degli ultracinquantenni che mostrano una crescita; sostanzialmente stabile la componente maschile. Nel complesso il tasso di occupazione scende al 58,0% (-0,2 punti percentuali).
Il numero di persone in cerca di lavoro torna a crescere (+1,5%, pari a +34mila unità) in modo generalizzato e solo per 15-24enni si osserva una diminuzione. Il tasso di disoccupazione sale al 9% (+0,2 punti) e tra i giovani al 29,7% (+0,3 punti).
A dicembre, il numero di inattivi cresce (+0,3%, pari a +42mila unità) tra donne, 15-24enni e 35 49enni, mentre diminuisce tra gli uomini e le restanti classi di età. Il tasso di inattività sale al 36,1% (+0,1 punti).
Nonostante il calo di dicembre, il livello dell’occupazione nel trimestre ottobre-dicembre 2020 è superiore dello 0,2% a quello del trimestre precedente (luglio-settembre 2020), con un aumento di 53mila unità.
Nel trimestre calano le persone in cerca di occupazione (-5,6%, pari a -137mila) e aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,1%, pari a +17mila unità).
Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione registrate tra marzo e giugno 2020, unite a quella di dicembre, hanno portato l’occupazione a un livello più basso di quello registrato nel dicembre 2019 (-1,9%, pari a -444mila unità).
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Confindustria, ripresa solo da metà 2021 se ripartono consumi
ROMA (ITALPRESS) – A inizio 2021, il peggioramento delle attese spinge una parte delle famiglie a risparmiare a scopo precauzionale. Inoltre, vari acquisti sono ostacolati dalle norme anti-Covid. Tutto ciò frenerà i consumi e il Pil, almeno nel primo trimestre. Un forte rimbalzo è atteso solo dal terzo trimestre 2021, sopra le stime iniziali se la vaccinazione sarà efficace e rapida. E’ quanto emerge dalla Congiuntura flash del Centro Studi di Confindustria, secondo cui un rallentamento delle restrizioni anti-pandemia, rilancerebbe anche la fiducia e quindi la domanda, liberando per i consumi le risorse accumulate in questi mesi col risparmio “forzato”. Il recupero potrebbe poi proseguire, se l’aumento dei vaccinati continuasse a far calare i contagi. Comunque, la flessione stimata per fine 2020 e la debolezza attuale fanno già rivedere al ribasso la crescita complessiva attesa per quest’anno. Più ampia a inizio 2021 la forbice in Italia tra servizi ancora in crisi e industria che regge, con andamenti divergenti anche nelle corrispondenti dinamiche dei prezzi al consumo. Per l’export italiano – secondo il Csc – lo scenario è un pò migliorato, sulla scia di scambi mondiali in lenta espansione, mentre le principali economie dell’Eurozona hanno chiuso il 2020 meno peggio del previsto. I tassi sovrani a gennaio restano moderati per l’Italia, poco sopra i minimi, nonostante la nuova instabilità politica e solo grazie ai massicci acquisti di titoli effettuati dalla Bce. Nel 2020 in Italia l’impatto della crisi sanitaria è stato molto vario tra settori e tipologie di imprese, molte delle quali hanno accumulato più debito ma non hanno potuto usarlo per nuovi investimenti. Quanto alla dinamica dei prezzi al consumo, in Italia è risultata di poco negativa nel 2020 (-0,2% annuo, da +0,6% nel 2019).
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A dicembre retribuzioni in lieve aumento su base annua
ROMA (ITALPRESS) – Alla fine di dicembre 2020, i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica (24 contratti) riguardano il 19,1% dei dipendenti – circa 2,4 milioni – con un monte retributivo pari al 19,8% del totale. Nel corso del quarto trimestre 2020 è stato recepito il solo accordo del legno e prodotti in legno ed è scaduto quello dell’edilizia. Lo rende noto l’Istat.
I contratti in attesa di rinnovo a fine dicembre 2020 sono 49 e coinvolgono circa 10,0 milioni di dipendenti (l’80,9% del totale), 300 mila lavoratori in più rispetto al dato di fine settembre.
Il tempo medio di attesa di rinnovo, per i lavoratori con contratto scaduto, nel corso del 2020 è aumentato, passando da 11,8 mesi a gennaio a 20,1 mesi a dicembre.
Nella media del 2020 l’indice delle retribuzioni orarie è cresciuto dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Anche l’indice mensile delle retribuzioni contrattuali registra un aumento tendenziale dello 0,6% rispetto a dicembre 2019, pur restando invariato rispetto a novembre; in particolare, l’aumento ha raggiunto lo 0,8% per i dipendenti dell’industria, lo 0,7% per quelli dei servizi privati ed è stato nullo per la pubblica amministrazione.
Nel dettaglio, gli aumenti tendenziali più elevati riguardano il settore del credito e assicurazioni (+2,2%), l’edilizia (+1,6%), l’estrazioni minerali ed energia e petroli (entrambi +1,4%); nessun incremento per l’agricoltura, il commercio, le farmacie private, le telecomunicazioni e la pubblica amministrazione.
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