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Intesa Leonardo-Enav sugli elicotteri nello spazio aereo civile

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Modernizzare e rendere più sicuro, efficiente e sostenibile l’impiego degli elicotteri e l’utilizzo dello spazio aereo sfruttando le più avanzate tecnologie dedicate alla navigazione. È questo uno degli obiettivi della Lettera d’Intenti (LoI), firmata da Leonardo ed ENAV, che avvia una collaborazione finalizzata ad offrire agli operatori di elicotteri prodotti e servizi nel campo della navigazione strumentale avanzata contribuendo a rinnovare anche le infrastrutture collegate. Si tratta di una collaborazione all’insegna dell’innovazione e che, attraverso la Lettera d’Intenti, unisce le capacità industriali di Leonardo nella progettazione, industrializzazione, fornitura e supporto di elicotteri moderni e performanti e l’expertise di ENAV nello sviluppo e gestione dello spazio aereo in Italia e all’estero. L’accordo consentirà ai due partner di definire e fornire soluzioni integrate e di assoluta eccellenza, a operatori privati e istituzionali in Italia e all’estero, dando vita a un’iniziativa unica oggi a livello internazionale, contribuendo anche agli obiettivi del Paese in termini sostenibilità, digitalizzazione e sicurezza delle infrastrutture critiche italiane, di cui entrambe i partner sono stakeholder fondamentali.

Attualmente, infatti, le infrastrutture a servizio della navigazione aerea, in particolare le procedure di volo e la definizione degli spazi aerei, sono concepite e realizzate per supportare principalmente le operazioni di velivoli ad ala fissa, limitando le potenzialità e la versatilità nello Company General Use spostamento offerte dall’ala rotante. Gli elicotteri, proprio per loro caratteristiche intrinseche, hanno grande flessibilità e un maggior grado di libertà di manovra rappresentato, tra l’altro, dalla capacità di decollo e atterraggio verticale e dal volo stazionario. “Gli elevati standard certificativi degli elicotteri di Leonardo, con i loro sistemi ed equipaggiamenti avanzati, rendono già oggi possibile lo sviluppo e l’uso di procedure di volo conformi ai moderni requisiti della cosiddetta Performance Based Navigation (“PBN”) a supporto delle diverse fasi del volo ed ENAV è all’avanguardia, già da anni, nella progettazione di procedure PBN sia su ala fissa che su ala rotante – si legge in una nota -. Le procedure di volo PBN, implementate tramite la navigazione satellitare avanzata, contribuiscono in modo significativo all’ottimizzazione dell’uso dello spazio aereo. Esse infatti garantiscono un incremento della sicurezza delle operazioni di volo grazie alla più elevata precisione nella navigazione e nelle procedure di avvicinamento e atterraggio, fondamentale in particolare in condizioni meteo complesse, affiancando o superando i più tradizionali sistemi basati su stazioni a terra (le cosiddette “radioassistenze”)”.

Le procedure PBN permettono inoltre di ridurre le emissioni inquinanti e l’impatto acustico grazie a rotte dedicate e maggior efficienza. Trasporto passeggeri, elisoccorso, operazioni di protezione civile, sorveglianza e antincendio in tutte le condizioni meteo, di giorno e di notte, sono tra i principali ambiti applicativi che possono avvantaggiarsi di questo avanzamento tecnologico. La sua implementazione e diffusione produce benefici significativi per la sicurezza del volo, la tutela del patrimonio ambientale, la flessibilità, rapidità ed efficacia degli interventi a supporto della popolazione, la maggior efficienza dei servizi di trasporto. “Con questa iniziativa confermiamo il nostro impegno per contribuire alla crescita e alla competitività del Paese attraverso il potenziamento di un’infrastruttura critica, come appunto i nostri cieli e i sistemi e le regole che ne definiscono l’utilizzo”, afferma Alessandro Profumo, Amministratore Delegato di Leonardo.

“Lo facciamo introducendo innovazioni, digitalizzazione e procedure che ci avvicineranno sempre più ai futuri scenari di ‘urban air mobility’ grazie alla continua innovazione nel campo della navigazione, che integra le nostre competenze nell’elicotteristica e le relative tecnologie che aumentano la sicurezza del volo, nei sistemi per il controllo del traffico aereo e nelle tecnologie spaziali. Una soluzione integrata che produrrà benefici per la mobilità, la sicurezza, la tutela ambientale e i servizi alle persone – aggiunge -. L’Italia, con le sue eccellenze industriali e tecnologiche conferma il proprio contributo al percorso intrapreso dall’Europa in questo settore con progetti come SESAR e può essere sempre più un punto di riferimento a livello internazionale”. “Siamo particolarmente orgogliosi di questa intesa che dimostra la capacità dell’industria aeronautica nel fare sistema e creare sinergie al fine di garantire la crescita del settore, contribuendo a modernizzare i sistemi per rendere il volo sempre più efficiente e sicuro – ha sottolineato Paolo Simioni, Amministratore Delegato di ENAV -. Lo spazio aereo è una infrastruttura fondamentale per la crescita economica italiana ed internazionale. Per tale ragione stiamo investendo in innovazioni tecnologiche che siano anche sostenibili da un punto di vista ambientale. Leonardo ed ENAV sono due realtà strategiche per lo sviluppo tecnologico e infrastrutturale del settore e questa partnership è un’ulteriore conferma dell’eccellenza Company General Use tecnologica e della qualità delle persone di ENAV. Sono certo che questa collaborazione darà ad entrambe un vantaggio competitivo sui mercati esteri”.
(ITALPRESS).

Il Governo vara la Nadef, previsione Pil +6% nel 2021

ROMA (ITALPRESS) – Rimbalzo del Prodotto Interno Lordo del 6%, rapporto deficit/Pil al 7% e debito/Pil al 155,6%. Sono le previsioni per il 2021 contenute nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF) 2020, approvata dal Consiglio dei Ministri su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia e delle finanze Roberto Gualtieri.
La Nota definisce il perimetro di finanza pubblica nel quale si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio, che avrà come obiettivo quello di sostenere la ripresa dell’economia italiana nel triennio 2021-2023, “in stretta coerenza con il prossimo Piano nazionale di ripresa e resilienza – spiega Palazzo Chigi nel comunicato diffuso nella notte, dopo il Cdm -. Gli interventi saranno principalmente rivolti a sostenere, nel breve termine e per tutta la durata della crisi da COVID-19, i lavoratori e i settori produttivi più colpiti; a valorizzare appieno le risorse messe a disposizione dal programma “Next Generation EU” per realizzare investimenti e riforme di vasta portata e profondità; ad attuare un’ampia riforma fiscale che migliori l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario riducendo anche il carico fiscale sui redditi medi e bassi, coordinandola con l’introduzione di un assegno universale per i figli; ad assicurare un miglioramento qualitativo della finanza pubblica, spostando risorse verso gli utilizzi più opportuni a garantire un miglioramento del benessere dei cittadini, dell’equità e della produttività dell’economia; a ricondurre l’indebitamento netto della pubblica amministrazione verso livelli compatibili con una costante e sensibile riduzione del rapporto debito/PIL”.
Per quanto riguarda la programmazione delle finanze pubbliche, per il 2021 la NADEF fissa un obiettivo di indebitamento netto (deficit) pari al 7% del prodotto interno lordo (PIL). Rispetto alla legislazione vigente, che prevede un rapporto deficit/PIL pari al 5,7%, si presenta quindi lo spazio di bilancio per una manovra espansiva pari a 1,3 punti percentuali di PIL (oltre 22 miliardi di euro).
Rispetto al 2020, nel quadro programmatico di finanza pubblica, il rapporto debito/PIL nel 2021 è previsto in calo di 2,4 punti percentuali, portandosi dal 158% al 155,6%. Per gli anni successivi viene delineato un percorso di graduale rientro del rapporto, con l’obiettivo di riportare il debito della P.A al di sotto del livello pre-Covid entro la fine del decennio.
“Grazie al sostegno alla crescita assicurato dalle misure espansive – sottolinea Palazzo Chigi -, nel 2021 è attesa una crescita programmatica del PIL pari al 6% (rispetto ad una crescita tendenziale del 5,1%), che nel 2022 e nel 2023 si attesterà al 3,8% ed al 2,5% rispettivamente”.
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Pil, Bonomi “Quest’anno temiamo un calo a doppia cifra”

ROMA (ITALPRESS) – “Sabato presenteremo gli scenari del nostro centro studi di Confindustria. Noi purtroppo temiamo, per quest’anno, una perdita del Pil in doppia cifra”. Lo ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, nel corso dell’incontro online dal titolo “Disegniamo il futuro”, promosso dall’Unione degli industriali della provincia di Varese.
Per Bonomi c’è “un grande clima di incertezza e di sfiducia nelle ricette di economia messe in campo in questo periodo. Mentre all’inizio condividevamo gli interventi emergenziali – ha continuato -, abbiamo sempre chiesto di guardare oltre”. Il presidente di Confindustria ha precisato che la “ripresa ha avuto un primo rimbalzo, dato da ripristino delle scorte e dalla lavorazione degli ordinativi rimasti sospesi, ma adesso sta flettendo”.
“Siamo entrati nella crisi – ha proseguito – con tre punti di Pil ancora inferiori rispetto al 2009. Non avevamo recuperato il Pil di 11 anni prima, quando è arrivata la pandemia. Avevamo chiesto una visione di medio-lungo periodo e di far partire una serie di provvedimenti che stimolassero soprattutto gli investimenti”.
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Conflavoro “Ok discoteche chiuse ma governo eviti la strage economica”

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ROMA (ITALPRESS) – “Favorevoli alle discoteche ancora chiuse per decreto, ma i gestori e i lavoratori dell’intrattenimento sono stati completamente abbandonati dalle istituzioni e questo è inaccettabile. Nei prossimi provvedimenti si preveda tutto il sostegno necessario per sopperire alla chiusura prolungata. Altrimenti tante, troppe aziende resteranno chiuse per sempre e chi avrà la forza per rialzarsi lo farà in modo lento e farraginoso”. L’appello è di Martino Spera, dirigente del settore Commercio e Turismo di Conflavoro Pmi.
“È fuori discussione lo sforzo rilevantissimo effettuato dalle imprese del nostro settore – evidenzia Spera – per contemperare le ragioni delle proprie imprese con quelle di tutela della salute. Mentre il resto del Paese si rimette faticosamente in moto, al settore dell’intrattenimento si continua a chiedere di restare fermo per ragioni che siamo i primi a comprendere e condividere. Non lottiamo per aprire, consapevoli che ciò non sia al momento possibile, per quanto ciascuno di noi desideri tornare alla normalità. Al contrario, si potrebbe dire che noi lottiamo per restare chiusi”.
Le aziende del mondo del divertimento e dello spettacolo, quindi, per Conflavoro hanno il dovere di rimanere chiuse nel rispetto di una politica di salvaguardia della salute pubblica, ma hanno altresì il diritto di essere aiutate e protette alla luce delle migliaia di lavoratori impiegati e della spinta economica diretta e indiretta creata.
“In un contesto in cui lo Stato resta assente – sottolinea Martino Spera – il sistema bancario eroga liquidità con tecniche discutibili, cercando di assicurarsi con i finanziamenti garantiti dal Medio Credito il recupero di gran parte degli affidamenti e finanziamenti concessi in periodo pre Covid-19 e costringendo, spesso, a stipulare assicurazioni esose. In un momento tanto difficile aspiriamo non solo ad aiuti economici a fondo perduto, ma anche ad interventi normativi nei quali si prenda atto realmente della gravità della situazione, che non potrà essere affrontata con strumenti giuridici che non rispecchino l’eccezionalità del momento. Così, ad esempio, in materia di affitti, gli strumenti vigenti appaiono inadeguati: attività commerciali chiuse per decreto da mesi non possono accontentarsi del solo credito d’imposta del 60 per cento poiché il rimanente 40 per cento è una frazione comunque troppo onerosa”.
“Il contenzioso con i creditori, in primis i proprietari dei fondi e i fornitori, dovrebbe rimanere sospeso, al pari di quello con gli enti locali. Tasse e balzelli – conclude il dirigente Conflavoro – dovrebbero essere sospesi per tutto il 2020. È difficile accettare che debba spettare, ancora una volta, come è già avvenuto anche recentemente, ai giudici di merito adottare decisioni pionieristiche che forzano il diritto vigente le quali, per questa ragione, anche quando rispondono a ragioni di equità e giustizia sociale, sono instabili, imprevedibili e rischiano di essere riformate”.
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Philip Morris, in Italia rafforzato il management team

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Philip Morris Italia ha annunciato oggi tre nuovi ingressi al vertice dell’affiliata italiana: Eleonora Santi viene nominata direttore del Dipartimento Relazioni Esterne subentrando a Gianluca Bellavista, che assume il ruolo di Director Program Delivery; Gianluca Iannelli assume il ruolo di Head of Marketing & Digital; Milko Vaccaro va a capo del Dipartimento Information Technology. Eleonora Santi vanta una lunga carriera nelle relazioni istituzionali. Dopo un’esperienza come Assistente presso il parlamento europeo, dal 2004 al 2008 è entrata a far parte dello Staff del Sindaco di Roma. Presso il Campidoglio si è occupata di temi quali trasporti, ambiente, media, turismo, relazioni internazionali. Prima di entrare in Philip Morris ha svolto un’esperienza di un anno e sei mesi presso la Camera dei Deputati come Senior Policy Advisor. Entrata in Philip Morris nel 2009, Eleonora Santi è stata Manager del dipartimento Corporate Affairs in Italia e successivamente ha intrapreso una carriera internazionale con ruoli di crescente responsabilità prima a Bruxelles, nel 2015, dove ha assunto la carica di Manager European Union Affairs e in seguito a Losanna come Direttore delle Relazioni Esterne. Madre di tre figli, è co- fondatrice di European Women Alliance (EWA) e del Consiglio europeo delle donne (WEUCO).

Gianluca Iannelli ha all’attivo oltre 20 anni di esperienza nel contesto FMGC e nei servizi finanziari, nelle aree del Marketing (tradizionale e digitale), Sales BTB e BTC. Iannelli proviene da una lunga esperienza in Mastercard, dove ha ricoperto il ruolo di Vice President in Italia, dopo essere stato Vice President B2B Europe e Head of Marketing per Italia e Grecia. La sua carriera era iniziata in Procter&Gamble.

Milko Vaccaro, in Philip Morris dal 2012, rientra in Italia dopo alcune importanti esperienze dirigenziali all’estero – nel 2016 nel centro operativo della multinazionale a Losanna e successivamente a capo della struttura Information Technology dell’affiliata francese – con un bagaglio di competenze trasversali in area IT che comprendono una vasta esperienza nelle aree dell’architettura di software e di sistema, del Service Management e del Project Management, e in Operations, grazie alla sua precedente esperienza professionale in Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna. Subentra a Priscila Bossi, che passerà alla direzione dell’Information Technology per la multinazionale in area Europa Orientale, Medio Oriente e Africa.

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Deficit al 10,3% nel secondo trimestre

ROMA (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre 2020 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari al 10,3% (0,0% nello stesso trimestre del 2019). Lo rileva l’Istat. Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -5,9% (+4,1% nel secondo trimestre del 2019). Il saldo corrente delle AP è stato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil del -6,3% (+3,3% nel secondo trimestre del 2019). La pressione fiscale è stata pari al 43,2%, in crescita di 1,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante la marcata riduzione delle entrate fiscali e contributive. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito del 5,8% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono diminuiti dell’11,5%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 18,6%, in aumento di 5,3 punti rispetto al trimestre precedente. Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente del 5,6%, beneficiando della dinamica negativa dei prezzi. La quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 39,0%, è diminuita di 2,0 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie è aumentato di 1,0 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, salendo al 22,1%, quale risultato di un calo degli investimenti meno marcato di quello del valore aggiunto.
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Lavoro, ad agosto prosegue la crescita dell’occupazione

ROMA (ITALPRESS) – Ad agosto, secondo i dati Istat, prosegue la crescita dell’occupazione già registrata a luglio, torna a calare il numero di persone in cerca di lavoro e continua la diminuzione dell’inattività. L’aumento dell’occupazione su base mensile (+0,4% pari a +83mila unità) coinvolge uomini e donne, dipendenti, autonomi e tutte le classi d’età; è inoltre particolarmente intenso tra i minori di 35 anni (+1,0%, pari a +50mila unità). Nel complesso, il tasso di occupazione sale al 58,1% (+0,2 punti percentuali). La diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-0,9% pari a -23mila unità) riguarda le donne e gli ultra 25enni, mentre tra gli uomini e i giovani di 15-24 anni i disoccupati aumentano. Il tasso di disoccupazione scende al 9,7% (-0,1 punti), ma tra i giovani sale al 32,1% (+0,3 punti). Il calo degli inattivi (-0,5% pari a -65mila unità) coinvolge gli uomini e tutte le classi d’età ad eccezione dei 50-64enni.
Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 1 punto percentuale. Nonostante ad agosto, come nei mesi precedenti, le ore pro capite effettivamente lavorate, calcolate sul complesso degli occupati, risultino inferiori a quelle del 2019, il divario continua a ridursi. Nell’arco dei dodici mesi aumentano sia le persone in cerca di lavoro (+1,2%, pari a +28mila unità), sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,3%, pari a +306mila).
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Inflazione ancora negativa a settembre, -0,5% su anno

ROMA (ITALPRESS) – Secondo le stime preliminari, nel mese di settembre 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,6% su base mensile e dello 0,5% su base annua (come nel mese precedente). Lo rileva l’Istat.
L’inflazione negativa per il quinto mese consecutivo continua a essere dovuta prevalentemente alle flessioni, seppur meno marcate rispetto al mese precedente, dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da -13,7% a -13,6%), di quelli non regolamentati (da -8,6% a -8,2%) e dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -2,3% a -1,6%); a queste dinamiche si aggiunge l’inversione di tendenza dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,1% a -0,4%). Si confermano invece in crescita i prezzi dei Beni alimentari non lavorati (in accelerazione da +2,0% a +2,7%).
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici rallentano entrambe, rispettivamente da +0,3% a +0,1% e da +0,4% a +0,3%.
(ITALPRESS).