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“G311 – Green Living” ai vertici dell’equity crowdfunding immobiliare

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A inizio giugno Mamacrowd, la prima piattaforma italiana di Equity crowdfunding per capitale raccolto, ha lanciato la sua prima campagna nel segmento immobiliare con il progetto G311-Green Living promosso da una seria compagine azionaria che vede come promotori principali Vitofin (holding immobiliare) e HB4 Holding (holding industriale). Un innovativo progetto di sviluppo immobiliare di un’area sita a Milano in via Gallarate 311 che punta a creare un piccolo quartiere urbano altamente sostenibile in un contesto riqualificato e in forte crescita. In pochi mesi sono già raccolti oltre 2.481.150 euro, con un investimento medio di 13.743 euro, sei appartamenti sono già stati venduti (tra cui il più grande del valore di 750.000 euro). Tempi (12 mesi di costruzione) e costi del progetto sono stati confermati dagli appaltatori con cui si stanno chiudendo le trattative. Confermato inoltre un margine di saving verso il business plan presentato in campagna. Attesa invece a breve la delibera d’accordo con due primari istituti di credito.

“Milano si sta dimostrando una vera e propria miniera d’oro per il real estate, il giro d’affari è stimato intorno ai 3 miliardi, cifra che non tiene ancora conto delle Olimpiadi 2026 e della costruzione del nuovo stadio. Una delle aree in forte crescita e in via di riqualificazione è l’area tra via Gallarate e il Mind, il nuovo polo tecnologico di Milano – ha spiegato Alberto Villa, Ceo di Vitofin -. In questo contesto, che si qualifica tra i più smart di Milano e ricco di verde, sono già nati progetti come Cascina Merlata e il nuovo ospedale Galeazzi. Nel prossimo anno realizzeremo il complesso abitativo “G311 – Green Living”: 2 edifici residenziali di otto piani fuori terra, oggi già costruiti al rustico, che ha come obiettivo quello di creare una comunità di abitanti che si riconosca nei valori della sostenibilità, con una condivisione equilibrata delle ampie parti comuni”. “Nonostante “G311-Green Living” sia la prima campagna nel segmento immobiliare per Mamacrowd, ad oggi, si posiziona come quarta campagna per capitali raccolti e come prima lanciata da una piattaforma non verticale. Un risultato ottimo che non potrà che migliorare visto che la campagna è ancora in corso e terminerà il 21 settembre”, ha spiegato Dario Giudici, Ceo di Mamacrowd. (ITALPRESS).

Ue, a luglio produzione industriale +4,1%

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – A luglio 2020, un mese caratterizzato da un allentamento delle misure di contenimento del COVID-19 in molti Stati membri, la produzione industriale aumentata del 4,1% sia nell’area dell’euro che nell’Unione Europea rispetto al mese precedente, secondo le stime di Eurostat. A giugno l’aumento rispetto a maggio era stato del 9,5% nell’eurozona e del 9,6% nell’Ue. Su base annua, la produzione industriale a luglio è diminuita del 7,7% nell’area dell’euro e del 7,3% nell’Unione Europea.
(ITALPRESS).

Ferraris “Dalla crisi opportunità per cambiare il modello di sviluppo”

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“Come Einstein nel lontano 1930 ‘e’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie’. Oggi la crisi da pandemia mondiale ci dà l’opportunità di ripensare il nostro modello economico e di sviluppo, i cui principali beneficiari possono essere proprio i territori. Pensiamo alla diffusione del fenomeno dello Smart working, che ormai sta diventando strutturale nelle principali realtà aziendali del nostro Paese”. Lo ha detto a Camogli, in occasione dell’incontro “Essere rilevanti sul territorio: sviluppo economico-finanziario e nuove opportunità”, Luigi Ferraris, ex ad di Terna e docente alla Luiss.

“Qui il mio passato nel settore energetico mi suggerisce una similitudine molto suggestiva – ha aggiunto Ferraris -. Così come stiamo assistendo a una inarrestabile transizione energetica verso modelli di generazione distribuita, oggi stiamo parallelamente vivendo un fenomeno di trasformazione del modo di lavorare, con transizione probabilmente inarrestabile verso modelli di lavoro diversi con minore concentrazione nei grandi centri urbani e progressivamente verso una maggiore diffusione del lavoro parcellizzato e Smart diffuso sui territori, anche quelli più piccoli e sperduti. Questo offre al nostro Paese un’unica opportunità di connettere questi territori, non solo con l’energia, ma anche e soprattutto con infrastrutture fisiche – le strade – e digitali, la fibra. Non dimentichiamoci che tutto questo va attentamente pianificato e accompagnato da adeguate misure di compensazione, non solo economica ma anche sociale e ingegneristica, ripensando le struttura di conglomerato urbano alla luce di questo nuovo paradigma, ricordandoci che in tutto questo la persona con i suoi valori e la sua sensibilità deve essere sempre centrale”.

(ITALPRESS).

Consumi, in sei mesi spariti 2.300 euro di spesa a famiglia

ROMA (ITALPRESS) – I consumi non recuperano e, a sei mesi dall’inizio del lockdown e dell’emergenza, il bilancio è ancora negativo: tra marzo e agosto di quest’anno, le famiglie italiane hanno speso in beni e servizi oltre 2.300 euro in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un totale di 59,2 miliardi di acquisti ‘svanitì dall’avvio della crisi Covid.
A stimarlo è Confesercenti. Anche dopo il riavvio delle attività, gli italiani hanno continuato a tagliare gli acquisti: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nei sei mesi che vanno da marzo ad agosto la spesa media in beni non alimentari è scesa di 1.170 euro a famiglia. A ridursi sono soprattutto le spese per abbigliamento e calzature (-278 euro in sei mesi, per un totale di -7 miliardi), ma si registrano veri e propri crolli anche per le spese in ricreazione, spettacolo e cultura (-195 euro, totale -5 miliardi) e mobili e arredamento (-166 euro, complessiva -4,2 miliardi). Affondano anche i consumi nei pubblici esercizi, con una flessione di 207 euro per nucleo familiare, pari ad una perdita totale di 5,5 miliardi. A pesare sui consumi anche i riflessi dell’emergenza sulla disponibilità delle famiglie. La crisi si è trasformata in una flessione consistente dei redditi da lavoro, con riduzioni del -11,3% per i dipendenti del settore privato e del -13,4% per gli autonomi. In sei mesi, la distribuzione tradizionale ha registrato complessivamente un calo delle vendite del 12,1%, che risultano praticamente dimezzate per abbigliamento e pellicceria (-41,1%). Malissimo anche i negozi di calzature (-37,8%) e bar e ristoranti (-30,3%).
(ITALPRESS).

Recovery Fund, Confintesa “Risorse non coinvolgano i soliti noti”

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“Leggiamo dalla stampa le dichiarazioni del Presidente del Consiglio e di vari Ministri che annunciano aperture di tavoli per dibattere su come dovranno essere utilizzate le risorse del Recovery Fund. Il Governo si convinca che questo dibattito deve coinvolgere tutte le parti sociali e non solo i soliti noti, sia di parte sindacale che di parte datoriale, che ormai rappresentano meno del 50% dei lavoratori attivi e delle imprese italiane”. Lo afferma in una nota il segretario generale di Confintesa, Francesco Prudenzano, in merito al confronto che il Governo vuole aprire con le parti sociali per l’utilizzo del Recovery Fund. “Oggi non è più tempo di riti antidemocratici e discriminatori – continua Prudenzano – che favoriscono solo l’immagine dei soliti noti e calpestano le scelte di lavoratori e imprese che, non riconoscendosi più in determinate sigle, cercano nuovi spazi che i lavoratori trovano in altre organizzazioni sindacali e le imprese in aggregazioni diverse da Viale dell’Astronomia”.

“Il Governo – conclude Prudenzano – prenda atto di questo cambiamento e rispetti le regole della reale rappresentatività a cominciare da quelle del Pubblico Impiego che ormai vengono regolarmente ignorate dai ministri per dare spazio a sceneggiate pletoriche che calpestano le norme vigenti in merito alla certificazione della consistenza numerica delle organizzazioni sindacali. Cominciamo a cambiare dal Recovery fund che non appartiene né al Governo né alle parti sociali ma a tutta l’Italia”.

(ITALPRESS).

Pil, Confindustria “Recupero tormentato, deboli i servizi”

ROMA (ITALPRESS) – Gli ultimi dati sull’economia italiana inducono a confermare che nel terzo trimestre si registrerà una risalita del PIL di circa il 9%, contenuta rispetto al crollo nel primo e nel secondo (-17,6%). L’attività resta quindi compressa molto sotto i livelli pre-Covid. Nel 2020 il PIL si attesterà tra -10 e -11%. E’ quanto emerge dal rapporto Congiuntura Flash del Centro Studi di Confindustria.
Il PMI nei servizi (Purchasing Managers’ Index) ha segnalato un nuovo calo dell’attività in agosto (47,1), confermando i rischi di una lenta risalita. Il settore turistico ha subito una forte flessione nei mesi estivi (-50% di presenze, -70% le città d’arte; stime Federalberghi).
La produzione a luglio ha recuperato come atteso (+7,4%), ma a settembre è prevista in media una stabilizzazione (stime CSC): ciò conduce nel 3° trimestre poco sopra il +20%, ma a -10% dai livelli pre-Covid. Il PMI in agosto (53,1) fornisce segnali positivi sulla domanda.
In agosto la fiducia dei consumatori è risalita appena e resta bassa. I consumi privati (-11,3% nel 2° trimestre) saranno frenati da incertezza e perdite di reddito.
Apprezzabile ma parziale fino ad agosto la ripresa della fiducia delle imprese. Gli ordini interni dei produttori di beni di consumo e di investimento confermano un moderato recupero nel 3° trimestre.
L’export di beni ha recuperato a giugno (+14,2%), pur molto sotto i livelli preCovid (-15,0%). Risalita eterogenea tra settori e mercati: dinamica positiva per gli alimentari, forte caduta nei mezzi di trasporto; in miglioramento le vendite in Germania, Cina e Giappone, si amplia la contrazione negli USA. Prospettive incerte: indeboliti in agosto gli ordini esteri del PMI manifatturiero.
(ITALPRESS).

Effetto Covid sul lavoro, nel secondo trimestre -470 mila occupati

ROMA (ITALPRESS) – L’emergenza sanitaria per il Covid-19 si è fatta sentire pesantemente sul mercato del lavoro nel secondo trimestre del 2020. Secondo la “Lettura integrata” fornita dall’Istat, le ore lavorate hanno registrato una forte diminuzione rispetto sia al trimestre precedente (-13,1%) sia allo stesso periodo del 2019 (-20,0%). Si tratta di andamenti coerenti con la fase di eccezionale caduta dell’attività economica, con una flessione del Pil nell’ultimo trimestre pari al 12,8% in termini congiunturali.
Dal lato dell’offerta di lavoro, nel secondo trimestre del 2020 il numero di persone occupate subisce un ampio calo sul trimestre precedente (-470 mila, -2%), dovuto soprattutto alla diminuzione dei dipendenti a termine e degli indipendenti. Il tasso di occupazione scende al 57,6%, in calo di 1,2 punti rispetto al primo trimestre 2020; i giovani di 15-34 anni presentano la diminuzione più marcata (-2,2 punti). Nei dati provvisori di luglio 2020, al netto della stagionalità e dopo quattro mesi di flessione, il numero di occupati torna a crescere (+85 mila, +0,4%) rispetto a giugno 2020 e il tasso di occupazione risale al 57,8% (+0,2 punti in un mese), misurando una positiva reazione del mercato del lavoro alla ripresa dei livelli di attività economica.
Rispetto al secondo trimestre 2019, il numero di occupati scende di 841 mila unità (-3,6% in un anno): calano soprattutto i dipendenti a termine (-677 mila, -21,6%) e continuano a diminuire gli indipendenti (-219 mila, -4,1%) a fronte di un lieve aumento dei dipendenti a tempo indeterminato.
(ITALPRESS).

Pil, Gualtieri “Probabile aumento a due cifre nel terzo trimestre”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ probabile che l’aumento congiunturale del Pil nel terzo trimestre sarà a due cifre. Naturalmente occorre procedere con cautela e determinazione”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervenendo alla presentazione del Rapporto Export 2020 di Sace. “Il dato odierno sulla produzione industriale di luglio, conferma una ripresa della produttività significativa. Si avvalora la tesi di un forte rimbalzo del Pil nel terzo trimestre. Occorre procedere con cautela e determinazione, abbiamo davanti a noi dei mesi sfidanti ma possiamo essere fiduciosi che il graduale ritorno alla normalità possa continuare”, ha aggiunto.
Per il ministro “è importante affrontare in questa fase in cui stiamo progettando la ripartenza, il tema dell’export e farlo insieme a Sace che è protagonista di questa filiera. E’ bene ricordare che noi in questi mesi difficili abbiamo lavorato non solo per garantire un sostegno immediato, ma anche per predisporre strumenti efficaci per la ripartenza. Sace ha svolto questo doppio ruolo con straordinario impegno e capacità”.
(ITALPRESS).