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Economia

Pil, Gualtieri “Ci sono condizioni per fortissimo rimbalzo”

RIMINI (ITALPRESS) – “Tutti gli indicatori degli ultimi mesi ci dicono che ci sono le condizioni e già i primi dati hanno sorpreso positivamente, per avere un terzo trimestre di fortissimo rimbalzo e una chiusura dell’anno non lontana dalle previsioni originarie che il governo aveva dato”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso di un incontro al Meeting di Rimini. Gualtieri ha parlato della più “significativa contrazione del Pil della storia recente del nostro Paese” e della “capacità straordinaria che gli italiani hanno avuto per contenere il virus e consentirci di ripartire in sicurezza”. Per il ministro, inoltre, “la responsabilità del governo è enorme e la nostra consapevolezza è altrettanto forte. Siamo usciti dalla fase più dura, adesso siamo in una fase di transizione e poi si aprirà la fase della grande opportunità di costruire un cambiamento profondo, solido e strutturale. L’Italia si presenta a questo snodo così delicato nelle condizioni di sorprendere positivamente per i risultati che si possono conseguire sul piano economico sia nell’immediato, per come chiuderemo l’anno, e soprattutto per la possibilità di innescare un nuovo ciclo”.
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È morto George Pavia, fondò lo studio legale dei grandi gruppi italiani in Usa

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E’ morto all’età di 92 anni George M. Pavia, fondatore e Senior Partner dello studio legale Pavia & Harcourt LLP, che ha guidato le più grandi società italiane – da Fiat e Ferrari, a Ferragamo e Valentino – nel loro primo approdo negli Stati Uniti. Secondo quanto rende noto lo stesso studio legale, l’avvocato Pavia è venuto a mancare mercoledì scorso nella sua casa di New York. Per più di 70 anni ha rappresentato aziende ed imprenditori italiani di spicco negli Stati Uniti.

“La sua notevole esperienza si estendeva ad acquisizioni e ristrutturazioni aziendali, finanziamenti, joint-ventures, acquisizioni e sviluppo immobiliare, consulenza e pianificazione aziendale – si legge in una nota -. Molti dei suoi clienti attribuiscono il loro successo negli Stati Uniti alla sua ingegnosità ed abilità nel gestire molteplici relazioni sul territorio statunitense”.

“Dobbiamo tutti tantissimo a George personalmente e professionalmente – afferma Giovanni Spinelli, che gli ha succeduto quale managing partner dello studio dal 2015, ha dichiarato -. Il suo spirito vivace, il suo particolare stile dialettico, la creatività nel risolvere i problemi più complessi, la capacità di gestire le relazioni, sono solo alcune delle caratteristiche che hanno reso George una leggenda nella comunità legale e commerciale italiana ed americana”.

“Se, in linea con lo stile di George, dovessi usare soltanto tre parole – continua Spinelli –  per descrivere il sentimento nostro e dei moltissimi colleghi e clienti che hanno conosciuto George e hanno lavorato con lui, direi:  rispetto, onore, ed immensa gratitudine.  Il nostro pensiero e le più profonde condoglianze – conclude Spinelli – vanno a sua moglie Antonia, ai figli Alison, Andrew, Julian, Philippa, ed a tutta la sua famiglia.  La sua assenza sarà profondamente sentita”.

George Pavia nasceva a Genova, il padre Enrico era un internazionalista e uno dei più rispettati avvocati in città.  La famiglia, ebraica, ha radici a Casale Monferrato, ad un centinaio di chilometri a nord di Genova, in provincia di Alessandria.  In fuga dalle leggi razziali italiane degli anni ’30, George Pavia e la sua famiglia si rifugiarono in Inghilterra prima di stabilirsi negli Stati Uniti, dove George iniziò ad esercitare la professione forense.  Ha studiato in Italia, Inghilterra e Stati Uniti.  Si è laureato al Columbia College (B.A. 1948) e alla Columbia Law School (J.D. 1951).  Ha frequentato l’Università di Genova nel 1954-55, è stato ammesso all’albo degli avvocati di New York nel 1951 e ha prestato servizio come ufficiale nella International Law Division dell’ufficio dell’Avvocatura Generale dell’esercito degli Stati Uniti.

Per il suo notevole contributo a favore delle aziende e cittadini italiani negli Stati Uniti, l’avvocato Pavia ricevette l’onorificenza di Commendatore della Repubblica.  È stato anche membro del Gruppo Esponenti Italiani, del Fondo Italia e del Fondo Solomon Smith Barney Managed High Income. Era inoltre membro del Consiglio di Amministrazione dell’American-Italian Cancer Foundation e membro e legale dell’Italian-American Chamber of Commerce.

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Reddito di cittadinanza per 3 milioni di italiani, da gennaio +17%

ROMA (ITALPRESS) – A luglio 2020 hanno superato quota 3 milioni gli italiani che percepiscono il reddito o la pensione di cittadinanza, con un aumento del 17% rispetto a gennaio. Lo rende noto l’Inps. I nuclei familiari coinvolti sono 1,3 milioni, con un importo medio mensile di 523,29 euro.
In particolare, con riferimento al solo Reddito di Cittadinanza, sono 1,1 milioni i nuclei familiari che risultano avere in pagamento il beneficio con 2,9 milioni di persone coinvolte e con un importo medio mensile di 561,23 euro.
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Nel post-Covid quasi 6 imprese su 10 con difficoltà di liquidità

ROMA (ITALPRESS) – Sono quasi 780mila (il 58,4% del totale) le imprese che prevedono di avere problemi di liquidità nei prossimi sei mesi e poco meno di 565mila (il restante 41,6%) quelle alle quali invece si prospetta un futuro meno difficoltoso sul versante finanziario. La crisi di domanda che si è innescata con la pandemia Covid-19 e il clima di incertezza sui tempi del recupero, legato anche alle diffuse criticità sui mercati globali, fanno temere a molte imprese di non poter generare i flussi di cassa necessari a garantire l’ordinaria operatività aziendale. E’ quanto risulta da un approfondimento del Sistema informativo Excelsior sull’universo di 1.380 mila imprese con almeno un dipendente, condotta tra il 22 giugno e il 6 luglio 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, per valutare le prospettive occupazionali a seguito dell’emergenza Coronavirus.
Le imprese che si sono presentate di fronte allo shock generato dalla pandemia operando stabilmente sui mercati internazionali e quelle con strategie avanzate e integrate di digitalizzazione mostrano una solidità finanziaria relativamente maggiore: infatti, si attestano rispettivamente al 48,0% e al 45,0% dei relativi totali le aziende che non segnalano difficoltà (tra i 6 e i 3 punti in più della media).
Al contrario, soffrono maggiormente le micro imprese (1-9 dipendenti) per le quali raggiunge il 60,4% la quota di quante segnalano un insufficiente livello di liquidità, una situazione che migliora sensibilmente al crescere della dimensione di impresa, arrivando al 44,0% nelle imprese over 250.
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Fs, Battisti “Investimenti per cambiare assetto Paese”

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“La crisi è anche un acceleratore per mettere in piedi quei cambiamenti e quella discontinuità che fino a oggi non c’è stata. Sia il turismo che il trasporto hanno patologie che si trascinano da tanti anni”. Lo ha detto Gianfranco Battisti, Ad e direttore generale di Ferrovie dello Stato, intervenendo al Meeting di Rimini. “C’è tantissimo da lavorare sulla formazione, perché riteniamo che formare verso le nuove professioni sia un elemento chiave per poter affrontare in maniera innovativa questa crisi”, ha aggiunto. “Sul trasporto c’è il tema del mix modale”, ha spiegato l’Ad, ricordando che “il fenomeno che sta accadendo è che il viaggio con l’auto propria è percepito come più sicuro. C’è poi il tema della variabilità della domanda soprattutto sul traffico pendolare, troppo concentrata sua alcune fasce orarie. Dovrà essere un tema chiave che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi”. Poi c’è la digitalizzazione: “Non solo sulla parte fisica delle infrastrutture – ha evidenziato – ma anche un tema di sviluppo della digitalizzazione della catena del valore. Abbiamo investito 4 miliardi in autofinanziamento per migliorare la relazione con il cliente finale e recuperare il gap tecnologico”. Per Battisti, “è importante avere una visione coraggiosa di lungo periodo. Stiamo investendo in infrastrutture – ha spiegato – che cambieranno l’assetto logistico del Paese. Abbiamo ordinato 2 mila nuovi mezzi per un valore di 12 miliardi di investimento” per una “flotta non solo di treni, ma anche di autobus e per il settore delle merci”.
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Le spese obbligate “mangiano” quasi la metà dei consumi

ROMA (ITALPRESS) – La crisi del 2020 e gli effetti dell’emergenza Covid si fanno sentire sui bilanci familiari con una compressione delle spese libere e un aumento di quelle obbligate che incidono per quasi il 44% sul totale dei consumi delle famiglie (il livello più alto dal 1995) arrivando a pesare per oltre 7.000 euro l’anno pro capite. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sulle spese obbligate delle famiglie tra il 1995 e il 2020.
Tra le spese obbligate, la voce abitazione è quella che incide maggiormente arrivando a “mangiarsi” – tra affitti, manutenzioni, bollette, e smaltimento rifiuti – oltre 4.000 euro pro capite; all’interno dei consumi commercializzabili (9.095 euro pro capite nel 2020) la componente principale è rappresentata dai beni con una quota sul totale consumi in lieve aumento (dal 38,4% del 2019 al 40,6%), mentre i servizi interrompono la costante crescita dal 1995 con un brusco calo nell’ultimo anno dal 21% al 15,6%; per la prima volta dal 2007, si spende più per gli alimentari che per i servizi.
I beni commercializzabili, al cui interno rientrano gli alimentari ed i prodotti per la comunicazione che in molti casi sono stati funzionali allo svolgimento dell’attività lavorativa ed al mantenimento di rapporti sociali ed hanno conosciuto un aumento dei volumi acquistati, hanno sperimentato un incremento dell’incidenza salita al 40,6%. Dato che è peraltro rappresentativo di situazioni molto articolate, come segnala la forte compressione per gli acquisti di autovetture e per l’abbigliamento e le calzature.
“L’emergenza Covid ha riportato i consumi ai livelli più bassi degli ultimi 25 anni. Inoltre, ci preoccupa l’aumento delle spese obbligate delle famiglie – come affitti, bollette, assicurazioni – che erodono quasi il 44% dei consumi totali. Se non si interviene con decisione tagliando le tasse perderemo definitivamente la possibilità di agganciare la ripresa economica”, commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
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Dl Agosto, fino al 15 ottobre sospesi pagamenti e cartelle fiscali

ROMA (ITALPRESS) – Con l’entrata in vigore del Decreto Agosto, Agenzia delle entrate-Riscossione ha aggiornato sul proprio sito internet le risposte alle domande più frequenti (Faq) con alcuni importanti chiarimenti in materia di riscossione rispetto a quanto già previsto dai precedenti decreti “Cura Italia” e “Rilancio”.
In particolare, il Decreto Agosto estende fino al 15 ottobre 2020 la sospensione dei versamenti di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione. La sospensione riguarda anche la notifica di nuove cartelle, dei pignoramenti e degli altri atti di riscossione.
Più tempo anche per i pagamenti derivanti dalle cartelle, dagli avvisi di addebito e dagli avvisi di accertamento esecutivi affidati all’Agente della riscossione, in scadenza dall’8 marzo (per i soggetti con residenza, sede legale o la sede operativa nei comuni della cosiddetta “zona rossa” prevista dal DPCM 1° marzo 2020, dal 21 febbraio 2020), che resteranno sospesi fino al 15 ottobre 2020 e dovranno essere effettuati entro il mese successivo alla scadenza del periodo di sospensione, dunque entro il 30 novembre 2020.
Sempre fino al 15 ottobre sarà operativa la sospensione degli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi, effettuati dall’Agente della riscossione prima del 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del Decreto Rilancio), su stipendi, salari o altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, nonchè a titolo di pensioni e trattamenti assimilati; pertanto, fino a tale data le somme oggetto di pignoramento non devono essere sottoposte ad alcun vincolo di indisponibilità ed il soggetto terzo deve renderle fruibili al debitore; ciò anche in presenza di assegnazione già disposta dal giudice dell’esecuzione. Cessati gli effetti della sospensione, e quindi dal 16 ottobre 2020, gli obblighi imposti al soggetto terzo saranno di nuovo operativi.
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È morto Cesare Romiti, manager storico della Fiat

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È morto all’età di 97 anni Cesare Romiti. Entrato in Fiat nel 1974, ne uscì il 22 giugno 1998, dopo esserne stato amministratore delegato e presidente.
Nato a Roma il 24 giugno 1923, il nome di Romiti è indissolubilmente legato a Mediobanca e alla Fiat. Entra in contatto con la banca gestita da Enrico Cuccia negli anni Sessanta, quando da giovane manager gestisce la fusione tra Bombrini Parodi Delfini e la Snia Viscosa. Passa per altre aziende prima di entrare in Fiat nel 1974 da cui uscirà il 22 giugno 1998. Nel 1976 diventa uno dei tre amministratori delegati del gruppo, insieme a Carlo De Benedetti che segue il prodotto, e Umberto Agnelli che funge da trait d’union.
Fiat nel 1989 fattura 40.000 miliardi di lire, solo l’Iri è più grande in Italia. Segue un decennio di sofferenze per il gruppo. Romiti però non si ferma, apre e sviluppa stabilimenti del gruppo in tutt’Italia e all’estero senza mai chiuderne, nel 1994 l’ultimo esempio è la Sata di Melfi. Fiat con Romiti è diventata una conglomerata, c’è dentro un po’ di tutto. Una visione ampia, che con gli anni però diventa sempre più complesso rendere profittevole. Nel 1998 l’addio, gli subentra Paolo Fresco che arriva dagli Stati Uniti dove in General Electrics ha ottenuto risultati ottimi, che colpiscono anche Gianni Agnelli, che prova a blindare il gruppo alleandosi con GM poco dopo. Tutto naufragherà, e servirà Sergio Marchionne a risollevare il gruppo dal 2004 in poi.
Con i figli Maurizio e Piergiorgio entra in Gemina e Impregilo per poi uscirne dopo anni di gestione controversa. Nel 2003 fonda e dirige fino al 2018 la Fondazione Italia Cina, sua ultima grande passione. È stato anche presidente di Rcs, di cui aveva guidato il salvataggio nel 1984 tramite Gemina.
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