Nel secondo trimestre il PIL è stimato ridursi del 18% rispetto all’ultimo quarto e del 22,5% nel confronto annuo. Lo riferisce Confcommercio nel suo report congiunturale. A maggio nonostante la fine del lockdown abbia determinato un rimbalzo congiunturale del 42,1% della produzione industriale al netto dei fattori stagionali, la riduzione su base annua si attesta al 20,3%. Nello stesso mese l’occupazione registra un calo dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2,6% sullo stesso mese dello scorso anno. Il sentiment delle imprese del commercio al dettaglio ha registrato nel mese di giugno un aumento del 16,3% congiunturale, a fronte di una riduzione tendenziale del 25,4%.
Dopo le buone performance di maggio il recupero dell’attività è proseguito a ritmi meno intensi, con una stima per il mese di luglio di una crescita congiunturale del PIL, al netto dei fattori stagionali, del 4,3%, valutazione che comporterebbe un livello inferiore del 12,5% rispetto allo stesso mese del 2019. Nel secondo trimestre il PIL è stimato ridursi del 18% rispetto all’ultimo quarto e del 22,5% nel confronto annuo.
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Confcommercio, nel 2° trimestre Pil -22,5% su base annua
A maggio l’export torna in rialzo, +35% su aprile
Rimbalzo a maggio per il commercio con l’estero, anche se su base annua il calo dell’export resta rilevante. Secondo i dati Istat, l’aumento su base mensile delle esportazioni è del 35%, più contenuto per le importazioni (+5,6%). Il netto incremento su base mensile dell’export è dovuto ai forti aumenti delle vendite sia verso i mercati extra Ue (+36,5%) sia verso l’area Ue (+33,7%).
Nel trimestre marzo-maggio 2020, malgrado la crescita a maggio, la dinamica è condizionata dai forti cali dei mesi precedenti ed è ampiamente negativa sia per l’export (-29,0%) sia per l’import (-27,7%).
A maggio 2020 l’export segna una flessione su base annua marcata (-30,4%), ma in evidente attenuazione rispetto ad aprile (-41,5%), che coinvolge sia l’area extra Ue (-31,5%) sia quella Ue (-29,4%). Rispetto alle esportazioni, la contrazione delle importazioni (-35,2%) è più ampia e sintesi dei cali degli acquisti da entrambi i mercati (-38,2% dai paesi extra Ue, -32,9% dall’area Ue).
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Accordo Governo-Aspi per la transazione, entrerà Cdp
C’è l’accordo tra il Governo e Autostrade per l’Italia per risolvere la questione delle concessioni. Entro fine luglio Cassa Depositi e Prestiti e i ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture avvieranno una transazione con Aspi per la graduale uscita dei Benetton dall’assetto azionario e l’ingresso di Cdp e altri investitori. La revoca della concessione scatterebbe solo in caso di mancato successo della transazione. Questo l’esito del lungo Consiglio dei Ministri iniziato nella tarda serata di ieri, sospeso due volte per poi riprendere alle 3.30 circa e terminare poco prima delle 5.30 di oggi.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli in avvio di Cdm ha svolto un’informativa sulla vicenda, con le possibili alternative per risolverla.
Durante la riunione, sono state trasmesse da parte di Aspi due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario e nuovi contenuti per la definizione della controversia. “Considerato il loro contenuto – spiega Palazzo Chigi nel comunicato diffuso dopo il Cdm -, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo”.
La proposta prevede specifici punti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario.
Per la transazione la proposta prevede “misure compensative ad esclusivo carico di ASPI per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro; riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge “Milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162); rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario; aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario; rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge “Milleproroghe”; accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria”.
Sul fronte dell’assetto societario, “in vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva – spiega la nota di Palazzo Chigi -, Atlantia e ASPI si sono impegnate a garantire:
l’immediato passaggio del controllo di ASPI a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – CDP), attraverso: la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di CDP; l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali; la cessione diretta di azioni ASPI a investitori istituzionali di gradimento di CDP, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi; la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di ASPI dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di ASPI in Borsa”.
“Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di ASPI, con conseguente aumento del flottante – conclude la Presidenza del Consiglio -. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in ASPI, pari all’88%, a CDP e a investitori istituzionali di suo gradimento”.
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A giugno inflazione negativa per il secondo mese di fila
ROMA (ITALPRESS) – A giugno inflazione annua negativa per il secondo mese consecutivo in Italia. A certificarlo è l’Istat. La stima dell’indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e una diminuzione dello 0,2% su base annua (come nel mese precedente). Confermata la stima preliminare.
A determinare l’inflazione negativa per il secondo mese consecutivo sono i prezzi dei Beni energetici (-12,1%), che sia nella componente regolamentata (-14,1%) sia in quella non regolamentata (-11,2%) confermano flessioni molto ampie. I prezzi dei Beni alimentari continuano invece a crescere (+2,3%), con un’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (da +3,7% di maggio a +4,1%) e un lieve rallentamento dei prezzi degli Alimentari lavorati (da +1,7% a +1,2%). A registrare tassi di crescita sopra il punto percentuale sono anche i prezzi dei Tabacchi (+3,0%) e dei Servizi vari (+1,4%) che contrastano, insieme a quelli dei Beni alimentari, le spinte deflazionistiche dei Beni energetici.
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano rispettivamente da +0,8% a +0,7% e da +1,0% a +0,9%.
Il lieve aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto per lo più alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,2%), sostenuta dai consueti fattori stagionali.
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A maggio torna a crescere la produzione industriale in Europa
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – A maggio la produzione industriale è aumentata su base mensile del 12,4% nell’area dell’euro e dell’11,4% nell’Unione Europea. Lo rende noto Eurostat. Ad aprile c’era stato un calo del 18,2% sia nell’eurozona che nell’Ue.
Su base annua la produzione industriale a maggio è diminuita del 20,9% nell’area dell’euro e del 20,5% nell’Unione Europea.
Nell’eurozona, rispetto ad aprile 2020, la produzione di beni di consumo durevoli è aumentata del 54,2%,
beni strumentali del 25,4%, beni intermedi del 10%, beni di consumo non durevoli del 2,8% ed energia del 2,3%.
Nell’UE la produzione di beni di consumo durevoli è aumentata del 47,7%, i beni strumentali del 24,8%, i beni intermedi del
8,7%, energia del 2,5% e beni di consumo non durevoli dell’1,8%.
Gli incrementi mensili più elevati si sono registrati in Italia (+42,1%), Francia (+20%) e Slovacchia (+19,6%).
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Tronchetti Provera “L’Italia deve darsi credibilità e continuità”
POLIGNANO A MARE (BARI) (ITALPRESS) – “Se l’Italia fosse capace di darsi una credibilità e una continuità nel comportamento, avremmo delle ricchezze che arrivano da noi”. Così l’amministratore delegato e vicepresidente esecutivo del gruppo Pirelli, Marco Tronchetti Provera, intervenendo alla XIX edizione del Festival “Il libro possibile” a Polignano a Mare in Puglia, in un dibattito su come è cambiato il nostro Paese negli ultimi decenni. “Se non ci viene dato da fare nulla siamo bravi a non fare nulla – ha aggiunto -. Se ci viene data l’occasione di trovare scorciatoie le troviamo, ma se facciamo leva sulle bellezze che attraggono gli altri a venire nel nostro Paese, usciremmo da questa situazione più ricchi, soprattutto ricchi di speranza per il futuro, perchè quello che ci è mancato negli ultimi 20 anni è la speranza di un futuro migliore”.
“Durante questi mesi di lockdown la paura ha unito tutti gli italiani. Abbiamo sorpreso il mondo con il nostro comportamento. Gli errori di coloro che hanno cercato il consenso facile, chi pensa con un tweet di cambiare l’umore della gente e portare a casa dei consensi, la gente tutto questo ha cominciato a capirlo, ha ascoltato persone più competenti. Non so se la coglieremo ma c’è un’energia potenzialmente positiva nata da tutta questa paura”.
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Fitch conferma il rating dell’Italia a BBB-, outlook stabile
ROMA (ITALPRESS) – L’agenzia Fitch ha confermato il rating dell’Italia BBB-. Outlook stabile. La pandemia di Covid-19 “ha messo a dura prova l’economia italiana” e “le misure di contenimento hanno portato a una contrazione del PIL del 5,3% su base trimestrale nel primo trimestre del 2020, la più grave nella zona euro”. Per Fitch “il 2° trimestre vedrà una contrazione del Pil ancora più marcata rispetto al 1° trimestre ’20”, ma un’inversione di rotta potrebbe verificarsi nel secondo semestre.
Il governo, si legge in una nota, “ha iniziato ad allentare le restrizioni al blocco nel maggio 2020 e si è mosso gradualmente con passi consecutivi per aiutare la normalizzazione economica. Anche la fiducia delle imprese e dei consumatori è aumentata notevolmente” rispetto ad aprile. Le vendite al dettaglio sono cresciute del 24% su base mensile a maggio, a seguito di un calo del 32% nei due mesi precedenti, mentre il tasso di disoccupazione si è attestato al 7,8%, inferiore alla media del 1° trimestre dell’8,9%”.
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Banda ultralarga, la rete neutrale e i nodi della concorrenza
MILANO (ITALPRESS) – “Ferrovie dello Stato ha realizzato un’infrastruttura importante come quella dell’Alta Velocità, che ha cambiato la vita di tutti noi. Ora si tratta di fare per le telecomunicazioni, quello che è stato fatto per l’alta velocità”. Francesco Sacco insegna Digital Economy all’Università dell’Insubria e alla SDA Bocconi ed è molto chiaro quando in un’intervista all’Italpress gli si chiede di commentare il pronunciamento dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) in merito allo sviluppo delle infrastrutture per la banda ultralarga: “E’ un intervento interessante e anche rivoluzionario”, perchè rivede in primis i termini della concorrenza: “l’AGCM dice che avere un’infrastruttura neutrale e non verticalmente integrata (ossia che possiede l’infrastruttura e fornisce il servizio, ndr), è un grande vantaggio, perchè crea una vera concorrenza nel mercato. Credo che questa sia una cosa di buonsenso e anche nell’interesse del cliente finale”. Insomma, la direzione è quella di una rete neutrale wholesale (all’ingrosso), che permetta al proprietario dell’infrastruttura di non avere rapporti diretti con il cliente finale, ma di farsi pagare dagli operatori telefonici per l’utilizzo della rete. “Un pò come succede con RFI/FS e Terna/Enel, dove un’infrastruttura wholesale permette una sana competizione”. Modello su cui, spiega ancora Sacco, stanno puntando anche altri Paesi, come Germania e Regno Unito. Obiettivo finale: la GigaBit Society a cui punta la Commissione Europea. Una società che viaggi ad almeno 1 Gbps. Soprattutto in quest’ottica, Bruxelles ha approvato dei voucher di sostegno alla domanda a disposizione del cliente finale, “ma è importante che questi fondi vadano a chi investe veramente oggi e non a chi gode di investimenti già ammortizzati. In questi termini, l’AGCM dice che dobbiamo aiutare la domanda supportando l’infrastruttura più innovativa”. Bene l’Europa, ma in Italia? Scontiamo ancora troppi ostacoli burocratici? “Prendiamo il caso di Open Fiber – spiega Sacco -. Appena ha vinto le gare per i fondi europei, ha dovuto affrontare una serie infinita di ricorsi, anche strumentali, perdendo due anni secchi”. Ma anche la burocrazia pesa, conclude Sacco: “Nonostante siano state semplificate le regole per la realizzazione di queste infrastrutture, servono circa 100mila permessi per coprire l’Italia. Significa circa 6-7 permessi per ogni cantiere. Alla fine è lo stesso cittadino che diventa prigioniero di questa serie di problemi e ostacoli”.
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