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Speech to text, nuova frontiera Volocom per monitoraggio radio e tv

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Il futuro di molti lavori guarda sempre più alla digitalizzazione, alla dematerializzazione del lavoro manuale da delegare alle tecnologie e alle macchine. Per questo molte aziende stanno concentrando i loro investimenti sul Machine Learning e sul Deep Learning, per far sì che l’eterna lotta tra uomo e macchina si trasformi in un’alleanza dove la macchina è il braccio e l’uomo la mente. Questo è ciò che caratterizza il continuo sviluppo innovativo di Volocom, azienda che opera nel mercato della Media Intelligence che la pone tra i leader del mercato del monitoraggio dei media e delle soluzioni per la rassegna stampa multimediale. Gli ultimi servizi nati e messi a disposizione dei propri clienti, VoloSpeech e la Suite VoloVideo, si proiettano in questa direzione per facilitare il monitoraggio dei contenuti multimediali, così da offrire una ricerca sempre più ampia e specifica. A parlare di questi due nuovi servizi è Matteo Diarena, Direttore Innovazione di Volocom, che da 11 anni si occupa di sviluppare nuovi progetti innovativi: “Abbiamo iniziato a lavorare su progetti di Machine Learning prima e Deep Learning poi qualche anno fa. Principalmente ci siamo mossi su due direttrici: da un lato l’analisi del testo e delle notizie, il Natural Language Processing, ossia analizzare il testo e estrarre informazioni; altro filone, in cui utilizziamo la tecnologia di Deep Learning, è quello della tecnologia di trascrizione automatica del parlato, quindi i nostri servizi VoloSpeech e VoloVideo”.

In cosa consiste VoloSpeech?

“Per quanto riguarda VoloSpeech abbiamo iniziato a sviluppare questa tecnologia quattro anni fa. Si tratta della trascrizione automatica del parlato, sia per l’italiano che per l’inglese, in sviluppo anche per altre lingue, con la finalità principale del monitoraggio dei contenuti multimediali, radio e televisioni. Abbiamo sviluppato, in collaborazione con l’Università di Trento, un progetto di ricerca e sviluppo per valutarne la fattibilità tecnica, che poi abbiamo portato in casa per ampliarla, svilupparla e renderla operativa per il nostro sistema. Questo ha consentito a Volocom di adottare questa tecnologia per andare a sviluppare progetti di speech-to-text per conto di altre aziende, ad esempio, andando a sottotitolare in maniera automatica dei video formativi realizzati con un enorme efficientamento del lavoro. In questi giorni abbiamo chiuso un contratto con una azienda che si occupa di traduzioni, che utilizzerà la nostra tecnologia per consentire ai propri clienti di inserire, all’interno di un portale che stiamo sviluppando, i propri video, la nostra tecnologia li trascriverà e tradurrà in maniera automatica e l’azienda si dovrà solo occupare di correggere e revisionare il materiale per poi ricaricarlo”.

Questo per quel che riguarda la trascrizione e automatica dei testi. La Suite VoloVideo quali vantaggi porta?

”È un servizio di monitoraggio delle emittenti televisive, italiane ed estere, che al momento conta un palinsesto di 135, tra radio e tv, tutte le televisioni nazionali, molte tv locali, almeno un paio per regione, con alcune regioni in cui abbiamo una copertura maggiore come in Lombardia, Trentino ed Emilia Romagna. Sull’estero monitoriamo canali in lingua inglese come BBC, Al Jazeera, Russia Today, in tutto sette televisioni. Questo ci permette di creare tutta una serie di servizi a valore aggiunto. Monitoriamo costantemente questi canali radiotelevisivi, li trascriviamo e dal momento in cui abbiamo il testo, andiamo ad applicare tutte le tecnologie che abbiamo per la gestione dei dati documentali. Questo ci consente di creare tutti quei servizi di ricerca, rassegna stampa ed alert automatico”.

Qual è il vantaggio nell’utilizzo di tecnologie di Deep Learning?

“Il mercato delle tecnologie per la trascrizione automatica del parlato è stato rivoluzionato negli ultimi 5 anni, cosa che ha consentito di abbattere il tasso di errore nella trascrizione. Su un video di buona qualità noi abbiamo livelli di precisione superiore al 97%, quindi un tasso di errore molto basso. In più, sempre grazie al continuo sviluppo di queste tecnologie abbiamo reso più efficiente il processo di trascrizione e grazie allo sviluppo interno siamo arrivati a trascrivere mezz’ora di trasmissione in 6/7 minuti, questo si traduce in una maggiore velocità e tempismo nella trascrizione dei dati e nella necessità molto più bassa di risorse”.

Una volta acquisito il video come avviene la ricerca?

“Quello che acquisiamo viene indicizzato all’interno della banca dati VoloPress, che consente le ricerche in modalità full text, quindi posso andare a selezionare anche solo le parti di interesse. Se voglio posso andare a selezionare, ad esempio, tutte le notizie in cui è citato un determinato personaggio accostato a un argomento. Possiamo farlo noi con la clip o possiamo fornire un alert che scatta a determinate parole chiave, per far sì che le persone dell’ufficio stampa possano andare a vedere in quale contesto si parla. Si tratta di un’alleanza tra uomo e macchina. Il lavoro della macchina è propedeutico al lavoro dell’uomo, facilita ed espande le potenzialità di ricerca. Per monitorare manualmente 130 canali si dovrebbe avere un esercito di persone che lavora 24 ore su 24.

Visti i risultati ottenuti con questi due servizi quali sono i campi di sviluppo di cui state lavorando per il futuro?

“Sicuramente l’evoluzione in Volocom è sempre guidata dai clienti e siamo sempre attenti alle loro richieste. Le analizziamo e ne facciamo tesoro per utilizzarle e farne servizi innovativi. In cantiere, soprattutto come ricerca e sviluppo, c’è quello di aumentare l’uso delle tecnologie di Deep Learning ed ampliare ulteriormente la possibilità di monitoraggi. Stiamo lavorando sul riconoscimento dei loghi o delle immagini all’interno dei servizi televisivi o delle pubblicità, così da erogare servizi nuovi. Abbiamo ulteriori richieste, come quella di andare a ricercare, all’interno del servizio VoloPress, le clip in base al riconoscimento vocale del personaggio a cui si è interessati, quindi non le citazioni delle sue frasi ma quando sono state realmente dette dal personaggio. Poi lavoriamo costantemente a modelli di classificazione automatica delle notizie sempre più raffinati, che consentano una categorizzazione sempre più precisa”.che consente di andare a classificare in maniera sempre più corretta”.
(ITALPRESS).

Crolla l’export ad aprile, -41,6% su base annua

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Ad aprile 2020 l’Istat stima una netta contrazione su base mensile per entrambi i flussi commerciali con l’estero, molto più intensa per le esportazioni (-34,9%) che per le importazioni (-18,5%). La marcata flessione su base mensile dell’export è dovuta al forte calo delle vendite sia verso i mercati extra Ue (-37,3%) sia, in misura relativamente meno accentuata, verso l’area Ue (-32,7%).
Nel trimestre febbraio-aprile 2020, rispetto al precedente, si rileva una diminuzione del -18,9% per le esportazioni e del -18,3% per le importazioni.
Ad aprile 2020 la flessione su base annua dell’export è pari a -41,6% e coinvolge sia l’area extra Ue (-44%), in misura più ampia, sia l’area Ue (-39,4%). La flessione dell’import (-33,7%) è marcata per entrambi i mercati: gli acquisti dall’area Ue diminuiscono del -34,6% e quelli dai paesi extra Ue del -32,5%.
Tra i settori che contribuiscono in misura maggiore alla flessione tendenziale dell’export si segnalano macchinari e apparecchi n.c.a (-50,9%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-38,9%), altri mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-66,8%), autoveicoli (-86,1%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-79,1%) e articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-71,9%). In aumento soltanto le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+16,7%).
Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente alla caduta dell’export sono Francia (-45,9%), Germania (-34,3%), Stati Uniti (-43,4%), Svizzera (-44%), Spagna (-46,1%) e Regno Unito (-40,8%).
(ITALPRESS).

Bonomi “Lo Stato paghi i debiti con le imprese”

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“Servono segnali immediati, come pagare debiti dello Stato verso le imprese private: abbiamo circa 50 miliardi bloccati, facciamo un decreto liquidità quando in realtà basterebbe pagare i propri debiti o quantomeno consentire la compensazione tra crediti e debiti”. Lo ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, intervistato nell’edizione serale del TG5. “Abbiamo la necessità di onorare i contratti: recentemente c’è stata una sentenza della Corte di Cassazione, le imprese hanno pagato accise sull’energia elettrica per 3,4 miliardi che non erano dovute e che vanno restituite. Come chiediamo ai cittadini di rispettare le sentenze, così deve fare lo Stato – ha proseguito Bonomi -. Per ultimo, abbiamo richiesto i rimborsi Iva, non è pensabile di aspettare 60 mesi quando la media dei nostri competitor è di 6 mesi”.
(ITALPRESS).

Sangalli “270 mila imprese rischiano di scomparire”

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“I consumi, nell’ipotesi di una piena ripartenza ad ottobre, avranno un crollo pari a circa 84 miliardi di euro nell’anno in corso”. Lo dice, in un’intervista, al Corriere della Sera, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, secondo il quale si rischia “la chiusura di 270mila imprese nei soli settori del commercio, dei pubblici esercizi, dei servizi” con una perdita di oltre 1 milione di posti di lavoro. “Solo nella logistica e nei trasporti – aggiunge – le perdite potrebbero arrivare a 28 miliardi. Senza dimenticare che ci sono intere filiere che hanno azzerato i fatturati, come il turismo”. Per Sangalli “il combinato maldisposto tra carenza di liquidità e calo dei consumi ha dato un colpo terribile. Quasi il 30% delle imprese ha visto incrementare i costi per la burocrazia, per le procedure di sanificazione e igienizzazione. Il 10% degli imprenditori è esposto al rischio di usura o a tentativi di appropriazione anomala dell’azienda. Si profila la tempesta perfetta”.
(ITALPRESS).

Stati Generali, Confintesa “È un libro dei sogni”

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“Ieri abbiamo visto e ascoltato l’esposizione del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sullo Stato che vorremmo tutti e Confintesa si dichiara anche d’accordo con Conte sui contenuti della sua relazione. Peccato che non ci siano risorse né risorse finanziarie né volontà politica per realizzare il libro dei sogni illustrato alle organizzazioni sindacali dal Premier”. Lo dichiara il segretario generale di Confintesa Francesco Prudenzano al termine della riunione degli Stati Generali cui ha partecipato assieme ad altre sigle sindacali. “Diamo atto – continua Prudenzano – al presidente Conte di aver disegnato un quadro di un Paese modello che va dalla valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico agli investimenti sulle infrastrutture, dalla sostenibilità ambientale alla riforma della pubblica amministrazione e tanto altro. Un piano che tratta di tutto ma che necessita di investimenti finanziari talmente grandi che fanno rimanere tutte le 9 filiere e i relativi 54 temi sciorinati nel documento presentato, un vero e proprio libro dei sogni. Confintesa ha chiesto invece al Governo di focalizzare l’attenzione solo su pochi punti, vitali però per la ripresa economica del dopo Covid, quali una riduzione della tassazione, investimenti pubblici per sostenere imprese piccole e grandi con interventi finanziari anche a fondo perduto, un sistema di protezione sociale per i lavoratori a rischio di disoccupazione, sostegno alle famiglie e sblocco dei cantieri in un quadro di rilancio di ammodernamento delle infrastrutture che favoriscano anche investimenti sul territorio”.

“Inutile – ha concluso Prudenzano nel suo intervento – parlare di mega-sistemi quando l’Europa ci obbliga a non aumentare il debito pubblico e quando ci sono ancora lavoratori che da quattro mesi aspettano la cassa integrazione o imprese che non riescono ad accedere ai prestiti bancari o commercianti che non riusciranno a far ripartire le loro attività per i troppi vincoli connessi alla riapertura. Stare con i piedi per terra giova al Paese e il Professor Conte lo tenga a mente senza progettare cose impossibili da fare tutte insieme”.

(ITALPRESS).

Consob, Savona “Italia solida, non è problema ma risorsa”

“Il nostro Paese non rappresenta un problema finanziario per il resto dell’Europa e del mondo, ma una risorsa di risparmio a cui l’estero attinge in diverse forme per la sua crescita”. Lo ha detto il presidente della Consob, Paolo Savona, nel suo discorso annuale al mercato finanziario. “All’Italia non mancano solide fondamenta reali, ma scarseggia la loro giusta considerazione”. Il presidente della Consob ha ricordato come a fine 2019 le famiglie italiane disponessero di una ricchezza immobiliare, monetaria e finanziaria, al netto dell’indebitamento, pari a 8,1 volte il loro reddito disponibile, di cui il 3,7 volte in forma di attività finanziarie, per un ammontare di 4.445 miliardi di euro. “Gli italiani sono tutt’altro che cicale, come una distorta pubblicistica tende a sostenere – ha sottolineato – mentre sono formiche che lavorano per sostenere molte cicale estere, anche quelle di paesi che hanno un ben differente rilievo economico, come il Canada, gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Belgio, la Francia e la gran parte dei paesi sudamericani. Ciò è valido guardando sia alle consistenze, sia ai flussi annuali di risparmio dei paesi citati”.
Savona ha inoltre auspicato l’emissione di obbligazioni pubbliche irredimibili, “strumento tipico delle fasi belliche, alle quali la vicenda sanitaria è stata sovente paragonata. Esse potrebbero riconoscere un tasso dell’interesse, esonerato fiscalmente, pari al massimo dell’inflazione del 2% che la BCE si è impegnata a non superare nel medio termine. La sottoscrizione di obbligazioni irredimibili – ha proseguito – sarebbe ovviamente volontaria e l’offerta quantitativamente aperta. Emettere titoli irredimibili sarebbe quindi una scelta dai contenuti democratici più significativi perchè, se sottoscritti, limiterebbero i rischi per il futuro del Paese e, di conseguenza, gli oneri sulle generazioni future, quelle già in formazione e quelle che verranno”, ha concluso.
(ITALPRESS).

Istat, 1,7 mln famiglie in povertà assoluta nel 2019

Dopo quattro anni di aumento, si riducono per la prima volta il numero e la quota di famiglie in povertà assoluta pur rimanendo su livelli molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008-2009. Secondo quanto rileva l’Istat,
nel 2019 sono quasi 1,7 milioni le famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 6,4%), per un totale di circa 4,6 milioni di individui (7,7%), in significativo calo rispetto al 2018 quando l’incidenza era pari, rispettivamente, al 7,0% e all’8,4%. In particolare, nel Mezzogiorno la povertà familiare scende dal 10,0% all’8,6% e quella individuale dall’11,4% al 10,1%. Anche nel Centro la povertà degli individui residenti registra una riduzione significativa, dal 6,6% del 2018 al 5,6%.
La diminuzione della povertà assoluta si deve in gran parte al miglioramento, nel 2019, dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti (in una situazione di stasi dei consumi a livello nazionale1). L’andamento positivo si è verificato in concomitanza dell’introduzione del Reddito di cittadinanza (che ha sostituito il Reddito di inclusione) e ha interessato, nella seconda parte del 2019, oltre un milione di famiglie in difficoltà.
(ITALPRESS).

Colao “L’Italia si rilancia con impresa e lavoro”

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“Sicuramente l’impresa e il lavoro sono l’urgenza su cui intervenire per rilanciare l’economia”. Lo dice, in un’intervista al Sole 24 Ore Vittorio Colao, presidente del comitato di esperti di Palazzo Chigi che ha presentato la relazione agli Stati generali del governo. “Noi non torneremo al 2019 – aggiunge – se l’impresa e il lavoro non saranno sostenute e potenziate con misure concrete. Questo è sicuro. Per farlo però sarà importante avere una pubblica amministrazione più veloce e più digitalizzata, sbloccare gli investimenti fermi, attivare quelli finanziabili con fondi europei, far ripartire il turismo, cominciare a investire sulle competenze che serviranno a generare innovazione in Italia”. Per Colao “dobbiamo approfittare di questa occasione per trasformare i costi in investimenti, ammodernare il Paese, migliorarne l’equita’”. “Non abbiamo esposto un piano” perché “il nostro non è un piano, ma una strategia, una visione, con 102 proposte concrete di cui abbiamo condiviso anche i dettagli”. Scrivere un piano, “è compito che ora spetta al governo”.
(ITALPRESS).