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Economia

Rassegne stampa, Volocom firma un accordo con il Gruppo 24 ORE

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Volocom, società leader nell’innovazione nel mercato della media intelligence, ha siglato un accordo con il Gruppo 24 ORE per l’utilizzo dei contenuti editoriali nei servizi di monitoraggio e di rassegna stampa.

“Siamo molto orgogliosi di aver siglato l’accordo, che conferma la serietà e la
correttezza dell’azienda nel rispetto delle relazioni con gli Editori e dei diritti d’autore, da sempre punti cardine della nostra policy aziendale – dice Valerio Bergamaschi, Amministratore Unico di Volocom -. Siamo stati tra le prime società a sottoscrivere la licenza Agenzie di Rassegna Stampa con la società Repertorio Promopress della FIEG, e ad avere ottenuto l’accreditamento come Intermediario presso Accertamento Diffusione Stampa (ADS) secondo il regolamento emesso per la certificazione delle copie digitali. Questi accordi tutelano gli Editori e garantiscono ai nostri clienti la continuità del servizio”.

 

Cdp, rinegoziati 80 mila mutui degli enti locali

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Si è conclusa l’operazione di rinegoziazione dei mutui lanciata da Cassa Depositi e Prestiti per supportare Comuni, Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Regioni e Province Autonome finalizzata a liberare fondi immediatamente utilizzabili sul territorio per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19 con interventi mirati a beneficio della popolazione. La più estesa operazione di rinegoziazione dei mutui realizzata negli ultimi anni da CDP ha visto l’adesione di circa 3.100 enti territoriali che hanno potuto rinegoziare oltre 80.000 mutui per un debito residuo totale di oltre 20 miliardi di euro e liberare così risorse fino a circa 800 milioni di euro nel 2020. La misura ha coinvolto l’intero territorio nazionale in maniera e capillare, infatti, al Nord hanno aderito oltre 1.250 enti, al Sud e nelle Isole più di 1.240 e al Centro circa 590.

“Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, come CDP abbiamo sentito la responsabilità di intervenire a sostegno degli enti territoriali. Ecco perché è stato finalizzato, in tempi rapidi, un piano di rinegoziazione mutui senza precedenti. Circa un ente su due ha rinegoziato le proprie posizioni: un dato che testimonia il successo dell’iniziativa. L’operazione ha permesso di liberare significative risorse che gli enti hanno impiegato fin da subito sul territorio per iniziative a supporto delle famiglie, delle attività commerciali, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale ed anche per interventi finalizzati alla ripresa delle attività culturali e di socializzazione”, afferma Fabrizio Palermo, amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti.

(ITALPRESS).

Confcommercio “La domanda interna stenta a ripartire”

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“A maggio, nonostante l’allentamento delle misure per il contenimento della pandemia e la graduale ripresa delle attività, la domanda delle famiglie ha stentato a trovare la strada per un rapido recupero”. Lo evidenzia Confcommercio nel rapporto Congiuntura.
Nel confronto annuo l’indicatore dei consumi (ICC) segnala un calo del 29,4%, dato meno negativo se confrontato con il -47% di aprile, ma che conferma grandi difficoltà soprattutto per i servizi legati alla fruizione del tempo libero. “Anche nel mese di maggio sono pochi i segmenti che registrano un segno positivo – spiega Confcommercio -: l’alimentazione domestica, le comunicazioni e l’energia sono tra i pochi settori i cui consumi sono sopra i livelli di un anno fa. Per molti segmenti non solo il recupero è modesto quanto, soprattutto, denso di incognite sul futuro prossimo, come nel caso della domanda di autovetture, dei consumi presso bar e ristoranti, dei trasporti e di tutta l’area legata al turismo ed allo svolgimento di attività d’intrattenimento e relazione”.
Per l’associazione di categoria “sulla velocità della ripartenza e sul suo consolidamento si gioca il futuro del Paese. Non bisogna trascurare i pericoli connessi all’avvio di un possibile corto circuito depressivo”.
“L’economia italiana, nonostante la fine del lockdown, fatica a riprendersi. A maggio i consumi sono calati del 30 per cento, le famiglie hanno meno reddito e molte imprese rischiano la chiusura. C’è pochissimo tempo, bisogna passare subito dagli annunci alla concretezza dei risultati – commenta il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli -. A partire dalla liquidità, che molte imprese non hanno ancora visto, fino ad un piano di rilancio dell’immagine dell’Italia nel mondo.
Bene l’ipotesi del Governo di sostenere consumi e domanda interna attraverso misure di riduzione dell’Iva, sarebbe un segnale importante di fiducia che abbiamo sempre auspicato.
Che non sia, però, una misura eccessivamente provvisoria. Consumatori e imprese hanno bisogno di certezze per programmare e realizzare scelte di acquisto e di investimento indispensabili per rilanciare l’economia”.
(ITALPRESS).

Inps, Tridico “25.000 persone non hanno ancora ricevuto la Cig”

“I numeri ufficiali sono quelli dell’Inps: coloro che non hanno ricevuto almeno una prestazione della cassa integrazione sono 25 mila persone al 31 maggio. Lo sforzo dell’istituto è stato straordinario, ringrazio i dipendenti”. Lo dice il presidente dell’Inps Pasquale Tridico durante il programma “Mezz’ora in più” su RaiTre. “Finora – aggiunge – 11 milioni di persone hanno ricevuto le prestazioni tra bonus e cassa integrazione per 15 miliardi di euro. Abbiamo pagato oltre 4 milioni di bonus tra marzo e aprile, abbiamo pagato il reddito di cittadinanza. Per quanto l’Inps paghi velocemente e automaticamente, serve la firma di un dirigente, altrimenti si rischia un danno erariale”. Tridico sottolinea che “la cassa integrazione è stata pagata in gran parte dall’Inps e per 4,7 milioni anticipata dalle aziende”.
(ITALPRESS).

Effetto Covid, crollano le ore lavorate

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Nel primo trimestre 2020 l’input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) subisce una eccezionale diminuzione sia sotto il profilo congiunturale (-6,9%) sia su base annua (-6,4%), come conseguenza della riduzione delle ore lavorate a seguito dell’emergenza sanitaria a partire dall’ultima settimana di febbraio. È quanto emerge dalla Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione, diffusa da ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal.
L’andamento del quadro occupazionale si è sviluppato in una fase di forte flessione dei livelli di attività economica, con il Pil che nell’ultimo trimestre segna una diminuzione congiunturale di -5,3%. L’occupazione risulta in lieve calo rispetto al trimestre precedente e in aumento su base annua; il tasso di occupazione destagionalizzato è pari al 58,8%, in calo di 0,2 punti in confronto al trimestre precedente.
A livello congiunturale diminuisce l’occupazione dipendente in termini sia di occupati (-0,4%, Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro) sia di posizioni lavorative (-0,5%, Istat, Rilevazione Oros). Tra le posizioni lavorative dei dipendenti del settore privato extra-agricolo, la diminuzione congiunturale è dovuta al calo nell’industria in senso stretto rispetto (-0,3%, -12 mila posizioni) e a quello più marcato nei servizi (-0,6%, -50 mila posizioni).
Prosegue meno sostenuta la crescita tendenziale dell’occupazione dipendente in termini sia di occupati (+0,6%) sia di posizioni lavorative riferite ai settori dell’industria e dei servizi (+0,5%). Un rallentamento della crescita si riscontra anche nei dati delle CO (+330 mila posizioni lavorative rispetto al primo trimestre del 2019) mentre i dati Inps-Uniemens segnalano un netto calo (-254 mila posizioni lavorative).
(ITALPRESS).

Copyright, Anso “Editori abbiano facoltà scelta destino”

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«Non contro il copyright, ma che sia assicurata la libertà di scelta». Con un emendamento, ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – torna sulla direttiva europea sul copyright e, in vista dell’approvazione, chiede che sia garantita a tutti gli editori la possibilità di scegliere se essere remunerati oppure far circolare il più facilmente possibile i propri contenuti. ANSO, che in questi anni è stata parte attiva nella discussione sia a Bruxelles, sia recentemente in audizione presso la XIV commissione Affari europei al Senato sul disegno di legge n.1721 (Legge di delegazione europea 2019), ribadisce la propria posizione: «Gli editori nativi digitali non sono contro il copyright, anzi siamo i primi a denunciare chi non rispetta i nostri contenuti – spiega Matteo Rainisio, vicepresidente ANSO -. Abbiamo sempre sostenuto che per emergere nel web un editore digitale necessiti della libera circolazione dei propri contenuti su Facebook, Google, fino a Tic Tok. La richiesta che abbiamo portato avanti in questi anni è quella di concedere la libera scelta ai singoli editori e di non creare barriere burocratiche che possano rendere ulteriormente più complicata la vita ad un piccolo editore di provincia».

ANSO tramite i propri consulenti si appella “a tutte le forze politiche che hanno a cuore la libertà di stampa e che vogliono garantire un futuro alle centinaia di imprese che in questi anni hanno creato occupazione in un settore, quello giornalistico, in crisi perenne e chiede loro di sostenere un emendamento per rafforzare quanto previsto attualmente dalla direttiva europea, ovvero la libertà di scelta”. Nello specifico, l’emendamento riguarda l’articolo 9, dove al comma 1, lettera h), dopo le parole “tali pubblicazioni” ANSO propone di aggiungere: “incluso il diritto di derogare ad accordi stipulati da associazioni di categoria ed enti di gestione collettiva, in ossequio al principio di libertà contrattuale”. «In questa crisi l’editoria digitale iperlocale ha svolto un ruolo fondamentale – prosegue Rainisio – raccontando quello che accadeva nelle province italiane, senza sosta e ponendo un argine al mondo delle fake news. Noi chiediamo a senatori e deputati di garantire a tutti gli editori, grandi e piccoli, le medesime opportunità decidendo appunto se voler essere pagati o meno per i propri contenuti su aggregatori di notizie, profili social e simili».

(ITALPRESS).

Industria elettronica, ad aprile fatturato -42,6%

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Secondo i dati diffusi da Istat, l’industria italiana delle tecnologie – Elettrotecnica ed Elettronica – rappresentata da Confindustria Anie ha mostrato ad aprile un calo del fatturato e degli ordinativi che conferma il dato negativo già evidenziato nei tre mesi precedenti. Ad aprile 2020, nel confronto con lo stesso mese del 2019, l’industria Elettrotecnica ed Elettronica ha registrato una variazione negativa del fatturato totale del 42,6% (-46,9% la corrispondente variazione nella media del manifatturiero nazionale).
Nella media del periodo gennaio-aprile 2020, nel confronto su base annua, l’industria Elettrotecnica ed Elettronica italiana ha registrato un calo cumulato del fatturato totale del 19,8% (-17,7% la corrispondente variazione nella media del manifatturiero nazionale).
Guardando all’evoluzione del portafoglio ordini, ad aprile 2020, nel confronto con lo stesso mese del 2019, l’industria Elettrotecnica ed Elettronica ha registrato una variazione negativa dell’ordinato totale del 42,1%.
Nella media del periodo gennaio-aprile 2020, nel confronto su base annua, l’industria Elettrotecnica ed Elettronica italiana ha registrato una flessione cumulata dell’ordinato totale del 19,5%.
(ITALPRESS).

L’allarme della Bce “Impatto della pandemia oltre le previsioni”

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“L’impatto della pandemia potrebbe risultare più forte e duraturo di quanto attualmente previsto”. Lo evidenzia la Banca Centrale Europea nel Bollettino Economico.
“L’epidemia di COVID-19 ha causato un drastico deterioramento delle prospettive mondiali, come indicato dalle proiezioni macroeconomiche formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema – si legge nel Bollettino -. La pandemia di COVID-19 ha paralizzato l’economia mondiale e le misure adottate dai governi di tutti i paesi per contenere la diffusione del virus hanno determinato il recente brusco calo dell’attività economica. Diversi paesi hanno da poco iniziato ad allentare le misure di contenimento, ma è probabile che tale processo si riveli molto graduale. Sull’attività economica, in particolare nelle economie emergenti, hanno inoltre inciso negativamente la marcata flessione dei prezzi delle materie prime, l’inasprimento delle condizioni finanziarie e gli ingenti deflussi di capitali. I nuovi dati disponibili confermano che le ricadute economiche delle misure di contenimento saranno drastiche e profonde”.
“Alla luce di tali gravi turbative internazionali, le proiezioni macroeconomiche formulate a giugno 2020 dagli esperti dell’Eurosistema segnalano, per quest’anno, una contrazione del PIL mondiale in termini reali (esclusa l’area dell’euro) pari al 4 per cento. Il ritmo di tale contrazione è più rapido e la sua entità maggiore rispetto a quanto osservato durante la Grande recessione – sottolinea la Bce -. Dopo la forte riduzione segnata nei primi due trimestri, nel terzo trimestre del 2020 l’attività mondiale dovrebbe avviarsi verso la ripresa e crescere nel 2021 e nel 2022, rispettivamente, del 6 per cento e del 3,9 per cento”.
Nell’Eurozona “nello scenario di base delle proiezioni il PIL annuo in termini reali si ridurrebbe dell’8,7 per cento nel 2020, risalendo del 5,2 percento nel 2021 e del 3,3 nel 2022”.
(ITALPRESS).