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Allianz, al via nuova campagna “Stop&Drive”

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Allianz lancia la nuova campagna Stop&Drive, una novità per tutti i clienti che vogliono “mettere in pausa” con un click la propria polizza RC Auto, anche solo per due giorni, qualunque sia il motivo della scelta: una vacanza, un viaggio o altro. Stop&Drive è disponibile gratuitamente nelle Agenzie Allianz dallo scorso 20 maggio, da oggi sull’App AllianzNOW e a seguire online nell’Area Cliente. Stop&Drive si affianca alle normali opzioni di sospensione della RCA (tipicamente stagionali) già incluse nei contratti Allianz e si aggiunge rispettosamente a tutto quanto già disposto dal Governo in materia di assicurazione Auto nel Decreto Cura Italia relativamente al Covid-19. “In questo periodo abbiamo pensato ad una soluzione, immediatamente attivabile e senza vincoli, per restituire tempestivamente ai nostri clienti i giorni di copertura assicurativa non utilizzata. Con Stop&Drive abbiamo introdotto una innovazione che il cliente gestisce in piena libertà, con l’aiuto dei nostri Agenti o con la nostra App AllianzNOW. E questa nuova campagna pubblicitaria la farà scoprire a tutti i nostri clienti e a chi vorrà diventarlo”, afferma Giacomo Campora, amministratore delegato di Allianz Spa.

La domanda che molti consumatori si fanno è “Perché pagare la polizza auto, quando non la usi?”. Ed infatti è proprio con questo interrogativo che si apre lo spot. Con Stop&Drive, il cliente Allianz può sospendere gratuitamente la propria polizza RCA tutte le volte che desidera, per un minimo di 2 e fino ad un totale di 30 giorni in un anno, anche non consecutivi. Per esempio si potrà disattivare la polizza entro le 19 di venerdì se si prevede di non utilizzare l’auto nel fine settimana, con riattivazione automatica allo scattare della mezzanotte di domenica. Il tutto con l’assistenza del proprio Agente oppure con un click. L’attivazione di Stop&Drive sospende la polizza RCA ma Allianz mantiene attive gratuitamente e senza sospenderle tutte le protezioni assicurative Auto Rischi Diversi (Furto, Incendio, Scoppio, etc.) qualora incluse nel medesimo contratto. Allianz aveva già annunciato il nuovo servizio gratuito per i clienti con una campagna pubblicitaria su quotidiani nazionali e locali a metà maggio. La campagna che prende il via in questi giorni prevede una pianificazione televisiva che consentirà di raggiungere una audience di circa 46 milioni di italiani con oltre 5.000 spot e una frequenza media di visione degli spot pari a 14 volte a persona. La campagna, pianificata per tre settimane a dal 5 giugno, prevede oltre il 60% di passaggi pianificati in prime time, programmi ad alta audience e un focus importante sui programmi d’informazione.

(ITALPRESS).

Ad aprile in netto calo le vendite al dettaglio

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Ad aprile 2020 l’Istat stima, per le vendite al dettaglio, una diminuzione rispetto a marzo del 10,5% in valore e dell’11,4% in volume. A determinare il forte calo sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 24% in valore e del 24,5% in volume, mentre quelle dei beni alimentari aumentano in valore (+0,6%) e sono in diminuzione in volume (-0,4%).
Nel trimestre febbraio-aprile 2020, le vendite al dettaglio registrano un calo del 15,8% in valore e del 16,6% in volume rispetto al trimestre precedente. Diminuiscono le vendite dei beni non alimentari (-29,9% in valore e -30,1% in volume), mentre le vendite dei beni alimentari mostrano variazioni positive (rispettivamente +3,1% in valore e +2,4% in volume).
Su base annua, ad aprile, si registra una diminuzione delle vendite del 26,3% in valore e del 28,1% in volume. Sono ancora le vendite dei beni non alimentari a calare sensibilmente (-52,2% in valore e -52,5% in volume), mentre crescono quelle dei beni alimentari (+6,1% in valore e +2,9% in volume).
Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali negative per tutti i gruppi di prodotti. Le diminuzioni maggiori riguardano Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-90,6%), Mobili, articoli tessili e arredamento (-83,6%), Abbigliamento e pellicceria (-83,4%) e Giochi, giocattoli, sport e campeggio (-82,5%), mentre il calo minore si registra per i Prodotti farmaceutici (-3,5%).
(ITALPRESS).

Bce rafforza piano anti-Covid con altri 600 miliardi

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“Il Consiglio direttivo ha deciso di aumentare la dotazione per il programma di acquisto di emergenza in caso di pandemia di 600 miliardi, per un totale di 1.350 miliardi. In risposta alla revisione al ribasso dell’inflazione nell’orizzonte di proiezione legata alla pandemia, l’espansione del PEPP faciliterà ulteriormente la posizione di politica monetaria generale, sostenendo le condizioni di finanziamento nell’economia reale, in particolare per le imprese e le famiglie. Gli acquisti continueranno a essere condotti in modo flessibile nel tempo”. Così Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, nel corso della conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio direttivo che ha adottato una serie di decisioni di politica monetaria. L’orizzonte per gli acquisti netti nell’ambito del PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) sarà esteso almeno alla fine di giugno 2021. In ogni caso, il Consiglio direttivo effettuerà acquisti netti di attivi nell’ambito del PEPP fino a quando riterrà che la fase di crisi del coronavirus sia terminata.
I pagamenti di capitale in scadenza da titoli acquistati nell’ambito del PEPP saranno reinvestiti fino almeno alla fine del 2022. In ogni caso, il futuro roll-off del portafoglio PEPP sarà gestito per evitare interferenze con l’appropriata posizione monetaria.
Inoltre, gli acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attivi (APP) proseguiranno a un ritmo mensile di 20 miliardi, insieme agli acquisti nell’ambito della dotazione temporanea aggiuntiva di 120 miliardi fino alla fine dell’anno. Il Consiglio direttivo continua ad aspettarsi che gli acquisti netti mensili di attivi nell’ambito dell’APP durino il tempo necessario per rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali e per terminare poco prima di iniziare ad aumentare i tassi di interesse chiave della Bce.
(ITALPRESS).

Mes, Patuelli “Non c’è più un rischio per la sovranità”

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“Il Mes dovrebbe cambiare nome, perchè oggi è stato trasformato in un’altra cosa e non c’è più un rischio per la sovranità costituzionale dell’Italia”. Lo afferma il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, in un’intervista al Sole 24 Ore.
“Il negoziato svolto dall’Italia, con l’impegno del commissario Paolo Gentiloni e del ministro Roberto Gualtieri, ha trasformato il vecchio accordo in un’iniziativa di emergenza che io definisco ‘non più Mes’ e che, a quanto risulta, non ha più le condizionalità che aveva in precedenza, ma serve solo per spese per la sanità pubblica – aggiunge -. Per questo motivo dovrebbe essere ora escluso ogni rischio per la sovranità costituzionale dell’Italia. La necessità di interventi per ammodernare le strutture sanitarie esistenti e per diffonderle sul territorio mi sembra evidente”.
In merito al piano per il rilancio del Paese cui sta lavorando il Governo, Patuelli commenta: “L’auspicio è che le risorse siano utilizzate al meglio: abbiamo vari esempi di regioni che non riescono a spendere fondi europei. Le fonti di finanziamento sono molteplici: i fondi crescenti della Bce per l’acquisto dei titoli di Stato che contribuiscono a calmierare il costo del debito italiano; i fondi Bei; il Sure per finanziare la cassa integrazione; il Recovery fund finalizzato a progetti di sviluppo. E poi c’è il ‘non più Mes'”.
Alla domanda se ci siano priorità per gli investimenti, il presidente dell’Abi risponde: “È assolutamente così. Oltre alla sanità c’è la tutela ambiente: i rischi legati ai virus sono più accentuati dove è maggiore l’inquinamento”. Poi “le infrastrutture immateriali, come la necessità di garantire l’accesso alla tecnologia per tutti. E quelle materiali: penso ai collegamenti ferroviari e al ruolo cruciale che possono avere nel rilancio del turismo. Le dorsali ferroviarie tirrenica e adriatica sono in condizioni di antichità, alcune tratte come la Orte-Ancona risalgono all’epoca risorgimentale. L’istruzione: la pandemia ha dimostrato che la programmazione dei conteggi del numero limitato di possibili medici erano sbagliati. Bisogna correggere la tendenza”.
(ITALPRESS).

Fiera Milano, si dimette AD Fabrizio Curci “Triennio intenso”

MILANO (ITALPRESS) – Fabrizio Curci ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Consigliere di Amministrazione, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fiera Milano S.p.A. L’efficacia a valle della riunione consiliare già prevista per il 18 giugno 2020, motivate dalla decisione di intraprendere un nuovo percorso professionale e personale.
“Quello trascorso in Fiera è stato un triennio incredibilmente intenso che mi ha concesso la possibilità di conoscere ed apprezzare una realtà inaspettata dal potenziale enorme. Fiera Milano è un’Azienda solida, non solo finanziariamente, ma soprattutto perchè fatta di persone e professionisti straordinari che sapranno condurla verso nuovi traguardi ancora più ambiziosi” ha dichiarato Curci.
Il Consiglio di Amministrazione ha rivolto a Curci il pieno ringraziamento “per aver predisposto, proposto e attuato nel corso del suo mandato uno sfidante piano di risanamento, messa in sicurezza e rilancio di Fiera Milano e per aver stabilito le premesse organizzative, commerciali, di innovazione e di sviluppo per la prosecuzione del percorso di consolidamento e crescita della Società”. urci detiene alla data odierna 390.208 azioni Fiera Milano.
(ITALPRESS).

Ad aprile in netto calo gli occupati

ROMA (ITALPRESS) – Rispetto a marzo, secondo i dati provvisori dell’Istat, ad aprile si registra una marcata diminuzione dell’occupazione, si rafforza il calo delle persone non occupate in cerca di lavoro già registrato a marzo, con un’ulteriore forte crescita dell’inattività. La diminuzione dell’occupazione (-1,2% pari a -274mila unità) è generalizzata: coinvolge donne (-1,5%, pari a -143mila), uomini (-1,0%, pari a -131mila), dipendenti (-1,1% pari a -205mila), indipendenti (-1,3% pari a -69mila) e tutte le classi d’età, portando il tasso di occupazione al 57,9% (-0,7 punti percentuali). Le persone in cerca di lavoro (-23,9% pari a -484mila unità) diminuiscono maggiormente tra le donne (-30,6%, pari a -305mila unità) rispetto agli uomini (-17,4%, pari a -179mila), con un calo in tutte le classi di età. Il tasso di disoccupazione scende al 6,3% (-1,7 punti) e, tra i giovani, al 20,3% (-6,2 punti). Generalizzata anche la crescita del numero di inattivi (+5,4%, pari a +746mila unità): +5% tra le donne (pari a +438mila unità) e +6% tra gli uomini (pari a +307mila). Il tasso di inattività si attesta al 38,1% (+2,0 punti).
Confrontando il trimestre febbraio-aprile 2020 con quello precedente (novembre 2019-gennaio 2020), l’occupazione risulta in evidente calo (-1,0%, pari a -226mila unità) per entrambe le componenti di genere. Diminuiscono nel trimestre anche le persone in cerca di occupazione (-20,4% pari a -497mila), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,2% pari a +686mila unità). Il tasso di occupazione scende di 1,1 punti percentuali.
(ITALPRESS).

Nasce Buongiornalismo.net, alleanza per l’informazione di qualità

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Lo si è capito in poche settimane di lockdown: dopo la scorpacciata di social le persone, stanche di fake news, hanno ancor più bisogno di riferimenti credibili, di fonti sicure: in altre parole, di cultura dell’informazione, anche sul web. Nasce così Buongiornalismo.net, un’alleanza tra gli editori delle testate on-line Firstonline.info, vaielettrico.it, SalvaDenaro.com, enordovest.com, l’agenzia di stampa Italpress, con la regia della società di comunicazione Smartitaly. Lo scopo della rete è “condividere le esperienze e affrontare insieme l’evoluzione dell’informazione e le opportunità offerte dal digitale, garantendo ai propri visitatori contenuti equilibrati e corretti, sempre aggiornati, certificati da professionisti affermati”.

Buongiornalismo.net sarà aperto anche all’ingresso di altre testate, con l’intento di promuovere la qualità dell’informazione e la cooperazione tra i membri del network per valorizzare al meglio i contenuti prodotti da ciascuno. Per sostenere la crescita, il sodalizio punta a creare sinergie nella raccolta pubblicitaria e nei progetti speciali, introducendo nuove linee di business che vanno dalla formazione alla comunicazione d’impresa. Sempre partendo dal presupposto che competenza e qualità dei contenuti sono sempre più centrali per le aziende, l’associazionismo, la formazione, la consulenza e gli eventi.

Gli elementi caratterizzanti dell’alleanza sono: qualità dell’informazione; visione dell’informazione, con approfondimenti delle tematiche toccate dai media generalisti; cooperazione professionale: andare oltre l’informazione, offrendo servizi di consulenza differenziati per il mondo imprenditoriale, e non solo; sinergie operative per individuare le migliori strategie per rendere le attività più competitive e in linea coi nuovi bisogni dei lettori.

Crolla la produzione industriale, a maggio -33,8% annuo

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Il Centro Studi di Confindustria nella sua Indagine Rapida rileva una diminuzione della produzione industriale del 33,8% a maggio sullo stesso mese dell’anno precedente e del 44,3% ad aprile sui dodici mesi. In termini congiunturali, ovvero rispetto al mese precedente, si è avuto un rimbalzo del 31,4% in maggio, dopo una caduta del 24,2% in aprile. Gli ordini in volume sono diminuiti del 51,6% annuo in maggio (+12,3% sul mese precedente) e del 29,6% in aprile (-43,7% su marzo).
Nei due mesi di rilevazione, l’attività nell’industria ha mostrato, in termini congiunturali, una dinamica molto oscillante. Alla caduta della produzione in aprile è infatti seguito un rimbalzo “tecnico” in maggio, spiegato da un effetto base, dovuto ai livelli estremamente bassi raggiunti nel mese precedente. In aprile, infatti, i volumi di attività nell’industria erano circa la metà di quelli rilevati nella media del primo bimestre dell’anno. “Con la riapertura di tutte le imprese industriali a inizio maggio e di quasi tutte quelle dei servizi nel corso dello stesso mese, si è avuto un marginale aumento della domanda; in condizioni di bassi livelli di attività, anche minimi progressi dei volumi si traducono in significativi incrementi percentuali – spiega il Csc -. Il dato di maggio, dunque, è viziato da questo effetto statistico e non deve essere interpretato come una robusta ripresa. Tutt’altro. La caduta di circa un terzo della produzione industriale rispetto a maggio 2019 offre la giusta chiave di lettura e mostra quanto siano ancora distanti da una situazione di ‘normalità’ le condizioni nelle quali opera l’industria italiana”.
La variazione acquisita della produzione industriale nel secondo trimestre è di -27,7% sul primo, quando era diminuita dell’8,4% sul quarto 2019; se anche in giugno procedesse la lenta ripresa della domanda, nella media del secondo trimestre si avrebbe comunque una riduzione di oltre il 20% dell’attività, quasi tre volte la dinamica registrata a inizio anno.
(ITALPRESS).