Accelera l’inflazione a novembre. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo è stabile su base mensile ma aumenta dello 0,4% rispetto a novembre 2018 (da +0,2% del mese precedente).
La lieve accelerazione dell’inflazione è imputabile prevalentemente ai prezzi dei Beni alimentari lavorati (che passano da +0,3% a +1,1%), a quelli dei Beni non durevoli (da +0,3% a +0,8%) e alla riduzione della flessione dei prezzi dei Beni durevoli (da -0,9% a -0,1%); tali andamenti sono stati solo in parte compensati dal rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,8% a +1,3%).
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe da +0,7% a +1%.
“La leggera ripresa dell’inflazione a novembre non modifica il quadro di debolezza che sta da tempo caratterizzando la dinamica dei prezzi al consumo in Italia. I prezzi dei Beni energetici rimangono in territorio negativo e l’inflazione acquisita per il 2019 si va attestando intorno al mezzo punto percentuale – commenta l’Istat -. Ciononostante è da notare come i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerino registrando una crescita superiore all’uno per cento per la prima volta da marzo 2019 e quindi più che doppia rispetto a quella riferita all’intero paniere”.
(ITALPRESS).
L’INFLAZIONE ACCELERA A NOVEMBRE
EURIZON “RESPONSABILITÀ SOCIALE INELUDIBILE PER STRATEGIE INVESTIMENTO”
Tutti gli outlook sono concordi nell’indicare che i criteri Esg (ambientali, di sostenibilità e di governance) saranno centrali nelle strategie di investimento di tutti i principali gestori e asset manager nel 2020, in un contesto mondiale in cui le masse gestite con questi criteri hanno raggiunto i 30 trilioni di dollari.
Un contesto in cui Eurizon, divisione di asset management del gruppo Intesa Sanpaolo, riveste da anni un ruolo di rilievo, focalizzandosi sulle attività che abbiano un impatto positivo sulla società e favoriscano una strategia di business sostenibile per le aziende in cui investe. Lo ha sottolineato Simone Chelini, Head of ESG & Strategic Activism di Eurizon, nel suo intervento durante la tavola rotonda “The EU Taxonomy and EU Green Bond Standard”, nell’ambito dell’Icma & Assiom Forex Conference, a Milano, presso la Fondazione Cariplo.
“La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha pubblicamente detto che nei prossimi anni i Millennials erediteranno fra i 15 e i 30 trilioni di dollari. Sappiamo bene che la sensibilità di questa generazione sui temi della sostenibilità e’ molto superiore a quella delle precedenti, questo darà un ulteriore sostegno alla transizione verso un’economia sostenibile e circolare”, ha spiegato Chelini all’Italpress a margine dell’incontro.
“Oggi si parla tanto di Esg – ha aggiunto – ma l’impegno di Eurizon nella finanza sostenibile nasce da lontano: già nel 1996 e’ stato il primo operatore a lanciare un fondo etico in Italia. Un’eredita’ che ha portato oggi Eurizon – secondo asset manager in Italia con una market share del 15% – a essere di gran lunga leader sui fondi etici e sostenibili, con una quota di mercato del 30% e circa 7 miliardi di masse gestite. In generale, tutta la strategia di investimento della società è improntata a criteri Esg e di esclusione di settori non socialmente responsabili”.
Chelini ha anche parlato di come evitare di cadere nella trappola del cosiddetto “greenwashing”, ovvero le strategie con cui alcune aziende cercano di nascondere dietro a un’immagine sostenibile vecchi business lontani dai parametri della responsabilità sociale: “Una grande mano in tal senso la da’ la tassonomia, che rappresenta un forte strumento in mano agli investitori per analizzare progetti sottostanti ad esempio a green bond e il loro reale contributo alla transizione verso un’economia realmente verde e sostenibile”.
BARBAGALLO “ALITALIA NON DIVENTI LOW COST”
“Noi siamo interessati che lo Stato controlli gli asset strategici del nostro paese. Alitalia non può diventare una low cost di qualche altra compagnia”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, a margine della Conferenza Euromediterranea, a Roma.
“Siamo un paese che ambisce a diventare ancora una volta un paese economicamente produttivo – ha aggiunto Barbagallo – e quindi l’ipotesi di entrare come asset strategico nel trasporto aereo ci sta bene, ma non pensino di farlo per poi rivenderla e farla fallire un’altra volta”.
“Tutti hanno demonizzato la presenza dello Stato nell’industria, ma quello che oggi ci hanno consegnato tutte le crisi aziendali sono aziende private e multinazionali. Siamo stanchi di vedere questo film”, ha sottolineato il leader della Uil.
“Il paese ha bisogno di un rilancio economico e di asset strategici – ha aggiunto Barbagallo -. Perché la Francia e la Germania devono avere la presenza del 15% negli asset strategici e noi siamo puristi? Noi ci facciamo ballare sulla testa dalle multinazionali che fanno quello che vogliono”.
(ITALPRESS).
DISOCCUPAZIONE IN CALO AL 9,7%
A ottobre il tasso di disoccupazione è sceso al 9,7%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto a settembre. Lo rileva l’Istat.
La stima degli occupati risulta in crescita (+0,2%, pari a +46 mila unità) rispetto a settembre. Il tasso di occupazione sale al 59,2% (+0,1 punti percentuali).
L’occupazione è in aumento per entrambe le componenti di genere; cresce tra gli over 35 (+49 mila), cala lievemente tra i 25-34enni ed è stabile tra gli under 25. L’incremento dell’occupazione è dovuto alla crescita degli indipendenti (+38 mila) e dei dipendenti a termine (+6 mila) mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti.
Le persone in cerca di occupazione sono in diminuzione (-1,7%, pari a -44 mila unità nell’ultimo mese). L’andamento della disoccupazione è sintesi di un marcato calo per gli uomini (-3,9%, pari a -52 mila unità) e di un lieve aumento tra la donne (+0,7%, pari a +8 mila unità), e coinvolge tutte le classi d’età tranne gli ultracinquantenni.
(ITALPRESS).
NEL 2019 GIÀ OLTRE 500 MILA INCIDENTI SUL LAVORO
Nei primi 10 mesi del 2019 le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail sono state 534.314, 240 in più rispetto alle 534.074 dei primi 10 mesi del 2018 (+0,04%).
Aumentano solo i casi avvenuti “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che sono passati da 80.534 a 82.535 (+2,5%), mentre quelli “in occasione di lavoro” registrano un calo dello 0,4% (da 453.540 a 451.779).
Le denunce di incidente mortale entro il mese di ottobre sono state 896, 49 in meno rispetto alle 945 dei primi 10 mesi del 2018 (-5,2%). “La flessione non è rassicurante, in quanto legata soprattutto agli ‘incidenti plurimi’, con cui si indicano gli eventi che causano la morte di almeno due lavoratori, che per loro natura ed entità possono influenzare l’andamento del fenomeno – spiega l’Inail -. È proprio quello che è accaduto tra gennaio e ottobre dello scorso anno, quando gli incidenti plurimi sono stati 21 e hanno causato 76 vittime, più del doppio dei 34 lavoratori che hanno perso la vita nei 16 incidenti plurimi avvenuti nei primi 10 mesi di quest’anno”.
“Il raffronto appare quindi poco significativo, se si considera che la metà dei 76 decessi in incidenti plurimi dei primi 10 mesi del 2018 è avvenuta nel solo mese di agosto, funestato soprattutto dai due incidenti stradali occorsi in Puglia, a Lesina e Foggia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti, e dal crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 casi mortali denunciati all’Inail. Nel mese di agosto di quest’anno, invece, non sono stati registrati eventi di uguale drammaticità”, prosegue l’Istituto.
L’analisi territoriale mostra una diminuzione delle denunce di incidenti mortali nel Nord-Ovest (da 260 a 232), nel Nord-Est (da 235 a 209) e al Sud (da 203 a 190), e un aumento nel Centro (da 174 a 185) e nelle Isole (da 73 a 80).
A livello regionale spiccano i cali rilevati in Liguria e Veneto (rispettivamente 24 e 18 decessi in meno) e gli incrementi nel Lazio (+11), nelle Marche e in Sicilia (+10 per entrambe).
Nei primi 10 mesi di quest’anno il numero degli infortuni denunciati è diminuito dello 0,4% nella gestione Industria e servizi (dai 422.222 casi del 2018 ai 420.625 del 2019) e dello 0,3% in Agricoltura (da 28.036 a 27.947), mentre è aumentato del 2,3% nel Conto Stato (da 83.816 a 85.742).
Sono in calo le denunce di infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest (-0,1%), nel Nord-Est (-0,4%) e al Sud (-0,6%), mentre nel Centro e nelle Isole l’aumento è stato pari, rispettivamente, all’1,2% e allo 0,8%.
Tra le regioni che hanno fatto registrare le flessioni percentuali maggiori spiccano il Molise (-6,4%) e la Valle d’Aosta (-5,1%). Gli incrementi più consistenti sono invece quelli della Sardegna (+3,9%) e dell’Umbria (+2%).
Il lieve aumento delle denunce che emerge dal confronto dei primi 10 mesi del 2018 e del 2019 è legato esclusivamente alla componente femminile, che registra un +0,6% (da 188.785 a 189.945 denunce), a differenza di quella maschile, in diminuzione dello 0,3% (da 345.289 a 344.369).
Per i lavoratori extracomunitari si registra un incremento degli infortuni denunciati pari al 4,9% (da 66.167 a 69.429), mentre le denunce dei lavoratori italiani sono in calo dello 0,6% (da 446.694 a 444.051) e quelle dei comunitari dell’1,8% (da 21.211 a 20.832).
Dall’analisi per classi di età emergono aumenti tra gli under 30 (+2,8%) e tra i 55 e 69 anni (+2,7%). In diminuzione del 2,2%, invece, le denunce dei lavoratori della fascia 30-54 anni, nella quale rientra oltre la metà dei casi registrati.
L’analisi di genere, nel confronto tra i primi 10 mesi del 2019 e del 2018, mostra un andamento decrescente per entrambi i sessi: 43 casi mortali in meno per gli uomini (da 863 a 820) e sei in meno per le donne (da 82 a 76).
Le denunce di malattia professionale nei primi 10 mesi di quest’anno sono state 51.055, 1.295 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+2,6%).
Le patologie denunciate sono aumentate solo nella gestione Industria e servizi, da 39.368 a 40.989 (+4,1%), mentre sono diminuite in Agricoltura, da 9.835 a 9.530 (-3,1%), e nel Conto Stato, da 557 a 536 (-3,8%).
A livello territoriale, l’aumento ha riguardato il Nord-Est (+0,6%), il Centro (+2,7%), il Sud (+2,6%) e le Isole (+10,5%). Il Nord-Ovest, invece, si distingue con un calo pari allo 0,8%.
In ottica di genere le denunce di malattia professionale sono state 476 in più per le lavoratrici, da 13.324 a 13.800 (+3,6%), e 819 in più per i lavoratori, da 36.436 a 37.255 (+2,2%).
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WHIRLPOOL, NUOVO TAVOLO AL MISE
Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha presieduto al MiSE il tavolo Whirlpool, a cui hanno partecipato l’azienda, il ministero del Lavoro, i rappresentanti degli enti locali e i sindacati.
“E’ stato il primo incontro tra le parti a seguito della decisione dell’azienda di ritirare, lo scorso 30 ottobre, la procedura di cessione dello stabilimento di Napoli, come richiesto dal Governo durante il confronto portato avanti a Palazzo Chigi, al fine di ripristinare un clima costruttivo nella trattativa tra azienda e sindacati e trovare una soluzione finalizzata a garantire la continuità produttiva, nonché la salvaguardia dei lavoratori”, spiega il Mise in una nota.
In apertura, Patuanelli ha sottolineato come “l’aver riaperto oggi il tavolo di confronto al Ministero sia un primo importante risultato raggiunto da tutte le parti coinvolte e in particolare dai lavoratori della Whirlpool che in questi mesi hanno trovato il pieno supporto del Governo. Si avvia adesso quella che considero la parte più sfidante del percorso di rilancio produttivo del sito di Napoli che dovrà vedere istituzioni, azienda e sindacati coinvolte in maniera sinergica, al fine di trovare celermente una soluzione industriale definitiva in grado di garantire la continuità produttiva dello stabilimento e tutelare i lavoratori, anche attraverso gli strumenti già messi a disposizione dal Governo e altri che potranno essere individuati prossimamente”.
L’azienda ha ribadito l’impegno a proseguire il confronto con il MiSE e i sindacati “per definire rapidamente un piano condiviso in grado di garantire un futuro sostenibile a lungo termine per lo stabilimento di Napoli e i suoi 400 dipendenti”.
I sindacati hanno preso atto della disponibilità dell’azienda a non procedere con la procedura di cessione del sito campano e riavviare un confronto “nel corso del quale la multinazionale possa illustrare soluzioni volte a garantire l’intero perimetro produttivo di Whirlpool con particolare attenzione per il sito di Napoli”.
Il MiSE ha previsto di riconvocare incontri tecnici, a partire dai prossimi giorni, dove verranno messe a disposizione dall’azienda dati e informazioni sulla base dei quali riavviare il lavoro per identificare soluzioni industriali che possano essere accompagnate anche da misure regionali. Sarà anche ripresa la valutazione delle ipotesi già predisposte nel corso dei precedenti incontri tecnici svolti durante l’estate e interrotti a causa della crisi di Governo e dell’accelerazione da parte dell’azienda sulla procedura di cessione del ramo aziendale.
A partire dal prossimo mese di gennaio, il ministero riconvocherà la plenaria del tavolo per condividere con tutte le parti coinvolte il lavoro che verrà portato avanti nell’ambito degli incontri tecnici.
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MES, GUALTIERI “LA RIFORMA NON DANNEGGIA L’ITALIA”
“Le linee portanti della riforma del Mes sono state concordate all’Eurogruppo di giugno e al successivo Eurosummit, che ha precisato su richiesta dell’Italia che si sarebbe comunque dovuto seguire un approccio complessivo”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri nel corso della sua audizione nelle commissioni riunite Finanze e Ue del Senato, in relazione al Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità). “La riforma del Mes introduce cambiamenti minori, il principale dei quali è quello di aggiungere la nuova funzione di backstop all’unione bancaria”, ha aggiunto.
“Non capisco le polemiche che sono emerse. Trovo comico parlare di una cosa che non cambia e se cambia, cambia in meglio”, ha sottolineato Gualtieri.
“Chi scrive che la riforma del trattato introduce la ristrutturazione del debito automatica dice una cosa falsa – ha detto ancora Gualtieri -. Chi chiedeva l’automatismo è stato sconfitto e quindi il trattato non è stato cambiato in questa cosa. Se ci fosse stato sarei stato il primo a sconsigliare la sottoscrizione del trattato”. E ha aggiunto: “Ho letto divertenti tesi secondo cui la riforma del Mes introduce un criterio di sostenibilità del debito per la concessione dei fondi: devo annunciarvi che c’era, ed è rimasto”. Per il ministro “i cittadini italiani sarebbero meno sicuri, meno forti e meno tutelati senza il Mes”.
(ITALPRESS).
TRENITALIA SI AGGIUDICA L’ALTA VELOCITÀ IN SPAGNA
Trenitalia (Gruppo FS Italiane) approda in Spagna per i servizi alta velocità Madrid – Barcellona, Madrid – Valencia/Alicante e Madrid – Malaga/Siviglia. Il consorzio ILSA, composto da Trenitalia e Air Nostrum, è stato selezionato da ADIF, il Gestore dell’infrastruttura ferroviaria spagnola, come primo operatore privato ad accedere nel mercato iberico. L’inizio del servizio commerciale è previsto per gennaio 2022 e avrà una durata decennale.
“Questo progetto segna l’ingresso del Gruppo FS nel mercato ferroviario alta velocità iberico – commenta Gianfranco Battisti, amministratore delegato e direttore generale di FS Italiane -. Siamo orgogliosi di mettere a disposizione anche in Spagna il know-how sviluppato in 10 anni di alta velocità con 350 milioni di passeggeri trasportati in Italia, unici in Europa in un mercato competitivo. Il Gruppo FS Italiane è un player internazionale primario, pronto ad affrontare le sfide per le gare nel mercato americano dopo l’aggiudicazione sia dei servizi ferroviari fra Londra ed Edimburgo, operativi dal 9 dicembre in Gran Bretagna, sia del progetto per l’alta velocità in Thailandia”.
Il consorzio ILSA offrirà 32 collegamenti giornalieri sulla rotta Madrid – Barcellona (16 in ciascuna direzione). La rotta Madrid – Valencia avrà otto collegamenti al giorno, sette saranno quelli sia fra Madrid e Malaga sia fra Madrid e Siviglia. Da Madrid ad Alicante, invece, ci saranno quattro collegamenti giornalieri, incrementabili durante le settimane estive di punta. Il treno scelto da ILSA è il Frecciarossa 1000 fabbricato con tecnologie ecosostenibili e dotato di design aerodinamico. Le cinque rotte aggiudicate saranno servite grazie a una flotta di 23 treni.
(ITALPRESS).













