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Economia

BLACK FRIDAY, GIRO D’AFFARI PER 1,7 MILIARDI

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Il ‘rito’ del Black Friday si consolida. Quest’anno sono oltre 16 milioni – quasi 4 milioni in più del 2018 – gli italiani pronti a cogliere l’opportunità della giornata di super sconti che farà da apripista alla stagione dello shopping natalizio per una spesa media di 107 euro a testa e oltre 1,7 miliardi in totale. È quanto emerge dal sondaggio condotto da SWG per Confesercenti su un doppio campione di consumatori e imprenditori del commercio. Quest’anno ad acquistare sul web sarà il 45% degli interessati, mentre il 15% opterà per i negozi reali. Ma c’è anche un 14% che ancora non ha deciso dove farà i suoi acquisti. Chi comprerà, anche quest’anno cercherà soprattutto prodotti tecnologici, indicati dal 45% (era il 43% nel 2018). Seguono i prodotti di moda (il 26% rispetto al 29% del 2018), gli elettrodomestici (il 25% contro il 26% dello scorso anno), i mobili e prodotti per la casa (in calo dal 18% al 15%) e infine i viaggi. Moltissimi cercheranno i doni per le feste: il 52% (in leggero calo rispetto al 54% del 2018) dei consumatori userà infatti l’occasione per fare almeno un regalo da mettere sotto l’albero. Il 42% degli imprenditori (era solo il 14% nel 2018) ha sposato l’idea di black week e ha già iniziato gli sconti da lunedì, mentre il 47% opta per il black weekend, con offerte da venerdì fino a domenica sera.
(ITALPRESS).

ENEL, NEL PIANO STRATEGICO SPAZIO ALLA SOSTENIBILITÀ

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Un totale di 28,7 miliardi di investimenti organici, pari a un incremento dell’11% rispetto al piano precedente, che porteranno a un Ebitda atteso di 20,1 miliardi nel 2022 (+13% rispetto ai 17,8 miliardi previsti nel 2019). E’ quanto emerge dal piano strategico 2020-2022 presentato da Enel. L’utile netto ordinario per il 2022 è atteso a 6,1 miliardi (+27% dai 4,8 miliardi previsti per il 2019), con il target per il 2021 in aumento di circa 200 milioni rispetto al piano precedente. Con il piano strategico 2020-2022, Enel punta a massimizzare la creazione di valore per i suoi azionisti nell’arco di piano, con grande potenziale di crescita oltre il 2022. Gli investimenti in decarbonizzazione del parco impianti a livello globale ammonteranno al 50% del capex totale di piano, con 14,4 miliardi per accelerare la realizzazione di nuova capacità rinnovabile e sostituire progressivamente la generazione da carbone. Entro il 2022, si prevede che il Gruppo sviluppi 14,1 GW di nuova capacità rinnovabile. Il contributo atteso degli investimenti di Enel in decarbonizzazione alla crescita dell’Ebitda di Gruppo ammonta a 1,4 miliardi. “Il piano evidenzia il successo del modello di business sostenibile e integrato che abbiamo adottato fin dal 2015 per cogliere le opportunità nel settore energetico, legate ai trend globali della decarbonizzazione e dell’elettrificazione. Nella visione di Enel la sostenibilità è sempre più un fattore abilitante fondamentale anche per la strategia finanziaria”, sottolinea Francesco Starace, Ad e direttore generale di Enel.
(ITALPRESS).

CONTRAFFAZIONE COSTA 30 MILIARDI ALLE IMPRESE

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In Italia la contraffazione è in continua crescita: nel 2019 il 30,5% dei consumatori ha acquistato un prodotto contraffatto o ha usufruito di un servizio illegale (+3,7% rispetto al 2016 e +4,9% in confronto al 2013). Sul fronte delle imprese del commercio e dei servizi, il 66,7% si ritiene danneggiato (era il 65,1% nel 2016), ma soprattutto il costo dell’illegalità si eleva a oltre 30 miliardi, mettendo peraltro a rischio circa 200 mila posti di lavoro. Sono i dati presentati da Confcommercio in occasione della settima edizione della giornata della legalità. “Contraffazione e abusivismo sono due piaghe che certo penalizzano in particolare i nostri settori, ma che indeboliscono tutta la filiera del made in Italy e la salute del sistema paese sovvenzionando le catene della criminalita’ organizzata”, ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. E’ in aumento rispetto al passato l’acquisto illegale di abbigliamento (+9,4% sul 2016), prodotti farmaceutici (+2,8), prodotti di intrattenimento (+1,5), pelletteria (+0,4) e giocattoli (+0,3). In crescita l’utilizzo del web, in prevalenza per giocattoli (+12,1%), prodotti di pelletteria (+10,5) e capi di abbigliamento (+9). Per la maggior parte dei consumatori l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato a motivi di natura economica (82%) ed è ritenuto “normale” (73%), una tendenza diffusa in prevalenza tra i giovani tra i 18 e i 24 anni. Oltre il 90% dei consumatori, comunque, è consapevole dei rischi dell’acquisto illegale e degli effetti negativi di questo fenomeno. Per il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, “La sottrazione di risorse dell’economia illegale non soltanto produce perdite negative in termini economici, ma anche sociali”.
(ITALPRESS).

AVVERA ENTRA NEL CAPITALE DEL GRUPPO SANTA MARIA

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Avvera, la nuova società del Gruppo Credem nata a maggio e specializzata nei mutui e nel credito al consumo per i privati, ha acquisito una quota del capitale del Gruppo Santa Maria, intermediario finanziario attivo principalmente in Sicilia nel collocamento di finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio. L’obiettivo di tale accordo per Avvera – si legge in una nota – è accelerare lo sviluppo dei volumi di business previsti dal piano recentemente annunciato che prevede di arrivare a generare, dal 2022, 1,5 miliardi annui tra nuovi mutui (450 milioni) e finanziamenti di credito al consumo (oltre un miliardo) portando a regime gli importanti investimenti effettuati nel triennio. Tale operazione, inoltre, rappresenta un fattore abilitante di una serie di benefici per Avvera e per il Gruppo Credem, tra cui il significativo potenziale di acquisizione da parte del Gruppo di nuova clientela, su cui effettuare azioni di cross-selling e repeat business, attraverso la bancarizzazione dei clienti raggiunti dall’agente GSM tramite il collocamento dei prodotti di prestito personale e cessione del quinto (fino a 8.000 potenziali nuovi clienti raggiungibili in 3 anni). Per il Gruppo Santa Maria l’ingresso nel capitale da parte di un socio solido come il Gruppo Credem contribuirà ulteriormente al rafforzamento del posizionamento strategico nelle aree di presidio, a cui si aggiunge la possibilità di definire in modo congiunto una strategia di crescita significativa. La quota di capitale oggetto dell’accordo è pari al 10% ed è potenzialmente incrementale a discrezione di Avvera stessa fino a un massimo del 30%. Lorenzo Montanari, Ad di Avvera ha sottolineato come “questa operazione rappresenta una grande opportunità e una nuova esperienza di partnership con una delle più importanti realtà nazionali nel settore della cessione del quinto. Vogliamo affiancare e investire nel Gruppo Santamaria per sostenere i loro programmi di crescita, mettendo a disposizione il nostro portafoglio prodotti. Crediamo che possa essere un accordo di reciproca soddisfazione per entrambi e di lunga durata”. Per Agata Fichera Ad del Gruppo Santamaria, “la nostra azienda potrà consolidare la relazione con i propri clienti sia con il valore aggiunto dei prodotti del Gruppo Credem che con la tecnologia proposta da Avvera che garantisce processi moderni e con elevata sicurezza”.
(ITALPRESS).

BOCCIA “SBLOCCARE 60 MILIARDI PER LE INFRASTRUTTURE”

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“Chiediamo un’operazione anticiclica infrastrutturale che vale oltre 60 miliardi di risorse, tutte già stanziate. Serve avviare le opere, creare occupazione, collegare territori, includere persone. È la grande priorità del Paese da affrontare con un cronoprogramma chiaro e snellendo le procedure. Basta con i tempi biblici per aprire i cantieri”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Secondo il leader degli industriali “dovremmo recuperare quello che ormai è oggetto di distrazione della politica: il lavoro. Tornare ai fondamentali del Paese. Italia Repubblica fondata sul lavoro, fattore di coesione. Prima ancora che da una visione di politica economica che metta al centro l’industria, occorrerebbe capire in anticipo quali saranno gli effetti sulla società e sull’economia reale delle decisioni che si prendono”. Sulla questione Ilva osserva: “Era molto meglio evitare questa crisi, ma a questo punto credo che nel confronto serrato tra le parti si possa adattare il piano industriale, utilizzare gli ammortizzatori sociali vista la congiuntura del mercato dell’acciaio, e mantenere la mission di realizzare l’acciaieria più sostenibile del mondo in termini ambientali, sociali e economici”.
Comunque “la crisi Ilva ha tante responsabilità. Tutto viene da molto lontano. Oggi dobbiamo evitare di scaricare le colpe sul passato per concentrarci, invece, sulle soluzioni per il futuro. A ciascuno il proprio ruolo: alla magistratura l’individuazione delle responsabilità, alla politica la ricerca delle soluzioni strutturali”. Quanto al comportamento dei sindacati sulle crisi industriali, secondo Boccia è “di grande responsabilità. C’è un grido di allarme che lanciamo insieme, a partire dal Patto della Fabbrica: uscire dalla tattica e dal ‘presentismo’, da una perenne campagna elettorale, ed entrare nelle questioni. Con una visione di medio termine che aumenti l’occupazione e includa i giovani”. Infine, sulla manovra dice: “Siamo critici su un impianto che va ad incidere sui fattori di produzione — plastic tax, sugar tax, auto aziendali — , ma apprezziamo il metodo di confronto di Gualtieri e Patuanelli. Confidiamo in un passo indietro su questi provvedimenti per costruire un percorso di transizione che faccia dell’Italia una punta avanzata”.
(ITALPRESS).

LOUIS VUITTON ACQUISTA TIFFANY

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LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton SE (LVMH) e Tiffany & Co. hanno annunciato che le società hanno concluso un accordo definitivo con il quale LVMH acquisirà Tiffany per 135 dollari per azione in contanti, per una transazione dal valore di circa 14,7 miliardi di euro o 16,2 miliardi di dollari. L’acquisizione di Tiffany – si legge in una nota – rafforzerà la posizione di LVMH nella gioielleria e aumenterà ulteriormente la sua presenza negli Stati Uniti. L’aggiunta di Tiffany trasformerà la divisione orologi e gioielli di LVMH. La transazione dovrebbe concludersi verso la metà del 2020 ed è soggetta alle consuete condizioni di chiusura, tra cui l’approvazione degli azionisti di Tiffany e la ricezione delle approvazioni normative. Bernard Arnault, presidente e Ad di LVMH, ha commentato: “Siamo lieti di avere l’opportunità di dare il benvenuto a Tiffany, un’azienda con un patrimonio senza pari e una posizione unica nel mondo della gioielleria globale, nella famiglia LVMH.  Saremo orgogliosi di avere Tiffany al fianco dei nostri marchi iconici e non vediamo l’ora di assicurarci che Tiffany continui a prosperare per i secoli a venire”.
Per Roger N. Farah, presidente del Cda di Tiffany, “a seguito di una revisione strategica che includeva un processo interno ponderato e una consulenza esterna esperta, il Consiglio ha concluso che questa transazione con LVMH offre un entusiasmante percorso in avanti con un gruppo che apprezza e che investirà, offrendo allo stesso tempo un prezzo interessante con certezza del valore ai nostri azionisti”. Alessandro Bogliolo, Ad di Tiffany, ha dichiarato: “Questa transazione, che si verifica in un momento di trasformazione interna per il nostro marchio, fornirà ulteriore supporto, risorse e slancio per quelle priorità. Come parte del gruppo LVMH, Tiffany raggiungerà nuovi traguardi”.
(ITALPRESS).

BANKITALIA, PESANO CRESCITA DEBOLE E DEBITO ALTO

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“Il peggioramento del quadro congiunturale internazionale e le tensioni geopolitiche accrescono l’incertezza e i rischi per la stabilità finanziaria”. Così la Banca d’Italia nel rapporto sulla stabilità finanziaria. “La forte riduzione dei tassi di interesse a livello globale aumenta la sostenibilità dei debiti e contribuisce a contenere la crescita dei rischi macroeconomici; può tuttavia indurre gli investitori a ricercare maggiori rendimenti in attività rischiose e incentivare l’accumulazione di livelli eccessivi di debito. Una fase prolungata di bassi tassi può comprimere la redditività delle banche e delle compagnie di assicurazione”, aggiunge. Per Bankitalia, inoltre, “in Italia i rischi per la stabilità finanziaria si sono leggermente attenuati negli ultimi mesi, in seguito al calo dei premi per il rischio sovrano. Il deterioramento del quadro macroeconomico e l’elevato debito pubblico continuano a rappresentare elementi di forte vulnerabilità ed espongono l’intera economia ai rischi connessi con un riacutizzarsi delle tensioni sui mercati”.
(ITALPRESS).

A OTTOBRE CONSUMI DI ELETTRICITÀ -0,9%

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A ottobre, secondo quanto rilevato da Terna, la domanda di elettricità in Italia è stata di 26,3 miliardi di kWh, in flessione dello 0,9% rispetto allo stesso mese del 2018. Tale risultato è stato ottenuto con lo stesso numero di giorni lavorativi e con una temperatura media sostanzialmente uguale rispetto a ottobre 2018. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura porta la variazione a -1,3%. La domanda dei primi dieci mesi del 2019 risulta leggermente in flessione (-0,3%) rispetto al corrispondente periodo del 2018. In termini rettificati la variazione resta sostanzialmente invariata (-0,4%). A livello territoriale la variazione tendenziale di ottobre 2019 è risultata disomogenea: negativa al Nord (-1,9%), leggermente positiva al Centro (+0,1%) e al Sud (+0,5%). In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta a ottobre 2019 ha fatto registrare una variazione negativa (-0,8%) rispetto al mese precedente (settembre 2019).
Questo risultato mantiene il profilo del trend su un andamento stazionario. Nel mese di ottobre la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’86% con produzione nazionale e per la quota restante (14%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,9 miliardi di kWh) è risultata in aumento (+0,6%) rispetto a ottobre 2018. In crescita le fonti di produzione fotovoltaica (+21,6%), idrica (+3,9%) e termica (+1%). In flessione le fonti di produzione eolica (-30,8%) e geotermica (-1%).
(ITALPRESS).