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L’UE RIVEDE AL RIBASSO LA CRESCITA ITALIANA

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La Commissione Europea rivede al ribasso le stime di crescita dell’Italia. Nel 2020 il Pil dovrebbe salire dello 0,4%, rispetto allo 0,7% stimato a luglio. Resta invariata la previsione di +0,1% per il 2019.
Le previsioni economiche dell’Ue parlano di un economia italiana “in stallo dall’inizio del 2018” e che “ancora non mostra segnali significativi di ripresa”.
Nel 2019 il rapporto tra debito pubblico e Pil dovrebbe salire al 136,2%, e nel 2020 al 136,8%, mentre il deficit si dovrebbe attestare al 2,2% del Pil nel 2019 e al 2,3% nel 2020.
In conferenza stampa il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici ha detto che sulla manovra con il governo italiano “c’è stato uno scambio di lettere non nello stesso clima dell’anno scorso”. “Abbiamo chiesto precisazioni, abbiamo continuato questi scambi, le decisioni che prenderemo saranno rese note nelle nostre comunicazioni verso il 20 novembre”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).

GENERALI, NEI PRIMI 9 MESI L’UTILE NETTO A 2,1 MILIARDI

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Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali ha approvato le Informazioni Finanziarie al 30 settembre 2019. Il risultato operativo si attesta a 3.934 milioni di euro, evidenziando un aumento del 9,1%, grazie al positivo contributo di tutti i segmenti di operatività del Gruppo. L’utile netto di Gruppo si attesta a 2.163 milioni, con una crescita del 16,6%.
La redditività a conto economico degli investimenti si attesta al 2,4% (2,2% nei primo 9 mesi del 2018), in lieve aumento principalmente grazie a un maggior contributo da attività valutate al fair value a conto economico.
“Generali ha conseguito ottimi risultati nei primi nove mesi dell’anno, grazie alla crescita di tutte le linee di business. Si confermano le performance tecniche, in particolare nel Danni con un eccellente combined ratio e un’ulteriore crescita dei premi, e nel Vita grazie a una solida redditività della nuova produzione e a una raccolta netta in crescita. In un contesto caratterizzato dal perdurare dei bassi tassi di interesse, rimane solida la posizione di capitale del Gruppo”, commenta il Group CFO di Generali, Cristiano Borean.
(ITALPRESS).

PEGGIORA L’INDICE DEL DISAGIO SOCIALE

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Il Misery Index di Confcommercio, l’indice del disagio sociale messo a punto dall’associazione di categoria, a settembre 2019 si è attestato su un valore stimato di 17,9, in aumento rispetto al dato di agosto (17,6). “Il peggioramento dell’indicatore è stato determinato dalla componente relativa alla disoccupazione che ha più che compensato la dinamica meno sostenuta dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto – spiega Confcommercio -. Il peggioramento che si comincia ad intravedere nel mercato del lavoro, dopo un biennio di sostanziale stagnazione produttiva, rappresenta un preoccupante segnale. In assenza di una svolta significativa nei prossimi mesi potremmo, infatti, assistere ad un incremento. A settembre il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato al 9,9%, in aumento di tre decimi di punto rispetto ad agosto. Includendo una parte dei sottoccupati tra i disoccupati, fermo restando il complesso delle persone presenti sul mercato del lavoro, la situazione appare meno favorevole, con un tasso di disoccupazione pari all’11,4%”. Nell’ambito dei disoccupati, la componente relativa ai sottoccupati segnala una stabilità in termini congiunturali ed un aumento di 18mila unità nel confronto annuo.
A settembre 2019, dopo il ridimensionamento di agosto, le ore autorizzate di CIG sono tornate a registrare, nel confronto annuo, un aumento (+51,9%). Nei primi nove mesi dell’anno si rileva un incremento del 16,3% rispetto allo stesso periodo del 2018. “Dal lato degli scoraggiati a fronte di un’invarianza in termini congiunturali, nel confronto con lo stesso mese del 2018 si evidenzia una diminuzione – prosegue Confcommercio -. Il combinarsi di queste dinamiche ha portato ad un aumento del tasso di disoccupazione esteso di quattro decimi di punto su base mensile, e a una diminuzione di analoga entità nel confronto annuo. Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto sono aumentati dello 0,4% su base annua, in rallentamento rispetto a quanto rilevato nel bimestre precedente (+0,7%)”.
(ITALPRESS)

UNICREDIT CEDE LE SUE AZIONI DI MEDIOBANCA

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UniCredit avvia un’operazione di cessione di azioni ordinarie di Mediobanca, per un quantitativo pari a circa l’8,4 per cento del capitale sociale della società, l’intera partecipazione. La decisione è stata presa “in linea con la strategia di dismissione di partecipazioni non strategiche”, si legge in una nota.
L’offerta sarà realizzata attraverso una procedura di accelerated bookbuilding rivolta a determinati investitori istituzionali.
Il bookbuilding avrà inizio immediatamente. UniCredit si riserva il diritto di variare i termini e i tempi dell’Offerta in qualsiasi momento.
Per questa operazione, UniCredit si avvale di BofA Securities, Morgan Stanley e UniCredit Corporate & Investment Banking in qualità di Joint Bookrunners per l’Offerta. Nell’ambito del mandato conferito a questi istituti, UniCredit ha richiesto di procedere ad un collocamento diversificato agli investitori, impegnandosi a non interferire con l’allocazione delle azioni.
UniCredit è impegnata a supportare la crescita economica dei mercati in cui opera. I proventi della cessione saranno utilizzati per supportare lo sviluppo delle attività dei clienti di UniCredit.
(ITALPRESS).

POSTE, NEI PRIMI 9 MESI UTILE NETTO 1 MILIARDO

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Poste Italiane chiude i primi 9 mesi dell’anno con ricavi pari a 8 miliardi, in crescita dell’1,7% rispetto ai primi nove mesi del 2018. In particolare, i ricavi da pacchi continuano a crescere a un ritmo sostenuto, mitigando un trend debole della corrispondenza. Il totale dei costi operativi, pari a 6,5 miliardi, segna un +1,6% rispetto allo stesso periodo del 2018.
L’utile netto è pari a 1 miliardo, con una crescita del 2,6% rispetto ai primi nove mesi del 2018. La spesa per investimenti di Gruppo è pari a 389 milioni (+49,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) a supporto della trasformazione in corso prevista nel piano Deliver 2022 ed in linea con le previsioni per il 2019.
Il Cda ha approvato l’acconto sul dividendo del 2019 di 0,154 euro, pari a un terzo del dividendo per azione previsto per il 2019 dal piano deliver 2022, pari a 0,463 euro.
“Il modello di business di Poste Italiane, diversificato e unico, genera una crescita continua e siamo sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi del 2019 in tutti i segmenti di business – commenta l’amministratore delegato e direttore generale Matteo Del Fante -. La flessibilità del nostro modello è dimostrata nel migliore dei modi dalle performance dei segmenti servizi assicurativi e pagamenti, mobile e digitale, che hanno sostenuto i risultati del Gruppo nel trimestre”.
(ITALPRESS).

ALITALIA, PESA COSTO PETROLIO MA RICAVI IN CRESCITA

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“Nel primo semestre Alitalia ha registrato ricavi pari a 1,443 miliardi, in crescita del 3% sullo stesso periodo dell’anno precedente e del 7,7% rispetto ai primi sei mesi del 2017”. Cosi’ il commissario straordinario della compagnia, Stefano Paleari, nel corso di un’audizione in commissione Trasporti e Attivita’ produttive alla Camera. “Il margine operativo lordo con esclusione del carburante e’ stato pari a 243 milioni positivo, contro i 229 del 2018 e i 22 del primo semestre 2017. Il margine operativo lordo e’ stato pari a -164 milioni, contro -124 del 2018 e -326 del 2017”, ha aggiunto, precisando che “la differenza fra 2019 e 2018 e’ pienamente riconducibile all’aumento del costo del petrolio”. “Ferrovie ci ha comunicato di aver completato la due diligence, ovvero le attivita’ necessarie a confermare le informazioni utili per la formazione del piano industriale, di aver definito ai fini della composizione della NewCo alcuni partner e identificati in Atlantia, nel ministero dell’Economia e delle Finanze, e di aver identificato un partner industriale in Delta Airlines e, salve approfondimenti in corso, in Lufthansa”, ha aggiunto il commissario straordinario, Enrico Laghi. “All’esito dell’ultima comunicazione di Ferrovie, abbiamo comunicato al Mise lo stato dell’arte e chiesto di essere autorizzati a differire ulteriormente il termine fissato al 15 ottobre per proseguire l’interlocuzione. Abbiamo identificato che la conclusione di tutte le attivita’ previste dovesse finire nel primo trimestre del 2020”, ha aggiunto Laghi.
(ITALPRESS).

ENTRATE TRIBUTARIE IN CRESCITA NEI PRIMI 9 MESI

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Nei primi 9 mesi dell’anno, secondo i dati del Mef, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 324.825 milioni, segnando un incremento di 3.119 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1%). Settembre registra un notevole incremento di gettito pari a 6.994 milioni (+23,6%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’andamento è stato influenzato dalle entrate delle imposte autoliquidate con un gettito Irpef pari a 4.888 milioni (+3.875 milioni) e Ires pari a 3.329 milioni (+2.476 milioni). Le imposte dirette risultano pari a 174.457 milioni, con un incremento di 1.372 milioni (+0,8%) rispetto al medesimo periodo del 2018. Il gettito Irpef mostra una crescita dell’1,7% (+2.300 milioni). Le imposte indirette, che ammontano a 150.368 milioni, registrano una variazione positiva di 1.747 milioni (+1,2%). Il risultato è legato all’andamento del gettito dell’Iva (+2.145 milioni, +2,4%) e, in particolare, alla componente di prelievo sugli scambi interni che registra un incremento di 2.256 milioni (+2,8%). Nei primi nove mesi dell’anno, le entrate dai giochi ammontano a 11.533 milioni (+7,6%), mentre le entrate tributarie erariali derivanti dall’attività di accertamento e controllo si attestano a 8.637 milioni (+1.478 milioni, +20,6%).
(ITALPRESS).

ISTAT, QUADRO CONGIUNTURALE INCERTO

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“Gli indicatori qualitativi più recenti confermano un quadro congiunturale globale caratterizzato da incertezza, con rischi di estensione del rallentamento industriale anche al settore dei servizi”. E’ quanto sottolinea l’Istat nella Nota mensile di ottobre sull’andamento dell’economia italiana. “In Italia è proseguita la fase di crescita lieve dei livelli complessivi di attività economica. Secondo la stima preliminare, il Pil nel terzo trimestre è aumentato dello 0,1% congiunturale, confermando la dinamica dei tre trimestri precedenti. L’incremento tendenziale nel terzo trimestre – osserva l’Istat – è stato pari a +0,3% e la crescita acquisita per il 2019 si è attestata al +0,2%. La fase di debolezza dei ritmi produttivi si è riflessa sul tasso di occupazione che, nel terzo trimestre, è rimasto stabile. Si è confermata l’assenza di pressioni inflazionistiche nelle diverse fasi del processo produttivo del sistema economico italiano e la dinamica dei prezzi al consumo si è mantenuta inferiore a quella dell’area euro”. Per l’Istat, inoltre, “a ottobre, la fiducia delle imprese ha evidenziato un diffuso miglioramento. Tuttavia, nel terzo trimestre, è aumentata la quota di imprese che considerano rilevante l’insufficienza della domanda come un ostacolo alla produzione. E’ proseguita la tendenza alla stabilizzazione dell’indicatore anticipatore, che è rimasto compatibile con uno scenario di mantenimento degli attuali livelli produttivi”, conclude l’Istat.
(ITALPRESS).