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UBI BANCA INAUGURA NUOVO MODELLO DI FILIALE

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Ubi Banca ha aperto la nuova filiale di via Nazionale che, nell’ambito del piano di riorganizzazione del modello distributivo dell’istituto di credito, inaugura un nuovo modello che punta sull’integrazione tra canale fisico tradizionale e sistemi digitali avanzati. “Nella Capitale la nostra Banca è andata negli ultimi anni sempre più a rafforzare il proprio impegno in termini di vicinanza, servizio alla clientela e professionalità, oltre che in termini di finanziamenti a imprese e famiglie che, al 30 giugno, ammontano a oltre 408 milioni. Un impegno che testimonia la volontà di dare slancio al cuore produttivo, artistico e istituzionale d’Italia”, ha dichiarato Cristian Fumagalli, responsabile Macro Area Territoriale Lazio, Toscana e Umbria di Ubi Banca. “In tal senso è motivo di orgoglio poter essere presente in questa importante filiale nel centro di Roma. Una filiale fondamentale per il Gruppo Ubi, in quanto presidio strategico sul territorio dove inauguriamo un nuovo layout all’insegna dell’innovazione tecnologica e della modernità, sempre nell’ottica di migliorare i servizi bancari che offriamo agli oltre 430.000 clienti della nostra macro area e ai circa 200.000 nella zona di Roma e provincia”, ha aggiunto.

Le filiali sono completamente rinnovate secondo il nuovo concept che punta sulla trasformazione dei bisogni dei clienti, nell’ambito del progetto di innovazione e digitalizzazione. Ai tradizionali canali di accesso ai servizi si affiancano canali che permettono una maggiore autonomia dei correntisti e una più efficiente attività in filiale. Tra le nuove soluzioni adottate nell’ambito del nuovo modello di filiale, è disponibile uno sportello Atm di ultima generazione in grado di svolgere le operazioni in sicurezza e senza fare code, versare denaro contante, assegni anche dopo l’orario di chiusura. Inoltre, sono state introdotte casse self service che permettono di pagare imposte come F24 e fare bonifici. Dotazione di connessione Wi-Fi gratuita riservata ai clienti per navigare tra i contenuti di Ubi Banca e di due diversi tablet in grado di effettuare operazioni bancarie in autonomia o predisposti per la firma elettronica. “L’innovazione per una banca come la nostra è fondamentale. Quando si parla di innovazione spesso si pensa a una banca digitale senza filiali. Innovazione significa anche modernizzare il punto vendita fisico. Su questa filiale di via Nazionale, che rappresenta la prima grande flagship di Roma, abbiamo fatto importanti investimenti non solo su spazio fisico, ma anche tecnologico”, ha spiegato il responsabile Coordinamento Commerciale di UBI Banca, Luigi Fuzio.  “Innovazione – ha aggiunto – significa anche poter utilizzare tablet in modalità self insieme ai nostri assistenti alla clientela e sviluppo digitale. Abbiamo investito molto in questa figura, circa 400 figure a livello nazionale, che fanno questo per educare la nostra clientela alla migrazione digitale”. Grande attenzione nello sviluppo del nuovo concept di filiale è stata dedicata anche alla sostenibilità ambientale. UBI Banca è stato il primo istituto di credito in Italia a realizzare uno fra i più grandi impianti in cloud mai realizzati per la domotizzazione delle sue filiali. Un’innovazione che permette di controllare il consumo energetico, ridurre le emissioni e i costi aumentando allo stesso tempo gli standard di sicurezza sul lavoro. La revisione del modello distributivo sta proseguendo nell’attuazione del Piano Industriale 2019-2020 con l’obiettivo di rinnovare circa 700 filiali entro il 2020, al servizio di oltre il 70% della clientela di Gruppo, con un investimento complessivo di circa 240 milioni in arco piano. (ITALPRESS).

DRAGHI “OTTIMISTA SUL FUTURO DELL’EUROPA”

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Per lo sviluppo dell’Ue “è essenziale che i suoi cittadini credano nell’unione e la assumano comunque, anche criticamente, come riferimento piuttosto che considerare tutti i problemi guardando all’orizzonte del loro punto di vista particolare”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in una lectio magistralis all’Università Cattolica di Milano.
“Mi sembra che le ultime elezioni per il Parlamento europeo, forse le prime incentrate su temi prevalentemente europei, lo abbiano confermato – ha proseguito -. Anche chi mirava a rallentare l’integrazione europea non ha contestato la legittimità delle istituzioni dell’Unione, pur criticandole anche duramente. I parlamentari eletti sono risultati in maggioranza a favore dell’Europa”.
“Per questa ragione sono ottimista sul futuro dell’Europa – ha aggiunto Draghi -. Penso che col tempo essere parte dell’Ue e dell’Unione monetaria sia diventato normale per gran parte dei cittadini. L’euro è più popolare che mai. Il sostegno all’Unione Europea tocca i valori più alti registrati dall’inizio della crisi. Nei dibattiti sul futuro dell’Europa si discute sempre meno se la sua esistenza abbia senso e assai di più sulla via migliore per avanzare. Su queste basi la nostra Unione può durare e prosperare”.

UNICEF “IN ITALIA RECORD EUROPEO GIOVANI INATTIVI”

Secondo gli ultimi dati Istat, riferiti al 2018, in Italia i giovani inattivi (Neet) nella fascia d’età 15-29 anni sono pari a 2.116.000, rappresentando il 23,4% del totale dei giovani della stessa età presenti sul territorio. Neet è un acronimo inglese che sta per Not in Education, Employment or Training, e definisce i ragazzi e giovani adulti che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione. L’Italia continua a posizionarsi al primo posto nella graduatoria europea, seguita da Grecia (19,5%), Bulgaria (18,1%), Romania (17%) e Croazia (15,6%). Gli Stati con il tasso di NEET più contenuto sono invece Paesi Bassi (5,7%), Svezia (7%) e Malta (7,4%). La media UE si attesta al 12,9%.
Questi sono i principali dati di sfondo della ricerca “Il silenzio dei NEET. Giovani in bilico tra paura e desiderio”, lanciata nell’ambito del progetto di Unicef Italia NEET Equity, selezionato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale nell’ambito dell’Avviso “Prevenzione e contrasto al disagio giovanile”.
Il 47% dei giovani inattivi nella fascia di età considerata ha un’età compresa tra i 25 e i 29 anni, il 38% ha 20-24 anni e il restante 15% è di età compresa tra 15 e 19 anni.
La maggior parte dei NEET italiani ha conseguito un diploma di scuola secondaria superiore (49%), mentre il 40% ha livelli di istruzione più bassi. Emerge inoltre l’11% di giovani totalmente inattivi laureati.
I NEET rappresentano il 15,5% dei giovani di età 15-29 anni nel Nord Italia, il 19,5% al Centro e nel Sud addirittura il 34%.
(ITALPRESS)

AL QUIRINALE GLI “ENI AWARD” 2019

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Si è svolta al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia di premiazione dei vincitori dei “Premi Eni Award 2019”, istituiti per sviluppare idee innovative per un miglior utilizzo delle fonti energetiche e promuovere la ricerca scientifica, i temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Nel Salone delle Feste la cerimonia è stata aperta dagli interventi di Emma Marcegaglia e Claudio Descalzi, presidente e amministratore delegato dell’Eni. Il Presidente Mattarella ha quindi consegnato i Premi: “Transizione Energetica” al professore James Anthony Dumesic; “Frontiere dell’Energia” ai professori Michael Aziz e Roy Gordon; “Soluzioni Ambientali Avanzate” al professore Paul Chirik; “Giovani Ricercatori dell’anno” a Alberto Pizzolato e a Matteo Monai; “Debutto nella ricerca: Giovani Talenti dall’Africa” a Emmanuel Kweinor Tetteh e a Madina Mohamed. Nella stessa circostanza il Presidente Mattarella ha conferito i “Riconoscimenti all’Innovazione Eni” a tre gruppi di ricerca che si sono distinti per il livello di innovazione. Erano presenti i componenti della Commissione Scientifica di Eni Award ed esponenti del mondo accademico e della ricerca.
(ITALPRESS)

FRENA LA PRODUZIONE INDUSTRIALE

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Ad agosto l’Istat stima che l’indice della produzione industriale aumenti dello 0,3% rispetto a luglio. Nella media del trimestre giugno-agosto, invece, la produzione mostra una flessione dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali nei comparti dei beni strumentali (+0,4%) e dei beni di consumo (+0,3%); variazioni negative registrano, invece, l’energia (-0,9%) e i beni intermedi (-0,5%).
Corretto per gli effetti di calendario, ad agosto 2019 l’indice complessivo è diminuito su base annua dell’1,8% (i giorni lavorativi sono stati 21, contro i 22 di agosto 2018). Nella media dei primi otto mesi dell’anno l’indice ha registrato una flessione tendenziale dello 0,9%.
Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, ad agosto 2019 si registra una contenuta crescita per l’energia (+1,8%) e una più lieve per i beni di consumo (+0,7%); diminuiscono, in misura marcata, i beni strumentali (-4,9%) e i beni intermedi (-3,1%).
(ITALPRESS)

LA SOSTENIBILITÀ DELLA FINANZA SEMPRE PIÙ DECISIVA

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Sostenibilità nella finanza e negli investimenti al centro del convegno inaugurale della Fondazione Oibr (Organismo Italiano di Business Reporting) all’Università Cattolica. Un tema oggi al centro del dibattito anche politico, nel momento in cui si discute di una possibile revisione delle modalità di attuazione della direttiva europea Mifid II, che impone agli operatori nuovi obblighi in termini di trasparenza nella comunicazione dei rendiconti alla clientela.
E’ proprio sui temi legati al reporting integrato che punta ora l’attenzione la fondazione Oibr, nata lo scorso giugno dall’aggregazione di una trentina di stakeholder italiani di diversa natura ed estrazione: grandi imprese, Pmi, università, associazioni professionali e di categoria, enti non profit.
“La governance delle aziende sarà la chiave per giudicare la loro sostenibilità e gli annual report integrati saranno sempre di più il punto centrale di osservazione delle aziende. Gli analisti finanziari, le società di rating, i gestori e anche i consulenti finanziari dovranno utilizzare questi strumenti per confrontare le informazioni fornite dagli stakeholders in modo chiaro, trasparente e completo”, ha sottolineato nel suo intervento Paolo Bacciga, dirigente preposto e responsabile CSR di Fideuram.

“Da sei anni Fideuram pubblica l’annual report integrato, siamo stati tra i primi ad avere trasformato il bilancio tradizionale, destinato agli addetti ai lavori, in uno strumento di comunicazione al pubblico, coniugando in un unico documento sia le informazioni finanziarie obbligatorie sia le informazioni sociali, di governance e ambientali”, ha spiegato il manager all’Italpress a margine del convegno.
“Il nostro annual report – ha aggiunto – rappresenta un documento essenziale per i nostri private banker e per gli investitori, che possono così focalizzare i punti di forza di Fideuram. Gestiamo 230 miliardi di risparmio e questo comporta la responsabilità di assicurare ai clienti una comunicazione trasparente e una gestione ispirata ai principi di sostenibilità”.
(ITALPRESS)

DONNE E LAVORO PROBLEMA ANCORA IRRISOLTO

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L’eterno problema di conciliare l’attività lavorativa con l’essere mamma e donna, è ancora un problema in un Paese che vede ai vertici delle aziende principalmente uomini.
Lo Stato non riesce a dare tutti gli strumenti adatti per poter dare pari opportunità tra lavoratori e lavoratrici, favorendo i primi alle seconde. Questo il tema al centro del workshop “Innovazione è cooperazione al femminile”, organizzato dalla commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative. “In questi anni abbiamo fatto un lungo percorso, abbiamo condiviso un sogno quello che i cooperatori sociali definivano una utopia, avremmo voluto fare di più ma abbiamo la consapevolezza che mettere in moto certi percorsi è difficile”, ha detto il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini.
“Abbiamo cercato di fare delle cose anche dentro l’organizzazione – ha aggiunto – perché non si può predicare bene e razzolare male, bisogna coltivare una visione e abbiamo cercato di rendere concreta questa visione non solamente nel nostro organigramma, le nostre figure apicali sono tutte al femminile, ma abbiamo anche cercato di accelerare quel percorso di presenta all’interno dei Cda. Sogno una stagione in cui non ci sarà più la quota del 30%, una stagione in cui non ci saranno più le quote perché sarà diventato un diritto naturale. Abbiamo voluto stimolare la rete – ha concluso Gardini – fatta di esperienze, racconti e testimonianze per poter crescere nella consapevolezza, nel proprio ruolo e nella classe dirigente. Abbiamo bisogno di accrescere il numero di donne che diventano dirigenti dell’organizzazione”.
A chiudere i lavori il ministro delle Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti, che ha illustrato a grandi linee la sua visione del lavoro che porterà avanti a favore delle famiglie e delle donne: “Il mondo della cooperazione è sempre stata pioniera in tante battaglie, certamente il tema delle pari opportunità è uno dei grandi obiettivi che ci si è dato da qui al 2030. Sapere rendere le donne libere di poter decidere e contribuire al bene collettivo. Le parole usate e raccontate sono le parole di quella nuova visione di sviluppo che ci impegnamo a interpretare. Il tema della cooperazione – ha aggiunto -, della capacità di costruire alleanza e conoscere la differenza è tipicamente femminile così come il tema della innovazione in una economia civile che chiama a sfidare nuove prospettive. Non è più il tempo di una donna che deve essere tutelata ma è il tempo delle alleanze. Il tema delle quote rosa che abbiamo dovuto introdurre, uguale presenza tra uomini e donne, è affermare uno sviluppo dove gli sguardi di uomini e donne si mettono insieme. Va invertita la tendenza della scarsità di presenza delle donne nel mondo del lavoro e l’abbandono del mondo del lavoro – ha concluso la Bonetti -. Bisogna difendere i diritti della donna nel mondo del lavoro e dobbiamo far sì che la presenza femminile si vista come un plus, un valore aggiunto”.

(ITALPRESS)

ASSICURAZIONI, ITALIANI ANCORA POCO PREPARATI

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Una giornata per approfondire le opportunità offerte dai prodotti assicurativi, discutendo sulle modalità più efficaci per avvicinare i risparmiatori italiani a una materia articolata.
La prima edizione della “Giornata dell’educazione assicurativa”, realizzata dal Forum Ania-Consumatori, in collaborazione con l’Ivass muove proprio dalla premessa che in Italia si ha una conoscenza limitata dell’argomento.
“Nel settore delle assicurazioni a protezione dei beni, della salute e del patrimonio, escludendo l’assicurazione auto, l’Italia presenta un evidente gap di copertura rispetto agli altri Paesi europei. L’incidenza dei premi, escluso il settore auto, sul Pil è pari all’1% rispetto a una media europea del 2,6% e il premio medio per abitante in Italia è circa un terzo di quello dei principali paesi Ue”, ha spiegato Dario Focarelli, direttore generale di Ania, nel corso del suo intervento.
Portando il saluto della presidente Maria Bianca Farina, ha evidenziato alcune criticità del sistema. I giovani, ad esempio, investono poco su una previdenza complementare. In Italia, meno di un lavoratore su tre ha stipulato una previdenza privata, mentre, fra i più giovani, la partecipazione scende a 1 su 5. Secondo Ania, esisterebbe poi la necessità di avvicinarsi alle assicurazioni private nel campo sanitario. Le cosiddette spese “out of pocket” – ovvero quelle che ogni cittadino sostiene al di fuori del sistema sanitario pubblico per ragioni di opportunità, attesa o emergenza – ammontano a circa 40 miliardi e hanno un’incidenza che è al 90%, contro il 55% della Germania, il 41% della Francia e il 15% dell’Olanda. “In Italia la cultura assicurativa va rafforzata per ridurre il ritardo che ancora ci distanzia dagli altri Paesi. Negli ultimi anni gli interventi formativi si sono intensificati, grazie soprattutto all’impulso impresso dalla strategia del comitato Edufin. Ma è indispensabile il concorso di tutti gli attori coinvolti: istituzioni, regolatori, imprese, consumatori e media”, ha osservato Fabio Panetta, presidente dell’Ivass.
Con l’obiettivo di formare cittadini “informati e consapevoli” che possano contribuire alla “sostenibilità del mercato”, Panetta ha spiegato che “l’Ivass aderisce al progetto di formazione in materia economica e finanziaria per le scuole realizzato dalla Banca d’Italia con il Miur”.
(ITALPRESS)