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JANSSEN, CHIARA RONCHETTI NUOVO DIRETTORE COMUNICAZIONE

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Janssen Italia, la divisione farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson, ha nominato Chiara Ronchetti  Direttore Comunicazione e Public Affairs.

Con il suo team, Ronchetti sarà responsabile dello sviluppo e dell’attuazione di un piano strategico di Communication & Public Affairs che possa accrescere la brand reputation di Janssen in Italia.

Laureata con lode in Lingue e Letterature Moderne, Chiara Ronchetti vanta una lunga esperienza nella definizione delle strategie di comunicazione e nella gestione delle media relations, particolarmente in ambito tech/innovation. Ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, dapprima in società italiane quotate, in seguito in Microsoft, presso cui ha lavorato negli scorsi 11 anni curando le Corporate & Business Communications e infine ricoprendo il ruolo di Philanthropies Lead, con l’obiettivo di contribuire alla diffusione delle competenze digitali nel Paese.

 

“Sono orgogliosa di poter contribuire alla missione ambiziosa di Janssen – commenta Ronchetti – e in generale a quella del Gruppo Johnson & Johnson di migliorare la salute delle persone a livello globale, particolarmente in un momento di profonda trasformazione del mondo dell’Healthcare come quello che stiamo vivendo, nel quale innovazione e tecnologia giocano un ruolo di crescente importanza ed accelerano la diffusione di cure sempre più mirate e personalizzate a beneficio di tutti noi”.

“Sono molto contento che Chiara sia entrata a far parte del nostro Team, è una professionista di comprovato valore, con un bagaglio di esperienze e di conoscenze del mondo della comunicazione e dei nuovi media molto ampio. Sono sicuro che il suo contributo possa rappresentare un concreto valore aggiunto per un’azienda come Janssen Italia, da sempre punto di riferimento del settore e dell’innovazione a sostegno dei pazienti”, commenta il presidente e amministratore delegato Massimo Scaccabarozzi.

 

DAL WTO VIA LIBERA AI DAZI USA

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Il Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, ha stabilito che gli Stati Uniti potranno imporre dazi su beni europei per 7,496 miliardi di dollari per compensare i sussidi ricevuti da Airbus. La decisione è l’ultimo capitolo della decennale disputa che vede l’Ue e gli Usa in lite per i contributi pubblici erogati ai giganti aeronautici. Nei prossimi mesi è attesa una pronuncia analoga, stavolta contro gli Usa in merito agli aiuti a Boeing.

Dopo questa decisione le principali borse europee hanno incrementato le perdite: Francoforte cede il 2,76%, Parigi il 3,12%, Londra il 3,23% e Madrid il 2,77%. A Milano il calo è stato del 2,87%.

L’Italia rischia di trovarsi nella situazione peggiore: non ha nessun beneficio in termini di occupazione e di Pil visto che non partecipa al consorzio Airbus. Ora però potrebbe pagare pegno sulle sue esportazioni. Le tariffe alla frontiera potrebbero costare almeno 5 miliardi. Complessivamente il made in Italy verso gli Usa ammonta a 42 miliardi con una crescita che negli ultimi due anni è stata del 5%.

“Ieri ho ricevuto il segretario di Stato Usa Pompeo. L’Italia si rende perfettamente conto che c’è una tensione commerciale a livello globale e, sicuramente, la prospettiva di questo confronto sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea non può non considerare che siamo coinvolti come Unione Europea, tuttavia confidiamo di poter ricevere attenzione dal nostro tradizionale alleato su quelle che sono alcune nostre produzioni strategiche”, ha detto il premier Giuseppe Conte, commentando la notizia con i giornalisti a Cagliari.

 

“Il CALO DEI TASSI SERVA A RIDURRE IL DEBITO”

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“L’attuale situazione economica presenta delle opportunità che andrebbero attentamente considerate. La contemporanea diminuzione dei tassi di interesse e del differenziale tra i titoli di Stato di Italia e Germania sembra offrire un’importante occasione, il calo del disavanzo delle pubbliche amministrazioni, che potrebbe condurre a una fase di riduzione del debito pubblico”.
Così Angelo Buscema, presidente della Corte dei Conti, parlando a un convegno al quale ha partecipato il capo dello Stato, Sergio Mattarella.
“Il risanamento del debito, unitamente a una stabile politica degli investimenti pubblici, vero volano della ripresa economica, rivestono un valore prioritario per il nostro interesse nazionale. Ciò, soprattutto, a doverosa tutela dei principi di equità intergenerazionale e di stabilità finanziaria e anche al fine di garantire adeguate prospettive e condizioni di crescita economica e sociale alle future generazioni”, ha aggiunto.

Secondo Buscama, inoltre, “il rispetto degli obblighi di finanza pubblica, a presidio dell’unità economica e del buon uso del pubblico denaro, ci spinge nel nostro lavoro a un costante dialogo istituzionale con le amministrazioni a tutela dell’equilibrio strutturale del bilancio e della sostenibilità dell’indebitamento, nell’interesse dello sviluppo del Paese e delle comunità sul territorio”.

IN CALO L’EXPORT EXTRA UE

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Ad agosto 2019 l’Istat stima per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue, un aumento su base mensile per le esportazioni (+0,7%) e un calo per le importazioni (-0,6%). L’incemento congiunturale delle esportazioni interessa l’energia (+4,8%), i beni intermedi (+2,3%) e i beni di consumo non durevoli (+1,6%).

Le esportazioni sono invece in diminuzione su base annua (-1,4%). La contrazione è rilevante per l’energia (-24,5%) e i beni strumentali (-9%). Al netto dei prodotti energetici la crescita complessiva passa a +0,1%. Analogamente alle esportazioni, anche le importazioni registrano una flessione tendenziale (-6,2%)  determinata dall’energia (-13,8%) e dai beni intermedi (-7,4%).

Il saldo commerciale ad agosto 2019 è stimato pari a +2.334 milioni, in aumento rispetto a +1.747 milioni di agosto 2018. Da inizio anno aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +44.265  milioni di gennaio-agosto 2018 a +46.196 milioni di gennaio-agosto 2019).

 

FEDERMANAGER, VOUCHER PER INNOVATION MANAGER

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Da domani per le Pmi che vorranno crescere e innovarsi, ci sarà una grande opportunità in più grazie all’avvio del voucher che permetterà di assumere un innovation manager certificato è iscritto all’albo dei manager che sarà istituito presso il Mise. Una nuova possibilità fortemente voluta da Federmanager che,  come Organizzazione di rappresentanza del management, è chiamata ad accreditare i profili di manager per l’innovazione che, rispondendo a qualificati requisiti di professionalità, costituiranno un bacino di opportunità per le Pmi. 
“È stato un lavoro fatto con Confindustria, sentendo le Pmi che hanno voglia di fare un salto di qualità – ha detto il presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla aprendo i lavori -. Il nostro obiettivo è quello di aiutare le Pmi a fare questo salto, c’è bisogno di competenze sull’innovation manager. Le nostre battaglie quest’anno saranno sull’ambiente e dare forza alle donne. La ciliegina, che per me farà la differenza, l’abbiamo messa con la certificazione delle competenze. Sono sicuro che questo lavoro andrà bene, porterà successo e ci darà la forza di chiedere altri incentivi continuando ad aiutare le aziende”. 

Gli innovation manager sono esperti di gestione dei big data, dei sistemi in cloud, di cyber security e manifattura avanzata, con curriculum molto diversi: matematici, informatici, ingegneri o economisti che sappiano come integrare questi aspetti nei processi organizzativi delle Pmi. Per tutti loro domani si metterà in moto il meccanismo del voucher, strumento che, entro la fine dell’anno, diventerà operativo in modo completo. L’obiettivo è favorire i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle Pmi e delle reti di impresa. Per fare questo, si punta a introdurre in azienda figure manageriali in grado di attuare questa complessa trasformazione, ammodernando gli assetti gestionali e organizzativi. I contributi potranno essere richiesti dalle imprese per acquistare prestazioni di consulenza, per un periodo di almeno nove mesi, da parte di manager iscritti in un apposito elenco del Mise, il cui accesso sarà aperto dalle 10 di domani fino alle 17 del 25 ottobre prossimo, attraverso la piattaforma informatica accessibile dalla sezione “Voucher per consulenza in innovazione” del sito del ministero. Prima sarà completato un elenco definitivo e poi, in una seconda fase, sarà aperta la richiesta di contributi. A disposizione c’è una dotazione finanziaria di 75 milioni, divisa in parti uguali tra 2019, 2020 e 2021. 

“Produciamo 2 mila miliardi di prodotto interno – ha spiegato Mario Cardoni, direttore generale Federmanager – abbiamo una bilancia commerciale positiva di 50 miliardi, questo vuole dire che ci sono delle grandi possibilità. Il problema è il progressivo arretramento che registriamo negli ultimi 25 anni, il nostro tessuto produttivo non può vivere sulle 4mila aziende che ci fanno grandi nel mondo, è un mondo troppo piccolo. Una misura che penso sia fondamentale. Dobbiamo fare in mondo di innescare un percorso di crescita delle piccole aziende e premiarle, perché – ha aggiunto – solo così possiamo salvaguardare la nostra posizione nel mondo. Noi possiamo fare tutto ciò che vogliamo, ma il benessere si genera con le nostre imprese. Questo voucher, frutto di un lavoro collettivo, non è un lavoro finito ma un lavoro in continuo. Continueremo in questa evoluzione. Abbiamo recentemente fatto un’indagine e molti colleghi pensano che il problema della trasformazione digitale vada affidato ad altri, quindi c’è un lavoro di consapevolezza importante da fare. Sono contento che abbiamo trovato 200 manager che hanno accettato la sfida. Occorre un manager se vogliamo che le imprese cambino, non si tratta di fare un miglioramento organizzativo, ma una trasformazione vera e propria. La vera sfida di questo Paese – ha concluso Carboni – è far sì che le piccole imprese si dotino di queste competenze di crescita, stimolare e sostenere tutto il processo di innovazione che nasce dalle nuove idee, dalle startup che non riescono ancora a diventare vere e proprie imprese”. 

“Il decreto del ministro del maggio 2019 ha illustrato una cornice nuova – ha spiegato Laura Aria, direttore generale per gli incentivi alle imprese del Mise – perché per la prima volta si crea un albo dove si iscrivono i manager. Ci siamo tutti sforzati di pensare il futuro e quindi l’idea che ci è venuta è quella di creare una vetrina delle competenze con la possibilità per i manager dell’innovazione di iscriversi, spiegare come funzionava il meccanismo, creare un punto di incontro tra domanda e offerta”.

TIM, CONTI LASCIA LA PRESIDENZA

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Il Cda di TIM si è riunito per un aggiornamento sullo stato dei principali dossier all’attenzione degli uffici della società. Nel corso dei lavori, sono state accolte le dimissioni di Fulvio Conti, che ha rinunciato alla carica di presidente del Cda e consigliere della società, a valere dalla conclusione della riunione. Conti ha rappresentato di ritenere esaurito il proprio mandato, alla luce della raggiunta stabilità nel funzionamento del Board e di un rinnovato impegno nella creazione di valore sostenibile per tutti gli stakeholder della società. Il Cda, all’unanimità, ha ringraziato Conti “per l’impegno e gli sforzi profusi nel conseguimento di questo importante risultato, apprezzandone il contributo positivo, la piena correttezza, la sensibilità istituzionale e il rispetto delle regole nell’esercizio del suo mandato, nell’interesse della società, degli azionisti e di tutti gli stakeholder”. Il Cda si è riconvocato il 21 ottobre per decidere sulla sua sostituzione a valle della reintegrazione dell’organo. Nel frattempo, come da Statuto, le funzioni di presidenza saranno svolte dal consigliere Valensise, in qualità di consigliere più anziano. 

 

FIDUCIA CONSUMATORI E IMPRESE CONTRASTATA

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A settembre, secondo i dati Istat, si stima un contenuto aumento dell’indice del clima di fiducia dei consumatori, mentre l’indice composito  del clima di fiducia delle imprese registra invece un lieve calo. L’incremento dell’indice di fiducia dei consumatori è la sintesi di andamenti eterogenei delle sue componenti: il clima economico registra un calo, mentre il clima corrente rimane stabile. 

Si rileva, invece, un aumento sia per la componente personale sia per quella futura. Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia mostra andamenti differenziati nei diversi comparti. Nella manifattura e nel commercio al dettaglio è in diminuzione, mentre è in aumento nei servizi e, soprattutto, nelle costruzioni. Per quanto riguarda le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nell’industria manifatturiera il peggioramento è condizionato da una dinamica negativa sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese di produzione; i giudizi sulle scorte rimangono stabili. Nelle costruzioni l’evoluzione positiva dell’indice è determinata da un deciso miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sull’occupazione. Nel comparto dei servizi si segnala il miglioramento dei giudizi sia sugli ordini sia sull’andamento degli affari; le attese sugli ordini sono invece in deterioramento. Per quanto attiene il commercio al dettaglio, il calo dell’indice di fiducia sintetizza giudizi sulle vendite e sulle scorte in marcato peggioramento a cui si unisce un aumento delle attese sulle vendite.

POSTE ITALIANE TORNA NEL CUORE DELL’AQUILA

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Poste Italiane torna nel cuore dell’Aquila. “Siamo felici di aver riaperto un nostro ufficio postale in pieno centro storico, contribuendo così alla rinascita di una bellissima città e in particolare del suo nucleo urbano più antico”, ha detto l’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, nel corso dell’inaugurazione del nuovo ufficio postale “L’Aquila Centro Storico” in corso Vittorio Emanuele II. 

Il nuovo ufficio postale si sviluppa su una superficie di 300 metri quadrati ed è stato realizzato con l’aiuto delle più moderne tecnologie per coniugare sicurezza e qualità del servizio. Ci sono sei sportelli polifunzionali, due sale di consulenza e uno sportello automatico Postamat di nuova generazione. “Ampliare e rinnovare la presenza di Poste Italiane nella città capoluogo abruzzese e’ coerente con la nostra strategia industriale, che ha il suo cardine nella presenza capillare dei servizi postali ed è soprattutto in linea con i valori di inclusione e vicinanza ai cittadini e alle comunità che da sempre caratterizzano l’azienda”, ha aggiunto Del Fante. 

 

“Come guida dell’azienda sono contento che si possa riaprire un ufficio postale qui, soddisfatto soprattutto per aver mantenuto la promessa: riportare Poste nel centro della città, ma l’Aquila è stata sempre al centro di Poste Italiane per il graduale supporto al ritorno alla normalità dopo il sisma”. 

Presente all’inaugurazione anche il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli: “la posta non è solo uno sportello che eroga servizi, ma e’ un concetto di comunità. L’apertura di un ufficio postale e’ il simbolo di una comunità che si ritrova. Questa città dopo 10 anni sta rinascendo anche grazie alla forza,  alla perseveranza degli aquilani”. Parlando del sisma, il ministro ha ricordato che le istituzioni devono “avere la capacità di programmare, di progettare e proteggere i nostri territori. Ogni emergenza si porta dietro una fase di ricostruzione incerta, penso sia il momento che il Paese si doti di un codice unico per le ricostruzioni che consenta di  gestire le ricostruzioni in tempi e con strumenti certi”.

Per il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, “Poste Italiane da’ un segnale chiaro di credere nel futuro della città e nella rinascita, la presenza dello Stato incoraggia tutti a crederci davvero, tanto ancora c’e’ da fare, non vediamo l’ora di togliere tutte le transenne, per fare questo bisogna affrontare il tema della ricostruzione”.

 

Con “L’Aquila Centro Storico” sono 17 gli uffici postali attivi nel Comune, 12 dei quali dotati anche di sportello Postamat.