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Economia

L’INFLAZIONE A SETTEMBRE STABILE ALLO 0,4%

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Stabile l’inflazione annua a settembre, ma i prezzi arretrano rispetto ad agosto. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo fa segnare una diminuzione dello 0,5% su base mensile e un aumento dello 0,4% su base annua (stabile rispetto al mese precedente).

La stabilità dell’inflazione è dovuta a dinamiche opposte: da un lato rallentano la loro crescita i prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +1,5% a +1,1%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +0,4%, effetto di fattori stagionali) e accentuano la loro flessione i Beni energetici non regolamentati (da -1,0% a -2,6%); dall’altro accelerano i prezzi dei Beni alimentari lavorati (da +0,2% di agosto a +0,7%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,0% a +1,3%) e si attenua la flessione dei prezzi dei Beni durevoli (da -1,2% a -0,7%).

L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +0,5% a +0,6% e quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +0,6%.

L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,7% per l’indice generale e +0,6% per la componente di fondo.

 

LA DISOCCUPAZIONE SCENDE AL 9,5%

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Ad agosto 2019 il tasso di disoccupazione scende al 9,5%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Lo rende noto l’Istat.

La stima degli occupati risulta sostanzialmente stabile rispetto a luglio, mentre il tasso di occupazione si attesta al 59,2%. 

L’occupazione risulta stabile per entrambe le componenti di genere; aumenta per gli ultracinquantenni (+34 mila) mentre cala nelle altre classi d’età. Dopo la flessione del mese scorso, tornano a crescere i dipendenti, sia permanenti sia a termine (+32 mila nel complesso); diminuiscono invece gli indipendenti    (-33 mila). Le persone in cerca di occupazione sono in forte calo (-3,4%, pari a -87 mila unità nell’ultimo mese). La diminuzione riguarda entrambe le componenti di genere e coinvolge tutte le classi d’età. La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni ad agosto è in aumento (+0,6%, pari a +73 mila unità) per entrambe le componenti di genere. Il tasso di inattività sale al 34,5% (+0,2 punti percentuali).

Nel trimestre giugno-agosto 2019 l’occupazione è in crescita rispetto ai tre mesi precedenti (+0,2%, pari a +45 mila unità) per entrambi i generi. Nello stesso periodo aumentano sia i dipendenti permanenti (+0,5%, +79 mila) sia quelli a termine (+0,4%, +12 mila) mentre risultano in calo gli indipendenti (-0,8%, -45 mila); si registrano segnali positivi in tutte le classi di età, ad eccezione dei 35-49enni.

 

“SOSTENIBILITÀ FONDAMENTALE PER GLI INVESTIMENTI”

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La rivoluzione green non interessa solo le piazze e la politica, ma riguarda ogni ambito del sistema Paese e coinvolge dunque anche il mondo degli investimenti. 

In quest’ambito la sensibilizzazione sulle tematiche avviene grazie all’informativa ESG (Environmental, Social, Goverance) che si propone di guidare gli shareholders e le stesse aziende verso investimenti più responsabili, ossia degli investimenti che, pur perseguendo gli obiettivi tipici della gestione finanziaria, tengono anche in grande considerazione gli aspetti di natura ambientale, sociale e di governance. 

Cristina Ungureanu, responsabile Corporate Governance di Eurizon, nel corso di un evento che si è tenuto presso l’Università Bocconi, ha spiegato l’importanza degli investimenti sostenibili, a beneficio tanto degli investitori quanto delle aziende.

“Uno dei principali vantaggi della disclosure dell’informativa ESG è chiaramente il miglioramento dei rapporti tra le società e i loro investitori. Un’informazione migliore, piuttosto che maggiore, relativa alla sostenibilità potrebbe aiutare ulteriormente i mercati dei capitali, essendo fondamentale per aiutare a prendere decisioni di investimento informate. I dati ESG devono essere lungimiranti e significativi”. 

 

“Molte delle informazioni che vengono attualmente presentate e comunicate – ha osservato – sono retrospettive e non sono rilevanti per ciò che gli investitori stanno cercando. Anche la materialità è fondamentale per noi. La reportistica integrata aziendale può essere per noi investitori uno strumento vitale per gestire gli impatti materiali generati dalle aziende nei loro portafogli. Incoraggiamo le società in cui investiamo a fornirci dati che descrivono rigorosamente e onestamente i loro impatti materiali, sia positivi che negativi. L’attività di engagement dev’essere complementare alla rendicontazione aziendale, andando oltre ai dati standardizzati e affrontando questioni che sono al centro della cultura e della strategia aziendale”. 

La risposta delle aziende, da quando sono stati introdotti i fattori ESG nella gestione degli investimenti, è molto positiva, soprattutto in un momento storico come quello attuale, in cui le tematiche ambientali e legate alla sostenibilità sono al centro del dibattito quotidiano. 

 

“Da quando guardiamo alla governance e alla sostenibilità come fattori fondamentali per un investimento, abbiamo avuto riscontri molto positivi da parte delle aziende. Oggi sono le aziende stesse a essere più propositive e attive nei nostri confronti, fornendoci resoconti trasparenti degli impatti materiali delle loro attività e dimostrando un engagement forte e attivo”, ha spiegato Ungureanu. Eurizon nel 2014 e nel 2015 ha adottato nuovi principi per gli investimenti sostenibili con l’obiettivo di avere un atteggiamento sempre più attivo nei confronti delle attività in cui investono, nell’interesse del cliente. Quest’anno ha inoltre integrato il ruolo di governance e sostenibilità alla gestione degli investimenti per dare un approccio più inclusivo al processo di investimento.

 

È ITALIANA LA NUOVA METRO DI COPENHAGEN

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La nuova metro di Copenhagen, realizzata da Salini Impregilo, sarà inaugurata domenica 29 settembre dalla Regina Margherita di Danimarca, accompagnata da alcuni rappresentanti della Famiglia Reale, insieme al primo ministro Mette Frederiksen, al ministro dei Trasporti Benny Engelbrecht, al sindaco di Copenhagen Frank Jensen e a Pietro Salini, amministratore delegato di Salini Impregilo.

“Realizzata in soli otto anni, un record per progetti analoghi in Europa, Cityringen interpreta una nuova concezione di mobilità. La forma circolare del tracciato (la linea gira intorno al centro cittadino, intersecando i percorsi delle altre linee metro e dei bus) e la sua capacità di trasporto la trasformano in uno strumento unico per viaggiare all’interno di Copenhagen – spiega Salini Impregilo in una nota -. Grazie ad una frequenza di 80-100 secondi tra un treno e l’altro, la metro sarà in grado di trasportare ogni anno 72 milioni di passeggeri, dando così il proprio contributo all’obiettivo più ambizioso di Copenhagen: diventare entro il 2025 la prima capitale carbon neutral al mondo”.

 

“Siamo soddisfatti di aver supportato il governo danese nella realizzazione di un progetto che rappresenta un modello per lo sviluppo della mobilità sostenibile nel mondo – spiega Pietro Salini -. Cityringen è una metro smart, la cui costruzione ha rappresentato una sfida unica dal punto di vista ingegneristico e ci ha messo continuamente alla prova per superare complessità legate alla gestione di un’opera così ampia in una città come Copenhagen, con edifici storici da tutelare e impegno continuo per ridurre al massimo i disagi della popolazione nella fase di costruzione”.

La linea Cityringen, promossa da Metroselskabet – l’ente pubblico responsabile della rete metropolitana della città – è composta da due tunnel paralleli lunghi 15,5 chilometri, che corrono sotto il centro storico, nella cosiddetta “zona dei ponti”, e sotto la municipalità periferica di Frederiksberg. Cityringen si snoda attraverso 17 stazioni sotterranee realizzate a una profondità di circa 30 metri sotto il livello stradale. Una delle grandi sfide affrontate con Cityringen è stata proprio la realizzazione dell’opera sotto le fondamenta di alcuni edifici storici di grande valore. Le TBM – tunnel boring machine – hanno scavato gallerie e stazioni per 31 chilometri in contesti geologici particolarmente complessi, arrivando fino ad una distanza di soli 1,5 metri dalle fondazioni dei Magasin du Nord, il grande centro commerciale più famoso della Danimarca e uno degli edifici simbolo di Copenhagen.

 

I treni sono totalmente automatizzati e senza conducente, con una frequenza di passaggio che aumenta nelle ore di picco. Grazie alla nuova rete di connessioni, i residenti potranno muoversi a piedi, in bicicletta o con il trasporto pubblico per il 75% dei loro spostamenti: con Cityringen, infatti, l’85% dei residenti si trova a un massimo di 600 metri – 10 minuti a piedi – da una stazione metro o ferroviaria. 

Tra gli aspetti chiave del progetto, oltre a tecnologia e sicurezza, anche il coinvolgimento della cittadinanza, che è stata coinvolta in oltre 40 eventi nei cantieri, con più di 65 mila visitatori. Un vero progetto condiviso con la città fin dai primi passi.

 

PAGAMENTI ELETTRONICI, ITALIA IN RITARDO

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Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, i dati della Bce “mostrano chiaramente che l’Italia si trova agli ultimi posti in termini di utilizzo dei pagamenti elettronici e rischia di perdere ulteriori posti nei prossimi anni. Per colmare il gap rispetto agli altri Paesi europei è necessaria un’azione decisa da parte del Governo”.

Infatti “quello che manca oggi è un piano strategico completo volto alla lotta all’evasione e alla promozione dei servizi elettronici e digitali di pagamento. Un sistema che sia in grado di modernizzare il nostro Paese, facendo in primis leva sul cambiamento culturale che deve coinvolgere esercenti e consumatori”. Dai dati risulta evidente come gli italiani non utilizzino ancora questo strumento di pagamento al livello delle proprie controparti europee, nonostante l’Italia, insieme alla Grecia, abbia la più alta diffusione di terminali POS (circa 52 mila per milione di abitanti). Il nostro Paese, infatti, seppur con una crescita dei pagamenti con carta pro-capite del 16% rispetto al 2017, risulta ancora uno dei fanalini di coda tra i 27 paesi dell’Unione Europea: si parla di circa 65 pagamenti all’anno a testa, che ci valgono solo il 23° posto (di 27), proprio come lo scorso anno. 

Secondo Valeria Portale e Ivano Asaro, direttori dell’Osservatorio Innovative Payments, “l’azione deve avere 5 caratteristiche: deve essere ampia (deve cioè coinvolgere un elevato numero di consumatori e/o esercenti), efficace (capace di colmare il gap in breve tempo), persistente (capace di cambiare le abitudini e la cultura anche nel momento in cui dovesse essere ‘spento’ l’incentivo), semplice (per accedere a incentivi o detrazioni consumatori ed esercenti devono poterlo fare senza una eccessiva burocratizzazione del processo) e positiva (sì agli incentivi, no agli obblighi). In questa direzione vanno molteplici proposte che sono già state avanzate: dagli incentivi sullo spesa, alle detrazioni fiscali. La strada è lunga e piena di ostacoli. Ma è necessario iniziare a percorrerla in fretta”.

DONNARUMMA “CON SCUOLA-IMPRESA AIUTO A STUDENTI”

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“Il progetto si rivolge a un centinaio di scuole con l’intento di raggiungere 100.000 studenti in circa due anni. Per fare questo abbiamo dovuto coinvolgere professori e presidi che stanno collaborando molto attivamente”. Lo ha dichiarato all’ITALPRESS Stefano Donnarumma, AD di ACEA e presidente del semestre di ELIS, a margine del convegno “Il Sistema scuola-impresa”, svolto al 40mo meeting di Rimini, nel corso del quale si è parlato di Sistema Scuola-Impresa. Sono più di 30 le grandi aziende e 100 le scuole in tutta Italia che prendono parte al sistema Scuola-Impresa al fine di ispirare, orientare e appassionare i giovani sul tema del futuro, partendo dall’esperienza diretta di oltre 100 professioniste d’azienda.
“Abbiamo identificato un progetto che si concentra sull’indirizzo allo studio per gli studenti delle scuole primarie, secondarie ed anche delle università. Ma principalmente per quei ragazzi che sono nell’età dai 12-13 ai 17-18 anni in cui decideranno molte cose importanti per il loro futuro” ha detto Donnarumma. Il progetto serve per contribuire all’innovazione del sistema educativo nazionale, mettendo al centro lo studente nella scoperta dei propri talenti e orientamento al lavoro.


“Il nuovo modo di lavorare, lo sviluppo della tecnologia, il digitale, impongono una rivisitazione dei programmi di studio, e infatti in questo senso abbiamo collaborato molto con il ministero dell’istruzione, ma lo impongono anche alle famiglie” le parole dell’Ad di Acea. “In Acea abbiamo già attivato percorsi di formazione che coinvolgono il mondo della scuola, come il progetto Ideazione, in virtù del quale alcuni esperti e tecnici di ACEA hanno trasferito agli studenti delle scuole partecipanti, le proprie conoscenze e quei principi cardine alla base di un nuovo modo di fare impresa. Il mio auspicio – ha concluso
Donnarumma – è che tali esperienze possano essere di ispirazione per il lavoro che con ELIS svolgeremo in futuro”.
(ITALPRESS).

UN’IMPRESA SU DIECI È GESTITA DA STRANIERI

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Un’impresa su 10 in Italia è gestita da stranieri. Alla fine di giugno queste aziende hanno superato le 600mila unità, grazie ad una crescita – nel secondo trimestre dell’anno – di 6.800 (+1,1% rispetto al trimestre precedente, il doppio della media delle imprese nello stesso periodo: +0,5%). Le imprese guidate da stranieri si concentrano soprattutto nel commercio, nei lavori di costruzione e nella ristorazione e, in 8 regioni su 20, rappresentano oltre il 10% delle attività economiche. E’ quanto emerge da un rapporto di Unioncamere e InfoCamere sulle imprese di stranieri nel periodo aprile-giugno del 2019.

Il 40% di queste imprese si concentra nelle grandi province, a cominciare da Roma, che ha oltre 69 mila attività di imprenditori stranieri. In termini di crescita, però, nel periodo aprile-giugno sono state alcune realtà di minor dimensione a far segnare le variazioni più elevate: Brindisi in primo luogo (+3,1%), seguita da Taranto (2,9%) e Terni (+2,8%).

Commercio al dettaglio” (161 mila), “lavori di costruzione specializzati” (113 mila) e “servizi di ristorazione” (quasi 47 mila) sono i settori in cui le imprese di stranieri sono più numerose. Nei primi due ambiti, inoltre, così come nelle “attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi alle imprese”, nelle “attività di servizi per edifici e paesaggio” e nella “fabbricazione di articoli in pelle”, una impresa su 5 è guidata da persone di origine non italiana. In altri due settori, però, le imprese di stranieri arrivano a rappresentare un terzo del totale. E’ il caso delle 17 mila attività di “confezione di articoli di abbigliamento”, pari al 31,4% delle imprese del comparto, e delle 3.400 imprese del settore delle “telecomunicazioni”, che sono il 33,2% del totale.

 

PIL, ITALIA FERMA NEL SECONDO TRIMESTRE

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Rallenta il Pil italiano nel secondo trimestre del 2019. Secondo i dati dell’Ocse è rimasto invariato, mentre nel trimestre precedente era salito dello 0,1%. Il rallentamento riguarda tutta l’area Ocse. Negli Usa scende a +0,5% (rispetto al +0,8% del secondo trimestre), in Giappone a +0,4% (rispetto a +0,7%). Nell’Unione Europea e nell’Eurozona la crescita è stata dello 0,2%, mentre nel trimestre precedente era stata rispettivamente dello 0,5% e dello 0,4%.