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A GIUGNO PRESTITI BANCARI IN RIALZO

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A giugno i prestiti al settore privato sono cresciuti dello 0,3 per cento su base annua (1 per cento a maggio). I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,4 per cento (2,5 per cento nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti dello 0,9 per cento (-0,2 per cento nel mese precedente). Lo rende noto la Banca d’Italia. I dati sono corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari.

I depositi del settore privato sono cresciuti del 3,4 per cento su base annua (3,5 per cento nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 4,9 per cento (-6,9 per cento nel mese precedente). Le sofferenze sono diminuite del 24,3 per cento su base annua (-37,5 per cento in maggio), per effetto di alcune operazioni di cartolarizzazione.

Sempre secondo quanto riferisce Bankitalia, i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,17 per cento (2,26 per cento in maggio); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,10 per cento.

 

FITCH CONFERMA IL RATING DELL’ITALIA

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L’agenzia Fitch ha confermato il rating dell’Italia BBB. L’outlook rimane negativo.
Fitch ha confermato “l’incertezza” che emerge dall’attuale dinamica politica e “i rischi associati” alle proiezioni sul debito pubblico. Per quanto riguarda la situazione economica, l’agenzia vede il Pil +0,1% al 2019, +0,5% nel 2020. Per il 2021 e’ atteso invece un Pil in aumento dello 0,4%.

FERRAGOSTO, 7 ITALIANI SU 10 IN VIAGGIO

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Quasi sette italiani su dieci (68%) non restano a casa per Ferragosto e hanno deciso di mettersi in viaggio per raggiungere parenti e amici, andare in vacanza al mare, in campagna e in montagna o per fare una semplice gita. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixè. 

“La stragrande maggioranza degli italiani – sottolinea la Coldiretti – si sposta da casa sfidando le previsioni sul traffico e non facendosi spaventare dal rischio di code e solo per poco più di un italiano su dieci (11%) – precisa la Coldiretti – il Ferragosto è un giorno come gli altri e non si intende fare nulla di particolare o deve lavorare mentre il 21% coglie l’occasione per stare in casa a riposare”. 

“Il weekend che precede Ferragosto – continua la Coldiretti – resta dunque il momento clou delle vacanze degli italiani che anche quest’anno hanno privilegiato il mese di agosto”. 

Con le ultime partenze salgono a 23,8 milioni gli italiani che hanno deciso di concedersi almeno un giorno di vacanza fuori casa ad agosto nell’estate 2019, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè. Se è il mare con il 70% la meta dei viaggi più gettonata, al secondo posto si classificano le città d’arte a pari merito con parchi, oasi, riserve e la campagna, seguiti dalla montagna. 

TASSE, DALLA LOMBARDIA IL GETTITO PIÙ ALTO

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Sono i cittadini lombardi a versare più tasse al fisco. Nel 2017 (ultimo anno in cui i dati sono disponibili), ogni residente di questa regione ha pagato mediamente 12.297 euro tra tasse, imposte e tributi. Seguono i valdostani con 11.480, gli abitanti del Trentino Alto Adige con 11.297 e gli emiliano-romagnoli con 11.252 euro. La Calabria, invece, è l’area dove il “peso” del fisco è più contenuto: ogni residente di questo territorio ha pagato all’erario mediamente 5.516 euro. Il dato medio nazionale è pari a 9.168 euro.

“Questo risultato – segnala l’Ufficio studi della  CGIA che ha realizzato L’elaborazione – non ci deve sorprendere. Come recita l’articolo 53 della Costituzione, il nostro sistema tributario è basato sul criterio della progressività. Pertanto, nei territori dove i livelli di reddito sono maggiori, grazie a condizioni economiche e sociali migliori, anche il gettito tributario presenta dimensioni più elevate che altrove”.

I dati, inoltre, osserva la Cgia, consentono di fare una riflessione anche sul tema dell’autonomia differenziata. Un argomento, quest’ultimo, che nelle ultime settimane ha lacerato i rapporti all’interno della maggioranza ed ha contribuito a far scoppiare la crisi di governo. 

Per il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo, “le divisioni emerse tra Lega e pentastellati sono state profondissime e in gran parte dovute a un approccio a questa riforma del tutto scorretto. L’autonomia differenziata è stata vissuta come una  contrapposizione tra Nord e Sud del Paese. Invece, è una partita che si gioca tra il centro e la periferia dello Stato. Tra chi vuole un’Amministrazione pubblica che funzioni meglio e costi meno e chi difende lo status quo, perché trasferendo funzioni e competenze  ha paura di perdere potere e legittimità”.

Dalla CGIA, invece, sono convinti che questa riforma “possa far bene a tutta l’Italia e non solo alle regioni che per prime hanno chiesto maggiore autonomia”. 

 

CATTOLICA, UTILE NETTO IN CRESCITA

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Il Consiglio di Amministrazione di Cattolica Assicurazioni ha approvato i risultati al 30 giugno 2019.

La raccolta premi complessiva del lavoro diretto e indiretto Danni e Vita cresce del 10,6% a 3.268 milioni (in calo del 2,8% a termini omogenei). Nel business Danni diretto si riscontra un incremento del 3%. La crescita della raccolta Vita è pari al 14,8% ed è accompagnata da un’azione di revisione dei prodotti con progressiva riduzione del profilo di rischio. Il risultato netto di Gruppo a 61 milioni (51 milioni nel primo semestre 2018) registra un forte aumento, +20,5% rispetto all’anno precedente (+17,1% a perimetro omogeneo).

“I risultati che presentiamo oggi confermano la traiettoria di crescita intrapresa con disciplina dal Gruppo – commenta Alberto Minali, amministratore delegato del Gruppo -. Arriviamo a metà del Piano Industriale 2018-2020 con un risultato operativo che segna un incremento per il sesto trimestre consecutivo, con una raccolta complessiva e un utile che crescono a doppia cifra e con una confermata profittabilità, a dimostrazione delle capacità tecniche e assuntive del Gruppo e della forza distributiva tramite le proprie reti agenziali e bancarie. La solidità patrimoniale si attesta a 1,65 volte il requisito regolamentare, in miglioramento rispetto al precedente trimestre”.

ICCREA BANCA, UTILE NETTO A 182 MILIONI

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Iccrea Banca, la capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea ha approvato i risultati semestrali consolidati per l’invio delle segnalazioni di vigilanza alla Banca Centrale Europea. Il risultato netto del Gruppo, conseguito nei primi sei mesi dell’esercizio, è risultato pari a 182 milioni di euro. La redditività realizzata tiene conto delle caratteristiche del Gruppo, che si ispirano ai principi di cooperazione e mutualità prevalente e che privilegiano il rapporto con i soci cooperatori delle singole Banche di Credito Cooperativo aderenti. Gli utili conseguiti dalle BCC, per il peculiare modello che le caratterizza, vengono infatti destinati all’autofinanziamento e allo sviluppo economico dei territori. La raccolta diretta si è attestata a circa 105 miliardi di euro.

“Siamo soddisfatti della bontà del percorso intrapreso con la costituzione del Gruppo e ci stiamo impegnando con numerosi e significativi progetti che puntano al rafforzamento delle BCC aderenti, salvaguardando il loro ruolo di attrici propulsive del territorio”, commenta Giuseppe Maino, presidente di Iccrea Banca.

“I numeri di avvio del Gruppo sono confortanti – ribadisce Mauro Pastore, il nuovo direttore generale – ma importanti sfide ci attendono per il futuro. Stiamo lavorando alla definizione di un piano industriale che punta alla ricerca di sinergie operative interne, nella prospettiva di una maggiore efficienza. Altrettanto importanti sono i progetti volti al rafforzamento competitivo sul mercato delle nostre BCC, sia sul lato dell’offerta dei prodotti e servizi che sul lato del modello distributivo”.

 

EXPORT IN CALO A GIUGNO, -3.5% ANNUO

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A giugno l’export italiano aumenta rispetto a maggio ma segna un netto calo rispetto a un anno prima. Lo certifica l’Istat. La crescita su base mensile per le esportazioni è dell’1,2%, mentre le importazioni fanno segnare una flessione (-2,1%). L’aumento congiunturale dell’export è determinato dall’incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+3,9%) mentre quelle verso i paesi Ue risultano in diminuzione (-1,0%). Nel secondo trimestre del 2019 si registra un aumento congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intenso per le esportazioni (+1,7%) che per le importazioni (+1,2%).

A giugno 2019 la diminuzione dell’export su base annua è pari a -3,5% ed è determinata dalla flessione delle vendite registrata sia per l’area Ue (-4,6%) sia per quella extra Ue (-2,1%). Analogamente le importazioni sono in diminuzione (-5,5%) sia dall’area Ue (-6,1%) sia dai mercati extra Ue (-4,7%).

 

L’INFLAZIONE RALLENTA A LUGLIO

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A luglio 2019 l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo sia stabile rispetto al mese precedente e aumenti dello 0,4% su base annua (era +0,7% a giugno); la stima preliminare era +0,5%.

Il rallentamento dell’inflazione è dovuto quasi esclusivamente all’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +4,3% di giugno a -5,2%), solo in parte bilanciata dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +0,7% a +1,5%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,5% a +1,8%) e dal ridursi dell’ampiezza della flessione dei prezzi dei Beni durevoli (da -1,9% a -1,4%).

Sia l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli beni energetici accelerano di un decimo di punto, rispettivamente da +0,4% a +0,5% e da +0,5% a +0,6%.

“I dati definitivi di luglio misurano un’inflazione che si posiziona al livello più basso da novembre 2016. Rispetto alla stima preliminare, si accentua l’inversione di tendenza dei prezzi degli Energetici regolamentati – commenta l’Istat -. Sono in particolare le tariffe sul mercato tutelato del gas di rete e dell’elettricità, che, diminuendo a fronte dell’aumento di luglio dello scorso anno, determinano questo andamento dei prezzi degli Energetici regolamentati. Il contributo alla crescita dei prezzi al consumo di questa componente da positivo diventa quindi negativo e l’inflazione al netto degli energetici, in un quadro di inflazione debole, per la prima volta da dicembre 2016 è al di sopra dell’inflazione generale”.