Home Economia Pagina 499

Economia

FS, NOMINATO IL NUOVO CDA

0

L’Assemblea di Ferrovie dello Stato Italiane ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, che è composto da Gianluigi Vittorio Castelli, Gianfranco Battisti, Flavio Nogara, Andrea Mentasti, Cristina Pronello, Francesca Moraci, Wanda Ternau.

Il Cda è nominato per il triennio 2018-2020. L’Assemblea ha quindi nominato Gianluigi Vittorio Castelli presidente della società e ha invitato il nuovo Consiglio di Amministrazione a nominare Gianfranco Battisti amministratore delegato.

“Abbiamo rinnovato il Cda di Ferrovie e siamo felici per le nostre scelte. Alla faccia di chi ci accusava di voler occupare delle poltrone, ai primi due gradini abbiamo messo due eccellenti manager interni all’azienda – Gianfranco Battisti come Ad e Gianluigi Vittorio Castelli come presidente – che, a differenza di qualche loro predecessore, conoscono benissimo la struttura e sanno come far marciare i treni”, scrive su Facebook il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.

“In più, abbiamo confermato nell’organo di amministrazione due consigliere che si erano dimesse in tempi non sospetti, mostrandosi in disaccordo rispetto alla scelta del precedente board di non applicare la clausola etica per l’Ad decaduto. Vedete come certe accuse sono fuori dal mondo? Lo dimostriamo con i fatti – prosegue il ministro -. Esperienza, efficienza ed etica: direi che sono le tre ‘E’ che devono andare sempre a braccetto. Adesso buon lavoro al nuovo Cda, cui toccherà far viaggiare al meglio le Frecce, ma soprattutto potenziare il trasporto su ferro regionale, in primis per dare sicurezza e comfort ai pendolari che ogni mattina scelgono per muoversi un mezzo pulito e condiviso come il treno. Una scelta che deve smettere di essere di coraggio e deve diventare di normalità”.

 

 

 

DISOCCUPAZIONE SALE A 10.9%

0

A giugno 2018, dopo tre mesi di crescita, la stima degli occupati registra un calo (-0,2% rispetto a maggio, pari a -49 mila). Il tasso di occupazione scende al 58,7% (-0,1 punti percentuali). Lo rende noto l’Istat.

La diminuzione mensile dell’occupazione coinvolge soprattutto gli uomini (-42 mila) e le persone di 35 anni o più (-56 mila). Nell’ultimo mese crescono i dipendenti a termine (+16 mila) mentre il calo si concentra tra i permanenti (-56 mila) e in misura più contenuta tra gli indipendenti (-9 mila).

La stima delle persone in cerca di occupazione a giugno registra un aumento (+2,1%, +60 mila). La crescita della disoccupazione riguarda entrambi i generi e tutte le classi di età. Il tasso di disoccupazione sale al 10,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali su base mensile, cresce anche quello giovanile che si attesta al 32,6% (+0,5 punti).

A giugno prosegue il calo della stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,2%, -27 mila). La flessione riguarda principalmente le donne (-23 mila) e si distribuisce tra i 15-49enni. Il tasso di inattività cala al 33,9% (-0,1 punti percentuali).

Nonostante la flessione registrata a giugno, nel periodo aprile-giugno 2018 si stima una consistente crescita degli occupati (+0,8% rispetto al trimestre precedente, pari a +196 mila). L’aumento interessa entrambe le componenti di genere, coinvolge le persone di 25 anni o più e tra queste principalmente gli ultracinquantenni (+140 mila). Crescono nel trimestre i lavoratori a termine (+123 mila) e gli indipendenti (+75 mila) mentre restano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti.

Alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna il calo dei disoccupati (-0,7%, -21 mila) e quello più forte degli inattivi (-1,2%, -154 mila).

Su base annua, a giugno si conferma la crescita occupazionale (+1,4%, +330 mila). L’espansione interessa uomini e donne e si concentra tra i lavoratori a termine (+394 mila), in lieve ripresa anche gli indipendenti (+19 mila), mentre calano i dipendenti permanenti (-83 mila). Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+355 mila) e i 15-34enni (+119 mila) mentre calano gli occupati tra i 35 e i 49 anni (-145 mila). Al netto della componente demografica si registra un segno positivo per l’occupazione in tutte le classi di età. Nei dodici mesi, a fronte della crescita degli occupati si registra il calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,6%, -344 mila) e quello più lieve dei disoccupati (-0,3%, -8 mila).

“A giugno, dopo tre mesi di crescita sostenuta, l’occupazione registra un calo che si concentra soprattutto tra gli uomini e le persone con più di 35 anni – commenta l’Istat -. A fronte della diminuzione dei dipendenti permanenti e degli autonomi continuano a crescere i dipendenti a termine. Contestualmente torna ad aumentare la disoccupazione e continua a diminuire l’inattività. Nei dodici mesi la crescita dell’occupazione appare consistente, e si concentra tra i lavori a termine e, con riferimento all’età, tra i 15-34enni e soprattutto tra gli ultracinquantenni. La disoccupazione cala lievemente nei dodici mesi mantenendosi sui livelli della fine del 2012. Continua anche il calo dell’inattività, che si mantiene sul minimo storico”.

 

INDUSTRIA, A GIUGNO CRESCE LA PRODUZIONE

0

A giugno l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,5% rispetto a maggio. Nella media del secondo trimestre il livello della produzione rimane invariato rispetto al trimestre precedente. L’indice destagionalizzato mensile mostra una crescita congiunturale nei comparti dei beni strumentali (+1,4%) ed, in misura più contenuta, dei beni di consumo (+0,5%) e dei beni intermedi (+0,1%); una variazione negativa registra invece l’energia (-0,7%). Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2018 l’indice è aumentato in termini tendenziali dell’1,7% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a giugno 2017). 

Nella media dei primi sei mesi la produzione è cresciuta del 2,6% su base annua. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a giugno 2018 un’ampia crescita tendenziale per i beni strumentali (+5,4%); più contenuto è l’aumento per i beni di consumo (+1,2%) e per i beni intermedi (+0,4 %) mentre diminuisce il comparto dell’energia (-3,9%). I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono l’attività estrattiva (+12,5%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+11,8%) e la fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,1%). 

Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-8,6%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-6,5%) e nella industria del legno, della carta e stampa (-4,2%). Secondo l’Istat “la crescita congiunturale dell’indice destagionalizzato negli ultimi due mesi permette di recuperare la flessione di aprile, con un livello che a giugno si attesta sullo stesso di marzo. In termini tendenziali si conferma l’espansione nei primi sei mesi dell’anno, il cui impulso tende tuttavia ad attenuarsi negli ultimi mesi. L’indice destagionalizzato dei beni strumentali raggiunge a giugno un livello elevato (114,6) sostenuto da quattro mesi di continua crescita congiunturale. Anche la dinamica su base annua conferma un marcato profilo di crescita per questo comparto”.

TURISMO, 21 MILIONI IN VIAGGIO PER VACANZE

0

Sono 21 milioni gli italiani in viaggio per concedersi almeno un giorno di vacanza fuori casa nel mese di agosto nell’estate 2018. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Ixe’, nel primo giorno dell’estate da bollino nero in cui è prevista il maggior esodo sulle strade per le partenze delle vacanze. Quest’anno sembra dunque essere confermata – sottolinea la Coldiretti – l’abitudine, tutta nazionale, di concentrare le partenze nel mese di agosto, che è di gran lunga il più gettonato dell’estate. Complessivamente si registra un aumento dell’1% degli italiani in viaggio che nell’88% dei casi hanno scelto di rimanere nei confini nazionali.

A differenza del passato quasi la metà degli italiani in vacanza (49%) ha scelto la prenotazione on line che ha raggiunto il massimo storico di sempre, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ dalla quale si evidenzia il profondo cambiamento nelle abitudini degli italiani che sulla base dell’indicazioni della rete piu’ facilmente sono disponibili a cambiare mete e programmi. Secondo l’indagine il 32% dei vacanzieri prenota da solo sui siti web delle strutture recettive mentre il 17% usufruisce dei siti specializzati anche per contenere le spese con i prezzi che in alta stagione sono superiori anche del 30% per l’alloggio ma anche per il vitto e le attività ricreative. Se è il mare a fare la parte del leone per più di 6 italiani su 10 (62%), al secondo posto – precisa la Coldiretti si classificano  le città d’arte a pari merito con parchi, oasi, riserve e la campagna, seguiti dalla montagna. 

La durata media del tempo trascorso lontano da casa dai vacanzieri è quest’anno di 11,3 giorni e per quasi un italiano su quattro la durata – continua la Coldiretti – è compresa tra 1 e 2 settimane, ma c’è un fortunatissimo 2% che starà fuori addirittura oltre un mese. Le partenze – sottolinea la Coldiretti – sono condizionate dall’andamento climatico con il 74% degli italiani che guarda le previsioni meteorologiche per le vacanze. Tra gli obiettivi della vacanza c’è la ricerca della buona alimentazione con un terzo del budget destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche, con una decisa svolta verso prodotti ad alto valore salutistico. Il 34% dei vacanzieri – continua la Coldiretti – consuma pasti principalmente al ristorante durante la vacanza, il 9% in agriturismi, l’8% in pizzeria, anche se piu’ uno su quattro (il 26%) mangia a casa e non manca che sceglie paninoteche, fast food, cibi di strada e pranzi al sacco. Il 60% degli italiani in viaggio – riferisce la Coldiretti – ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono nell’ordine anche alberghi, bed and breakfast, villaggi turistici e gli agriturismi che fanno segnare un aumento rispetto allo scorso anno.

LAVORO, PIÙ CONTRATTI A TERMINE AL SUD

0

L’incidenza percentuale più elevata dei contratti a termine sul totale dei lavoratori dipendenti occupati nel Paese, si registra al Sud. I settori più interessati dalla presenza di questa tipologia contrattuale sono l’agricoltura, il turismo e il commercio; la fascia anagrafica maggiormente investita è quella giovanile (15-34 anni), anche se la nostra quota di lavoratori temporanei è inferiore al dato medio dell’Area euro. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che ha costruito l’identikit degli oltre 3 milioni di lavoratori presenti in Italia che prestano servizio con un contratto a termine.

Dalla CGIA ricordano che da quest’anno gli occupati presenti in Italia sono tornati stabilmente sopra i 23 milioni. Gli stessi che avevamo 10 anni fa, ma nel frattempo, a causa di una crescita asfittica, il monte ore lavorato è diminuito del 6% (in termini assoluti pari a -2,7 miliardi di ore). 

Ciò vuol dire che la platea occupazionale è tornata ad essere la stessa, ma si lavora meno perché è aumentato il numero dei precari. I dati provvisori relativi alla media del primo semestre di quest’anno indicano una crescita del peso degli occupati a tempo determinato che ha raggiunto il 16,6% sul totale degli occupati dipendenti. In termini assoluti la media di questo primo semestre è stata pari a 2.964.000 unità. Al contrario, gli occupati a tempo indeterminato sono in flessione. L’aumento degli occupati a termine ha contribuito ad allargare la base occupazionale totale dei dipendenti che nei primi 6 mesi del 2018 è cresciuta, secondo i primi dati provvisori, del 2% rispetto allo stesso periodo del 2017. Situazione critica, invece, per gli occupati indipendenti (autonomi) che nei primi 6 mesi del 2018 sono scesi dell’1,8%. Nel complesso, nel primo semestre l’occupazione totale italiana (dipendente più indipendente) è comunque cresciuta dell’1,1%.

Nel 2017, invece, la media degli occupati con un contratto a termine è stata pari a 2 milioni e 772 mila unità. Se in Italia l’incidenza percentuale di questi ultimi sul totale dei dipendenti occupati nel Paese è stata del 15,4%, al Sud questa quota  ha raggiunto il 19,3%, contro il 14,8% del Centro e il 13,7%  del Nord. A livello regionale la soglia più significativa la rileviamo in Calabria (21,8%), in Sicilia (21,3%) e in Puglia (20,7%). Il Piemonte (12,8%) e la Lombardia (11,3%) sono i territori meno interessati da questa problematica. In termini assoluti, invece, la regione con il maggior numero di lavoratori con un contratto a termine è la Lombardia (394.200).

I settori dove si registrano le quote più elevate di precari sul totale occupati sono quelli dove è maggiore la stagionalità. In agricoltura, ad esempio, la percentuale è pari al 60,5% e nel commercio e negli alberghi/ristoranti è al 22,5%. Significativa anche l’incidenza nel settore delle costruzioni (16,6%) e nei servizi alla persona/imprese (12,3%). Chiude il comparto dell’industria/artigianato dove la quota è all’11,8%. In termini assoluti, invece, il macro-settore più coinvolto è quello dei servizi (1.130.800 unità). La fascia di età dove la presenza di questi lavoratori flessibili è maggiore è quella giovanile (15-34 anni). La quota sul totale degli occupati presenti in questa coorte è pari al 34,1%. In quella tra i 35-64 anni è il 9,6% e tra gli over 65 è il 7,8%. In termini assoluti, ovviamente, è la fascia anagrafica tra i 35 e i 64 a registrarne il maggior numero: 1.272.200 unità. Se si analizza il dato relativo al flusso di ingresso dei lavoratori dipendenti nel mercato del lavoro, oggi l’80% circa viene assunto con un contratto a termine. Tuttavia, i dati sono meno preoccupanti quando si analizza l’incidenza dei lavoratori flessibili sullo stock complessivo degli occupati presenti nel nostro Paese. Nel 2017 la quota si è attestata al 15,4%, quasi 1 punto in meno della media dell’Area euro (16,2%) e ben al di sotto del dato registrato in Francia (18%), nei Paesi Bassi (21,8%)  e in Spagna (26,6%). Tra i principali paesi europei solo la Germania presenta una incidenza inferiore alla nostra (12,8%).

PRIMI 6 MESI ENTRATE TRIBUTARIE -3,1%

0

Nel periodo gennaio-giugno 2018, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 198.515 milioni, segnando un decremento di 6.406 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-3,1%). La diminuzione del gettito – si legge in una nota del Mef – è stata influenzato dallo slittamento al mese di luglio del versamento delle imposte in autoliquidazione e dallo spostamento (dal mese di maggio al mese di novembre) del versamento dell’acconto dell’imposta sulle assicurazioni. Al netto dei suddetti fattori, le entrate tributarie erariali mostrano un incremento del 2,6%.
Il gettito delle imposte dirette risulta pari a 102.950 milioni, con una diminuzione di 7.676 milioni (6,9%) rispetto al primo semestre del 2017. Nel periodo mostra un incremento significativo il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+54%), per effetto del versamento nel mese di febbraio dell’imposta sui risultati della gestione individuale di portafoglio in regime di risparmio gestito, che riflette la performance positiva dei mercati nel corso del 2017.
L’andamento dell’Ires registra una diminuzione del 67,8% per effetto dello slittamento al mese di luglio del versamento dell’imposta.

Il gettito delle imposte indirette, che ammonta a 95.565 milioni, registra una crescita di 1.270 milioni (+1,3%). Il risultato è legato all’andamento del gettito dell’Iva (+1.151milioni, +2%) e, in particolare, della componente sugli scambi interni che aumenta di 952 milioni. Tra le imposte indirette, mostrano un significativo incremento le entrate dell’imposta di registro (+13,7%, pari a 306 milioni), i versamenti del canone di abbonamento radio e TV (+7,6%, pari a 58 milioni) e dell’imposta di bollo (+9,7%, pari a 321 milioni). Le entrate dei giochi, nei primi sei mesi del 2018, ammontano a 7.352 milioni con una variazione positiva di 501 milioni (+7,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le entrate tributarie derivanti dalle attività di accertamento e controllo si sono attestate a 4.586 milioni (+224 milioni, pari a +5,1%) di cui: 2.340 milioni (-332 milioni, -12,4%) sono affluiti dalle imposte dirette e 2.246 milioni (+556 milioni, +32,9%) dalle imposte indirette.

BANKITALIA, A GIUGNO PRESTITI +2,4%

0

A giugno i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 2,4% su base annua (2,5% in maggio).
I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,8% come nel mese precedente, mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dello 0,6% (1,2% in maggio).  E’ quanto emerge dai dati della Banca d’Italia. 

I depositi del settore privato sono aumentati del 6,8% su base annua (5,7% nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 19% (era diminuita del 17,6% nel mese precedente). Le sofferenze sono diminuite del 26,1% su base annua (-10% in maggio) per effetto di alcune operazioni di cartolarizzazione di elevato ammontare (32 miliardi). 

I tassi d’interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,17% (2,18% in maggio); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,03%. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all’1,48% (1,43% in maggio); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione sono stati pari all’1,93%, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,12%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,40%.

TRAFFICO, BOLLINO NERO E ROSSO NEL WEEKEND

0

Ancora un fine settimana di traffico intenso su strade e autostrade italiane. A partire dalla mattinata di oggi si registra una circolazione sostenuta lungo la rete di 26mila km gestita da Anas per gli spostamenti che precedono il Ferragosto. Tutta la giornata, infatti, è contrassegnata dal bollino rosso. I flussi si intensificheranno ulteriormente domani già dalle prime ore dell’alba: per tutta la mattinata, infatti, è previsto bollino nero con picchi per gli spostamenti lungo le dorsali adriatica, tirrenica e jonica, compreso l’itinerario E45 che collega i due versanti della penisola, e ai valichi di confine in direzione di Francia, Slovenia e Croazia.
Traffico da bollino rosso nel pomeriggio di sabato e nella mattinata di domenica 12 agosto. Gli spostamenti torneranno intensi ma scorrevoli a partire da domenica pomeriggio. Il traffico si preannuncia intenso anche per i numerosi spostamenti locali che si concentreranno lungo gli itinerari del mare.
Al momento si segnala traffico intenso in Basilicata sulla Strada Statale 585 “Fondo Valle del Noce”, in prossimità di Maratea per flussi diretti sulla costa tirrenica al confine con la Calabria e in Campania sulla strada statale 145 Var in corrispondenza della Galleria Santa Maria di Pozzano, in località Vico Equense, in prossimità di Seiano, in particolare per gli spostamenti del fine settimana verso la penisola Sorrentina. 

In Calabria, al fine di rendere più agevoli gli spostamenti verso la costa jonica, Anas due giorni fa ha aperto al traffico il tratto della nuova strada statale 534 “di Cammarata e degli Stombi”, tra lo svincolo di Torre del Mordillo (km 6,550 circa) e il km 14,100 (fine Lotto), tra i territori comunali, Spezzano Albanese e Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza. Il nuovo tratto a doppia carreggiata ha una lunghezza complessiva di circa 7,5 km, ed è percorribile su quattro corsie, due per senso di marcia. Anas durante l’esodo estivo 2018 monitora i 26.000 km di rete stradale nazionale con l’utilizzo di 2.500 addetti, 1.100 automezzi, 2.534 telecamere e 580 pannelli a messaggio variabile. Il monitoraggio H24 della rete e l’assistenza per il pronto intervento saranno gestiti con 230 operatori impegnati nella Sala Situazioni (che lavora h24) e nelle 21 Sale Operative Compartimentali. E’ in vigore il divieto di transito dei mezzi pesanti domani dalle 8 alle 22.00 e domenica dalle 7 alle 22.00.