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MAGNETI MARELLI DIVENTA GIAPPONESE

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Fiat Chrysler Automobiles ha siglato un accordo definitivo per la cessione del business della componentistica per autoveicoli Magneti Marelli a CK Holdings Co. Ltd., holding di Calsonic Kansei Corporation, uno dei principali fornitori giapponesi di componentistica per autoveicoli. 

Al termine dell’operazione, CK Holdings sarà rinominata come Magneti Marelli CK Holdings. Le attività congiunte di Calsonic Kansei e Magneti Marelli rappresenteranno il 7esimo gruppo indipendente più grande al mondo per fatturato nella componentistica per autoveicoli. Il controvalore dell’Operazione è pari a 6,2 miliardi di euro. L’operazione dovrebbe concludersi nella prima metà del 2019 ed è soggetta ad approvazioni da parte delle autorità regolatorie e ad altre consuete condizioni

di chiusura. L’integrazione – si legge in una nota – è un passo decisivo verso l’ambizione strategica di entrambe le aziende di diventare un fornitore di primo piano, diversificato a livello globale. L’azienda combinata sarà meglio posizionata per servire i suoi clienti in tutto il mondo grazie alle sue più grandi dimensioni, alla sua forza finanziaria e alla natura altamente complementare delle loro linee di prodotti e della loro presenza geografica. 

La nuova entità opererà su quasi 200 impianti e centri di ricerca e sviluppo in Europa, Giappone, America e Asia-Pacifico.

FCA ha inoltre sottoscritto un contratto di fornitura pluriennale che rafforzerà ulteriormente una relazione di mutuo beneficio sia per le gamme di offerta in crescita di Magneti Marelli che di FCA e che sosterrà le operation di Magneti Marelli in Italia, ben posizionandole per una continua crescita e successo nel futuro.

L’azienda combinata sarà guidata da Beda Bolzenius, attuale CEO di Calsonic Kansei, basato in Giappone. Ermanno Ferrari, CEO di Magneti Marelli, entrerà a far parte del board di Magneti Marelli CK Holdings.

L’AGENZIA ITALPRESS SPEGNE LE SUE PRIME 30 CANDELINE

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L’agenzia di stampa Italpress compie trent’anni. Nella storica location di Villa Igiea, si è tenuta la cena di gala per festeggiare il compleanno dell’agenzia nata a Palermo nel 1988.

Italpress, nata e diretta da Gaspare Borsellino, per i primi anni si è contraddistinta a livello nazionale per l’informazione sportiva. Oggi copre i principali settori del’informazione generalista e di settore. L’agenzia di stampa ha sede a Palermo dove pulsa la redazione centrale. Ha oltre 2 mila collaboratori e corrispondenti da tutta Italia e dalle maggiori capitali estere.

A spegnere le candeline di una gigantesca torta, Gaspare Borsellino e il direttore editoriale Italo Cucci, assieme a giornalisti e collaboratori. Oltre 200 gli ospiti della serata, tra cui il presidente della Regione Nello Musumeci ed il vice Gaetano Armao, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e di Catania Salvo Pugliese, il Prefetto Antonella De Miro, l’ex presidente del Senato, Renato Schifani, gli assessori regionali Toto Cordaro e Roberto Lagalla, gli editori Antonio Ardizzone e Lino Morgante e tantissimi altri ospiti tra autorità civili e militari, oltre che colleghi e amici.

 

Durante la serata, presentata dal direttore artistico di Tgs Salvo La Rosa, Gaspare Borsellino ha premiato il professore Adelfio Elio Cardinale per il prezioso contributo dato al Notiziario Italpress, Gianni Contino per il contributo al Progetto MedNews, Martin Micallef primo Direttore dell’affiliata Malta News Agency, infine lo storico opinionista di Italpress Franco Zuccalà e Italo Cucci per gli oltre cinquant’anni di attività giornalistica.

A sorpresa, il sindaco Orlando ha consegnato al direttore Gaspare Borsellino il riconoscimento di Tessera preziosa del Mosaico Palermo.

In un messaggio inviato per l’occasione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha augurato “buon lavoro ai giornalisti, agli operatori, ai collaboratori di Italpress, voci quotidiane che arricchiscono una società matura che non ha paura della funzione della libera stampa nella ricerca della verità”.

 

CGIL, CISL E UIL BOCCIANO LA MANOVRA

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Una manovra debole e “insufficiente” per far ripartire l’Italia, che “non crea prospettive di crescita e che vorrebbe porre fine a una politica di austerità senza però mettere in campo investimenti adeguati”. È questa l’analisi di Cgil, Cisl e Uil sulla legge di Bilancio 2019, emersa stamattina durante la riunione degli esecutivi nazionali dei sindacati confederali. Al centro dei lavori che si sono svolti a Roma, la valutazione del Def e le proposte da parte dei sindacati per la crescita e lo sviluppo del Paese. 

Per al segretario generale della Cgil Susanna Camusso sono molte le criticità: “Manca una politica fiscale equa, una risposta per i lavoratori e i pensionati, manca un’ipotesi sul lavoro, sulla creazione di posti di lavoro, sugli investimenti per il nostro Paese, su misure che determinino processi redistributivi e di coesione del Mezzogiorno”.

 

Nel suo intervento la Camusso ha inoltre ribadito che “il contrasto alla povertà è senza dubbio una priorità per il Paese, ma la povertà non si combatte se non c’è lavoro e non si rafforzano le grandi reti pubbliche del Paese come la sanità, l’istruzione e i servizi all’infanzia e all’assistenza. Del tutto assenti sono poi i riferimenti all’innovazione nella Pubblica Amministrazione e al rinnovo di contratti in essere e di quelli futuri”.

In merito alla previdenza ha poi aggiunto che “è positiva l’apertura di una base di confronto su “quota 100″, ma sono assenti i riferimenti alla pensione di garanzia per i giovani, agli interventi a favore delle donne, alla separazione tra previdenza e assistenza”.

Sul versante fiscale ha invece fatto notare che “i provvedimenti annunciati sono iniqui e sbagliati in quanto con questa legge di Bilancio si sceglie di introdurre un nuovo condono che premia di fatto gli evasori”.

Per Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, è necessario un confronto: “Ci troviamo davanti a un contratto privato tra due soggetti politici che agiscono e mettono la rispondenza rispetto a quello che separatamente hanno garantito ai loro elettori, e non a un programma di Governo, dove dunque le rappresentanze sociali, elementi fondamentali di confronto per definire le strategie sul futuro del Paese, assumono una funzione assolutamente residuale. Per questo non possiamo accettare che Cisl, Cgil e Uil vengano ridotte a semplici interlocutori su aspetti molto specifici e territoriali”.

“Da questa giornata condivisa con Cisl e Uil esce un documento che contiene una proposta unitaria che intendiamo presentare per la prossima legge di Bilancio, e che verrà arricchita e discussa con i lavoratori e i pensionati in tutti i territori”, ha sottolineato Furlan.

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, è intervenuto in merito alla volontà condivisa con Cgil e Cisl, di un incontro e di un programma condiviso da stilare con il Governo per colmare quegli elementi di inadeguatezza e di carenza che la manovra presenta: “Vogliamo che nelle risorse che sono state appostate ci sia una riduzione delle tasse per i lavoratori e per i pensionati. E’ inutile ridurre le tasse solo alle imprese. Il 75% di queste lavorano per il mercato interno, e se i lavoratori e i pensionati non hanno potere d’acquisto non possono comprare i loro prodotti, pertanto anche se si riducono a zero le tasse alle aziende, esse chiuderanno ugualmente”.

 

È MORTO GILBERTO BENETTON

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È morto all’età di 77 anni Gilberto Benetton. Insieme ai fratelli aveva fondato il Gruppo Benetton nel 1965. Era vicepresidente di Edizione Srl, la finanziaria della famiglia Benetton, di Autogrill, e consigliere del Gruppo Benetton, di Atlantia, Mediobanca, Pirelli & C. e Allianz.

Dal 2012 faceva anche parte dell’Italia Basket Hall of Fame in qualità di benemerito, alla luce della sua esperienza nel mondo della pallacanestro con la Benetton Treviso.

CONTE: “IL 2,4% NON SI TOCCA”

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“Non ho avuto ancora la possibilità di leggere il parere della commissione ma era nell’aria. Abbiamo deciso di approvare una manovra che dismette la prospettiva dell’austerity e abbraccia quella della crescita”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontrando i giornalisti a Mosca.

“Immagino ci saranno delle osservazioni critiche, le valuteremo nel merito, ci riserviamo quindi già nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, di elaborare delle repliche sul punto, ci confronteremo con i dati, con le stime di crescita, nel merito delle singole riforme che abbiamo proposto e ci presenteremo tra tre settimane al confronto con la Commissione europea per proseguire questo dialogo costruttivo, franco e sereno che intendiamo perseguire – ha proseguito Conte -. Non è una manovra che è stata improvvisata, l’abbiamo meditata, dire oggi che la rivediamo non avrebbe senso, vorrebbe dire avere fatto le cose senza esprimere un indirizzo preciso di politica economica”. E sul 2,4% di deficit ha ribadito: “Non si tocca”.

A SETTEMBRE IN CALO EXPORT EXTRA UE

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A settembre 2018 l’Istat stima, per i flussi commerciali da e verso i paesi extra Ue, un calo congiunturale per le esportazioni (-3,7%) e un aumento per le importazioni (+4,1%).

La flessione congiunturale delle esportazioni è estesa a quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie, con l’eccezione dei beni di consumo durevoli (+1,1%). L’energia (-13,9%) e i beni intermedi (-4,3%) registrano una marcata riduzione. Dal lato dell’import, l’aumento congiunturale è più intenso per i beni di consumo durevoli (+18,2%) e i beni strumentali (+6,5%).

Nell’ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue risulta negativa (-0,6%),  con un’ampia diminuzione dei beni strumentali (-3,8%). Nello stesso periodo, le importazioni sono in forte  crescita congiunturale (+6,0%), determinata soprattutto dall’energia (+10,0%), dai beni strumentali (+9,6%) e dai beni di consumo durevoli (+7,2%).

A settembre 2018 le esportazioni sono in diminuzione anche su base annua (-7,3% che si riduce a -3,1% eliminando l’effetto prodotto dal diverso numero di giorni lavorativi). La flessione è rilevante per i beni strumentali (-13,2%) e i beni di consumo durevoli (-7,1%). Le importazioni registrano invece un forte aumento tendenziale (+17,5% che aumenta a +21,8% dopo la correzione per i giorni di calendario), determinato principalmente dall’energia (+39,0%), dai beni di consumo durevoli (+33,6%) e dai beni strumentali (+21,6%).

Il surplus commerciale a settembre 2018 è stimato pari a +79 milioni, in forte diminuzione rispetto a +3.521 milioni di settembre 2017. Da inizio anno diminuisce l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +48.176 milioni per il 2017 a +47.776 milioni per il 2018).

A settembre 2018 l’export verso la Turchia (-31,1%), Russia (-24,9%), Medio Oriente (-18,6%), paesi MERCOSUR (-18,3%), Giappone (-17,5%) e Cina (-17,3%) è in forte diminuzione su base annua. In aumento le vendite di beni verso i paesi ASEAN (+4,5%).

Gli acquisti da paesi OPEC (+35,5%), paesi ASEAN (+34,1%) e Stati Uniti (+26,3%) registrano incrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni, mentre sono in diminuzione quelli dai paesi MERCOSUR (-5,6%) e dal Giappone (-3,9%).

“Flessione congiunturale e tendenziale delle esportazioni verso i paesi extra Ue a settembre 2018, dopo la positiva dinamica registrata ad agosto – commenta l’Istat -. Per le importazioni si rileva, invece, una crescita molto marcata sia sul mese precedente che, soprattutto, su base annua. Il saldo della bilancia commerciale con i paesi extra Ue è prossimo al pareggio a fronte dell’avanzo di 3,5 miliardi di settembre 2017. A settembre 2018, il saldo commerciale rimane comunque positivo, anche se si riduce a circa un miliardo, se espresso in termini destagionalizzati”.

 

AGISCO “DISTANZIOMETRO MISURA INUTILE”

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“I nostri locali sono dei presidi dello Stato sul territorio, per la tutela della salute e dell’ordine pubblico. La nostra professionalità, frutto di anni di contatto con il pubblico dei giocatori, ha permesso non solo di far emergere ingenti risorse, in passato nelle mani del crimine organizzato, ma di seguire con attenzione il comportamento di ogni singolo giocatore, per evitare possibili casi di gioco d’azzardo patologico. Il nostro personale è formato ad assistere il pubblico, i nostri uffici seguono stringenti regole legate all’antiriciclaggio e alla tracciabilità dei flussi finanziari. Nei nostri locali i minorenni non possono giocare e nemmeno entrare e la trasparenza delle offerte di gioco è dimostrata dall’enorme quantità d’informazioni presenti nei nostri locali”.

Così, nel corso di un convegno organizzato a Brindisi, il presidente di Agisco, Francesco Ginestra, ha ribadito la posizione della principale associazione di gestori e concessionari indipendenti scommesse. Ginestra ha sottolineato che questo sistema, che oggi la Regione Puglia sta per cancellare se non concede la proroga all’entrata in vigore della legge regionale, ha garantito che l’offerta di gioco rispondesse alle esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubbliche, la tutela degli interessi dei consumatori e, non ultimo, l’integrità del gettito erariale. 

“Il distanziometro, ovvero la distanza dei punti vendita di gioco dai luoghi considerati ‘sensibili’ non è uno strumento adeguato alla lotta al gioco d’azzardo patologico, è solo demagogia pensare che a 501 metri dai luoghi sensibili il ‘malato di gioco’ sia salvo. Anche l’Istituto Superiore della Sanità – ha aggiunto – si è espressa sull’inutilità del distanziometro per combattere il gioco patologico e ‘proteggere’ i luoghi sensibili, rilevando che il giocatore problematico predilige giocare lontano da casa e dal lavoro e che quindi la ‘prossimità’ non è un elemento che favorisce la ludopatia”.

“Il 30 ottobre è una data fondamentale per la tutela della salute pubblica e del destino di migliaia di famiglie, per questo Agisco aderisce alla manifestazione organizzata dalle organizzazioni sindcali alle ore 10 davanti al Consiglio regionale della Puglia”.

 

ORSINI “BONUS MOBILI MANOVRA CHE FUNZIONA”

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“Il bonus mobili è una manovra che funziona e genera benefici per i cittadini. Inoltre, sostiene un settore, quello del legno-arredo, che conta circa 77mila imprese per la maggior parte Pmi”. Così Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo, l’associazione di categoria che promuove la politica industriale per il settore legno arredo italiano.
“Lo abbiamo sempre definito, più che un bonus, un incentivo all’economia reale – prosegue Orsini- perché ha il vantaggio di dare accesso più facile a chi arreda la casa dando l’opportunità di acquistare prodotti made in Italy di qualità. Attendiamo risposte certe sulla proroga a tutto il 2019. Mi preme sottolineare la tenuta dell’incentivo, che è in costante crescita. Dall’analisi delle dichiarazione dei redditi 2018, gli acquisti di mobili effettuati con il ricorso al bonus nel 2017 si sono consolidati attorno a 1,7 miliardi di euro, segno che la misura serve e aiuta il consumatore nelle sue scelte di acquisto”, conclude Orsini. 

In attesa di risposte certe sulla proroga delle detrazioni fiscali legate al sistema casa, sono significativi i dati raccolti da FederlegnoArredo (77.000 aziende produttive), Federmobili (che rappresenta 20.000 punti vendita) e la Consulta Nazionale dei CAF (20.000 Centri di Assistenza Fiscale CAF). Dal 2013 al 2016 il bonus è stato utilizzato da 828.428 contribuenti, per una spesa totale di 4,8 miliardi, pari in media all’8,4% del valore annuo dei consumi interni di mobili ed elettrodomestici agevolabili. Il 2016 ha visto una forte accelerazione nell’utilizzo, con incrementi, rispetto al 2015, del +29,5% nel numero di contribuenti che ne hanno fatto ricorso (255.217 contro i 197.112 del 2015), del +45,5% in termini di spesa complessivamente sostenuta (1,7 miliardi rispetto ai 1,2 miliardi del 2015) e del +12,4% in termini di importo medio degli acquisti (6.691 euro contro i 5.953 del 2015).

“Per rafforzare ulteriormente l’efficacia della misura – precisa il presidente di Federmobili Mauro Mamoli – nella primavera del 2018 abbiamo realizzato una grande campagna informativa sul bonus mobili attraverso il cinema e il web, grazie alla collaborazione di tutto il sistema. Per favorire un’accelerazione degli acquisti in vista della scadenza del bonus fissata al 31 dicembre 2018 domani partirà una nuova edizione della campagna”.