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DRAGHI “UNIONE MONETARIA UN SUCCESSO MA NON IN TUTTI I PAESI”

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PISA (ITALPRESS)- “L’unione monetaria e’ stato un successo sotto tanti punti di vista. Non in tutti i Paesi pero’ sono stati ottenuti i risultati che ci si attendeva a causa dell’incompletezza dell’unione monetaria che non ha consentito un’azione di stabilizzazione durante la crisI”. E’ la riflessione
di Mario Draghi Draghi, nel corso della lectio magistralis per il conferimento da parte della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa del dottorato honoris causa.

“Sono orgoglioso di essere italiano”. Ha intanto affermato il presidente della Bce, Mario Draghi in apertura della  sua lectio magistralis. Dopo gli interventi del rettore Pierdomenico Perata e del rappresentante degli studenti Tommaso Sacconi sul sistema universitario cambino. “Alla fine di
queste presentazioni mi sento orgoglioso di essere italiano” ha affermato Draghi.

Nel corso del suo intervento anche una riflessione sull’Unione Europea. “Il fascino di regimi illiberali si diffonde nel mondo. E’ per questo che il nostro progetto europeo e’ oggi importante. E’ solo privilegiando l’ equita’ sociale che lo salveremo”.

(ITALPRESS).

INTESA SANPAOLO APRE LE PORTE AI BAMBINI

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Conoscere il valore del denaro e del risparmio giocando. Ha fatto tappa a Palermo, nella filiale di via Mariano Stabile 152, “Risparmiare è un gioco da bambini”, il programma di Intesa Sanpaolo rivolto ai piccoli dai 7 ai 12 anni.

L’iniziativa, che da settimane fa il giro d’Italia, ha coinvolto circa un centinaio di bambini che, accompagnati da genitori e nonni, tra cruciverba, disegni e quesiti ad hoc, hanno iniziato a ‘scoprire’ i primi cenni di educazione finanziaria, ragionando sul valore delle monete e delle banconote e sul loro atteggiamento nei confronti del denaro.

“E’ una delle tante iniziative che Intesa Sanpaolo effettua nelle proprie sedi – spiega all’ITALPRESS Ezio Gennuso, vicedirettore della filiale palermitana -. Con la presenza di diversi collaboratori siamo qui per tutto il giorno allestendo laboratori con giochi e cruciverba incentrati sul tema del risparmio. I piccoli cominciano così a capirne l’importanza”.

Tra i momenti clou della giornata l’incontro-gioco tra i bambini e Pepper, il simpatico robot umanoide di Intesa Sanpaolo Innovation Center, al quale hanno rivolto curiose domande e ‘chiesto’ foto.
I giovani protagonisti hanno quindi imparato da persone appositamente formate dal Museo del Risparmio come si usa XME dindi, il salvadanaio tecnologico di Intesa Sanpaolo che insegna il valore del risparmio in modo nuovo e interattivo.

“Si tratta di un porcellino e di una coccinella, personaggi-amici che accompagneranno i bambini nel corso degli anni aiutandoli a comprendere l’importanza del denaro – aggiunge Gennuso -. Nel salvadanaio i bambini potranno versare la loro ‘paghetta’ e controllare il saldo. In questo modo con XME Dindi cominciano ad abituarsi a verificare quanto denaro riescono a mettere insieme e risparmiare”.

 

ENTRATE TRIBUTARIE E CONTRIBUTIVE +1,8%

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Le entrate tributarie e contributive nei primi dieci mesi dell’anno, secondo i dati del Dipartimento delle Finanze, mostrano nel complesso un aumento di 9.746 milioni (+1,8%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Le entrate tributarie evidenziano una crescita pari a 3.057 milioni (+0,9%) rispetto allo stesso periodo del 2017. Le imposte contabilizzate al bilancio dello Stato registrano una variazione positiva (+5.523 milioni, +1,6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il gettito relativo agli incassi da attività di accertamento e controllo registra una flessione (-963 milioni, -10,2%). In crescita le entrate degli enti territoriali (+1.248 milioni, +3,3%). Le poste correttive – che nettizzano il bilancio dello Stato – risultano in aumento di 2.751 milioni rispetto allo stesso periodo del 2017 (7,2%). Nei primi dieci mesi del 2018 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 354.453 milioni (+5.523 milioni, pari a +1,6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le imposte dirette risultano pari a 190.047 milioni (+2.505 milioni pari a +1,3%). 

Le imposte indirette ammontano a 164.406 milioni (+3.018 milioni, pari a +1,9%). Tra le imposte dirette, il gettito Irpef si è attestato a 151.248 milioni (+4.449 milioni, +3,0%) principalmente per il risultato positivo delle ritenute Irpef di lavoro dipendente (+4.691 milioni, +3,8%) legato alla crescita dell’occupazione. L’Ires è risultata pari a 17.390 milioni (-1.822 milioni, pari a -9,5%). Tra le imposte indirette, le entrate Iva ammontano a 99.615 milioni (+3.378 milioni, pari a +3,5%): 87.681 milioni (+2.549 milioni, pari a +3,0%) derivano dalla componente relativa agli scambi interni; 11.934 milioni dal prelievo sulle importazioni (+829 milioni, pari a +7,5%). 

Le entrate contributive dell’Inps risultano pari a 175.223 milioni, registrando un aumento del +3,7% rispetto al 2017 (+6.281 milioni) quale risultato sia della crescita delle entrate contributive del settore privato (+4,1%) sia di quelle del settore pubblico (+3,4%). Gli incassi dell’Inail ammontano a 6.760 milioni, segnando un incremento di 216 milioni rispetto al 2017. Le entrate contributive degli Enti privatizzati risultano pari a 7.573 milioni, in aumento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (+192 milioni, pari a +2,6%). 

NEL TERZO TRIMESTRE FRENA L’OCCUPAZIONE

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Nel terzo trimestre 2018 si osserva una lieve diminuzione dell’occupazione rispetto al secondo trimestre; gli effetti di trascinamento consentono comunque di registrare ancora una crescita a livello tendenziale, seppur rallentata rispetto al recente passato. È quanto emerge dalla Nota congiunta di Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal sulle tendenze dell’occupazione relativa al terzo trimestre 2018.

Le dinamiche del mercato del lavoro risultano allineate a quelle del Pil (Prodotto Interno Lordo), anche esse contraddistinte da un lieve calo congiunturale (-0,1% dopo quattordici trimestri di espansione) e da un aumento su base annua (+0,7%) rallentato in confronto al periodo precedente. L’input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) registra una dinamica leggermente migliore di quella del Pil a livello congiunturale (+0,1%) e inferiore su base tendenziale (+0,3%). Il tasso di occupazione destagionalizzato risulta pari al 58,7%, stabile in confronto al trimestre precedente a sintesi di un lieve aumento per gli uomini e di un calo per le donne.

L’indicatore supera di oltre tre punti il valore minimo del terzo trimestre 2013 (55,4%) tornando ai livelli pre-crisi e sfiorando il livello massimo del secondo trimestre del 2008 (58,8%).

Prosegue la crescita tendenziale dell’occupazione dipendente in termini sia di occupati (+0,5%, Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro) sia di posizioni lavorative riferite ai settori dell’industria e dei servizi (+2,1%, Istat, Rilevazione Oros). Ciò trova conferma nei dati del ministero del Lavoro e delle politiche sociali tratti dalle Comunicazioni obbligatorie (CO) rielaborate (+373 mila posizioni lavorative nel terzo trimestre 2018 rispetto al terzo del 2017) e nei dati dell’Inps-Uniemens riferiti alle sole imprese private (+405 mila posizioni lavorative al 30 settembre 2018 rispetto al 30 settembre 2017). L’aumento tendenziale delle posizioni lavorative dipendenti interessa tutte le classi dimensionali d’impresa.

Dopo l’aumento dello scorso trimestre, nella Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, il lavoro indipendente torna a diminuire a livello congiunturale (-28 mila occupati, -0,5%) mentre continua ad aumentare in termini tendenziali (+53 mila occupati, +1%).

Le posizioni lavorative dipendenti presentano, nei dati destagionalizzati, un lieve incremento congiunturale nei settori dei servizi e nell’industria. Nel terzo trimestre 2018, in base alle CO, le attivazioni sono state 2 milioni 462 mila e le cessazioni 2 milioni 446 mila, determinando un saldo positivo di appena 15 mila posizioni di lavoro dipendente. La crescita riguarda soprattutto i servizi di mercato (+15 mila posizioni) e l’industria in senso stretto (+7 mila) mentre si riduce l’agricoltura (-11 mila posizioni). Andamenti analoghi si riscontrano nelle posizioni lavorative dei dipendenti del settore privato extra-agricolo (Istat, Rilevazione Oros), dove la variazione congiunturale di +0,4% (+54 mila posizioni) è dovuta a un modesto aumento nei servizi (+0,5%, +42 mila posizioni) ed a un ancor più modesto incremento nell’industria in senso stretto (+0,3%, +12 mila); nelle costruzioni le posizioni lavorative rimangono stazionarie rispetto al trimestre precedente.

L’aumento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti sulla base delle CO riguarda le posizioni a tempo indeterminato (+42 mila) mentre quelle a tempo determinato si riducono lievemente (-27 mila). Se le prime continuano a crescere in virtù delle trasformazioni (+114 mila), le posizioni a termine si riducono per la prima volta dopo una crescita ininterrotta dal secondo trimestre 2016.

Secondo i dati tendenziali delle CO l’incidenza delle attivazioni a tempo determinato è pari all’80,3%, in aumento rispetto al 79,0% registrato nel terzo trimestre del 2017. In termini di saldi tra attivazioni e cessazioni, su base annua, l’aumento del lavoro dipendente a tempo determinato continua per il decimo trimestre consecutivo (+256 mila), a ritmi via via meno intensi mentre si registra la crescita del tempo indeterminato (+118 mila posizioni). Questi segnali risultano confermati per le imprese industriali e dei servizi dalla fonte Inps-Uniemens: essa su base annua registra, includendo il lavoro in somministrazione e a chiamata, ancora un incremento del tempo determinato (+259 mila) seppur in rallentamento; contestualmente, le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano una dinamica tendenziale positiva (+146 mila posizioni).

Secondo i dati Istat sulle forze di lavoro prosegue, a ritmi meno intensi, l’aumento tendenziale dell’occupazione (+147 mila unità) a cui si associa una forte diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-332 mila) e un aumento degli inattivi (+79 mila). Tra i giovani di 15-34 anni torna a diminuire l’occupazione, in termini sia congiunturali sia tendenziali, e il relativo tasso cala rispetto al trimestre precedente e rimane stabile in confronto a un anno prima. Significativo l’impatto dell’invecchiamento della popolazione che contribuisce a spiegare la crescita del numero degli occupati ultracinquantenni, indotta anche dall’allungamento dell’età pensionabile.

Nel terzo trimestre 2018 prosegue l’aumento tendenziale del numero dei lavoratori a chiamata o intermittenti secondo la fonte Inps-Uniemens (+16 mila unità), anche se rallenta ulteriormente il suo tasso di crescita (+7,2% nel terzo trimestre 2018 rispetto al +15,5% e +66,8% rispettivamente del secondo e primo trimestre.

 

Analogamente prosegue l’aumento tendenziale del numero dei lavoratori in somministrazione che dopo il massimo raggiunto nel quarto trimestre 2017 (+27,2%) vede un progressivo rallentamento della crescita negli ultimi tre trimestri (+23,5%, +13,9% e 6,9% rispettivamente nel primo, secondo e terzo trimestre del 2018).

Il numero dei lavoratori impiegati con il Contratto di Prestazione Occasionale e quelli pagati con i titoli del Libretto Famiglia, le due nuove forme contrattuali di lavoro occasionale introdotte operativamente da luglio 2017 in sostituzione del lavoro accessorio (voucher), hanno raggiunto rispettivamente le 20 mila e le 7 mila unità nel terzo trimestre 2018.

Gli infortuni sul lavoro con esito mortale accaduti e denunciati all’Inail nel terzo trimestre del 2018 sono stati 277 (di cui 189 in occasione di lavoro e 88 in itinere), in aumento rispetto al terzo trimestre del 2017 di 64 casi.

Le malattie professionali denunciate all’Inail e protocollate nel terzo trimestre del 2018 sono state 11.943, in lievissima riduzione (-0,3%, 35 casi in meno) rispetto all’analogo trimestre dell’anno precedente.

MALTEMPO, DA INTESA SP E FEDERLEGNOARREDO PLAFOND 100 MLN

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Intesa Sanpaolo e FederlegnoArredo hanno sottoscritto un accordo per fornire un ulteriore supporto alla filiera del legno triveneto, duramente colpita dal maltempo che a inizio novembre ha causato ingenti danni al territorio.

La banca mette a disposizione della “Filiera del Legno” del Triveneto un plafond di 100 milioni di euro, anche con possibile accesso al plafond “Circular Economy” stanziato dalla banca e utilizzabile in questo caso ai fini del rimboschimento, di attività rigenerativa dell’ecosistema e di prelievo del legname, in modo da evitarne il degrado.

Questa iniziativa si aggiunge a quanto la banca ha avviato immediatamente dopo gli eventi atmosferici, ossia un plafond di 270 milioni di euro per la concessione di finanziamenti a condizioni agevolate a famiglie e imprese del nord-est e la sospensione fino a 12 mesi delle rate dei finanziamenti in essere, per il ripristino dei danni subiti.

Dalle prime stime, si tratta di circa 15 milioni di alberi caduti da raccogliere in tempi brevi, per cui si rendono necessari interventi urgenti e articolati.

In considerazione di questa consapevolezza, Intesa Sanpaolo e FederlegnoArredo mettono in campo le proprie specificità al fine di fare squadra e affiancare le imprese della filiera ad essere parte attiva sia nella gestione del materiale da raccogliere sia nella successiva opera di rimboschimento.

In particolare, gli interventi previsti dall’accordo riguardano le imprese boschive, le segherie e l’ultimo anello della lavorazione/trasformazione del legno (carpenteria, mobilifici, bioedilizia, centrali elettriche a cippato…).

“Il ciclone Vaia ha ancora una volta evidenziato l’importanza di strutturare una politica nazionale di lungo respiro che miri ad una gestione attiva del nostro patrimonio forestale: solo attraverso un rilancio di tutti gli anelli della filiera è possibile valorizzare le potenzialità delle foreste italiane. Dissesto idrogeologico, funzione ricreativa e sociale, nonché processi di utilizzazione forestale sono aspetti che devono caratterizzare lo sviluppo del nostro comparto industriale, anche alla luce di un progressivo cambiamento climatico della fascia temperata”, sottolinea Marco Vidoni, Presidente di Assolegno.

“La presente collaborazione con Intesa Sanpaolo si inserisce nelle molte attività portate avanti da FederlegnoArredo in termini di valorizzazione dei soprassuoli boschivi nazionali al fine di garantire uno sviluppo e sostegno alle imprese del settore nell’affrontare le prossime sfide del mercato”, aggiunge.

“Nel mese di novembre abbiamo svolto numerosi incontri nel Triveneto con i diversi attori del territorio per ascoltare sia le necessità più immediate per affrontare l’emergenza sia quelle indispensabili per rilanciare una attività economica importante per le nostre valli montane, in un’ottica di sistema consapevoli dell’importanza di fare squadra – spiega Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo -. Una buona cura del patrimonio boschivo aiuta a rilanciare l’economia montana e nel contempo a mantenere curato l’assetto idrogeologico. Come banca del territorio, ci sentiamo responsabili anche del patrimonio naturale delle nostre montagne e mettiamo a disposizione specifici prodotti finanziari per andare incontro alle esigenze della filiera del legno”.

ICCREA BANCA CHIUDE CARTOLARIZZAZIONE CON GACS PER 2 MLD

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Iccrea Banca ha concluso con successo un’operazione di cartolarizzazione di crediti non performing (NPL), cedendo oltre 10 mila posizioni per un gross book value (GBV) di 2 miliardi di euro. L’operazione, multi-cedente, è la più grande mai realizzata assistita da GACS per numero di banche partecipanti. Sono infatti 73, complessivamente, le banche del costituendo Gruppo bancario Cooperativo Iccrea coinvolte, di cui 71 Banche di Credito Cooperativo e 2 banche del Gruppo Iccrea (Iccrea BancaImpresa e Banca Sviluppo).
Si tratta della seconda operazione che Iccrea Banca ha concluso dall’inizio dell’anno. L’operazione perfezionata nello scorso mese di luglio era stata invece del valore di 1 miliardo di euro, e aveva anch’essa contribuito alla riduzione dell’NPL ratio complessivo delle BCC partecipanti (23 banche in totale) del 3%. Grazie a questa cessione di Non Performing Loans, l’NPL ratio delle Banche coinvolte nella cartolarizzazione (73) scenderà del 3,3%.

L’operazione di oggi ha visto coinvolti Iccrea Banca e JPMorgan quali co-arrangers e placement agents dei titoli emessi mentre doBank, che ha svolto un importante lavoro di data-quality verificando oltre 500.000 informazioni in soli tre mesi, avrà il ruolo di master servicer, attraverso Italfondiario, oltre quello di special servicer del portafoglio cartolarizzato. Al progetto, inoltre, hanno partecipato KPMG in qualità di advisor, lo studio legale Orrick Herrington & Sutcliffe come legale degli arrangers, lo studio legale Italian Legal Services (ILS), membro del network di Gitti & Partners nel ruolo di legale delle banche cedenti, oltre che BNP Paribas Securities Services, Securitisation Services (Gruppo Banca Finint) e Zenith Service.
Il perfezionamento di questa cartolarizzazione, avvenuto grazie alla stretta collaborazione tra i professionisti del Gruppo Iccrea e delle Banche di Credito Cooperativo coinvolte, rappresenta un nuovo risultato nel processo di de-risking e di liberazione di nuove risorse che le BCC potranno dedicare allo sviluppo dei loro territori.

“Questa cessione rientra nel piano 2018-2020 di riduzione dell’indicatore NPL Ratio che il Gruppo Iccrea ha condiviso con la Banca Centrale Europea – ha aggiunto Giovanni Boccuzzi, Chief Financial Officer di Iccrea Banca – e consiste nella più grande con garanzia GACS rispetto al numero delle banche cedenti coinvolte. Siamo soddisfatti di aver rappresentato, come futura Capogruppo del Gruppo Cooperativo, un interlocutore unico per tutti i soggetti istituzionali coinvolti, tra cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici. È un segno, questo, che certifica l’impegno interdisciplinare profuso dalle strutture di Iccrea, che hanno colto anche le opportunità offerte dalla recente normativa IFRS9 e contribuito a migliorare i profili di rischio e di patrimonializzazione delle Banche cedenti”.
“Il successo dell’operazione è stato possibile – ha concluso Andrea Torri, Responsabile Finanza di Iccrea Banca – grazie al complesso lavoro svolto dai professionisti delle Banche cedenti e degli altri soggetti coinvolti nel progetto, consentendo il perfezionamento della cartolarizzazione in soli quattro mesi, e collocando peraltro i titoli mezzanine e junior direttamente sul mercato all’atto dell’emissione, in linea con quanto già accaduto nella prima emissione del luglio scorso”.

Iccrea Banca, in qualità di co-arranger, ha supportato le BCC partecipanti nell’individuazione del perimetro dei crediti oggetto di cessione, ha coordinato le attività di data remediation dei singoli portafogli e ha provveduto alla strutturazione dell’operazione, sia in termini finanziari che legali. Iccrea ha curato altresì le diverse interlocuzioni con le agenzie di rating, per massimizzare il tranching dell’operazione.
Iccrea Banca provvederà inoltre a gestire per conto delle BCC partecipanti la procedura di richiesta della garanzia presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, coordinando e supportando le diverse società di revisione ai fini dell’attestazione dell’avvenuta derecognition contabile, gestendo infine il confronto con le Autorità di Vigilanza per il riconoscimento, ai fini prudenziali, del significativo trasferimento.
Iccrea Banca, Capogruppo del Gruppo bancario Iccrea, è candidata Capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo ai sensi della Legge n. 49/2016, che prevede la riforma del Sistema del Credito Cooperativo. A ottobre 2018 sono 142 Banche di Credito Cooperativo ad aver manifestato la preadesione al progetto di Iccrea Banca di Gruppo Bancario Cooperativo. Al 31 dicembre 2017 il Gruppo ha più di 4 milioni di clienti, 2.600 sportelli presenti in 1.738 comuni italiani, un attivo di circa 150 miliardi, un patrimonio netto di 11,5 miliardi.

A NATALE SÌ A TRADIZIONE MA ANCHE HIGH-TECH

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Un Natale sempre più all’insegna del passaggio tra tradizione e innovazione grazie alle nuove abitudini di consumo digitale. Infatti, se da un lato i regali della tradizione si confermano ai primi posti tra le preferenze dei consumatori, come generi alimentari (74,2%), giocattoli (51,1%) e capi di abbigliamento (46,5%), la tendenza 4.0 fa sì che nella lista dei regali entrino anche prodotti come gli e-book, la musica digitale, gli abbonamenti alle piattaforme di streaming e le card digitali. E’ quanto emerge dell’indagine sugli acquisti per i regali del Natale 2018 realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research.

La percentuale dei consumatori che si apprestano ad effettuare gli acquisti in occasione delle festività natalizie 2018 resta stabile rispetto al 2017: saranno l’86,3%. Nel corso dello scorso anno, coloro che avevano dichiarato di essere intenzionati ad effettuare gli acquisti per i regali di Natale erano stati l’86,1%. I generi alimentari si confermano anche per il 2018 la tipologia di regalo più diffusa: il 74,2% (contro il 73,5% del 2017) dei rispondenti ha affermato che effettuerà un regalo di questo genere. Tra i prodotti maggiormente acquistati salgono i giocattoli per i bambini (51,1% contro il 48,7% del 2017), i libri e gli e-book (44,8% contro il 43,5%), i trattamenti estetici si attestano al 37,9% (nuovi prodotti), biglietti per concerti e spettacoli per il 32,3% (nuovi prodotti), i vini e liquori (29,3% contro il 27,7%), carte regalo e/o buoni digitali per il 28,7% (nuovi prodotti), smartphone (17,7% contro il 16,1%), giochi elettronici (16,6% contro il 14,1%), musica e film digitali per il 15,9%, gioielli (12,7% contro il 12,3%), computer e accessori (10,8% contro il 9,1%), prodotti per animali (rilevati per la prima volta nel 2018) per il 7,7%, viaggi (5,9% contro il 5,2%), tablet e kindle (5,8% era 3,3% nel 2017). In calo: i capi di abbigliamento, i prodotti per la cura della persona, le calzature, gli articoli sportivi, elettrodomestici e mobili.

Il 93% dei consumatori stanzierà un budget non superiore ai 300 euro per i regali di Natale (erano 93,1% nel 2017). In continua crescita la percentuale di italiani che ricorrono al web per effettuare i regali di Natale: erano soltanto il 3,8% nel 2009, dopo tre anni, nel 2012, questa percentuale era già salita al 28,3%, nel 2015 è salita al 39,6%, nel 2016 al 44%, nel 2017 al 47,8% e oggi, in occasione del Natale 2018, l’acquisto sul web interesserà il 50,8% dei consumatori. In diminuzione il dato sugli acquisti di Natale che saranno effettuati presso i punti di vendita della grande distribuzione organizzata (74,1% rispetto al 75,7% del 2017). In leggero aumento, rispetto al 2017, l’utilizzo dei punti di vendita della distribuzione tradizionale. Leggermente in calo gli outlet e in aumento i mercatini e i punti vendita del tipo “commercio equo e solidale”.

A DICEMBRE IN CALO FIDUCIA CONSUMATORI E IMPRESE

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A dicembre, secondo i dati Istat, si stima una flessione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori da 114,7 a 113,1; anche l’indice composito  del clima di fiducia delle imprese registra una dinamica negativa, peraltro in atto già dallo scorso luglio, passando da 101,0 a 99,8.

Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in peggioramento: il clima economico passa da 131,5 a 129,4, il clima personale scende da 108,9 a 107,0,  il clima corrente diminuisce da 111,5 a 110,0 e il clima futuro cala da 118,7 a 116,0. Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia diminuisce in tutti i settori (nel settore manifatturiero l’indice passa da 104,3 a 103,6, nelle costruzioni da 132,5 a 130,3 e nei servizi da 101,7 a 99,5) ad eccezione del commercio al dettaglio dove l’indice aumenta da 102,1 a 104,8. 

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nel comparto manifatturiero, che registra una flessione più contenuta rispetto al settore dei servizi e a quello delle costruzioni, si rileva un peggioramento dei giudizi sul livello degli ordini e della domanda unitamente ad un aumento del saldo relativo alle scorte di magazzino; peraltro, le aspettative sul livello della produzione sono in aumento rispetto al mese scorso. 

Nel settore delle costruzioni si registra, per il secondo mese consecutivo, un peggioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle aspettative sull’occupazione.

Per quanto riguarda il settore dei servizi, si segnala il deterioramento dei giudizi sull’andamento degli affari e sul livello della domanda; le attese sugli ordini sono invece in aumento. Nel commercio al dettaglio migliorano tutte le componenti dell’indice (giudizi e attese sulle vendite, giudizi sul livello delle giacenze).