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Economia

ISTAT, TASSO DISOCCUPAZIONE IN CALO AL 10.6%

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Il 2018, complessivamente, si caratterizza per un nuovo aumento dell’occupazione – sia nei valori assoluti sia nel tasso – che coinvolge anche i giovani di 15-34 anni. Inoltre, al calo della disoccupazione si associa la diminuzione del numero di inattivi. Lo rileva l’Istat. Il tasso di disoccupazione cala dall’11,2% del 2017 al 10,6%.
Nel corso dell’anno il quadro occupazionale ha mostrato un lieve peggioramento: nel quarto trimestre 2018 si osserva una diminuzione dell’occupazione rispetto al trimestre precedente, in un contesto di aumento della disoccupazione e di calo dell’inattività. Queste dinamiche congiunturali del mercato del lavoro riflettono il calo dei livelli di attività economica rilevato nello stesso periodo, con una flessione del Pil (-0,1%) per il secondo trimestre consecutivo, dopo quattordici trimestri di espansione. Con riferimento all’input di lavoro, nel nostro Paese, alla flessione congiunturale del Pil si associa quella delle ore lavorate su base congiunturale (-0,3%) e un rallentamento della crescita in termini tendenziali (+0,4%).

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel quarto trimestre del 2018, il numero di persone occupate diminuisce rispetto al trimestre precedente (-36 mila, -0,2%) a seguito di un modesto calo per i dipendenti, in particolare a termine, e di una riduzione più accentuata per gli indipendenti. Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,6%. Nei dati mensili più recenti (gennaio 2019), al netto della stagionalità, il tasso di occupazione rimane invariato e il numero di occupati mostra una lieve crescita rispetto a dicembre 2018, sintesi del calo degli indipendenti e dei dipendenti a termine più che compensato dall’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato.
Nell’andamento tendenziale si riscontra una crescita di 87 mila occupati (+0,4% in un anno), dovuta ai dipendenti a termine e agli indipendenti (+200 mila e +12 mila, rispettivamente) mentre calano i dipendenti a tempo indeterminato (-125 mila); l’incidenza dei dipendenti a termine sul totale dei dipendenti raggiunge nel 2018 il 17,1% (+1,1 punti). Rallenta la crescita degli occupati a tempo pieno mentre tornano ad aumentare i lavoratori a tempo parziale, a seguito dell’ulteriore incremento della componente involontaria che in termini di incidenza sale al 64,4% (+3,2 punti) dei lavoratori a tempo parziale e al 12,0% del totale degli occupati.

GENERALI, UTILE NETTO 2018 +9.4% A 2.3 MILIARDI

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Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali, che si è riunito sotto la presidenza di Gabriele Galateri di Genola, ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio della Capogruppo relativo al 2018.

Il Gruppo, grazie ai risultati dell’esercizio 2018, conclude il piano strategico 2015-2018 con il superamento di tutti gli obiettivi “e si pone nelle migliori condizioni per perseguire quelli annunciati nella nuova strategia presentata nell’Investor Day del 21 novembre 2018”, si legge in una nota.

L’utile netto si attesta a 2.309 milioni di euro (+9,4%) e riflette il miglioramento del risultato operativo, nonché il contributo derivante dalle attività in dismissione o cedute.

“Con i risultati che presentiamo oggi, Assicurazioni Generali chiude il piano 2015-2018 superando tutti i target e completando con successo la trasformazione industriale del Gruppo. Ciò è avvenuto malgrado un contesto generale difficile, a conferma della nostra capacità di esecuzione e di creare valore sostenibile per tutti gli stakeholder. Di questo, il merito va alla dedizione di tutte le persone che lavorano per Generali in 50 Paesi nel mondo, alle reti distributive e a tutti i partner del Gruppo”, commenta il Group CEO di Generali, Philippe Donnet.

“Anche nel 2018, in cui abbiamo conseguito una forte crescita dell’utile netto, Generali conferma di essere la best practice nella performance tecnica, con i migliori New Business Margin e Combined Ratio rispetto ai concorrenti diretti – aggiunge -. Dal 1° gennaio, tutto il Gruppo è impegnato a eseguire il nuovo piano “Generali 2021”, con l’obiettivo di generare valore crescente per i nostri azionisti, investendo su crescita profittevole, innovazione e trasformazione digitale del nostro business, con l’ambizione di diventare life-time partner per i nostri clienti”.

 

OPEN FIBER AVVIA ERA DEI 10 GIGA AL SECONDO

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Open Fiber e l’operatore Fibra.City superano il muro di 1 Gigabit al secondo e, con il nuovo servizio XGS-PON, avviano l’era delle connessioni commerciali fino a 10 Giga simmetrici. All’Honesty Club, locale sui Navigli, per la prima volta in Italia è stato testato con successo su rete live il nuovo servizio di accesso a internet, con il quale è possibile raggiungere una velocità fino a 10 Gigabyte grazie al riuso dell’infrastruttura esistente in rete ottica già sviluppata da Open Fiber, sfruttando ulteriormente la capacità quasi illimitata della fibra ottica. Ad esempio, per fare il download di un gioco 4K da 50GByte occorrono due ore con una connessione a 50Mbps, mentre con una connessione da 10 Giga bastano solo 40 secondi. “Siamo pionieri in Italia in quest’ottica tipo di sperimentazione su rete commerciale – ha commentato Domenico Angotti, head of engineering di Open Fiber -. Per le reti in rame quello di 1 giga è un punto di arrivo, per noi invece è un punto di partenza, in quanto in futuro vogliamo arrivare a 25, 40 o 50 giga, raggiungendo velocità vertiginose”. 

La rete FTTH interamente in fibra di Open Fiber è infatti in grado di supportare tutta l’evoluzione tecnologica e degli apparati per il futuro. Oggi Open Fiber, che è attivo solamente nel mercato all’ingrosso e non entra in competizione con il singoli operatori, ha già cablato 5 milioni di abitazioni e l’obiettivo è quello di arrivare gradualmente a 19 milioni di utenti. “Abbattere il muro del Gigabit al secondo su una rete commerciale è motivo di grande orgoglio per noi – sottolinea Elisabetta Ripa, Ad di Open Fiber – perché raggiungiamo un nuovo importante primato nelle sperimentazioni broadband del mercato italiano. Questo traguardo dimostra ancora una volta che la nostra tecnologia FTTH è ‘future proof’, e sarà protagonista dello sviluppo digitale dei prossimi anni, abilitando servizi che hanno bisogno di sfruttare un’elevata larghezza di banda, come il video Ultra HD 4K/8K, il cloud gaming, la realtà virtuale e aumentata, la telemedicina, il Massive Internet of Things e la guida autonoma”.

“Vogliamo far conoscere al mercato italiano le potenzialità della rete Open Fiber, l’unica capace di crescere in futuro in un modo che non possiamo nemmeno immaginare – ha sottolineato Lorenzo Delorenzi, Ceo di Fibra.City -. Qui all’Honesty Club per una quindicina di giorni sarà a disposizione una postazione in grado di dimostrare proprio la potenzialità di questa rete, ma entro il 2019 apriremo una novantina tra corner e store in cui si potranno testare e acquistar varie soluzioni, come quelle di domotica, ma anche una speciale maglia in grado di prevedere un infarto o un frigorifero che avvisa cosa manca. Chiaramente proporremo anche degli abbonamenti alla rete che partiranno da un pacchetto base da 18,99 euro”.

A FEBBRAIO INFLAZIONE +1% SU BASE ANNUA

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A febbraio 2019, secondo i dati definitivi dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell’1% su base annua (da +0,9% registrato nel mese precedente). La stima preliminare era +1,1%.

L’accelerazione di appena un decimo di punto dell’inflazione a febbraio è imputabile – secondo l’Istat – prevalentemente ai prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +1,7% a +3,7%) e dei Tabacchi (da +2,9% a +4,5%) e in misura minore ai prezzi dei Beni alimentari lavorati (da una variazione tendenziale nulla a +0,5%) e dei Beni energetici non regolamentati (da +0,3% a +0,8%); questi andamenti sono stati in larga parte bilanciati dal rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,9%) e dall’aumentata flessione di quelli dei Servizi relativi alle comunicazioni (da -2,0% a -4,8%).

L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,2% per l’indice generale e -0,3% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo diminuisce dello 0,3% su base mensile e aumenta dell’1,1% su base annua, in accelerazione da +0,9% del mese precedente. La stima preliminare era +1,2%.

INDUSTRIA, FATTURATO E ORDINI IN CRESCITA

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A gennaio l’Istat stima che il fatturato dell’industria aumenti in termini congiunturali del 3,1%. 
Nella media degli ultimi tre mesi, sui precedenti tre, l’indice complessivo mostra comunque un calo dell’1,8%. Anche gli ordinativi registrano una crescita congiunturale dell’1,8% rispetto al mese precedente, mentre nella media degli ultimi tre mesi si rileva anche in questo caso una riduzione rispetto ai tre mesi precedenti (-2,1%). L’incremento congiunturale del fatturato riguarda sia il mercato interno (+2,3%) sia, in misura più accentuata,  quello estero (+4,5%). La crescita degli ordinativi è la sintesi di una flessione delle commesse provenienti dal mercato interno (-1,1%) e di un marcato aumento di quelle provenienti dall’estero (+6,0%). Tutti i raggruppamenti principali di industrie segnano una variazione congiunturale positiva: +4,6% l’energia, +4,1% i beni strumentali, +2,5% i beni intermedi e +2,4% i beni di consumo. 

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22, come a gennaio 2018), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,6%, con un calo dello 0,1% sul mercato interno e un incremento dell’1,9% su quello estero. Con riferimento al comparto manifatturiero il fatturato corretto per gli effetti di calendario registra la crescita tendenziale maggiore nel settore dei macchinari e attrezzature (+8,8%) e la flessione più rilevante nell’industria farmaceutica (-13,8%). L’indice grezzo degli ordinativi mostra un calo tendenziale dell’1,2%, derivante da diminuzioni sia per il mercato interno (-1,9%) sia, in misura meno rilevante, per quello estero (-0,2%). La crescita maggiore si registra per le industrie tessili (+5,4%), mentre la diminuzione più marcata si rileva nell’industria farmaceutica (-5,1%). 

FISCO, NEL 2018 RECUPERATI 16 MILIARDI CON I CONTROLLI

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Nel 2018 lo Stato ha incassato 19,2 miliardi di imposte tramite versamenti diretti (+10%), lettere per la compliance (+38%), ruoli (+4%), più le entrate derivanti da misure straordinarie. Sono i dati presentati dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonio Maggiore, nel corso della presentazione dei risultati raggiunti e i servizi offerti dall’Agenzia delle Entrate nel 2018, alla presenza del ministro dell’Economia, Giovanni Tria. In particolare, sono 16,6 i miliardi incassati dall’ordinaria attività di controllo, lo scorso anno, 11% in più rispetto al 2017. A fronte di questo dato positivo, si registra una flessione delle entrate derivanti da misure straordinarie, come la definizione delle liti fiscali (-87%), la rottamazione (-41%) e la voluntary disclosure (-25%), dalle quali derivano incassi per 3 miliardi. 

Per il ministro Tria “dobbiamo tutti apprezzare questi risultati, l’attività fondamentale dello Stato è riscuotere le tasse e spendere quello che riscuote e i risultati ci dicono che siamo sulla buona strada del recupero di gettito”. 

“Il Fisco contribuisce a rendere il Paese più attrattivo per gli investitori e prosegue nel percorso di digitalizzazione dei servizi”, sottolinea l’Agenzia delle Entrate.

Lo scorso anno sono state fornite 27 risposte a interpelli nuovi investimenti, che porteranno in previsione maggiori risorse per circa 15 miliardi di euro e 13mila nuovi posti di lavoro. Mentre avanza la strategia digitale delle Entrate – sono 8,4 milioni i cittadini registrati ai servizi fiscali online – la e-fattura continua il suo “rodaggio” con 350 milioni di documenti già arrivati al Sistema di interscambio, gestito dal partner tecnologico Sogei, e mostra le proprie potenzialità nel contrasto alle frodi. Si attestano a 17,5 miliardi i rimborsi a famiglie e imprese (+8% rispetto all’anno precedente). Di fattura elettronica ha parlato Maggiore: “un grande sforzo e’ stato effettuato con l’introduzione della fattura elettronica, una procedura nuova per digitalizzare il paese, che ha avuto, in questa prima fase, un’ evoluzione sempre più certa e sicura, siamo arrivati ad un sistema a regime”.

Dopo la prima fase di avvio, la fatturazione elettronica è entrata nel vivo e nel quotidiano di milioni di persone, sono, ad oggi, circa 2,7 milioni gli operatori che hanno inviato 350 milioni di e-fatture, con una percentuale di scarto parti al 3,85%. 

Nel 2018 sono ulteriormente calati i ricorsi tributari in primo grado rispetto agli anni precedenti: l’anno scorso sono stati 68 mila i contribuenti che si sono rivolti alla commissione tributaria provinciale, a fronte dei 70 mila ricorrenti del 2017. Il calo supera il 60% se si confrontano i ricorsi del 2018 con quelli presentati nel 2011, l’anno precedente al’introduzione del reclamo-mediazione. Poi ci sono le misure per l’attrattività del Paese, e l’Agenzie delle Entrate segnala 27 risposte relative all’interpello nuovi investimenti, che, in previsione, porteranno maggiori risorse per circa 15 miliardi e 13 mila nuovi posti di lavoro su base pluriennale. Sono nove le grandi società ammesse lo scorso anno al regime di adempimento collaborativo (cooperative compliance). Sono stati, infine, conclusi nel 2018 618 accordi di Patent box. Sul versante dell’interpretazione normativa, il 2018 ha visto l’Agenzia rispondere puntualmente a tutti gli interpelli in scadenza nell’anno, pari a 11.167. 

Più brevi i tempi di lavorazione: per il 91% degli interpelli ordinari è stata fornita una risposta entro 80 giorni, anziché nel termine ordinario di 90; al 96% degli interpelli probatori è stato dato riscontro entro 90 giorni anziché nel termine standard di 120. Si accorciano i tempi anche in tema di consulenza giuridica: per l’86% delle richieste risposta entro 90 giorni rispetto ai 120 previsti.

 

A GENNAIO EXPORT +2.9% SU BASE ANNUA

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A gennaio 2019 l’Istat stima un aumento su base mensile per le esportazioni (+2,5%) e una flessione per le importazioni (-4,1%). La crescita dell’export è legata all’incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+5,9%).

Nel trimestre novembre 2018-gennaio 2019, rispetto al trimestre precedente, sono stazionarie le esportazioni, mentre si è registrata una flessione per le importazioni (-1,1%).

A gennaio 2019 la crescita dell’export su base annua è pari a +2,9% e coinvolge sia l’area extra Ue (+5,4%) sia, in misura più contenuta, i paesi Ue (+1,2%). La crescita dell’import (+1,7%) è trainata dal forte incremento degli acquisti dai paesi extra Ue (+5,6%).

“A gennaio 2019 la crescita congiunturale dell’export è trainata dal marcato aumento delle vendite verso l’area extra Ue, mentre la dinamica delle vendite verso i paesi Ue è stazionaria – commenta l’Istat -. L’export di prodotti dell’industria farmaceutica e dei macchinari verso gli Stati Uniti e della pelletteria e dei prodotti in metallo verso la Svizzera forniscono il contributo più ampio all’aumento tendenziale delle vendite all’estero”.

 

APPLE SOSTIENE OSSERVATORIO GIOVANI EDITORI

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Apple ha annunciato una nuova iniziativa a sostegno delle principali organizzazioni non profit negli Stati Uniti e in Europa, che offrono programmi di alfabetizzazione mediatica indipendente. In particolare, il News Literacy Project (NLP) e Common Sense negli Stati Uniti e l’Osservatorio Permanente Giovani Editori in Italia riceveranno un supporto da parte di Apple per promuovere i loro sforzi nel potenziare le capacità di pensiero critico nei giovani, necessarie nell’era digitale di oggi. “L’alfabetizzazione delle notizie è vitale per sostenere una stampa libera e una democrazia prospera e siamo orgogliosi di collaborare con organizzazioni in prima linea in questo sforzo”, ha affermato Tim Cook, CEO di Apple. “Siamo rimasti colpiti dall’importante lavoro svolto da News Literacy Project, Common Sense e dall’Osservatorio Giovani Editori, che consente ai giovani di essere cittadini attivi e impegnati”, ha aggiunto.

“La nostra missione è aiutare i giovani a sviluppare capacità di pensiero critico confrontando diverse fonti d’informazione di qualità”, ha affermato Andrea Ceccherini, fondatore e CEO dell’Osservatorio Permanente Giovani Editori. “In un momento in cui le fake news si stanno diffondendo, non possiamo cedere all’idea che i servizi di controllo dei fatti di terze parti sono l’unico modo per valutare l’affidabilità delle fonti delle notizie. Possiamo esercitare le nostre menti ed essere padroni del nostro destino. La nostra ambizione – ha aggiunto – è quella di aiutare a formare più cittadini, aprendo sempre più la nostra società a una cultura del dibattito e del confronto civile, che è la base di ogni democrazia sana”.