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ENI, NEL PRIMO TRIMESTRE UTILE NETTO 1,09 MILIARDI

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Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha approvato i risultati consolidati del primo trimestre 2019. L’utile operativo adjusted è di 2,35 miliardi di euro nel trimestre, sostanzialmente in linea rispetto al primo trimestre 2018. L’Utile netto è di 1,09 miliardi.

“Sono molto soddisfatto dell’eccellente performance industriale e finanziaria realizzata da Eni nel primo trimestre 2019. In particolare, il business E&P, in presenza di uno scenario di mercato sostanzialmente invariato, migliora i propri risultati economici del 25% rispetto al primo trimestre 2018, a conferma di una generazione di cassa ad anno intero in crescita”, commenta Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni.

“Anche i risultati del settore G&P sono in miglioramento: l’utile operativo aumenta del 16% a 372 milioni e questo ci dà ulteriore conforto sul conseguimento dell’obiettivo di 500 milioni di risultato ad anno intero – aggiunge -. Il downstream R&M e Chimica attenua l’effetto di uno scenario margini recessivo e mantiene l’aspettativa di un ampio recupero nei prossimi nove mesi, soprattutto nella Raffinazione e nel Marketing oil”.

 

REDDITO DI CITTADINANZA, 946 MILA DOMANDE

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Sono 946.569 le domande di Reddito di cittadinanza presentate fino ad oggi. Lo rende noto l’Inps, spiegando che la Campania è la regione che ha fatto registrare il maggior numero di richieste, 160.333, seguita dalla Sicilia, con 150.590 domande.

Superiori alle 80mila le richieste di Reddito di cittadinanza in Lazio, Puglia e Lombardia (rispettivamente 87.500, 83.190 e 82.696).

Le regioni con il minor numero di domande sono invece la Valle D’Aosta (1.259), il Trentino Alto Adige (3.355) e il Molise (5.952).

Fra i vari canali a disposizione per la presentazione, i CAf risultano quelli preferiti dai richiedenti, con 709.521 domande, seguiti dalla Poste, con 222.645 richieste e dai patronati, tramite i quali sono state presentate 14.403 domande.

 

PIL, PER CONFINDUSTRIA ITALIA NON CRESCE

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L’Italia non cresce: gli investimenti sono attesi in calo, i consumi sono deboli e con prospettive incerte. E’ quanto emerge, in sintesi, dai dati della Congiuntura flash del Centro Studi Confindustria.
In particolare, il Pil nei primi mesi del 2019, come atteso, ha smesso di ridursi. Ma lo scenario a inizio secondo trimestre resta fragile e incerto. A gennaio-febbraio la produzione industriale e’ risalita, recuperando dal crollo di fine 2018, ma in gran parte per ricostituzione di scorte, facendo presagire una nuova flessione a breve. Anche il fatturato e’ risalito (+0,2% a febbraio), specie grazie ai beni strumentali. Secondo il Csc preoccupa, pero’, il calo degli ordini industriali (-2,7%), soprattutto esteri.

Gli indicatori fanno prevedere una minor spesa per capitale fisso nel 2019. Nel primo trimestre le condizioni per investire sono risultate negative, anche se meno che a fine 2018 (indagine Banca d’Italia); per il 2° trimestre e’ atteso un peggioramento delle condizioni in cui operano le aziende. In aprile, la fiducia degli imprenditori si e’ appiattita su livelli molto bassi (continuando a calare nella manifattura) e gli ordini interni per i produttori di beni strumentali sono fermi su valori ridotti, sebbene la loro produzione abbia parzialmente recuperato a inizio 2019.

S&P CONFERMA IL RATING DELL’ITALIA

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Standard & Poor’s ha confermato il rating dell’Italia BBB. L’outlook resta negativo. Il giudizio dell’agenzia è legato a un’inversione di tendenza sul fronte delle riforme e alla volatilità della domanda esterna. S&P sottolinea inoltre che il debito pubblico è in rialzo e il debito privato in calo.

ITALGAS, INTESA IN CINA CON SGCC

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Italgas ha sottoscritto oggi con State Grid Corporation of China (SGCC), la più grande utility energetica al mondo, un protocollo d’intesa per valutare possibili iniziative congiunte nel settore della distribuzione del gas naturale.

L’accordo è stato sottoscritto presso la residenza di Stato di Diaoyutai in occasione della visita del Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giuseppe Conte al Primo Ministro della Repubblica Popolare Cinese Li Keqiang, dall’Amministratore Delegato di Italgas, Paolo Gallo, e da Xin BaoAn, CEO di State Grid Corporation of China.

Le iniziative allo studio riguardano tra le altre: la condivisione reciproca di conoscenze, soluzioni e metodi applicati al settore energetico; l’approfondimento delle rispettive best practice in materia di sviluppo sostenibile con particolare riferimento ai temi di responsabilità sociale, protezione dell’ambiente, efficienza energetica e welfare; la promozione in Cina delle aziende italiane più innovative che operano nel settore della distribuzione del gas naturale; l’analisi per aree di interesse volta a individuare potenziali opportunità di collaborazione nel settore della distribuzione del gas e nel suo utilizzo per una mobilità sostenibile.

“L’importante crescita che Italgas ha fatto registrare negli ultimi anni – ha commentato l’amministratore delegato di Italgas, Paolo Gallo – si misura anche dalla rilevanza delle partnership internazionali che stiamo rapidamente sviluppando per rafforzare la nostra leadership in Italia e in Europa. L’accordo con State Grid Corporation of China è motivo di orgoglio, non solo per la cornice istituzionale in cui è stato siglato, ma anche perché è un riconoscimento della nostra leadership nel settore della distribuzione del gas e della nostra capacità di innovazione e ci consente di confrontare le nostre migliori pratiche con l’operatività della più grande utility mondiale e di essere gli ambasciatori in Cina del nostro settore. Oltre a valutare possibili opportunità di sviluppo congiunte, infatti, saremo impegnati nella promozione delle migliori aziende manifatturiere italiane attive nel settore della distribuzione del gas naturale”.

LAVORO, DENUNCE PER INFORTUNI +1,9%

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Nel primo trimestre le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail sono state 157.715, in aumento di circa 2.900 casi (+1,9%) rispetto alle 154.820 del primo trimestre del 2018. I dati rilevati al 31 marzo di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un incremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 133.594 a 134.927 (+1,0%), sia di quelli in itinere, che hanno fatto registrare un incremento pari al 7,4%, da 21.226 a 22.788.

A marzo il numero degli infortuni è aumentato dello 0,1% nella gestione Industria e servizi (dai 115.771 casi del 2018 ai 115.870 del 2019), del 9,3% in Agricoltura (da 6.918 a 7.558) e del 6,7% nel Conto Stato (da 32.131 a 34.287). L’aumento è legato sia alla componente maschile, che registra un +1,6% (da 97.395 a 98.997 denunce), sia a quella femminile, con un +2,3% (da 57.425 a 58.718). L’incremento ha interessato i lavoratori extracomunitari (+4,9%, da 17.647 a 18.518 denunce) e quelli italiani (+1,5%, da 131.409 a 133.441). Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di marzo sono state 212, un dato che conferma quello del primo trimestre 2018. Le denunce di malattia professionale sono state 15.900, 224 in meno rispetto al trimestre gennaio-marzo 2018 (-1,4%). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (8.286 casi), del sistema nervoso (1.520) e dell’orecchio (986) continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate.

 

AD APRILE INFLAZIONE SALE ALL’1,1%

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Secondo le stime preliminari dell’Istat, ad aprile l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dell’1,1% su base annua (era +1,0% del mese precedente). 

La lieve accelerazione è principalmente dovuta alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,5% di marzo a +2,8%) e, in misura minore, dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,9% a +1,4%) e dei Beni energetici non regolamentati (da +3,3% a +3,7%).  L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera lievemente da +0,4% a +0,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +0,6%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto per lo più alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,5%) e dei Beni energetici non regolamentati (+1,4%). L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,6% per l’indice generale e +0,4% per la componente di fondo. Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo aumenta dello 0,6% su base mensile e dell’1,2% in termini tendenziali (in lieve accelerazione da +1,1% del mese precedente).

PIL +0,2% NEL PRIMO TRIMESTRE

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Nel primo trimestre l’Istat stima che il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,1% in termini tendenziali.

Il primo trimestre ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al primo trimestre del 2018. La variazione congiunturale del Pil – osserva l’Istat – è la sintesi di incrementi del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2019 è pari a +0,1%.