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Economia

Piazza Affari chiude in rialzo, Ftse Mib +0,16%

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in rialzo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare +0,16% a 33.418 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share sale dello 0,17% a quota 35.557. L’indice Ftse Italia Star guadagna lo 0,34% a 46.409 punti.

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Assocamerestero, 50 mila aziende italiane assistite nel mondo

ROMA (ITALPRESS) – “Ogni anno le Camere di Commercio all’estero investono circa 45 milioni in attività promozionali rivolte alle imprese, in particolare piccole e medie. Nel 2023 il sistema camerale all’estero ha assistito più di 50mila aziende, attraverso oltre 3.000 eventi di business e quasi 35mila incontri d’affari con operatori esteri e, nel 90% dei casi, queste aziende sono soddisfatte dei nostri servizi”. Sono i dati illustrati dal presidente di Assocamerestero, Mario Pozza, durante un evento organizzato alla Camera. “Il cofinanziamento ministeriale che riceviamo per le nostre attività, oggi pari a nemmeno 7 milioni all’anno, viene moltiplicato per circa altre 7 volte nella realizzazione dei nostri programmi a vantaggio delle imprese. E questo grazie alla capacità delle Camere di stare sul mercato e di catalizzare altre risorse”, ha sottolineato Pozza.
Per il deputato Nicola Carè, le Camere di Commercio all’estero sono “una rete essenziale per il prestigio dei mercati”.
Una realtà da sostenere per “l’internazionalizzazione del sistema economico nazionale: siamo una grande squadra e comunità al servizio del nostro Paese”. Anche il sottosegretario agli Esteri, Giorgio Silli, ha riconosciuto il ruolo “cruciale” delle Camere di Commercio all’estero “a supporto dei sistemi di internazionalizzazione, degli scambi commerciali e della promozione del sistema Paese. Sono attori protagonisti per offrire un sostegno capillare alle nostre imprese presenti sui mercati esteri, connettono le piccole e medie imprese italiane con le concorrenti negli altri Paesi. Sono pronte ad affrontare le sfide legate a internazionalizzazione e attrazione degli investimenti”, ha detto in un messaggio inviato in occasione dell’evento. Il ruolo “strategico” delle Camere di Commercio all’estero “può diventare ancora più importante” nell’ambito “delle nuove tecnologie, per accompagnare e incoraggiare le imprese ad adottare le innovazioni tecnologiche per rafforzare ancora di più la loro competitività, un fattore fondamentale per la ricchezza dell’economia italiana”, ha aggiunto la vicepresidente della Camera, Anna Ascani.
Poi ha ricordato che “l’internazionalizzazione è fondamentale per le imprese italiane” e che le sfide in questo campo sono “numerose”. Per questo “è imprescindibile costruire un ecosistema solido, in cui istituzioni e imprese collaborino in sinergia”.
Il viceministro alle Imprese e al Made in Italy, Valentino Valentini, ha sottolineato che le Camere di Commercio all’estero possono giocare un ruolo anche “nel piano Mattei, che si basa su un rapporto di parità con i Paesi nei quali si insedia: credo che le Camere di Commercio ci possano servire a far capire meglio qual è l’intento di questo piano e a stabilire rapporti diversi” e più ampi. Il Mimit “fornisce un importante contributo di 7 milioni – che non è niente rispetto ai 45 milioni che vengono investiti – ma che serve comunque come contributo: vorremmo fare in modo che non fosse un sussidio, ma che aiutasse” le imprese “con una visione premiale. Il nostro compito come Ministero è quello di assecondare le Camere nel processo di riforma che deve avvenire per essere competitivi”, ha concluso.

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La Bce lascia i tassi invariati, inflazione rivista al ribasso

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento.
I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente al 4,50%, al 4,75% e al 4,00%.
Dalla sua ultima riunione di gennaio l’inflazione è diminuita ulteriormente. Nelle ultime proiezioni degli esperti della Bce l’inflazione è stata rivista al ribasso, in particolare per il 2024, principalmente per effetto del minore contributo dei prezzi dell’energia. Gli esperti indicano ora che si collocherebbe in media al 2,3% nel 2024, al 2% nel 2025 e all’1,9% nel 2026.
Anche l’inflazione al netto dell’energia e degli alimentari è stata corretta al ribasso, a una media del 2,6% nel 2024, del 2,1% nel 2025 e del 2,0% nel 2026. Nonostante l’ulteriore allentamento di gran parte delle misure dell’inflazione di fondo, le pressioni interne sui prezzi restano elevate anche a causa della forte crescita salariale. Le condizioni di finanziamento sono restrittive e i precedenti incrementi dei tassi di interesse continuano a incidere sulla domanda, contribuendo al calo dell’inflazione. Gli esperti della Bce hanno rivisto al ribasso la proiezione della crescita per il 2024 allo 0,6%; l’attività economica dovrebbe rimanere moderata nel breve periodo, per poi crescere dell’1,5% nel 2025 e dell’1,6% nel 2026, sostenuta inizialmente dai consumi e in seguito anche dagli investimenti.
Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine. In base alla sua attuale valutazione, ritiene che i tassi di interesse di riferimento della Bce si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo.
Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finchè necessario. Le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria.
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Logistica, Berghinz “Cuore del sistema economico, servono incentivi”

ROMA (ITALPRESS) – La logistica “è il cuore pulsante di un sistema economico-industriale, è un settore che ha bisogno di supporto e d’incentivi che mirino ad aiutare le imprese che, già da sole, fanno un lavoro assolutamente straordinario e quotidiano per i singoli cittadini e le singole imprese: senza la logistica non andiamo da nessuna parte, si fermerebbe tutto (e lo abbiamo visto durante il periodo del Covid), quindi c’è bisogno di una mano dal punto di vista legislativo, quanto più possibile, sui vari fronti”. Lo ha detto Nicolò Berghinz, responsabile Relazioni esterne di Alis, Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, in un’intervista alla Italpress.
Come Alis “lavoriamo in maniera assolutamente professionale con i vari governi che si sono succeduti e cerchiamo di mirare a un sistema d’incentivi per il nostro per il nostro settore, cercando di promuovere l’intermodalità che è la modalità di trasporto e di logistica più efficiente del presente e del futuro”, spiega.
Un’occasione per mostrare il valore del settore arriva da LetExpo 2024, la fiera del trasporto e della logistica sostenibili in programma a Verona dal 12 al 15 marzo.
“E’ un appuntamento importantissimo, saranno quattro giornate intense, con cinque padiglioni dedicati a singole tematiche”, a testimoniare “la trasversalità di Alis, che parte dal cuore del trasporto e della logistica ma poi va a dialogare con tutta la filiera, dal mondo dei servizi a quello della formazione, fino al mondo delle imprese produttrici. E’ veramente una fiera a 360 gradi, un expo che ha grandi temi: la sostenibilità – che per noi è un elemento cardine -, la digitalizzazione, l’internazionalizzazione e la formazione. Sui quattro palchi si alterneranno oltre 400 relatori per affrontare queste tematiche, avremo decine di migliaia di metri quadri di esposizione e oltre 400 espositori. Quest’anno puntiamo a superare i 100mila visitatori”, sottolinea Berghinz. Alis persegue “degli obiettivi strategici” su cui lavoriamo “continuamente”, come “la sostenibilità economica, ambientale e sociale, la digitalizzazione, la transizione energetica e digitale e l’internazionalizzazione delle imprese”, senza dimenticare ovviamente “la formazione”, fondamentale “per colmare il gap di competenze, perchè oggi le aziende hanno determinati fabbisogni professionali sempre sempre mutevoli. Dobbiamo stare al passo coi tempi, quindi dobbiamo aiutare e supportare le imprese nel far convergere i nostri giovani verso di esse in maniera assolutamente professionale. Da qui il nostro forte rapporto con scuole e Its”. Poi “naturalmente affrontiamo le emergenze e le situazioni del presente”, dall’opportunità “del Pnrr alle crisi internazionali che purtroppo vanno a toccare anche gli interessi del mondo della logistica”. La possibilità che l’attuale crisi in Mar Rosso incida sulla logistica “naturalmente esiste: c’è differenza tra percorrere il Mar Rosso e dover circumnavigare l’intero continente africano. Cerchiamo di mediare il più possibile in maniera molto concreta e operativa, dialogando anche con le autorità internazionali e con tutti gli enti preposti, al fine di risolvere al più presto queste queste situazioni che, oltre a provocare sofferenze umane, vanno a danneggiare tutto il sistema economico mondiale. Abbiamo un approccio non politico, ma molto pragmatico e diplomatico, perchè l’obiettivo è cercare di ridurre le tensioni: vediamo adesso gli sviluppi, speriamo veramente che la situazione si calmi il prima possibile”.
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Amplifon, nel 2023 ricavi record a 2,26 miliardi

MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Amplifon, riunitosi oggi sotto la presidenza di Susan Carol Holland, ha approvato il Progetto di Bilancio di Esercizio e il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2023.
“Il 2023 è stato per il nostro Gruppo un anno di ulteriore crescita, nel quale abbiamo raggiunto livelli record in valore assoluto sia in termini di ricavi, con un incremento di oltre il 10% a cambi costanti, sia di EBITDA, nonostante un mercato europeo più debole rispetto alle attese – commenta il Ceo Enrico Vita -. Sono orgoglioso di come la nostra organizzazione ha affrontato e risposto ad un contesto di mercato e macroeconomico particolarmente sfidante. E’ stato un anno importante per i significativi investimenti nel consolidamento ed espansione della rete anche grazie alle numerose acquisizioni nei mercati chiave del Nord America, dell’Europa e della Cina. Alla luce di questi investimenti, delle azioni di miglioramento della produttività avviate nella seconda parte del 2023 e dell’attesa normalizzazione del mercato europeo, prevediamo una crescita significativa anche nel 2024, sia dal punto di vista dei ricavi che della profittabilità”.
Nel 2023 i ricavi consolidati sono stati pari a 2.260,1 milioni di euro, in crescita del 10,2% a cambi costanti e del 6,7% a cambi correnti rispetto al 2022, raggiungendo un livello record. La performance è stata trainata da un’eccellente crescita organica, pari all’8,0%, superiore al mercato di riferimento, e dalle acquisizioni per il 2,2%, principalmente in Francia, Germania, Cina e Nord America. La crescita organica, nonostante il persistere di un mercato europeo più debole rispetto alle aspettative, è stata sostenuta dall’incremento di quote di mercato e dal positivo sviluppo delle azioni di pricing. L’impatto del cambio è stato negativo per il 3,5% per il deprezzamento del dollaro australiano, del dollaro neozelandese e, soprattutto, del peso argentino (svalutato a fine anno) nei confronti dell’euro nel corso del periodo. La performance è stata principalmente influenzata, rispetto a quanto precedentemente comunicato , dal deterioramento dei tassi di cambio a fine anno rispetto alle stime utilizzate in sede previsionale (con impatto negativo nell’ordine dei 15-20 milioni di euro).
L’EBITDA su base ricorrente è stato pari a 541,6 milioni di euro, in crescita del 3,1% rispetto al 2022. Il margine sui ricavi su base ricorrente è stato pari al 24,0%, in riduzione di 80 punti base rispetto al livello record del 2022, per effetto dei forti investimenti principalmente nel personale specializzato di negozio (audioprotesisti) per sostenere il percorso di crescita futura e della minore leva operativa dell’area EMEA a causa di un mercato più debole rispetto alle attese. L’EBITDA as reported si attesta a 526,8 milioni di euro, dopo costi non ricorrenti pari al 14,7 milioni di euro principalmente riconducibili all’applicazione del principio contabile IFRS 2 a seguito del piano di assegnazione di azioni comunicato il 5 gennaio 2023 .
L’EBIT si attesta a 274,0 milioni di euro su base ricorrente, rispetto a 285,3 milioni di euro registrati nel 2022, con un’incidenza sui ricavi pari al 12,1%. Tale andamento è attribuibile ai maggiori ammortamenti relativi ai forti investimenti per l’espansione del network, l’innovazione e la trasformazione digitale. L’EBIT as reported è stato pari a 259,2 milioni di euro.
L’utile netto su base ricorrente è pari a 165,8 milioni di euro, in riduzione del 9,5% rispetto a 183,3 milioni di euro registrati nel 2022 a seguito dei maggiori ammortamenti e dell’incremento degli oneri finanziari. Quest’ultimo, pari a 14,5 milioni di euro, è principalmente attribuibile all’aumento dei tassi di interesse (nonostante la maggior parte del debito a medio lungo termine sia a tasso fisso), all’aumento degli oneri derivanti dall’applicazione del principio IFRS 16 relativamente alle spese di affitto del network e all’effetto negativo dell’Inflation Accounting sulla consociata argentina.
Il risultato netto as reported, che riflette gli oneri non ricorrenti di cui sopra per 10,7 milioni di euro, è di 155,1 milioni di euro, con un tax rate che si attesta al 26,1%, in riduzione di 60 punti base rispetto al 2022. L’utile netto per azione rettificato (EPS adjusted) si attesta a 91,3 centesimi di euro in diminuzione del 6,6% rispetto ai 97,7 centesimi di euro riportati nel 2022.
Nel corso dell’anno il Gruppo ha acquisito oltre 340 punti vendita nei principali mercati chiave: Francia, Germania, Nord America e Cina per un investimento di oltre 108 milioni di euro. Nel 2023 è stata più che raddoppiata la dimensione della rete in Cina, dove oggi sono stati superati i 400 negozi. Complessivamente il network globale di Amplifon oggi conta circa 9.700 punti vendita.

– Foto ufficio stampa Amplifon –

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Al via intesa tra ANCL e Kyocera per lo sviluppo di nuovi modelli gestionali

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ROMA (ITALPRESS) – L’Associazione Nazionale dei Consulenti del lavoro, ANCL, annuncia di aver avviato una nuova intesa con Kyocera Document Solutions Italia, leader nelle soluzioni per la gestione documentale, con la finalità di mettere a disposizione dei Consulenti del Lavoro, soci ANCL, nuovi modelli gestionali e organizzativi per gli studi di questa categoria professionale.
Il Presidente Nazionale ANCL, Dario Montanaro, si è espresso in merito alla sottoscrizione della seguente intesa affermando che: “L’ANCL si impegna, da anni ormai, in favore della digitalizzazione e della semplificazione dei processi all’interno degli Studi Professionali dei Consulenti del Lavoro al fine di proteggerne il valore e di mettere in luce la qualità della prestazione professionale svolta. La collaborazione sinergica con Kyocera si inserisce in questo solco che nel tempo abbiamo tracciato e rappresenta un ulteriore passo verso la garanzia di un ancor più effettivo e completo supporto dei Consulenti del Lavoro nostri iscritti e contribuirà a mostrare quanto la sperimentazione di soluzioni tecnologiche all’avanguardia siano assolutamente necessarie e irrinunciabili per il professionista”.
Aggiunge poi Andrea Contarini, Marketing Director di Kyocera Document Solutions Italia: “Abbiamo lavorato insieme all’ANCL per disegnare una soluzione specifica per l’attività professionale dei Consulenti del Lavoro, che può davvero rivoluzionare l’approccio lavorativo incrementando ulteriormente l’efficienza e l’accuratezza per un servizio migliore alla propria clientela. La nostra soluzione offre una vera e propria scrivania virtuale dalla quale i professionisti possono gestire l’intero ciclo del documento, godendo di tutti i benefici della digitalizzazione.”
L’ANCL e Kyocera Document Solutions collaboreranno anche nello svolgimento di attività formative congiunte, al fine di promuovere la digitalizzazione e l’archiviazione della documentazione dei rapporti di lavoro, oltre che in materia di sostenibilità ambientale e sociale.
-foto ufficio stampa ANCL –
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Enasarco, nel 2023 risultato economico positivo per 237 milioni

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Enasarco, presieduto da Alfonsino Mei, ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo relativo al 2023, con un risultato economico positivo di 237 milioni di euro, +400%, a cui si aggiungono 39 milioni di euro di risultato del FIRR, per un valore complessivo di 276 milioni (circa +500%). Il patrimonio della Fondazione cresce a 8,7 miliardi di euro, +5% rispetto al 2022. La riserva legale, corrispondente al patrimonio netto, è pari a 5,8 miliardi di euro, contro 5,6 miliardi del 2022 e rappresenta 5,43 volte il valore delle prestazioni previdenziali 2023.
Il flusso contributivo è passato da 1,30 a 1,34 miliardi di euro, a fronte di una spesa pensionistica complessiva pari a 1,095 miliardi, mentre continua a diminuire il numero dei contribuenti, con un rapporto iscritti pensionati pari a 1,54.
Il contributo medio annuo pagato dall’agente è pari a 2.685 euro a cui si aggiunge in egual misura il contributo a carico della preponente, per un valore complessivo medio di 5.370 euro; di contro la pensione media annua di vecchiaia è pari a 9.510 euro, mentre si arricchisce il welfare a favore degli iscritti con una spesa complessiva pari a 22,5 milioni euro.
Sul fronte della gestione finanziaria, i proventi finanziari lordi sono passati da 145 a 177 milioni di euro, con un incremento del 20% circa.
Le valutazioni e le stime hanno pesato sul bilancio 2023 per 59 milioni, di cui 53 milioni riguardanti l’accantonamento per la perequazione delle pensioni, ancora sub iudice dei Ministeri Vigilanti.
“Nel corso del 2023, l’Organo amministrativo è intervenuto sulla gestione della Fondazione operando scelte doverose, sia per ciò che riguarda la gestione della previdenza e del welfare, sia nella gestione dell’ingente patrimonio degli iscritti – sottolinea Enasarco -. I risultati sono visibili e rispondono alle raccomandazioni dei Ministeri Vigilanti, dimostrando che l’autonomia gestionale delle Casse può proficuamente generare risultati di efficienza, grazie al processo di professionalizzazione che ha interessato il comparto. Di estrema importanza l’avvio della gestione segregata del FIRR a partire dal 2024, eseguita mediante regole semplici, di buon senso, conformi alla normativa vigente ed ispirate, per la gestione amministrativo contabile, alle norme già applicate alla Fondazione e alle best practice di settori similari a quello previdenziale. La strada intrapresa dimostra che la Fondazione è un corpo intermedio autonomo, in grado di iniziative sussidiarie di interesse generale, con risorse provenienti dalla categoria professionale rappresentata, senza alcun contributo direttamente riveniente dal circuito politico-istituzionale ed in grado di generare valore per la collettività rappresentata”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Acquisti della P.A., nel 2023 sul Mercato elettronico 8,6 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Consip S.p.A. ha pubblicato l’aggiornamento al 31 dicembre 2023 della Mappa georeferenziata degli acquisti della P.A., lo strumento di trasparenza e rendicontazione – messo a disposizione di amministrazioni, imprese e cittadini – per consultare i dati degli acquisti effettuati sugli strumenti di e-procurement MEF-Consip.
Tra gli strumenti, il più utilizzato è il Mercato elettronico della P.A. – Mepa con un “erogato” – il valore degli acquisti effettuati dalle amministrazioni secondo competenza economica – di 8,6 miliardi di euro, seguito da Convenzioni (7,1 miliardi), Sistema dinamico di acquisizione – Sdapa (4,2 miliardi) e Accordi quadro (3,7 miliardi).
Per quanto riguarda i settori merceologici, il valore degli acquisti maggiore si registra nell’ICT con 5,6 miliardi di euro, seguito da Altri beni e servizi con 5,5 miliardi di euro, Sanità con 5,1 miliardi di euro, Energia e Utilities con 4,1 miliardi di euro, Building Management con 1,8 miliardi di euro e Lavori con 1,5 miliardi di euro.
A livello territoriale, emerge che: il Lazio è la regione che ha fatto il maggior ricorso agli strumenti di e-procurement, con un valore che si avvicina ai 5,6 miliardi di euro. A livello provinciale, il primato spetta a Roma che da sola registra un valore di 5,3 miliardi di euro. La Calabria è la regione con la più alta crescita nell’utilizzo degli strumenti pari a +49% (rispetto allo stesso periodo del 2022), mentre a livello provinciale Forlì-Cesena (+81%). La Campania è la regione con il maggiore numero di fornitori abilitati al Mepa con 23.015 imprese, mentre tra le province la classifica è guidata da Roma con 14.397 imprese. Il Lazio è la regione con il maggiore numero di fornitori abilitati allo Sdapa con 3.386 imprese, mentre la prima provincia è ancora una volta Roma con 3.141 imprese.
Le mappe sono messe a disposizione degli utenti sul sito Consip (www.consip.it) nella sezione “Bandi di gara” e sul portale di e-procurement (www.acquistinretepa.it), nella sezione “Programma/Numeri”. Nella foto le tabelle di dettaglio con i dati territoriali.

– Foto Consip –

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