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Piazza Affari avvio in calo, attesa per le mosse della Bce

MILANO (ITALPRESS) – Avvio di seduta con il segno meno questa mattina a Piazza Affari dopo i primi scambi. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, segna un -0,30% a quota 33.262 punti, mentre l’Ftse All Share cede lo 0,30% a 35.390 punti. In ribasso anche l’Ftse Star, che cede lo 0,35% a quota 46.092 punti.
I mercati attendono la decisione della Bce sui tassi di interesse e le parole della presidente Christine Lagarde per avere indicazioni sui tempi del futuro allentamento della politica monetaria. In Asia cresce l’aspettativa che la Bank of Japan possa decretare la fine della politica di tassi negativi già questo mese. A Milano occhi puntati su Nexi, che ha chiuso il 2023 con una perdita da un miliardo a causa della svalutazione degli avviamenti e rivisto al ribasso la guidance sul 2024.
Per quanto riguarda le materie prime, stabile il prezzo del petrolio, con il Brent che scambia a quota 82,8 dollari al barile, mentre il Wti si porta a 79 dollari. In calo invece il prezzo del gas naturale, che sulla piazza di Amsterdam si porta a quota 26,03 euro al Mwh. Per quanto riguarda lo spread fra Btp e Bund tedeschi apre a quota 133 punti, con il rendimento del decennale al 3,66%, sempre ai minimi dal 2022. Anche le altre piazze finanziarie europee aprono in calo e prudenti, sulla scia della chiusura con il segno rosso fatto registrare da Tokyo, con il Nikkei che cede l’1,23%. Negative anche le piazze cinesi di Shanghai e Shenzhen. Tra le altre Borse europee, Parigi apre a -0,36%, Francoforte cede lo 0,39%, mentre Londra arretra dello 0,27%.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –

Pirelli, nel 2023 risultati superiori ai target

MILANO (ITALPRESS) – Il Cda di Pirelli & C. Ha approvato i risultati al 31 dicembre 2023, superiori agli obiettivi indicati nel novembre 2023, già rivisti al rialzo nel corso dell’anno.
I i ricavi sono stati pari a 6.650,1 milioni (6,6 miliardi il target), con una crescita dello 0,5% rispetto al 2022 grazie al forte miglioramento del price/mix. La crescita organica dei ricavi è stata pari a +6,8% (-6,3% l’impatto derivante dai cambi e dall’iperinflazione in Argentina e Turchia). L’High Value è pari al 75% del fatturato totale (71% nel 2022). L’Ebitda adjusted nel 2023 è stato pari a 1.446,1 milioni, in crescita del +2,7% rispetto ai 1.408,3 milioni del 2022. L’Ebit adjusted è stato pari a 1.001,8 milioni (985 milioni il target implicito di novembre), in miglioramento rispetto ai 977,8 milioni del 2022, con un margine Ebit adjusted pari al 15,1% (14,8% nel 2022).
Il contributo delle leve interne (price/mix ed efficienze) ha più che compensato le negatività dello scenario esterno (materie prime e inflazione). L’Ebit è stato pari a 808,3 milioni, in crescita rispetto ai 791,5 milioni del 2022. Gli oneri finanziari netti del 2023 sono stati pari a 194,1 milioni, in lieve flessione rispetto ai 201,7 milioni dell’esercizio 2022 per effetto dell’aumento degli oneri legati al debito in seguito al rialzo dei tassi, controbilanciato da una maggiore valutazione a fair value di altre attività finanziarie in Argentina per la gestione del rischio. L’utile netto nel 2023 è stato pari a 495,9 milioni, in crescita del 13,8% rispetto a 435,9 milioni nel 2022 e riflette il miglioramento della performance operativa e i benefici derivanti dal Patent Box. L’utile netto della capogruppo è stato pari a 242,9 milioni, rispetto ai 252,5 milioni dell’esercizio 2022. Il Cda proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,198 euro per azione per un totale complessivo di 198 milioni. Il flusso di cassa netto ante dividendi nel 2023 è stato positivo e pari a +508,9 milioni (superiore al target indicato a novembre compreso fra 450 e 470 milioni) rispetto ai +515,5 milioni del corrispondente periodo 2022. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2023 è pari a -2.261,7 milioni (-2.552,6 milioni al 31 dicembre 2022) meglio del target pari a -2,33 miliardi. Il margine di liquidità al 31 dicembre 2023 è pari a 2.981,6 milioni e garantisce la copertura delle scadenze sul debito verso banche e altri finanziatori fino al primo trimestre 2028. Nel corso dell’esercizio 2023 le spese in Ricerca & Sviluppo sono state pari a 288,5 milioni (4,3% delle vendite), di cui 269,4 milioni destinati alle attività High Value (5,4% dei ricavi High value).
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Fisco, Cna “Riforma procede ma Governo ascolti le imprese”

ROMA (ITALPRESS) – Confronto franco e con punti di convergenza quello tra la Cna e il vice ministro dell’Economia, Maurizio Leo, nel corso di un evento evento promosso dalla Confederazione per fare il punto sulla riforma del fisco. “Diamo atto al governo che la riforma sta procedendo speditamente. Sono già otto i decreti attuativi, un lavoro al quale la Cna ha partecipato in modo attivo presentando proposte che in parte sono state accolte”, ha sottolineato il presidente della Cna, Dario Costantini.
Quindi dialogo e confronto sono utili per evitare di prendere strade sbagliate, come l’aumento della ritenuta sui bonifici dall’8 all’11% che, ha sottolineato Costantini, “rappresenta una batosta per le nostre imprese, un anticipo di imposte di oltre 1,2 miliardi. Ed è ancora aperta la ferita sul Superbonus. Rimane l’emergenza dei crediti incagliati e una disordinata exit strategy. Costantini ha poi evidenziato che “la Cna è una associazione seria che merita di essere ascoltata. Da due anni siamo impegnati sulla proposta per l’autoproduzione di energia – ha detto – perchè il livello delle bollette rimane altissimo e mi ha fatto impressione parlare con imprenditori colpiti dall’alluvione e sentire che la priorità non è il fango ma i costi energetici. E’ per questo che abbiamo applaudito il governo per il decreto Pnrr dei giorni scorsi con il quale diventano realtà gli incentivi per l’installazione di piccoli impianti fotovoltaici. Abbiamo realizzato qualcosa di buono per le imprese, il Paese e le future generazioni”.
Il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, ha ribadito i pilastri della riforma fiscale: “certezza e semplificazione”.
Per Leo l’introduzione del reddito incrementale con tassazione agevolata proposto dalla Cna, è un tema “sul quale si può lavorare”, ma c’è il nodo delle risorse, così come per uniformare i vari regimi fiscali e per eliminare il disallineamento della no tax area che oggi penalizza imprenditori e autonomi.
Leo non ha nascosto che “la sfida è difficile ma occorre compiere un salto di qualità”, ma confida nella collaborazione con il sistema delle imprese e al riguardo ha annunciato altri due decreti attuativi in arrivo nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri, “uno sulla riscossione e poi per la rivisitazione del testo unico doganale”. Anche il segretario generale della Cna, Otello Gregorini, ha ribadito il ruolo essenziale svolto dalle piccole imprese “che rappresentano il 99% del tessuto produttivo. E’ necessario che le scelte di politica industriale, il sistema amministrativo, il fisco siano sempre coerenti con la fotografia dell’imprenditoria italiana. Non c’è contrapposizione tra grande e piccola impresa. Al contrario noi siamo i più convinti sostenitori che il Paese ha bisogno di grandi imprese”.
Gregorini ha poi sottolineato la necessità di un salto in avanti dell’organizzazione. “Il nostro sistema è chiamato ad alzare l’asticella dei servizi che offriamo alle imprese. Dobbiamo orientare le nostre competenze per aiutare le imprese a stare sul mercato”.
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– Foto: Italpress/xi2 –

Nel 2023 distribuzione dei redditi leggermente più equa

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2023, secondo un’indagine Istat sulla redistribusione del reddito, le modifiche al sistema di tasse e benefici introdotte nel corso del 2023 aumentano in lieve misura l’equità della distribuzione dei redditi disponibili.
In particolare, osserva l’Istat, le politiche che hanno effetti sulla formazione dei redditi familiari sono, principalmente, riconducibili a misure già esistenti nel 2022. L’Istituto ha valutato gli effetti delle modifiche apportate con l’assegno unico e universale per i figli a carico; il reddito di cittadinanza, inclusa l’introduzione del Supporto per la formazione e il lavoro e l’esonero parziale dei contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti. La diseguaglianza, valutata attraverso l’indice di Gini, passa dal 31,9% al 31,7%; più marcato è l’effetto sul rischio di povertà che diminuisce di oltre un punto percentuale, dal 20% al 18,8%. La quasi totalità delle famiglie che percepisce l’assegno unico e universale per i figli a carico (92,3%) ottiene dalle modifiche entrate in vigore nel 2023, incluso l’aggiornamento automatico al costo della vita di soglie e importi, un aumento medio, rispetto all’assegno ricevuto nel corso del 2022, di 719 euro annui.
Dal punto di vista distributivo, sono le famiglie che appartengono ai due quinti più poveri quelle che sperimentano un maggiore aumento relativo (una variazione sul reddito familiare rispettivamente del 3,6% e del 2,2%). Una quota contenuta di famiglie (7,7% delle famiglie destinatarie dell’assegno) sperimenta, invece, un peggioramento dei redditi rispetto al 2022. Tale perdita è riconducibile sia alla riduzione delle compensazioni temporanee per l’assegno unico ai 2/3 dell’importo, sia al fatto che nel 2022 erano ancora in vigore, seppure solo per i primi due mesi, le detrazioni per i figli a carico, l’assegno al nucleo familiare e l’assegno temporaneo, misure che nel loro insieme riguardavano una più ampia platea di famiglie. Le famiglie che riscontrano una diminuzione o un annullamento del reddito/pensione di Cittadinanza rispetto al 2022 sono circa un milione. La riduzione è riconducibile al miglioramento nei livelli di reddito (senza una contestuale rivalutazione dei requisiti Isee per accedere al beneficio) e alla diminuzione sia nei mesi di fruizione (a seguito della parziale modifica dei criteri di eleggibilità), sia nel tasso di adesione delle famiglie alla misura. La perdita ammonta in media a 1.663 euro (pari a circa 138 euro mensili) e riguarda quasi esclusivamente le famiglie che si collocano nel quinto più povero della distribuzione dei redditi.
L’esonero parziale dei contributi previdenziali in vigore nel 2023 comporta un miglioramento dei redditi disponibili per circa 11 milioni di famiglie (43% delle famiglie residenti in Italia), che in media percepiscono un beneficio, valutato al netto delle interazioni fiscali, di 537 euro più alto di quello ricevuto nel 2022 grazie all’esonero contributivo in vigore quell’anno.
Le famiglie che traggono il maggior guadagno in valore assoluto sono quelle dei quinti centrali di reddito (569 euro per il terzo quinto e 630 per il quarto) che percepiscono anche la quota maggioritaria del guadagno totale. Le famiglie che registrano, invece, una perdita rispetto al 2022 sono poco meno di un milione (il 3,8% del totale delle famiglie). Il peggioramento è riconducibile in larga parte alla perdita del diritto al trattamento integrativo dei redditi, in seguito al superamento, grazie all’esonero contributivo, della soglia di reddito di 28mila euro. Nel complesso, l’effetto redistributivo dei trasferimenti e del prelievo è significativamente più importante nel Mezzogiorno, dove si rileva una riduzione della diseguaglianza nel passaggio dal reddito primario al reddito disponibile di 16,9 punti percentuali (15,2% al Nord e 14,2% al Centro).
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– Foto: Agenzia Fotogramma –

Stefano Collatina nuovo presidente di Egualia

MILANO (ITALPRESS) – Si è svolta a Milano l’Assemblea di Egualia, l’associazione dei produttori di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines, chiamata a rinnovare i propri organi istituzionali per il biennio 2024 – 2025.
Il Consiglio Direttivo scelto dall’Assemblea di Egualia ha eletto alla guida dell’associazione Stefano Collatina, Presidente e Amministratore Delegato di Baxter SpA, affiliata italiana di Baxter Healthcare: il neo-eletto, è anche responsabile della Business Unit Pharmaceutical Central&South Europe per i principali mercati europei, Presidente del CdA di Baxter srl che gestisce l’impianto di Compounding di Sesto Fiorentino. In oltre 20 anni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità a livello nazionale ed internazionale. Prima di diventare Presidente in Egualia ha ricoperto il ruolo di Vice Presidente e Coordinatore del Gruppo Italiano Biosimilari.
Collatina subentra ad Enrique Hausermann – ininterrottamente alla guida dell’associazione, prima denominata Assogenerici, dal 2013 – che resta past president.
«Sono onorato di assumere l’incarico di Presidente di Egualia e – certo di interpretare il sentimento di tutti i nostri associati – mi sento particolarmente grato ad Enrique Hàusermann per l’incredibile impegno di questi 11 anni che hanno trasformato l’industria dei farmaci equivalenti e biosimilari in Italia. Un’industria strategica per il ruolo centrale che ha assunto nel garantire accesso al farmaco ed equilibrio economico alla spesa pubblica e che in 20 anni è arrivata a garantire oltre il 30 % del fabbisogno farmaceutico nazionale – ha dichiarato il neopresidente Stefano Collatina – . Il nostro comparto si prepara ad affrontare delle sfide importanti a partire da tre principali priorità – ha proseguito – rendere compatibili gli interessi di salute pubblica con la sostenibilità industriale, rafforzare la competitività del settore dei farmaci maturi e fuori brevetto quale perno nell’accesso alle terapie croniche e guidare al meglio l’implementazione di dossier europei cruciali sul fronte regolatorio e ambientale. Sono fiducioso che il dialogo avviato con questo Governo possa portare a programmare le migliori soluzioni per queste sfide».
In apertura dei lavori l’intervento del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che ha auspicato il mantenimento del clima di dialogo e confronto instaurato dal Governo con i vertici di Egualia. «Dall’inizio del mandato abbiamo cercato di affrontare passo passo alcuni dei nodi principali del settore, a partire dall’insediamento del tavolo delle carenze: un fenomeno che abbiamo visto essere sovrastimato ed abbiamo fatto uno sforzo comune per interpretare questo momento», ha ricordato. «E’ stata affrontata con una norma già all’esame del Parlamento la richiesta delle aziende di riduzione del preavviso per la segnalazione delle carenze e siamo impegnati ad affrontare il tema della sostenibilità dei farmaci con un prezzo inferiore ai 5 euro», ha proseguito Gemmato, ricordando anche infine il tema cruciale della governance, da declinare attraverso lo spostamento di categorie dalla distribuzione diretta alla convenzionata, possibile secondo quanto previsto dalla norma della Legge di Bilancio 2024. «E’ un tema su cui il ministero sta lavorando anche su sollecitazione delle associazioni dei pazienti e che riteniamo particolarmente importante – ha concluso – perchè rendere il farmaco accessibile serve ai pazienti ma serve anche a migliorare le performance del SSN».
Ad affiancare Collatina nel Consiglio di Presidenza, nel ruolo di Vicepresidenti, Umberto Comberiati (Teva Italia), Cinzia Falasco Volpin (Zentiva Italia) Davide Businelli (Lab. Farmacologico Milanese), Paolo Angeletti (S.A.L.F.), Massimiliano Rocchi (Accord Healthcare Italia), Salvatore Butti (EG – Stada), Fabio Torriglia (Viatris Italia), Marco Forestiere (Sandoz) e Riccardo Zagaria (DOC Generici).
Confermato Giovanni Sala (Medac Pharma) in qualità tesoriere dell’associazione.
Fanno anche parte del Consiglio Direttivo: Marco Pianta (Fresenius Kabi Italia), Fabio Scaccia (Farmitalia), Giorgio Oberrauch (Doppel Farmaceutici), Andrea Rottura (Towa Pharmaceutical).

– Foto ufficio stampa Egualia –

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Piazza Affari chiude in rialzo, spread ai minimi da due anni

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in rialzo a Piazza Affari al termine di una seduta che si era aperta con un lieve segno meno. L’indice Ftse Mib segna un +0,71% a quota 33.146 punti, mentre l’Ftse Italia All Share guadagna lo 0,63% a quota 35.259 punti. In deciso ribasso invece l’Ftse Star, che lascia sul terreno l’1,35% a quota 45.917 punti. I mercati sono rimasti particolarmente prudenti, dopo le previsioni non entusiasmanti sull’economia cinese. L’attesa degli investitori, infatti, è tutta sulle primarie statunitensi e le decisioni delle banche centrali per un possibile taglio dei tassi a breve.
A Milano in evidenza soprattutto i titoli legati al comparto dell’energia. Bene in generale anche le utilities e acquisti su Intesa Sanpaolo e Mediobanca. Per quanto riguarda le materie prime, in calo il prezzo del petrolio, con il Brent che viene scambiato a quota 82,7 dollari al barile, mentre il Wti si porta a 78,7 dollari. Prosegue invece il rialzo del prezzo del gas naturale, che sul mercato di Amsterdam scambia a 27,5 euro al MWh. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude in calo a quota 139 punti, con il rendimento del decennale al 3,70%, portandosi ai livelli più bassi da due anni. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi A2A che guadagna 3,8 punti, ma in rialzo anche Saipem, Tenaris e Hera. Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Moncler che cede 1,4 punti, ma in calo anche Interpump Group, Stm e Telecom Italia. Le altre principali Borse europee archiviano gli scambi deboli, sulla scia dell’avvio con il segno rosso a Wall Street. Tra le piazze finanziarie, Parigi segna un -0,32%, Francoforte cede lo 0,13%, mentre Londra è praticamente piatta con un +0,05%.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –

Pil, Istat rivede al rialzo variazione acquisita per il 2024

ROMA (ITALPRESS) – Nel quarto trimestre del 2023, secondo i dati Istat, il prodotto interno lordo espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% nei confronti del quarto trimestre del 2022. La crescita congiunturale del Pil diffusa il 30 gennaio 2024 era stata dello 0,2% mentre quella tendenziale era stata dello 0,5%. Il quarto trimestre del 2023 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al quarto trimestre del 2022. La variazione acquisita per il 2024 è pari a +0,2% (era stata stimata pari a +0,1% il 30 gennaio 2024). Riguardo ai principali aggregati della domanda interna, sono in diminuzione rispetto al trimestre precedente i consumi finali nazionali dello 0,9%, mentre gli investimenti fissi lordi crescono del 2,4%, le importazioni dello 0,2% e le esportazioni dell’1,2%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,2 punti percentuali alla crescita del Pil a seguito del contributo negativo di 0,8 punti percentuali dei consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private. Per contro, sia gli investimenti fissi lordi sia la spesa delle Amministrazioni Pubbliche hanno fornito un contributo positivo alla crescita del Pil, rispettivamente pari a 0,5 e 0,1 punti percentuali. Positivo anche il contributo della domanda estera netta, che è risultato pari a 0,4 punti percentuali, mentre nullo è stato quello della variazione delle scorte. Si registrano andamenti congiunturali negativi del valore aggiunto nell’agricoltura, silvicoltura e pesca e nei servizi, in misura rispettivamente pari a 0,3% e 0,1%, a fronte di una crescita dell’1,1% nell’industria, sospinta dalla forte crescita nelle costruzioni.
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– Foto: ufficio stampa Istat –

Piaggio, nel 2023 utile netto da record

ROMA (ITALPRESS) – Il Gruppo Piaggio chiude il 2023 con ricavi netti consolidati pari a 1.994,6 milioni (-4,4% rispetto a 2.087,4 milioni nel 2022). A livello geografico, l’India ha mostrato un andamento molto positivo (+14,9%), l’area Emea e Americas ha consuntivato un fatturato stabile rispetto all’anno precedente, mentre è risultata in flessione l’area Asia Pacific (-23,8% a cambi costanti). Il margine lordo industriale è stato pari a 574,7 milioni, in crescita del 3,6% (554,9 milioni registrati nel 2022), con un’incidenza sul fatturato del 28,8% (26,6% nel 2022). Le spese operative sostenute dal Gruppo al 31 dicembre 2023 sono risultate pari a 394 milioni (396,2 milioni nel 2022). L’evoluzione del conto economico sopra descritta porta a un Ebitda consolidato di 325 milioni, il più alto mai registrato, in miglioramento del 9% (298,1 milioni nel 2022). L’Ebitda margin è pari al 16,3% (14,3% al 31 dicembre 2022).
Il risultato operativo è stato pari a 180,7 milioni, in progresso del 13,8% (158,7 milioni nel 2022). L’Ebit margin è pari al 9,1% (7,6% al 31 dicembre 2022). Il risultato ante imposte del periodo è stato pari a 135,3 milioni, in crescita del 6,4% (127,2 milioni nel 2022). Nel 2023 il Gruppo Piaggio ha consuntivato un utile netto positivo per 91,1 milioni, il risultato migliore di sempre e in crescita del 7,3% rispetto ai 84,9 milioni al 31 dicembre 2022. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2023 risulta pari a 434 milioni (368,2 milioni registrati al 31 dicembre 2022). Il patrimonio netto del Gruppo al 31 dicembre 2023 ammonta a 416 milioni (417,8 milioni al 31 dicembre 2022).
Il Cda proporrà all’assemblea degli azionisti di distribuire un saldo sul dividendo di 8 centesimi, lordo da imposte, per ciascuna azione ordinaria avente diritto (in aggiunta all’acconto di 12,5 centesimi pagato il 20 settembre 2023), per un dividendo totale dell’esercizio 2023 di 20,5 centesimi, pari a complessivi 72.630.957,04 euro. La società conferma gli investimenti previsti in nuovi prodotti nel settore delle due ruote e in quello dei veicoli commerciali e il consolidamento del proprio impegno sulle tematiche Esg. “Gli investimenti in nuovi prodotti e la continua ricerca di nuove tecnologie sia nella meccanica che nella robotica e nel software intelligente consentono di preparare il prossimo futuro con ottimismo, tenendo sotto controllo la generazione di cassa”, sottolinea Michele Colaninno, Ad – Ceo del Gruppo Piaggio, commentando i dati dell’esercizio 2023. “La costante attenzione ai processi aziendali e al miglioramento della produttività – ha aggiunto – hanno generato marginalità molto interessanti, superando il 16% di Ebitda Margin. In relazione alle tematiche Esg e alla mobilità green, il Gruppo sta rispettando i tempi e gli investimenti nei siti produttivi in Italia attuando azioni concrete per concorrere al raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea”, ha concluso Colaninno.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa Piaggio –