ROMA (ITALPRESS) – Oggi nel Lazio su 2.312 tamponi molecolari e 8.632 tamponi antigenici per un totale di 10.944 tamponi, si registrano 1.535 nuovi casi positivi (-1.139), sono 2 i decessi (+2), 646 i ricoverati (+16), 29 le terapie intensive (-2) e +2.691 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 14%. Lo rende noto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, sottolineando in una nota che i casi a Roma città sono a quota 998.
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Nel Lazio 1.535 nuovi casi di Covid e 2 decessi
Leodori “Consorzio Industriale del Lazio punto di riferimento”
ROMA (ITALPRESS) – L’Assemblea generale dei Soci ha nominato il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Industriale del Lazio che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni. Alla guida del Consorzio sono stati confermati il Vice Presidente Salvatore Forte e i Consiglieri di Amministrazione Angelo Giovanni Ientile, Cosimo Peduto e Maurizio Tarquini. Alla Presidenza, come da nomina con decreto regionale, Francesco De Angelis.
Una seduta dai numeri record con la presenza di soci per oltre l’80% delle quote e che ha visto una convergenza unanime sulla mission del nuovo Consorzio industriale.
La seduta, che si è svolta nella sala Tevere della Regione Lazio si è aperta con la presa d’atto del decreto del Presidente della Regione che lo scorso mese di settembre ha approvato l’Assemblea Generale del Consorzio. Nella stessa seduta è stato anche approvato il bilancio dell’Ente. Atti che segnano la completa entrata in funzione del Consorzio con la fine della gestione provvisoria e l’inizio di quella effettiva. Un percorso lungo e articolato che ha consentito di arrivare alla completa omogenizzazione di tutti gli enti industriali confluiti nel Consorzio industriale del Lazio (Asi Frosinone, Rieti, Roma-Latina, Cosilam e Sud Pontino) dando così vita all’Ente industriale più grande d’Italia.
Nel corso della seduta ha portato i saluti della Regione Lazio il Vice Presidente Daniele Leodori che ha affermato: “La Regione Lazio ha scommesso tanto su questo nuovo strumento che è fondamentale. In questo momento di forte crisi economica che tutto il mondo sta attraversando è indispensabile unire le forze. Un ente fondamentale per avere un’interlocuzione unica e uno sguardo più omogeneo per lo sviluppo del territorio regionale. L’auspicio, e l’augurio, è quello di far diventare questo Consorzio un punto di riferimento al fine di incentivare investimenti nel Lazio”.
Particolarmente entusiasta il Presidente del Consorzio Industriale del Lazio Francesco De Angelis che ha affermato: “Con la seduta dell’Assemblea generale dei soci di oggi si chiude la fase transitoria. Adesso entriamo nel vivo e nel pieno delle nostre attività, si apre una fase molto importante in cui, insieme con tutti i rappresentanti dell’Assemblea, dovremo realizzare quei progetti di riforma che abbiamo messo in campo, un progetto che cambia la mission del Consorzio rendendola più smart, moderna e al passo con i tempi”.
“L’obiettivo sarà quello di rendere questo territorio sempre più competitivo con infrastrutture che consentano di attrarre nuovi investimenti e incentivare nuovi insediamenti produttivi. Un lavoro che insieme al Consiglio di Amministrazione abbiamo già avviato in questa prima fase transitoria con un maxi programma d’investimento da 50 milioni di euro per 40 opere infrastrutturali. Ma stiamo lavorando anche sulla reindustrializzazione dei siti dismessi e su progettualità specifiche nel settore dell’urbanistica. In questi ultimi mesi gli uffici mi hanno evidenziato che le richieste di maggiori investimenti, ma anche nuovi insediamenti, sono del settore logistico. Per questo c’è la necessità di lavorare a uno strumento urbanistico che sia sempre più al passo con i tempi. Quello che è stato messo in campo con il Consorzio Industriale del Lazio è un progetto molto valido, proficuo, utile per l’intero territorio con il sostegno di tutti i soci. Oggi con l’approvazione in Assemblea apriamo una nuova fase grazie alla quale potremo mettere in atto nuovi e importanti progetti per le nostre aziende. Attività che consentiranno di dare risposte, in una visione globale, alle imprese che stanno attraversando uno dei momenti più difficili nella storia industriale recente. Oggi abbiamo i mezzi e, sono sicuro, con una visione d’insieme e un impegno collettivo sapremo garantire il giusto sviluppo di cui il Lazio ha bisogno” ha concluso.
Nel corso della seduta si è preso anche atto del decreto del Presidente del Consiglio regionale del Lazio procedendo alla nomina del nuovo collegio sindacale composto dal presidente dottore Salvatore Di Cecca e dai membri dottori Cristina Marrone e Marco Lombardi. Mentre come membri supplenti sono stati eletti i dottori Valentina Caldaroni, Monica Vecchiati e Luca Belleggi.
– foto: ufficio stampa Consorzio Industriale del Lazio
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Studio sulla povertà nel Lazio, D’Amato “Mettere al centro lavoro e sviluppo”
ROMA (ITALPRESS) – “L’aumento delle persone che chiedono aiuti alimentari è un dato assolutamente preoccupante. Occorre mettere al centro l’emancipazione, ovvero creare sviluppo, dare lavoro, dare istruzione e far muovere l’ascensore sociale che oramai è bloccato. Desidero ringraziare il segretario generale di Cisl Lazio, Enrico Coppotelli per lo studio condotto da ActionAid che fotografa una situazione di disagio che rappresenta un campanello d’allarme importante per tutte le istituzioni”. Lo dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
Il Lazio, dopo la Campania e la Sicilia, è la terza regione in Italia per numero di persone che si rivolgono agli enti per l’assistenza alimentare. Il dato emerge da un recente studio condotto da ActionAid, che ha raccolto i dati forniti da Agea, l’agenzia governativa che fornisce aiuti economici e distribuisce le eccedenze alimentari agli enti del terzo settore. Da giugno 2020 ad oggi la crescita è stata di 91.500 persone. Il dato di agosto 2022 è di 285.368 soggetti. Su una popolazione complessiva che non tocca i 6 milioni di abitanti.
Vuol dire che il 5% della popolazione laziale chiede aiuti alimentari. A giugno 2020 erano 193.846, a gennaio 2021 183.260, a marzo 2022 266.316. Il report di ActionAid si chiama “Cresciuti troppo in fretta: gli adolescenti e la povertà alimentare in Italia”. Sono state raccolte testimonianze di giovani tra gli 11 e i 16 anni che vivono in condizioni di povertà alimentare. Emerge un quadro noto ma non per questo meno allarmante: tra i “nuovi poveri” ci sono famiglie che, nonostante il lavoro, o la sua perdita e precarizzazione, si sono trovate dall’oggi al domani in condizioni di indigenza assoluta.
“Come Cisl del Lazio nelle prossime settimane presenteremo una Agenda Cisl per la nostra Regione per rilanciare lavoro, coesione, investimenti, produttività, inclusione, sanità politiche sociali e tanto altro. Una road map che consegniamo a chi sarà chiamato a guidare la Regione Lazio dopo le urne, nella consapevolezza che per realizzare il Lazio del futuro occorre rimettere al centro la persona in un clima di concertazione e corresponsabilità sociale”, spiega la Cisl del Lazio in una nota.
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Nel Lazio 2.903 nuovi casi di Covid e 3 decessi
ROMA (ITALPRESS) – Oggi nel Lazio su 3.523 tamponi molecolari e 16.465 tamponi antigenici per un totale di 19.988 tamponi, si registrano 2.903 nuovi casi positivi (-413), sono 3 i decessi (-4), 630 i ricoverati (+10), 37 le terapie intensive (+1) e +2.045 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 14,5%. Lo rende noto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio d’Amato, sottolineando in una nota che i casi a Roma città sono a quota 1.547.
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Dossier “Mafie nel Lazio”, a Roma oltre 100 piazze di spaccio
ROMA (ITALPRESS) – La delocalizzazione delle attività criminali nel Lazio da parte delle mafie tradizionali e il salto di qualità delle organizzazioni autoctone nella gestione delle oltre 100 piazze di spaccio della Capitale, che si caratterizza come un “laboratorio” dove osservare le trasformazioni in corso nelle mafie storiche e il loro radicamento in aree esterne a quelle di origine: sono le evidenze che emergono dal VI e VII rapporto “Mafie nel Lazio”, curato dall’Osservatorio tecnico-scientifico per la Sicurezza e la Legalità e presentato oggi a Roma dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Nelle indagini prese in esame in queste due edizioni del Rapporto emergono con maggiore chiarezza alcune caratteristiche sulla dinamicità delle famiglie mafiose: un’evoluzione storica del modello, un salto di qualità nell’agire delle mafie tradizionali nel Lazio e l’interazione, sullo stesso territorio, di diverse organizzazioni criminali. “Il sesto e settimo rapporto confermano che siamo in presenza di un cambio di fase: le organizzazioni delle mafie tradizionali (in particolare Cosa Nostra e ‘ndrangheta) hanno trasferito la propria struttura criminale a Roma, in un processo di vera e propria ‘delocalizzazionè delle attività criminali”, ha aggiunto Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la legalità e la sicurezza della Regione Lazio. “Il dato più inquietante che emerge dal rapporto è il salto di qualità della criminalità organizzata romana, il ‘contagiò e la diffusione del metodo mafioso, soprattutto nella gestione delle oltre 100 piazze di spaccio, lavorando anche sul consenso sociale, sul ‘welfarè dell’organizzazione: un passaggio tipico di Cosa Nostra”, ha sottolineato. “Nel Lazio ci sono intere zone in un cono d’ombra, soprattutto nel sud Pontino: occorre un salto di qualità, anche nella mobilitazione civile”. “Istituzioni e cittadini possono operare insieme per contrastare le mafie”, ha spiegato Ilaria Calò, Procuratrice Aggiunta della Direzione Distrettuale Antimafia-Roma. “Nel Lazio coesistono organizzazioni criminali di tipo diverso” e “c’è una convergenza di interessi della criminalità sul territorio della Capitale”. “A Roma, nel settore degli stupefacenti – spiega ancora – esiste un sistema multilivello: siamo in grado di ‘coprirè tutte le fasi della distribuzione, dal trasporto ai ‘broker’ che agiscono sul territorio”. Con 3.471 operazioni eseguite nel 2021, il Lazio si colloca al secondo posto dopo la Lombardia per le operazioni antidroga svolte in tutta Italia, di cui 3.046 a Roma (il 14,29% rispetto al dato complessivo nazionale). Nel 2021 sono stati eseguiti 3.579 arresti, con 4.614 persone denunciate e oltre 7 tonnellate di sostanze sequestrate. Il traffico di sostanze stupefacenti spinge “le organizzazioni mafiose a riciclare i cospicui proventi illeciti”: in questo si inserisce “l’azione di contrasto ai patrimoni illeciti da parte della Guardia di Finanza, ha sottolineato il Colonnello Roberto Prosperi, Comandante del Gruppo Analisi e Relazioni Operative del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza. “L’attacco ai patrimoni illeciti non può essere demandato solo alla Guardia di Finanza, ci vuole un allargamento degli attori che possono incidere su questo ambito”, ha sottolineato poi il Prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. Nel corso del tempo, aggiunge Prosperi, “c’è stata un’evoluzione delle organizzazioni criminali, che sono sempre violente, ma nel tempo si sono infiltrate nell’economia legale” e hanno “bisogno dell’opera di professionisti e imprenditori collusi”. Il loro obiettivo – spiega poi il Colonnello Gianluca Valerio, Vice Comandante del ROS – “è inserirsi negli apparati dello Stato e dell’economia con l’unico fine della convenienza parassitaria”. Nel rapporto, anche un’appendice sui numeri delle operazioni finanziarie sospette registrate da Uif Bankitalia, che sono passate da 14.329 del 2020 a 17.236 del 2021: numeri che configurano Roma come capitale del riciclaggio. “Le organizzazioni criminali strutturate hanno come obiettivo il profitto, ma soprattutto il conseguimento del potere. In trent’anni siamo riusciti a conseguire dei risultati straordinari, ma bisogna fare un salto di qualità nell’azione di contrasto nei confronti delle ‘imprese mafiosè. Cosa possiamo fare? Intanto formare il personale, poi andare ad attivare le misure di prevenzione patrimoniali, per aggredire i patrimoni illeciti con tutti gli strumenti possibili”, conclude Messina. (ITALPRESS).
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Zingaretti “In arrivo nel Lazio 17 miliardi del Pnrr, firmato protocollo di legalità”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ una giornata molto importante all’insegna della trasparenza, della legalità, della certezza delle procedure, stanno arrivando 17 miliardi di euro di investimenti dai fondi del Pnrr e dalla programmazione europea e abbiamo sottoscritto con la questura di Roma, la Polizia, la Guardia di Finanza, l’Arma dei Carabinieri, un protocollo che permetterà alle Forze dell’Ordine di interagire con la macchina amministrativa regionale, come le banche dati, anche per quanto concerne tutte le normali procedure di gara a prescindere dalla presenza di rischi o a prescindere dalla presenza di indagini”.
Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine della firma del protocollo d’intesa sulla legalità nella gestione dei fondi del Pnrr destinati al Lazio.
“Apriamo come una casa di vetro la Regione” ha aggiunto ” per collaborare insieme ed alzare al massimo il livello di vigilanza e legalità”.
Il protocollo è stato firmato dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, Matteo Piantedosi, prefetto di Roma, Mario Della Cioppa, Questore di Roma, Antonio De Vita, Comandante della Legione Carabinieri Lazio; Virgilio Pomponi, Comandante Regionale Lazio della Guardia di Finanza.
Il presidente della Regione Lazio ha ricordato che “siamo coscienti che con l’arrivo di una massa enorme di risorse pubbliche, in una economia che fa fatica ad andare avanti, è importante alzare il livello di trasparenza, di prevenzione e di legalità contro il crimine e conte le forze che possono attentare alla buona spesa pubblica. Siamo tutti d’accordo che bisogna correre ma noi nel Lazio vogliamo che questa corsa vada di pari passo con la trasparenza e la legalità”.
Con la programmazione del Pnrr arriveranno nel Lazio oltre 17 miliardi di euro, con il Protocollo saranno messe in campo misure per la prevenzione di ogni forma di frode e di illegalità nell’utilizzo delle risorse pubbliche del Programma Nazionale di Ripresa e resilienza.
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A Roma nasce il nuovo ospedale Fatebenefratelli, un polo di eccellenza
ROMA (ITALPRESS) – Un ospedale al servizio di tutti e un polo di eccellenza nazionale al centro di Roma, grazie alla tradizione del Fatebenefratelli, alle competenze del Policlinico Gemelli e della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica: è il cuore del progetto dell’ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina – Gemelli Isola, presentato oggi a Roma. L’obiettivo è creare una struttura di riferimento nazionale per tutte le specialità in cui si svilupperanno i centri di eccellenza per patologia, nonchè un centro di innovazione organizzativa e tecnologica.
“Oggi è un nuovo inizio” per “il più antico ospedale d’Europa”, con “un nuovo assetto organizzativo e una nuova governance fortemente sostenuta dalla Regione, al servizio dei cittadini e della comunità. Questa è una struttura che da sempre serve soprattutto una popolazione anziana e femminile, e deve mantenere il suo ruolo pubblico. Questo per noi è molto importante”, ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, a margine della conferenza stampa di presentazione. “Abbiamo lavorato con sobrietà e in silenzio, cercando di ridurre i tempi di burocrazia, cercando di completare il percorso di accreditamento di questa struttura” e “non è stato facile”, ha aggiunto poi. “Oggi è un nuovo inizio dopo un periodo difficile: avere un punto di riferimento è importante anche per una rinnovata coesione sociale, soprattutto nei confronti delle fasce sociali più deboli della popolazione”.
“La giornata di oggi segna una nuova fase per la sanità cattolica e per la nostra comunità, in cui l’innovazione e la tradizione rappresentano le due linee di indirizzo. Un percorso avviato in sinergia con la Santa Sede, e la continua collaborazione delle istituzioni ed enti delle due strutture, che intende trasformare l’istituto in un ospedale al servizio di tutti”, ha spiegato Paolo Nusiner, presidente dell’Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina – Gemelli Isola, “un nuovo polo di eccellenza perfettamente integrato con il territorio, in cui ricerca, formazione e innovazione tecnologica si fondono per lanciare un nuovo servizio sanitario di qualità, a disposizione di tutti, anche dei più bisognosi”, ha sottolineato.
“La ricerca dell’eccellenza è per noi obiettivo imprescindibile di questa operazione, insieme alla sostenibilità economico-finanziaria di lungo periodo. L’ospedale che vogliamo costruire nei prossimi anni è un luogo in cui competenze scientifiche e tecniche, sensibilità umana, etica e valori cattolici diventano motivante impegno al servizio di tutti, per cure eccellenti e accessibili all’intera comunità”, ha aggiunto l’amministratore delegato Daniele Piacentini. “Stiamo lavorando per inserire all’interno dell’ospedale dei network di didattica e ricerca dell’Università Cattolica e del Policlinico Gemelli, per dare ai professionisti opportunità di crescita e di formazione. Per farlo, dobbiamo investire sia sulle risorse umane, valorizzando le competenze dei professionisti del Fatebenefratelli, integrandole con quelle messe a disposizione dal gemelli, sia sulle tecnologie e sulla riqualificazione architettonica delle aree comuni e dei reparti di degenza. Investimenti che saranno possibili grazie al contributo determinante dei soci fondatori della Sanità Isola Tiberina”, ha sottolineato.
“Stiamo lavorando per dare risposte tempestive ed efficaci e colmare le criticità che il settore sanitario ha dovuto affrontare durante la pandemia. Abbiamo rafforzato la squadra dell’area ostetrica e ginecologica, ampliato l’accoglienza delle persone con patologie oncologiche addominali, tiroidee e senologiche attraverso percorsi integrati medico-chirurgici e radioterapici, sfruttando un’eccellente radioterapia che verrà ampliata ulteriormente”, ha concluso il direttore dell’Area Clinica-Scientifica, Sergio Alfieri. “Abbiamo inoltre ottimizzato il funzionamento del reparto ortopedico, con particolare attenzione alle patologie della spalla e del ginocchio, così come abbiamo potenziato – con nuove tecnologie e personale – la parte diagnostica che riguarda l’endoscopia operativa e la radiologia”.
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D’Amato “La sanità del Lazio guarda al futuro”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono cinque le aziende sanitarie del Lazio giunte alla fase finale per l’assegnazione degli Oscar della Sanità ovvero i ‘Lean Healthcare Award 2022′. E’ una notizia che ci riempie di orgoglio. Un premio che promuove le migliori realtà innovative nel campo della sanità e della salute e tra le finaliste troviamo la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, l’Azienda Ospedaliera Policlinico Umberto I, il Policlinico Tor Vergata, l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata e la ASL Roma 4. Oltre 200 i progetti valutati con l’obiettivo di valorizzare soluzioni all’avanguardia che siano in grado di ridurre gli sprechi ed efficientare le risorse a disposizione. La sanità del Lazio dimostra di avere uno sguardo al futuro e di saper coniugare le innovazioni tecnologiche con l’umanizzazione delle cure mettendo al centro i bisogni della persona”. Lo comunica l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
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