ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e l’Ammiraglio Ispettore Capo, Nicola Carlone, Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera presentano il progetto “Al mare, più sicuri”. Dalla collaborazione tra Nue 112 e Capitaneria di Porto, attraverso una serie di attività condivise, è prevista la messa in sicurezza per cittadini, lavoratori e turisti delle coste del litorale laziale. Intervengono Livio De Angelis, Direttore Regionale del Soccorso Pubblico e Nue 112, Filippo Marini, Capitano di Vascello Capitaneria di Porto, Raffaella Moscarella, Viceprefetto Vicario. Il Lazio possiede 361 chilometri di splendida costa, arricchita dallo stupendo arcipelago pontino, distribuita su 24 comuni per un totale di quasi un milione (980.440) di cittadini residenti. Le presenze registrabili sulla costa laziale durante il periodo estivo subiscono un aumento esponenziale per i fenomeni legati al turismo balneare pendolare o stanziale, apertura di seconde case, attività sportive acquatiche e diporto. Sono inoltre innumerevoli i ristoranti e locali notturni ad attività stagionale che richiamano migliaia di presenze anche nella fascia notturna.
In seguito all’enorme aumento delle presenze ed alle particolari attività ludiche/sportive/ricreative che vi si svolgono la fascia costiera ed il mare vedono, durante il periodo estivo, un importante aumento degli eventi emergenziali che devono essere identificati e gestiti rapidamente. A tale scopo, attraverso il Progetto “Al mare, più sicuri” della Direzione Soccorso Pubblico, la Regione Lazio ha posto in essere una serie di attività atte ad aumentare i livelli di sicurezza sulle coste laziali.
Innanzitutto, l’estensione della copertura del Numero Unico Europeo 112 all’intera costa laziale: grazie alla attivazione della seconda Sala Operativa 112 Lazio, nel settembre 2021, sull’intera costa laziale e le isole è attivo il 112, numero unico per avanzare richieste di intervento in caso di emergenza. Attraverso il 112 verrà attivato l’intervento più appropriato in tempi rapidissimi. La chiamata al 112 è gratuita, il servizio è accessibile anche agli utenti sordi mediante il 800 800 112. Il 112 parla in 16 lingue fornendo una completa accessibilità al servizio agli utenti di lingua straniera.
Geolocalizzazione del chiamante: chi chiama il 112 verrà geo-localizzato per garantire il rapido raggiungimento del target del soccorso ed aumentare così le chances di salvataggio. Oltre alla localizzazione della cella telefonica è da poco stato attivato il sistema AML (Advanced Mobile Location), un sistema di localizzazione più accurato, che identifica le coordinate del chiamante, fornendo ai mezzi di soccorso terrestri e marini un target preciso per raggiungere l’utente in difficoltà. Questo sistema permette ad esempio di identificare immediatamente le coordinate di un natante in difficoltà in mare, ma anche quelle di una persona sulla terraferma.
Mappatura ed inserimento nel cartografico NUE 112 delle strutture balneari e dei punti di salvataggio e di ogni punto di interesse: per velocizzare la presa in carico delle richieste di intervento e l’invio dei mezzi di soccorso è in corso il caricamento sulla piattaforma informatica del 112 Lazio di tutti i “punti di interesse” utili alla localizzazione precoce dell’utente e del target di intervento. Sono stati già inseriti nel cartografico 112 più di mille stabilimenti balneari, punti di salvataggio e sedi di attività sportive. Analogamente si sta procedendo con i ristoranti e locali ricreativi. Questa mappatura consente al cartografico 112 una immediata localizzazione ed identificazione del target di intervento associando i dati di localizzazione con l’eventuale presenza di uno stabilimento balneare o altra attività censita.
Qualunque esercente voglia far inserire la propria sede o il suo telefono chiamante nel cartografico 112, allo scopo di tutelare la sicurezza della propria clientela, potrà inviare una richiesta all’indirizzo mail: [email protected] abilitazione dei telefoni satellitari in entrata: frequentemente le navi e le imbarcazioni commerciali e da diporto utilizzano per le comunicazioni urgenti apparati telefonici satellitari. Tali apparati non venivano riconosciuti in entrata dai centralini del sistema 112. Allo scopo di permettere alle imbarcazioni di chiedere soccorso tramite telefonia satellitare le piattaforme telefoniche/informatiche delle CUR 112 sono state abilitate a ricevere questo tipo di telefonate caricando sui database gli elenchi dei prefissi dei provider satellitari. Grazie a questa operazione oggi le chiamate da telefono satellitare possono essere ricevute e riconosciute dal 112, possono essere geo-localizzate e possono essere gestite con il servizio di interpretariato multilingua.
La collaborazione con la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera: la capitaneria di porto è l’Ente istituzionalmente competente per il soccorso in mare, la sicurezza della navigazione e delle attività che si svolgono nei porti e lungo i litorali. Rappresenta un partner irrinunciabile per il Sistema NUE 112, che deve poter attivare l’Ente competente per la specifica situazione emergenziale in base alle competenze tecniche ed alla localizzazione geografica del cittadino in difficoltà. E’ per tale motivo che la Capitaneria di Porto è stata integrata nel Sistema NUE 112. Le Sale operative del 112 sono state interconnesse con la Sala operativa della Capitaneria di Porto di Roma con un sistema sia telefonico che informatico. La sala operativa della Capitaneria di Porto riceve dal 112, oltre alla attivazione attraverso la chiamata in fonia, anche una scheda “contatto” informatica che contiene l’identificazione e la posizione esatta del target di intervento. Questo permette di garantire il pronto intervento per emergenze che si svolgessero sulla costa ed anche in mare aperto, aggiungendo un altro valido strumento ad un sistema integrato che garantisca sempre la safety e la security della cittadinanza. In questa fase lo storico numero della capitaneria di porto, il 1530, è ancora attivo ma sta per confluire nel 112.
Nel Lazio il NUE 112 è stato reso operativo dal 18 novembre 2015, attraverso una prima Sala Operativa alla quale nel 2021 se ne è aggiunta una seconda. Le due sale operative hanno una struttura speculare, ognuna con 50 postazioni di lavoro, e sono collegate tra loro in modo tale che insieme costituiscano un sistema integrato di gestione dell’emergenza in cui una sala subentri o si affianchi all’altra in caso di iperafflusso di chiamate o default. Con questo schema si garantisce la puntuale e rapida gestione di qualsiasi emergenza sull’intero territorio regionale e la funzione di Disaster Recovery che potrà sostenere anche sistemi di emergenza di altre regioni.
Allo stato attuale il Sistema NUE 112 di Regione Lazio riceve complessivamente una media di circa 12.000 richieste di intervento al giorno, garantendo all’utenza un tempo di risposta medio di circa 3 secondi e la pronta attivazione di tutti gli Enti istituzionalmente deputati alla risoluzione del problema in atto. In meno di un minuto l’Ente competente all’intervento riceve una scheda contenente tutti i dati che gli occorrono per intervenire al target, comprensivi di geolocalizzazione, e può interagire telefonicamente con l’utente.
Il Sistema NUE 112 Roma ha già integrato, oltre a Polizia, Carabinieri, VVFF e 118, anche la Polstrada, la Capitaneria di Porto e la Polizia Roma Capitale costituendo ad oggi il Sistema di Gestione dell’emergenza più complesso ed esaustivo per ogni necessità dell’utenza. Dall’estate 2021 il NUE 112 Lazio attiva, simultaneamente ai VVFF, anche il Soccorso Alpino e Speleologico per gli interventi in montagna, grotte e zone impervie.
Nel 2020, con la pandemia da Covid-19, la Sala operativa 112 di Roma ha ricevuto fino a 23.000 chiamate in un giorno per un totale di quasi 3,5 milioni di chiamate, identificando i primi due casi accertati di Covid sul territorio nazionale e garantendone l’immediata identificazione ed isolamento.
Il Sistema NUE 112 Lazio dispone di un servizio di interpretariato istantaneo in 16 lingue diverse che consente di prendere in carico le chiamate di persone di lingua straniera. Nell’ambito di questo servizio è stata implementata la traduzione simultanea della lingua ucraina per permettere la rapida ed efficace presa in carico di richieste proveniente da profughi ucraini.
Il Sistema NUE 112 rappresenta l’interlocutore attento ed efficace per il cittadino, nell’ambito di un progetto di realizzazione ed erogazione di safety e security, condizioni alla base della prosperità del Paese.
La Regione Lazio ha assunto, attraverso una procedura di mobilità ed un concorso pubblico per titoli ed esami, più di 150 operatori che sono stati adeguatamente formati attraverso un corso di formazione qualificante e rappresentano oggi dei professionisti della gestione delle richieste di intervento per eventi emergenziali.
foto ufficio stampa Regione Lazio
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Al via progetto “al Mare più sicuri” lungo le coste del Lazio
Incendio Malagrotta, Gualtieri “Al lavoro per riapertura Tm1”
ROMA (ITALPRESS) – Il Campidoglio continua a monitorare i valori della qualità dell’aria a seguito dell’incendio dello scorso 15 giugno all’impianto di Malagrotta. “I dati forniti oggi dall’Arpa Lazio mostrano un decremento dei valori della stazione di Malagrotta rispetto alla giornata di ieri” ha dichiarato il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. “Continuiamo a monitorare costantemente la situazione delle aree interessate dall’incendio e del resto della città”. ha continuato il Sindaco. “Grazie allo straordinario lavoro dei Vigili del Fuoco sono stati scongiurati gravi danni all’ambiente. Ora, attraverso la collaborazione tra tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti, siamo al lavoro per permettere la riapertura dell’impianto Tm1 di Malagrotta per regolarizzare al più presto il servizio di raccolta dei rifiuti nella Capitale. Siamo fiduciosi che questo possa avvenire in tempi molto brevi” ha concluso il Sindaco Gualtieri.
– foto: agenziafotogramma.it
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Nel Lazio 5.157 nuovi casi di Covid e 5 decessi
ROMA (ITALPRESS) – Oggi nel Lazio su 4.780 tamponi molecolari e 18.967 tamponi antigenici per un totale di 23.747 tamponi, si registrano 5.157 nuovi casi positivi (+331), sono 5 i decessi ( = ), 496 i ricoverati (-4), 42 le terapie intensive (+3) e +5.342 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 21,7%. I casi a Roma città sono a quota 3.251. Lo rende noto l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
“E’ importante che chi ha più di 80 anni faccia la 4 dose – aggiunge -. La prossima settimana recall straordinario e chiederemo ai medici di famiglia e le farmacie una nuova iniziativa proattiva”.
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Terrorismo, indagato 37enne egiziano per propaganda Jihadista sul web
ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri del Ros hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 37enne, cittadino egiziano, per i reati di partecipazione a un’associazione con finalità di terrorismo internazionale (lo Stato Islamico) e addestramento con finalità di terrorismo. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura.
L’attività investigativa trae origine due anni fa, dal particolare attivismo nel web da parte dell’indagato, che si prodigava nella consumazione e nel rilancio di materiale di propaganda jihadista a favore di una vasta comunità virtuale di utenti, attività virtuale che rivestiva particolare allarme in quanto lo stesso risultava segnalato, in quei mesi, assieme ad altro co-indagato, come frequentatore dell’area turistica del Vaticano.
Grazie agli approfondimenti di tipo tradizionale – ovvero verifiche anagrafiche, attività informativa di settore, servizi di osservazione e pedinamento – affiancati da una mirata azione tecnico-informatica, gli investigatori hanno ricostruito tutte le condotte dell’indagato, da cui è emerso come fosse parte integrante del Daesh.
Nel dettaglio, è stato accertato il ruolo centrale ricoperto dal 37enne che avrebbe messo in pratica le istruzioni che lo Stato Islamico impartisce ai suoi militanti, volte a evitare di essere individuati dalle Forze di polizia dell’Occidente, al tempo stesso garantendo la massima diffusività dei messaggi violenti propugnati dall’organizzazione.
L’indagato, infatti, nell’ambito della cosiddetta “jihad della penna”, avrebbe svolto la mansione di combattente virtuale per conto dello Stato Islamico che, con la disseminazione di prodotti mediatici di natura apologetica, di video ad alta valenza evocativa e di aggiornamenti sui “successi” delle campagne di insorgenza nei territori di conflitto, può continuare a sopravvivere, cooptando sotto la propria bandiera ideologica il maggior numero di aderenti, i quali sono chiamati a colpire nei territori di origine, anche in Occidente. Tale strategia ha la duplice finalità di combattere i miscredenti (coloro che non professano la religione musulmana) e gli apostati (coloro che non professano il salafismo-jihadista, quindi compresi i regimi del mondo musulmano, giudicati corrotti) e di vincere la contesa globale contro il proprio rivale di maggiore consistenza, vale a dire al-Qaeda.
E’ attraverso questa chiave interpretativa che va letta una delle modalità di azione adottate dall’indagato, che, partecipando a un circuito virtuale composto da meri simpatizzanti, membri effettivi e anche veri e propri combattenti del Daesh, denominato “Casa Mediatica Roma” (appellativo altamente evocativo, che – nel gergo jihadista – simboleggia l’obiettivo ultimo di questa visione distorta della religione musulmana, vale a dire quello di conquistare la culla della cristianità e così costituire l’unica comunità dei veri fedeli sotto la bandiera nera del Califfato, denominata “Umma”) avrebbe preso parte alle cosiddette “campagne di aggressione mediatica”, concepite da un nucleo di Dirigenti di Stato Islamico, incaricato di individuare gli obiettivi delle offensive virtuali e i mezzi per attuarle. In questo modo, le pagine social media maggiormente esposte al pubblico venivano inondate di messaggi violenti e di propaganda jihadista, con la finalità da un lato di esaltare i sostenitori del jihad e dall’altro di attrarre la platea di coloro che per la prima volta si affacciano a questa errata interpretazione dell’Islam.
Inoltre, le attività investigative hanno consentito di dimostrare come l’indagato, grazie all’accesso che gli era garantito a canali Telegram gestiti dagli organismi mediatici ufficiali di Stato Islamico, ha più volte condiviso con altri utenti documenti di vero e proprio addestramento militare, attraverso i quali ha impartito istruzioni sul maneggio delle armi da fuoco, sulla fabbricazione di ordigni esplosivi improvvisati e sulle procedure operative e tattiche per la messa in atto di attacchi terroristici.
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Morto Giuseppe Ianni, inventò il Presepe dei netturbini amato dai papi
ROMA (ITALPRESS) – Si è spento questa notte all’Irccs San Raffaele, presso cui era da tempo ricoverato, Giuseppe Ianni, ideatore, creatore e custode dello storico Presepe dei Netturbini romani. Tutta la comunità delle lavoratrici e dei lavoratori di Ama S.p.A., assieme alla dirigenza e al vertice aziendale, è in questo momento vicina alla famiglia e agli amici con affetto e sincera gratitudine. Lo comunica Ama Spa in una nota. Era il 1972 quando l’allora operatore ecologico Giuseppe Ianni realizzò, assieme ai colleghi, questo presepe in muratura che riproduceva nei minimi dettagli lo stile delle tipiche costruzioni della Palestina di oltre 2000 anni fa. Una volta andato in pensione Giuseppe ha continuato fino ai giorni nostri a custodire ed arricchire la sua opera con ulteriori dettagli, come le oltre 3mila pietre provenienti da tutto il mondo. Negli anni oltre 2milioni di persone, tra turisti e pellegrini, hanno visitato Il “Presepe dei Netturbini”. Particolare e ricco di spiritualità è il legame con i Pontefici, come dimostrano le visite compiute negli anni da San Paolo VI, San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Tra le innumerevoli personalità religiose e civili che hanno ammirato questa opera vanno citati anche Madre Teresa di Calcutta, il Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e i Primi Cittadini della Capitale.
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Incendio Malagrotta, Gualtieri “Non superati limiti inquinamento”
ROMA (ITALPRESS) – “La nostra prima preoccupazione riguarda la salute dei cittadini, con l’Asp territoriale abbiamo chiesto ad Arpa di installare centraline per misurare la qualità dell’aria. I risultati finali arriveranno entro 48 ore, ma pochi minuti fa Arpa ha fornito i primi dati nell’arco di 2 chilometri e mezzo. Fortunatamente al momento non si indica alcun superamento dei limiti di legge”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nella sua relazione all’Assemblea Capitolina sull’incendio dell’ex discarica di Malagrotta. “Avremo tutti i dati completi entro 48 ore. In ogni caso, nella notte ho emanato un’ordinanza in via precauzionale – ha ricordato il primo cittadino della Capitale – manterremo alta la guardia e adotteremo le nostre disposizioni in seguito ai dati inviati dall’Arpa”. Per il primo cittadino: “Sono ore difficili per la città, è doveroso parlare all’Assemblea Capitolina e informarla tempestivamente della situazione che si è determinata dopo l’incendio divampato ieri a Malagrotta. Sono reduce da un sopralluogo, ho potuto constatare di persona la portata rilevante. Ho trovato sul posto Vigili del Fuoco e Prefetto, li ringrazio per il loro impegno grazie al quale le fiamme sono ora sotto controllo. Le operazioni di spegnimento sono ancora in corso, per la completa messa in sicurezza ci vorrà qualche giorno. Le fiamme hanno interessato un capannone che conteneva rifiuti lavorati, poi il vecchio rigassificatore in disuso, quindi il più grande Tmb – ha spiegato – gli impianti interessati dall’incendio sono della società E. Giovi e dal 2018 sono in regime di amministrazione giudiziaria. Ho parlato con il procuratore Lo Voi che mi ha assicurato il massimo impegno per capire le origini di quanto accaduto – ha concluso Gualtieri – fin da ieri la Procura è sul posto per analizzare le possibili cause di questa situazione”. Per Gualtieri: “E’ evidente che quanto accaduto costituisca un colpo per la città e per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, i due Tmb trattavano quota importante di rifiuti della nostra città. E’ l’ennesimo incidente e rende ancora più evidente quel che diciamo da tempo, che è assolutamente fondamentale e indispensabile superare l’insufficienza di impianti e precarietà degli sbocchi, bisogna dotare Roma di una moderna rete di impianti adeguata a quella delle altre grandi città italiane ed europee. Siamo determinati nel dotare Roma di impianti di cui ha bisogno, tra cui un termovalorizzatore di nuova generazione”. “Il Tmb 1 è indenne e contiamo di farlo tornare a regime appena messa in sicurezza l’area. Siamo in contatto con l’amministratore giudiziario, stiamo lavorando per assicurare quanto prima la ripartenza dell’attività del Tmb 1 non oggetto dell’incendio in quanto distante – ha precisato Gualtieri – il Tmb 2 purtroppo ha invece subito danni strutturali che lo rendono per il momento inutilizzabile. Cerchiamo ora nuove soluzioni per il trattamento di 5.400 tonnellate di rifiuti e, finchè non riaprirà il Tmb 1, anche delle altre 4.000 tonnellate”. Gualtieri dice “no” alle strumentalizzazioni. “Voglio fare un invito alla coesione e alla collaborazione istituzionale tra tutte le forze politiche della città in un momento delicato come questo, per cui il mio appello è di evitare le polemiche strumentali”. “Non posso escludere – ha aggiunto – l’esercizio dei poteri straordinari di commissario che il Governo mi ha conferito per emanare ordinanze allo scopo di far fronte all’emergenza nel modo più efficace possibile” (ITALPRESS).
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Malagrotta, inchiesta Procura di Roma per incendio colposo
ROMA (ITALPRESS) – L’incendio che si è sviluppato nell’ex discarica di Malagrotta, a Roma, è attualmente sotto controllo dopo ore di apprensione e di duro lavoro per i 60 Vigili del Fuoco schierati fin da ieri pomeriggio, che sono riusciti a evitare il propagarsi delle fiamme evitando che venissero coinvolte altre strutture. Per spegnere definitivamente il rogo serviranno ancora altri giorni, ma le ore più difficili sono state messe alle spalle e inizia la conta dei danni. La Procura di Roma, intanto, ha aperto un fascicolo per il reato di incendio colposo a carico di ignoti mentre ieri c’è già stato un sopralluogo da parte del pubblico ministero di turno. Tra le prime mosse del Comune, l’ordinanza firmata in mattinata dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha deciso di sospendere le attività scolastiche e ricreative in un raggio di 6 km che comprende zone dei municipi XI, XII e XIII. Il provvedimento, adottato “per un periodo non superiore a 48 ore, in virtù del principio di precauzione”, prevede anche il divieto di consumo degli alimenti di origine animale e vegetale prodotti nell’area individuata, il divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile, il divieto di utilizzo dei foraggi e cereali destinati agli animali raccolti nell’area individuata, oltre alla raccomandazione di limitare le attività all’aperto, soprattutto quelle di natura ludico sportiva e mantenere chiuse le finestre qualora si riscontrassero fumi maleodoranti e persistenti. Il primo cittadino ha poi eseguito un sopralluogo sul posto, entrando dal cancello principale insieme al suo staff, mentre nel pomeriggio è all’Assemblea Capitolina. “Ho appena fatto un sopralluogo a Malagrotta – twitta – grazie al lavoro dei vigili del fuoco l’incendio è sotto controllo. Per precauzione questa notte ho firmato un provvedimento a tutela della salute dei cittadini. Siamo al lavoro intensamente per trovare sbocchi alternativi per i rifiuti”. Ieri, una colonna di fumo, visibile anche ad ampia distanza dall’ex discarica, si è sollevata intorno alle 17.30. Ha preso fuoco un’area di stoccaggio di combustibile in uno degli impianti in cui sono processati i rifiuti della città. Coinvolti due capannoni, in fumo rifiuti e impianti di Tmb 2 contenuti al loro interno. E’ inevitabile che l’allarme principale sia quello legato al rischio di diossina che si è liberata nell’aria circostante. “Siamo presenti con Arpa Lazio con due campionatori in due siti, uno a Malagrotta e un altro a Fiumicino, per effettuare i rilievi volti a verificare la qualità dell’aria di cui attendiamo i primi risultati domattina – ha annunciato Roberta Lombardi, assessore alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale della Regione Lazio – la nube di fumo si sta spostando in queste ore verso Fiumicino e il territorio interessato è sempre più vasto. Ancora da accertare le cause alla base dell’incendio, l’ipotesi che si tratti di un gesto doloso è sul tavolo, ma saranno i rilievi da parte dei Vigili del Fuoco a provare a togliere ogni dubbio. Il rogo andrà a rallentare il già complicato processo di raccolta e lavorazione dei rifiuti della capitale, così come già sottolineato dal sindaco Gualtieri: “L’incendio del Tmb non è solo un grave incidente, ma costituisce un danno signficativo per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Roma, su cui avrà inevitabili conseguenze immediate. Siamo già al lavoro per ricollocare quanto prima le quantità trattate dall’impianto danneggiato e indirizzarle su altri impianti di trattamento e sui successivi sbocchi”. Pur non servendo più Roma, infatti, l’impianto divenuto privato e gestito dalla società E. Giovi Srl, tratta un’importante mole di rifiuti provenienti dalla città. Un danno non da poco che si inserisce anche nella polemica legata al termovalorizzatore. Mentre il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli sottolinea come ci si trovi davanti a una “situazione gravissima”, le forze di opposizione vanno all’attacco, Giorgia Meloni in testa. “Le immagini dell’incendio del vecchio gassificatore e di uno dei Tmb di Malagrotta a Roma – dice la leader di FdI – sono terribili. Un disastro ambientale le cui cause devono essere chiarite il più presto possibile per individuare anche eventuali responsabili”. Le fanno eco i consiglieri regionali, sempre di Fratelli d’Italia, Antonello Aurigemma e Laura Corrotti: “Sono allarmanti le conseguenze ambientali ed economiche dell’incendio al Tmb di Malagrotta. Un vero e proprio disastro ambientale al quale la Regione Lazio deve rispondere immediatamente”. Il consigliere della Lega al Campidoglio, Fabrizio Santoro, attacca frontalmente il Comune e la Regione: “Un disastro annunciato, non si cerchino scuse. Siano la Procura e i nuclei dei Carabinieri ad accertare le gravi responsabilità del Campidoglio e della Regione per il disastro ambientale causato dall’incendio al Tmb di Malagrotta, usato in questi mesi a ritmi serrati per smaltire i rifiuti della Capitale”, mentre Marco Cacciatore (Europa Verde) pone l’accento sulle misure di prevenzione mai entrate a regime: “Quanto accaduto si poteva certamente prevenire e scongiurare. I diversi strumenti normativi a disposizione – dalla Legge regionale aree a rischio, a mia prima firma, a quella sui Siti di interesse nazionale per le bonifiche – per i quali mi sono battuto in prima persona, non sono purtroppo mai stati attuati”. Preoccupazione, infine, da parte del vescovo di Porto-Santa Rufina, Gianrico Ruzza: “Seguo con apprensione gli sviluppi dell’incendio divampato ieri pomeriggio negli impianti di Malagrotta. Agli abitanti della Valle Galeria e a quelli delle zone limitrofe esprimo la mia vicinanza di pastore unendomi con la preghiera al dolore per questa ennesima prova a cui sono sottoposti. Auspico che l’area interessata possa essere messa in sicurezza il prima possibile per la tutela delle persone e dell’ambiente”.
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Lazio, ok del Consiglio regionale al piano di rientro dal disavanzo
- ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Marco Vincenzi, ha votato favorevolmente per la delibera: “Approvazione del piano di rientro dal disavanzo al 31 dicembre 2014, ai sensi dell’articolo 9, comma 5, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125”. Il disavanzo di parte corrente risultante dal rendiconto 2014 era pari a 655 milioni di euro. Con l’ultimo bilancio, al 31 dicembre 2021, la quota residuale del disavanzo ancora da ripianare è arrivata a 278 milioni di euro. Nel corso del periodo che va dal 2016 al 2021 si è proceduto alla restituzione, oltre della quota prevista dal piano, anche di una quota supplementare pari a quasi 110 milioni di euro. Si è determinata così una rimodulazione della durata del piano di rientro, che si è accorciata al 2029, cinque anni in meno rispetto al 2034 (anno previsto). “La rimodulazione della durata del piano di rientro rappresenta un altro esempio virtuoso dell’azione dell’amministrazione Zingaretti, che da nove anni lavora con l’obiettivo della riduzione dei costi, incentivando il risparmio – dice Marco Vincenzi, presidente del Consiglio regionale del Lazio -. Un risultato che misura il valore delle politiche messe in atto. Grazie al presidente Nicola Zingaretti, al vicepresidente e Assessore al Bilancio Daniele Leodori, l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato e a tutto il personale sanitario e amministrativo che ha lavorato e continua a lavorare per rendere possibili questi risultati”.
– foto ufficio stampa Consiglio regionale del Lazio –
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