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Aperto a Roma il nuovo centro di formazione professionale Nathan

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta alla presenza del Presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’inaugurazione del Centro Nathan. Situato nel quartiere Trastevere, uno dei rioni storici della capitale, la struttura è stata riconsegnata all’uso pubblico dopo oltre un decennio vissuto in stato di totale abbandono. L’iniziativa nasce dalla volontà di Massimiliano Monnanni, presidente dell’ASP Asilo Savoia coinvolta nella ristrutturazione dell’immobile. “Restituiamo l’ex scuola Giuseppe Mazzini alla vita dopo un lungo periodo di degrado – spiega l’imprenditore romano -. Tutto è stato reso possibile grazie alla riforma per le Ipab voluta dallo stesso presidente Zingaretti che ci ha permesso di diventare la prima azienda per i servizi pubblici della regione. La prima volta che ho varcato la soglia di questo luogo ho provato disagio e vergogna. Insieme ai miei collaboratori abbiamo recuperato questo spazio che diventerà un centro di formazione professionale per donne in difficoltà e non solo”, ha poi concluso.
“Un’opera come il centro Nathan ha un’importanza simbolica – sostiene Lorenza Bonaccorsi, presidente del I Municipio di Roma -. Come Comune cerchiamo di essere sempre vicini ai cittadini nelle difficoltà e nei bisogni per tenere unito il tessuto sociale di un quartiere che sta perdendo abitanti. Siamo determinati, assieme alla giunta del Sindaco Gualtieri, ad invertire tale tendenza. Serve una visione di prospettiva che spero otterremo con il lavoro di tutti”. Presente all’evento anche la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli che ha voluto sottolineare maggiormente l’importanza di una tale iniziativa. “Siamo tornati a creare un senso di solidarietà e di reinserimento per la costruzione di un nuovo mondo di speranza, specialmente in un momento così tragico e complicato. La forza morale di questa struttura e di tante altre sparse sul territorio di Roma si basa su principi etici. Ringrazio vivamente Asilo Savoia e tutti coloro che hanno creduto in questo progetto”.
A fare eco alla numero uno dell’aula Giulia Cesare ci ha pensato Sabrina Alfonsi, assessora all’ambiente della giunta Gualtieri: “Le opere dell’associazione del presidente Monnanni sono in linea con gli obiettivi di oggi. Si tratta di un ottimo esempio di recupero di opere abbandonante. In passato questa fu una scuola per assistenti sociali donne, un luogo fondamentale per la Capitale prima che finisse nel degrado. Recuperarlo, pensando alla sua importanza passata, credo fosse una delle cose più belle che si potessero fare. Il Campidoglio sosterrà ben volentieri iniziative come questa”, conclude.
Quindi l’intervento del Governatore della regione Nicola Zingaretti a chiudere l’evento: “la politica, dalla storia, ha ereditato la grande iniziativa del consentire la costruzione di beni immobili da poter donare poi ai più bisognosi. Con l’arrivo del Welfare State questa missione è stata messa in disparte anche a causa della malagestione di chi ci ha preceduto. Oggi però la stiamo riprendendo in mano e rimettendo in piedi. E’ sbagliato dire che non cambia mai nulla e che quando succede avviene in peggio. Il Covid ci ha lasciato strascichi molto pesanti ma non bisogna piangersi addosso. Non esistono problemi che non si possono risolvere. A Roma siamo intervenuti fortemente in diverse zone, come Montespaccato e Centocelle tanto per citarne due. Luoghi in cui erano presenti attività prossime alla forzata chiusura ma che noi abbiamo fortemente voluto mantenere aperte. Il centro Nathan è la dimostrazione che in questa città le cose si possono fare. Finanzieremo ancora interventi come questo. Siamo una società che sta invecchiando e dobbiamo cercare un riavvicinamento con i più giovani per attuare un ricambio generazionale. Il PNRR in tal senso ci sarà molto d’aiuto. Questa inaugurazione è un piccolo passo che ci permetterà di iniziare ad invertire la tendenza”, conclude il numero uno della Giunta regionale del Lazio. Il centro Nathan si occuperà della formazione professionale di donne in situazione di disagio e sarà anche un luogo di ritrovo. All’interno del complesso dell’ex scuola Giuseppe Mazzini sono presenti una sala conferenze, una stanza con computer recuperati e rimessi in funzione, una zona ricreativa e vari servizi. Diverrà operativa nei prossimi giorni.

– foto: xh4

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A Roma nasce la Casa delle Tecnologie Emergenti

ROMA (ITALPRESS) – Connessione e contaminazione: sono le parole d’ordine della Casa delle Tecnologie Emergenti, il living lab per sviluppare nuovi modelli di innovazione al servizio dei cittadini all’interno della stazione Tiburtina. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha inaugurato la struttura: “In questo luogo c’è tanta innovazione, tanto digitale, vogliamo accelerare impresa e innovazione. Lo facciamo a partire da un ambito specifico che è quello del 5G, puntiamo molto sulle reti di nuova generazione. Molto importante è che questo luogo sia connesso con altri progetti, uno è quello del Tecnopolo, questo diventerà il centro di hub diffusi. Con questa casa delle Tecnologie Emergenti mettiamo in campo un luogo vivo per un incubatore di imprese, un acceleratore di imprese, un luogo per il trasferimento tecnologico dedicato alle nuove tecnologie, un luogo dove i giovani possono sviluppare le loro idee, un luogo per una città che cresce e crea buona occupazione”.
Roma Capitale, con il cofinanziamento del Mise e degli altri corporate partner, per un totale di circa 6 milioni di euro, ha realizzato la Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma (CTE), con l’obiettivo di supportare una visione strategica in chiave smart city, nella quale l’innovazione e le tecnologie emergenti siano i fattori trainanti di uno sviluppo economico sostenibile della città. Le prerogative sono quelle di uno spazio polifunzionale dove sarà possibile svolgere attività volte alla creazione di startup, al trasferimento tecnologico verso le PMI (Piccole e medie imprese) e allo sviluppo di progetti di ricerca applicata e di nuove sperimentazioni.
“L’innovazione del paese ha bisogno di Roma, che sia una vetrina ma anche il motore di un paese che comprende l’importanza di creare cambiamento”, ha spiegato la sottosegretaria al ministero dello Sviluppo economico, Anna Ascani. “Parliamo di un sistema di rete, Roma ha molte realtà ma spesso queste realtà hanno fatto fatica a comunicare tra loro. La nostra idea è far si che queste strutture diventino parte di un sistema, un sistema dei centri di competenza, dei centri di trasferimento tecnologico e per fare questo c’è bisogno che le istituzioni siano pienamente coinvolte”.
La Casa delle Tecnologie Emergenti sarà, quindi, un centro all’avanguardia, un luogo aperto alle esigenze della cittadinanza dove sviluppare e condividere idee, testare nuove tecnologie e trasferire le conoscenze acquisite verso tutti quei soggetti che possono trarre particolari benefici dal digitale. Basti pensare alle piccole e medie imprese che, grazie ai progetti di ricerca e innovazione, hanno la possibilità di accrescere la propria competitività sul mercato, con importanti ricadute in termini di aumento dell’attrattività dei territori e rilancio dell’economia.
“Oggi è un giorno molto importante perchè apre un altro luogo che arricchisce la costellazione dell’ecosisema delle start up delle innovazioni di Roma e della regione Lazio. In questi anni abbiamo avuto una crescita impetuosa di start up innovative, e abbiamo un supporto importante da parte delle università –
ha detto Paolo Orneli, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio – l’apertura di questo luogo straordinario segna l’apertura di una nuova fase in cui il protagonismo di Roma Capitale è fondamentale. Noi vogliamo con Roma Capitale, con il Mise, fare sistema per accompagnare questo nuovo modello di innovazione”.
La struttura ha una superficie di oltre 800 mq. Lo spazio è stato ristrutturato per permettere di svolgere al suo interno diverse tipologie di attività: dallo sviluppo d’impresa ad eventi di formazione. In particolare, la Casa è composta da un grande spazio di co-working dove poter lavorare in autonomia, da sale riunioni deputate allo svolgimento di lavori di gruppo, brainstorming e altre attività di co-progettazione, anche utilizzando una gamma di servizi e strumenti, come, ad esempio, le lavagne interattive. Curato sotto il profilo architettonico, lo spazio è esclusivo anche per il suo impatto scenografico, caratterizzato da grandi open space con ampie vetrate che, da un lato offrono una suggestiva veduta sulla piattaforma ferroviaria sottostante ed il relativo contesto urbano, dall’altro guardano all’interno della grande galleria commerciale sospesa al di sopra della piattaforma stessa.

– immagine da video Italpress –
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Un nuovo bosco urbano al Campus Bio-Medico di Roma

ROMA (ITALPRESS) – Al Campus Bio-Medico si è tenuta la presentazione della nuova piantumazione nella riserva naturale di Decima Malafede nel quartiere di Trigoria a Roma, realizzata dal Campus Bio-Medico SpA, in collaborazione con Arbolia e il supporto di RomaNatura. “Si tratta di un progetto innovativo inserito in un più ampio programma di iniziative ambientali, didattiche e sociali, il Social Green Masterplan, che rinnova nei prossimi anni il processo di trasformazione virtuosa di questa zona periferica in un luogo più vivibile per il presente e per assicurare salute e benessere alle generazioni future – spiega Domenico Mastrolitto, direttore generale di Campus Bio-Medico SpA -. Un modello di sostenibilità e sviluppo, inteso come spazio di pubblica utilità ed ecologicamente inserito, per un ricongiungimento tra Uomo e Natura e per migliorare la qualità di vita di cittadini, studenti, dipendenti e pazienti del Policlinico. Vogliamo, inoltre, dedicare la piantumazione ai colleghi del Campus Bio-Medico per l’impegno profuso durante la pandemia: un gesto che guarda al futuro con speranza”.
Nell’area del Campus Bio-Medico sono state piantate complessivamente 3.680 piante di differenti specie arboree (farnetto, cerro, sughera, sorbo domestico, orniello, acero campestre, ontano nero, frassino ossifillo, pioppo bianco, pioppo nero, salice bianco), arbustive (sambuco, biancospino, fusaggine, sanguinello, pruno selvatico, ligustro, melo selvatico, ginestra comune) e autoctone.
All’evento, tra gli altri, hanno preso parte: l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi; la presidente del IX Municipio di Roma, Titti Di Salvo; il presidente di RomaNatura, Maurizio Gubbiotti; il direttore generale di Campus Bio-Medico SpA, Domenico Mastrolitto.
Presente anche uno stand dell’Arma dei Carabinieri della Biodiversità con l’obiettivo di educare i più giovani verso il rispetto dell’ambiente, attraverso attività esperienziali per i bambini.

“Questo nuovo progetto ci ha permesso di creare un importante ecosistema all’interno di una riserva naturale protetta, contribuendo a promuovere e salvaguardare la biodiversità dell’area – ha commentato Mario Vitale, presidente di Arbolia -. L’intervento di forestazione, realizzato con cura ed efficacia nel giro di pochi mesi, rappresenta il risultato di una collaborazione virtuosa tra Arbolia, Campus Bio-Medico, istituzioni locali e aziende sostenitrici, con il comune obiettivo di dare vita a un’iniziativa concreta e duratura nell’interesse dell’ambiente, del territorio e della comunità”.

Tra i sostenitori del progetto anche Palazzi Gas. All’evento di inaugurazione hanno preso parte anche Andrea Pagliai, Life Sciences Lead di Accenture Italia, e Nicola Marotta di T.EN Italy Solutions (gruppo Technip Energies). “Siamo orgogliosi di aver partecipato alla realizzazione di questo importante e innovativo progetto di rigenerazione urbana – ha detto Marotta -. Le aree individuate per gli interventi di forestazione sono vicine alla nostra sede di Roma e limitrofe al Campus Bio-Medico, centro di eccellenza per la cura della persona e polo di ricerca avanzata in biomedicina e bioingegneria. Da oltre 10 anni, in T.EN Italy Solutions (società del gruppo Technip Energies con sede a Roma) lavoriamo ogni giorno per rendere i nostri progetti più sostenibili sotto il profilo ambientale: la collaborazione ad un’iniziativa come questa rappresenta un ulteriore passo avanti in questa direzione”.
Con questo intervento, salgono a 22 le cinture verdi realizzate da Arbolia in Italia, di cui due in Lazio. Nei prossimi mesi la società benefit svilupperà iniziative in altri comuni, da Nord a Sud del Paese.

– foto ufficio stampa Italcommunications –
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Rinnovabili, 100 Comunità energetiche in 100 Comuni laziali entro l’anno

ROMA (ITALPRESS) – “100 Comunità in 100 Comuni” è l’obiettivo della Regione Lazio, da realizzare entro il 2022, per la diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sul territorio regionale, partendo proprio dal coinvolgimento dei Comuni, presentato oggi dal presidente Nicola Zingaretti e dall’assessora alla Transizione ecologica e Trasformazione digitale, Roberta Lombardi, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMA) della Sapienza Università di Roma. Una collaborazione, quella con l’ateneo romano, avviata già nei mesi scorsi dall’assessora Lombardi con il tour degli incontri di formazione per i sindaci su come far nascere una Comunità Energetica Rinnovabile sul proprio territorio, e ora al centro del Protocollo d’Intesa, firmato in questi giorni, tra la Regione Lazio e il DIMA – Sapienza Università di Roma per le attività di analisi, formazione e diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili nel Lazio.
“Dal Lazio è partita qualche tempo fa una sorta di mobilitazione, un’onda verde che ha coinvolto le Comunità energetiche rinnovabili con uno straordinario progetto che investe oggi Università, Comuni, associazioni e i cittadini di ogni età e soprattutto quelli più giovani – commenta il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti -. Siamo in tanti e condividiamo un obiettivo: far diventare la nostra regione un grande laboratorio green per far crescere l’Italia. Una sfida comune che vinceremo grazie a un investimento complessivo di 110 milioni di euro di PNRR e Fondi Ue 2021-2027 e risorse regionali. In pochi mesi sono nate 36 Assemblee di CER attive nelle 5 province, sono state avviate attività in 12 Comuni e si è mossa una filiera di altre 149 reti di cittadini che hanno deciso di unire le proprie forze per dotarsi di impianti per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. Anche su questo fronte la Regione Lazio c’è e andremo avanti. Per noi e per le nuove generazioni”.
“Grazie al lavoro condotto insieme con il DIMA-Sapienza Università di Roma sui territori regionali finora in pochi mesi sono state raccolte circa 150 richieste complessive da parte di Comuni, associazioni e parrocchie che vogliono dare vita ad una Comunità Energetica Rinnovabile e sono state attivate in tutto 36 Assemblee di CER nelle 5 province del Lazio, di cui 12 complessive a Roma (Città Metropolitana e Provincia), 8 rispettivamente a Viterbo e Rieti e 4 a Latina e Frosinone. – dichiara l’assessora Lombardi -. A questo grande risultato si aggiungono le 50 proposte di CER arrivate per il bando di idee ‘Lazio in transizionè su un totale di circa 470, tra le quali figurano sperimentazioni come i nuovi dispositivi (pellicole e ‘asfaltò fotovoltaico) e l’uso di blockchain per la certificazione della ‘prosumazionè di energia (ovvero sistemi in cui produttore e consumatore di energia coincidono, come appunto nelle CER)”.
“Nel Lazio abbiamo a disposizione 110 milioni complessivi per le CER tra risorse regionali, fondi Ue e del PNRR. Un tesoretto che, assieme all’interesse emerso dai territori, come Istituzione ci stimola ad accelerare il lavoro per la nascita delle CER, quale strumento strategico per la transizione ecologica, l’uscita dalle fonti fossili nel rispetto degli obiettivi Ue e l’indipendenza energetica come ormai ci impongono gli allarmanti scenari geopolitici emersi dal conflitto in Ucraina”, conclude.

– foto ufficio stampa Regione Lazio –
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Lazio, dal 2 luglio al via i saldi estivi

ROMA (ITALPRESS) – La Giunta regionale ha approvato la delibera che fissa la data dell’inizio dei saldi estivi nel Lazio a sabato 2 luglio per una durata di 6 settimane consecutive. Restano proibite le vendite promozionali nei 30 giorni precedenti alla suddetta data. “I nostri esercenti stanno vivendo un momento di particolare sofferenza, perchè oltre alla crisi pandemica, si è aggiunta la guerra in Ucraina che ha fatto lievitare i costi energetici. I saldi sono un momento di aumento dei consumi e sono certo che contribuiranno a dare nuovo vigore al commercio”, ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Startup e Innovazione, Paolo Orneli. Il provvedimento passerà adesso alla commissione sviluppo economico del Consiglio regionale per poi tornare in giunta per l’approvazione definitiva.
– Foto agenziafotogramma.it –
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Fiumicino, con i monopattini Helbiz risparmiati 500mila kg di CO2

ROMA (ITALPRESS) – Helbiz annuncia i primi risultati sull’utilizzo dei monopattini elettrici a Fiumicino, confermando un bilancio positivo a un anno dal suo arrivo in città. Dai primi dati raccolti dall’azienda, infatti, risulta che gli utenti abbiano utilizzato i monopattini Helbiz per percorrere in media una distanza di 3,7 km, con un tempo di utilizzo medio pari a 11 minuti e un risparmio di CO2 di circa 500.000 kg. “Sono numeri importanti – sottolinea Helbiz – che premiano la scelta presa dall’amministrazione nel 2021, quando ha selezionato Helbiz come operatore per il servizio di micromobilità in sharing. Del resto, fin da subito, questa nuova modalità di trasporto e la flotta da 275 monopattini è stata accolta con grande entusiasmo da parte della cittadinanza. Inoltre, nella località laziale non sono stati registrati atti di vandalismo, a conferma della grande cura e attenzione al tema della mobilità sostenibile da parte della popolazione”.
“Ringraziamo Fiumicino e tutta la popolazione locale che, da un anno, utilizza i mezzi Helbiz con costanza e attenzione – ha dichiarato Matteo Mammì, Ceo di Helbiz Emea – Rinnoviamo quindi il nostro impegno nella città laziale per offrire un servizio sempre più sicuro, innovativo e responsabile. Tutto ciò dimostra quanto per noi sia importante intrecciare un dialogo continuo con le istituzioni al fine di costruire una mobilità green per le nuove generazioni”.
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Arte, fotografia e digitale, a Roma in mostra “Hybrida” di Matteo Basilè

ROMA (ITALPRESS) – Sperimentatore di linguaggi, tra i più quotati innovatori dell’arte contemporanea dalla metà degli anni Novanta e tra i primi in Europa a sperimentare l’ibridazione tra arte e digitale, Matteo Basilè – in anteprima nazionale dal 25 maggio al 6 settembre a Visionarea Art Space di Roma, – torna a giocare con i linguaggi del digitale facendone vera e propria materia prima per nuovi progetti artistici che indagano, interrogano e sperimentano le nuovissime frontiere, rendendo materiale l’immateriale e dando vita a nuove visioni. HYBRIDA, questo il titolo della mostra a cura di Gianluca Marziani, chiude la stagione 2021/2022 di VISIONAREA Art Space e fino al 6 settembre vedrà protagonista una selezione di opere realizzate nel 2022 e mai esposte a Roma, oltre ad un nuovissimo progetto di opere NFT prodotte dalla neo nata ARTITUDE.AI.
Collocata presso l’Auditorium Conciliazione, VISIONAREA – con il sostegno della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal professor Emmanuele F. M. Emanuele – conferma così la sua vocazione ad avamposto contemporaneo nel cuore di Roma, chiudendo la nuova stagione con una mostra che porta all’attenzione del grande pubblico le nuove sperimentazioni ibride di uno dei più interessanti “creatore di mondi” (come l’ha definito Gianluca Marziani) contemporaneo: Matteo Basilè.
Se nella storia antica l’ibridismo fu immaginato fra mondo animale e mondo umano (dalla Sfinge di Giza al mito del fauno), oggi l’ibridismo è fra uomo, tecnologia e biologia, che si tratti di chip sottopelle o microrganismi biologici come i virus.
Hybrida si articola tra opere fotografiche di vario formato che adattano le loro superfici alle direzioni energetiche del singolo soggetto, al piano d’irradiazione, ad una capacità di evocare paesaggi anche quando questi non compaiono. Fondali piatti di matrice fiamminga isolano le figure femminili di quest’antropologia futuribile, imponendo la centralità alla Rembrandt della loro drammaturgia, come se ci indicassero i margini dei nostri sbagli e delle occasioni perdute. I tre monitor che contengono altrettanti ritratti compiono lo stesso rituale ma con la qualità semantica dell’alta definizione, dentro una grammatica digitale che esalta l’infinitesimale percezione del dettaglio microscopico.
Da oltre un ventennio Basilè dimostra come la cultura digitale sia integrata ai linguaggi analogici, codificando una grammatica che si contamina con le altre grammatiche espressive, sottolineando una sincronia tra potenza e atto tecnologico. La sua visione stabilisce le coordinate della fotodigigrafia, sintesi virtuosa tra meccanica ed elettronica, tradizione e innovazione, setting reale e virtuale, manualità minuziosa e tecnologia esemplare.
Basilè ha sempre attraversato i generi, le etnie, i luoghi e ha reso universali le storie di pochi. Con la sua fotografia ha raccontato la stratificazione umana tra bellezza e diversità rendendo i suoi soggetti creature sospese in un tempo indefinito e in una forma fisica ibrida come è oggi il concetto del Metaverso. L’umanità di Basilè ha seguito l’andamento macroscopico del Pianeta; le vecchie barriere geografiche, politiche e ideologiche sono ormai scomparse, superate da una coscienza della rinascita collettiva, da una nuova genealogia meticcia, da un sincretismo perfezionato. Quei corpi narranti sono figure di una rinascita che segna l’inizio dopo molti “post”, il limbo in cui sono superate le barriere delle norme sociali, dove i canoni estetici si rivolgono alle psicogeografie di Guy Debord, al dionisiaco di Michel Maffesoli, all’estetica del Capitalocene di Nicolas Bourriaud.
“Matteo Basilè è stato uno dei primi in Europa a fondere arte e tecnologia, e non a caso le sue opere fotografiche sono delle vere e proprie “pitture digitali” – afferma Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale -. In quasi tutte le sue creazioni è esplicito il rimando ai grandi maestri del passato, da Caravaggio all’arte fiamminga fino alle suggestioni del Barocco: un bagaglio culturale che l’artista rielabora sapientemente fondendo storia classica ed epoca attuale, in una galleria di personaggi che rievocano costantemente qualcosa di noto senza avere tuttavia un’identità definita – ‘uno, nessuno e centomilà – e danno vita a un mondo onirico e surreale dove non esistono più riferimenti spazio-temporali. Un’arte fluida e ibrida come l’epoca che viviamo”.
Scrive in catalogo Gianluca Marziani: “I creatori di mondi sono fatti così: danno nuovo spazio e nuovo tempo al proprio sguardo veggente, cucendo le fonti di riferimento con i rimandi a nuove fonti liturgiche. I creatori di mondi immaginano l’uomo nuovo dentro luoghi mineralizzati dal tempo lunghissimo dell’universo. E’ questa l’identità adulta di un creatore di mondi come Basilè. E’ qui che ricomincia la possibilità di una STORIA…”.

– foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale –
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Roma, Celli “Importante ruolo donne nelle istituzioni”

ROMA (ITALPRESS) – La Presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli ha partecipato ieri sera a Torino, in occasione del XXXIV Salone Internazionale del Libro, all’incontro sul tema “Democrazia, rappresentanza, partecipazione e nuove sfide: i Consigli comunali protagonisti del cambiamento”. Con lei anche le presidenti dei Consigli comunali di Torino (Maria Grazia Grippo), di Milano (Elena Buscemi), di Napoli (Enza Amato) e Bologna (Maria Caterina Manca). Uno dei temi al centro del dibattito il ruolo delle donne nelle istituzioni e nella politica. “L’iniziativa – spiega la Presidente Svetlana Celli – rientra nelle azioni avviate qualche settimana fa con una prima riunione in streaming e che a giugno proseguirà con un appuntamento a Roma per promuovere un coordinamento delle Presidenze dei Consigli comunali. Oggi i Consigli comunali di importanti città capoluogo di Regione come Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Venezia sono presieduti da donne. La nostra sensibilità, creatività, passione e determinazione, possono essere una opportunità ed una risorsa, perchè il vero valore di crescita e di ricchezza per una comunità è il rapporto tra le diversità”. Altro aspetto affrontato, il compito del Consiglio comunale per il futuro delle città. “E’ necessario cercare un sano rapporto ed equilibrio tra le funzioni politiche confermando il ruolo centrale del Consiglio nelle scelte determinanti – afferma Celli – Dalla nostra esperienza, dalle Presidenti donna, può partire un processo di valorizzazione della dignità del Consiglio comunale nella vita politica della città. E su questo, credo, sia auspicabile prevedere, nell’incontro che terremo a Roma a giugno, la formulazione e la sottoscrizione di un protocollo di intesa per l’avvio di un coordinamento di tutti, donne e uomini, Presidenti di Consiglio comunale dei capoluoghi di Regione, avviando un rapporto istituzionale con l’Anci. Uniti, con una voce sola, facendo squadra, possiamo essere più forti per riuscire a rendere il nostro impegno politico e amministrativo orientato esclusivamente al bene delle nostre città”.
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– foto Ufficio Stampa Presidenza Assemblea Capitolina –