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Parco del Circeo scelto come area campione del progetto “Visibility”

ROMA (ITALPRESS) – Misurare l’inquinamento dell’aria e la visibilità dei paesaggi nei parchi naturali italiani. E’ questo l’obiettivo del progetto “Visibility”, coordinato dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari (CUFA) dell’Arma dei Carabinieri, in collaborazione con il Laboratorio ENEA di Inquinamento atmosferico. Il progetto applicherà, per la prima volta in Italia, la procedura adottata dall’EPA, l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, per la misurazione del parametro della visibilità nei parchi naturali americani.
Per l’azione pilota, il team del progetto ha selezionato come prima area campione italiana il Parco nazionale del Circeo (Latina), con il posizionamento degli strumenti di misura presso il Lago dei Monaci. “Attualmente questo è l’unico sito di monitoraggio della visibilità così intesa in Europa, ma presto il progetto si doterà di una seconda stazione di misura posizionata in montagna”, sottolinea il Tenente Colonnello Giancarlo Papitto, Capo Ufficio Progetti, Convenzioni, Educazione Ambientale del CUFA e project leader del progetto.
“La visibilità diventa, dunque, un parametro fisico utile alla valutazione della qualità dell’aria in aree naturali con una significativa vocazione turistica, come i parchi nazionali italiani. In questi luoghi, la possibilità di godere di un nitido panorama, immersi in un paesaggio naturale, rappresenta un prezioso valore ricreativo ma anche un vero e proprio servizio ecosistemico, nonchè un bene tutelato dalla Costituzione e dalle leggi italiane a protezione delle bellezze paesaggistiche”, sottolinea Ettore Petralia, ricercatore del Laboratorio di Inquinamento Atmosferico e responsabile per ENEA del progetto.
“La campagna di misura durerà due anni e ci permetterà di testare nei parchi italiani il protocollo americano IMPROVE[1]; in questo modo riusciremo a quantificare la visibilità del paesaggio naturalistico, associando eventuali riduzioni di questo parametro all’inquinamento da particolato atmosferico di origine sia antropica sia naturale”, spiega il ricercatore.
Compito dei ricercatori ENEA sarà quello di eseguire in laboratorio le analisi chimico-fisiche dei campioni raccolti e di elaborare l’indice di visibilità atmosferica; in particolare, le variazioni della visibilità dell’orizzonte nelle foto saranno analizzate in correlazione con i dati di composizione degli inquinanti atmosferici, seguendo il metodo IMPROVE.
I Carabinieri forestali si occuperanno del coordinamento generale dell’iniziativa, inclusi i rapporti con gli enti statunitensi, della raccolta dei dati meteo, della gestione della telecamera fotografica e dell’invio al team ENEA dei filtri campionati; inoltre, sarà loro compito la sorveglianza del sito di misura, classificato come ‘obiettivo sensibilè per le potenziali e significative ricadute sulla salute umana dell’inquinamento atmosferico, che potrebbe derivare da attività antropiche presenti nell’area, come agricoltura e allevamento.
In dettaglio, la metodologia IMPROVE si basa sulla quantificazione di un coefficiente che descrive l’estinzione della luce in funzione di diversi parametri chimico-fisici associati a molecole e particelle disperse nell’aria, in questo caso legate all’inquinamento atmosferico. Il progetto prevede campionamenti della durata di 24h per un intero anno solare (con una frequenza di uno ogni tre giorni), per la misura della concentrazione del particolato (PM2.5 e PM10) e del biossido di azoto (NO2). Il rilevamento visivo del grado di trasparenza dell’aria sarà assicurato, invece, da una telecamera panoramica, fissata all’esterno della cabina, che punta in direzione di un landmark (nel caso dell’azione pilota è il Monte Circeo) preso a riferimento per la definizione della visibilità a lunga distanza. La fotocamera è programmata per attivarsi in modo autonomo ogni 3 giorni in concomitanza con il campionamento del particolato atmosferico effettuato dagli altri strumenti. Tale programmazione prevede uno scatto ogni 5 minuti nel corso del giorno (durante le ore di luce, in relazione all’altezza del sole sull’orizzonte); si spegne automaticamente quando il pirometro della centralina meteo rileva il raggiungimento di una soglia minima di radiazione solare e quindi di luce naturale e viene riattivata il mattino seguente all’alba, sempre grazie al segnale inviato dal sensore della radiazione solare.
La stazione di misura è provvista, inoltre, di una centralina meteo comprendente un anemometro (per la misurazione della velocità e direzione del vento), un pirometro (per la misurazione della radiazione solare), un termoigrometro (per la misurazione della temperatura e dell’umidità dell’aria), un pluviometro (per la misurazione della quantità di pioggia), un barometro (per la misurazione della pressione atmosferica). I dati meteo vengono raccolti in continuo ogni 5 secondi ed aggregati in medie orarie e minimi / massimi giornalieri.
“La compromissione della visibilità è probabilmente l’effetto più facilmente riconoscibile dell’inquinamento nell’atmosfera. Attraverso il progetto Visibility daremo il nostro contributo per tutelare e preservare questa risorsa anche per le generazioni future”, conclude Petralia.
Tutte le attività Visibility Italia rientrano nel progetto LIFE MODERn (NEC), coordinato dal CUFA in collaborazione con Legambiente, a cui partecipano ENEA, Cnr, CREA, Università di Firenze, Università di Camerino e TerraData Environmetrics Srl. “Questo programma ha lo scopo di rispondere alle richieste della Direttiva europea NEC[2], che impegna gli Stati membri a ridurre le emissioni in atmosfera di alcuni inquinanti mediante l’attuazione di programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico e a monitorare gli effetti degli inquinanti atmosferici sugli ecosistemi, naturali e semi naturali, forestali e di acqua dolce, poichè tali inquinanti sono pericolosi non solo per la salute umana, ma anche per quella degli ambienti naturali”, conclude Papitto.
(ITALPRESS).

Il 15 marzo a Roma Abel Ferrara legge le poesie di Gabriele Tinti

ROMA (ITALPRESS) – In occasione della ricorrenza della morte di Salvator Rosa (Napoli 1615 – Roma 1673), martedì 15 marzo, alle ore 16.30, le Gallerie Nazionali di Arte Antica ospitano nella sede di Galleria Corsini il regista e attore Abel Ferrara per la lettura delle poesie di Gabriele Tinti che traggono ispirazione dal dipinto Supplizio di Prometeo, capolavoro del pittore napoletano.
L’evento è realizzato con il contributo della Fondazione Cultura e Arte, braccio operativo della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal professore Emmanuele F. M. Emanuele, con l’organizzazione e promozione delle Gallerie Nazionali di Arte Antica.
Sarà realizzato un video della lettura, che sarà sui canali social del museo il 21 marzo in occasione della Giornata Mondiale della Poesia.
Il dipinto ritrae Prometeo, figura della mitologia classica, che giace supino, incatenato a una rupe del Caucaso. Dalla tensione delle membra, oltre che dalla smorfia del volto, si percepisce tutta la brutalità del supplizio. Una mano è serrata, l’altra è spalancata, e i tendini quasi fuoriescono dal polso; le gambe divaricate sono entrambe tesissime; il ventre squarciato offre un brano di anatomia umana; l’aquila, attributo di Zeus e ambasciatrice della sua vendetta, sta divorando l’intestino che, ricrescendo ogni giorno, è pasto quotidiano di una tortura senza fine.
Abel Ferrara – regista e attore noto per le sue storie di redenzione, di interrogazione cristiana, di travaglio interiore – darà voce al Titano la cui lotta è quella di tutti: drammatica, impari e senza speranza, contro le forze misteriose e oscure della Natura.
L’evento rientra nella serie di letture dal vivo recitate di fronte alla statuaria classica e alla pittura rinascimentale. Negli ultimi anni il progetto ha visto coinvolti alcuni importanti attori e alcuni dei maggiori musei al mondo come il Metropolitan di New York, il J. Paul Getty Museum ed il LACMA di Los Angeles, il British Museum di Londra, la Gliptoteca di Monaco, il Parco Archeologico del Colosseo, il Museo Nazionale Romano di Roma, i Musei Capitolini, il Museo dell’Ara Pacis, il Museo Archeologico di Napoli e molti altri ancora.
Ingresso compreso nel costo del biglietto, ingresso consentito fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo: [email protected]
(ITALPRESS).

Nel Lazio 3.934 nuovi casi di Covid e 5 decessi

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi nel Lazio su 9.264 tamponi molecolari e 29.497 tamponi antigenici per un totale di 38.761 tamponi, si registrano 3.934 nuovi casi positivi (+232), sono 5 i decessi (-15), 1.126 i ricoverati (-43),92 le terapie intensive (+1) e +6.843 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 10,1%. I casi a Roma città sono a quota 1.876”. Lo rende noto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
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Expo2030, Pecoraro Scanio “Roma merita di vincere, unità fa ben sperare”

ROMA (ITALPRESS) – Alfonso Pecoraro Scanio ha sostenuto la candidatura di Roma per Expo2030 dalla prima proposta dell’allora sindaca Virginia Raggi e anche con un appello della lista Roma Ecologia e Innovazione a Draghi perchè firmasse in tempo la candidatura ufficiale. Ha poi rilanciato a dicembre proprio ad ExpoDubai con il commissario Glisenti la campagna per sostenere la candidatura. E’ stato anche uno dei motivi, assieme alla rete Ecodigital, per il sostegno a Gualtieri al ballottaggio ed è presente a Dubai anche per la presentazione ufficiale del logo e del progetto del sito a Tor Vergata.
“Credo che Roma meriti la sua prima Expo dopo che ne fu privata per la guerra mondiale e l’unità di tutte le istituzioni e della società civile insieme al lavoro della diplomazia ufficiale e di quella dal basso può raggiungere questo traguardo – dice all’Italpress il presidente della Fondazione Univerde -. Ho seguito la determinazione con cui si sta lavorando con la Raggi prima e con Gualtieri ora e mi fa ben sperare. La scelta di diplomatici di esperienza e capacità come Massolo e Scognamiglio dimostra volontà di vittoria”.
“E la presentazione qui a Dubai con l’affollato concerto di Mahmood e l’impegno del commissario Glisenti e di architetti del livello di Ratti e Rota sono tutti elementi di incoraggiamento”, aggiunge. E la ricaduta sulla città? “Il tema della sostenibilità, della rigenerazione e dell’inclusione è centrale e la proposta di Tor Vergata mi dicono scelta per richiesta del bureau internazionale spero possa valorizzare il Polo universitario e recuperare strutture degradate evitando consumo di suolo. Sui dettagli – sottolinea Pecoraro Scanio – deciderà ovviamente il comune dove l’elezione della Raggi a presidente della commissione Expo è un segno di quella volontà unitaria che è condizione per il successo”. Pecoraro Scanio aiutò, assieme a Romano Prodi, la sindaca Letizia Moratti per Expo Milano con le sua azioni a favore delle piccole isole di Caraibi e Pacifico. “Cosa consiglio ora? Io avevo promosso e firmato all’Onu un ‘alleanza per le ‘small islands’ che è diventata, con mio orgoglio, una best Practice di cooperazione internazionale corretta. Proprio ieri a Dubai sono venuti i commissari di Tuvalu e altri piccoli stati”.
“Io – sottolinea l’ex ministro – feci sostenere azioni di adattamento al cambiamento climatico con fondi italiani gestiti davvero dalle autorità locali senza imporre aziende italiane o amiche e controllando il corretto uso. Questo fu apprezzato e quando i diplomatici della Farnesina andarono a chiedere sostegno per la Expo trovarono una accoglienza positiva. Gli oltre 20 voti delle piccole isole fecero vincere Milano rispetto a Smirne. E la Moratti mi ringraziò, gesto di riconoscenza raro che perciò ricordo con piacere. Questa volta occorrono azioni dirette contando sul prestigio di Roma. E noi certo aiuteremo con una diplomazia dal basso che serve a mobilitare società civile e opinione pubblica. Io voglio vedere la mia Capitale rilanciata anche così, come è successo a Milano”.
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Magazine Usa, il Gemelli si conferma il migliore ospedale d’Italia

ROMA (ITALPRESS) – Per il secondo anno consecutivo il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS è il ‘migliore ospedale del Paesè, secondo la classifica stilata annualmente dal magazine statunitense Newsweek. E non solo. Rispetto allo scorso anno, quando figurava al 45° posto nel ranking mondiale, quest’anno il Gemelli guadagna ben otto posizioni, salendo al 37° di questa prestigiosa classifica dei migliori ospedali al mondo.
“E’ un risultato tanto più importante e in grado di rafforzare il senso di appartenenza di tutta la nostra numerosissima squadra – dice il professor Marco Elefanti, direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – in una fase storica dove tutti stiamo risentendo dell’impegno prolungato nel contrasto al Covid che, purtroppo, salvo brevi tregue, ci ha visto impegnati 7 giorni su 7 negli ultimi 2 anni. Questo riconoscimento per il secondo anno consecutivo conferma la validità delle scelte di fondo assunte e del sistema di governo volto a coniugare l’attività didattica e di ricerca con quella assistenziale di un Policlinico Universitario”.
“L’analisi di Newsweek – continua – si basa su requisiti ben documentati che mirano a fondere e bilanciare l’aspetto gestionale con quello clinico, ampiamente apprezzati dal riconoscimento ottenuto lo scorso anno con l’accreditamento della Joint Commission International (JCI). I conoscitori del mondo dell’assistenza per acuti in ambito ospedaliero attribuiscono a questo schema di accreditamento un vero benchmark mondiale dei sistemi di verifica e attestazione dei sistemi di miglioramento continuo della qualità professionale verso l’eccellenza. In quella occasione il team di valutatori internazionali riconobbe a tutti noi, collaboratori del Policlinico riuniti e collegati, di ‘aver conosciuto un Ospedale straordinario del quale essere orgogliosi come collaboratori che operano al suo interno, come cittadini di Roma e come occasione di orgoglio per l’intero Paesè. Quello appena trascorso è stato un altro anno difficile per il perdurare dell’emergenza pandemica che ha frenato e imposto un ridimensionamento di tanti nostri progetti”.
“Questo – evidenzia ancora Elefanti – non ci ha impedito di guardare avanti e di disegnare un futuro popolato di iniziative e progetti di rilievo internazionale, come il nuovo centro ‘CUORE’ che sorgerà nei prossimi anni, accanto al centro ‘Brain’ per le patologie neurologiche e al ‘Cancer Center’. Resta il rammarico di essere stati esclusi in quanto privati dalle misure del PNRR rivolte al settore della sanità. Cionondimeno la nostra azione non è stata arrendevole ma volta a rilanciare capacità progettuale nonostante talune scelte di indirizzo politico che francamente riteniamo non meritate”.
La classifica di Newsweek quest’anno ha preso in esame 2.200 ospedali in 27 nazioni; il ranking tiene conto di una serie di Key Performance Indicators (KPI), dei risultati di decine di migliaia di interviste a medici e professionisti sanitari e di questionari di client satisfaction sull’ospedale compilati da pazienti.
Obiettivo di questo studio è fornire il miglior confronto tra ospedali, in termini di performance e reputation, basato su dati.
Gli ospedali di tutto il mondo, compresi quelli top elencati nella classifica dei ‘best 250’ di Newsweek, negli ultimi due anni si sono trovati a fronteggiare un enorme carico di lavoro, legato all’emergenza pandemica, che ha comportato anche ingenti spese (come quelle per la gestione di decine di nuovi posti di terapia intensiva, l’acquisto di nuovi ventilatori, di macchine per ECMO, ecc.), che hanno spesso mandato in rosso i loro budget. Ma quello che ha permesso ai ‘best hospital’ di entrare a far parte di questo ranking – commentano gli esperti che hanno stilato la classifica di Newsweek – è stata la loro capacità, nonostante tutto, di erogare un’assistenza sanitaria di livello superiore e di continuare a fare ricerca e innovazione, anche in mezzo a scenari drammatici. Quelli elencati nella classifica di Newsweek – e tra questi il Gemelli, al 37° posto del ranking mondiale – sono gli ospedali che hanno davvero fatto la differenza in questa crisi globale.
“La grande sfida della pandemia – commenta il professor Rocco Bellantone, direttore del Governo Clinico di Fondazione Policlinico Gemelli e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica – ha richiesto enormi capacità di adattamento per affrontare, imparando spesso sul campo, problematiche inedite sul piano organizzativo e assistenziale. Chiudere interi reparti per far posto ai malati Covid, continuando nel frattempo ad assistere al meglio tutti i pazienti non Covid. Inoltre abbiamo continuato a fare ricerca di ottimo livello come è nella nostra identità di IRCCS, arrivando tra l’altro ad essere tra i primi tre in Italia, nell’arco di soli tre anni dal riconoscimento di IRCCS. Sono queste solo alcune delle componenti di uno straordinario sforzo collettivo, protratto per tanti mesi, che ha impegnato giorno dopo giorno ogni singola figura dell’ospedale. Al primato riportato da Newsweek – conclude Bellantone – hanno insomma dato tutti il loro contributo. Ed è dunque ad ogni singolo protagonista di questa impresa che va il nostro plauso e il nostro ringraziamento e ci sprona a fare sempre meglio”.
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Expo2030, Gualtieri a Dubai lancia la candidatura di Roma “Città unica”

ROMA (ITALPRESS) – La candidatura di Roma a ospitare l’Expo 2030, avviata dal Governo e portata avanti dal Comitato promotore e da Roma Capitale, è stata presentata ufficialmente oggi nel Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai. A illustrarla il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio e quello delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini, intervenuti in collegamento, il presidente del Comitato di candidatura Giampiero Massolo, il direttore generale del Comitato Giuseppe Scognamiglio, l’architetto Carlo Ratti e Paolo Glisenti, Commissario generale per l’Italia a Expo 2020.
Nel corso dell’evento è stato svelato il sito dove Roma prevede di allestire l’Esposizione Universale: l’area di Tor Vergata, che rappresenta il distretto ideale per un ambizioso intervento di rigenerazione urbana, inclusione e innovazione. Tutti i dettagli sulla candidatura sono illustrati sul sito www.romeexpo2030.com/
Durante la presentazione della candidatura, il sindaco Gualtieri ha ricordato le vittime della guerra in Ucraina scatenata dall’inaccettabile aggressione militare russa, esprimendo vicinanza nei confronti di tutte le persone che soffrono le conseguenze del conflitto e ribadendo l’impegno della città di Roma per la pace, il dialogo e la cooperazione tra i popoli.
Il progetto di candidatura di Roma Expo 2030 vuole indicare un modo nuovo di promuovere la convivenza urbana, superando la tradizionale separazione tra centro e periferia. Entro il 2050 le metropoli ospiteranno i due terzi dell’intera popolazione mondiale: la relazione tra territorio e persone è quindi una delle più grandi sfide del nostro tempo.
Con il tema “Persone e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione” Roma vuole essere il centro di questo nuovo modello di città: inclusivo, interconnesso, sostenibile e condiviso. A Roma tutti i Paesi partecipanti potranno dare il proprio contributo per individuare il modello di convivenza urbana del futuro.
Roma ha inoltre l’occasione imperdibile di coniugare Expo 2030 con un altro evento di respiro mondiale e di grande importanza spirituale, il Giubileo 2025, che già si prepara a ospitare. Un’importante opportunità di sinergia per la realizzazione di opere e infrastrutture funzionali, pronte ad accogliere milioni di pellegrini, ottimizzando costi e risorse.
Il sito scelto per la candidatura è l’area di Tor Vergata. La scommessa del progetto è duplice: da un lato, ospitare le migliori idee su come ripensare la relazione tra persone e territori, rendendo l’evento mondiale un crocevia di intelligenze e avanguardie dell’innovazione. Dall’altro, concepire l’Expo come occasione per avviare un’imponente opera di rigenerazione urbana. Non solo dell’area dell’Expo, ma di un intero quadrante di Roma, ricco di potenzialità nel suo mix di natura, storia e scienza. L’area sarà quindi un laboratorio aperto al contributo di tutti, in cui tracciare un nuovo modello di sviluppo del territorio.
Consulente Creativo per la visione strategica di Expo 2030 Roma sarà Carlo Ratti, professore al Mit, direttore del Senseable City Lab, e fondatore dello studio di design e innovazione CRA Carlo Ratti Associati. Tra i diversi ruoli svolti, rappresenta una figura di spicco per le relazioni tra architettura e tecnologia, innovazione e sostenibilità. Con una vasta esperienza in occasioni internazionali, ha svolto un ruolo cruciale nelle ultime due Expo. Tra i suoi progetti recenti in questo ambito, vi è il masterplan per MIND (Milano Innovation District), che ridefinisce l’ex area di Expo 2015 trasformandola in un polo innovativo per la città. Infine, a Expo 2020 ha progettato il Padiglione Italia con lo studio Italo Rota Building Office, matteogatto&associati e F&M Ingegneria.
Il logo della candidatura, realizzato da M&C Saatchi, racchiude l’idea di un futuro che punta ad unire le persone, abbracciandone le diversità e promuovendo lo sviluppo sostenibile dei territori in cui vivono. L’immagine di una porta esprime da sempre un simbolo di accoglienza, scambio e integrazione di culture diverse. Si tratta di un logo dinamico, che rappresenta uno dei caratteri distintivi della candidatura di Roma a Expo 2030 e mantiene la sua identità pur variando costantemente forma e colore. Sarà infatti proiettato con un’animazione sia all’esterno che all’interno del Padiglione Italia presente a Dubai e, nel corso della candidatura, sarà più di un semplice oggetto grafico; per la prima volta nella storia delle esposizioni universali, infatti, il logo di un’Expo diventa un NFT (non-fungible token) ed è salvato sulla blockchain. Un pezzo unico di arte digitale che ci accompagna verso un futuro sostenibile, digitale e connesso.
‘La nostra idea cardine per Expo 2030 è quella di rinnovare il rapporto tra persone e territori – ha detto Gualtieri -. Roma è il luogo più adatto per ospitare un’Expo che si misuri con questo obiettivo. Innanzitutto, è una città unica che mostra la sua storia di migliaia di anni e dove l’evoluzione del rapporto tra persone e territorio è visibile nella stratificazione urbana. Nei prossimi anni daremo nuovamente prova della nostra capacità di reinventarci, con progetti come il nuovo piano di assetto dei Fori e dell’area archeologica centrale. In secondo luogo, la cintura verde di Roma è una delle più estese al mondo. Preserveremo e rafforzeremo questo tratto fondamentale della nostra identità per proiettarlo in una nuova idea di sviluppo urbano. Inoltre, Roma è un bastione della cultura e della scienza, che ospita università, centri di ricerca e accademie di rilievo mondiale. Realtà che saranno il cuore della nostra esposizione, anche grazie a progetti come il Rome Technopole, centro di riferimento internazionale per la formazione, la ricerca e il trasferimento tecnologico, e la “Città della Scienza”, multidimensionale ed altamente specializzatà.
‘Un altro pilastro fondamentale – ha sottolineato Gualtieri – è quello della solidarietà e dell’inclusione, a cui la nostra Amministrazione sta riservando un impegno particolare, in linea con la nostra idea di città policentrica, basata sulla prossimità dei servizi, la cura e le relazioni tra le persone. L’area di Tor Vergata ci consentirà di realizzare strategie innovative per una rigenerazione urbana intelligente, inclusiva e sostenibile. Un’opportunità per Roma di appassionare ancora una volta il mondo interò.
‘Il Governo Italiano, la Città di Roma, i suoi cittadini, il settore privato e la comunità scientifica ed accademica sono impegnati ad intraprendere questo viaggio, con il pieno e convinto supporto del Ministero degli Affari e della Cooperazione Internazionale e della sua rete diplomatico-consolare nel mondo – ha detto il ministro Di Maio -. Roma è una città che si è reinventata nel corso dei 28 secoli della sua storia. L’attività umana ha trasformato il tessuto urbano, dotando la città di uno straordinario dinamismo. Roma ha una lunga tradizione di apertura, universalità e inclusività. Oggi Roma offre un equilibrio virtuoso tra design urbano moderno e l’ambiente. E’ un luogo dove passato e futuro sono fortemente interconnessi, come testimoniato dal suo distretto scientifico e tecnologico, tra i più avanzati al mondo. Università, acceleratori, start-ups basate a Roma, così come il Fondo Nazionale Innovazione, tutti parteciperanno attivamente a rendere l’Expo 2030 la vetrina ideale per mostrare come anche le tecnologie più innovative possano applicarsi ad una città storicà.
Per il ministro Giovannini ‘Roma Expo 2030 rappresenta una grande occasione per mettere a sistema e integrare gli ingenti investimenti previsti con il Pnrr e da altri fondi nazionali, 8,2 miliardi di euro destinati a interventi per le infrastrutture e la mobilità nella municipalità Capitolina, nella Città Metropolitana di Roma e nel Lazio. La sostenibilità economica, sociale e ambientale è al centro della sfida globale e italiana della sostenibilità, di cui il Padiglione Italia a Expo Dubai rappresenta un bellissimo esempio. Sono certo – ha spiegato – che la sensibilità dell’attuale amministrazione comunale farà sì che Roma Expo 2030 diventi un grande esempio di evento internazionale interamente sostenibile. Si tratta di un’occasione irripetibile di rinnovamento e riqualificazione, nella quale coinvolgere i privati e la società civile, per rafforzarne gli impatti positivi a tutti i livelli e in ogni settorè.
‘Il progetto di Expo Roma 2030 è una grande impresa collettiva, che coinvolge le energie migliori non solo della città di Roma, ma dell’Italia intera. E’ una opportunità irripetibile per riflettere sui nuovi paradigmi nel rapporto tra le persone e i territori ad ogni latitudine. Offriamo al mondo una vetrina unica per presentare le idee migliori e i progetti più ambiziosi su temi cruciali per il futuro dell’umanità, al centro dell’Agenda dello Sviluppo 2030 delle Nazioni Unite. A loro va tutto il nostro impegno”, ha commentato l’Ambasciatore Massolo.
Il Commissario generale per la partecipazione dell’Italia a Expo 2020 Dubai, Paolo Glisenti, ha detto che ‘siamo onorati di ospitare nel Padiglione Italia a Dubai il lancio della candidatura di Roma per l’Expo del 2030. Inizia qui, davanti alla più vasta platea internazionale mai raccolta da un’Esposizione Universale, il cammino verso questo prestigioso traguardo che sancirà la visione globale e inclusiva di Roma Capitale. Ciò che l’Italia ha fatto in questi mesi a Expo Dubai diventa da oggi patrimonio di Roma per un’Expo di straordinario successò.
‘Expo 2030 rappresenta una straordinaria sfida per l’Italia e mi fa molto piacere essere parte dell’ampio team che sta mettendo a punto la visione strategica per la candidatura della città di Roma. Il tema che abbiamo scelto, Together, vuole enfatizzare l’importanza di adottare valori comuni, in una prospettiva multidisciplinare e transculturale. Lo spazio fisico delle nostre città – ha concluso Carlo Ratti – è il luogo che può e deve aiutarci a rafforzare i valori della diversità e del dialogo. Roma può giocare un ruolo chiave in questo scenario, tracciando una strada per il futuro delle manifestazioni internazionali. Tramite Expo, possiamo trattare di innovazione e sostenibilità in modi concreti, sia durante la manifestazione, sia per quanto sarà lasciato in eredità alla città di Romà.
(ITALPRESS).

Ucraina, Zingaretti: “La regione Lazio è vicina al popolo ucraino”

ROMA (ITALPRESS) – “La Regione Lazio è vicina al popolo ucraino. Da lunedì abbiamo iniziato con l’ospitalità degli studenti nelle università. La protezione civile si sta organizzando per l’accoglienza e abbiamo attivato una collaborazione con la ONG InterSos in Polonia”. Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, durante la consegna all’ospedale Sant’Eugenio di Roma ai rappresentanti della Croce Rossa dei farmaci destinati alla popolazione ucraina. “Siamo vicini agli ucraini che stanno combattendo per la libertà. Deve arrivare un messaggio di fattiva collaborazione da parte di tutti”, aggiunge.
(ITALPRESS).

Marche da bollo e patenti false, 18 indagati tra Campania e Lazio

NAPOLI (ITALPRESS) – Falsificavano marche da bollo, ma anche patenti di guida e nautiche. E’ quanto hanno scoperto i Carabinieri del comando Antifalsificazione Monetaria che, in collaborazione con i militari dei comandi provinciali di Roma, Napoli, Caserta, Avellino e Salerno, hanno sgominato una banda di falsari. Sono 18 le persone indagate, nei cui confronti è stata eseguita un’ordinanza applicativa di misure cautelari. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Napoli Nord. Dieci indagati sono finiti agli arresti domiciliari, nei confronti di altri cinque è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria mentre tre avvocati civilisti dei fori di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord sono stati interdetti dall’esercizio dell’attività forense, due per 12 mesi ed il terzo per sei mesi. Eseguite anche due perquisizioni a carico di avvocati (del foro di Nocera e di Avellino) indagati ma non raggiunti dal provvedimento.
Durante le indagini, avviate nel gennaio del 2020, è stato individuato un centro di produzione clandestino, allestito nella zona di Villa Literno, in provincia di Caserta, dove il principale indagato realizzava marche da bollo false su supporti reperiti in Cina. E’ emerso, in particolare, che dalle originarie tecniche di falsificazione consistenti nel manuale accrescimento del valore nominale di marche genuine, i falsari erano passati a un’altra metodologia, più sofisticata, consistente nell’apposizione della cosiddetta stampa di personalizzazione su supporti in bianco (riportanti solamente lo stemma della Repubblica, l’intestazione e gli elementi di sicurezza falsificati) importati dalla Cina, in laboratori dotati delle apparecchiature necessarie sia hardware sia software.
Gli investigatori hanno individuato sei direttrici distributive, gestite da “intermediari” del falsario, i cui terminali venivano localizzati a Roma, Napoli, Caserta, Avellino e Salerno.
Una volta realizzate e distribuite, le marche da bollo false venivano utilizzate da professionisti e da addetti ai comparti su atti giudiziari e amministrativi per i quali è prevista la corresponsione di oneri destinati all’erario. Tra i responsabili è stato individuato anche un parcheggiatore abusivo che, operando a Napoli nelle aree adiacenti alla prefettura, all’agenzia delle Entrate e all’Ispettorato provinciale del Lavoro, avrebbe gestito la distribuzione delle marche false strumentali al perfezionamento dei procedimenti amministrativi trattati dai predetti uffici pubblici. Inoltre, è stato scoperto un “distributore” di Napoli che, sebbene si trovasse agli arresti domiciliari, di fatto alimentava lo smercio di marche false.
Tra gli indagati un intermediario di Afragola che alimentava canali di distribuzione di valori di bollo falsi destinati ad un’autoscuola di Casoria, uno “smerciatore” orbitante sul litorale romano, al quale venivano fornite anche patenti automobilistiche e nautiche false, e titolari di un’agenzia immobiliare e di una tabaccheria di Roma.
Durante le indagini è stato chiuso il centro di produzione di Villa Literno e sono state sequestrate tutte le attrezzature utili alla falsificazione. Quattro indagati sono stati arrestati in flagranza di reato e sono state sequestrate migliaia di marche da bollo false del valore complessivo di circa 200 mila euro, oltre a decine di patenti false, quest’ultime destinate al litorale romano.
(ITALPRESS).