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Bonus Lazio Km0, 10 milioni per rimborso fino al 50% per ristoratori

ROMA (ITALPRESS) – Al via la seconda edizione del bando Bonus Lazio KM0. A presentarne il contenuto questa mattina, al Museo della cucina di Roma, il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti insieme all’Assessora regionale all’Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Pari Opportunità, Enrica Onorati, e all’Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli. Presenti in sala la chef stellata Iside De Cesare e i rappresentanti delle associazioni di categoria e del mondo imprenditoriale.
Il bando che sarà online da lunedì 7 febbraio e prevede un contributo a fondo perduto a titolo di rimborso pari al 50% della spesa effettuata per l’acquisto di prodotti laziali DO, IG e PAT (elencati nel testo del bando), latte fresco bovino del Lazio, acque minerali e birre artigianali prodotte e imbottigliate nel Lazio.
L’importo del contributo varia da un minimo di 1.000 euro, a fronte di una spesa di almeno 2.000 euro, a un massimo di 10.000 euro per una spesa pari ad almeno 20.000 euro. Gli aiuti sono concessi in regime di “de minimis” nei limiti previsti dalla normativa europea in materia di aiuti e alla disciplina sugli aiuti di Stato. I contributi ‘de minimis’ sono aiuti di piccola entità che possono essere concessi alle imprese senza violare le norme sulla concorrenza. L’acquisto deve essere dimostrato mediante la presentazione delle relative fatture, in cui devono essere correttamente indicati i prodotti con la loro denominazione. Il Bando è del tipo “a sportello”, ovvero le domande pervenute regolarmente e ritenute ammissibili saranno valutate e liquidate fino alla concorrenza del plafond economico. Le domande devono essere presentate esclusivamente attraverso la procedura telematica, compilando il modulo online e allegando la documentazione richiesta nel bando. Sarà consentito presentare fino a un massimo di due domande, riferite ad acquisti differenti e sino al raggiungimento dell’importo massimo concedibile per singola impresa.
Ognuna delle due domande potrà riportare un massimo di quattro fatture. I beneficiari sono imprese con sede nel Lazio che abbiano come attività primaria uno dei 38 codici ATECO elencati nel bando, che comprendono attività di ristorazione (ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie, ristorazione ambulante), alloggio (alberghi, agriturismi), produzione alimentare (panetteria, pasticceria, gelati), commercio al dettaglio di alimenti e bevande. “10 milioni per rimborsare fino al 50% ristoranti , bar, pasticcerie, tutti coloro che lavorano il cibo, di prodotti acquistati nel Lazio, a km 0”, ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “E’ una bella sperimentazione di un modo di aiutare l’economia andando dalla terra che produce fino alla tavola di chi nelle nostre città consuma nella ristorazione. E’ un’altra misura che prendiamo per uscire dal Covid salvando vite umane, ma soprattutto salvando il lavoro e le imprese. Una sperimentazione unica di chi non si vuole arrendere”.
Secondo l’assessore Orneli “per tutto il ciclo di programmazione 21-27 renderemo strutturale questa misura perchè puntare sul consolidamento della filiera del cibo rende il Lazio ancora più competitivo. Bonus lazio km0 non è isolata, ma è all’interno di una strategia”.
“Un lavoro importante quello che abbiamo fatto in questi mesi che ha inteso nel bando la fiducia tra le parti, la reciprocità della conoscenza dell’altro e dei prodotti e la distintività dell’accrescimento valoriale del made in Lazio”, ha concluso l’assessora Onorati.
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Sixt si espande, i taxi sono ora prenotabili on demand a Roma

ROMA (ITALPRESS) – Prenotare un taxi on demand tramite l’app Sixt è ora possibile a Roma: Sixt amplia ulteriormente la sua rete di partner sulla piattaforma di mobilità integrata ONE e lancia la collaborazione con la compagnia itTaxi. I clienti che si trovano a Roma o in viaggio per Roma dall’estero potranno prenotare un taxi nella capitale in qualsiasi momento tramite Sixt Ride. Sixt prevede di estendere ulteriormente questo servizio nelle principali città italiane.
Sixt Ride permette già di prenotare servizi di transfer e limousine, nonchè ride-hailing su richiesta in diversi paesi europei e negli Stati Uniti. Gli stessi servizi saranno disponibili ora anche in Italia, sempre tramite l’app Sixt, contribuendo a rendere la piattaforma ONE la più amplia per quanto riguarda i servizi di ride-hailing a livello globale.
“Continuiamo a sviluppare la nostra azienda anche in Italia sia in termini di servizi che di presenza sul territorio – ha detto Angelo Ghigliano, Vicepresident & Managing Director Sixt Italia -. La nostra missione è quella di soddisfare le esigenze di mobilità di tutti i clienti per qualsiasi servizio di trasferimento, incluso il taxi, in modo semplice e veloce. Al settore del noleggio auto, per lo più di modelli e marchi premium, che abbiamo iniziato a gestire direttamente quattro anni fa, abbiamo aggiunto, la scorsa primavera, il noleggio furgoni, per poi lanciare di recente Sixt+ e ora Sixt Ride per rendere la nostra offerta sempre più completa. Questo servizio innovativo migliora ulteriormente il nostro sistema di gestione altamente digitalizzato, e rende i viaggiatori liberi di pianificare i loro viaggi in modo unico e semplice. Questa è la nostra forza”.
Per Massimiliano Maini, Vice President & Managing Director Sixt Italia, “Sixt continua il suo percorso di espansione nel mercato italiano, e il lancio di questo nuovo servizio lo dimostra”. “Nonostante il momento di grande difficoltà – ha aggiunto – abbiamo saputo differenziarci grazie allo spirito di squadra ed alla grande professionalità dei nostri collaboratori. Affrontiamo l’inizio di questo nuovo anno con grande positività, entusiasmo e passione e sono sicuro che questa spinta ci permetterà di cogliere nuove opportunità, sviluppare interessanti progetti e continuare a crescere in questo mercato”.
Per i nuovi clienti che si registrano, Sixt riserva uno sconto fino a 15 euro che si può ottenere utilizzando il codice STARTNOW. Considerando che il costo medio di una corsa in taxi è di circa 15-20 euro, a seconda del percorso, i clienti possono ottenere fino ad 1 corsa gratuita.
Grazie a questa partnership, Sixt può offrire servizi di mobilità nel segmento del noleggio, con Sixt Rent (noleggio auto) e Sixt+ (abbonamento auto), e ora, con Sixt Ride (taxi e auto con conducente) introduce anche i cosiddetti servizi di prenotazione on-demand, tutto immediatamente disponibile attraverso una semplice app. La società collabora con compagnie di Taxi già esistenti ed affermate in Italia.
Ciò si traduce in una serie di vantaggi per entrambe le parti: le società di Taxi garantiscono tutti i prerequisiti tecnologici di una moderna compagnia di viaggi, tenendo conto del quadro normativo applicabile in Italia. Sixt, d’altra parte, è un attore affermato nel settore del turismo e collabora con molte aziende internazionali che utilizzano le soluzioni di mobilità di Sixt per i loro viaggi d’affari. Inoltre, l’azienda offre i suoi servizi su vari portali di prenotazione viaggi attraverso i quali i clienti possono gestire l’organizzazione dei propri viaggi in totale autonomia. Grazie a Sixt, ora anche l’industria dei taxi potrà far parte di questa catena.
Sia per i viaggiatori d’affari che per i turisti, la collaborazione di Sixt con l’industria dei taxi rappresenta un significativo valore aggiunto: l’app Sixt rende la prenotazione ed il pagamento dei viaggi semplice e senza complicazioni.
Per la prima volta, i travel manager aziendali avranno la possibilità di acquistare e gestire direttamente anche i servizi di taxi durante l’organizzazione di un viaggio di lavoro. Ciò semplifica lunghi processi contabili e aumenta significativamente la trasparenza della pianificazione. E anche per chi viaggia per turismo, i taxi sono spesso il mezzo più utilizzato all’arrivo in aeroporto o in stazione. Sixt garantisce un processo di prenotazione facile e davvero impeccabile e rende la sua offerta unica ed innovativa.
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Alla stazione Anagnina di Roma presentati 60 nuovi bus Cotral

ROMA (ITALPRESS) – Presentati i nuovi 60 bus Cotral alla stazione Anagnina di Roma. All’evento hanno partecipato il sindaco di Roma Roberto Gualteri, il presidente di Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Mauro Alessandri
“Molti di questi mezzi saranno a servizio della città metropolitana. Noi serviamo la città di Roma con 2500 mezzi al giorno e il 90% dei mezzi nuovi”, ha esordito la presidente di Cotral Amalia Colaceci. “Il 44% del nostro servizio serve l’area metropolitana. Ma lavoriamo anche per i comuni con una logica di interazione modale e per questo abbiamo scelto per l’iniziativa di oggi il capolinea di Anagnina. Di qui passano ogni giorno 20mila cittadini e da qui sono partite una serie di corse aggiuntive nelle ultime settimane”, ha continuato Colaceci. “La presenza del sindaco dimostra quanto è importante il tema del trasporto. Io sono tra quelli che non pensano che con il Covid il trasporto pubblico collasserà. Noi non ci siamo fermati a fare investimenti in questi mesi e continuiamo a sapere che oggi tanti cittadini ci scelgono con alto gradimento”, ha proseguito.
“Il fatto che siano qui il sindaco Gualteri, l’assessore Alessandri e e il presidente Zingaretti è la prova che siamo tutti insieme portatori di un unico interesse. Credere investire nel trasporto pubblico perchè non può esserci una società che cresce senza un trasporto pubblico adeguato”, ha concluso la presidente di Cotral.
Entusiasmo per la presentazione dei nuovi mezzi anche da parte del sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
“Stiamo lavorando insieme per un vero sistema della mobilità e di trasporto pubblico. Oggi si fa un altro passo avanti con questi bellissimi mezzi”, ha spiegato Gualtieri. “Sottolineo l’importanza di avere bus nuovi e ecologici. Stiamo parlando di mezzi messi a disposizione dei cittadini della città metropolitana. Abbiamo bisogno di un lavoro insieme anche con il sostegno della Regione e del governo. Ci sono complessivamente 1200 nuovi mezzi e stiamo lavorando anche sul piano della sostenibilità con vetture elettriche e il rifornimento elettrico a ponte Mammolo”, ha proseguito ancora Gualteri.
“Qui ci sono insieme Comune e Regione per una mobilità sostenibile e un piano operativo per arrivare a modello della mobilità come servizio per vera interoperabilità di tutti i settori, forte di un sistema pubblico sostenibile, capillare e integrato”, ha proseguito il primo cittadino. “Questa è una stagione difficile per il Covid ma positiva per la scelta di investire sulla mobilità sostenibile. Siamo insieme per consentire che Roma sia protagonista di una stagione di rilancio del traposto pubblico con più servizi per i cittadini”, ha concluso Gualteri.
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha parlato dell’importanza del trasporto pubblico anche per le sfide future della Capitale.
“Con il sindaco e l’amministrazione regionale siamo impegnati per preparare la città a essere competitiva per Giubileo, Expo, il bimillenario del 2033 e non esiste dossier da presentare che non preveda la buona mobilità”, ha proseguito Zingaretti. “Poter contare su un’azienda pubblica di trasporto che investe e che guarda al futuro è importante ed è per la Roma futura che Gualtieri sta costruendo”, ha aggiunto. “Oggi presentiamo 60 nuovi autobus. Cotral 8 anni fa aveva 26 milioni di euro l’anno di debiti e io ho mandato in pensione un autobus con 1 milione e 800 mila km. Oggi Cotral è azienda pubblica e ha acquistato in pochi anni circa 1000 autobus nuovi per la nuova flotta che ha permesso di acquisire nuove centinaia di personale. La consegna di questi 60 nuovi mezzi è un piccolo tassello per rendere la città competitiva. Cotral è uno degli esempi italiani che dimostra che quando si vogliono fare le cose ci si riesce”, ha concluso Zingaretti.
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Acea ottiene la certificazione Top Employers Italia 2022

ROMA (ITALPRESS) – Il Gruppo Acea ha ottenuto la Certificazione Top Employers Italia 2022 ed è entrata nella classifica delle 131 aziende italiane certificate. Il prestigioso riconoscimento viene assegnato ogni anno dal Top Employers Institute, l’ente certificatore delle eccellenze aziendali che analizza le politiche e le strategie HR di migliaia di imprese a livello mondiale. Con una sua metodologia indipendente, l’Istituto studia, valuta e certifica i modelli e le condizioni di lavoro (benefit, piani di carriera, formazione, politiche di crescita professionale, benessere delle persone) di ben 1857 aziende in 123 Paesi.
“Il conseguimento della Certificazione – ha dichiarato Claudio Mancini, Responsabile delle Risorse Umane del Gruppo Acea – è il risultato di un impegno da parte dell’Azienda che negli ultimi anni ha investito particolarmente sulle politiche di Selezione, Formazione, Sviluppo professionale, Welfare, Inclusione e Diversity. Un approccio che ci ha permesso, tra le altre cose, di rispondere all’emergenza sanitaria mantenendo inalterata l’efficienza e l’efficacia dei servizi essenziali gestiti dalle Società del Gruppo, garantendo allo stesso tempo la sicurezza dei dipendenti e dei clienti”.
“Riteniamo la certificazione non un punto di arrivo ma un punto di partenza per continuare a lavorare e migliorare sui temi relativi alle Risorse Umane che rappresentano sicuramente uno degli asset più importanti di Acea” ha concluso.
In particolare, nel biennio 2020 – 2021, in controtendenza con i trend di mercato del periodo pandemico, il Gruppo ha realizzato un incremento significativo delle proprie risorse umane attraverso l’assunzione di circa 900 persone che hanno contribuito alla valorizzazione delle competenze nelle diverse regioni in cui Acea è presente.
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Case Ater Roma, Zingaretti “Trenta cantieri in 17 quartieri”

ROMA (ITALPRESS) – Procedono i lavori di riqualificazione degli alloggi Ater a Torre Gaia, quartiere della periferia di Roma. Per monitorare l’andamento dei lavori e inaugurare l’inizio delle ristrutturazioni dell’ultima palazzina del lotto presentato a marzo scorso, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, insieme all’assessore alle politiche abitative e all’urbanistica Massimiliano Valeriani e al direttore dell’Ater Andrea Napoletano ha fatto visita al quartiere romano.
“Annunciati a marzo 2021, sono partiti subito a maggio i lavori per tre palazzine che adesso sono in via di ultimazione”, ha spiegato Andrea Napoletano di Ater. “Gli interventi hanno riguardato l’isolamento e l’efficientamento energetico delle abitazioni con la rimozione della parte in amianto presente nei cornicioni di queste palazzine, costruite negli anni ’50 dove abitano complessivamente 109 famiglie”, ha proseguito. “Oggi presentiamo anche il fabbricato 6 dove inizieranno i lavori, mentre, a breve, interverremo anche sulle ultime tre stecche con il bonus 110%”, ha concluso.
Entusiasmo per i lavori portati avanti fin qui anche da parte dell’assessore Massimiliano Valeriani.
“Torniamo a Torre Gaia e oggi vediamo che il lavoro paga. E’ il nostro modo di dare una mano a Roma e la prova che le cose si possono fare”, ha spiegato. “Quando siamo arrivati qua per la prima volta i cittadini erano disillusi e non credevano che la situazione potesse migliorare. Invece l’abbiamo fatto. Abbiamo fatto un playground, un’area giochi e poi un meraviglioso lavoro di riqualificazione delle palazzine”, ha proseguito. “Questo è quello che vogliono i cittadini da noi. Dopo un lavoro di semina stiamo raccogliendo i frutti. A breve inizieranno i lavori sull’ultima palazzina e tra qualche mese, agosto 2022, sarà tutto finito”, ha aggiunto Valeriani.
“Gli interventi fin ora attuati riguardano tre palazzine e sono stati finanziati con 1 milione e 300mila euro. Portiamo così anche qui un pò di qualità della vita”, ha concluso.
Infine le parole del presidente Zingaretti che ha contestualizzato i lavori di intervento di riqualificazione nel contesto dei cantieri attualmente attivi nella Capitale.
“Questo è uno dei trenta cantieri aperti in diciassette quartieri di Roma. Ci tengo prima di tutto a ringraziare operai, dirigenti e cittadini. Avere trenta cantieri in diciassete quartieri è un grande lavoro”, ha spiegato Zingaretti. “Agiremo sugli altri immobili con il bonus 110% per cui sono previste risorse di azione molto cospicue, 330 milioni di euro”, ha continuato. “Presenteremo infine, a breve, l’assegnazione di 240 milioni che arrivano dall’Europa messi tutti sulle case Ater e in parte su altri bandi. La risposta al perchè solo ora si sta intervenendo c’è: perchè Ater è stata risanata e improvvisamente c’è l’esplosione dei cantieri”, ha aggiunto il presidente di Regione. “Quello che sta avvenendo è che con eco-bonus e banda ultra larga c’è e ci sarà un cambio della qualità della vita. Già 12mila appartamenti sono stati collegati alla banda ultra larga, per quanto riguarda le case dell’Ater. Chi non ha un collegamento a casa di internet veloce oggi è discriminato ed è quindi quanto mai importante oggi questo intervento”, ha dettagliato ancora. “Ci vediamo all’inaugurazione del completamento lavori”, ha concluso.
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Roma, nasce un tavolo per il rilancio di piazza Vittorio Emanuele ii

ROMA (ITALPRESS) – Un tavolo di lavoro permanente per coordinare azioni e strategie in grado di favorire il rilancio di Piazza Vittorio Emanuele II. E’ questa la conclusione presa al termine di un incontro tra le diverse istituzioni coinvolte nella riqualificazione dell’area, al quale hanno partecipato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il presidente del I Municipio, Lorenza Bonaccorsi, il Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi e la Soprintendente speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Daniela Porro.
L’incontro si è svolto nella sede dell’Enpam, edificio che si affaccia sulla piazza e che rappresenta uno dei più recenti esempi virtuosi di rigenerazione culturale di uno spazio privato.
Dopo l’apertura del nuovo assetto dei giardini nel 2020, Piazza Vittorio ha ora bisogno di azioni in grado di orientare e rendere sempre più strutturali i miglioramenti riscontrati negli ultimi anni, per una sua piena e completa rinascita.
Durante il confronto è emersa la volontà di orientare gli sforzi su alcuni assi principali: il completamento della riqualificazione, la sicurezza, il rilancio delle attività commerciali e culturali nelle aree dei portici.
Per quanto riguarda le azioni di restauro e riqualificazione architettonica, sono in fase di avviamento gli interventi su alcune facciate, sul colonnato e sui marmi della pavimentazione dei porticati, ad opera del Municipio I di Roma per un importo complessivo di circa 500 mila euro compresa la progettazione coordinata.
Sul tema della sicurezza, si intensificheranno le attività di vigilanza dinamica già in atto, favorendo l’integrazione con gli interventi sociali e sanitari, come le azioni già avviate da Roma Capitale per aumentare la dotazione di posti letto a disposizione dei senza fissa dimora in città.
Tutte le istituzioni coinvolte svilupperanno infine in sinergia una strategia per il rilancio economico e sociale della piazza e dei suoi portici. Verranno studiati interventi per favorire l’apertura di esercizi commerciali di qualità e la realizzazione di eventi, soprattutto di carattere culturale, in grado di rendere sempre più vivace e attrattiva la piazza. Tutti gli sforzi saranno integrati nel più ampio contesto degli importanti interventi, previsti per il Giubileo 2025, che accresceranno la qualità urbana nel quadrante dell’Esquilino e della Stazione Termini.
Il tavolo permanente di confronto sarà aggiornato costantemente per il monitoraggio delle attività definite.
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Sindrome di Brugada, al Bambino Gesù primo studio negli under 12

ROMA (ITALPRESS) – La sindrome di Brugada è una patologia cardiaca ereditaria con rischio di morte improvvisa, in assenza di difetti strutturali del cuore. Gli eventi avversi riguardano soprattutto giovani adulti tra i 30 e i 40 anni, ma, in presenza di alcuni fattori di rischio, non sono esclusi i bambini. Il carattere piuttosto recente della scoperta e la scarsità di una casistica accurata, provoca un comprensibile allarme nelle famiglie di bambini e ragazzi con sospetto clinico. Questo può spingere ad accrescere in maniera immotivata il numero di esami finalizzati alla diagnosi e alla stratificazione del rischio, fino addirittura all’adozione di strumenti terapeutici non adeguati. Uno studio del Bambino Gesù pubblicato sulla rivista Heart Rhythm, una delle più autorevoli nel campo dell’aritmologia, descrive in maniera specifica e per la prima volta gli effetti della sindrome di Brugada in soggetti di età inferiore ai 12 anni.
Sono stati i fratelli Pedro e Josep Brugada, nel 1992, ad identificare una patologia genetica (BrS) che coinvolge il sistema elettrico del cuore con una prevalenza di 1/2000 – 1/5000 individui. Colpisce alcune strutture poste sulla superficie delle cellule del cuore – i canali ionici – attraverso cui gli ioni (sodio, potassio, magnesio e calcio) escono ed entrano dalla cellula. Il malfunzionamento di queste strutture crea degli squilibri nell’attività elettrica che aumentano il rischio di aritmie potenzialmente fatali. E’ una patologia che si manifesta soprattutto nei giovani adulti: il testosterone, infatti, sembra potenziarla. La diagnosi è basata sulla positività all’elettrocardiogramma (ECG) di specifiche caratteristiche cardiache, un pattern tipico che può essere fisso, intermittente o scatenato da farmaci o febbre superiore a 38°. Una mutazione genetica peculiare viene identificata solo nel 40 % dei casi, perchè ad oggi solo alcuni geni sono stati identificati come responsabili della sindrome. Il gene più comunemente coinvolto è l’SCN5A, abilitato a codificare per la proteina che costituisce il canale ionico del sodio.
La sindrome di Brugada è responsabile di circa il 5% di tutte le morti improvvise in età adulta (sopra i 18 anni) e avviene durante il sonno o il riposo. Pazienti con pregresso arresto cardiaco, familiarità per morte improvvisa, esperienza precedente di episodi sincopali (brevi perdite di conoscenza che provocano la caduta del soggetto se questi è in piedi) ed evidenza di aritmie maligne, sono identificabili come pazienti ad alto rischio di morte improvvisa cardiaca, inclusi i bambini.
Pochissimi lavori scientifici in letteratura riportano dati su pazienti pediatrici affetti da questa sindrome e sono relativi a popolazioni tra 0 e 19 anni. L’ampio arco di età che coinvolge pazienti infanti, prepuberi e puberi non permette di capire esattamente come si esprime la sindrome di Brugada nei bambini che sono nella fascia compresa tra 0-12 anni. Estrapolando, con un certo margine di imprecisione, i dati da queste pubblicazioni, si può ad oggi parlare di un’incidenza di morte improvvisa nella popolazione pediatrica affetta dalla sindrome di Brugada pari al 4% nei bambini al di sotto dei 12 anni e al 10% in quelli al di sotto dei 19 anni.
Con l’obiettivo di ottenere dati più certi, il gruppo di Fabrizio Drago, responsabile dell’Unità di ricerca Cardiopatie nell’ambito dell’Area di ricerca Malattie Multifattoriali dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha promosso dapprima la stesura delle prime Linee guida sul corretto comportamento da adottare con i bambini minori di 12 anni affetti da Sindrome di Brugada (pubblicate sulla Rivista Minerva Pediatrica nel 2019). In seguito ha realizzato uno studio osservazionale su un gruppo di pazienti del Bambino Gesù che hanno presentato la sindrome in questo range d’età.
Scopo dello studio, che vede come primo autore Daniela Righi, è stato quello di identificare le caratteristiche, i risultati a distanza di tempo e i fattori di rischio associati con gli eventi aritmici e cardiovascolari. Nello studio sono stati coinvolti 43 pazienti (25 femmine e 18 maschi) selezionati in base allo screening elettrocardiografico o in base all’invio da altri Centri. Di questi 13 presentavano un pattern ECG spontaneo e 30 indotto (in 24 casi da febbre). In 14 pazienti era presente una mutazione del gene SCN5A. Il follow-up mediano è stato di 4 anni.
La buona, anzi ottima, notizia è che nessun paziente è deceduto durante i 4 anni del periodo di follow-up.
Dai dati raccolti si evince che l’incidenza di aritmie maligne, e quindi a rischio di morte improvvisa, è stata significativamente maggiore nei pazienti con pregressa sincope oppure con mutazione del gene SCN5A e nei pazienti ad alto rischio che erano risultati positivi allo studio elettrofisiologico del cuore. Un altro dato rilevante emerso dallo studio è che il pattern ECG Brugada di tipo 1 spontaneo, non sembra essere associato a un’incidenza maggiore di aritmie maligne e non maligne o episodi di sincope rispetto a quello indotto da farmaci o febbre. Questo dato sconfessa alcuni precedenti studi che, includendo pazienti con ampio arco di età pediatrica, affermavano il contrario. Nel campione di pazienti minori di 12 anni, inoltre, è stata notata una frequenza di eventi aritmici maligni maggiore nelle femmine, in modo opposto a quanto avviene nell’età postpuberale, caratterizzata nei maschi dall’aumento della produzione di testosterone.
Allo stato attuale, 3 dei 43 pazienti dello studio sono portatori di defibrillatore impiantabile che è in grado di interrompere l’insorgenza di fibrillazione ventricolare e il conseguente arresto cardiaco; 7 sono monitorati in telemedicina con registratori ECG impiantati per via sottocutanea nell’area toracica al di sopra del cuore, mentre a uno è stato impiantato un pace-maker. Tutti gli altri non hanno subito interventi specifici e continuano ad essere monitorati in ambulatorio con ritmo trimestrale o semestrale.
“Adesso sappiamo come gestire questa sindrome nei bambini più piccoli – afferma Drago che è responsabile di Cardiologia e Aritmologia al San Paolo, Palidoro e Santa Marinella e Coordinatore del Centro di canalopatie cardiache dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù -. Il nostro studio rivela che è utilissimo uno screening elettrocardiografico per identificare il più precocemente possibile tale patologia e che i bambini con sindrome di Brugada, facendo attenzione ai fattori di rischio per morte improvvisa individuati per questa età specifica, possono avere un futuro più sicuro rispetto a quello che abbiamo riscontrato finora”.
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Roma, inaugurata nuova sala operatoria multifunzionale al Sant’Andrea

ROMA (ITALPRESS) – L’eccellenza in campo dell’innovazione tecnologica e biomedica in campo all’ospedale Sant’Andrea di Roma. Questa mattina è stata inaugurata una nuova sala operatoria multifunzionale. Alla presenza del direttore generale Adriano Marcolongo, del direttore sanitario Paolo Anibaldi, del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli e dell’assessore alla sanità Alessio D’Amato è stata presentata la sala, già operativa e funzionante da circa due settimane. “Questa sala è un tempo dedicata alla neurochirurgia, ma era ferma da diversi anni. Oggi è stata fatta una scelta all’insegna del cambiamento e dell’innovazione”, così ha esordito il direttore generale Marcolongo. “Si tratta di una sala operatoria che sarà il prototipo delle altre sale operatorie future”, ha continuato “Questa sala si inserisce all’interno di un ragionamento più complessivo, è già in programma infatti il finanziamento completo di altri 4 piani con 4/5 sale operatorie e un laboratorio”, ha concluso il direttore generale. Il costo complessivo della realizzazione della sala chirurgica polifunzionale è stato di circa 1 milione e 200mila euro, di cui 700mila provenienti dal finanziamenti regionali e quasi 500mila euro, invece, da bilancio interno.
La sala ha a disposizione delle strumentazioni in grado di riprendere e registrare e riprodurre le operazioni chirurgiche in modo che i video e il materiale raccolto possa essere utilizzato per la formazione di nuovi chirurghi.
Per il direttore sanitario Anibaldi “questa sala è la sintesi di quello che è accaduto in due anni” “Nel 2021, infatti, il numero degli interventi è aumentato, non abbiamo mai diminuito gli interventi di classe A. Inoltre qui si hanno tutte le caratteristiche anche per agire e intervenire su pazienti Covid”, ha spiegato. Entusiasmo per l’inaugurazione della nuova sala anche da parte dell’assessore Alessio D’Amato che ha chiuso così l’evento di presentazione della nuova sala.
“E’ significativo che dopo 23 mesi di contrasto alla pandemia c’è potenziamento di questa sala operatoria, che è già operativa. La sala consentirà di lavorare meglio a chirurghi ed equipe una sala moderna con standard più elevati possibili con la possibilità da evidenziare che studenti a distanza potranno acquisire nuove competenze”, ha spiegato D’Amato.
“Oggi il S.Andrea guarda al futuro. Ci saranno ulteriori interventi in questo ospedale che sarà sempre più un grande campus e andranno, in seguito, anche riviste modalità di accesso e i collegamenti con la zona circostante della città. Queste sono nostre priorità”, ha dettagliato. “Una sala doppiamente utile, infine, perchè ci stiamo avvicinando al picco della quarta ondata Covid previsto per fine del mese. Auguro a tutti i chirurghi e gli infermieri un buon lavoro in questa bellissima sala”, ha concluso l’assessore.
(ITALPRESS).