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Apertura straordinaria e gratuita di 85 dimore storiche nel Lazio

ROMA (ITALPRESS) – Sabato 2 e domenica 3 dicembre, 85 dimore storiche del Lazio apriranno le porte gratuitamente a cittadini, famiglie, studenti e turisti.
Tra queste, anche beni riconosciuti Patrimonio Unesco come Villa Adriana e Villa D’Este e numerosi “gioielli nascosti” del nostro territorio, normalmente inaccessibili al pubblico.
L’iniziativa, voluta dalla Regione Lazio in collaborazione con Lazio Innova, ha l’obiettivo di valorizzare e far conoscere al grande pubblico la Rete regionale costituita da dimore, ville, castelli, parchi, giardini, complessi architettonici e paesaggistici di grande rilevanza storico-culturale, tra cui alcuni siti solitamente poco accessibili o conosciuti.
L’intento è anche quello di promuovere luoghi e territori delle cinque province della regione e di creare nuovi percorsi turistici e culturali attraverso modalità di fruizione innovative. Novità del progetto è, infatti, l’uso delle tecnologie digitali.
Per favorire la conoscenza del patrimonio, la Regione realizzerà audioguide in italiano e in inglese, fruibili interagendo con una locandina innovativa e anche attraverso una app per smartphone e tablet, dove gli utenti troveranno informazioni, gallerie fotografiche e riferimenti geolocalizzati delle dimore.
Un importante strumento è il sito web retedimorestorichelazio.it, piattaforma online della Regione Lazio, che offre al visitatore un panorama sulla Rete regionale delle dimore storiche e informazioni dettagliate su ciascun bene della stessa.
«Quello delle dimore storiche – spiega Simona Renata Baldassarre, assessore alla Cultura, alle Pari opportunità, alle Politiche giovanili e della Famiglia, al Servizio civile della Regione Lazio – è un patrimonio che intendiamo tutelare e valorizzare, favorendo sinergie pubblico-private per far conoscere e proiettare nel futuro un’identità fatta di luoghi, bellezze e saperi legati al territorio. La nostra ambizione è raccontare questo autentico museo a cielo aperto e, al tempo stesso, preservare e sostenere questo patrimonio, che stimola lo sviluppo del turismo e di tanti comparti dell’economia locale».
La Rete regionale delle dimore, ville, complessi architettonici e del paesaggio, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico, è stata costituita nel 2017 in attuazione della Legge regionale 8/2016. Attualmente comprende 199 dimore, accreditate tramite avvisi pubblici periodici curati dall’Area Valorizzazione del Patrimonio culturale della Direzione regionale Cultura e Lazio Creativo.

– foto: Regione Lazio –

(ITALPRESS).

Frosinone, consegna attestati a Carabinieri addetti al “primo soccorso”

FROSINONE (ITALPRESS) – Si è svolta questa mattina, nella sala convengo del Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone, la consegna degli attestati di “addetti al primo soccorso” ai Carabinieri che hanno partecipato con successo all’apposito corso di formazione organizzato dalla locale Croce Rossa Italiana.
Il Comandante Provinciale, Gabriele Mattioli, nel consegnare il titolo ai singoli militari, alla presenza del Presidente del locale Comitato Provinciale della C.R.I., Antonio Rocca, ha voluto sottolineare l’importanza della formazione e delle conoscenze basilari del “primo soccorso” in quanto un intervento “professionale” può salvare vite umane. I Carabinieri, a volte, si trovano a prestare soccorso prima dell’intervento del personale sanitario, per cui la specifica formazione in tale settore consente loro di poter prestare aiuto ed assistenza in modo corretto ed efficace per salvaguardare la salute delle persone coinvolte. Al termine, il Colonnello Mattioli ha voluto ringraziare Antonio Rocca ed i sui collaboratori, Dr.ssa Barbara Sperati e l’operatore Erminio Turriziani Colonna, per la preziosa collaborazione fornita dalla C.R.I. di Frosinone, ed i militari frequentatori del corso in argomento per l’impegno e la passione che hanno evidenziano nella particolare attività formativa. (ITALPRESS).

Foto: Carabinieri Frosinone

Lazio, da Regione 15 mln di euro ad aziende per voucher digitalizzazione

ROMA (ITALPRESS) – Quindici milioni di euro per sostenere le imprese del Lazio che intendono acquistare tecnologie digitali e servizi: è il finanziamento previsto per il nuovo bando “Voucher Digitalizzazione PMI”, presentato questa mattina dalla Regione Lazio. “Il Lazio è in crescita nel percorso di digitalizzazione e rappresenta il 16,8% della spesa ICT nazionale. Si tratta di un processo determinante per lo sviluppo e la competitività non solo delle piccole e medie imprese ma anche delle micro attività produttive. Pertanto, la Regione ha deciso di sostenere in modo deciso i loro investimenti nel digitale, offrendo con questo bando un ampio un ventaglio di opportunità insieme a procedure semplificate che vanno oltre l’adempimento per guardare piuttosto ai risultati”, ha detto la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli. La dotazione complessiva finanziata dal Fondo Europeo FESR 2021-2027 è di 15 milioni di euro, di cui 5 milioni per le Strategie Territoriali, riservati alle PMI che operano nei Comuni di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e nei Municipi IV (Tiburtino) e X (Ostia) di Roma Capitale. L’intervento è destinato alle PMI iscritte al Registro delle imprese italiano e risultanti attive e con una sede operativa nel Lazio. Il contributo massimo concedibile è di 50mila euro per le Micro Imprese, 100mila euro per le Piccole Imprese e 150mila euro per le Medie Imprese. Il contributo minimo erogabile non può essere inferiore a 14mila euro. In particolare, i contributi previsti riguarderanno la Diagnosi Digitale (solo per le PMI), che è obbligatoria per le imprese che partecipano al bando, valuta il livello di digitalizzazione e individua, con esperti indipendenti, gli investimenti tecnologici opportuni. Poi il Digital Workplace (per Micro imprese e PMI), che finanzia l’acquisto di postazioni di lavoro digitale per favorire l’uso di tecnologie utili ad aumentare la produttività. Ancora, il Digital Commerce and Engagement (per Micro imprese e PMI), che offre contributi per l’apertura e l’ampliamento di piattaforme e canali digitali per il marketing, la commercializzazione, la fidelizzazione e i servizi di supporto post-vendita. Tra i contributi previsti anche quelli per il Cloud Computing (solo per le PMI), per l’acquisto di spazi digitali di archiviazione e di gestione dei dati online, per modernizzare le infrastrutture informatiche e ridurne i costi di gestione, e i contributi per la Cyber Security (solo per le PMI), per prevenire eventuali attacchi informatici e garantire un elevato livello di sicurezza. Il bando è gestito completamente online da Lazio Innova e si aprirà dalle 12 del 6 dicembre 2023 e si chiuderà alle 18 del 23 gennaio 2024. La novità per la rendicontazione delle spese è che, grazie alla semplificazione delle procedure introdotta dalla Regione Lazio e approvate formalmente dalla Commissione europea, il rimborso sarà riconosciuto al raggiungimento del risultato anzichè sulla spesa sostenuta. In pratica, “le imprese saranno tenute a dimostrare di aver realizzato gli interventi previsti e riceveranno una somma a forfait predefinita per ciascun ambito di intervento: non c’è bisogno di presentare le fatture, ma solo la diagnosi digitale finale”, ha chiarito il presidente di Lazio Innova, Francesco Marcolini, che ha aggiunto: “Stiamo lavorando in sinergia con il Ministero delle imprese e del Made in Italy” per “i bandi del prossimo anno, che saranno Industria 5.0”, e prevederanno “l’integrazione degli investimenti digitali con l’efficientamento energetico. Il ministero sta preparando dei bandi” e “noi faremo dei bandi del genere a valere sul Fesr del prossimo anno”.
Per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha aggiunto Raffaele Spallone, dirigente della Divisione II – Politica per la digitalizzazione delle imprese e analisi dei settori produttivi, “la digitalizzazione delle piccole e medie imprese è un aspetto cruciale per rispondere alle sfide che vengono poste dalle transizioni digitali e green. Soltanto investendo in digitalizzazione le imprese sono realmente in grado di competere: questo approccio sinergico e sistemico con le Regioni, per complementare i fondi disponibili, è cruciale”.(ITALPRESS).

Foto: xi2

Poste Italiane, a Roma iniziative contro la violenza sulle donne

ROMA (ITALPRESS) – In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, sabato 25 novembre, prosegue l’impegno di Poste Italiane a Roma. Sono numerose le iniziative dell’Azienda come il progetto “Autonomia abitativa donne vittime di violenza”, in collaborazione con Associazioni del Terzo Settore e Centri Antiviolenza.
A Roma, la partnership con l’associazione “Differenza Donna” ha assunto un ruolo chiave sin dal marzo del 2022 ovvero dalla data in cui Poste Italiane ha inaugurato uno dei dieci alloggi appartenenti al patrimonio immobiliare di Poste Italiane destinati, attraverso il comodato d’uso gratuito, alle donne, che si trovano in condizione di particolare disagio economico e spesso con figli minori. L’obiettivo è quello di supportarle e accompagnarle nel percorso di reinserimento sociale insieme alle operatrici dei centri antiviolenza di “Differenza Donna”.
Tra gli alloggi interessati anche quello di Roma, come racconta Elisa Ercoli, presidente dell’Associazione Differenza Donne: “La collaborazione tra Poste italiane e Differenza Donna ha come obiettivo aumentare l’impatto nel contrasto alla violenza maschile contro le donne – ha detto -. Una azienda come Poste può davvero fare la differenza insieme a noi e insieme abbiamo costruito un progetto prezioso. Per quanto riguarda Roma, da marzo 2022, Poste Italiane ha dato in gestione in comodato d’uso gratuito un appartamento dove abbiamo allestito una casa di Semiautonomia”.
“Questa iniziativa – ha aggiunto – contribuisce a salvare le donne a rischio di vita e a rendere salda l’autonomia delle donne in uscita dalla violenza. Parliamo quindi azioni concrete, con un valore sociale importantissimo in ottica di prevenzione della violenza e di protezione delle donne e delle/i bambine/i.
Inoltre, insieme abbiamo ideato un progetto di volontariato presso Differenza Donna per le/i dipendenti di Poste. Si parte dall’aumentare le competenze digitali, per raggiungere molto di più ovvero condivisione, relazioni, solidarietà e anche consapevolezza e saperi su cosa è veramente la violenza maschile, su come non minimizzarla e quindi uscire da stereotipi e pregiudizi patriarcali”.
“Noi tutte di Differenza Donna siamo molto orgogliose di questa collaborazione con Poste Italiane e siamo certe che aumenteremo questo rapporto nella ricerca e nell’impegno comune di contrasto alla violenza maschile e per l’affermazione dei diritti e delle libertà delle donne nel nostro Paese”, ha concluso Ercoli.
Da sempre Poste Italiane è impegnata sul tema della parità di genere, fin dalla sua nascita, infatti, l’Azienda ha dato spazio all’occupazione femminile, tanto da rivestire oggi un ruolo strategico con numeri significativi: a Roma e provincia sono oltre 4.000 le lavoratrici donna applicate negli uffici postali, nei Centri di Recapito e in tutti gli altri settori commerciali e di staff dell’azienda.
Di fronte alla crisi demografica, Poste Italiane mette in campo anche diverse iniziative per sostenere i dipendenti che diventano genitori, come “Fiocco giallo” che prevede l’invio di un cofanetto con tutto l’occorrente per i bebè: dal biberon ai prodotti per la cura e l’igiene personale fino ai capi d’abbigliamento per i primi mesi.
Nella giornata di sabato 25 novembre ci sarà spazio anche per iniziative filateliche: saranno infatti disponibili alcuni annulli speciali nei due Spazio Filatelia romani di San Silvestro e di via delle Grazie oltre all’emissione di un francobollo ordinario della serie tematica “Il Senso civico” dedicato a Panchine Rosse, la violenza di genere – femminicidio da parte del MIMIT.

– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Aeroporto di Fiumicino, inaugurato maxi-parcheggio per veicoli elettrici

FIUMICINO (ROMA) (ITALPRESS) – Prosegue il percorso per rendere sempre più innovativi e sostenibili gli aeroporti romani. Un nuovo importante traguardo è stato aggiunto in questa direzione: da oggi al Leonardo da Vinci, il principale aeroporto nazionale, è disponibile il nuovo parcheggio “ADR e-move”. Situato al primo piano del parcheggio multipiano Terminal B, “ADR e-move” è il primo e più grande parcheggio in Italia riservato esclusivamente ai veicoli elettrici ed ibridi plug-in, dispone di 74 stalli totali che raddoppieranno nel 2024, sottolinea una nota di ADR.
Le 37 colonnine da 22Kw sono in grado di ricaricare un’auto elettrica in 4-5 ore e una ibrida in 2 ore, tempistiche allineate alle abitudini di sosta dei clienti dei parcheggi multipiano. Il parcheggio è dotato di ingressi e uscite dedicati e permette al cliente di poter parcheggiare la propria auto ed effettuare una ricarica elettrica completa, oltre alla possibilità di associare il pagamento al pedaggio del parcheggio tramite il ticket di ingresso, la prenotazione on line e l’App easyParking scaricabile dagli store e già presente sulla principale piattaforma di e-roaming mondiale HUBJECT.
Aeroporti di Roma, si legge nella nota di ADR, è costantemente impegnata nel raggiungere livelli sempre più alti di sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di azzeramento delle proprie emissioni (Scope 1 e 2) entro il 2030 e di progressivo abbattimento delle emissioni collegate all’attività aeroportuale (Scope 3). In particolare, l’iniziativa avviata oggi, punta a ridurre il carico di emissioni collegate all’accessibilità aeroportuale, ovvero quelle generate dai passeggeri. In questo quadro si inserisce la scelta di avviare ad una vera e propria “transizione green” ADR Mobility, la società del gruppo ADR che si occupa dello sviluppo e della gestione dei servizi di mobilità negli aeroporti romani e che, nell’ambito del più generale programma di ampliamento dell’offerta di parcheggi per veicoli elettrici in aeroporto, si pone come player nel mercato della e-mobility nei ruoli sia di Charging Point Operator che di Mobile Service Provider.
I nuovi punti di ricarica del parcheggio, che si aggiungono agli 8 stalli di ricarica ultra-rapida già presenti in aeroporto, sono stati inaugurati oggi alla presenza della Chief Commercial Officer di ADR, Marilena Blasi, dell’Amministratore Delegato di ADR Mobility, Antonio Fraccari, del Segretario Generale di Motus-e Francesco Naso, del DG di ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, della Sharing mobility e dell’Automotive digital) Giuseppe Benincasa e del DG di AIPARK (Associazione Italiana Operatori Sosta e Mobilità) Laurence Bannerman. ADR e-move rientra nel più ampio progetto che prevede l’installazione di 5.400 punti di ricarica elettrica entro il 2031.
“Oggi Aeroporti di Roma ha compiuto un ulteriore passo verso la decarbonizzazione. Il percorso è ancora lungo e impegnativo, ma vediamo già i primi risultati che, nel breve periodo, porteranno alla realizzazione di tre nuovi impianti fotovoltaici nel nostro hub di cui uno proprio nel parcheggio Lunga Sosta. Inoltre, l’installazione delle colonnine di ricarica migliorerà ulteriormente l’esperienza del passeggero dei nostri aeroporti che potranno così essere raggiunti più agevolmente anche da veicoli elettrici attraverso colonnine prenotabili in modo digitale”, ha dichiarato la Chief Commercial Officer di ADR Marilena Blasi.
“Dopo l’installazione di 8 infrastrutture di ricarica ultrarapide in corrente continua sulla viabilità aeroportuale da luglio a dicembre 2022 con 100 kW a presa, l’inaugurazione di questo parcheggio rappresenta un’ulteriore tappa nel percorso di semplificazione nella ricarica dei loro veicoli dei nostri clienti passeggeri, accompagnatori e operatori rent a car. Si tratta di un deciso posizionamento di ADR Mobility nella catena del valore della e-mobility con il doppio ruolo di CPO ed e-MSP”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di ADR Mobility Antonio Fraccari.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Usura e riciclaggio, 4 arresti e sequestri tra Roma e Napoli

ROMA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando provinciale capitolino hanno eseguito, nelle province di Roma e Napoli, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 persone (di cui 1 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) e un decreto di sequestro di somme di denaro e beni riconducibili agli indagati per oltre 320 mila euro per le ipotesi di reato di usura e riciclaggio. Il provvedimento, emesso dal gip del locale Tribunale, costituisce l’epilogo delle indagini coordinate dalla Procura ed eseguite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, nel cui ambito sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, che avrebbero effettuato prestiti di denaro a numerosi soggetti, tutti imprenditori o liberi professionisti in difficoltà economiche, applicando tassi di interesse annui variabili dal 50 al 120 per cento. Il meccanismo usurario era principalmente fondato sull’utilizzo di assegni bancari, solitamente di importo non elevato, che gli indagati avrebbero fatto emettere alle presunte vittime senza l’indicazione del beneficiario. Gli assegni avevano la funzione sia di strumento di “garanzia” sul prestito erogato in contanti, sia di mezzo di restituzione del debito stesso. In questo modo, gli indagati avevano la costante disponibilità di un consistente numero di titoli di credito in grado di alimentare il flusso di denaro illecito e di eludere il monitoraggio bancario.
Nel corso delle indagini sono stati già sottoposti a sequestro oltre 110 mila euro in banconote di piccolo taglio, assegni in bianco per circa 370 mila euro e documentazione riportante la contabilità delle somme prestate, i nominativi delle presunte vittime e i relativi piani di ammortamento. Gli investigatori hanno ricostruito un grave quadro indiziario in relazione a prestiti a tassi usurari di ingentissimi entità, i cui proventi sarebbero stati in parte riciclati tramite il loro versamento su conti correnti di un’attività imprenditoriale di lavanderia, gestita da uno degli indagati.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).

Adr, E-gates con carta identità elettronica per alcuni paesi extra Ue

ROMA (ITALPRESS) – Si aggiunge un ulteriore tassello per rendere l’esperienza del passeggero in aeroporto sempre più veloce e sicura. Da oggi, all’aeroporto Pastine di Ciampino, è possibile utilizzare i varchi elettronici (e gates), fino ad ora destinati al controllo dei passaporti, con la sola carta d’identità italiana, purchè sia elettronica, valida per l’espatrio ed emessa dopo il 7 febbraio 2018. Questa possibilità, valida per passeggeri in possesso della cittadinanza italiana e maggiori di 14 anni, sarà estesa tra pochi giorni all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, portando così gli aeroporti della Capitale ad essere i primi in Italia ad introdurre questa innovazione che recepisce le disposizioni del Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza che ha recentemente autorizzato l’utilizzo dei varchi elettronici anche ai possessori di CIE per Albania; Bosnia Erzegovina; Bulgaria; Cipro; Georgia; Irlanda; Kosovo; Macedonia del Nord; Moldavia; Montenegro; Romania; Serbia; Turchia; Egitto (solo viaggi organizzati per motivi di turismo); Tunisia (solo viaggi organizzati per motivi di turismo). Per quanto riguarda i Paesi non elencati, nulla cambia e resta quindi necessario, per il passaggio alla Frontiera attraverso i varchi elettronici, il passaporto elettronico rilasciato dalla Questura. Ogni anno negli scali di Aeroporti di Roma oltre il 50% dei passeggeri di tutte le nazionalità utilizza i varchi elettronici (e-gates) per il controllo passaporti con notevole riduzione di tempi per il controllo, numero che porta i due scali di Fiumicino e Ciampino ai vertici degli aeroporti europei per utilizzo e funzionalità degli e-gates. (ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Tumore al seno metastatico, progetto “InPerson” del Policlinico Gemelli

ROMA (ITALPRESS) – Accendere i riflettori sulle persone e ascoltarle con attenzione per intercettare i loro bisogni e le loro criticità, che spesso vanno ben oltre gli effetti indesiderati dei farmaci. Soprattutto quando si tratta di pazienti con una neoplasia avanzata, come quelle con tumore del seno HER2-negativo metastatiche. E’ a loro che è dedicato l’innovativo progetto InPerson che si avvale degli strumenti tipici della medicina narrativa e degli interventi offerti dalle terapie integrate in oncologica. Il progetto, che ha vinto un prestigioso bando Pfizer (Pfizer Global Medical Grant) è stato disegnato dalla dottoressa Alessandra Fabi, Responsabile della Medicina di Precisione in Senologia, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, in collaborazione con la dottoressa Cristina Cenci, Founder DNM-Digital Narrative Medicine e si avvale della collaborazione della UOS di Terapie Integrate in Senologia, diretta da Stefano Magno.
“Il progetto InPerson – spiega Alessandra Fabi – porta le pazienti con tumore del seno in fase avanzata proprio al centro della cura, secondo il modello person-based care. Utilizzeremo per questo uno strumento di digital narrative medicine (DNM) una piattaforma consolidata, messa a punto al Gemelli con la collaborazione di un servizio esterno DNM. Su questa piattaforma, la paziente, dall’inizio del percorso terapeutico, fino alla fine del trattamento e oltre, annoterà non solo i benefici della cura, ma anche le tossicità, intese in senso dinamico”. Attraverso i PROMs e la narrazione del proprio vissuto, i medici avranno infatti la possibilità di conoscere la paziente in ogni sfumatura, relativa a benefici della cura, qualità di vita, aspetti emotivi e psicologici. Nel racconto dinamico, giorno per giorno – aggiunge – cattureremo tutti i vari domini inerenti alla qualità della cura e del beneficio di cura”.
Ma l’InPerson non è costruito solo sulla ‘stanzà virtuale della narrazione, cioè del diario digitale che il medico può andare a leggere in qualsiasi momento della giornata. Il progetto infatti prevede anche un’altra ‘stanzà, che è quella delle terapie integrate. “Nel momento in cui i medici e il personale sanitario dell’unità di terapia integrata identificano un need della paziente – sottolinea Fabi – si inseriscono nell’approccio terapeutico. La narrazione della paziente consente insomma di rilevare non solo le sue necessità, ma anche di trattarle in maniera innovativa, attraverso l’integrazione della cura”.
Gli obiettivi del progetto InPerson: “Gli outcome del progetto – prosegue la dottoressa Fabi – sono i benefici della cura, registrati dai clinici e dalla paziente. Ma anche la rilevazione precoce dell’effetto collaterale, che permette di ridurre il grado di tossicità, l’individuazione di un need della paziente, quale l’approccio psicologico, un trattamento con l’agopuntura e altre terapie integrate per le parestesie, la nausea, le vampate. Anche l’intercettazione di una necessità di alimentazione, viene così precocizzata e addirittura diventa oggetto in maniera precauzionale di alcuni approcci che nella normalità non sono presenti in un percorso terapeutico”.
Il progetto durerà un anno e mezzo e riguarderà 50 pazienti con tumore della mammella metastatico, trattate al Gemelli (studio monocentrico). La piattaforma DNM ha invece personale esterno.
“Siamo i primi in Europa a fare un progetto di questo tipo – conclude la dottoressa Fabi – con la medicina narrativa all’interno dei processi oncologici, e l’intervento farmacologico coadiuvato dalle cure integrate in oncologia”.
“Di recente – commenta Stefano Magno, chirurgo senologo e direttore della UOS di Terapie Integrate in Senologia (Centro Komen Italia per i trattamenti integrati in oncologia), Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, afferente alla UOC di Chirurgia Senologica diretta dal professor Riccardo Masetti – si è assistito nell’erogazione delle cure a uno spostamento da un modello centrato sulla malattia, a un modello centrato sulla persona. E quest’ultimo richiede degli approcci sempre più integrati, empatici e orientati all’ascolto dei bisogni del paziente. Questo progetto mira dunque a migliorare la qualità di vita delle pazienti con tumori del seno in fase avanzata, HER2-negativi attraverso l’introduzione di un ascolto ‘digitalè e un sistema di comunicazione innovativo nella pratica clinica. A questo scopo verrà utilizzato un diario narrativo digitale che consente di integrare delle misurazioni standardizzate di qualità di vita (PROMs, Patient Reported Outcome Measures) con il racconto soggettivo del paziente (approccio di medicina narrativa) rispetto alla sua malattia, sfruttando la stessa piattaforma digitale (DNMLAB.IT) che si basa su metodologie validate di medicina narrativa e che è già da tempo utilizzata al Gemelli. In un’altra ‘stanzà di questa piattaforma digitale si cercherà di personalizzare il percorso di cure oncologico con una serie di terapie integrative che rispondono ai bisogni di salute complessi della paziente e del suo stile di vita”.
Obiettivo principale dello studio InPerson è dunque quello di migliorare la qualità della relazione paziente-medico; obiettivi secondari sono rafforzare l’interazione del team multidisciplinare, validare degli strumenti digitali per introdurre modelli innovativi di engagement del paziente e di compliance, migliorare la qualità degli scambi di informazione tra pazienti con la stessa patologia. Obiettivo generale dello studio è quello di misurare la fattibilità dell’utilizzo di questo percorso digitale, per valutarne quindi l’impatto sulla relazione terapeutica, sulla qualità di vita dei pazienti e sulla loro capacità di affrontare la malattia. “Tenendo in considerazione i need bio-psico-sociali dei pazienti (il focus sarà principalmente su nutrizione, attività fisica e qualità del sonno) – spiega il dottor Magno – questo progetto mira a ottenere un miglioramento significativo e misurabile della qualità di vita delle pazienti con tumore del seno in fase avanzata. Nella tipologia delle pazienti (con tumore del seno metastatico) che saranno incluse in questo progetto, il tema non è quello della prevenzione delle recidive, ma delle tossicità, argomento fondamentale perchè è dirimente nel consentire alla paziente di prolungare i trattamenti oncologici e di migliorare la sua sopravvivenza. E dunque, il contenimento delle tossicità è un tema prioritario soprattutto in una paziente metastatica”. Ma le tossicità non sono solo quelle farmacologiche-somatiche. Ci sono tossicità inerenti alla vita emotiva, al distress legato alla malattia e ai suoi trattamenti. E non ultimo quello della time-toxicity.
“La paziente con una prospettiva di vita non indefinita – riflette il dottor Magno – ha anche la necessità di concentrare gli interventi e la diagnostica, in modo da non togliere troppo tempo alla sua vita quotidiana con i familiari e gli amici. Il progetto è pensato anche per venire incontro a questa esigenza e per affrontare il tema della qualità di vita lungo due direttrici: quella degli effetti collaterali dei farmaci o dei trattamenti e quindi della compliance e quella dei comportamenti, degli stili di vita. Se riesco a contenere gli effetti collaterali, avrò una migliore aderenza e potrò effettuare terapie più a lungo, con un probabile impatto prognostico. Anche nella paziente metastatica inoltre, sappiamo che un’alimentazione sana, un’attività fisica commisurata e compatibile con il suo stato di malattia, una gestione e un’adeguata quantità e qualità del sonno fanno la differenza. Ma questi sono aspetti che di solito vengono largamente sottostimati e sottovalutati. Per questo, in questo progetto abbiamo deciso di dedicare una ‘stanzà virtuale alle terapie integrate. Qui si creeranno dei sottogruppi di 10-12 pazienti, delle piccole community per favorire gli scambi tra le pazienti e intercettare i loro bisogni. Tutto il progetto parte dall’ascolto, da un ascolto attivo; offriamo alle donne degli strumenti per aiutarle a raccontarci le loro esigenze e bisogni di salute, anche quelli ‘nascostì. Noi le invogliamo a parlarcene attraverso il diario digitale narrativo e attraverso una serie di questionari validati (su sonno, qualità di vita, abitudini alimentari), che consentono una stima quali-quantitativa. Una volta intercettati i bisogni poi, favoriamo lo scambio all’interno della mini-community su questo argomento, perchè anche questo aiuta a far emergere le criticità. Infine, proponiamo un intervento che rimane sulla piattaforma, erogato a distanza, se possibile (ad esempio, raccomandazioni alimentari) oppure più attivo, di persona che cerchiamo di abbinare alle visite oncologiche periodiche che la paziente fa in ospedale, per non gravare sulla time-toxicity. Anche i programmi di attività fisica vengono personalizzati sulla base delle caratteristiche delle singole pazienti (come la presenza di metastasi ossee o viscerali e la fatigue estrema); ma va spiegato che non ci sono controindicazioni assolute all’attività fisica per nessuna paziente. E anzi, è un tema fondamentale, oltre che uno degli interventi più efficaci per la fatigue”.
– foto ufficio stampa Fondazione Policlinico Gemelli, da sinistra Alessandra Fabi e Stefano Magno –
(ITALPRESS).