ROMA (ITALPRESS) – Nel primo semestre del 2023 l’attività economica nel Lazio è cresciuta dell’1,2 per cento, in misura inferiore a quanto registrato nello stesso periodo dello scorso anno e in linea con il dato nazionale. E’ quanto si legge nell’aggiornamento congiunturale del rapporto “L’economia del Lazio”, a cura della sede di Roma della Banca d’Italia.
Quattro i capitoli del rapporto che fotografano la situazione economica del Lazio. Segnali positivi arrivano dal settore delle costruzioni, dal turismo da alcuni settori industriali.
“Viviamo tempi difficili, complessi, la crescita economica mondiale ha dato segni di rallentamento e ci sono nubi all’orizzonte – ha detto Antonio Cinque, direttore della
sede di Roma della Banca d’Italia -. Anche nella nostra regione il momento non è particolarmente favorevole. Dal rapporto emerge un momento di flessione del sistema economico regionale, si è ridotta la crescita interessante registrata negli anni precedenti, riduzione determinata principalmente da una debolezza della domanda interna, risultato del tasso di inflazione, da una flessione dell’export, collegata all’economia a livello globale, e da un momento riflessivo degli investimenti”.
L’espansione ha perso vigore per effetto dell’indebolimento della domanda interna, che ha riflesso l’inasprimento delle condizioni di accesso al credito e la perdita del potere d’acquisto delle famiglie dovuto all’inflazione. Contestualmente, si è verificata una diminuzione delle esportazioni, che hanno risentito anche della dinamica poco vivace del commercio internazionale.
In un contesto di complessivo rallentamento, l’andamento dell’attività economica è risultato migliore nel settore dei servizi, trainato dai comparti che hanno beneficiato dell’incremento dei flussi turistici; alla crescita si è accompagnato un moderato aumento della spesa per investimenti.
Anche nelle costruzioni l’espansione è proseguita, grazie allo stimolo proveniente dal rafforzamento degli investimenti pubblici. L’attività nel settore dell’industria, sebbene si siano attenuate le difficoltà legate all’approvvigionamento di beni intermedi, ha risentito di più della decelerazione dei consumi e della debolezza del commercio estero; gli investimenti hanno ristagnato. Tuttavia, il comparto della chimica, gomma e plastica ha mostrato un andamento più dinamico.
Le aspettative per i prossimi mesi delle aziende dell’industria in senso stretto e dei servizi intervistate dalla Banca d’Italia sono sostanzialmente stabili; la spesa in beni capitali in entrambi i settori è considerata in lieve aumento. La situazione economica rimane nel complesso favorevole, con una quota elevata di imprese che prevede di chiudere in utile l’anno in corso; la liquidità a disposizione si è confermata abbondante.
Entrando nel dettaglio dei numeri si legge che nel settore immobiliare le compravendite, nel primo semestre, sono nettamente calate segnando un meno 15 per cento, più che in Italia ma i prezzi delle abitazioni sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto al 2022.
Bene i dati sul turismo: nel 2023 il flusso delle presenze turistiche è stato molto sostenuto, sono stati superati i livelli pre-pandemia con un più 1,8 per cento rispetto al 2019. Nel periodo luglio-agosto le presenze turistiche si sono intensificate con un più 49 per cento italiani e più 77 per cento stranieri rispetto allo stesso periodo del 2022. La spesa dei viaggiatori stranieri nel primo semestre 2023 è ulteriormente cresciuta dal 15 al 18 per cento del totale nazionale. Positivo, sempre el primo semestre del 2023, l’andamento del mercato del lavoro nel Lazio: l’occupazione è cresciuta più che in Italia, con un più 2,4 per cento, rispetto al più 2 dell’Italia,
superando i livelli precedenti la pandemia; la disoccupazione è diminuita. Sono aumentati sia i lavoratori dipendenti sia gli indipendenti; la crescita occupazionale è riconducibile principalmente ai servizi, che continuano a beneficiare dell’incremento dei flussi turistici. Il ricorso alle ore di Cassa integrazione guadagni si è ridotto, più che in Italia, riportandosi ai valori che caratterizzavano gli anni antecedenti l’emergenza sanitaria. La popolazione in età da lavoro è diminuita, ma la partecipazione al mercato del lavoro è aumentata; è di conseguenza cresciuto il tasso di attività. Il tasso di occupazione è aumentato del 63,4 per cento, quello della disoccupazione è diminuito al 7,2 per cento.
Nel 2023 i consumi delle famiglie dovrebbero aumentare, seppure in misura inferiore rispetto allo scorso anno; sulla dinamica incide il tasso d’inflazione ancora elevato, anche se in calo rispetto ai massimi del 2022 grazie alla riduzione dei prezzi dell’energia e del gas.
A rallentare sono le esportazioni: quelle dei beni sono diminuite del 9,4 per cento, calo determinato da minori vendite nei paesi Ue.
In un contesto di normalizzazione della politica monetaria, nel primo semestre del 2023 i prestiti al settore privato non finanziario sono diminuiti, risentendo di una riduzione della domanda di credito. Nel 2023 i prestiti sono diminuiti del 2,5 per cento, per le imprese il calo è stato del 5,8 per cento.
Il calo è stato trainato dai finanziamenti alle imprese, per i quali si è osservato anche un irrigidimento dei criteri di offerta. Per il comparto produttivo il calo della domanda ha interessato sia la componente connessa con gli investimenti sia quella volta a coprire il capitale circolante. I finanziamenti alle famiglie hanno sensibilmente rallentato, soprattutto nella componente legata ai mutui per acquisto di abitazioni. Sia per le famiglie sia per le imprese è proseguito l’aumento del costo del credito.
Nel primo semestre del 2023 la qualità del credito erogato alla clientela non ha mostrato effettivi segnali di peggioramento. Il tasso di deterioramento è rimasto su livelli inferiori a quelli del periodo precedente la pandemia.
I depositi bancari sono sensibilmente diminuiti, a fronte di un aumento del valore dei titoli a custodia. Famiglie e imprese hanno ricomposto i loro portafogli a favore di titoli di Stato e obbligazioni. Su tale dinamica ha inciso l’accresciuto rendimento associato a queste forme di investimento, in connessione con il rialzo dei tassi di interesse. Le risorse Pnrr per il Lazio hanno prodotto un aumento degli ordinativi per un terzo delle imprese locali intervistate. Ad ottobre sono stati assegnati 11,4 miliardi per interventi nel Lazio, il 9 per cento del totale nazionale.
– foto: screenshot da video xc3 Italpress –
(ITALPRESS).
Bankitalia, nel primo semestre l’economia nel Lazio segna +1,2%
Sequestrati esplosivi e 54 chili di hashish, 4 giovani arrestati a Roma
ROMA (ITALPRESS) – Operazione antidroga della Polizia di Stato a Roma. Gli agenti del Commissariato Appio hanno arrestato 3 ragazzi ed 1 ragazza, tutti romani e rispettivamente di 22, 26, 26 e 19 anni, in quanto gravemente indiziati di detenzione, ai fini di spaccio, di sostanze stupefacenti.
Gli investigatori hanno notato un giovane che, a bordo di un’auto parcheggiata nella zona di loro competenza, veniva avvicinato da persone conosciute come assuntori di droga. Dopo diversi giorni di appostamenti e pedinamenti, i poliziotti hanno scoperto che il 26enne, residente ad Acilia, prima andava in un appartamento in zona Malafede e poi tornava in un parcheggio isolato della cittadina per incontrarsi con un 22enne. Così, sono entrati in azione dopo avere visto il primo giovane accostarsi, a bordo della sua utilitaria, ad una macchina e ricevere da una ragazza, 19enne, seduta lato passeggero, una busta, passatagli attraverso il finestrino. A quel punto un’auto civetta ha seguito il primo giovane e lo ha fermato poco dopo: nel montante laterale del cambio era occultata una busta contenente 2.230 euro, in un vano ricavato sotto il portaoggetti 2 panetti di hashish con logo “angels 180/73”, in un altro vano ricavato sotto lo sterzo un altro panetto con lo stesso logo e altri 5 frammenti della stessa sostanza, il tutto per un peso complessivo di 220 grammi.
Nel frattempo l’altro equipaggio in borghese ha seguito la coppia (la ragazza di 19 anni e il 22enne) fino alla loro abitazione, ingaggiando un rocambolesco inseguimento, durante il quale è stato più volte speronato, per poi procedere al controllo. Bloccata infine l’auto ed i suoi occupanti, gli investigatori hanno perquisito l’abitazione, in zona Infernetto, delle cui chiavi erano in possesso i fidanzati ed hanno scovato, distribuiti tra la cucina ed un ripostiglio, circa 21 chili di hashish, materiale per il confezionamento delle dosi, una macchina per il sottovuoto ed una macchina conta soldi; in un armadio della camera da letto, invece, una busta contenente 33.070 euro; infine 18 ordigni esplosivi fatti artigianalmente, privi di ogni certificazione, del peso di circa 120 grammi l’uno, ritirati poi dal personale del Nucleo Artificieri.
Ultimate queste perquisizioni, gli investigatori sono andati nell’appartamento in zona Malafede e, fattisi aprire la porta con un escamotage da un altro 26enne, nel cassone sotto il letto in camera hanno trovato 33 chili di hashish, confezionati nello stesso modo di quello in possesso del primo ragazzo che avevano attenzionato, 50 grammi di marijuana, materiale per il confezionamento delle dosi e un bilancino di precisione.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
Controlli nell’area della Stazione Termini a Roma, 1 arresto e 8 denunce
ROMA (ITALPRESS) – ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri del Gruppo di Roma, in collaborazione con i colleghi del NIL, del NAS e del Nucleo Cinofili di Santa Maria di Galeria, hanno effettuato un servizio di controllo straordinario, mirato al contrasto di ogni forma di illegalità e degrado in tutta l’area della stazione Termini, all’interno della stazione ferroviaria, in piazza dei Cinquecento e zone limitrofe, e nel quartiere Esquilino.
Cinque persone sono state denunciate: un 33enne del Mali, senza fissa dimora, trovato in possesso di un coltello a serramanico; un 40enne italiano per inosservanza del foglio di via obbligatorio con divieto ritorno nel comune di Roma, emesso dalla Questura di Roma; una 43enne italiana e un 34enne tunisino per inosservanza al Dacur (daspo urbano), emesso nei loro confronti dal Questore di Roma, e un 22enne indiano, titolare di un ristorante etnico in via Milazzo, per aver installato una telecamera di sorveglianza nel locale senza la prevista autorizzazione e per carenze igienico sanitarie. I Carabinieri lo hanno anche sanzionato per complessivi 2.549 euro.
Tre cittadini stranieri sono stati sanzionati, invece, perchè trovati in possesso di modica quantità di sostanze stupefacenti, tra marijuana, eroina e hashish, e altri cinque cittadini per la violazione del divieto di stazionamento nei pressi della stazione Termini, con contestuale notifica di ordine di allontanamento per 48 ore dall’area e sanzione amministrativa di 100 euro.
All’Esquilino, i Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante hanno eseguito verifiche nei giardini e sotto i porticati di piazza Vittorio Emanuele II e lungo le vie adiacenti.
In manette è finito un cittadino straniero sorpreso a derubare una donna, sfilandole il portafogli custodito nella borsa. Denunciati, invece, un 43enne tunisino trovato a bordo di un monopattino elettrico risultato rubato; un 17enne italiano trovato alla guida di uno scooter risultato rubato; e un 32enne italiano trovato in possesso di un coltello e una forbice.
I Carabinieri del Gruppo di Roma hanno identificato, in totale, 203 persone e hanno eseguito verifiche su 82 veicoli e presso decine di attività commerciali.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).
Roma, operazione antidroga misure cautelari per 12 persone
ROMA (ITALPRESS) – Nei comuni di Rocca di Papa (RM), Monte Compatri (RM), Grottaferrata (RM) e Rosarno (RC), i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione a un’ordinanza che dispone misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, nei confronti di 12 soggetti, cittadini italiani e albanesi, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio. L’attività di indagine, denominata “Pilot”, trae origine da alcune risultanze investigative provenienti dalla più ampia indagine denominata “Tritone”, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e che, nel febbraio 2022, aveva disarticolato una radicata locale di ‘ndrangheta nei comuni di Anzio e Nettuno, dedito non solo al traffico di sostanze stupefacenti ma anche al condizionamento della vita politica locale e al controllo delle attività economiche e degli affidamenti degli appalti locali. In particolare, nell’indagine Tritone era stato documentato come uno degli ‘ndranghetisti, avente la capacità di importare ingenti carichi di narcotico dal Sud America, al fine di ottenere ulteriori ricavi, avesse espanso le proprie attività di vendita dello stupefacente dai comuni di Anzio e Nettuno ai comuni di Rocca di Papa e Grottaferrata intrecciando qui i propri affari con quelli del sodalizio, composto da almeno 12 soggetti, tra cittadini italiani e albanesi, oggetto del filone investigativo che ha portato all’odierno provvedimento. Le indagini, condotte dai Carabinieri di Via In Selci, nel periodo compreso tra il mese di luglio 2019 e il mese di settembre 2020 con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ambientali e servizi di osservazione, hanno consentito di ricostruire numerose cessioni di cocaina, eseguendo al contempo sei arresti in flagranza di reato a riscontro degli elementi acquisiti, nonchè di comprovare le capacità logistiche della consorteria che per le importazioni di narcotico aveva anche la disponibilità di un pilota di un aereo privato e di un avio superficie ricadente nel comune di Nettuno. E’ stato, altresì, documentato come al fine di eludere le investigazioni gli indagati utilizzassero smartphones criptati, nonchè facessero ricorso a vetture a noleggio, periodicamente sostituite per evitare l’installazione di microspie. I lucrosi ricavi delle attività di spaccio venivano reinvestiti non solo nell’acquisto di ulteriori partite di cocaina, nel sostegno economico ai sodali che venivano arrestati (è il caso di uno dei sodali che era stato indotto ad assumersi la paternità dello stupefacente rinvenuto durante le indagini), nonchè nell’acquisto di locali pubblici romani e nell’organizzazione di feste.(ITALPRESS).
Foto: Ufficio stampa Carabinieri
Roma, intercettata a Ciampino valuta non dichiarata per oltre 2,9 mln
ROMA (ITALPRESS) – Nei primi dieci mesi dell’anno i finanzieri del Comando Provinciale di Roma e i funzionari dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli hanno individuato presso lo scalo aeroportuale “G.B. Pastine” di Ciampino movimentazioni clandestine di denaro contante per oltre 2,9 milioni di euro. Si tratta di un risultato pari al doppio rispetto al bilancio dello stesso periodo dello scorso anno, grazie anche alla proficua sinergia tra l’Agenzia e il Corpo, consolidatasi grazie al protocollo di intesa siglato di recente. I funzionari della Sezione Operativa Territoriale di Ciampino e le Fiamme Gialle della locale Compagnia, nel corso di controlli eseguiti nel settore degli arrivi/partenze internazionali, hanno sorpreso 212 persone in procinto di introdurre o fare uscire dal territorio nazionale valuta per un importo superiore alla franchigia di 10.000 euro ammessa dalla vigente normativa europea e nazionale. Tra queste, un cittadino saudita – proveniente da Ryad – che aveva occultato nel proprio trolley 300.000 dollari (circa 286.065,00 euro) omettendo di dichiararli. Poichè l’eccedenza di valuta trasportata oltre i diecimila euro superava la soglia di 40.000 euro, stabilita come una delle condizioni di accesso all’istituto dell’oblazione immediata, nel rispetto della normativa valutaria, i finanzieri e i funzionari di ADM hanno proceduto a sequestrare il 50% della somma eccedente a garanzia del pagamento delle sanzioni che saranno poi irrogate al trasgressore con apposito provvedimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
(ITALPRESS).
Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza
Dal 16 novembre a Roma la mostra su Tolkien
ROMA (ITALPRESS) – A cinquant’anni dalla scomparsa e dalla prima edizione italiana de Lo Hobbit, Roma ospiterà dal 16 novembre all’11 febbraio 2024 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea la grande mostra dedicata a John Ronald Reuel Tolkien, creatore della celebre epopea della Terra di Mezzo che ha plasmato una nuova mitologia per il mondo contemporaneo e lo ha reso uno degli autori più letti del pianeta.
‘TOLKIEN. Uomo, Professore, Autorè ci racconta il percorso umano, il lavoro accademico, la potenza narrativa, la forza poetica: un viaggio senza eguali che permetterà agli appassionati e al grande pubblico di essere introdotti nella grandezza di questo scrittore e di comprendere quanto la sua vita e la straordinaria conoscenza del mondo antico siano alla base del suo processo creativo.
E’ la prima esposizione di queste dimensioni mai dedicata in Italia allo scrittore. Rispetto alle grandi mostre allestite a Oxford (2018), Parigi (2020) e Milwaukee (2022), che hanno esaltato particolari aspetti delle opere letterarie, quella di Roma pone Tolkien al centro di tutto. Per la prima volta viene raccontato l’uomo, padre e amico; accademico, autore di studi e pubblicazioni ancora oggi fondamentali nello studio della letteratura in antico e medio inglese; narratore e sub-creatore della Terra di Mezzo. Ci sarà anche spazio per tutto ciò che ha ispirato nell’arte, nella musica e nel mondo dei fumetti.
L’immersione nell’universo da lui creato si realizza mediante un articolato percorso espositivo tra manoscritti autografi, lettere, memorabilia, fotografie e opere d’arte ispirate alle visioni letterarie di un autore unico e poliedrico. Uomo del suo tempo, romanziere, linguista e filologo, il Professore di Oxford viene raccontato nella sua complessità artistica e umana.
Particolare rilevanza viene data al suo rapporto con l’Italia: “Sono innamorato dell’italiano, e mi sento alquanto sperduto senza la possibilità di provare a parlarlo”, si legge in una sua lettera, e nella rassegna non mancano le testimonianze del viaggio a Venezia e Assisi nel 1955; così come i tanti contatti, diretti e indiretti, con studiosi e intellettuali del nostro Paese.
Spazio anche agli adattamenti cinematografici vecchi e nuovi, dal film d’animazione di Ralph Bakshi alla trilogia de Il Signore degli Anelli del regista Peter Jackson, capace di rappresentare sul grande schermo una delle saghe più ambiziose e popolari della letteratura mondiale conquistando 17 premi Oscar.
Ideata e promossa dal Ministero della Cultura con la collaborazione dell’Università di Oxford, è realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con la curatela di Oronzo Cilli e la co-curatela e l’organizzazione di Alessandro Nicosia, TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore è la più importante retrospettiva del suo genere in Italia per spettacolarità, dimensioni, materiali inediti esposti e autorevolezza delle istituzioni internazionali coinvolte: l’Archivio Apostolico Vaticano, la Bibliothèque Alpha dell’Università di Liegi, l’Università di Reading, l’Oratorio di San Filippo Neri di Birmingham, il Venerabile Collegio Inglese di Roma, la Tolkien Society, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, la Biblioteca civica di Biella, le case editrici Astrolabio-Ubaldini e Bompiani, il Greisinger Museum di Jenins e la Warner Bros Discovery.
Il catalogo che accompagna la mostra si avvale dei contributi di Adriano Monti Buzzetti Colella, Giuseppe Pezzini, Emma Giammattei, Francesco Nepitello, Chiara Bertoglio, Gianluca Comastri, padre Guglielmo Spirito, Fabio Celoni, Davide Martini, Roberta Tosi, Salvatore Santangelo, Stefano Giuliano, Claudio Mattia Serafin, Gianfranco de Turris, Paolo Paron e Domenico Dimichino.
La Capitale sarà la prima tappa di un percorso che proseguirà nel 2024 in altre città italiane. Grazie al MiC, che ne ha promosso e sostenuto la progettazione con l’obiettivo di incentivare la partecipazione di tutti alla vita culturale, sarà possibile visitare la mostra senza alcun costo aggiuntivo, semplicemente esibendo il biglietto d’ingresso alla GNAM.
“In un buco nel terreno viveva uno Hobbit”. Con queste parole l’autore ha dato inizio alla bellissima avventura di Bilbo Baggins e acceso una fervida scintilla in generazioni di lettori, svelando la Terra di Mezzo e i suoi abitanti: Hobbit ed Elfi, Nani e Uomini. Gli stessi che non hanno mai smesso di accompagnarci in quella storia che è diventata leggenda e si è poi trasformata in Mito: TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore è la loro casa. E la vostra Mostra.
‘Un pò come avviene nell’ampliarsi dei cerchi concentrici sulla superficie dell’acqua colpita da un sasso – afferma il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano – il tempo che via via ci allontana dalla parabola terrena di John Ronald Reuel Tolkien, dilata progressivamente anche la portata del suo lascito alla cultura contemporanea, divenuto ormai così interdisciplinare da travalicare ampiamente i limiti della letteratura strictu sensu.
La mostra “Tolkien. Uomo, Professore, Autore”, fortemente voluta dal Ministero della Cultura, è la prima del suo genere in Italia per dimensioni e autorevolezza delle istituzioni internazionali coinvolte. Nella narrazione visiva e testuale offerta al visitatore, essa si propone di illustrare le diverse anime di questa straordinaria e poliedrica figura di accademico, uomo di lettere, romanziere, linguista, filologo e mitopoieta. La sua ricchezza culturale e umana viene accuratamente ricostruita in un inedito itinerario espositivo che si snoda tra manoscritti autografi, immagini rare, memorabilia e opere d’arte ispirate alle sue visioni letterarie; un risultato reso possibile dalla prestigiosa collaborazione con l’Università di Oxford, alma mater dello scrittore.
Il riferimento nel titolo della rassegna alle tre principali direttrici del “fenomeno” Tolkien, da tempo divenuto crossmediale e addirittura di costume – aggiunge – ci fa implicitamente capire che le ragioni del suo ascendente su almeno cinque generazioni di lettori d’ogni latitudine risiedono anche nella variegata natura delle fascinazioni generate dal suo immaginario sulla platea, sempre più estesa, dei suoi estimatori. Tra i punti di forza c’è anzitutto l’intrinseca vitalità del racconto e dell’intero Mondo Secondario partorito dalla fantasia dell’Autore, i cui rivolgimenti ora luminosi e ora oscuri vengono mirabilmente descritti e narrati con la forza evocativa di un aedo moderno; ma c’è anche l’acume introspettivo del Professore, il Tolkien pensatore e saggista che in un originalissimo orizzonte insieme teologico e teleologico diede dignità alla fiaba e alla letteratura fantastica quali forme di “sub-creazione” – termine coniato da lui – nel solco fondativo della Legge divina. Infine, c’è l’Uomo, cioè il personaggio e il suo itinerario biografico, entrambi sostanzialmente privi di elementi avventurosi o intriganti e tuttavia capaci, nella loro apparente ordinarietà borghese, di ispirare e coinvolgere. Dall’unione di queste diverse fisionomie tolkieniane origina una notorietà di dimensioni mondiali, che a ben vedere si fonda su ingredienti all’apparenza casuali e un pò bizzarri: un tranquillo e riservato docente di letteratura presso la più austera e prestigiosa università inglese si realizza scrivendo in età contemporanea e per la propria intima soddisfazione una saga epica di millecinquecento pagine (senza contare gli altri innumerevoli testi a essa connessi) e mediante ciò riesce a offrire una mitologia nuova non solo alla sua natia Inghilterra – come era sua esplicita intenzione, visto che ne era priva – ma al mondo intero. E ciò si spiega con la sua teoria di base che spesso si dimentica, o si vuol dimenticare: la sua non era una “fuga del disertore”, come già allora certi intellettuali accusavano, bensì la legittima “evasione del prigioniero” dal carcere di una Realtà che lo segregava e opprimeva. Il che spiega molto, se non tutto.
Insieme l’Uomo, il Professore e l’Autore, a dimostrazione del profondo potere simbolico ma anche dell’intrinseca “vita” del suo mondo letterario, hanno seminato ispirazioni feconde in campi che spaziano dalla cinematografia alle arti visive, dall’industria dell’intrattenimento alla saggistica, dalla riflessione filosofica al fiorente mercato degli accessori commerciali. Come si è detto – e con l’eccezione della terribile esperienza del soldato Tolkien nelle fangose trincee della Somme, durante la più sanguinosa battaglia della Grande Guerra – quella del mite accademico di Oxford fu una vita senza scosse, definita da pochi e semplici riferimenti: gli affetti familiari e le amicizie, la fede, gli studi e naturalmente la feconda interiorità profusa nella lenta ed elaborata edificazione del suo universo meta-reale. Nulla di conturbante o bohèmien avvicinò neppure lontanamente quella sua ordinata e tranquilla esistenza di uomo di cultura, medievista e filologo con il “vizio segreto” di inventare dapprima lingue e in seguito geografie e culture dove collocarle (se ci sono delle lingue, si chiese pressappoco, ci sarà anche chi le parlerà e dove), alle sregolatezze e trasgressioni pubbliche e private di tanti personaggi odierni che pure riempiono le platee e gli stadi con decine di migliaia di fan scatenati; e tuttavia come e forse più durevolmente di tanti di loro, Tolkien e la sua opera sono oggi a buon diritto icone del nostro tempo, i suoi libri tra i più letti in assoluto dopo la Bibbia e tradotti nelle principali lingue del pianeta.
Ciò probabilmente anche perchè, al di là del pur stratosferico successo editoriale, le saghe e il legendarium del “Professore che amava i draghi” – secondo una felice definizione di qualche decennio fa – hanno avuto il pregio incontestabile di rinnovellare quasi per gemmazione dal fusto dell’antica tradizione epica i suoi ideali archetipici eterni, restituendo allo spirito immemore della modernità il retaggio universale del Mito. Eredità atemporale, antica come l’uomo stesso, che dal Gilgamesh sumero agli immortali versi omerici, dal Beowulf sassone (che Tolkien amava particolarmente) fino al ciclo arturiano e alla chanson de geste carolingia, ha accompagnato gli aneliti e le aspirazioni più elevate di popoli e culture. Molti di questi topoi ancestrali si ritrovano iscritti nell’ontologia stessa del mondo tolkieniano: la queste della Compagnia dell’Anello ricalca (con la differenza che non c’è un oggetto magico da ritrovare, ma uno di cui al contrario sbarazzarsi a ogni costo) quella delle saghe nordiche e dei cicli cavallereschi altomedievali, le migliori motivazioni dei protagonisti sono in gran parte sovrapponibili al sostrato etico dei romanzi cortesi. Inoltre con ogni evidenza quello dell’eroe e dei suoi comprimari è anche un cammino spirituale ed iniziatico, un alchemico solve et coagula che porta ognuno di loro a riconfigurarsi in un nuovo sè congruente con il proprio destino: il quieto e provinciale Frodo chiamato a sobbarcarsi il ruolo di salvatore di un mondo, il guerriero Aragorn a diventare sovrano portatore di pace e ritrovata unità, il mago Gandalf il Grigio a morire in battaglia e risorgere come Gandalf il Bianco in una trasmutazione esistenziale che ne accresce facoltà e consapevolezzà.
‘Il tutto permeato, è necessario aggiungere – prosegue – da valori personali ma anche collettivi che all’epoca e ancor più oggi in Occidente si sono dimenticati o addirittura si disconoscono: il senso della comunità e della natura, la tradizione, l’opposizione agli aspetti più controversi e disumanizzanti della modernità, il sacrificio di sè, il vincolo dell’amicizia, il coraggio, la dedizione, il senso dell’onore. Tratti tipici di tutti i personaggi positivi dell’opera tolkieniana. Fin qui i legami con le radici, cioè con il passato. Guardando invece alle ultime propaggini dell’albero, ovvero alla società contemporanea e ai suoi mutamenti, si può dire che la testimonianza controcorrente del Professore di Oxford sia giunta al momento giusto per rimettere in qualche modo la barra a dritta, riaffermando il valore spirituale e salvifico della fantasia, della creatività e più in generale delle migliori qualità umane in un’epoca la cui Weltanschauung, sembrava averle declassate al rango di orpello desueto, addirittura da dimenticare. Merito questo non solo di una prosa capace di rivitalizzare felicemente – e soprattutto in maniera credibile per il lettore moderno – gli accenti alti e solenni dell’epos delle saghe celtiche, scandinave o mediterranee, ma anche di quella sua inimitabile, suggestiva e coinvolgente “arte di sognare”: talento innato che sposandosi a una sensibilità culturale profonda ed eclettica riuscì a distillare dall’orizzonte delle suggestioni folklorico-leggendarie preesistenti una realtà letteraria “altra”, originale e intrinsecamente coerente fin nei più minuti dettagli.
Anche in questo sta la distanza fra Tolkien e i suoi spesso inadeguati epigoni nel moderno genere fantasy, dove talora il fondale storico- culturale e ambientale diventa mero supporto per sostenere un qualche più o meno esile canovaccio di cappa e spada. Questo anche perchè la struttura narrativa della Terra di Mezzo tolkieniana si è imposta – pur non essendo questa l’intenzione del suo creatore – come una specie di “canone” che si tende magari inconsciamente a ricalcare e dai cui è difficile svincolarsi proponendo ambienti, personaggi e trame totalmente inediti.
Più significativi ancora, però, sono i valori di perenne freschezza e attualità che percorrono, illuminandola, la sua saga. Tolkien, intellettuale innamorato delle fairy-stories ma anche testimone partecipe degli eventi della propria epoca, nemico dei totalitarismi, intimamente conservatore nella sensibilità seppur incline a guardare non tanto a “destra” e a “sinistra” quanto piuttosto “in alto”, era notoriamente avverso a letture semplicistiche, omologanti o addirittura “politiche” della sua creazione. Respinse infatti sempre con garbo al mittente non solo i tentativi della critica di ridurre la Terra di Mezzo a una grande allegoria dell’attuale geopolitica, ma anche quelli di operare sterili dissezioni filologiche della sua opera per rintracciarvi echi e influenze presuntive, invitando con una celebre metafora ad accontentarsi della zuppa offerta “e non desiderare di vedere le ossa del bue da cui è stata bollita”. Al netto di ciò è facile leggere in controluce nelle trame che intrecciano gli annali di Elfi, Uomini, Nani e Hobbit, esseri semidivini e creature dell’oscurità, una grande e composita lezione esistenziale. Non è infatti solo l’immanente dicotomia tra il faticoso e impervio sentiero del Bene e la parallela, seducente scorciatoia del Male che troviamo incastonata nel suo grande affresco di storia alternativa.
Le pagine tolkieniane parlano anche di scelta e responsabilità, di amicizia e di amore, dell’auctoritas giusta di un sovrano predestinato, Aragorn, in contrapposizione alla sfrenata volontà di potenza dell’Oscuro Signore, contro il quale l’altruismo e lo spirito di sacrificio del piccolo, fragile e indifeso antieroe Frodo Baggins potranno a conti fatti più di interi eserciti e convenzionali paladini dalle scintillanti armature. A ben vedere è proprio questa prospettiva a rendere Il Signore degli Anelli, come affermava lo stesso Tolkien, “un’opera religiosa e profondamente cattolica”, seppure ambientata in un universo avulso dalla Rivelazione cristiana (anzi a ben vedere con molte contaminazioni “pagane”) e che l’autore ribadiva tetragono a “valenze allegoriche, morali, religiose o politiche”.
Lungi, pertanto, dal potersi definire il terminale simbolico di un lungo (e noioso) sermone o parabola edificante a misura di romanzo, l’Anello che catalizza su di sè bramosie e bassezze dei suoi adepti di ogni ordine e grado, dall’infimo e strisciante Gollum al sovrumano Sauron, ma anche le parallele speranze dei virtuosi impegnati a distruggerlo diventa monito perenne sulle insidie un Potere corrotto e corruttore capace di schiavizzare e distruggere non solo gli altri, ma anche se stessi. Rispettosi delle intenzioni del Professore, non tenteremo anche noi assonanze spericolate tra gli accadimenti descritti nelle cronache della Terra di Mezzo e i travagli della nostra realtà. Tuttavia, uno dei motivi del consenso trasversale e consolidato nei decenni di un’opera che un tempo venne bollata grossolanamente come “roba da bambini”, è forse anche questo: che dalle pagine de Il Signore degli Anelli e delle altre opere tolkieniane affiorano non solo indizi di alcuni grandi mali del nostro tempo, ma anche della loro possibile cura. In quelle pagine dallo stile aulico e apparentemente desueto, ambientate in terre remote della fantasia, noi e il nostro vivere ci rispecchiamo: anche in ciò sta il perenne valore di quella che fu definita, senza troppo sminuirla, “la fiaba più lunga del mondo”.
Il Segretario Generale del Ministro della Cultura, Mario Turetta, sottolinea: ‘Cinquant’anni fa, il 2 settembre 1973, moriva John Ronald Reuel Tolkien, scrittore e autore dalla grande potenza evocativa che, attraverso i suoi romanzi, osservava la realtà in maniera autentica e vera. E’ considerato, a buon diritto, un innovatore di generi e padre assoluto della favola contemporanea, nonchè conoscitore dei pensieri che scuotono l’animo umano e cantore della bellezza di cui l’uomo è capace e da cui è circondato. Per i grandi valori umani di cui è stato portatore nella vita e che si rispecchiano nelle sue opere, abbiamo deciso di organizzare una mostra, di ampio respiro, che partirà da un luogo unico della Capitale, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, custode di un ricco e pregevole patrimonio di opere d’arte degli ultimi due secoli. Quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto, sapevo quanto fosse importante curare e coordinare al meglio l’organizzazione generale per fare conoscere al grande pubblico la parabola di un vero gigante della scrittura, non solo fantasy, in occasione del cinquantesimo dalla morte. Grazie all’intuizione del Ministro Gennaro Sangiuliano che ne ha deciso e sostenuto la realizzazione, al curatore Oronzo Cilli, al co- curatore e organizzatore Alessandro Nicosia che ne hanno seguito nei minimi dettagli lo sviluppo, e alla direttrice del Museo Cristiana Collu che si è subito resa disponibile a ospitare la rassegna, sarà possibile visitare il percorso espositivo senza alcun biglietto extra, ma semplicemente con il classico biglietto della GNAM.
Avvicinarsi al mondo di Tolkien è quanto di più semplice e immediato possiate immaginarvi. Grazie ai suoi studi e alle sue letture, l’autore ha creato il mondo magico della Terra di Mezzo, per il quale ha ideato nuove lingue allo scopo di renderlo più realistico e ha narrato le straordinarie avventure degli Hobbit e degli altri abitanti di questo regno fantastico. Innamorato dell’Italia e dell’italiano, dalla sua incisiva penna e dall’inesauribile fantasia sono nati racconti di successo planetario come Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion, titoli impressi nella memoria collettiva, alcuni trasposti sul grande schermo e in televisione. La mostra è il frutto di un lavoro lungo, complesso e difficile ma allo stesso tempo entusiasmante, necessario per rivelare quanto
i suoi romanzi siano fedeli al suo ideale estetico che lo ha portato a individuare nel mito la via poetica privilegiata per osservare la realtà in maniera più autentica e piena.
Per poterlo raccontare al meglio, sin dall’inizio abbiamo scelto come titolo “Tolkien. Uomo, Professore, Autore”: non ci siamo limitati a delineare le peculiarità di un autore immortale e moderno, che ha lasciato un segno nella letteratura, ma ci siamo soffermati sull’uomo visto in tutte le sue sfaccettature. Ed è proprio la centralità delle cose che sono “più permanenti e fondamentali” che permette alla sua opera di resistere brillantemente alla prova del tempo. Uno spazio significativo della mostra è poi dedicato all’uomo, insieme ai tanti documenti, immagini, testimonianze, proiezioni dei film ispirati alla sua narrativa e ricostruzioni virtuali. Si potranno vedere anche prime edizioni dei suoi libri e poi fumetti, serie animate e giochi a lui dedicati. Il pubblico potrà esplorare l’universo unico e spettacolare di un autore che ha plasmato la nostra culturà.
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(ITALPRESS).
Roma, sequestro beni per 5 mln a imprenditore legato alla ‘Ndrangheta
ROMA (ITALPRESS) – Dalle prime ore di questa mattina gli agenti della Polizia di Stato della Divisione Anticrimine della Questura di Roma stanno eseguendo a Roma, località Infernetto ed a Santa Teresa di Gallura (SS), un sequestro finalizzato alla confisca emesso ai sensi della normative antimafia dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione di Roma su proposta formulata dal Questore di Roma. Il provvedimento, che rientra nell’ambito di una più ampia strategia di contrasto all’accumulazione dei patrimoni illeciti da parte delle consorterie criminali, concerne beni, assetti societari e rapporti finanziari, per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro, riconducibili ad un imprenditore, già attivo nel settore delle costruzioni ed ora operante, attraverso familiari prestanome, nel settore della ristorazione, in quello immobiliare e nella rivendita di veicoli luxury. Le indagini patrimoniali svolte dagli specialisti della Divisione Anticrimine di Roma, che hanno abbracciato l’arco temporale di circa un trentennio, hanno evidenziato una rilevante sproporzione tra i beni posseduti, direttamente o indirettamente, e i redditi dichiarati o l’attività economica svolta, ovvero la sussistenza di sufficienti indizi per ritenere che essi siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego. L’imprenditore, già attivo nel campo dell’edilizia sul territorio lidense, attualmente opera, attraverso familiari prestanome, nel settore della ristorazione, della rivendita di veicoli luxury ed in quello immobiliare. Nel 2015 era stato coinvolto nelle due operazioni denominate “Santa Fe” e “Fireman”. La prima, coordinata dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Reggio Calabria, è una delle inchieste più importanti in materia di contrasto al narcotraffico che vedeva la partecipazione anche della Guardia Civil Spagnola e della Dea Americana e colpiva appartenenti alle ‘ndrine Alvaro, Brandimarte, Pesce e Bellocco. La seconda, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, coinvolgeva un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti con base a Roma e ramificazioni all’estero, responsabile di plurime importazioni di droga, in parte destinate alla ‘ndrangheta e, in particolare, alla cosca “Alvaro” di Sinopoli (RC), a cui l’ odierno proposto è risultato contiguo. Veniva accertato che l’imprenditore aveva favorito la latitanza di un esponente della cosca Alvaro ospitandolo presso la sua abitazione e manteneva contatti diretti con un broker romano, finalizzati all’ importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti dal sud America, in parte destinati agli Alvaro ed in parte al mercato romano. I notevoli proventi illeciti, così conseguiti, venivano reinvestiti in società – allo scopo di occultarne la loro genesi e dando luogo, com’è tipico dell’ agire criminale in contesti economici, a condotte di auto riciclaggio e intestazione fittizia. Inoltre con questi proventi venivano acquisite ulteriori utilità, tra cui imbarcazioni di notevole valore, cavalli da corsa ed autovetture luxury, celandole dietro ulteriori schermi societari. Con il decreto di sequestro, finalizzato alla confisca, il Tribunale ha accolto pienamente l’analisi investigativa ed economico patrimoniale, ritenendo che l’agire complessivo del proposto, con il favoreggiamento della latitanza di un esponente della ‘ndrina Alvaro, la coeva partecipazione all’importazione di un ingente carico di cocaina per conto della stessa, l’organizzazione dell’incontro con i trafficanti che si sarebbe dovuto tenere presso il cantiere edile a lui riconducibile, fosse funzionale agli interessi della struttura criminale e, pertanto, lo ha considerato socialmente pericoloso. Contestualmente è stata rilevata la sproporzione tra fonti di reddito lecite, attività economiche esercitate e complesso patrimoniale posseduto direttamente o indirettamente dal proposto. Il provvedimento cautelare colpisce la totalità delle quote di 4 società di capitali e relativi complessi aziendali operanti in Ostia nei settori della ristorazione, immobiliare e commercio di veicoli luxury; 9 unità immobiliari, di cui 1 ubicata a Santa Teresa di Gallura (SS) e le altre a Roma zona Infernetto, comprendenti anche una villa con piscina; attività di maneggio a Roma, zona Infernetto e 7 capi equini; 5 veicoli di cui 4 di alta gamma; un’imbarcazione da diporto e rapporti finanziari le cui liquidità sono in corso di quantificazione.(ITALPRESS).
Foto: ufficio stampa Polizia Roma
Roma, Sei “procacciatori abusivi” sanzionati e allontanati per 48 ore
ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri del Comando di Roma Piazza Venezia, con il supporto dei militari della Compagnia Speciale di Roma, hanno messo in atto un servizio di controllo in tutta l’area del parco archeologico del Colosseo al fine di contrastare ogni forma di degrado. L’attività rientra nell’ambito di un più ampio piano strategico pianificato dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma per contrastare situazioni di degrado, abusivismo e illegalità, in linea con l’azione fortemente voluta dal Prefetto di Roma Lamberto Giannini in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Nello specifico, i Carabinieri hanno sorpreso sei persone, tutte prive di autorizzazioni, mentre cercavano di procacciare turisti, offrendo loro la vendita di tour guidati per il Colosseo o biglietti per bus scoperti. I Carabinieri hanno fatto scattare per tutti le sanzioni amministrative, per un totale di 8.500 euro ed hanno sequestrato, badge e tutto il materiale pubblicitario in loro possesso. Inoltre, i militari hanno notificato a tutti i sanzionati l’ordine di allontanamento dall’area per le successive 48 ore. Infine, un cittadino senegalese di 35 anni, è stato sanzionato amministrativamente e anche lui allontanato per 48 ore, poichè sorpreso mentre offriva e vendeva braccialetti ai turisti.(ITALPRESS).
Foto: Ufficio stampa Carabinieri Roma









