Home Lazio Pagina 85

Lazio

Taxi, un’odissea per clienti e turisti

ROMA (ITALPRESS) – Tempi d’attesa sempre più lunghi, pagamenti spesso solo in contanti, tariffe poco trasparenti, corse non effettuate perchè considerate troppo brevi, centralini che non rispondono. Prendere un taxi in Italia somiglia sempre di più a una corsa a ostacoli. La situazione si è aggravata questa estate, ma l’inizio dell’autunno non sta portando miglioramenti. Roma è l’epicentro di questa crisi.
“In base alla giornata ti trovi 40-60 minuti ad aspettare. Io vivo qui da due anni, la situazione è peggiorata in modo incredibile, se pensiamo al Giubileo che abbiamo davanti e al possibile Expo non ne veniamo più fuori”, racconta all’Italpress un utente in attesa davanti alla stazione Termini. “E’ indescrivibile, al telefono non rispondono”, spiega un altro cittadino. “Due o tre sere fa, in concomitanza della Ryder Cup per trovare un taxi mi sono dovuto ‘buttarè in strada perchè l’app non funzionava e al telefono non rispondevano”, dice un giovane, mentre una donna in fila sottolinea come “servirebbero più taxi” soprattutto negli orari di punta. “Faccio il pendolare da Napoli, e ogni sera perdo più tempo ad attendere il taxi che a percorrere il tragitto Napoli-Roma”, racconta un altro utente.
La politica prova a correre ai ripari ma serve tempo. Un’altra attesa che si aggiunge a quella infinita per un taxi.
“Il Governo sta intervenendo con il decreto Asset per venire incontro alle esigenze delle amministrazioni locali e dei consumatori”, spiega all’Italpress Salvatore Sasso Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Trasporti della Camera.
“Il forte afflusso di turisti e pendolari ha messo a nudo dei problemi strutturali – aggiunge -. Ma con questo noi non vogliamo colpevolizzare la categoria dei tassisti. La mobilità è cambiata, bisogna intervenire per gradi aumentando le licenze dei taxi. E’ prematuro pensare subito a un raddoppio prima di vedere gli effetti del decreto Asset. Dobbiamo analizzare le fasi del mercato. I sindaci sono comunque sempre liberi di aumentare le licenze. La mobilità sta cambiando, noi attenzioniamo questo nuovo fenomeno ma nel rispetto della categoria dei tassisti, sono anche loro dei lavoratori”.
“Noi abbiamo in alcune stagioni dell’anno picchi di domanda che devono essere serviti adeguatamente attraverso una maggiorazione dell’offerta. E’ evidente che da un lato c’è il bisogno di aumentare il numero delle licenze esistenti, però ci sono degli ulteriori strumenti che possono essere utilizzati – dice all’Italpress l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè -. Abbiamo messo in campo il provvedimento delle seconde guide, che consente una maggiore possibilità di aumentare le ore di turno dei tassisti utilizzando un altro collaboratore, che sia anche un familiare oppure un sostituto alla guida, ma ci vuole un pò di tempo affinchè questo possa essere attuato”.
“Rispetto al decreto Asset varato dal Governo c’è un pizzico di delusione da parte dell’amministrazione comunale perchè non sono stati recepiti quegli emendamenti che attraverso l’Anci avevamo presentato – prosegue -. Avevamo chiesto di migliorare la parte sulle licenze stagionali e temporanee che per essere rese appetibili per i tassisti dovevano almeno essere trasformate in licenze permanenti attivabili stagionalmente dalle amministrazioni. Il secondo comma invece avrebbe dovuto lasciare il 20% degli oneri alle amministrazioni comunali. Se si toglie un introito così importante si rende, di fatto, non appetibile per l’amministrazione questa procedura straordinaria. A questo punto noi adopereremo quella ordinaria perchè non ci serve il Dl Asset per le licenze”.
“C’è una pesante carenza di taxi e non ne soffrono i “ricchi” ma le persone normali che fra l’altro a Roma non possono nemmeno utilizzare un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome”, afferma all’Italpress il deputato di Azione-Italia Viva Luigi Marattin, che lancia una proposta: “Visto che da vent’anni non si riesce a risolvere il problema nella maniera che servirebbe, cioè semplicemente raddoppiando le licenze, abbiamo pensato di proporre che il Governo assegni al tassista una licenza che non può essere riutilizzata ma solo venduta sulla piattaforma telematica gestita dall’Autorità di regolamentazione dei trasporti, in modo tale che il tassista rientri dell’investimento fatto. Così si raggiungono degli obiettivi. Si aumentano le licenze e si compensa in qualche modo il tassista che ha investito”.

– Foto xl3/Italpress –

(ITALPRESS).

Per gli studenti universitari del Lazio 793 posti alloggio in più

ROMA (ITALPRESS) – Sono 793 i posti alloggio in più per gli studenti universitari nel Lazio che, sommati ai precedenti, fanno un totale di 3.131, di cui 178 posti per diversamente abili. Li mette a disposizione l’Ente regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza (Lazio DiSco) per l’anno accademico 2023/2024.
Dei nuovi alloggi, 198 vanno allo studentato di Valco San Paolo; 146 a quello di Folcara; 100 al Campusx; 86 allo studentato “Boccone del Povero”; 91 al Toscani; 40 all’Ostia Inps Pal.A; 10 a Via Faleria; 5 allo Janula Cassino; 8 alla Lumsa. Tra i 793 nuovi alloggi 109 posti sono stati recuperati da stanze inagibili del 2022.
Per l’anno accademico 2024-2025, inoltre, sono previsti ulteriori 394 nuovi alloggi. Di questi, 240 allo Sdo di Pietralata (il cui cantiere sarà consegnato a febbraio del 2024), 74 al Mandrione e 40 all’Ostia Inps pal. B e, infine, 40 allo studentato di Rieti (in itinere con il protocollo d’intesa con il Comune per la gestione della struttura di loro proprietà).
Il bando per il contributo alloggio prevede un finanziamento complessivo di 7.313.104 euro di rimborsi ed è andato a 3.272 vincitori esaurendo così la graduatoria degli idonei.
Il bando per le borse di studio per l’anno accademico 2023/2024 prevede risorse impiegate per un totale di 217.834.931 euro. Le domande valide sono state 56.195 per un totale di 39.051 richiedenti risultati idonei vincitori. La graduatoria definitiva verrà pubblicata l’11 ottobre 2023.
“Ho sempre creduto nei valori del dialogo e dell’ascolto, per ricercare soluzioni condivise e, anche e soprattutto nel caso degli studenti, lo abbiamo messo in pratica: abbiamo ricevuto una delegazione nel mese di maggio, assumendoci la responsabilità di scelte coraggiose”. dichiara il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
“Ringrazio per questo il Commissario straordinario di Disco Lazio, Giorgio Ciardi, per il lavoro svolto in questi primi mesi e per la programmazione che siamo in grado di garantire per l’Anno Accademico 2024/2025 – prosegue Rocca – recupereremo 394 alloggi, che si aggiungeranno ai 793 in più per l’anno accademico in corso”. “Chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale – conclude il presidente – non può negare che questa Giunta ha, sin da subito, lavorato a testa bassa per garantire il diritto allo studio ai nostri ragazzi, pensando in modo particolare ai più fragili. Chi continua a protestare contro la Giunta regionale sbaglia bersaglio ed è in malafede».
“Nel corso di questo primo periodo di commissariamento, alle proteste sul caro alloggi peraltro del tutto legittime, deve corrispondere, da parte di tutti gli Enti preposti, un’attenzione ed una considerazione straordinaria senza inseguire proteste velleitarie, ma confrontandosi con le rappresentanze studentesche. Con gli studenti, infatti, ho avuto prova di una leale collaborazione tanto che le istanze che, ad oggi, sono state portate alla mia attenzione, sono state assolutamente legittime e di buon senso” dichiara, il commissario di DiSco Lazio, Giorgio Ciardi.
“Da segnalare, inoltre, che il 77.38% dei posti alloggio per il corrente anno accademico, vede come vincitori ‘Studenti internazionalì la maggioranza dei quali proviene da aree del mondo in via di sviluppo, e che per effetto “dell’ISEE parificato” penalizza i ragazzi provenienti dalle nazioni della Comunità Europea, e che, pur rappresentando un arricchimento culturale della comunità universitaria per gli ovvi interscambi di esperienze, riducono fortemente l’offerta di residenzialità per coloro i quali provengono da paesi economicamente più consolidati – aggiunge Ciardi – In merito a questo, sarebbe opportuno individuare risorse e canali finanziari aggiuntivi nell’ambito della cooperazione internazionale, per supportare le politiche di accoglienza fin qui garantite.
“Il nostro Ente regionale ha compiuto uno sforzo importante per realizzare i compiti dell’istituto – conclude – Tuttavia, risulta velleitario immaginare di poter far fronte ad una richiesta, come quella nel corrente anno, pari a 20.000 posti letto e a 53.000 domande ammesse per le borse di studio”.

– foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Blitz dei Nas in 413 centri sportivi, chiuse 7 strutture

ROMA (ITALPRESS) – I militari dei 12 NAS dell’Italia centrale hanno effettuato mirati controlli presso centri e associazioni sportive, palestre, piscine e ambulatori al fine di garantire il rispetto della normativa vigente in merito al rilascio di certificati medici per lo svolgimento di attività sportiva. Nel corso delle numerose ispezioni, finalizzate alla tutela della salute e della sicurezza degli atleti e degli sportivi in generale, è stato verificato il possesso e la regolarità dei certificati di idoneità degli iscritti e frequentatori degli impianti sportivi, accertando: l’adeguatezza generale delle strutture e l’eventuale presenza di locali adibiti a studio medico in assenza delle previste comunicazioni alle Autorità competenti; la presenza, regolare manutenzione e revisione del “DAE” (Defibrillatore Automatico Esterno); l’adozione di misure protettive e preventive connesse ai rischi per la presenza del batterio della “legionella”. Le ispezioni hanno interessato complessivamente 413 centri sportivi, accertando violazioni presso 118 di essi (pari al 28 % degli obiettivi ispezionati), 7 dei quali sono risultati oggetto di provvedimento di immediata sospensione delle attività, emessi dalle competenti Autorità Sanitarie e Amministrative a causa delle gravi irregolarità riscontrate, quali l’assenza del defibrillatore salvavita obbligatorio nello svolgimento di attività sportiva; l’aver attivato all’interno di palestre ambulatori in assenza delle previste autorizzazioni; il rilascio di certificazione medica per l’idoneità all’attività sportiva non agonistica, da parte di medici prescrittori non autorizzati.
In altri 7 casi i militari, per le non conformità rilevate, hanno avanzato analoga richiesta di sospensione, tuttora in corso di valutazione. Complessivamente 81 le persone segnalate alle Autorità amministrative, 9 quelle denunciate e 118 le violazioni contestate, tra penali e amministrative, per un ammontare di 176 mila euro.
Proseguiranno le verifiche dei Carabinieri dei NAS al fine di tutelare la sicurezza e l’integrità degli atleti e degli sportivi in generale, e contrastare condotte illecite in materia di certificazione medica sportiva e negligenze nell’uso dei defibrillatori salvavita.
In particolare, nelle province di Bologna, Forlì, Ferrara e Ravenna, i Nas di Bologna hanno ispezionato 34 tra palestre e centri sportivi. A Forlì sono state denunciate 2 persone: il legale responsabile di una palestra per aver attivato al suo interno un ambulatorio – in assenza delle previste comunicazioni alle competenti Autorità Sanitarie e Amministrative – e un medico, per aver utilizzato il suddetto locale per effettuare visite di idoneità medico-sportiva.
Nelle province di Firenze, Siena, Prato e Pistoia, i Nas di Firenze hanno ispezionato 37 impianti tra palestre e centri sportivi, segnalando alle competenti autorità amministrative e sanitarie (rispettivi Comuni e ASL) i responsabili legali di 26 strutture, di cui: 16, per aver tesserato soggetti sprovvisti di documentazione sanitaria attestante l’idoneità allo svolgimento dell’attività sportiva, in alcuni casi risultata non valida perchè rilasciata da medici prescrittori non autorizzati; 3, per l’omessa dotazione dei dispositivi salvavita, a seguito di cui i militari operanti hanno avanzato richiesta di sospensione dell’attività; 2, per avere detenuto il defibrillatore senza aver adempiuto alla verifica di funzionalità tecnica; 3, per non avere rispettato l’obbligo di garantire la presenza di personale qualificato all’uso dei dispositivi salvavita durante lo svolgimento delle attività sportive e motorie; 2, per avere rilevato diffuse carenze igienico sanitarie e strutturali.
Complessivamente 11 i casi di medici segnalati alle competenti Autorità Sanitarie e Amministrative per avere rilasciato certificazione per l’idoneità all’attività sportiva non agonistica, senza rivestire la qualifica di medici prescrittori autorizzati (quali sono il medico di medicina generale, il medico specialista in medicina dello sport o appartenente alla Federazione sportiva italiana-CONI).
Comminate sanzioni amministrative per un totale di 30 mila euro.
E sono state complessivamente 56 le associazioni sportive dilettantistiche controllate dai militari del Nas di Latina, 16 le violazioni accertate, di cui 1 palestra oggetto di provvedimento di chiusura per mancanza del titolo autorizzativo, e un’altra di provvedimento di sospensione per l’assenza del defibrillatore nello svolgimento di attività sportiva e irregolarità nella certificazione medica di alcuni iscritti. Altri 8 centri sportivi sono stati proposti per la chiusura dovuta alla mancanza / omessa manutenzione del defibrillatore. Ventuno in tutto le violazioni amministrative contestate, per un ammontare di 19 mila euro, principalmente riconducibili al mancato possesso, da parte dei responsabili legali degli impianti sportivi, dei certificati medici dei propri iscritti e per aver attivato studi medici privi di autorizzazione.
Nel frusinate i militari del Nas hanno contestato sanzioni amministrative per 12 mila euro per un altro caso di attivazione, all’interno di una palestra, di uno studio medico ove venivano erogate prestazioni sanitarie, in assenza delle previste comunicazioni alle Autorità Sanitarie e Amministrative competenti.
Nelle province di Grosseto e di Pisa, 2 strutture sportive sono state chiuse da personale delle competenti USL – di supporto al Nas di Livorno – per avere riscontrato l’assenza del defibrillatore salvavita obbligatorio nello svolgimento di attività sportiva (il valore complessivo delle attività inibite risulta pari a 1 milione di euro).
Mentre 38 sono state le attività ispezionate dai Nas di Parma e 3 le persone denunciate. In particolare, in provincia di Piacenza, i militari hanno denunciato il legale rappresentante di una piscina riconducibile a una società sportiva dilettantistica che ha omesso di adottare le previste misure protettive a seguito della riscontrata presenza del batterio della “legionella” (ad esito di analisi su campioni di acqua prelevati) e di sottoporre a manutenzione e revisione periodica il dispositivo D.A.E. salvavita. E’ inoltre al vaglio dell’Autorità Sanitaria competente l’adozione di specifiche prescrizioni oltre alla diffida al prosieguo dell’attività natatoria. Nel parmense sono stati denunciati i legali responsabili di 2 palestre: il primo, per non aver sottoposto a manutenzione e revisione periodica il defibrillatore in uso; il secondo, per aver attivato all’interno del centro sportivo un ambulatorio medico ove erano presenti apparecchiature elettromedicali per prestazioni fisoterapiche – sottoposte nella circostanza a sequestro penale – in assenza delle previste comunicazioni all’Autorità competente (Comune).
Sempre a Parma, i Carabinieri del Nas hanno appurato che un 31enne residente in città, istruttore di nuoto e personal trainer, aveva avviato presso la propria abitazione di residenza lo svolgimento di attività motorie di palestra e piscina, senza aver presentato la prescritta comunicazione di inizio attività al Comune, come previsto dalla normativa vigente. Sulla base degli accertamenti svolti, il Settore Attività Produttive ed Edilizia del Comune di Parma ha emesso un provvedimento di diffida a cessare immediatamente le attività motorie svolte dal personal trainer all’interno della sua abitazione. Nei confronti del 31enne i Carabinieri del Nas emiliano hanno contestato una sanzione amministrativa dell’importo di 2 mila euro.
I Nas di Pescara, nelle province dell’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo, hanno ispezionato 47 tra palestre e centri sportivi e segnalato alle competenti Autorità Amministrative e Sanitarie i responsabili legali di 21 impianti, per aver tesserato persone sprovviste di certificazione sanitaria attestante l’idoneità allo svolgimento dell’attività sportiva; 3 palestre, per aver custodito certificati medici sportivi di alcuni iscritti, risultati decorsi di validità e, in altri casi, rilasciati da medici prescrittori non autorizzati; 1 palestra per aver attivato all’interno della struttura uno studio medico ove venivano erogate prestazioni sanitarie da parte di specialisti in assenza delle previste comunicazioni alle Autorità Sanitarie e Amministrative; 3 palestre per aver in dotazione defibrillatori non funzionanti e altre 2 per l’omessa dotazione dei dispositivi salvavita. In altri 6 casi venivano riscontrate diffuse carenze igienico sanitarie e strutturali, rilevando anche la detenzione ed esposizione per la vendita di alimenti confezionati, tra cui integratori alimentari, vitamine e bevande, in assenza della prevista autorizzazione.
In provincia di Roma i Nas della Capitale hanno ispezionato 21 tra palestre e centri sportivi, e segnalato alle competenti Autorità Amministrative e Sanitarie i responsabili legali di 1 studio medico, per aver avviato attività ambulatoriale in assenza delle previste comunicazioni a seguito di cui il Dipartimento Politiche Sociali e Salute del Comune di Roma Capitale ne disponeva l’immediata sospensione; nel contesto dai militari è stata comminata una sanzione amministrativa per 12 mila euro; 1 studio medico, per aver avviato all’interno di una palestra attività ambulatoriale finalizzata al rilascio di certificazioni di idoneità allo svolgimento della pratica sportiva.
Sulla scorta di quanto rilevato, i carabinieri dei Nas hanno avanzato richiesta di sospensione all’Autorità Amministrativa e comminato una sanzione amministrativa per 12 mila euro; 1 studio medico ai Castelli, per aver avviato attività ambulatoriale in assenza delle previste comunicazioni a seguito di cui l’Autorità Comunale ne disponeva l’immediata sospensione; anche in tal caso veniva contestata una sanzione amministrativa per 12 mila euro; 1 palestra, per avere attivato all’interno della struttura uno studio dotato di apparecchiature medico-estetiche, in assenza delle previste comunicazioni e senza prevedere la presenza di personale qualificato. Pertanto, l’Autorità Amministrativa ne disponeva l’immediata sospensione; comminata dal NAS una sanzione amministrativa per oltre 12 mila euro; 1 ambulatorio medico polispecialistico nel quartiere Parioli, attivato in assenza delle previste comunicazioni, in relazione a cui i militari operanti hanno avanzato all’Autorità Sanitaria richiesta di sospensione; 3 centri sportivi in provincia di Roma, attivati 1 in assenza dei requisiti strutturali minimi, un altro con presenza di gravi inadeguatezze strutturali e il terzo per aver omesso di sottoporre al controllo periodico i dispositivi antincendio. Contestate complessivamente sanzioni amministrative per un totale di 13 mila euro.
Nei territori delle province di Viterbo e di Rieti sono state complessivamente 30 le attività sportive ispezionate dai Nas di Viterbo e in 3 casi accertate irregolarità per aver omesso di conservare i certificati medici di idoneità allo svolgimento di attività sportiva dei rispettivi tesserati. Contestualmente venivano comminate sanzioni amministrative per un importo di oltre 1.500 euro.
– foto ufficio stampa Carabinieri Nas –
(ITALPRESS).

Frosinone, 36enne arrestato per evasione a Ferentino

FERENTINO (FROSINONE) (ITALPRESS) – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Anagni hanno arrestato un 36enne per il reato di evasione. Un cittadino italiano con precedenti è stato arrestato nella mattinata del 29 settembre a Ferentino con le accuse di evasione dopo essere stato fermato in giro nella città nonostante fosse teoricamente costretto a stare a casa. Nel corso di un servizio per il controllo del territorio i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile accertavano che la persona era sottoposta alla detenzione domiciliare presso la sua abitazione di Ferentino dal mese di luglio scorso per espiare una condanna di sei mesi e 15 giorni di reclusione per violazione di sigilli. Il Tribunale di Frosinone, ritendo legittimo l’operato dei Carabinieri, ha convalidato l’arresto ripristinando per l’uomo il provvedimento restrittivo presso la sua abitazione laddove i Carabinieri lo hanno accompagnato a conclusione della celebrazione del processo.(ITALPRESS).

Foto: Carabinieri Frosinone

Interventi restauro a Fiumicino, Sangiuliano “Luogo simbolo radici cristiane”

FIUMICINO (ROMA) (ITALPRESS) – Sono stati presentati, a Fiumicino, al Complesso monumentale di Sant’Ippolito all’Isola Sacra, gli interventi di restauro effettuati al Conventino di Sant’Ippolito, in particolare alla torre campanaria romanica e al dipinto, nella cappella del Conventino, nel quale è raffigurato il martirio di Ippolito, Santo patrono della città. L’intervento di restauro sul dipinto ha permesso di riportare, alle antiche tonalità di colori e di sfumature, la scena che rappresenta, in maniera drammatica, il martirio di Ippolito: il santo infatti fu gettato secondo la tradizione in un pozzo, con una pietra al collo.
L’affresco all’interno della cappella del Conventino si presentava ormai illeggibile per l’impiego di uno spesso strato di protettivo riconoscibile sia per l’effetto lucido che per gli sbiancamenti diffusi su tutta la superficie. Gli elementi lapidei dell’altare sottostante apparivano fortemente lacunosi, frammentati o distaccati, testimonianza di un processo di deterioramento protratto nel tempo. Su tutte le superfici si osservavano, in maniera diffusa, forti sbiancamenti e una patina biologica di colore verde.
Il progetto di restauro è stato supportato da una serie di indagini scientifiche e approfondimenti diagnostici. L’intervento ha avuto la finalità di restituire leggibilità al manufatto mediante la risoluzione dei fenomeni di degrado e l’eliminazione dei precedenti interventi conservativi che, per tipologia di materiali o per scelte metodologiche, ne avevano alterato l’aspetto.
Oltre il dipinto sono stati effettuati degli interventi di consolidamento della torre campanaria e di adeguamento dell’impiantistica dell’intero complesso. Questo intervento ha richiesto la ricucitura delle lesioni presenti nella muratura dalla cortina in laterizi e ha previsto il posizionamento di catene e tiranti e di un cerchiaggio metallico posizionato a livello della torre: soluzione necessaria, per garantire l’eventuale reversibilità dell’intervento.
Alla cerimonia sono intervenuti il Sindaco di Fiumicino, Mario Baccini; il Direttore del Parco archeologico di Ostia antica, Alessandro D’Alessio; il Vescovo di Porto-Santa Rufina, monsignor Gianrico Ruzza e il Direttore generale Musei, Massimo Osanna. Le conclusioni sono state affidate al Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
“Questo è un luogo straordinario in cui si può percepire l’eco di una storia millenaria ben visibile in ogni sua pietra e che racconta, ancora oggi, le sedimentazioni di epoche, culture, religioni che da qui sono passate – ha detto il Ministro Sangiuliano – Il prezioso lavoro di restauro, da poco terminato, restituisce a questa comunità uno spazio identitario forte, la Basilica paleocristiana che ha ospitato i resti mortali di Sant’Ippolito martire, patrono di Fiumicino. Un sito di immenso valore e di devozione cristiana posto all’interno di quell’area che per tanti secoli è stata la porta di acceso e di comunicazione tra Roma e l’Impero, che ne ha vissuto i fasti e, anche, la decadenza. Una struttura, quella del Complesso di Sant’Ippolito, posta nel Parco Archeologico di Ostia Antica e in una zona di grande sviluppò.
“La politica di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale italiano da parte del Ministero della cultura agisce su molti fronti. Preservare, tramandare e restituire alla collettività un pezzo così importante e identitario di questo patrimonio, come nel caso del Complesso della Basilica di Sant’Ippolito a Fiumicino, significa non solo conservare e valorizzare un monumento importante della nostra storia, ma anche rispondere alle aspettative di una comunità. Significa lavorare sul presente e sul futuro del Paese”, ha dichiarato il Direttore Osanna.
Per il Direttore D’Alessio: “Uno dei caratteri più significativi dell’antica città di Ostia e del gigantesco hub che essa venne a costituire con i vicini porti di Claudio e Traiano, il più grande scalo marittimo del mondo antico, porto e porta di Roma sullo sconfinato territorio dell’Impero, è certamente quello di aver costruito una società a tutti gli effetti multiculturale e multireligiosa. In questo quadro, accanto ai luoghi di culto ‘classicì del pantheon greco-romano, come a quelli riservati alle cosiddette divinità orientali (Cibele, Mitra, Serapide), e ancora alla più antica sinagoga nota del Mediterraneo occidentale, c’è una vera e propria ‘geografia cristianà che gradualmente vi si affermò: dall’oratorio di Sant’Aurea e San Ciriaco posto presso il teatro, alla Basilica di Pianabella lungo la via Ostiense, dalla grande Basilica Costantiniana a quella di Portus (Fiumicino). A questo ricco palinsesto paleocristiano che così palesemente tratteggia le radici cristiane della nostra civiltà, si aggiunge il complesso della Basilica e del Conventino del martire S. Ippolito, situato nel territorio di Fiumicino e che è figura fortemente identitaria e molto sentita dalla comunità locale. A conclusione di un complicato intervento di messa in sicurezza e restauro del monumento, il Parco lo restituisce oggi alla pubblica fruizione e alle istanze del culto, seppur con tempi e modalità che andranno di volta in volta stabiliti in base alla necessità imprescindibile di garantirne la tutela e la miglior conservazione”.
“L’arte è sicuramente il veicolo più inteso ed efficace di educazione, integrazione e socializzazione che possiamo utilizzare. Restituire al territorio e ai cittadini di Fiumicino un’opera così importante come quella che celebra il patrono della città, Sant’Ippolito, è sicuramente un gesto di grande altruismo e di grande interesse per questo Comune e i suoi cittadini. Per questo ringraziamo il direttore del Parco archeologico che ha sovrinteso a tutti i lavori, tutti i colori i quali si sono impegnati e soprattutto il Ministro Sangiuliano che oggi ha voluto essere qui presente a inaugurare questo restauro a pochi giorni dalla festa patronale”, ha affermato il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini.
Il complesso archeologico di Sant’Ippolito è costituito da una basilica paleocristiana, da un sistema di cisterne romane sotterranee e dal Conventino medievale, su cui svetta l’imponente campanile romanico che ancora oggi domina e caratterizza il paesaggio urbano, ben visibile anche dalla viabilità principale che scorre verso l’Aeroporto di Fiumicino. Il complesso basilicale è legato al ricordo del martire Ippolito, patrono di Fiumicino, celebrato annualmente il 5 ottobre con una liturgia di commemorazione che si svolge proprio all’interno della basilica paleocristiana.
A rendere certa l’intitolazione della basilica paleocristiana al martire Ippolito è il rinvenimento, negli anni ’70 del Novecento del sarcofago del santo, riportante il nome, il che dà prova documentaria a quella che fino a quel momento era stata un’intitolazione basata sulla tradizione. Negli anni ’70 vennero alla luce anche gli elementi architettonici pertinenti al ciborio, il quale fu rinvenuto smontato e sistemato da una parte già tra il XII e il XIII secolo. Questa è l’epoca cui risale l’ultima frequentazione della basilica. Essa d’altro canto ebbe storia molto lunga: costruita alla fine del IV secolo d.C. fu ampliata tra la fine del V e gli inizi del VI secolo e ulteriormente modificata nell’XI secolo.
Risale al IX secolo il ciborio marmoreo che doveva monumentalizzare l’altare e che oggi è rimontato nel piccolo antiquarium annesso alla basilica, nei locali del Conventino: le lastre che lo compongono sono decorate con tralci di vimini, mentre l’elevato è assicurato da eleganti colonnine lisce e capitelli marmorei. Nell’Antiquarium è conservata anche l’iscrizione che cita il martire Ippolito.
Al XII secolo risale la risistemazione dell’altare in muratura all’interno della basilica, ma anche la costruzione della torre campanaria del futuro conventino che sorgerà accanto alla basilica e che sopravviverà anche quando l’edificio di culto sarà abbandonato. Nel 1753 il cardinale Carafa fa realizzare, per il piccolo oratorio sito nel Conventino, un altare rivestito in finto marmo e dominato da un dipinto raffigurante il martirio di Ippolito.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Veroli, arrestato 48enne per maltrattamenti in famiglia ed estorsione

VEROLI (FROSINONE) (ITALPRESS) – I militari della Stazione Carabinieri di Veroli (FR), in esecuzione ad un’ordinanza emessa dall’Ufficio Esecuzioni Penali del Tribunale di Frosinone, hanno tratto in arresto un 48enne di Frosinone, domiciliato in Veroli. I fatti risalgono a qualche anno fa quando l’uomo, nel comune di Torrice (FR), si rendeva responsabile di maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione e lesioni personali ai danni dei genitori. Oggi, a conclusione dei vari gradi di processo, il prefato, condannato in via definitiva ad una pena detentiva di 3 anni e 4 mesi da scontare in carcere, dopo le formalità di rito è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Frosinone a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Carabinieri Frosinone

Papa Francesco in piazza San Pietro per il Concistoro, 21 nuovi cardinali

ROMA (ITALPRESS) – Sul Sagrato della Basilica di San Pietro, davanti a circa 12 mila fedeli, Papa Francesco ha tenuto il Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di 21 nuovi Cardinali. Una funzione, nel corso della quale si è svolto l’antico rito della imposizione della berretta, della consegna dell’anello e dell’assegnazione del Titolo o della Diaconia nella diocesi di Roma.
Il Collegio cardinalizio sale così a 242 porporati, di cui 137 elettori, cioè sotto gli 80 anni. In caso di Conclave i porporati che entrerebbero ad oggi nella Cappella Sistina l’elezione, sarebbero distribuiti in questo modo: 53 elettori dall’Europa, (il 38%); 39 dalle Americhe; 23 dall’Asia 23; 19 dall’Africa; 3 dall’Oceania. Sono invece 16 gli italiani presenti nel Collegio.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Ex Fiera Roma, siglato accordo per un progetto di riqualificazione

ROMA (ITALPRESS) – Un accordo tra Roma Capitale e il fondo Orchidea srl per la rigenerazione degli spazi dell’ex Fiera di Roma. Il Sindaco Roberto Gualtieri, intervenuto in video conferenza durante l’incontro organizzato in Campidoglio, ha parlato di questa collaborazione, resa possibile a seguito di una delibera della Giunta, che servirà per dare nuova vita e avviare un percorso per la riqualificazione di questo complesso capitolino. Dopo una lunga vicenda, il complesso della ex Fiera è oggi un Ambito a trasformazione ordinaria prevalentemente residenziale denominato “ATO-R ex Fiera”, approvato con variante urbanistica a fine del 2020. Questo lavoro intende recuperare e creare un luogo aperto e integrato con il territorio, favorendo la sinergia con Enti e Istituzioni, a partire dall’Università di Roma Tre, dedicato tra le altre cose alla nascita di un hub per la formazione e la conoscenza al servizio dei cittadini.
Insieme a Gualtieri per la presentazione del progetto hanno partecipato anche l’Assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, Luca Fantin, Amministratore delegato Orchidea srl, Massimiliano Fiorucci, Magnifico Rettore Università Roma Tre, Amedeo Ciaccheri, Presidente Municipio VIII.
“Siamo molto orgogliosi di presentare un risultato importantissimo e molto atteso per la città e per questo quadrante che investe la ex Fiera. Una delle tante ferite incompiute e aperte del tessuto urbano. Uno dei tanti luoghi da rimettere a disposizione della città. Dopo 18 anni possiamo avere una prospettiva che è positiva, con una delibera che dà una svolta decisiva alla riqualificazione della vecchia Fiera che dal 2005 è priva di una funzione, da quando fu decisa la costruzione della nuova Fiera” ha detto Gualtieri. Si tratta di un sito che versa “in una situazione di abbandono, degrado e debiti. Oggi siamo in grado con un lavoro importante di dare attuazione al piano di recupero ATO-R ex Fiera”.
Nel dettaglio il piano mira alla completa trasformazione del sito di via Cristoforo Colombo con la demolizione degli immobili, la loro sostituzione con nuove funzioni pubbliche e private. L’accordo prevede, su un’area complessiva di circa 76mila mq dei quali oltre 12mila di Roma Capitale vincolati a verde pubblico attrezzato, una superficie utile lorda (SUL) di oltre 44mila così suddivisa: 1’80 % (oltre 35mila mg) destinati a uso abitativo, di cui oltre 7mila mq sono vincolati alla realizzazione di housing sociale; il 20% (oltre 8.800mq) destinato a uso non residenziale, di cui circa 6.800mq a servizi direzionali e 2000mq a commerciale. Sono previsti, inoltre, 12.546 mq di verde pubblico (standard minimi dovuti), a cui si sommano circa 12.766 mq di Roma Capitale, lungo la fascia di via Cristoforo Colombo quale dotazione aggiuntiva (extra standard). La dotazione complessiva di verde pubblico attrezzato sarà pari a 25.000 mq (2,5 Ha); 9.471 mq per servizi pubblici; 2.368 mq per parcheggi pubblici e 6.123 mq di parcheggi asserviti all’uso pubblico.
“La prima tappa sarà un Concorso internazionale” ha dichiarato il Sindaco e sarà, come ha precisato l’Assessore Veloccia, a carico del Fondo. Il concorso consisterà nella selezione del Masterplan propedeutico, rivolto ad architetti e urbanisti per la redazione del piano urbanistico esecutivo. Roma Capitale definirà la composizione della Giuria e le caratteristiche della selezione stessa. Il bando per il concorso sarà pubblicato entro la fine del 2023 mentre la comunicazione del progetto vincitore è prevista per la primavera del 2024. Gualtieri ha poi precisato “Non è un semplice recupero di un’area, ma è un recupero con molta qualità. E’ un progetto di recupero incentrato sulla sostenibilità e sui giovani. Quindi un percorso che mostra come gli investimenti privati possono contribuire a migliorare la città. E a integrarsi con gli obiettivi strategici di una città che sia più verde e più inclusiva. Nell’accordo parliamo di un polmone di verde attrezzato di 25mila mq, di un nuovo polo di servizi pubblici di quasi 10mila mq, dedicati soprattutto ai giovani”.
L’intento secondo le parole dell’Ad di Orchidea Fantin è di “chiudere tutta la parte autorizzativa nei prossimi 18 mesi e ottimizzare questo periodo per essere pronti a partire fisicamente con i lavori. La dimensione dell’intervento consente di fare un unico cantiere, che correndo dovrebbe concludersi nell’arco dei successivi 24-26 mesi dalla posa della prima pietra. Dobbiamo essere cauti ma nell’ipotesi che non ci siano sorprese questi sono i tempi realistici” riguardo al valore dell’investimento “da qui alla fine dobbiamo capire l’andamento del mercato delle costruzioni e la ricaduta sui prezzi. L’investimento è sui 200 milioni di euro tra parte privata e pubblica”.

– foto: xl5/Italpress –

(ITALPRESS).