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Milano, I calchi storici delle “Pietà” di Michelangelo a Palazzo Reale

MILANO (ITALPRESS) – Una corrispondenza di “amorosi sensi”, formalizzata in un protocollo d’intesa, quella tra Milano e Firenze, che oggi si rinnova con l’inaugurazione della mostra dedicata alle “Pietà’ di Michelangelo. Per la prima volta nella storia di Milano, i tre calchi storici dell’opera del Buonarroti – la Pietà Bandini di Santa Maria del Fiore a Firenze, la Pietà Rondanini del Castello Sforzesco di Milano e la Pietà Vaticana di San Pietro – sono in mostra da domani e fino all’8 gennaio nella prestigiosa Sala della Cariatidi di Palazzo Reale. Un evento speciale e inedito reso possibile dalla collaborazione tra il capoluogo lombardo, il Comune di Firenze e i Musei Vaticani. La mostra, gratuita, è promossa dalla direzione Cultura di Palazzo Marino e organizzata da Palazzo Reale insieme a Castello Sforzesco. Le tre Pietà, nelle loro repliche di gesso, tornano così a ricongiungersi dopo una prima esposizione nel Duomo di Firenze. “Vorrei sottolineare il piacere di un lavoro comune tra le due città – ha esordito il sindaco di Milano Giuseppe Sala durante la conferenza stampa a Palazzo Reale – non è il primo passo che abbiamo fatto. Io sono stato recentemente a Firenze e gli scambi continueranno. Continueremo in questo percorso che vuole dimostrare che si può fare di più in termini di condivisione del patrimonio. Noi in Italia siamo spesso restii, forse per egoismo, a muovere le opere ma ne vale la pena. Questa mostra è un evento speciale e un grande contributo che vogliamo dare al nostro paese”. “Milano e Firenze – prosegue – sono città che vanno tanto d’accordo e hanno molto in comune, pensate alla moda, da indurre a fare di più. Quello che noi milanesi abbiamo capito è che il turismo si è settato su livelli e modalità che non ci fanno più dire che è la spinta di Expo. Noi dobbiamo considerare di essere ormai diventati una città turistica. L’offerta culturale è la base, poi può venire tuto il resto, i ristoranti, la moda. Continueremo a farlo per i milanesi, ma, in una situazione di ristrettezza economica, collaborando si riescono a afre cose migliori. Grazie Dario Nardella, perchè continui a guardare Milano con occhi amorevoli”. Parola quindi al sindaco di Firenze, collegato da Palazzo Vecchio: “Sono molto dispiaciuto di non poter essere in presenza a causa dello sciopero dei treni. Ecco, a proposito di turismo, occorre che i treni funzionino meglio”, chiosa, per poi parlare della mostra che definisce “un evento di straordinaria importanza”. Nardella sottolinea, come l’omologo milanese, ‘la collaborazione tra le città, che con Sala sindaco si è intensificata moltissimo. Grazie a un protocollo storico e inedito tra sindaci, siamo stati molto operativi e io ringrazio ancora molto il Comune di Milano per l’esposizione, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, del “Quarto Statò di Pellizza da Volpedo”. Quella di oggi, prosegue ‘è una ulteriore tappa di una collaborazione che crescerà ancora di più nei prossimi mesi, siamo già al lavoro per altri eventi che riguarderanno Milano in collaborazione con Firenze”. Non solo: per Nardella si tratta di ‘costruire un modello di fruizione turistica diverso, più sostenibile e fondato sulla qualità. I grandi eventi, per primi, sono la via maestra per costruire una offerta turistica di qualità” dove ‘la cultura è fondamentale”. Peraltro ‘possiamo puntare sull’alta velocità” dato che ‘grandi città come Milano, Firenze Roma e Napoli sono ben collegate da un’arteria che favorisce molto la mobilità”. Milano e Firenze, conclude, ‘sono ora le città più dinamiche d’Europa dal punto di vista dell’attrazione turistica e della creatività, diverse ma complementari, e questo è un punto di forzà. L’allestimento della mostra, spettacolare ed emozionante, è firmato da Massimo Chimenti. Tre lunghi teli, dispiegati per tutta l’altezza della sala e dal grande impatto visivo, fanno da sfondo alle Pietà amplificandone la forte valenza estetica e il senso religioso evocato dallo scultore in tre diverse fasi della sua vita. Il calco della Pietà di San Pietro della Città del Vaticano fu realizzato nel 1975 all’interno del Laboratorio Calchi e Gessi dei Musei Vaticani da Ulderico Grispigni; l’occasione della sua realizzazione giunse in un momento drammatico per la Pietà, ovvero l’atto vandalico del 1972 ai danni della scultura, che resero necessaria la preparazione di un nuovo calco. Il calco della Pietà di Santa Maria del Fiore a Firenze, detta Pietà Bandini, conservato nella collezione della Gipsoteca fiorentina dell’Istituto d’Arte di Porta Romana, risale al 1882 circa e si deve al formatore fiorentino Oronzo Lelli. Il calco della Pietà Rondanini fu commissionato nel 1953 al formatore milanese Cesare Gariboldi, allo scopo di determinare al meglio e in totale sicurezza, durante le prove di allestimento della statua in marmo, l’ubicazione ideale per la scultura, conservata dal 1952 nel Castello Sforzesco. Oggi esposto in mostra dopo una accurata pulitura, è conservato nei depositi del Museo d’Arte Antica. In occasione dell’esposizione è stata promossa un’attenta ricerca documentaria e iconografica sulle tre Pietà, finalizzata a creare un racconto visivo in grado di presentare episodi della storia recente che hanno avuto per protagoniste le sculture michelangiolesche: restauri, allestimenti e trasferimenti immortalati da vive testimonianze come scatti e filmati d’epoca, provenienti da importanti archivi e fototeche italiane che hanno collaborato al progetto. “Grazie ai tre preziosi calchi, questa mostra spettacolare, allestita in una delle più belle sale della città, potrà raccontare ai visitatori l’evoluzione della sensibilità di Michelangelo lungo tutto l’arco della sua vita – dichiara Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano – Sarà una grande emozione poter abbracciare con un solo sguardo tutte le tre Pietà, e il confronto, a Milano, potrà essere integrato dalla visita al Museo della Pietà Rondanini al Castello Sforzesco”. Da giovane Michelangelo realizzò la Pietà Vaticana, scolpendo in tarda maturità la Bandini e la Rondanini. Esempi che raccontano la sensibilità raggiunta dal genio toscano nel corso della sua lunga vita: dal grandioso lavoro giovanile di impronta classicista fino alla scultura non finita degli ultimi suoi giorni. Oltre sessant’anni separano la prima Pietà, la Vaticana, dall’ultima, la Rondanini. A quella Vaticana Michelangelo mise mano nel 1498, appena ventenne. Il contratto richiedeva esplicitamente “una Vergine Maria vestita con Cristo morto, nudo in braccio”. Alla produzione giovanile si affianca quella dell’età matura, che vede Michelangelo molto cambiato come uomo e come artista, in crisi al punto di voler abbandonare la scultura, sua ragione di vita fino ad allora. Il sentimento che domina questi lavori è totalmente differente e lo stile diventa meno ridondante. Quando scolpì la Pietà Bandini, tra il 1547 ed il 1555, Michelangelo Buonarroti era già un uomo anziano che meditava spesso sulla fede, sulla passione di Cristo e sulla sua prossima morte. La storia di questa Pietà è lunga e tormentata. Il marmo, pieno di impurità e troppo duro, non permetteva a Michelangelo di completare l’opera tanto che l’artista arrivò a distruggere un arto del Cristo e poi a prendere a martellate la statua rompendola in più punti. L’ultima Pietà è la Rondanini, un’incompiuta, a cui Michelangelo lavorò fino a poco prima di morire. Il percorso espositivo vuole focalizzare agli occhi dei visitatori tutto questo, ossia il maturare dei sentimenti di uno dei più grandi geni della storia dell’arte, mostrando come un medesimo dramma possa raggiungere esiti così diversi nelle mani di un artista immerso nel tempo e nel divenire dell’ispirazione. Il catalogo, edito da Silvana Editoriale, si avvale dei testi del Comitato Scientifico e dei curatori e presenta importanti saggi e schede relativi alle tre Pietà di Michelangelo.(ITALPRESS).

Photo Credits: Mauro Ranzani.

Elezioni in Lombardia, Fontana “Vertice Cdx dopo il Governo, io candidato”

MILANO (ITALPRESS) – “Assolutamente subito dopo la conclusione del lavoro sul governo”. Lo ha detto Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, a margine della terza giornata del terzo Forum regionale per lo sviluppo sostenibile a Palazzo Lombardia.
a chi gli chiedeva quando ci sarà un vertice della coalizione di centrodestra per prendere decisioni sulle elezioni regionali,
Alla domanda su quale scenario si aspetta in Lombardia dopo la costituzione del nuovo esecutivo, il governatore lombardo ha risposto: “Aspettiamo di leggere tutto quello che verrà deciso, tutte le proposte che il presidente Meloni consegnerà al presidente Mattarella. E poi, come ho già detto, ci sarà la conferma della mia persona come candidato per le prossime elezioni regionali”.
“Le opposizioni o non capiscono o fanno finta di non capire. La nostra legge elettorale funziona benissimo, e lo dimostra il fatto che le nostre legislature si concludono sempre. C’è una parte che amministra e una che fa l’opposizione, forse questo alle opposizioni dà un pò fastidio, ma è così” ha continuato Fontana sul via libera in commissione affari istituzionali alla legge che attribuisce al governatore il potere di indire le elezioni regionali nel ‘rangè temporale fissato dal Viminale.
“Abbiamo semplicemente introdotto queste modifiche recepite già da tutte le Regioni italiane, che nell’ambito della norma nazionale, concede delle forbici prima e dopo la data in cui vennero fatte le precedenti elezioni, in cui sia il presidente della Regione a stabilire il giorno preciso della consultazione. E’ un adeguamento formale o poco più, quindi una polemica come sempre che non ha ragione d’esistere”, ha aggiunto Fontana.

– foto: xb5/Italpress

(ITALPRESS).

Dal 25 ottobre ‘Stomp’ sbarca al Teatro Lirico di Milano

MILANO (ITALPRESS) – L’irresistibile esperienza Stomp arriva sul palco del Teatro Lirico ‘Giorgio Gaber’ di Milano, dal 25 ottobre al 6 novembre 2022. Con la sua combinazione unica di teatro, danza, commedia e percussioni, questa produzione pluripremiata creata a Brighton (Inghilterra) da Luke Cresswell e Steve McNicholas continua a richiamare pubblico in tutto il mondo dopo più di 30 anni di attività e successo nei più importanti festival e teatri del mondo, da Broadway a Parigi, da Los Angeles a Tokyo, in oltre 40 paesi e con più formazioni internazionali fisse.
Diventato ormai un fenomeno globale, Stomp contagerà il pubblico del Lirico con un mix di percussioni, danza, teatro e commedia con una colonna sonora esilarante ispirata al trambusto della vita quotidiana. “Abbiamo sempre amato esibirci per il pubblico milanese – hanno detto Cresswell e McNicholas – e siamo entusiasti di poterlo fare in un teatro di Milano in cui non siamo mai stati prima e che ha una reputazione e un fascino così grande! Non vediamo l’ora di tornare in Italia, la pandemia ci ha tenuti lontani troppo a lungo”. I performers che si esibiranno su uno dei palchi più amati dai milanesi sono 8 (4 uomini 4 donne); il più giovane ha 25 anni e il più ‘anzianò 35. Arrivano da Stati Uniti, Francia, Germania, Inghilterra e Australia e hanno storie e percorsi professionali diversi. Ci saranno anche due pezzi inediti fra quelli che metterà in scena Stomp.Il primo si intitola ‘Suitcases’ e si ispira a quasi 30 anni di viaggi in giro per il mondo con questo spettacolo, osservando le persone che si fanno strada in aeroporti e stazioni ferroviarie con le loro valigie e gli addetti ai bagagli impilare, passare e, a volte, gettare le nostre borse. Il secondo ‘Poltergeist’ si ispira invece a un momento dell’omonimo film horror in cui gli oggetti di uso quotidiano cominciano a volare prendendo vita propria grazie all’abilità dei nostri artisti. Senza trama, personaggi o parole, Stomp porterà sul palco del Lirico di Milano, il suono del nostro tempo, traducendo in una sinfonia intensa e ritmica i rumori e le sonorità della civiltà urbana. Con battiti e percussioni di ogni tipo, i formidabili ballerini-percussionisti-attori- acrobati di Stomp danno voce a comuni oggetti della vita quotidiana: bidoni della spazzatura, pneumatici, lavandini, scope, spazzoloni, riciclandoli a uso della scelta, in un ‘deliriò artistico di ironia travolgente. Stomp trova la bellezza e la musica nel mondo terreno; l’immondizia e il disordine della vita urbana diventano la fonte di ritmo e stupore contagioso. Sfidando continuamente ogni convenzione sui confini di genere, Stomp è danza, teatro e musica insieme. La tournèe procederà poi a Losanna in Svizzera per arrivare a Parigi al Teatro La Cigale. (ITALPRESS).

Photo credits: ufficio stampa Teatro Lirico

Milano, Un murales per la Giornata Mondiale contro il cancro al seno

MILANO (ITALPRESS) – “Love Yourself” è il titolo del murales apparso nel centro di Milano in occasione della giornata mondiale contro il cancro al seno. Si tratta del nuovo street artwork di aleXsandro Palombo, un ritratto di Angelina Jolie con i segni della mastectomia che nulla tolgono alla sua bellezza, un potente messaggio di sensibilizzazione con cui l’artista ha voluto celebrare la forza delle donne e il loro coraggio, e demistificare le cicatrici della mastectomia. L’opera di Palombo è anche un’acuta riflessione sulla società dell’immagine e dell’apparire, che tende a disumanizzare tutto obbligandoci a vivere in un mondo fatto di finzione e perennemente in fuga dalla realtà. L’artista presenta la sua nuova opera nel mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno e non è la prima volta che Palombo tratta la tematica, già nel 2015 aveva realizzato la serie di opere dal titolo “Survivor” divenuta popolare in tutto il mondo, nella quale ha ritratto le eroine dei cartoon come sopravvissute al cancro al seno e con i segni della mastectomia, dalle principesse Disney come Biancaneve, Jasmine, Cenerentola, Ariel, Aurora e Tiana, fino a Marge Simpson, Wonder Woman, Olivia, Wilma Flintstone, Betty Boop e Jessica Rabbit. Anche in quel caso l’intento dell’artista è stato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica alla prevenzione del tumore del seno, una potente riflessone sulla malattia, la mastectomia e i suoi effetti, identità femminile e accettazione e sull’importanza della diagnosi precoce del tumore. Palombo è il pioniere dell’arte sociale, una corrente artistica che ha iniziato a costruire quasi 30 anni fà ed oggi prosegue nel suo percorso di ricerca e sensibilizzazione che si concentra sulla cultura pop, la società, le disuguaglianze, l’inclusione e la diversità, l’etica e i diritti umani. Le sue opere sono un’analisi puntuale della società contemporanea ed attraverso il linguaggio visivo spingono l’osservatore alla riflessione, per sovvertire gli stereotipi sociali, per denunciare e sensibilizzare l’opinione pubblica su questioni di importanza globale. Alcune delle sue opere più celebri sono anche entrate a far parte dei fondi delle collezioni permanenti di autorevoli istituzioni. Tra i suoi lavori più importanti “Just Because I Am a Woman” con i volti delle donne della politica mondiale vittime di violenza, acquisita nel 2021 dal Museo delle Arti Decorative del Louvre di Parigi entrando a far parte dei fondi della collezione nazionale permanente.(ITALPRESS).

Photo Credits: Ufficio stampa Alexsandro Palombo

Milano, Al via lavori del nuovo grande polmone verde “Seimilano”

MILANO (ITALPRESS) – Partiti i lavori di realizzazione del Parco di “SeiMilano”, il progetto di rigenerazione urbana che Borio Mangiarotti e Vàrde Partners stanno realizzando, con un investimento di oltre 250 milioni di euro, su un’area di 330.000 mq fra via Calchi Taeggi e via Bisceglie a Milano, nelle immediate vicinanze della linea 1 della metropolitana. Presenti all’evento di avvio ufficiale dei lavori, con la simbolica posa delle prime piante, l’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano Giancarlo Tancredi, il presidente del Municipio 6 Santo Minniti, l’architetto Enrico Ferrari di Michel Desvigne Paysagiste, l’amministratore Unico di HW Style SrlGiulio Arnoldi e il consigliere delegato Borio Mangiarotti SpA Regina De Albertis. Tra i partecipanti anche una delegazioni di alunni della scuola primaria di via Pisa, uno dei più recenti interventi di edilizia scolastica del quartiere. L’intervento di “SeiMilano”, firmato dallo studio Mario Cucinella Architects (MC A), punta a trasformare la zona sud ovest di Milano in un nuovo quartiere “mixed-use” (residenziale, commerciale e direzionale) con circa 1.200 residenze, in edilizia libera e convenzionata, 30.000 mq di uffici e circa 10.000 mq destinati alle attività commerciali, inserito in un nuovo parco pubblico di 16 ettari progettato da Michel Desvigne Paysagiste. Aperto al pubblico 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e non recintato, il parco sarà terminato entro la fine del 2024; già la prossima primavera, tuttavia, sarà concluso e messo a disposizione dei cittadini un primo lotto, mentre entro l’estate sarà completata la porzione oltre l’Olona. Per il progetto del polmone verde di ” eiMilano”, Desvigne si è ispirato alla rete agricola della Pianura Padana, trasponendone all’interno la tipica trama geometrica e ricomponendo gli elementi identitari del paesaggio rurale in un susseguirsi di corsi d’acqua, rogge, filari alberati, orti e frutteti urbani, insieme a piante ad elevato assorbimento di Co2. Oltre a 4.100 arbusti e 116.000 mq di tappeti erbosi, il parco ospiterà 2.300 alberi ad alto fusto, appartenenti a specie presenti in Lombardia: querce, tigli, noci, frassini, ciliegi, gelsi, magnolie, scelti per la loro capacità di adattamento all’ambiente urbano e per la loro resistenza alle malattie tipiche del territorio. La disposizione del parco, la cui realizzazione è stata affidata alla trentennale esperienza di “HW Style”, favorirà il microclima dell’area grazie al filtraggio dei venti provenienti da sud-ovest, mentre un impianto di irrigazione intelligente consentirà, tramite un sistema di accumulo delle acque piovane, di ridurre al minimo le risorse idriche utilizzate. Pensato per integrarsi con la vita del quartiere e dei suoi abitanti e per favorire le attività all’aperto e a stretto contatto con la natura, il parco ospiterà piste ciclabili, una zona di 15mila mq destinata alla pratica sportiva e un’area cani di 3.000 mq, mentre i bambini avranno a disposizione 4.300 mq di spazi per i giochi e sarà previsto anche un asilo e scuola materna. Sono invece già iniziati i lavori di realizzazione di un Centro di aggregazione multifunzionale (CAM), destinato in parte ai servizi sociali del Comune ed in parte a funzioni collettive, che sarà terminato nella prima metà del 2023. Attualmente il cantiere di SeiMilano vede impegnati circa 300 operai e 20 gru; sono state ultimate le strutture esterne del primo lotto residenziale e degli uffici, che saranno completati nel primo semestre del 2023, e, oltre a quelli del Parco e del CAM, sono stati avviati i lavori del boulevard di collegamento. La vendita delle 524 abitazioni del primo lotto dello sviluppo residenziale, avviata a marzo 2020, ha registrato il sold out. Un risultato record, ottenuto proprio quando la pandemia ha fatto emergere nuove esigenze dell’abitare – appartamenti più grandi e più luminosi, presenza di spazi esterni (giardini privati o condominiali, terrazzi, balconi), cucine abitabili… – che SeiMilano ha saputo anticipare e interpretare al meglio. “Tutto l’intervento di SeiMilano, che sta ridisegnando un quadrante della città, ruota intorno al verde” dichiara Regina De Albertis. “Con l’avvio dei lavori per il parco, il progetto comincia a prendere forma e a svelare il suo volto: una città-giardino sicura, rispettosa dell’ambiente e a misura di persona, in un’ottica di costruzione di comunità”. L’area, spiega ancora De Albertis, era stata comprata nel 2007 dal padre Claudio e a lui lo si vorrebbe dedicare. “L’idea di realizzare un intervento di rigenerazione urbana in quest’ambito era proprio sua, poi ci sono state varie vicissitudini giudiziarie che si sono concluse in un nulla di fatto, purtroppo quando mio padre era già mancato, quindi abbiamo rimesso mano al progetto e ora sta arrivando a conclusione. Sarebbe bello intitolare in suo onore questo parco che andrà beneficio a tutta la città di Milano perchè uno dei suoi cavalli di battaglia era rigenerare gli ambiti periferici della città e questo ne è un esempio strepitoso”. “Un nuovo, ampio parco – commenta l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi – in continuità con quello dei Fontanili e con l’intero sistema dei parchi dell’Ovest di Milano. Quello di SeiMilano, nel suo complesso, è un intervento di dimensioni rilevanti, che prevede anche molti alloggi in edilizia convenzionata, immaginato e realizzato secondo il criterio di elevata qualità dei nuovi progetti urbani che caratterizzano la rigenerazione dei quartieri meno centrali. Pensate – prosegue sottolinenando l’importanza dell’intervento in questa zona della città – che il Parco Sempione è di 350mila mq, abbiamo metà del parco Sempione in una periferia”. “E’ stato un percorso non breve – evidenzia – ma è chiaro che su progetti di questa dimensione si parla di qualche anno”, comunque “un percorso pubblico-privato molto costruttivo e positivo”. Dopodichè è chiaro che “le difficoltà delle crisi energetica hanno ripercussioni anche sui cantieri a Milano, ma interventi come questi dimostrano che la città c’è in tutte le sue componenti”. “SeiMilano” è uno dei 20 nuovi parchi che l’amministrazione, durante gli Stati generali di settimana scorsa al Teatro Lirico, ha annunciato di voler realizzare entro la fine del mandato nel 2027: infatti, “in tutte le aree di rigenerazione più grandi abbiamo una componente di verde importante, questa è una linea che è stata definita con il Piano di governo del territorio e la portiamo avanti ovviamente anche con questo mandato. A breve inauguriamo il parco di Porta Vittoria, l’estensione del parco del Portello, l’estensione del parco di City Life” dice ancora Tancredi andando a memoria, “non sono pochi, e poi avremo una serie di parchi negli scali ferroviari”. Vicenda questa che, si concede un’ultima battuta, dopo la vittoria del ricorso al Tar lombardo, “adesso si sblocca definitivamente e quindi potremo veramente dare il via a molti progetti e a molti cantieri. Per ogni scalo è previsto un parco e uno particolarmente importante è San Cristoforo”, conclude l’assessore. “Il quartiere “SeiMilano” – prende infine la parola il presidente Santo Minniti – crea una nuova centralità nel nostro municipio e concretizza sempre più il completamento della cintura dei parchi dell’Ovest, una rete verde che dal Quartiere Parri arriva fino al Parco Agricolo Sud, passando per ” eiMilano”, le aree verdi di Bisceglie/Giordani e il futuro parco nello Scalo di San Cristoforo. Un sistema parchi che contribuisce a rendere Milano sempre più sostenibile, bella e vivibile”.(ITALPRESS).

Photo Credits: Ufficio stampa “Seimilano”

Auser Lombardia, Tik Tok e università leve per volontariato giovani

MILANO (ITALPRESS) – Piattaforme social come Tik Tok e Instagram possono essere strumenti utili a ingaggiare i giovani verso un impegno attivo nel volontariato. Con l’aiuto di università e istituzioni. E’ quanto emerso oggi al convegno “Progetto Trame. Prospettive sulla comunicazione del Terzo Settore e il dialogo con i giovani”, promosso da Auser Regionale Lombardia – associazione di promozione sociale- a Palazzo delle Stelline a Milano. Molteplici gli interrogativi da cui ha preso le mosse il dibattito su come coinvolgere cittadinanza e giovani, sempre più distratti dal divertimento via social, ma anche messi alla prova dalla pandemia che, da lato, ha rilanciato l’importanza dell’impegno sociale, ma, al contempo, ha diffuso disagio. Al centro dell’attenzione dell’incontro, che ha chiamato a raccolta Terzo Settore e istituzioni, anche temi come l’ invecchiamento della popolazione, denatalità e cambiamenti climatici. “Dal 2019 a oggi, Auser Regionale Lombardia ha realizzato tre progetti denominati “Trame” finalizzati alla costituzione, all’interno della società, di una serie di reti di collaborazione tra grandi e piccole associazioni – ha spiegato Fulvia Colombini, presidente di Auser Regionale Lombardia, aprendo i lavori-. Siamo partiti selezionando otto province della Lombardia, con il coinvolgimento della Regione, per strutturare un sistema di collaborazione attivo sul territorio capace di durare nel tempo”. L’obiettivo, ha aggiunto, “è costruire quei servizi del Welfare di prossimità di cui abbiamo bisogno in un orizzonte ampio, da qui ai prossimi 10 anni”. A raccontare la parte finale del progetto è stato Maurizio Trezzi, docente di comunicazione sociale dell’Università Iulm di Milano, che ha quindi illustrato le iniziative finalizzate al coinvolgimento di studenti universitari. Si tratta del progetto “Io ci sono”, che intende, “presentare il Terzo Settore con modalità e un linguaggio nuovi, capaci di toccare le corde di valori propri dei giovani di oggi, creando, al contempo, occasioni di contatto con cittadini attivi, che, con la loro esperienza, possono essere di esempio”. Sono ad oggi 5 le università che hanno aderito ai progetti: la Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm di Milano, l’Università degli Studi dell’Insubria, l’Università degli Studi Milano Bicocca e Università degli Studi di Milano e il Politecnico di Milano. Il target di Auser è arrivare a coinvolgere tutte le università della Lombardia. In campo, anche il progetto “Comunico dunque sono”, che adattando la citazione del filosofo Cartesio, ‘Cogito Ergo Sum’ (‘Penso dunque sonò), “vuole far capire alle associazioni del Terzo settore che oggi “il ‘farè, in questo caso il volontariato, non può più prescindere dal ‘comunicarè in maniera nuova”, ha osservato Trezzi. Per l’assessore lombardo ai Giovani e Comunicazione di Regione Lombardia, Stefano Bolognini, oggi la necessità è quella di intercettare i giovani nel mondo che amano, quello dei social e usare piattaforme come Tik Tok o Instagram, per rilanciare azioni di volontariato. “Come Regione abbiamo toccato con mano la potenza di questi mezzi di comunicazione, ben diversi da quelli della Pubblica amministrazione: il mio assessorato ha lanciato una campagna di vaccinazione su Tik Tok e abbiamo raggiunto 8,5 milioni di visualizzazioni in poche settimane”, ha riferito Bolognini, evidenziando, tra l’altro, come “oggi ai giovani si rivolgono solo messaggi negativi, seppur importanti, come il contrasto a droga e bullismo, mentre vanno valorizzate le esperienze positive, incluso il volontariato. Esperienze in questo campo- ha concluso l’assessore- devono anche poter servire ai ragazzi per arricchire il loro curriculum con il riconoscimento di crediti formativi”. “Regione Lombardia è al fianco di Auser, che ha sostenuto nei progetti di rete concretizzati in questi mesi”, ha commentato, nel suo intervento, Alessandra Locatelli, assessore alle Politiche Sociali di Regione Lombardia, rivelando: “Tra le tante iniziative, ho apprezzato quella che cita ‘Tu che tipo di volontario sei?”, perchè in ogni persona c’è un volontario, tutti siamo potenziali volontari, e c’è un dono che si può fare agli altri”.(ITALPRESS).

Photo credits: xb5

Per il 63% delle imprese commerciali lo stadio a Milano è rilevante

MILANO (ITALPRESS) – Quanto è rilevante la presenza dello stadio di calcio a Milano per le attività commerciali? Molto nell’area cittadina che comprende San Siro: lo afferma il 63% delle imprese; certamente importante per le attività di tutta la città – lo sostiene il 50% delle imprese; abbastanza importante se si allarga lo sguardo all’hinterland: 43% delle imprese. E’ quanto emerge dal sondaggio, realizzato da Confcommercio Milano in questi giorni di avvio del dibattito pubblico su San Siro (progetto da 1 miliardo e 294 milioni di euro con rilevanti investimenti di terziario e anche di edilizia residenziale), al quale hanno risposto 533 operatori soprattutto di Milano città: in particolare imprese di servizi (20%), dettaglio non alimentare (19%), agenti e rappresentanti di commercio (19%), attività di ristorazione (12%).
Non c’è particolare timore, da parte delle imprese, sull’impatto dei cantieri che serviranno per la costruzione del nuovo stadio e gli interventi viabilistici: soltanto il 30% delle imprese cittadine ritiene che vi potranno essere disagi. La percentuale si alza, 54%, solo se si prendono in considerazione le attività vicine a San Siro che hanno risposto al sondaggio.
Sostanziale equilibrio anche nelle valutazioni sugli effetti che potrà avere il previsto insediamento maxi-insediamento commerciale – 68 mila metri quadrati (al posto dell’attuale stadio Meazza: 359 milioni di euro per la realizzazione del comparto polivalente che contempla l’area commerciale) – con la costruzione del nuovo stadio per le partite di Inter e Milan: nel totale delle risposte al sondaggio il 55% ritiene che verrà danneggiata la propria attività, ma la percentuale scende al 52% per le imprese solo di Milano città e cala ulteriormente al 43% per le imprese vicino a San Siro.
“Siamo molto attenti a quanto accadrà a San Siro – afferma Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano – un investimento di grande rilevanza che dovrà apportare benefici su tutto il territorio milanese. La presenza di uno stadio è di per sè garanzia di attrattività e sviluppo. Ai tavoli che porteranno alla definizione del progetto daremo il nostro contributo per valorizzare commercio, turismo, servizi”.
“Occorrerà equilibrio per tutelare anche le imprese esistenti, portatrici di tradizioni e vissuto nell’area dello stadio. Come gli operatori ambulanti che lavorano vicino a San Siro” sottolinea Barbieri. 90 imprese per le quali Apeca, l’Associazione ambulanti di Confcommercio Milano, chiede garanzie sulla continuazione dell’attività.

– foto: uffico stampa confcommercio Milano

(ITALPRESS).

Milano, Due mostre raccontano la città a 100 anni dalla Marcia su Roma

MILNAO (ITALPRESS) – Nel centenario della marcia su Roma che segnò l’ascesa del fascismo al potere, Milano inaugura, domani e dopodomani, due mostre curate da Fondazione Kuliscioff e Istituto Nazionale Ferruccio Parri in collaborazione con la direzione Cultura del Comune. Rispettivamente allestite al Museo del Risorgimento e a Casa della Memoria, la prima è dedicata proprio alla Marcia su Roma del 28 ottobre 1922 mentre la seconda esplora la figura dell’ultimo sindaco eletto prima del fascismo, Angelo Filippetti. “Fare memoria – ha detto il sindaco Giuseppe Sala aprendo la conferenza stampa ospitata in Sala dell’Orologio a Palazzo Marino – è un dovere civico, ma nella nostra città un pò di più perchè il fascismo è nato qui. La nostra città è sempre un laboratorio, perciò si deve sempre porre attenzione ai segnali e ai cambiamenti. Queste due mostre non vengono in questo periodo casualmente e vanno viste con attenzione ma anche con piacere”. La storia di Filippetti, aggiunge poi, dice dell’identità di Milano: medico ed esponente di primo piano del socialismo milanese, Sala definisce FIlippetti “attivatore di un certo modo di pensare” e “noi siamo figli di sindaci democratici” come lui. “Questo credo democratico – conclude – è una luce che è sempre stata alla base della comunità milanese”. La mostra “La marcia su Roma: Il crollo della democrazia in Italia” (18 ottobre – 11 dicembre 2022), allestita nelle sale espositive del Museo del Risorgimento, illustra al grande pubblico, attraverso l’esposizione di immagini, giornali, manifesti, fotografie e materiale documentario dell’epoca, le origini e l’evolversi dell’episodio storico della marcia su Roma, individuandone i momenti e gli aspetti più rilevanti a partire dagli anni immediatamente precedenti per arrivare agli inizi del regime. Milano è infatti protagonista assoluta di questo affondo storico-scientifico. Se Roma rappresentava il potere nazionale, Milano è stata la culla del fascismo, è la città dove il movimento era nato, dove il Duce ha vissuto molti anni e dove aveva sede, in via Paolo da Cannobio, il suo organo di propaganda, il Popolo d’Italia, fondato da Mussolini dopo la rottura con “l’Avanti!”. Palazzo Marino, poi, fu il primo palazzo di potere che venne espugnato dalla violenza squadrista: il 3 agosto del 1922, pochi mesi prima della marcia su Roma, i fascisti cacciarono da Palazzo Marino la giunta socialista guidata da Angelo Filippetti: una sorta di ‘prova generalè di ciò che sarebbe avvenuto a Roma il 29 ottobre. Il progetto espositivo in Casa della Memoria, dal titolo emblematico “Un sindaco fuori dal Comune: Angelo Filippetti” (19 ottobre – 13 novembre 2022), si concentra proprio su Milano, cercando di far luce sulle metamorfosi politiche e sociali che la città visse tra il 1892 ed il 1922 partendo dalla prospettiva specifica del sindaco Angelo Filippetti, medico, scienziato e socialista. L’archivio dell’ex primo cittadino è stato donato nel 2019 all’Istituto Parri e riordinato grazie al contributo dei Fondazione Aem-Grupo A2A. L’approfondimento sulla sua figura e sulla sua opera sociale e politica, troppo spesso dimenticate, consente uno sguardo inedito sulla storia di Milano, dalla crisi di fine secolo all’avvento del fascismo. “Durante il periodo di apertura delle mostre – ha spiegato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi – sono in programma visite guidate, laboratori didattici, incontri pubblici con storici e studiosi, in modo da raccontare gli eventi che portarono al tragico trionfo del fascismo e della fine della democrazia in Italia. Temi attuali, perchè la democrazia è sempre un bene delicato, di cui prendersi cura e la memoria è uno strumento fondamentale per farlo. Sapere come crollò la democrazia è un modo per proteggerla oggi e domani”. Le due mostre, autonome ma strettamente connesse, si avvalgono degli archivi di Fondazione Anna Kuliscioff e Istituto nazionale Ferruccio Parri e della collaborazione dei rispettivi comitati scientifici. Entrambi i progetti fanno parte del palinsesto “Milano è Memoria”, il programma avviato dal Comune di Milano per rinsaldare e promuovere la conoscenza delle figure e degli eventi più significativi della storia cittadina. “La marcia su Roma: Il crollo della democrazia in Italia” sarà inaugurata domani 18 ottobre alle ore 17.30. Una guida/catalogo verrà distribuita gratuitamente ai visitatori. “Un sindaco fuori dal Comune: Angelo Filippetti” invece aprirà il 19 ottobre alle ore 19. L’ingresso a entrambe le mostre è libero e gratuito. (ITALPRESS).

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