Home Lombardia Pagina 248

Lombardia

Milano, nuova Beic a Porta Vittoria, due navate immerse nel verde

MILANO (ITALPRESS) – Non più una biblioteca tradizionale, dove custodire i tesori di una cultura già consolidata, piuttosto un laboratorio per produrre cultura contemporanea. La nuova Beic – Biblioteca Europea di Informazione e Cultura – intende innovare i significati tradizionalmente attribuiti al termine, a partire dall’involucro. Compatto, semplice e sobrio, pensato per la massima efficienza energetica e acustica, sarà composto da due volumi principali uniti al piano terra, due navate a sezione trapezoidale interamente rivestite in metallo e vetro, a comporre una figura esplicitamente industriale, tra la serra, la stazione e la fabbrica, armonico rispetto all’ambiente in cui è inserito. E’ stato presentato questa mattina a Palazzo Marino, alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala e del presidente della fondazione Beic Francesco Paolo Tronca, il progetto vincitore del concorso internazionale per la realizzazione del polo culturale di nuova generazione a Porta Vittoria, che diventerà il centro funzionale dell’intero sistema bibliotecario dell’area metropolitana milanese. A firmarlo, è il raggruppamento italiano formato dai progettisti Angelo Raffaele Lunati (capogruppo con Onsitestudio), Manuela Fantini, Marcello Cerea, Giacomo Summa, Francesca Benedetto, Luca Gallizioli, Giancarlo Floridi, Davide Masserini, Antonio Danesi, dai consulenti Silvestre Mistretta, Giuseppe Zaffino, Fabrizio Pignoloni e dalla collaboratrice Florencia Collo. Il concorso internazionale, in un unico grado a procedura aperta e in forma anonima, è stato pubblicato sulla piattaforma Concorrimi lo scorso 25 marzo e si è chiuso il 22 giugno con la consegna di 44 elaborati. Il progetto della nuova Beic conta su un finanziamento di 101.574 milioni già previsti nel bilancio dello Stato nell’ambito del Pnrr, che potrà essere integrato con ulteriori risorse pubbliche o private. Nessuna possibilità, però, per il sindaco, di rivedere un aggiustamento al rialzo dei fondi, assecondando le richieste della fondazione Beic che ha più volte stimato nell’ordine dei 170 milioni le risorse necessarie per costruire il patrimonio librario e digitale, oltre all’edificio. Dopo la consegna dei progetti definitivi ed esecutivi, si potrà procedere alla gara d’appalto e quindi all’avvio dei lavori veri e propri, in calendario a partire dal 2024 per terminare entro il 2026. “Il progetto – si legge tra le motivazioni della Commissione giudicatrice, che ha svolto il lavoro di valutazione degli elaborati, selezionando 5 tra le 44 proposte progettuali arrivate per l’unico grado del concorso – risponde al contesto urbano, alla complessità del programma funzionale e ai valori di pregnanza formale e sostenibilità ambientale richiesti dal tema con una soluzione semplice e convincente da tutti i punti di vista”. La commissione, presieduta da Stefano Boeri, componente rappresentante della fondazione Beic, era formata anche da Jocelyn Helen Froimovich Hes, rappresentante dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano, da Rosa Maiello e Cino Zucchi in rappresentanza del Comune di Milano, da Jhionny Pellicciotta per l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. L’area interessata, ora in disuso e sottratta all’utilizzo pubblico, è quella che insiste tra viale Molise a est, via Cervignano a ovest con la fermata del passante ferroviario, via Monte Ortigara a sud e un complesso residenziale di recente costruzione a nord. Poco oltre, un altro pezzo di città in via di radicale trasformazione, quello dell’ex Macello. Il nuovo edificio, molto razionale soprattutto per la chiarezza distributiva degli spazi, avrà una superficie complessiva di circa 30mila mq e sarà localizzato nella parte sud del lotto, verso via Monte Ortigara, lasciandone quindi buona parte libera a verde per la realizzazione di una nuova, ampia piazza alberata. Il progetto di realizzazione si sviluppa sulla base di quattro essenziali direttrici: una forte integrazione tra dimensione fisica e digitale; un nuovo punto di equilibrio tra fruizione e produzione culturale; un inedito ruolo per le collezioni; l’utente al centro. Il grande corridoio verde del nuovo parco pubblico contiguo di quasi 30mila mq, sul quale la nuova Beic affaccerà e con il quale formerà un unicum di orizzonti e fruibilità, porterà a nord alla piazza, da cui si diramano i principali accessi ai volumi. All’ingresso, accessibile a tutti, quella che viene chiamata la promenade e che arriva in una spaziosa sala a pianta rettangolare inondata di luce, alta 8 metri e popolata da padiglioni con spazi espositivi, commerciali, una caffetteria e le stazioni di restituzione dei volumi, uno spazio che attraversa l’edificio in tutta la sua lunghezza. Da qui si apre la biblioteca vera e propria per la consultazione, lo studio, la lettura: concepita come un luogo di produzione culturale, di espressione della creatività, di sviluppo delle capacità critiche, sarà una sorta di piattaforma aperta, adatta a favorire il protagonismo dei cittadini e a coinvolgere la comunità. Il piano terra sarà uno spazio aperto, e sosterrà i due volumi principali, identici, di 27 x 75 metri di impronta a terra e 33 metri di altezza, per 6 piani fuori terra oltre a 2 interrati. Al vetro e metallo dell’esterno, si aggiungeranno all’interno elementi in legno. Si connetterà con il terzo padiglione che conterrà l’Imaginarium, la parte articolata su due livelli interamente dedicata ai bambini e pensata anche per ospitare giochi, esperimenti didattici, rappresentazioni, e l’Auditorium, una sala interrata raggiungibile con ascensori o attraverso una scala a volume cilindrico, che potrà accogliere 300 persone per conferenze, concerti, spettacoli e incontri pubblici, e garantirà le migliori condizioni acustiche. In uno dei volumi principali, quello a nord, si svilupperà il Forum, un luogo anch’esso per la consultazione dei volumi ma dotato di sale polifunzionali e quindi aperto anche a chi non frequenta la biblioteca per motivi di studio. L’altro volume ospiterà invece i Dipartimenti, le aree con le sezioni documentali, comprese quelle digitali, articolate per argomenti, le collezioni e le sale di lettura, oltre agli uffici, le sale riunioni, le postazioni di lavoro.Alla sua sommità, il volume a nord culminerà con una grande serra, quello a sud si aprirà in una terrazza dove troverà spazio la sala di lettura aperta tutto il giorno. Il deposito robotizzato sarà interrato al centro dell’edificio, progettato per accogliere 2,5 milioni di volumi e servire tutte le parti della biblioteca, protetto dalla luce naturale e sigillato per garantire la protezione antincendio e ridurre al minimo la penetrazione delle polveri. La localizzazione urbana della nuova Beic, individuata già nel 2001 nell’area dell’ex stazione di Porta Vittoria, è baricentrica rispetto alle principali sedi universitarie, collocata sulla fermata Porta Vittoria del passante ferroviario, vicina alla prossima fermata Dateo della nuova linea metropolitana M4 che congiungerà il centro della città con l’aeroporto di Linate, e dunque connessa con le linee metropolitane e ferroviarie regionali.
(ITALPRESS).

photo credits: xa1

Fontana nel Comasco e nel Lecchese “Investire per rendere territori attrattivi”

MILANO (ITALPRESS) – Verificare di persona il risultato degli investimenti regionali e ascoltare le istanze territoriali, così da proseguire con determinazione il lavoro per valorizzare le cosiddette ‘Aree Internè della Lombardia. Questi gli obiettivi della visita del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, nei territori lariani ricompresi in due ‘Aree Internè: ‘Alto Lago di Como e Valli del Lariò e ‘Lario Intelvese e Valli Lario Ceresiò. Presenti tra gli altri Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni, il sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega ai Rapporti con il Consiglio regionale, Fabrizio Turba, e il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi. “La strategia delle Aree Interne – ha detto il presidente Fontana – ci permette di intervenire su territori splendidi ma caratterizzati da isolamento geografico e fragilità economiche e demografiche. I fondi che mettiamo a disposizione contribuiranno a sviluppare e potenziare l’attrattività di queste aree, facendo sistema con altre iniziative già progettate o presentate, in modo da ottimizzare l’impiego di risorse e offrire risposte concrete e in tempi certi ai cittadini. La Lombardia come Smartland è il nostro punto di arrivo: diffusa digitalizzazione, sviluppo della competitività per tutti i territori, anche quelli che ora non esprimono al meglio le proprie potenzialità”. “Interventi come il ripristino della funivia di Argegno-Pigra – ha chiarito il governatore – e la riqualificazione dei borghi storici segnalano la vicinanza della Regione a realtà preziose e uniche come queste, che davvero meritano di essere visitate e conosciute. La testimonianza di come i fondi regionali e il Piano Lombardia in particolare, incidano positivamente e concretamente sui territori”. Il governatore nel corso della giornata ha presentato ai sindaci e ai rappresentanti degli enti locali l’Agenda del Controesodo e la Strategia delle Aree Interne, un programma di rilancio finanziato con 196 milioni di euro di risorse europee e regionali (circa 14 milioni per ciascuna delle 14 Aree Interne). Per l’elaborazione della Strategia Aree Interne, Regione Lombardia potrà contare sulla collaborazione del Politecnico di Milano, che metterà a disposizione le proprie professionalità tecnico-scientifiche e su un accordo con Anci Lombardia per realizzare centri di competenza che aiutino gli enti locali a concretizzare gli interventi progettati. La giornata di lavoro del presidente Fontana è iniziata con una visita alla funivia Argegno-Pigra, riattivata grazie ai fondi messi a disposizione da Regione Lombardia. L’impianto riveste una grande importanza per il settore turistico e per la mobilità dei residenti, assicurando un collegamento tra la Valle d’Intelvi e il lago. Regione ha finanziato la messa in sicurezza e interventi di riqualificazione dell’impianto a fune. “Ho voluto compiere – ha affermato Fontana – il viaggio sull’impianto a fune da cui si gode di una vista straordinaria sul lago e sulle montagne lariane: terre di fascino che costituiscono un’ottima opportunità anche per il cosiddetto turismo di prossimità, nel weekend o, nei mesi estivi, qualche giorno infrasettimanale da dedicare alla tranquillità e alla bellezza”. Il Piano Lombardia, varato dal presidente Fontana, ha finanziato i lavori di sistemazione dell’edificio Funivia e dell’area circostante e interventi per abbattere le barriere architettoniche nella stazione di valle ad Argegno. Complessivamente, l’investimento regionale per la funivia è stato di oltre 327.000 euro. La visita del governatore è proseguita con una tappa al borgo storico di Pigra, oggetto di importanti interventi di riqualificazione e valorizzazione turistico culturale, con finanziamenti del Piano Lombardia per 845.000 euro, con 20.000 per la sistemazione interna del Municipio. Tappa anche al centro sportivo di Pigra che è stato riqualificato realizzando, in particolare, campo da tennis e da bocce, aree verdi attrezzate e altri servizi, tra cui il noleggio mountain bike: il tutto grazie a uno stanziamento di 345.000 euro del Fondo Valli Prealpine, comprensivo di un finanziamento regionale 172.500 euro. Il presidente Fontana ha effettuato poi un sopralluogo al cantiere Anas per la realizzazione della Variante alla Tremezzina, opera che ha beneficiato anche di un finanziamento di 190 milioni di euro derivanti dal Patto per la Lombardia. A queste risorse si era aggiunto uno stanziamento regionale di 1,6 milioni per la progettazione definitiva. Il cantiere procede regolarmente. La Variante alla Tremezzina consiste in una nuova arteria di 9,8 km, di cui 7,8 in galleria, che costituirà l’alternativa al percorso della SS340 ‘Reginà nei Comuni di Colonno, Sala Comacina, Tremezzina e Griante. L’itinerario attuale è infatti caratterizzato da difficoltà di transito per numerosi restringimenti nella tratta tra Colonno e Ossuccio. “La Variante alla Tremezzina è fondamentale – ha sottolineato Fontana – per risolvere le criticità viabilistiche di questa zona del Lario. L’infrastruttura è fortemente voluta da Regione Lombardia e ho ribadito ad Anas quanto sia importante procedere speditamente verso l’obiettivo finale. Parliamo di una delle opere più rilevanti tra quelle in corso di realizzazione a livello lombardo: continueremo a monitorare l’andamento dei lavori, il territorio ha assoluta necessità di vedere realizzata questa arteria”. Oltre 400 scafi storici fra barche a remi, gondole, barche da pesca, caccia e contrabbando, motoscafi entrobordo e fuoribordo, vaporetti per trasporto passeggeri, catamarani da competizione, barche a vela, antichi barconi da lavoro. In esposizione al Museo Barca Lariana di Pianello del Lario (CO) anche 300 motori e migliaia di oggetti attinenti alla costruzione e all’uso delle imbarcazioni. Un patrimonio unico al mondo. Nelle sale e nei magazzini museali che trovano spazio presso una splendida filanda ottocentesca, il Museo, interessante esempio di archeologia industriale di fine ‘800, è stato oggetto di un’importante operazione di restauro strutturale e funzionale, intrapreso per offrire ai visitatori la fruizione di spazi polifunzionali, insieme espositivi, didattici e ricreativi.
Finanziato dai Fondi Emblematici Maggiori di Fondazione Cariplo, il Museo della barca lariana rientra nella rete culturale di Make Como. Un’attrazione turistica non solo per chi sceglie di trascorrere qualche giorno di vacanza sul lago ma anche un’occasione di approfondimento storico e culturale per le scuole e gli istituti che intendono includere la visita al Museo e alle sue collezioni a percorsi didattici e professionalizzanti. Per valorizzare questo patrimonio, è prevista la graduale digitalizzazione dell’intero materiale d’archivio anche in convenzione con università e centri di ricerca e la promozione di lavori e studi sulla nautica. Con il Piano Lombardia, la Regione ha finanziato il progetto che completa la viabilità pedonale con 140 mila euro.
(ITALPRESS).

– foto Ufficio Stampa Regione Lobardia –

Welfare, Moratti “Prosegue opera di valorizzazione infermieri”

MILANO (ITALPRESS) – “Welfare” di Regione Lombardia pioniere in tema di supporto alle professioni infermieristiche e sanitarie in genere, al fine di valorizzare i professionisti sanitari delle strutture pubbliche, tra i meno retribuiti d’Europa. Obiettivo, permettere loro di poter esercitare anche in regime di libera professione. Un impegno concreto che la vicepresidente ed assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, intende perseguire con impegno e convinzione. “La Regione ha investito sugli infermieri di famiglia – spiega Letizia Moratti – autorizzando le 1.600 assunzioni previste dal DL 34/2020, assegnando le necessarie risorse. Nel 2020 e a inizio 2021 i concorsi hanno subìto rallentamenti causa Covid, ma ora sono pienamente ripresi. In Lombardia risultano già in servizio ben 1.039 infermieri di famiglia. Le nostre aziende sanitarie su mio impulso stanno tuttora reclutando, anche in previsione dell’incremento degli infermieri di famiglia previsto dal DM 77”.
Un trend che ha visto aumentare il personale infermieristico negli organici del servizio sanitario pubblico regionale lombardo in maniera significativa. “Siamo passati da 39.650 a 41.357 infermieri dipendenti – rimarca Letizia Moratti – il che significa che oltre ai più di mille infermieri di famiglia ci sono 668 infermieri ospedalieri in più rispetto al 2019”.
Regione Lombardia, inoltre, secondo precise direttive dell’Assessorato e della Direzione generale Welfare, sta investendo su tutto il settore delle professioni sanitarie anche a livello organizzativo. Le linee guida Poas (Piani di Organizzazione Aziendale Strategici) hanno infatti disposto che in ogni azienda sociosanitaria pubblica sia prevista una struttura complessa responsabile delle professioni sanitarie. I dirigenti infermieri, similmente agli altri dirigenti delle professioni sanitarie, potranno altresì accedere agli avvisi per direttori di distretto. “Per quanto riguarda il settore privato – conclude la vicepresidente Moratti – si sta sperimentando un’avanzata modalità di collaborazione tra Operatori socio sanitari (Oss) ed infermieri, nell’ ottica di una migliore assistenza al paziente e di una migliore organizzazione del servizio”.
(ITALPRESS).

– foto Ufficio Stampa Regione Lombardia –

Covid, in Lombardia 12.646 nuovi casi e 29 decessi

MILANO (ITALPRESS) – Sono 12.646 i nuovi casi di Covid registrati
oggi in Lombardia, a fronte di 54.485 tamponi effettuati, di cui è risultato positivo il 23,2%. I decessi avvenuti nelle ultime 24 ore sono 29 persone che porta il nuero complessivo a 40.952 decessi. Due nuovi ricoveri in terapia intensiva per un totale di 27. Aumentano di 44 unità anche i ricoveri ordinari. Per quanto riguarda le province: a Milano i nuovi casi sono 4.216. Brescia (1.599), Monza e Brianza (1.076), Bergamo (1.026), Varese (1.020), Pavia (823), Como (640), Mantova (559), Cremona (440), Lecco (337), Lodi (304) e Sondrio (186).

– foto: agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).

Milano-Cortina 2026, esposta a Palazzo Marino bandiera olimpica

MILANO (ITALPRESS) – Le bandiere delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi sono da oggi esposte a Palazzo Marino. A svelarle, questa mattina nella Sala dell’Orologio, sono stati l’assessore allo Sport Turismo e Politiche Giovanili Martina Riva e il sottosegretario alla Presidenza con delega allo Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi di Regione Lombardia Antonio Rossi. Le bandiere sono custodite in due teche di 2 metri per 3, appese alle pareti della sala. Qui resteranno fino al trasferimento nella città che ospiterà i Giochi Olimpici Invernali 2030, al termine della Cerimonia di chiusura di Milano-Cortina 2026. “E’ emozionante vedere esposte le bandiere dei Giochi Olimpici e Paralimpici a Palazzo Marino – ha commentato l’Assessora allo Sport Turismo e Politiche Giovanili Martina Riva -. I valori universali di rispetto e inclusione che i cerchi e gli ‘agitos’ rappresentano saranno da guida e sprone nel percorso che ci porterà alle Olimpiadi Invernali 2026: Milano c’è e farà del suo meglio per onorare l’importante compito di organizzare questo straordinario evento internazionale”. “Le bandiere rappresentano l’impegno concreto di quello che significherà ospitare i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. I cinque cerchi e gli ‘agitos’ simboleggiano l’Unione degli atleti di tutto il mondo attraverso lo sport che diviene strumento per creare una realtà più inclusiva e pacifica – ha aggiunto il Sottosegretario alla Presidenza con delega allo Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi di Regione Lombardia Antonio Rossi -. I Giochi Olimpici rappresentano un’opportunità importante per la valorizzazione turistica ed economica del nostro territorio e del Paese intero. Inoltre, aiuteranno a proiettare la Lombardia nel futuro, migliorando la qualità della vita dei suoi abitanti e assegnandole un ruolo di leadership in Italia e in Europa”. I cittadini di Milano e i turisti potranno ammirare le bandiere nel corso delle visite guidate a Palazzo Marino, che includono una tappa in Sala dell’Orologio. La bandiera Olimpica è stata consegnata al Sindaco di Milano Giuseppe Sala e all’allora Sindaco di Cortina d’Ampezzo Gianpietro Ghedina, in occasione della Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino, il 20 febbraio scorso; la bandiera Paralimpica è stata ricevuta dalla vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo nel corso della Cerimonia di Chiusura dei Giochi Paralimpici Invernali 2022, lo scorso 13 marzo. (ITALPRESS).

Photo credits: Ufficio Stampa Comune di Milano

Sicurezza, A Milano 67 nuovi “ghisa” su 500, in strada entro novembre

MILANO (ITALPRESS) – Oggi entrano in Polizia locale 67 nuovi agenti e ufficiali. La cerimonia d’ingresso si è svolta questa mattina al Comando di via Beccaria alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala, dell’assessore alla Sicurezza Marco Granelli e del Comandante della Polizia locale Marco Ciacci. Tra gli assunti, oltre ai nuovi ingressi, si aggiungono 23 agenti promossi ufficiali. Quello di oggi infatti è il primo blocco dei 500 nuovi vigili che il Comune di Milano si è impegnato ad assumere entro fine mandato, nel 2027. Un obiettivo realistico, che anzi, sarà “certamente” raggiunto, a patto di “lavorare giorno per giorno”, ha detto Granelli parlando ai cronisti, aggiungendo poi che i 91 nuovi ghisa di oggi saranno in strada già a partire dall’autunno, entro novembre. Intanto, entro il 5 settembre il primo gruppo di assunzioni sarà completato raggiungendo il numero complessivo di 120, mentre a novembre saranno assunti altri 120 agenti e nel 2023 ulteriori 260 vigili con un concorso che sarà bandito il prossimo autunno. Fra gli obiettivi rivendicati oggi dall’amministrazione anche il ricambio generazionale nel corpo, con l’abbassamento dell’età media dei vigili che, al momento, è superiore ai 50 anni. Le assunzioni, infatti, riguardano giovani con un’età media intorno ai 30 anni, il 50% ne ha meno di 30, il 40% tra 30 e 39 e solo il 10% supera i 40 anni. Giovani anche gli ufficiali, con un’età media che non arriva ai 37 anni. Per le reclute inizia questo pomeriggio la formazione alla scuola del corpo, tre mesi per gli agenti e due per gli ufficiali, che li porterà in servizio dopo un percorso di attività in aula e sul campo, al lavoro con agenti e ufficiali più esperti, per imparare come meglio svolgere il proprio compito, coordinati da ufficiali, centrale operativa, gruppi specialistici. “Spero che abbiate nel vostro modo di essere ghisa la volontà di dover migliorare ed essere formati continuamente. E l’altra cosa che spero ardentemente è che abbiate il piacere di stare per strada, abbiamo bisogno di donne e uomini che amino farlo e che amino stare vicino ai cittadini” ha detto il sindaco Sala nel suo discorso ai nuovi vigili. “Dobbiamo lavorare per dare il giusto senso di sicurezza e cura alla comunità in cui viviamo”, ha proseguito, perciò “vi invito a sentire la passione di essere nella comunità per la comunità” consapevoli che “un ascolto o un sorriso” rivolto al cittadino “non sono in contraddizione con la figura del vigile. C’è molto da fare – ha concluso – ma siete inseriti in una comunità che rispetta il vostro lavoro e che vi aiuterà”. “Voi siete il volto gentile di un’organizzazione, la preparazione e l’educazione saranno la vostra forza – ha salutato il Comandante della Polizia locale Marco Ciacci – Oggi è una bella giornata per la Polizia locale perchè con i nuovi agenti e ufficiali sapremo rispondere meglio e con maggiore efficacia alle richieste dei cittadini. Una sempre migliore organizzazione della Polizia locale tiene conto della diversificazione e dell’ampliamento degli orari della città e dei luoghi di aggregazione, del mutare delle esigenze e della necessità di rimodulare continuamente i servizi. Imprescindibile per l’efficacia del controllo del territorio, oltre alla grande collaborazione con tutte le forze dell’ordine, anche la tecnologia e la formazione per gestire sempre meglio le attività e dare le giuste tutele a chi opera sul campo. Il mio augurio a questi uomini e donne che entrano a far parte del corpo della Polizia locale di Milano è di aggiungere all’entusiasmo che vedo oggi la competenza e soprattutto la grande esperienza che dà la strada”. “Con il potenziamento del Corpo della Polizia locale sarà possibile avere più pattuglie in strada anche di sera e di notte – dichiara l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli – più servizi adeguati alle necessità, più presenza nei quartieri per il contrasto al degrado e alla microcriminalità, gestire meglio la mobilità cittadina con maggiori livelli di sicurezza stradale, vigilare su appalti e cantieri a fronte di un periodo di grandi lavori per la riqualificazione della città e in vista degli investimenti previsti dal Pnrr e delle prossime Olimpiadi. Chiedo ai nuovi agenti e ufficiali di essere al servizio di Milano e dei suoi cittadini e di portare la propria divisa in ogni strada con orgoglio e un pò di umiltà”. “La Polizia locale ha un ruolo di grande responsabilità: anteporre il benessere del cittadino, garantire la sicurezza di ognuno di noi e mantenere l’ordine nei quartieri di questa grande città – dichiara l’assessora alle Risorse umane Alessia Cappello – Stiamo vivendo un periodo storico particolarmente complesso, con inevitabili ricadute su tutti noi. Ecco perchè le donne e gli uomini che entrano a far parte della Polizia locale di Milano hanno un ruolo chiave per il buon funzionamento della città” incarnandone “un punto di riferimento”.

Photo credits xa1

Milano, un Protocollo per rendere lo sport strumento recupero minori

Fuoriuscita dal circuito penale, recupero e reinserimento sociale del minore sottoposto a procedimento penale attraverso l’attività sportiva, come modalità alternativa di svolgimento della sospensione e messa alla prova. Questi sono i principi ispiratori del protocollo firmato dal presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano, Maria Carla Gatto, dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, Ciro Cascone, dal Dirigente del Centro per la Giustizia Minorile per la Lombardia, Francesca Perrini, dal presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Vinicio Nardo e dal presidente del Coni Lombardia, Marco Riva. L’iniziativa nasce da un’idea della Commissione Diritto dello Sport dell’Ordine degli Avvocati di Milano e trae spunto da un analogo progetto elaborato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma. L’iniziativa ha l’obiettivo in particolare di offrire a minori e giovani adulti sottoposti a procedimento penale minorile l’opportunità di sperimentare l’attività sportiva che, nei suoi aspetti formativi educativi e partecipativi, a livello agonistico e non agonistico, può rappresentare un ambito di recupero e reinserimento sociale. Lo sport è un formidabile veicolo di trasmissione di valori positivi poichè è improntato ai principi di lealtà, correttezza e probità e tutti i soggetti che lo praticano sono tenuti a conformare i loro comportamenti a questi principi inderogabili e alle regole che li esprimono. L’attività sportiva, quindi, si svolge attraverso il rispetto di regole che consentono la sperimentazione e l’acquisizione di comportamenti virtuosi in quanto rispettosi di sè, dell’altro e dei contesti in cui si esercitano. In quest’ottica l’impegno “di squadra” del Tribunale per i Minorenni, dell’avvocato difensore, del minore sottoposto a procedimento e, naturalmente, della società sportiva presso la quale si svolgerà l’attività scelta, potrà condurre all’esito del positivo percorso della messa alla prova, al proscioglimento del minore. Il protocollo firmato e presentato oggi presso il Tribunale per i Minorenni nasce da questi obiettivi e rappresenta uno dei possibili percorsi innovativi per recuperare alla società ragazzi che attraverso lo sport possono dimostrare un cambiamento tangibile della loro relazione con la comunità alla quale appartengono. “Questo protocollo – afferma la Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano – costituisce un esempio di collaborazione pubblico/privato per rendere più efficace l’intervento educativo per i ragazzi entrati nel circuito penale e guarda allo sport come mezzo per contrastare l’isolamento e la stigmatizzazione sociale rafforzando il ponte tra il “dentro” e il “fuori”. Lo sport e il gioco di squadra, oltre a diffondere i valori della solidarietà, della lealtà, del rispetto della persona e delle regole, che sono principi fondanti di ogni società sana, sono anche straordinari strumenti per costruire competenze trasferibili in altri contesti di vita e quindi sono fondamentali nell’avvio e nel consolidamento del percorso di responsabilizzazione e di crescita personale del minore autore di reato”. “L’importante non è sempre vincere ma saper partecipare – ha commentato la vicepresidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Paola Boccardi -. E’ uno dei principi che cerchiamo di insegnare ai nostri ragazzi. Fare sport non significa solo tenersi in forma o essere competitivi, significa soprattutto imparare una disciplina, fare proprie le regole del gioco, saper condividere un percorso di squadra, avere rispetto per i propri avversari, esattamente come nel quotidiano è indispensabile avere rispetto per la comunità alla quale apparteniamo. Queste regole rappresentano l’essenza di ogni percorso di recupero dei minori, percorso che non ha la sola finalità di farli uscire dal circuito penale ma si prefigge di indirizzarli verso una nuova vita. Magic Johnson, noto campione di basket americano, diceva “non chiederti cosa i tuoi compagni di squadra possono fare per te. Chiediti cosa tu puoi fare per i tuoi compagni di squadra”. Ed è questa è la strada che vogliamo percorrere da oggi con tanti ragazzi”. “Uno degli scopi del Movimento Olimpico è costruire un mondo migliore tramite lo sport – afferma il presidente del Coni Lombardia, Marco Riva -. Lo sport da sempre costituisce uno straordinario strumento educativo e di integrazione poichè parla un linguaggio universale ed è un mezzo per facilitare la socializzazione e l’instaurarsi di relazioni forti tra le persone, nella condivisione e nel rispetto di regole. Valgono a tal proposito le parole di Nelson Mandela, che affermava: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono. Lo sport ha il potere di creare speranza dove c’è disperazione”. “Aprire tramite la collaborazione degli Organismi Sportivi a percorsi di formazione a cui possano accedere minori e giovani adulti sottoposti a procedimento penale, vuole dire dare strade ed opportunità, affermando la possibilità di rieducazione e di quanto si possa credere fortemente che ciascuno abbia la forza anche laddove una volta sia caduto di rialzarsi e ripartire. Per guardare al futuro con fiducia. Per costruire un futuro per la nostra comunità. Per lasciare un’eredità importante alle future generazioni. Insieme. Viva lo Sport” aggiunge. (ITALPRESS).

Photo credits: ufficio stampa Ordine Avvocati di Milano

Ambiente, Sala accelera su mobilità e logistica “cambiare rapidamente”

Quello attuale, secondo il sindaco di Milano Giuseppe Sala, è un momento quanto mai “propizio” per affrontare la sfida della transizione ambientale dal lato della logistica, specie di prossimità, e della mobilità. Propizio perchè reso “urgente” dalle conseguenze delle continue emergenze, tra pandemia, guerra e inflazione, ma propizio anche perchè alimentato da un’inedita consapevolezza che “dobbiamo cambiare rapidamente” stili di vita e politiche. Il primo cittadino – che ieri ha annunciato di voler riunire la città, in settembre, per presentare i nuovi progetti della giunta sul alcuni assi di sviluppo urbanistico, in primis la mobilità – ha condiviso le sue considerazioni all’appuntamento “Mims incontra gli stakeholders della mobilità e della logistica – I fabbisogni logistici delle filiere produttive”, tuttora in corso al piano binari della Stazione Centrale. Parlando di ambiente – per di più all’indomani della tragedia della Marmolada a cui la mente del sindaco è andata durante un punto stampa coi cronisti – “la logistica e la mobilità giocano un ruolo fondamentale. Bisogna coinvolgere gli operatori del mondo della logistica per far evolvere il sistema e far procedere la decarbonizzazione”. A Milano, prosegue, “è cambiato tantissimo il settore, stiamo parlando di 7-8mila imprese tra grandi e piccole, di cui quasi il 50% nato dopo il 2010”. Un segno, secondo Sala, “di come ormai la logistica sia diventata parte fondamentale della nostra vita per come ci muoviamo, consumiamo e generiamo impatti economici ma soprattutto per l’opportunità di favorire la questione ambientale”. Su questo, sottolinea, la politica deve fare la sua parte stando “in relazione con I sistemi produttivi e dei servizi”. Anche per Milano, infatti, in un’ottica di policentrismo, “è tempo di intensificare le cose su logistica di prossimità e ultimo miglio”: solo dando alle persone la possibilità di muoversi agevolmente e in maniera sostenibile si allarga lo scheletro della città al contempo riducendo le aree periferiche senza danni per l’ambiente, è il Sala-pensiero. “Ma ora bisogna fare, non si può più discutere”. (ITALPRESS).

Photo credits: Xa1