MILANO (ITALPRESS) – La Lombardia è la prima regione per numero di studenti e numero di corsi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS). Oltre a questo, i percorsi stanno ottenendo un tasso di inserimento lavorativo del 90%. I giovani trovano un’occupazione entro i 6 mesi successivi all’ottenimento del diploma con un livello di matching, tra domanda e offerta di lavoro, del 100%.
E’ un dato importante che qualifica le scelte degli studenti che si orientano verso percorsi post diploma più specifici e tecnici rispetto alle lauree triennali universitarie e offrono migliori e maggiori occasioni di occupabilità in un contesto in cui trovare lavoro, dopo il conseguimento del titolo di studio, non è sempre così facile.
“La nostra regione ha creduto in questo segmento formativo fin dalla sua nascita – ha dichiarato il governatore Attilio Fontana – d’altronde, parliamo di percorsi formativi che sono creati su misura per un le imprese del nostro territorio sempre alla ricerca di personale qualificato per crescere e competere nel mondo”.
“Non a caso nel PNRR – ha proseguito il presidente Fontana – troviamo 1,5 miliardi di euro di investimento sull’intero sistema e noi come Regione siamo pronti a giocare una partita da protagonisti, come già dimostrato nell’ultimo anno”.
Regione Lombardia ha infatti registrato una crescita del 37% del numero di iscritti solo nell’ultimo anno e una crescita del 133% dall’inizio dell’XI legislatura, passando dai 2.000 allievi del 2018 agli attuali 4.688.
Cifre che descrivono, oltre all’importante impegno che la Regione ha impiegato in questo settore, anche il grande potenziale dei nuovi percorsi ITS, caratterizzati dalla forte connessione con il tessuto imprenditoriale.
“Le aziende – ha spiegato l’assessore regionale alla Formazione e Lavoro Melania Rizzoli – sono infatti direttamente coinvolte in questi percorsi, almeno il 30% del personale docente viene dal mondo del lavoro, partecipano alla progettazione didattica e gli studenti vengono formati per la metà del tempo in azienda”.
Nel corso della conferenza stampa a Palazzo Lombardia, è stata presentata dal presidente Fontana e dall’assessore Rizzoli la crescita esponenziale dei numeri relativi del sistema ITS regionale, con una attenzione particolare al forte aumento del numero degli studenti iscritti nel 2022.
“Molti cittadini ancora non sanno cosa sono gli ITS, dobbiamo spiegarlo bene. Stiamo parlando di percorsi della durata di due anni di alta formazione – ha spiegato l’assessore Rizzoli – con un altissimo tasso di inserimento lavorativo. Gli ITS sono alternativi all’università e molto vicini alle esigenze del mercato del lavoro”.
Di qui l’invito del presidente Fontana e dell’assessore Rizzoli alle famiglie degli studenti e a chi terminerà le scuole superiori e si accinge a scegliere come proseguire i suoi studi: “Invitiamo gli studenti – hanno ribadito – a prendere in considerazione i percorsi di alta formazione più adatti alle loro passioni e ambizioni”.
All’incontro con la stampa hanno partecipato anche due ex studenti dell’ITS Rizzoli di Milano: Valentina Carminati, 22 anni, Multichannel Communication Specialist, diplomata nel 2020 e ora dipendente di Siemens S.p.A.; Dario Donzelli, 30 anni, Software Developer/Engineer, dipendente dell’azienda Engineering in cui ha la sua mansione è Infrastructure Engineer. Si è diplomato nel 2018 dopo aver seguito il percorso ITS Network, Virtualization and Cloud Computing Specialist.
Entrambi hanno portato la loro esperienza testimoniando come la scelta di frequentare un ITS abbia consentito di trovare occupazione in tempi rapidi e, soprattutto, di lavorare nell’ambito in cui desideravano operare.
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Istituti Tecnici Superiori, Lombardia 1^ per numero di studenti e corsi
Studenti delle superiori lombarde “scoprono” la fisica delle particelle
MILANO (ITALPRESS) – Boom di iscrizioni quest’anno alle International Masterclass in Lombardia: oltre 200 le studentesse e gli studenti delle scuole superiori lombarde che dal 24 febbraio, a cominciare da Pavia, potranno fare esperienza diretta di come funzionano le ricerche del CERN di Ginevra, la fisica delle particelle e le sue applicazioni in medicina. Università degli Studi di Pavia, Università degli Studi di Milano e Università degli Studi di Milano-Bicocca, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia di Covid-19, collaborano anche quest’anno all’organizzazione dell’iniziativa internazionale Masterclass, coordinata in Italia dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
Si parte il 24 febbraio a Pavia e il 25 febbraio a Milano-Bicocca, mentre il 21 marzo sarà la volta dell’Università degli Studi di Milano. A Pavia gli eventi continuano il 2 marzo e l’8 aprile, mentre a Milano Statale il 18 e 28 marzo.
Grazie a questa iniziativa, le ragazze e i ragazzi saranno accompagnati da ricercatori e ricercatrici in un viaggio alla scoperta delle proprietà delle particelle ed esploreranno i segreti di LHC (Large Hadron Collider) del CERN e le applicazioni in medicina della fisica delle particelle.
Per le masterclass dedicate al CERN, il programma prevede lezioni e seminari sugli argomenti fondamentali della fisica delle particelle, seguite da esercitazioni al computer su uno degli esperimenti dell’acceleratore di particelle LHC, il tunnel di 27 km sotto Ginevra in cui le particelle si scontrano quasi alla velocità della luce. Giovani studentesse e studenti, in contemporanea da paesi di tutto il mondo, analizzeranno i dati degli esperimenti di LHC: ATLAS, ALICE o LHCb.
Potranno usare i veri dati di LHC per simulare negli esercizi l’epocale scoperta del bosone di Higgs, avvenuta nel 2012, ma anche quella dei bosoni W e Z (proprio quelli che nel 1984 valsero il premio Nobel a Carlo Rubbia), potranno conoscere ancora altre particelle ed esplorarne caratteristiche e proprietà peculiari.
Alla fine di ogni giornata, proprio come in una vera collaborazione di ricerca internazionale, ci sarà un collegamento in videoconferenza con il CERN e tra i giovani partecipanti alle Masterclass di tutto il mondo per discutere insieme i risultati emersi dalle esercitazioni.
Il 18 marzo, invece, a Milano e l’8 aprile a Pavia, si svolgeranno la masterclass in Particle Therapy, che prevedono un video-collegamento con il CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica.
L’iniziativa, giunta alla 18° edizione, fa parte delle Masterclass internazionali organizzate da IPPOG (International Particle Physics Outreach Group) e, in Italia, dall’INFN. Le Masterclass si svolgono contemporaneamente in 60 diversi paesi, coinvolgono oltre 200 tra i più prestigiosi enti di ricerca e università del mondo e più di 13.000 studenti delle scuole secondarie di II grado. Per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare quest’anno sono presenti le sezioni di Bari, Bologna, Cagliari, Cosenza, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Milano Bicocca, Milano, Napoli, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Sapienza Università di Roma, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Salerno, Torino, Trieste, Trento e Udine, e i Laboratori Nazionali di Frascati (LNF).
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Frode per incentivi Covid destinati a imprese, 13 denunce in Brianza
MONZA (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Monza ha denunciato 13 brianzoli che, senza averne diritto, avrebbero percepito contributi a fondo perduto, previsti dal Decreto Rilancio, erogati dall’Agenzia delle Entrate a soggetti economici con cali di fatturato, ovvero beneficiato di finanziamenti bancari assististi da garanzia, contemplati dal Decreto Liquidità. Sono oltre 460 mila euro gli incentivi illecitamente percepiti, ricostruiti nel corso degli interventi svolti, su tutto il territorio provinciale, dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Monza, del Gruppo di Monza e delle Compagnie di Seregno e Seveso.
L’attività investigativa si è concentrata sulla posizione di alcuni beneficiari, preliminarmente individuati per gli alti profili di rischio, sulla base di specifici alert afferenti a fatture emesse tardivamente, modalità di presentazione delle istanze, inadempienze dichiarative fiscali, altri elementi – di natura oggettiva connessi ai requisiti di accesso – sintomatici di possibili illiceità o distrazioni delle risorse conseguite.
Dei 13 denunciati, 6 sono risultati riconducibili ad ipotesi di indebita percezione del contributo a fondo perduto richiesto telematicamente all’Agenzia delle Entrate per complessivi 237.000 euro, posto che le corrispondenti istanze di accesso al beneficio sono state presentate in difetto dei presupposti dei limiti di ricavi o compensi e degli ulteriori requisiti previsti dal Decreto Rilancio, ivi compresa l’autocertificazione di assenza di cause ostative ai sensi del Codice antimafia. Tra questi, l’amministratore unico di una società giussanese operante nel settore dell’installazione di impianti elettrici che avrebbe indebitamente percepito 147 mila euro, il firmatario dell’istanza di contributo a fondo perduto per circa 50.000 euro presentata da una società cooperativa di trasporti terrestri di Monza, i legali rappresentanti di due società sportive brianzole beneficiarie di oltre 28.000 euro.
Ulteriori percettori sono stati invece sanzionati solo amministrativamente non ravvisandosi profili di responsabilità penale per il mancato superamento della soglia di 3.999,96 euro prevista ai fini della configurazione del reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, con segnalazione all’Agenzia delle Entrate ai fini delle iniziative di recupero dei contributi non spettanti.
Sono invece 7 i denunciati per ipotesi di indebito ottenimento ed utilizzo di finanziamenti bancari assistiti da garanzia per complessivi 210.000 euro, posto che le corrispondenti domande di ammissione all’agevolazione sono state presentate con autocertificazioni in difetto dei parametri dimensionali, patrimoniali, di carattere reputazionale richiesti dal Decreto Liquidità, ovvero le corrispondenti risorse sono risultate destinate a finalità diverse da quelle previste.
Tra questi, il socio amministratore di una società seregnese operante nel settore dell’attività di mediazione immobiliare che avrebbe indebitamente percepito 30 mila euro indicando nella domanda ricavi nettamente superiori a quelli realmente contabilizzati col fine di ottenere un maggior finanziamento spettante, il firmatario della domanda presentata da un’attività commerciale monzese per l’ottenimento di un finanziamento di 25.000 euro non spettante in quanto soggetto già “in difficoltà”, il titolare di una ditta edile di Desio cui è stato disconosciuto, in assenza di valida dichiarazione dei redditi, un finanziamento da 25.000 euro, un ristoratore di Bovisio Masciago che ha utilizzato parte di un finanziamento da 70.000 euro per l’acquisito di beni e servizi di natura strettamente personale non riconducibili all’attività d’impresa, un professionista di Macherio beneficiario di oltre 8.700 euro in parte utilizzati per l’acquisto di un orologio di marca “Rolex” ed in parte per l’estinzione di un precedente prestito personale.
Un ulteriore percettore è stato sanzionato solo amministrativamente, sempre per il mancato superamento della soglia di legge prevista dal precetto penale di indebita percezione, con segnalazione dell’irregolarità al Fondo di Garanzia per le PMI – Mediocredito Centrale.
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Covid, Fontana “Da lunedì la Lombardia sarà in zona bianca”
MILANO (ITALPRESS) – “Da lunedì saremo in ‘zona biancà, ormai i dati sono quelli, voi sapete che per cambiare colore bisogna stare in quella categoria per due settimane e questa settimana si conclude, quindi potremmo essere da lunedì ‘in biancò”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, parlando con la stampa oggi a margine della seduta consiliare a Palazzo Pirelli.
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Nel 2022 Pil lombardo a +4% ma la crescita è meno dinamica
MILANO (ITALPRESS) – Dopo un 2021 in cui la crescita della Lombardia ha battuto ogni previsione e le stime più recenti di Prometeia si attestano al +6,6%, per il 2022 si prevede una risalita ulteriore del +4% che, se confermata, permetterà un pieno ritorno sui livelli del 2019. Ma negli ultimi mesi il caro energia, la tensione sul reperimento delle materie prime e l’aumento dell’inflazione pesano sulla crescita globale rendendola meno dinamica.
Sono queste le principali evidenze che emergono dai dati del Booklet economia a cura del Centro Studi di Assolombarda e pubblicato su Genio & Impresa (genioeimpresa.it), il web magazine dell’Associazione.
“La stima di crescita del 4% del PIL lombardo per il 2022 testimonia la solidità e la competitività del nostro sistema produttivo, che ha svolto un ruolo fondamentale per recuperare il terreno perso durante la pandemia e ha saputo crescere in termini di business e di numero di nuove iniziative imprenditoriali” ha dichiarato Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda -.
“Ma questa dinamicità ha iniziato a rallentare in particolare all’inizio di quest’anno a causa di alcuni fattori frenanti come il forte rialzo del costo dell’energia, le sempre maggiori difficoltà a reperire sul mercato le materie prime e l’aumento dell’inflazione. In particolare, sul tema energia da tempo lanciamo l’allarme recepito, almeno in parte, dal Governo Draghi con l’ultimo DL Energia, che va nella giusta direzione. Ora però è fondamentale lavorare a una strategia di lungo periodo che dia continuità alla crescita del Paese riuscendo a cogliere al meglio e per tempo tutte le risorse del PNRR, un’occasione storica su cui concentrare tutti gli sforzi”.
La produzione manifatturiera lombarda nel 2021 è cresciuta del 15,6% rispetto al 2020 e del 4,3% sul 2019. Ad eccezione del Sistema Moda (-4,9% pelli-calzature, -8,6% tessile, -15,8% abbigliamento) e del comparto carta-stampa, che registra un -1,0%, la maggior parte dei settori ha performance di produzione superiori ai livelli antecedenti la pandemia. I recuperi più intensi sono stati registrati da minerali non metalliferi
(+7,8%), gomma-plastica (+7,7%), chimica – farmaceutica (+7,3%), meccanica (+6,6%) e siderurgia (+6,1%); seguono alimentare (+3,8%), automotive e legno-mobilio (+2,5% entrambi).
A livello paese, all’Italia manca poco per chiudere il divario con il 2019 (-0,8%), mentre Spagna (-3,1%) e soprattutto Germania (-6,8%) e Francia (-6,2%) sono decisamente distanziate.
A risentire del clima positivo del 2021 anche le nuove imprese che in Lombardia sono cresciute del 19% rispetto al 2020, in Italia l’incremento è stato più contenuto al + 13,8%. Delle iniziative imprenditoriali si distinguono per dinamismo le attività professionali, scientifiche e tecniche (+19,9%) e le costruzioni (+17,5%), mentre le nuove aperture dei comparti alloggio e ristorazione rimangono depresse (-31,2%).
Sebbene i livelli permangano elevati e in area di espansione, le criticità su materie prime e caro energia hanno influenzato gli ultimi mesi dello scorso anno e nei primi del 2022 la fiducia delle imprese manifatturiere è in calo non solo in Lombardia, ma in Italia e nel resto dell’Europa.
In flessione la domanda e la produzione correnti, il clima di fiducia del manifatturiero lombardo e dell’intero Nord Ovest italiano, dopo il picco storico di novembre, è in calo da dicembre scorso. La scarsità delle scorte di materie prime e semilavorati in alcuni casi si riflette negativamente sugli ordini.
Perde slancio anche la dinamica dei servizi di mercato nel Nord Ovest e marcatamente in Italia, con domanda e prospettive per questo primo trimestre dell’anno più contenute.
Diversamente, a gennaio tiene la fiducia in Germania e Spagna, su livelli elevati sebbene inferiori a quelli dell’autunno scorso.
L’attualità pesa anche sui consumatori con alcune differenze: flette a gennaio a livello italiano, mentre nel Nord Ovest torna a crescere.
Milano. L’industria milanese negli ultimi sei mesi del 2021 accelera e nel complesso dell’anno si attesta a +3,9 punti percentuali rispetto al periodo pre Covid, un + 4,3% viene totalizzato dalla Lombardia. Inoltre, le nuove imprese nate lo scorso anno sono state 24.946 (poco meno della metà di tutte le aperture a livello regionale), segnando una crescita del +19,8% rispetto al 2020 e del +0,2% rispetto al 2019. A questi numeri si aggiungono 2.651 startup innovative che operano prevalentemente nell’ICT e nei servi avanzati. Sono quasi il 20% del totale Italia, +332 solo nell’ultimo anno.
Monza Brianza. Supera il dato lombardo di quasi 10 punti percentuali, la performance dell’industria brianzola nel 2021 si mette in luce con un rimbalzo prossimo al +14% su base annua e i livelli produttivi si posizionano del +4,5% sopra al 2019, in linea con la Lombardia. Le nuove imprese nel 2021 sono state 4.657, +22,3% rispetto al 2020, di poco inferiori al numero massimo del 2019 (-2,4%). Rispetto al pre Covid dinamiche particolarmente brillanti riguardano le attività finanziarie e assicurative, (+39,3%), quelle professionali, scientifiche e tecniche (+11,3%), il commercio (+10,2%).
Lodi. Le imprese manifatturiere di Lodi recuperano i livelli di attività pre Covid più velocemente rispetto al totale della Lombardia, con il recupero che avviene già nel primo trimestre 2021. La produzione cresce di quasi il +9% su base annua ed è del +5,3% sopra ai livelli del 2019 (oltre il +4,3% regionale). In aumento del +20,2%, dopo lo stop del 2020, le nuove imprese che sono state 911 a nel 2021, ma il numero è ancora sotto del -9% a quello registrato nel pre Covid.
Pavia. Nel complesso del 2021 l’industria di Pavia registra un rimbalzo superiore al +9%, ma non sufficiente a colmare il divario rispetto al pre Covid. Infatti a fine 2021 i livelli produttivi si attestano ancora a -1,9%, diversamente dal totale della Lombardia che è sopra del +4,3%. Nel 2021 è ripartita anche la natalità imprenditoriale dopo la frenata del 2020. Nonostante siano 2.413 le nuove attività avviate, è ancora ampio il gap rispetto al 2019 (-12,6%), in particolare per le attività del commercio (-24,2%) e dell’industria (-34,9%).
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Scuola, occupato il liceo Volta a Milano
MILANO (ITALPRESS) – Dopo i licei Bottoni e Parini, questa mattina anche il liceo scientifico Volta di Milano è stato occupato. Un gruppo di circa 200 ragazzi stamattina, prima dell’orario di ingresso, ha preso possesso dell’edificio dando inizio a un’assemblea plenaria, che accoglierà successivamente la restante componente studentesca. “Gli studenti del liceo volta esprimono mediante un gesto politico forte la volontà di inserirsi in un panorama nazionale di riflessione e attivisimo legato alla e alla necessità impellente di ripensare l’istruzione italiana- si legge nel comunicato diffuso oggi dall’assemblea studentesca del liceo di via Benedetto Marcello-. Gli studenti rivendicano la necessità, espressa a voto di maggioranza in sondaggi di istituto, di modificare il modo di valutare, sintomo troppo spesso di una cultura oppressiva che dà troppo peso alla prestazione. In questa direzione si ritiene necessario un ripensamento del modo di fare lezione, che è vissuto come frontale, un flusso unilaterale di informazioni che non concorre alla funzione primaria della scuola: formare degli adulti maturi, in grado di affrontare la complessità del mondo cambiandola in meglio. Il liceo volta occupato si schiera contro l’idea di scuola-azienda e l’attuale gestione del PCTO. Dopo le recenti morti di Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci, è ritenuto indispensabile ripensare all’utilità e alla gestione dei percorsi di alternanza”. A essere contestata è anche “la tematica dell’edilizia scolastica, in una scuola come il Volta che cade a pezzi internamente e presenta severi problemi nelle dimensioni delle aule, in gran parte classi-pollaio”.
Gli studenti e le studentesse rivendicano infine una migliore gestione della pandemia da parte dell’istituto, specialmente in questa fase di riapertura, dove si sono trovate sacrificate per le restrizioni solo le attività pomeridiane interne e i luoghi di socialità più importanti come il cortile scolastico.
Davanti a tutte queste rivendicazioni, scrivono ancora gli studenti del liceo occupato, sollecitate “da mesi in tante città italiane, il governo e le istituzioni ignorano la volontà studentesca di cambiamento e la necessità di un dialogo generazionale. Non concedono spazi di apertura e di discussione reale, ma continuano a prendere decisioni non condivise da chi la scuola la vive quotidianamente. E’ il caso, ad esempio, dell’esame di maturità, calato dall’alto da un ministro che non ha voluto instaurare un dialogo paritario con la componente studentesca di cui si fa voce”.
Da settimane molte scuole italiane sono in stato di agitazione, nel mirino la proposta del nuovo esame di maturità, bocciata da studenti e insegnanti, e l’alternanza scuola-lavoro, accusata, dopo la morte di due studenti tirocinanti in azienda (il 18enne Lorenzo Parelli e il 16enne Giuseppe Lenoci), di sfruttare il lavoro dei giovani.
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Liste attesa, Fontana “84 milioni per attuazione del piano annuale”
MILANO (ITALPRESS) – “Oggi con un importante investimento di 84 milioni di euro, che abbiamo deciso di stanziare dal bilancio regionale, riprendiamo il cammino per dare una risposta più immediata ai bisogni di cura dei lombardi”. Lo comunica il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, in seguito alla delibera approvata oggi dalla Giunta regionale, su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, che prevede appunto uno stanziamento di 84 milioni di euro per dare attuazione al “piano annuale delle liste d’attesa”. “Fin dal mio insediamento – ha evidenziato il presidente – ho ritenuto fondamentale accorciare le liste d’attesa per visite e prestazioni. Avevo iniziato prima della pandemia, nel 2019, a mettere in campo azioni per ridurre i tempi chiedendo ad esempio alle strutture private di concentrarsi maggiormente sulle prestazioni più richieste. Il Covid ci ha costretto a interrompere il percorso”. L’obiettivo è raggiungere e superare per ogni trimestre la ‘produzionè del 2019, ovvero prima dell’impatto della pandemia Covid. Ciò dovrà avvenire attraverso l’indicazione di un target minimo di prestazioni da raggiungere e dei settori che al momento presentano maggiori criticità.
“Con il provvedimento di oggi – ha spiegato la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti – proseguiamo la nostra azione in un percorso innovativo sulle liste d’attesa. C’è un target preciso, un obiettivo per i direttori generali e per le strutture private e si entra anche nel dettaglio delle prestazioni su cui concentrarsi maggiormente”. Il piano delle liste d’attesa partirà venerdì 1 aprile e interesserà le strutture pubbliche e le strutture private convenzionate accreditate con valutazioni trimestrali che avranno scadenza il 30 giugno, il 30 settembre e il 31 dicembre di quest’anno.
Come parametro di riferimento sarà utilizzato il ‘trimestrè, partendo da aprile e arrivando a dicembre del 2019. La Direzione Generale Welfare chiederà una ‘produzionè di almeno il 110% rispetto alle prestazioni di quell’anno dell’area dei ricoveri chirurgici programmati e dell’area specialistica ambulatoriale.
“Del resto – ha proseguito Letizia Moratti – il Covid ha inevitabilmente condizionato l’abituale attività sanitaria delle strutture. Con la delibera approvata oggi, oltre alle prestazioni già previste nel ‘piano nazionale delle liste di attesà, vogliamo incrementare la produzione dell’attività di ricovero e di quella ambulatoriale. In particolare, abbiamo individuato come prioritaria l’attività che interessa le macroaree della chirurgia programmata, con particolare riferimento all’area oncologica, la diagnostica strumentale e lo screening”.
“All’interno dell’ottimizzazione degli obiettivi che ci siamo prefissi – ha aggiunto la vicepresidente – indicheremo esplicitamente i settori su cui puntare. In questo senso, la Direzione generale Welfare indirizzerà l’incremento di questa produzione in base alle criticità che maggiormente ci sono state segnalate”.
Dei quasi 84 milioni previsti dal ‘pianò, 44 milioni sono destinati alle strutture pubbliche e 40 alle strutture private convenzionate accreditate.
“La delibera approvata oggi – ha concluso la vicepresidente e assessore regionale al Welfare Letizia Moratti – segue di poche settimane un altro importante provvedimento legato a premialità e sanzioni sul rispetto o meno degli obiettivi delle liste d’attesa. Si tratta di un’azione per noi prioritaria, per una sanità sempre più vicina ai cittadini e ai loro bisogni, con risposte concrete che vanno nella direzione di una vera e propria equità sociale”.
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Corruzione e truffa all’Inps nel Varesotto, coinvolte 39 persone
VARESE (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Varese ha notificato un avviso di conclusione indagini nei confronti di 7 indagati che devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione e truffa ai danni dello Stato finalizzata a consentire la fruizione a 32 persone dei benefici economici, fiscali e previdenziali derivanti dal falso riconoscimento di una invalidità civile o di un handicap. Il provvedimento è stato spiccato dalla Procura presso il Tribunale di Varese. Sono 39 le persone, a vario titolo, coinvolte in reati ai danni di Istituti previdenziali.
Le indagini di polizia giudiziaria, condotte dai militari del Gruppo di Varese ed avviate a gennaio del 2019, hanno messo in evidenza un’associazione dedita a un collaudato sistema corruttivo nel quale, attraverso plurime condotte ed il coinvolgimento di più soggetti, ciascuno degli indagati era in grado di fornire il proprio contributo affinchè l’iter previsto per il riconoscimento di uno stato invalidante andasse a buon fine.
In particolare, è stato accertato che, a fronte del pagamento di una somma variabile tra i 5.000 e 8.000 euro per
ciascun paziente, l’organizzazione sarebbe stata in grado di fornire un servizio all inclusive. C’era infatti chi assisteva il
paziente nella presentazione della domanda di invalidità, chi lo metteva in contatto con gli specialisti compiacenti e chi lo accompagnava di fronte alle Commissioni valutatrici.
Al richiedente venivano poi consegnati dei certificati medici contenenti diagnosi ed informazioni rituali che enfatizzavano i quadri menomativi connotandoli di aspetti così altamente invalidanti da avere gravi ripercussioni sulla vita lavorativa, sociale e relazionale. Tali certificati, redatti senza visitare il paziente e confluiti nella cartella personale dell’istante, venivano esibiti alla commissione valutatrice dell’Asl e, in caso di revisione, a quella dell’Inps, andando di fatto a condizionare, inevitabilmente, il giudizio espresso.
Presso quest’ultimo ente è stato anche riscontrato che due medici convenzionati accusati di far parte dell’associazione criminale, avrebbero proceduto, autonomamente, a istituire, solo sulla carta, false commissioni Inps di valutazione, senza che gli altri componenti, spesso loro colleghi, ne fossero al corrente. In seguito, riportando gli esiti di malattie e menomazioni permanenti o croniche inventate, avrebbero avviato telematicamente la procedura volta a garantire al richiedente i benefici della falsa invalidità.
L’organizzazione, secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbe operato non solo nell’ambito della provincia di Varese e più in generale in Lombardia, ma avrebbe avuto interessi e ramificazioni estese sino al sud Italia.
Infatti, nel corso delle indagini è stato accertato che alcuni richiedenti, seppure residenti fuori Regione, sarebbero stati trasferiti temporaneamente presso il domicilio di altri invalidi compiacenti per consentire loro di presentare la domanda di invalidità a Varese.
L’importo delle tangenti elargite e suddivise tra tutti i componenti dell’associazione, secondo una stima degli investigatori, ammonterebbe a circa 400 mila euro mentre i benefici economici illegittimamente garantiti ai 39 soggetti presi in esame corrisponde, nel solo periodo di indagine, a circa 600 mila euro, senza calcolare quelli fiscali e previdenziali ancora in fase di quantificazione tenuto conto che almeno tre indagati sono riusciti ad andare in pensione anticipatamente rispetto ai limiti previsti.
A 13 beneficiari sottoposti, successivamente, a visita di revisione straordinaria da parte dell’Inps è stata revocata la percentuale d’invalidità inizialmente riconosciuta, mentre per altri 19 è stata sensibilmente diminuita.
(ITALPRESS).









