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Lombardia

Bus incendiato nel Comasco, premiati “volontari-eroi”

MILANO (ITALPRESS) – Un lungo e affettuoso applauso di tutto il Consiglio regionale ha accolto Mauro Mascetti e Giovanni Lo Dato, ospiti questa mattina a Palazzo Pirelli nell’Aula del parlamento lombardo che ha voluto consegnare loro un riconoscimento.
Lo scorso 13 luglio Mauro Mascetti, autista e volontario della Croce Rossa comasca, e Giovanni Lo Dato, animatore dell’Oratorio di Lipomo (CO), hanno portato in salvo 24 ragazzi (tutti tra i 14 e i 17 anni) prima che prendesse fuoco il mezzo sul quale viaggiavano e che era diretto a Livigno per una vacanza in un centro estivo. Dopo essersi accorti che il bus aveva problemi, e giunti all’incirca a metà della galleria Fiumelatte presso Varenna (lunga più di due chilometri e mezzo), sono riusciti a mettere tutti ragazzi in sicurezza prima che le fiamme divampassero.
“Non vogliono essere chiamati eroi – ha detto il Presidente Alessandro Fermi, ringraziandoli e consegnando il riconoscimento a nome di tutti i consiglieri regionali- ma è palese che il loro gesto sia stato eroico. La nostra è gratitudine e riconoscenza perchè ci fanno vivere un momento bello: hanno evitato una tragedia grazie alla loro lucidità, alla loro freddezza e al loro altruismo consentendoci oggi di celebrare un atto di coraggio che rende orgogliosi tutti noi. Per questo ci tenevamo a dargli un simbolico, ma sentito e sincero riconoscimento”.
“Mascetti e Lo Dato – ha sottolineato il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – sono fedeli interpreti dello spirito lombardo: poche parole e molti fatti. Hanno anteposto al proprio interesse la vita degli altri e hanno affrontato la difficoltà e la paura con il coraggio che caratterizza il popolo di Lombardia che non si spaventa e ha a cuore la vita altrui”.
(ITALPRESS).

Consiglio regionale della Lombardia approva assestamento di bilancio

MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato l’assestamento di bilancio 2021/23. Un passaggio decisivo per riprogrammare le risorse necessarie per la realizzazione di interventi importanti e significativi destinati ai territori e ai singoli ambiti strategici.
“Ammonta a 4,5 miliardi di euro la cifra riservata a investimenti e sviluppo infrastrutturale per il completamento di opere pubbliche per oltre 9 miliardi”, commentano il presidente Attilio Fontana e l’assessore al Bilancio e Finanze Davide Caparini. “Un’azione concreta – proseguono – mirata ad accompagnare la ripresa economica e sociale che sarà coronata con i Giochi Olimpici invernali del 2026”.
“Il bilancio degli esercizi passati – spiega Davide Caparini – con un avanzo di amministrazione di 338 milioni di euro, evidenzia l’enorme sforzo per contribuire ai saldi di finanza pubblica e come una gestione oculata genera economie che ci consentono di erogare maggiori servizi ed investimenti, per il solo 2020, di oltre 2 miliardi di cui oltre la metà con risorse autonome”.
L’assessore Caparini nel ribadire che il “bilancio che abbiamo assestato prevede 4,5 miliardi di euro di investimenti per le opere pubbliche ” sottolinea che tale somma “accrescerà il patrimonio infrastrutturale di oltre 9 miliardi”.
Il Consiglio Regionale ha approvato nuovi finanziamenti per oltre 251 milioni di euro destinati agli enti locali lombardi. Queste importanti risorse serviranno per l’avvio di nuove misure o per lo scorrimento delle graduatorie dei bandi che recentemente hanno riscosso un enorme successo e partecipazione. Saranno così soddisfatte tutte le richieste dei comuni per la rigenerazione urbana (100 milioni), l’edilizia scolastica (48 milioni), la valorizzazione dei borghi storici (30 milioni), il risanamento delle acque (20 milioni), l’incentivazione di colonnine elettriche (13 milioni) e, ancora, l’adeguamento della segnaletica stradale (9 milioni).
Davide Caparini ha quindi sottolineato come “nell’anno della pandemia sono state indennizzate le imprese con 228,7 milioni ad integrazione dei ristori statali, stanziati 760 milioni di euro per la cassa in deroga regionale di 118 mila lavoratori e 362 milioni delle risorse europee per fare fronte alle spese emergenziali per acquisto di apparecchiature e materiali sanitari utilizzati in concomitanza con la diffusione del coronavirus”.
Inoltre, contributi a fondo perduto (pari a 15 milioni di euro) sono destinati alle imprese attraverso la collaborazione con Finlombarda per realizzare i piani di investimento aziendali.
La manovra economica, attraverso una serie di emendamenti approvati nell’iter consiliare che ha portato il provvedimento in aula, prevede la proroga dei contratti di servizio tra Regione e Trenord fino al 31 dicembre 2022, in linea con le norme sull’emergenza sanitaria. Sui trasporti sono stati stanziati 109 milioni di euro per investimenti sulla rete ferroviaria e per l’acquisto di nuovi treni ad idrogeno.
Importanti risorse quindi per altre iniziative, tra le quali si segnalano 5 milioni per la didattica a distanza per le Province, 12 milioni per la Programmazione Negoziata e 40 milioni per il recupero del patrimonio edilizio pubblico.
Spazio anche alla ratifica dell’intesa tra Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte che attribuisce ad AIPO (Agenzia Interregionale per il Po) le funzioni in materia di infrastrutture per la mobilità ciclistica.
Ammontano a oltre 90 milioni ulteriori risorse destinate alla sanità. Da segnalare 5 milioni di euro per la copertura delle esenzioni diagnostiche e specialistiche a beneficio di coloro che hanno avuto il Covid. Sempre in quest’ambito, poi, 3,5 milioni di euro saranno destinati all’acquisto di farmaci per malattie rare e per interventi extra LEA.
Guardando sempre alla ripresa economica Caparini spiega quanto importante sia “il differimento del termine entro il quale prevedere la conclusione delle opere di viabilità ed edilizia scolastica effettuate grazie alla Legge regionale 9 del 2020”. “La scadenza, infatti – prosegue Caparini – è stata infatti spostata dal 20 novembre 2021 al 30 giugno 2022. Così gli enti locali avranno il tempo necessario per terminare i lavori iniziati”.
“Per la Corte dei Conti lombarda, così si è espressa la settimana scorsa, durante il giudizio di parificazione del ‘Rendiconto generalè per l’esercizio 2020 – ha concluso l’assessore regionale al Bilancio – si tratta di una vera e propria anticipazione del PNRR”.
(ITALPRESS).

Terna, a giugno in Lombardia consumi industriali superiori a pre-Covid

ROMA (ITALPRESS) – In Lombardia prosegue il recupero dei consumi elettrici e industriali: a giugno Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, ha rilevato una domanda di energia elettrica di 6 miliardi di kWh. Questo valore è in crescita del 13,8% rispetto a giugno 2020 e in calo del 1,3% rispetto a giugno 2019. Nel primo semestre dell’anno la domanda elettrica della Lombardia è in crescita del 9,5% rispetto al corrispondente periodo del 2020. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 34% della domanda elettrica regionale.
A livello industriale, l’indice IMCEI elaborato da Terna – che prende in esame e monitora in maniera diretta i consumi industriali di circa 530 clienti cosiddetti energivori connessi alla rete di trasmissione elettrica nazionale (grandi industrie dei settori ‘cemento, calce e gessò, ‘siderurgià, ‘chimicà, ‘meccanicà, ‘mezzi di trasportò, ‘alimentarì, ‘cartarià, ‘ceramica e vetrarià, ‘metalli non ferrosì) – registra in Lombardia una sostanziale crescita rispetto sia giugno del 2020 (+13%) sia a giugno 2019 (+4,6%): positivi i comparti di siderurgia, meccanica, metalli non ferrosi, ceramica, cartaria; in recupero i settori della chimica e dei mezzi di trasporto.
Sul territorio nazionale, tale valore risulta in crescita del 14,2% rispetto a giugno 2020 e, soprattutto, del 5,1% rispetto a giugno 2019. Si rileva, inoltre, una variazione congiunturale del +1,8% rispetto al mese precedente (maggio).
Nel mese di giugno 2021, la domanda di energia elettrica in Italia è stata di 27,4 miliardi di kWh, coperta per il 42% dalle fonti rinnovabili. Secondo le analisi di Terna, il valore di fabbisogno è in crescita dell’1,9% rispetto a maggio scorso e superiore del 13,8% sui volumi di giugno 2020, mese influenzato dal calo del fabbisogno dovuto alle iniziative messe in atto per contenere la pandemia da Covid-19.
Analizzando nel dettaglio i dati di giugno, quest’anno il mese ha avuto lo stesso numero di giorni lavorativi (21) e una temperatura media mensile superiore di circa 2°C rispetto a giugno del 2020. Destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura, il dato della domanda elettrica risulta in crescita del 9,6%. A livello territoriale la variazione tendenziale di giugno è stata ovunque positiva: +14,5% al Nord, +12,9% al Centro e al Sud. In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura ha fatto registrare un aumento dell’1,9% rispetto al mese precedente (maggio). Nel primo semestre del 2021, la domanda elettrica in Italia è in crescita del 7,8% rispetto all’omologo periodo dello scorso anno (in termini rettificati il dato resta sostanzialmente uguale: +7,9%).
Nel mese di giugno la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per circa l’87% con la produzione nazionale e per la quota restante (13%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (24 miliardi di kWh) ha registrato un aumento dell’1,5% rispetto a giugno 2020. In aumento le seguenti fonti: fotovoltaica (+5,7%), geotermica (+3,2%), idrica (+2,3%) e termica (+4,8%); in flessione quella eolica (-37,8%). Per quanto riguarda il saldo import-export, la variazione è pari a +587,6% per un effetto combinato dell’aumento dell’import (+140,5%) e di una riduzione dell’export (-78,6%). A giugno 2020, infatti, il saldo netto in import è risultato molto ridotto (515 GWh) come conseguenza della forte diminuzione dei differenziali di prezzo tra mercati interconnessi, a sua volta condizionati dai valori anomali di fabbisogno registrati in molti Paesi europei per effetto della pandemia (spread Italia Nord-Francia pari a 1,2 €/MWh). Invece, a giugno 2021, la sostanziale ripresa del fabbisogno e l’aumento dei prezzi delle commodity ha comportato un incremento generalizzato del prezzo dell’elettricità (ad esempio 72,3 €/MWh in Francia, 74,1 €/MWh in Germania) e un forte recupero della differenza di prezzo con l’Italia (spread Italia Nord-Francia pari a 10,1 €/MWh) che ha quindi fortemente stimolato i flussi di import commerciale (3.541 GWh).
Considerati i valori anomali dei consumi elettrici registrati a partire da marzo 2020, anche per questo mese Terna ha ritenuto opportuno condurre un’analisi statistica supplementare prendendo come riferimento l’anno 2019. Secondo i dati di Terna, il fabbisogno elettrico di giugno 2021 risulta in calo dell’1,5% rispetto a giugno 2019 (-1,3% in termini rettificati). Il valore dei primi sei mesi del 2021 è, invece, in calo del 2% rispetto all’omologo periodo del 2019 (-1,7% rettificato).
L’analisi dettagliata della domanda elettrica mensile provvisoria del 2021 è disponibile nella pubblicazione “Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico”, consultabile alla voce “Sistema elettrico – Dispacciamento – Dati esercizio” del sito www.terna.it.
(ITALPRESS).

Mafia, Milano commemora 28/mo anniversario strage via Palestro

MILANO (ITALPRESS) – Milano ha ricordato questa mattina il 28esimo anniversario dalla strage di via Palestro, l’attentato mafioso in cui nella notte del 27 luglio 1993 persero la vita cinque persone.
“La nostra città ricorderà sempre quelle torride ore di terrore, il dolore per la perdita di cinque nostri concittadini, così come l’emozione dei funerali in Duomo, alla presenza di tutte le più alte cariche dello Stato” ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha ricordato i nomi delle vittime: i vigili del Fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, l’agente di Polizia municipale Alessandro Ferrari e Moussafir Driss, un cittadino marocchino, “milanese come noi”. Dopo il terrore, ha continuato il sindaco, “Milano ha reagito, stringendosi alle istituzioni che lottavano per la legalità. E quella Milano, coraggiosa e combattiva come le vittime di via Palestro, lotta ancora e continuerà a battersi per la giustizia e contro chi minaccia la sua libertà. Facciamo memoria del male della strage di via Palestro perchè da quell’orrore criminale la nostra città ha compreso come la tutela della legalità sia l’unica via per libertà, diritti e sviluppo. Una convinzione diventata un pilastro del nostro patrimonio valoriale, che consolidiamo grazie al ricordo costante degli eroi della lotta alla mafia”.
“Dal 1993 la nostra città ha preso ogni iniziativa possibile per far capire alla criminalità organizzata e ai corrotti che qui non c’è nè spazio nè tolleranza per loro, e mai ci sarà. Milano vuole togliere a mafia, camorra e ‘ndrine anche l’aria per respirare, e questa direzione sarà proseguita per crescere e tutelare la sicurezza dei nostri cittadini. La lotta di Milano contro la criminalità organizzata non è finita”. E ha concluso: “A tutti ribadiamo che la nostra comunità crede che libertà, democrazia e sicurezza siano indissolubilmente intrecciati alla legalità”.
La vicepresidente e assessore al welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti ha commentato: “Credo che la commemorazione che ogni anno viene fatta sia importantissima perchè alle persone che hanno perso la vita sono in pratica degli eroi che hanno salvato delle persone e sono stati un baluardo nei confronti della democrazia. Contro le mafie lo stato è un baluardo e chi difende lo Stato indica la strada per combattere le mafie”.
Presente alla cerimonia anche l’assessore comunale alla Cultura Filippo Del Corno. In occasione della ricorrenza, il PAC ha organizzato una visita guidata speciale e gratuita: il curatore Diego Sileo guiderà il pubblico tra le opere della mostra di Luisa Lambri in dialogo con la giornalista Simona Zecchi, giornalista e autrice di libri inchiesta, che ripercorrerà le fasi dell’attentato che distrusse il Padiglione milanese e le inchieste che ne sono seguite.
(ITALPRESS).

Raccolta differenziata, accordo tra Consiglio Lombardia e Amsa

MILANO (ITALPRESS) – E’ stato siglato oggi a Palazzo Pirelli un accordo di collaborazione tra il Consiglio regionale della Lombardia e AMSA, con l’obiettivo di perseguire il miglioramento dei processi di raccolta differenziata, orientati all’economia circolare, all’interno della sede del Consiglio regionale.
Nell’occasione erano presenti il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi, i Vice Presidenti Francesca Brianza e Carlo Borghetti e i Consiglieri Segretari Giovanni Malanchini e Dario Violi.
A sottoscrivere l’accordo sono stati l’Amministratore delegato di AMSA Marcello Milani e il Segretario generale del Consiglio regionale Mauro Fasano.
“Se vogliamo che i cittadini abbiano un atteggiamento sempre più consapevole e responsabile nel consumo e nello smaltimento dei rifiuti, tocca sicuramente anche alle istituzioni dare il buon esempio nella pratica quotidiana -ha detto il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi-. Per questo l’accordo che abbiamo siglato oggi con AMSA è un messaggio importante, accompagnato dall’invito ai cittadini lombardi perchè siano ogni giorno protagonisti attivi e partecipi delle best practices ambientali. La tutela e il rispetto dell’ambiente è un tema su cui non ci si può dividere, ma che deve accomunare tutti in un comune sforzo di assunzione di responsabilità”.
“La collaborazione di Amsa con Regione Lombardia è un ulteriore tassello nel processo di coinvolgimento di enti pubblici e grandi aziende per il miglioramento della raccolta differenziata nei territori dove operiamo -ha commentato l’Amministratore Delegato di Amsa Marcello Milani-. Contribuiremo progettando strumenti di comunicazione a supporto del personale della sede del Consiglio Regionale, ottimizzando spazi e sistemi di raccolta con l’obiettivo di aumentare qualità e quantità dei rifiuti raccolti separatamente”.
L’accordo prevede l’adozione di modalità e strumenti nuovi per migliorare e ottimizzare la raccolta differenziata nella sede del Consiglio regionale al fine di ottenere non solo un incremento della percentuale di raccolta differenziata, ma anche una maggiore qualità delle frazioni di rifiuto che vengono raccolte. Si prevede inoltre di uniformare le modalità di raccolta attraverso la standardizzazione dei processi di separazione all’interno del building per tutte le frazioni: carta e cartone, plastica e metalli, vetro, organico e residuo/indifferenziato. Da ultimo sarà definita una nuova tipologia di contenitori da utilizzare e individuato il loro posizionamento ottimale nei diversi punti di produzione dei rifiuti (uffici, punti ristoro, centri stampa, sale conferenza).
Consiglio regionale e AMSA hanno infine concordato sulla necessità di mettere in campo una più ampia politica di informazione e sensibilizzazione interna ed esterna, finalizzata a sviluppare buone abitudini di riciclo presso altri enti regionali.
Soddisfazione per l’accordo sottoscritto oggi è stata espressa anche dal Consigliere Segretario Giovanni Malanchini: “La raccolta differenziata è un progetto di civiltà nel quale credo da sempre e che, da Sindaco del mio paese, avevo implementato fortemente contribuendo a fare di Bergamo una delle province italiane più “riciclone” in assoluto”.
(ITALPRESS).

A Milano detenuti e volontari per manutenzioni aree verdi

MILANO (ITALPRESS) – Volontari al servizio di una Milano più verde e più bella: è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa per la promozione di attività di cura e manutenzione di aree verdi, parchi e giardini con il coinvolgimento di persone detenute. Il titolo del documento è ‘L’unione fa la forzà. Con la firma saranno messe in campo iniziative di formazione e integrazione con il coinvolgimento diretto dei detenuti nelle attività di associazioni di volontariato che operano con interventi di gestione ordinaria e straordinaria di aree verdi, a partire dal parco di Porto di Mare, nei pressi della stazione di Rogoredo.
Per il ministro della giustizia Marta Cartabia si tratta di “un evento importante e positivo celebriamo una rinascita iniziata da anni che vede un percorso alle spalle e uno proiettato in avanti: un punto di arrivo e di partenza. Numerosi detenuti di Opera saranno formati e poi impegnati nella manutenzione del verde di un’area tristemente famosa a Milano e oltre come le più grandi piazze di spaccio in Italia (il boschetto di Rogoredo ndr): da luogo di degrado diventa un bene comune”.
“Non è risolutivo. Lo spaccio si sposta e non svanisce, anche perchè alimentato dal business della criminalità organizzata. Dobbiamo esserne consapevoli. Ma questo è un passo avanti. Continueremo pazientemente nell’affrontare questo problema che non si risolve da un giorno all’altro. Ma questa è una occasione di riscatto collettivo” ha commentato il ministro. “Le istituzioni del territorio – ha continuato- hanno questa cifra: la capacità di collaborare tra loro e con la società civile. In questo progetto si vede anche il volto costituzionale della pena: il volto di una giustizia che mentre adempie al compito di assicurare la sicurezza della collettività sa che per raggiungere quegli obiettivi da che quella sia sempre un’occasione di rieducazione e di riscatto. Formazione e lavoro: entrambi fondamentali per dare senso al tempo della pena e far sì che diano occasione di rinascita. Ad oggi 130 sono già i protocolli già firmati in Italia e queste sperimentazioni sono state notate anche a livello internazionale. Le nazioni unite hanno li hanno presi a modello per proporli ad altri paesi”.
“Questo è l’autentico volto dell’amministrazione penitenziaria in cui vogliamo riconoscerci e di cui siamo orgogliosi. La pandemia, il sovraffollamento le rivolte e le carenze strutturali hanno reso questo un anno particolarmente difficile per le carceri italiane. Ma non si può solo inseguire le emergenze e spegnere i fuochi dove si accendono, bisogna progettare nel lungo termine, intervenire guardare con una prospettiva lunga” ha concluso.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala ha osservato: “Le leggi e la costituzione devono essere rispettate e rese cosa viva, e la detenzione anche rieducazione, il reinserimento e quello che le leggi ci dicono. Penso che Milano stia facendo la sua parte. Mi metto personalmente in gioco perchè ci credo molto. L’Expo mi ha aperto gli occhi sul tema, abbiamo impiegato centinaia di detenuti del cercare di Bollate, hanno lavorato con attenzione e gradimento dei visitatori notevoli. Nel 2017 abbiamo impiegato all’idroscalo detenuti di Opera e Bollate per manutenzione dell’ area verde” ha ricordato Sala.
“Nulla risolve tutto il tema ma ognuno deve fare la sua parte. Il boschetto era una provocazione alla città. E’ evidente che non si è risolto a Milano come in tutto il mondo il tema. Ma rogoredo aveva raggiunto un’immagine tale da rappresentare una sfida alla città. Perchè Milano ha qualcosa in più? Perchè ha capacità di collaborazione, nella consapevolezza che il percorso è ancora lunghissimo” ha concluso.
“Abbiamo operato tutti insieme su tre fronti: il comune di Milano impegnato con le associazioni, la regione con Ats che si è impegnata affondo con attività di prevenzione e recupero della tossicodipendenza, e la prefettura che ha messo in atto misure di controllo e punitive” ha detto il prefetto di Milano Renato Saccone. “Tutto questo ha smantellato il luogo di spaccio più importante d’Europa e ha contribuito a fare del boschetto di Rogoredo un luogo vivibile. Ma l’azione non si ferma” ha garantito.
Il progetto, ha sottolineato il presidente del tribunale di sorveglianza Giovanna Di Rosa, “costituisce una vera boccata di ossigeno per gli istituti penitenziari di Milano in modo che si possa restituire dignità ai detenuti con un’opera di restituzione alla società che vede restituito l’impatto sociale di persone che devono vivere nello stesso luogo. Un percorso importante. Il fatto che siamo seduti tutti allo stesso tavolo vuol dire che lo Stato è unito” ha spiegato.
Il Ministro della Giustizia, dopo la sottoscrizione del Protocollo, ha visitato il Parco di Rogoredo e a seguire il Carcere di Opera, i cui detenuti potranno partecipare al progetto.
(ITALPRESS).

Usuelli “Bernardo con la pistola in ospedale”, replica “Mai in corsia”

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MILANO (ITALPRESS) – Pioggia di reazioni dopo la “denuncia” del consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli che in un’intervista su Repubblica ha accusato il candidato a sindaco di Milano del centrodestra Luca Bernardo, primario di pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli di portare la pistola in ospedale, addirittura in corsia. La polemica ha avuto una risonanza maggiore alla luce della vicenda di Voghera che ha visto coinvolto l’assessore alla Sicurezza della Lega, Massimo Adriatici per la morte del 39enne marocchino Youns El Bossettaoui.
Non si è fatta attendere la risposta dello stesso Bernardo che ha ammesso di avere portato l’arma anche in ospedale precisando che: “Non sono mai entrato in corsia con la pistola, nel mio reparto non ci sono neanche pistole giocattolo, qualcuno ha avuto i suoi minuti di notorietà. Lunedi sarà trasmessa alla Procura di Milano la denuncia-querela per diffamazione a mezzo stampa. Io sono un medico, quando vado dai miei pazienti a volta non sono neppure in camice perchè i bambini si sentono piu a loro agio e non mi vesto da sceriffo neanche a carnevale. Credo che certa sinistra che appoggia il sindaco uscente usa ancora dei metodi molto vicini alla ‘Cortina di ferro’. Milano e i milanesi hanno ben altre esigenze da risolvere piuttosto che queste polemiche inutili. Io sono per la tutela della vita, senza se e senza ma”.
“Pochi giorni fa il Sindaco di Milano aveva detto che non avrebbe alzato i toni, allora ci ha pensato chi in questa campagna elettorale e’ dalla sua parte, il Consigliere Regionale Usuelli – ha commentato il Consigliere Comunale di FdI a Milano, Riccardo De Corato, assessore regionale alla sicurezza – Le accuse, guarda caso, arrivano in coincidenza dopo i fatti di Voghera. Il Professore Luca Bernardo è uno stimatissimo medico che ha dedicato la sua vita nella cura dei bambini e nell’affrontare il disagio giovanile ,lanciare simile accuse forse descrive la paura per i compagni di Sala di perdere le elezioni a Milano. E nel dna della sinistra usare l’arma della diffamazione, durante la campagna elettorale, quando non si hanno altri argomenti da controbattere. Domani vedrò Bernardo sui Navigli avrò modo personalmente di esprimergli la mia solidarietà”
“Si avvicinano le elezioni e inesorabilmente parte la macchina del fango. Così Luca Bernardo, il medico pediatra candidato sindaco del centrodestra, viene attaccato solo perché sarebbe reo, secondo chi lo attacca, di avere il porto d’armi per difesa personale rilasciato dalla prefettura. Davvero una follia. Anziché preoccuparsi dei reati e delle violenze in continuo aumento e del diffondersi dell’illegalità in tutta la Città, la sinistra attacca l’uomo che ha dedicato la sua vita a prendersi cura dei bambini” dichiara Andrea Mascaretti Capogruppo FdI a Palazzo Marino “questa sinistra che insorge quando qualcuno pensa di non sentirsi protetto in una città che diventa sempre più pericolosa, dovrebbe uscire dai salotti e farsi un giretto in Città, tanto in centro come in periferia, magari prendendo un autobus all’imbrunire”.
“È possibile che alla sinistra non riesca in nessun modo di contrapporre obiezioni politiche agli avversari, ma al contrario cerchi sempre la demonizzazione dell’avversario?
Usuelli chiede a Bernardo conto del suo porto d’armi…ha fatto lo stesso nei confronti del viceministro del suo governo Sileri? Farà lo stesso nei confronti dei numerosi medici che a seguito di ripetute minacce da pazienti disturbati hanno ottenuto questa possibilità di autodifesa? Usuelli ha una così evidente sfiducia nei confronti delle prefetture che disciplinano queste licenze?
Usuelli, in quanto medico, dovrebbe sapere quanti colleghi hanno subito aggressioni o addirittura sono morti per mano di deliquenti e psicopatici.
Forse è lui ad avere bisogno di un porto d’armi, ma per le “sparate” che fa contro gli avversari politici!” commenta Marco Osnato, parlamentare milanese di Fratelli d’Italia.
“Una sinistra disperata, ed evidentemente priva di argomenti e progetti da portare avanti in campagna elettorale, usa un’accusa infamante nel tentativo di gettare fango su Luca Bernardo – rimarca l’europarlamentare milanese di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza – Il candidato sindaco del centrodestra è una persona stimata e apprezzata, un medico che dedica la sua vita a curare i bambini. Accusarlo di portare armi in corsia non è solo folle, è la dimostrazione di quanto la sinistra milanese sia incapace di argomentare in modo costruttivo”.
“Con l’accusa meschina che il consigliere regionale Usuelli ha lanciato dalle pagine di Repubblica questa campagna elettorale è sprofondata a un livello infimo. Questo non è più un confronto politico, una dialettica anche conflittuale tra due schieramenti contrapposti: qui siamo di fronte a uno squallido attacco personale più simile a un regolamento di conti” afferma Gianluca Comazzi, consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.
(ITALPRESS).

Crimini informatici, accordo tra Polizia Postale e Fiera Milano

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato siglato oggi a Roma l’accordo tra la Polizia Postale e delle Comunicazioni e Fiera Milano per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici che hanno per oggetto i sistemi e servizi informativi di particolare rilievo per il Paese.
La convenzione, firmata dal direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi e dall’amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano Luca Palermo, rientra nell’ambito delle direttive impartite dal Ministro dell’Interno per il potenziamento dell’attività di prevenzione alla criminalità informatica attraverso la stipula di accordi con gli operatori che forniscono prestazioni essenziali. I sistemi informatici e le reti telematiche di Fiera Milano, infatti, sono considerate infrastrutture critiche e di interesse nazionale, oltre che di supporto alle funzioni istituzionali.
L’accordo rappresenta una tappa significativa nel processo di costruzione di una fattiva collaborazione tra pubblico e privato: un progetto che, in considerazione dell’insidiosità delle minacce informatiche e della mutevolezza con la quale esse si realizzano, risulta essere strumento essenziale per la realizzazione di un efficace sistema di contrasto al cybercrime, basato quindi sulla condivisione informativa e sulla cooperazione operativa.
“Questa intesa sancisce una collaborazione strutturata tra la Polizia Postale e Fiera Milano per l’adozione e il potenziamento di strategie sempre più efficaci in materia di prevenzione e contrasto al cybercrime” dice Luca Palermo, amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano. “Il problema della sicurezza informatica si è profondamente trasformato. Gli ultimi anni hanno mostrato quanto sia importante la cybersecurity per la business continuity delle aziende in tutto il mondo. Inoltre, questo accordo rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato che oggi più che mai è indispensabile per contrastare i crimini informatici”.
Per la Polizia di Stato tale compito viene assicurato dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni che da anni si occupa della tutela delle reti informatiche di realtà, sia pubbliche che private, di rilievo nazionale e di importanza strategica per il paese.
Alla firma della convenzione erano, inoltre, presenti per il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni il direttore della III Divisione Ivano Gabrielli e il dirigente del Compartimento Polizia Postale per la Lombardia Tiziana Liguori, mentre per Fiera Milano, oltre all’amministratore delegato, anche il direttore Security Stefano Bargellini e il direttore ICT Paolo Battarino.
(ITALPRESS).