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Milano Torna Fiera, da giugno a dicembre 30 manifestazioni

MILANO (ITALPRESS) – La ripartenza di un settore al servizio delle imprese; è stato questo il tema al centro dell’iniziativa di questa mattina “Milano Torna Fiera – il sistema fieristico milanese è pronto a rilanciare le imprese italiane”, organizzata da Fondazione Fiera Milano e Fiera Milano.
Il sistema fieristico, da sempre supporto fondamentale per l’export e per le imprese italiane, ha visto nell’ultimo anno una perdita di fatturato intorno al 70/75%. Un sistema che è da sempre una vetrina vitale per la maggior parte dei comparti produttivi della nostra economia e che si stima coinvolga non meno di 200mila imprese ogni anno. La sola Fiera Milano, con le oltre 50 manifestazioni ospitate nel 2019, ha generato 17,5 miliardi di Euro di export per le aziende espositrici, mentre le aziende italiane, a loro volta, hanno generato ricavi per 46,5 miliardi di Euro. A livello nazionale, la ricaduta sul territorio di tutto il sistema fieristico è quantificabile in circa 23,2 miliardi di Euro, mentre a livello locale Fiera Milano genera un indotto di 8,3 miliardi di Euro l’anno. Il contributo totale al PIL generato dalle “vendite fieristiche” è mediamente vicino a 60 miliardi di Euro.
“I numeri che vengono presentati evidenziano il valore che il sistema fieristico ha per le politiche industriali del nostro Paese e le ricadute importanti per i territori in cui si svolgono gli eventi – dichiara Enrico Pazzali, Presidente di Fondazione Fiera Milano. Per questo motivo voglio rivolgere un sentito ringraziamento al Governo, che si è impegnato in questi mesi perchè ci fosse una data certa per la riapertura dei nostri padiglioni. Dopo un anno in cui ci siamo messi al servizio della comunità e al fianco delle istituzioni per fronteggiare l’emergenza Covid-19, è arrivato il momento di tornare alla nostra mission principale. Per poterlo fare nelle migliori condizioni abbiamo un’interlocuzione costante con il Governo che si sta impegnando per sbloccare la partita dei ristori, che al momento ci vede ancora in una posizione non competitiva rispetto a quanto avvenuto in Germania, dove operano i nostri maggiori concorrenti”.
“Fiera Milano è pronta a ripartire. Vogliamo tornare ad ospitare nei nostri padiglioni gli oltre 4,5milioni di visitatori e le 36mila aziende provenienti da ogni parte del mondo, lasciandoci definitivamente alle spalle questi ultimi mesi di chiusura quasi ininterrotta – dice Luca Palermo, amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano. In questo lungo periodo abbiamo capito quanto Fiera Milano, assieme alla sua città e a tutto il territorio, debba giocare un ruolo di primo piano per aprirsi di nuovo ai mercati internazionali, come un ponte che mette in collegamento opportunità di crescita e di sviluppo. Dobbiamo essere un hub, non solo fisico, dove valorizzare e promuovere il potenziale del brand Italia, ma dobbiamo anche saper guardare alle catene globali del valore per attrarre qui imprese e investimenti da tutto il mondo. Oggi la nostra industry può finalmente ripartire. Il settore fieristico sta attraversando una fase di rapida evoluzione e noi, come Fiera Milano, abbiamo il dovere di sentire ancora più forte la responsabilità di essere una delle maggiori leve di slancio per il sistema produttivo italiano”.
All’evento hanno partecipato alcune fra le più importanti figure istituzionali del territorio, oltre che il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia. Dopo i saluti istituzionali di Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, Carlo Sangalli, Presidente di Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, e Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia, Monica Maggioni, giornalista RAI che ha introdotto e moderato il dibattito, ha presentato un breve video sull’importanza del sistema fieristico nei confronti del sistema economico nazionale.
Momento importante della mattinata è stato il dibattito durante il quale gli organizzatori di alcune tra le manifestazioni fieristiche più importanti del palinsesto milanese hanno affrontato il tema della ripartenza, con le sue novità ma anche le sue sfide. Al talk show sono intervenuti Marco Sabetta, Direttore Generale del Salone del Mobile, Antonio Intiglietta, Presidente GE.FI. spa – Gestione Fiere, Alfredo Mariotti, Segretario Generale Federmacchine, Cirillo Marcolin, Presidente di Confindustria Moda, Paolo Magri, Presidente Confindustria ANCMA (collegamento video), e Simona Greco, Direttore Manifestazioni Proprie e Partecipate Fiera Milano.
A loro, così come a tutte le segreterie organizzative che operano in Fiera Milano, è stato chiesto di rispondere a un sondaggio di SWG che, attraverso 12 domande, è servito nella prima parte a “fotografare” l’ambito operativo di ogni soggetto e le conseguenze generate dalla pandemia, mentre nella seconda si è puntato a cercare di capire quali siano le aspettative di ogni operatore/segreteria a seguito di questa ripartenza, che sicuramente vedrà l’affermarsi di un modo di ‘fare fierà molto diverso da quanto sperimentato in tanti anni di attività pre-covid. Al dibattito è intervenuto anche Carlo Ferro, Presidente di ICE, che ha ribadito l’appoggio dell’agenzia nella promozione sui mercati esteri delle imprese italiane.
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Milano, Palazzo Marino si tinge di blu per la Giornata del rifugiato

MILANO (ITALPRESS) – Palazzo Marino si tinge di blu per una notte, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, indetta dall’Onu. Come già l’anno scorso, in segno di adesione e partecipazione l’Amministrazione comunale accoglie la richiesta dell’UNHCR (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e per una notte illumina la facciata della sua sede istituzionale, Palazzo Marino in piazza Scala, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione #WithRefugees – Together we can do anything/Insieme possiamo fare la differenza, che vuole diffondere un messaggio di solidarietà e inclusione per gli oltre 80 milioni di persone nel mondo costrette a fuggire dalle loro case a causa di conflitti, violenze e persecuzioni. Un’iniziativa, patrocinata dal Comune di Milano, che ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla loro condizione e anche di coinvolgere le Amministrazioni pubbliche cittadine in progetti di accoglienza e integrazione. Oltre a Milano, quest’anno hanno già aderito le città di Ancona, Bari, Bologna, Catania, Firenze e Torino. L’illuminazione, possibile grazie al supporto di A2A Spa, avverrà questa sera al tramonto, e continuerà fino all’alba di domani. “Le grandi città – ha detto l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti – da sempre svolgono un ruolo protagonista nelle dinamiche migratorie, essendo per eccellenza i luoghi in cui le persone cercano l’occasione per ricostruire la propria vita, dove quindi pensano di riuscire a trovare più facilmente una casa, un lavoro, opportunità per sè stesse e la propria famiglia, o anche semplicemente in cui transitano in attesa di ripartire per altre destinazioni. Riuscire a rispondere queste richieste rappresenta senza dubbio una delle grandi sfide cui le amministrazioni locali, soprattutto quelle dei Paesi più ricchi com’è il nostro, sono chiamate. Tutti devono fare la loro parte, così come la fanno la cooperazione, le organizzazioni di volontariato, i liberi cittadini, che negli anni hanno saputo costruire un sistema di rete che ha cercato di fornire risposte ai temi fondamentali, come la tutela dei minori, la garanzia dei diritti fondamentali, l’inserimento sociale e nel mondo del lavoro”. La Giornata Mondiale del Rifugiato è stata indetta nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e viene celebrata annualmente in Italia dall’Alto Commissariato, in collaborazione con Enti locali e Comuni in prima linea nell’accoglienza e nell’integrazione di rifugiati e richiedenti Asilo. In questa ricorrenza, monumenti simbolo della cultura italiana illuminati per i rifugiati sono diventati un appuntamento consolidato e noto a livello internazionale. Milano, attraverso la rete SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione – ex Sprar/Siproimi), che si avvale anche della collaborazione di vari Enti del Terzo settore, nel corso del 2020 ha ospitato 504 persone, 378 delle quali già in precedenza inserite nei centri di accoglienza e 126 arrivate nel corso dell’anno. Quanto ai minori stranieri non accompagnati, considerando sia i servizi SAI sia le altre strutture di accoglienza, quelli accolti al termine del 2020 erano in tutto 610 (Albania, Egitto e Kosovo le nazionalità prevalenti). Circa le provenienze nel progetto SAI Adulti, il 2020 ha fatto registrare una maggiore variabilità rispetto all’anno precedente, con una crescita soprattutto degli arrivi dall’Asia (passati dal 18% del 2018 al 35% del 2020). Il 46,9% degli adulti ha frequentato i corsi di lingua italiana, 89 sono stati segnalati al Centro di mediazione al lavoro (Celav) e 62 sono stati i beneficiari di Borse lavoro, perlopiù impiegati come addetti alle pulizie, alla cucina, o come magazzinieri, manutentori, meccanici ed elettricisti. Nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, sono risultate inserite nel mondo del lavoro 116 persone, 16 delle quali contrattualizzate a seguito di borse-lavoro.
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“Lombardia è musica”, Regione premia giovani talenti lombardi

MILANO (ITALPRESS) – “Con ‘Lombardia è Musicà il Consiglio regionale ha voluto premiare i giovani musicisti lombardi. Un premio istituito per legge, approvata all’unanimità, e ciò significa voler dare continuità al sostegno dei giovani talenti musicali del territorio”. Lo ha dichiarato Carlo Borghetti, Vice Presidente del Consiglio regionale, durante la serata di premiazione dei vincitori che si è svolta ieri sera al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. “E’ stata una grande emozione sentire suonare i ragazzi e poterli premiare. Mi auguro che questo riconoscimento possa rivelarsi un passo importante per la loro carriera non solo artistica, ma anche lavorativa. Studiare musica è molto faticoso e non sempre si riesce a raccogliere ciò che si meriterebbe, speriamo di poter contribuire con ‘Lombardia è Musicà a un futuro professionale di soddisfazione degli studenti dei Conservatori lombardi”, ha sottolineato Borghetti.
Alla serata finale del concorso regionale per giovani talenti “Lombardia è Musica”, promossa dal Consiglio regionale della Lombardia in collaborazione con i Conservatori e gli istituti di studi musicali, il Vice Presidente Borghetti, la direttrice del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano Cristina Frosini, e il maestro Bruno Canino, hanno premiato i vincitori Josef Edoardo Mossali (Conservatorio Donizetti di Bergamo), primo classificato della categoria pianoforte, e Sofia Manvati (Istituto Monteverdi di Cremona), prima classificata della categoria archi e gli altri finalisti.
Davanti a un pubblico in presenza, selezionato e molto attento, Sofia Manvati ha interpretato la Sonata per violino e pianoforte in sol minore di Debussy e “Tzigane” di Ravel, mentre Edoardo Josef Mossali ha suonato brani dell’opera 25 di Chopin.
Il concorso musicale “Lombardia è musica” è alla prima edizione, riservata alle due sezioni pianoforte ed archi. Ai vincitori di ciascuna sezione viene assegnato un premio di cinque mila euro, tre mila euro sono destinati ai secondi classificati e duemila euro ai classificati al terzo posto. Agli altri finalisti viene assegnato un riconoscimento di 800 euro. Il bando della seconda edizione del Premio è già aperto ed è dedicato agli strumenti a fiato (riferita alla sola sezione legni) e a quelli a pizzico (chitarra, mandolino, arpa, clavicembalo). Ogni Conservatorio attraverso una selezione interna candiderà gli studenti alla fase finale, che si svolgerà nell’autunno 2021 a Palazzo Pirelli.
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Stop Lombardia alle specie vegetali esotiche/aliene invasive

MILANO (ITALPRESS) – La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, ha integrato i contributi 2021 per le attività dell’Osservatorio regionale per la biodiversità. Serviranno al monitoraggio e alla gestione delle specie esotiche/aliene invasive, siano esse fauna o flora. In gergo tecnico Ias. E’ un contributo di 60.000 euro suddivisi pariteticamente tra attività di gestione delle specie vegetali aliene invasive e attivazione di task-force specie aliene invasive per la fauna, con un supporto tecnico-scientifico. Si tratta delle specie piante originarie di altre aree geografiche (volontariamente o accidentalmente introdotte sul territorio nazionale), che hanno sviluppato la capacità di costituire e mantenere popolazioni vitali allo stato selvatico e che si insediano talmente bene da rappresentare una vera e propria minaccia.
Queste specie, infatti, oltre a entrare in concorrenza diretta con alcune delle nostre specie, possono alterare lo stato degli habitat e degli ecosistemi naturali, e a volte provocare ingenti danni economici ad attività produttive quali l’agricoltura e lo sfruttamento di risorse silvo-pastorali.
“Abbiamo perfezionato – spiega Raffaele Cattaneo – l’incarico in essere a Fondazione Lombardia per l’ambiente (Fla) e al Centro flora autoctona (Cfa) Parco Monte Barro per le attività riguardanti l’Osservatorio regionale per la biodiversità. Il nostro obiettivo è strutturare una sezione dedicata al monitoraggio della presenza di specie aliene invasive ed anche creare un raccordo più dinamico con enti e soggetti del territorio. Così da applicare più fluidamente, ove necessario, le procedure di allerta e di rapido intervento, di supporto scientifico e di trasferimento di competenze a chi vive e opera in Lombardia. Non da ultimo contribuire al coordinamento degli interventi, oggi in capo a soggetti diversi, per garantire un sostegno specialistico e la più corretta trasmissione delle informazioni: abbiamo visto quanto ne abbiamo bisogno”.
In seno all’Osservatorio regionale per la biodiversità, è il Centro flora autoctona dell’Ente Parco Monte Barro (Cfa) ad occuparsi delle specie vegetali aliene invasive. Una stazione sperimentale della Regione il cui obiettivo principale resta quello garantire la disponibilità di piante autoctone compatibili con le popolazioni lombarde. A esso è stata affiancata per la gestione delle specie faunistiche aliene invasive la Fondazione Lombardia per l’ambiente, come impegno ulteriore rispetto alle attività già comprese nel Programma annuale delle attività istituzionali. Tramite un accordo di collaborazione.
“Ho avuto modo di vistare il Centro flora autoctona dell’Ente Parco Monte Barro la scorsa settimana – ricorda l’assessore Cattaneo – e non posso che esprimere apprezzamento per il lavoro che sta portando avanti a salvaguardia della biodiversità”.
Le informazioni dovranno fluire sul sito web dell’Osservatorio regionale per la Biodiversità, che verrà integrato per informare ancora meglio cittadini e autorità. Con una sezione aggiornata, dedicata alle specie esotiche invasive (Ias) e alle attività regionali in corso per la loro gestione/contenimento. Più in generale i soggetti destinatari del provvedimento sono gli enti gestori dei Siti Natura 2000 e delle aree protette lombarde, gli Enti territoriali e tutto il sistema Agricoltura foreste caccia pesca (Afcp).
“Valorizzare il capitale naturale – aggiunge l’assessore all’Ambiente e Clima – anche nelle aree intercluse e salvaguardare la biodiversità sono scopi che, come Regione, ci prefiggiamo costantemente. Ciò è possibile anche mediante trasferimenti ad amministrazioni locali. Per esempio, per la realizzazione di connessioni ecologiche, per la tutela degli habitat e delle specie animali e vegetali di interesse comunitario”.
“In particolare – conclude Cattaneo – questo intervento che previene e gestisce l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive, mira a incrementare il nostro sistema di sorveglianza e di rilevamento precoce e di eradicazione. Ma punta anche a comunicare al Ministero le citate attività sempre con la maggiore puntualità e tempestività possibile”.
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Bankitalia, nel 2020 Pil Lombardia -9,4% e -77mila occupati

MILANO (ITALPRESS) – Nel 2020 il prodotto interno lordo regionale (PIL) è diminuito del 9,4 per cento, in misura leggermente più intensa che nella media nazionale. A rivelarlo è il rapporto annuale della Banca d’Italia sull’Economia della Lombardia. Il fatturato delle imprese è diminuito di circa il 6 per cento in Lombardia nel 2020 e la caduta della domanda e il timore di conseguenze permanenti sull’economia hanno avuto ripercussioni negative sull’accumulazione di capitale: quasi il 60 per cento delle imprese ha ridotto gli investimenti nel 2020, determinando un calo dei flussi del 12,6 per cento (-3 per cento nel 2019). Secondo le stime, la diminuzione degli investimenti ha interessato anche quelli indirizzati ad aumentare la sostenibilità ambientale e a fronteggiare i rischi derivanti dal cambiamento climatico. I prestiti bancari alle imprese sono tornati ad aumentare in Lombardia a partire dal marzo del 2020 e hanno accelerato nei mesi successivi (7,3 per cento l’incremento nel 2020, da una flessione del 2,6 per cento nel 2019). La produzione industriale è scesa di circa il 10 per cento, in linea con la media italiana, e il calo è stato più intenso tra le imprese di dimensioni più ridotte e nei comparti legati alla moda e nella siderurgia.
In seguito alla crisi pandemica, nel 2020 le condizioni del mercato del lavoro in Lombardia sono rapidamente peggiorate, con una riduzione significativa del tasso di occupazione: il calo è stato dell’1,7 per cento (2,0 in Italia), corrispondente a circa 77.000 occupati in meno rispetto al 2019. I lavoratori autonomi e i dipendenti a tempo determinato sono diminuiti rispettivamente del 2,1 e del 14,6 per cento, quelli a tempo indeterminato sono rimasti sostanzialmente stabili. Nella media dell’anno il saldo tra assunzioni e cessazioni è stato negativo per quasi 22.000 posizioni lavorative e sono stati creati circa 94.000 posti di lavoro in meno rispetto al 2019. Le ricadute dell’emergenza sul numero degli occupati sono state mitigate dall’eccezionale ricorso ai regimi di integrazione salariale: nel complesso le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni (CIG) sono state oltre 17 volte quelle del 2019, e a queste si sono aggiunte le ore dei Fondi di Integrazione Salariale e degli altri fondi di solidarietà, che hanno raggiunto il 35 per cento delle ore totali autorizzate. Il forte ricorso alla CIG e ai Fondi ha compensato la significativa riduzione delle ore lavorate, diminuite nella media dell’anno dell’11,4 per cento, in linea con il dato nazionale.
Le stime hanno evidenziato che lo sviluppo digitale in Lombardia è stato ancor più rilevante durante la pandemia di Covid-19: la regione ha un livello di digitalizzazione superiore a quello dell’Italia in termini di dotazione infrastrutturale, utilizzo delle reti, competenza digitale, utilizzo dei servizi online da parte delle famiglie, livello di digitalizzazione delle imprese e offerta di servizi digitali degli enti locali. La quota di lavoratori dipendenti lombardi del settore non agricolo che ha lavorato almeno in parte da remoto è stata in media pari al 18,2 per cento (1,8 nel periodo corrispondente del 2019), una quota superiore a quella nazionale (14,8 per cento). Il ricorso al lavoro agile è stato più contenuto nella media del settore pubblico (21,0 per cento dei dipendenti), e ancora minore nell’industria e nei servizi a basso contenuto di conoscenza, caratterizzati da minori margini di telelavorabilità.
Nel 2020 il reddito disponibile delle famiglie lombarde si è ridotto del 2,9 per cento a prezzi costanti rispetto all’anno precedente, con un marcato aumento della disuguaglianza nei redditi da lavoro delle famiglie. Nel 2020 i consumi delle famiglie lombarde si sono ridotti del 12,4 per cento a prezzi costanti rispetto all’anno precedente, interrompendo la fase di moderata ripresa avviatasi nel 2014.
L’attività dei servizi in Lombardia si è fortemente ridotta: in quelli privati non finanziari il fatturato a prezzi costanti è sceso dell’11,4 per cento. Nel commercio al dettaglio, le vendite sono diminuite del 6,5 per cento, con cali accentuati nella prima parte dell’anno e nel quarto trimestre. Il fatturato degli altri servizi è diminuito del 12,3 per cento, con una riduzione più accentuata nei comparti che richiedono maggiore interazione sociale, come i servizi alle persone e quelli di alloggio e ristorazione. Questi ultimi hanno risentito della riduzione degli arrivi turistici in regione, scesi di due terzi rispetto all’anno precedente, con una flessione più intensa per gli stranieri, la cui spesa in Lombardia si è ridotta di circa il 61 per cento.
Nel 2020 le esportazioni della regione sono diminuite in misura considerevole nel primo semestre: hanno recuperato solo parzialmente nei mesi successivi, calando del 10,6 per cento nel complesso dell’anno (-11,0 per cento le importazioni). Valutate a prezzi costanti, le esportazioni sono diminuite del 9,8 per cento, più del commercio mondiale (-5,4 per cento) e della domanda potenziale (-6,6 per cento).
Le compravendite di abitazioni sono scese nel 2020 del 7,9 per cento rispetto all’anno precedente, in linea con l’andamento registrato nella media italiana, mentre i prezzi sono aumentati nella media dell’anno, in misura più intensa rispetto al dato nazionale. Le transazioni di immobili non residenziali sono diminuite dell’11,0 per cento, dopo oltre un quinquennio di crescita, mentre le quotazioni hanno ristagnato. Nel 2020 l’emergenza sanitaria ha interrotto bruscamente la fase di moderata ripresa che aveva interessato il settore delle costruzioni dal 2016: la produzione si è arrestata nei mesi di marzo e aprile, in seguito alle misure governative di sospensione delle attività, e la produzione totale del settore è diminuita di circa il 10 per cento.
Nei Comuni lombardi, i minori incassi per le entrate tributarie ed extratributarie, la cui flessione può essere ricondotta alla crisi pandemica, sono stati pari a circa 611 milioni di euro (6,2 per cento delle entrate correnti) nonostante gli enti territoriali lombardi abbiano affrontato la pandemia partendo da una situazione finanziaria nel complesso migliore di quella delle altre regioni a statuto ordinario, disponendo in media di avanzi di bilancio più ampi e di livelli di indebitamento inferiori.
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Masterplan Villa Reale Monza, 55 milioni per il rilancio

MILANO (ITALPRESS) – Valorizzare un bene monumentale di grande pregio artistico e architettonico come la Villa Reale di Monza e il Parco che la circonda, il polmone verde recintato più grande d’Europa; attuare in tempi rapidi quanto contenuto nell’Accordo di Programma finanziato da Regione Lombardia con 55 milioni; assegnare grande attenzione alla sostenibilità; dotare il complesso di una governance che si attivi anche per attrarre capitali privati per rendere ancora più fruibile un sito di inestimabile valore.
Questi alcuni dei punti qualificanti del Masterplan per Villa Reale e Parco di Monza presentati nella conferenza stampa tenuta dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, insieme all’assessore regionale all’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione Fabrizio Sala, coordinatore del tavolo territoriale di Monza. Sono intervenuti anche Dario Allevi sindaco di Monza e Alessandro Leon (CLES), capofila del team di progettisti vincitore della gara per la redazione del Masterplan.
Il documento definisce un programma di interventi organizzato in due fasi: la prima è quella ‘operativà, già avviata con Consorzio Villa reale e ARIA e può contare su risorse per 23,6 milioni di euro); la seconda, ‘programmaticà attua quanto contenuto nel Masterplan (32 milioni di euro).
“Sono molto orgoglioso del progetto che oggi presentiamo. La Villa Reale e Parco di Monza – ha detto il presidente Fontana – meritano di essere valutati per quell’unicum che rappresentano. Un comparto che deve essere rilanciato sicuramente a livello regionale, ma certamente anche a livello internazionale, affinchè tutto il mondo possa conoscerlo e apprezzarlo, con le inevitabili ricadute positive che ciò produrrà in termini anche economici”.
“Ci sono in particolare due aspetti di questo masterplan che voglio evidenziare e che sono motivo di orgoglio lombardo – ha rimarcato il presidente -. Il primo è che il piano è stato realizzato attraverso l’ascolto. Un principio sul quale si fondano gran parte delle politiche di Regione Lombardia: a partire dal piano di rilancio dell’economia al Tavolo della competitività. Noi crediamo fondamentale che ci sia una condivisione di tutte le scelte che si vanno a fare in qualunque ambito, siano esse di carattere politico, che economico”.
“Il secondo aspetto – ha proseguito il governatore – è quello della sostenibilità economica. Noi vogliamo fare in modo che questo progetto possa continuare. Non sia qualcosa di straordinario che si porta avanti fintanto che ci sono le risorse; deve poter proseguire in maniera autonoma, che duri negli anni, in modo che continui a rappresentare questa realtà eccezionale che puntiamo a valorizzare”.
“Il fatto che in poche ore si siano esaurite le prenotazioni per le visite organizzate dopo la riapertura – ha concluso Fontana – è la dimostrazione che la gente ha voglia di ripartire e di riappropriarsi anche degli spazi dedicati alla cultura e allo svago”.
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Inps, nuova sede a Palazzo Missori per direzione Lombardia

MILANO (ITALPRESS) – Taglio del nastro per la nuova sede della direzione regionale Lombardia e direzione coordinamento metropolitano di Milano nel Palazzo Piacentini, in Piazza Missori, di proprietà di Inps. Lo storico edificio ospiterà gli uffici dell’istituto a seguito del trasferimento dalla sede di via Gonzaga.
“Non posso che essere d’accordo col ridare ai nostri cittadini degli spazi come questi. In un mondo virtuale gli spazi hanno sempre il loro ruolo e sono importantissimi” ha commentato il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
“Con un immobile di pregio come questo costruito dal Piacentini negli anni Trenta si incontrano due eventi in una città simbolo del periodo della pandemia e del periodo post pandemico,simbolo della rinascita e della ripresa del Paese e noi come Inps vogliamo essere partecipi non solo nell’accompagnamento che abbiamo fatto fino ad adesso nel sostegno agli italiani, ma anche nel sostegno della ripartenza” ha detto il presidente dell’INPS Pasquale Tridico, e ha aggiunto: “L’Inps è con l’Italia nella ripartenza”.
La decisione di riutilizzare a fini istituzionali il palazzo storico, nato come sede dell’istituto nel 1931 e progettato dall’architetto Marcello Piacentini, si inserisce in un percorso di razionalizzazione delle risorse strumentali dell’istituto che la Direzione regionale Lombardia ha avviato e intensificato nel corso del 2020 con il principale obiettivo di valorizzare gli stabili di proprietà e renderli funzionali all’allocazione degli uffici.
“Credo che ogni ente pubblico e in generale la pubblica amministrazione debba dedicare una grande cura nel mantenere e valorizzare e recuperare il patrimonio immobiliare che ha” ha osservato il ministro della Cultura Dario Franceschini. “Sapete che abbiamo una quantità di patrimonio pubblico straordinario: abbiamo bisogno più che consumare suolo di rigenerare le aree urbane, di recuperare” questi luoghi. “Questa operazione – ha continuato- va esattamente in questo senso, va anche nel senso in cui sta operando Milano e dimostra come la rigenerazione urbana possa essere il futuro di questo Paese”.
Circa 2,2 milioni di euro l’anno sono i risparmi che si conseguiranno in termini di costi di locazione e spese di gestione e consentiranno di recuperare i costi sostenuti per i lavori e il finanziamento di ulteriori interventi necessari per ripristinare e mantenere il prestigio artistico dello stabile.
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Integrated Governance Index, Fiera Milano 1^ tra società quotate

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Definita la Top10 dell’Integrated Governance Index 2021. A guidare la graduatoria sono Hera, in prima posizione (era al sesto posto nel 2020), seguita da Snam ed Enel (entrambe al quarto posto a pari merito lo scorso anno). Hera si conferma anche quest’anno al primo posto nell’area relativa all’integrazione degli Esg nella Finanza dell’azienda, che analizza i legami tra azienda e investitori responsabili. L’area di indagine straordinaria 2021, dedicata alla ESG Identity, ovvero alla capacità dell’azienda di valorizzare la propria identità sostenibile, vede sul podio, nell’ordine, Enel, Hera e Saipem. Ai vertici delle non quotate ci sono BNL Gruppo BNP Paribas, Crédit Agricole Italia e Cap Holding. Mentre Fiera Milano guida il podio delle società quotate extra le prime 100, davanti a Ovs e Sabaf.
«Siamo onorati di essere risultati primi in una delle classifiche principali dell‘Integrated Governance Index e di essere a fianco di campioni della sostenibilità quali ENEL, HERA, SNAM e BNL. La sostenibilità è un asset strategico e trasversale del modello di business di Fiera Milano. Il piano industriale CONN.E.C.T. 2025, che abbiamo presentato al mercato nei primi mesi dell’anno, ha l’ambizione di creare valore nel medio lungo termine per gli azionisti e tutti gli altri stakeholder di riferimento del Gruppo. Siamo consapevoli dell’importanza del sistema fieristico-congressuale per il tessuto imprenditoriale e delle rilevanti ricadute in termini di contributo economico e sociale che esso genera per la città di Milano, la Lombardia e l’intero Paese».
commenta Luca Palermo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fiera Milano.
(ITALPRESS).