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Covid, Moratti “Riaprire visite in Rsa con certificazione verde”

MILANO (ITALPRESS) – Permettere le visite e gli incontri tra familiari e ospiti delle residenze per anziani se a entrambi è stata rilasciata la certificazione verde Covid-19.
E’ questo il contenuto della proposta avanzata dalla vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
Il confronto proposto da Letizia Moratti prevede un aggiornamento della normativa vigente che attribuisce alla direzione sanitaria delle Rsa la decisione e la responsabilità sulla possibilità di consentire gli incontri.
“L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non – sostiene Moratti – dovrebbe essere consentita se sia ai parenti/visitatori che all’ospite/paziente delle strutture stesse è stata rilasciata una delle certificazioni verdi Covid-19, recentemente approvati dal Governo”.
“La normativa vigente – spiega la vicepresidente Moratti – ha certamente rappresentato in questi mesi un importante deterrente alla diffusione della pandemia all’interno di alcune collettività chiuse con ospiti anziani e, più in generale, con ospiti ad alta fragilità. Tuttavia è ora necessario un suo aggiornamento grazie anche agli importanti sforzi riorganizzativi degli enti gestori per il contenimento e gestione del Covid. Senza contare che la vaccinazione prioritaria attuata da Regione Lombardia su ospiti e personale di queste residenze ha consentito pressochè di azzerare contagi e decessi”.
“Rimettere alla direzione sanitaria l’indicazione e la regolamentazione degli accessi di parenti e visitatori all’interno di queste strutture residenziali – rimarca l’assessore lombardo al Welfare – può risultare particolarmente complesso per il non facile compito di commisurare i benefici e i rischi, con il pericolo di generare arbitrarietà decisionali difformi sul territorio. Inoltre, il perdurare dell’applicazione delle norme sul distanziamento potrebbe comportare un aumento dei disagi sia degli ospiti che dei loro cari non potendosi sempre facilmente trovare valide alternative”.
“E’ giunto il momento di ripensare la chiusura alle visite nelle Rsa – conclude Moratti – consentendo nei limiti della sicurezza e della tutela della salute, riaperture agli incontri e ai ricongiungimenti attesi di mesi”.
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DA AEB energia 100% rinnovabile per illuminazione A Busto Arsizio

SEREGNO (ITALPRESS) – Sarà Gelsia, società 100% controllata da AEB (Gruppo A2A), a fornire energia completamente rinnovabile per l’illuminazione pubblica di Busto Arsizio.
“L’accordo – si legge nella nota – prevede la fornitura di 6,2 milioni di kwh annui di energia 100% green – ovvero certificata con l’origine della fonte utilizzata per la produzione – al gestore dell’illuminazione del Comune lombardo, l’associazione temporanea di impresa formata dall’altra società controllata da AEB, A2A Illuminazione Pubblica, e Varese Risorse (società del Gruppo Acsm Agam), per una spesa stimata in 1,1 milioni di euro all’anno. L’operazione mostra il percorso di evoluzione societaria di AEB come Holding di servizi per le societàoperative. Una crescita sostenibile che, come previsto dal Piano Industriale 2021-2025, punta a sviluppare e valorizzare le sinergie di Gruppo. La fornitura di energia green, gli investimenti sull’illuminazione e l’installazione di 10mila nuove luci a LED nel Comune di Busto Arsizio produrranno notevoli benefici dal punto di vista della sostenibilitàambientale ed economica. Ogni anno sarà infatti evitata l’emissione di 1.700 tonnellate di CO2 e risparmiate circa 1.000 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio). Inoltre è prevista una riduzione dell’80% dei consumi complessivi per l’illuminazione”.
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A febbraio e Marzo accelera il manifatturiero in Lombardia

MILANO (ITALPRESS) – Le indagini sulla fiducia delle imprese evidenziano a febbraio e a marzo una accelerazione del recupero del manifatturiero nel Nord Ovest e in Lombardia, più che nella media nazionale e a fronte di una progressione significativa dell’industria tedesca, ma anche crescenti rischi per il consistente rincaro delle materie prime a livello globale. Al contrario, il clima dei servizi ripiega nuovamente sia nel nostro territorio che nella media nazionale, mentre risale in Europa. L’impatto della pandemia sul mercato del lavoro è diffuso in Europa, ma mentre nelle regioni benchmark si rileva un aumento dei disoccupati, in Lombardia – così come in Italia – il calo di occupazione non si traduce in maggiore disoccupazione ma in un incremento considerevole degli scoraggiati.
Sono queste alcune delle evidenze contenute nel booklet economia a cura del Centro Studi di Assolombarda, pubblicato su Genio & Impresa (Genioeimpresa.it), webmagazine dell’Associazione.
Nel manifatturiero la fiducia delle imprese del Nord Ovest aumenta ancora a marzo ed è al di sopra dei livelli di inizio 2020 di 6 punti percentuali, più della media italiana (+ 2 punti), grazie proprio all’accelerazione nei primi mesi del 2021. L’incremento dell’indice è spiegato da un netto aumento dei giudizi sugli ordini, sia interni sia esteri, e da un ulteriore miglioramento delle attese di produzione nel breve termine. In Germania l’indice di fiducia, dopo aver toccato il punto di minimo nel mese di aprile dello scorso anno, a marzo 2021 si attesta al di sopra dei livelli di gennaio 2020 di circa 25 punti percentuali, con un saldo positivo vicino ai massimi storici del 2018 e con aspettative di produzione per i prossimi tre-quattro mesi su livelli record nella serie storica.
Arretra invece la fiducia nei servizi in Italia e soprattutto nel Nord Ovest, mentre rimbalza nei principali Paesi europei. Per quanto riguarda i consumatori, la fiducia nel Nord Ovest è stabile a marzo ma l’incertezza rimane diffusa: l’indice si attesta ancora sotto i livelli pre Covid-19 di circa 10 punti percentuali, con livelli storicamente molto bassi.
L’accelerazione del manifatturiero lombardo nei primi mesi del 2021 segue a una chiusura del 2020 meno brillante a causa della seconda ondata di contagi che ha colpito il Paese (nel quarto trimestre 2020, infatti: -2,3% l’export tendenziale della Lombardia, -1,8% Italia, +1,6% Cataluña, +2,7% Baden-Wùrttemberg). Ma si evidenzia che la performance complessiva annua (-10,6%) è allineata ai benchmark europei (-10,3% Cataluña, -7,3% Baden-Wùrttemberg) grazie alla sostenuta ripresa dei mesi estivi, chiaro segnale di competitività sui mercati esteri. Al quadro attuale si aggiungono i nuovi rischi legati al consistente rincaro delle materie prime a livello globale, che potrebbero compromettere la velocità della ripartenza. Nei primi tre mesi del 2021, infatti, sale al 14% (dall’8%) la quota di imprese manifatturiere del Nord Ovest che incontrano crescenti ostacoli alle esportazioni in termini di prezzi e costi e al 10% (dal 5%) la quota di imprese che riscontrano problemi di allungamento dei tempi di consegna.
Nel mercato del lavoro, il confronto europeo offre spunti interessanti per leggere le conseguenze differenziate dell’emergenza sanitaria. Infatti, se nelle regioni benchmark l’impatto del Covid è visibile direttamente sul tasso di disoccupazione – in salita al 13,9% nel quarto trimestre 2020 in Cataluña, al 3,6% in Bayern, al 4,2% in Baden-Wùrttemberg -, in Lombardia la diminuzione dell’occupazione si accompagna a una flessione della disoccupazione (5,3% il tasso nel quarto trimestre 2020), riflettendo un aumento ingente di inattivi che hanno rinunciato alla ricerca di un impiego. Inoltre, sebbene prosegua la discesa delle richieste di CIG – con 22 milioni di ore autorizzate a febbraio 2021, il minimo mensile dallo scoppio della pandemia – il livello ancora elevato nel confronto storico indica il permanere di tensioni.
Infine, l’aumento di prestiti bancari alle piccole, grandi e medie imprese lombarde di qualsiasi settore è ancora sostenuto a dicembre 2020 (+7,2% rispetto al 2019) come conseguenza delle misure per far fronte all’emergenza.
MILANO. Il manifatturiero del capoluogo lombardo chiude il 2020 con un’ampia contrazione delle esportazioni, -8,6% negli ultimi tre mesi, che porta il totale annuo a -12,5%, un risultato peggiore rispetto alla media lombarda (-10,6%) e che equivale a una perdita di 5,7 miliardi di euro di fatturato estero. Si evidenzia che il -18,3% del sistema moda spiega da solo un quarto della flessione complessiva dell’export metropolitano nel 2020. Negative anche le performance della meccanica (-12,8%), dei metalli (-17%), dell’elettronica (-10,7%) e degli apparecchi elettrici (-8,0%). Tra i settori di punta del territorio, la chimica è in flessione contenuta (-3,4%) e la farmaceutica in espansione (+5,2%). Nel complesso, i livelli produttivi dell’industria cadono di circa il -10%.
Alla flessione del manifatturiero si affianca il crollo dei servizi: il fatturato annuo delle attività dell’accoglienza e ristorazione scende del -30/-40%, quello dei servizi alle imprese di un più contenuto -10%. Le discese dei livelli di attività si riflettono nel mercato del lavoro con 20mila occupati in meno nel 2020 (-1,3% rispetto al 2019) e con oltre 4mila disoccupati in meno, evidenziando un aumento elevato degli inattivi, quasi 50 mila in più, che hanno rinunciato a cercare un posto di lavoro Per quanto riguarda il ricorso alla CIG, le ore autorizzate a febbraio 2021 ammontano a 9,4 milioni, elevate ma minime se si considera il picco di 47,3 milioni ad aprile 2020.
La mobilità totale, in seguito all’introduzione delle nuove restrizioni a marzo 2021, si contrae del -11%. Si mantengono stabili, intorno al -30%, i tragitti verso i luoghi di lavoro.
MONZA BRIANZA. Trainato in particolare dalla chimica e da mobili e design, l’export torna sopra i livelli pre Covid-19 con un aumento tendenziale del +1,9% nel quarto trimestre 2020. Il bilancio complessivo del 2020 è comunque negativo e pesante: il fatturato estero perso nell’anno ammonta a 684 milioni di euro, -7,1% rispetto al 2019, una flessione più contenuta della media lombarda (-10,6%). Anche la tenuta complessiva della produzione manifatturiera è superiore alla regione, con un -7,9% che si confronta con un -9,8% lombardo. Nel dettaglio, la farmaceutica aumenta le esportazioni (+16,1%) e, tra i settori di punta, contengono le perdite l’elettronica (-2,4%), gli apparecchi elettrici (-6,0%), i metalli e la chimica (-6,6% entrambi) e la gomma-plastica (-6,7%). Flettono più della media manifatturiera l’arredo (-8,4%) e l’automotive (-10,9%), ma è la meccanica il settore che soffre maggiormente (-16,6%).
Nel mercato del lavoro nel 2020 si registrano 3mila occupati in meno rispetto al 2019. La flessione dell’occupazione, come nella media regionale, si accompagna ad una diminuzione della disoccupazione (-9 mila unità, tasso in calo al 4,9%), riflettendo un aumento cospicuo degli inattivi (+16 mila). Le ore autorizzate di CIG a febbraio 2021 si mantengono stabili intorno ai 2,5 milioni, livelli elevati ma minimi se si considera il picco di 12,4 milioni ad aprile 2020.
La mobilità totale delle persone torna a contrarsi a marzo 2021 con l’introduzione delle nuove restrizioni (-10%, in linea con la Lombardia), dopo aver superato i livelli pre pandemia a febbraio (+7%).
I movimenti verso i luoghi di lavoro si mantengono invece intorno al -25%/-30%.
LODI. A fine 2020 Lodi registra un +6,3% di vendite sui mercati internazionali rispetto al 2019, una variazione ascrivibile per oltre la metà all”elettronica (+6,6%), ma con contributi particolarmente positivi anche della meccanica (+22,8%) e degli apparecchi elettrici (+8,4%). L’intero 2020 rimane tuttavia di segno negativo, -3,9% (-142 milioni di fatturato estero), ma ben più contenuto della media regionale – Lodi è la seconda provincia regionale per tenuta nell’anno – grazie alle specializzazioni settoriali del territorio. Questo quadro si riflette nella produzione manifatturiera, che registra un -3,3%, contro un -9,8% in Lombardia. Nelle vendite estere, nel 2020, crescono la farmaceutica (+24,7%), l’alimentare (+7,4%) e i prodotti in metallo (+1,5%). Tra i settori di punta, limita le perdite l’elettronica (-3,0%), invece flettono maggiormente rispetto alla media manifatturiera la meccanica (-5,6%), gli apparecchi elettrici (-6,8%) e la gomma-plastica (-7,8%). La chimica (comprensiva della cosmetica), che rappresenta il secondo settore più importante per l’export lodigiano, è il comparto più penalizzato che, con una perdita annua pari al -14,7%, incide per oltre la metà sulla flessione del territorio.
Nel 2020 il quadro del lavoro appare più positivo della media lombarda, contando un aumento di quasi mille occupati rispetto al 2019 (+1%) e una diminuzione di oltre mille disoccupati. Il ricorso alla CIG, nonostante sia all’interno di un trend di forte discesa dall’estate 2020 (tranne che per il rimbalzo del novembre scorso), rimane elevato a febbraio 2021 (300mila ore, 3,9 milioni il picco di aprile 2020).
A marzo 2021 la mobilità totale delle persone (-4%) torna sotto i livelli pre-Covid, ma in misura inferiore rispetto alla media lombarda (-8%). Gli spostamenti verso i luoghi di lavoro si confermano invece intorno al -25%.
PAVIA. Il manifatturiero pavese chiude il 2020 in forte contrazione nell’export (-20,4%). In generale, l’intero anno ha significato una caduta particolarmente pesante, la peggiore tra le province lombarde con un -15,7%, equivalente a 644 milioni di euro di fatturato estero perso, più della media regionale (-10,6%). I livelli produttivi industriali si sono ridotti del -10%. Tra i settori più rilevanti dell’export pavese, il sistema moda (-47,2% nel 2020, con un crollo ingente nell’ultimo trimestre) incide per quasi la metà sulla diminuzione annua del territorio, ma anche meccanica (-18,9%), metalli (-22,6%), prodotti petroliferi (-47,4%) e in misura minore la chimica (-9,9%) pesano in negativo. Alimentare (+14,5%), farmaceutica (+7,1%) e anche gomma-plastica (+1,1%) aumentano invece le vendite estere.
Nel mercato del lavoro, gli occupati nel 2020 sono 9mila in meno rispetto al 2019, con una variazione percentuale ampia pari a -3,7%. Parallelamente diminuisce la disoccupazione (-4 mila unità, tasso al 5,4% comunque più alto della media lombarda), riflettendo un aumento cospicuo degli inattivi (+13mila). Il ricorso alla CIG si attesta a febbraio 2021 ancora su livelli mensili elevati (500 mila ore), ma minimi dallo scoppio della pandemia (5,9 milioni il record di aprile 2020).
A marzo la mobilità totale delle persone torna appena sotto i livelli pre-Covid (-2%), mentre in Lombardia il calo è più netto (-8%). I movimenti verso i luoghi di lavoro restano invece intorno al -20% (-30% circa in Lombardia).
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Sala “Addio Milva, Milano non ti dimenticherà”

MILANO (ITALPRESS) – “Con grande tristezza Milano dice addio a Milva, artista di straordinario talento e personalità che ha saputo interpretare nel corso della sua lunga carriera musicale epoche culturali diverse con uno stile irripetibile. Con la sua voce potente e trascinante, il suo essere diva del palcoscenico ha conquistato i teatri del mondo offrendo al pubblico emozioni e unicità. Milano è grata a Milva che, emiliana di nascita, aveva scelto di vivere qui facendo del Teatro Strehler il suo teatro e dei milanesi il suo pubblico più affezionato. Ciao Milva, non ti dimenticheremo”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commenta la scomparsa di Milva.
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Salone Mobile, Sala “No a cancellazione, ci sarà anche Mattarella”

MILANO (ITALPRESS) – Fa discutere la prossima edizione del Salone del Mobile di Milano, prevista dal 5 al 10 settembre.
Le notizie corrono veloci, a partire dalle indiscrezioni sul rischio di cancellazione di questa 60esima edizione della kermesse fino alle dimissioni del Presidente Claudio Luti che ieri sera in una nota ha evidenziato “la volontà da parte delle aziende di rinunciare a partecipare al Salone di settembre, rendendo difficoltoso dar vita a una manifestazione di qualità, rappresentativa del Settore nel suo insieme”.
Questa mattina arriva via social, con un video pubblicato sulla sua pagina fb, l’appello del sindaco di Milano Beppe Sala agli operatori del settore mobili e design: “Ho ricevuto una lettera dal Quirinale che manifesta la disponibilità del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad essere presente per l’inaugurazione del 5 settembre; è vero che c’è poco tempo ma sono mesi che stiamo lavorando su logistica e sui protocolli di sicurezza sanitaria per consentire di farvi partecipare”.
Il sindaco di Milano, rivolgendosi direttamente agli espositori, ha spiegato quanto questo evento costituisca un’importante occasione per far ripartire per molte categorie “che hanno pagato più di altre la crisi economica legata alla pandemia, dalla ristorazione alla comunicazione”.
Inoltre nel suo appello video su fb il sindaco di Milano Beppe Sala ha dichiarato che le dimissioni di ieri di Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile “non sono un buon segnale”.
Altra incognita poi ventilata: il Salone del mobile potrebbe essere “scippato” a Milano e approdare in altre città?
Beppe Sala ha invitato gli operatori del settore a stare “attenti, perchè non è cosi scontato che non ci siano altre città europee che in queste difficoltà possano inserirsi” reclamando così un ruolo importante nel mondo del design. Sala ha puntualizzato poi che come sindaco di Milano non può permettere questo rischio e quindi chiosato chiedendo di riflettere ed essere generosi.
Intanto il Cda, confermando di aver ricevuto le dimissioni del Presidente Luti, ha ribadito in una nota che “a oggi non è stata ancora assunta alcuna decisione inerente all’organizzazione del Salone del Mobile Milano 2021. Ogni decisione è rimessa alla valutazione del Consiglio di Amministrazione della società che si riunirà nei prossimi giorni”.
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Fontana visita nuovo hub vaccinale Palazzo Scintille a Milano

MILANO (ITALPRESS) – “Il nostro obiettivo è di effettuare 100.000 vaccinazioni al giorno. Un traguardo raggiungibile a patto che in Lombardia arrivino nuove dosi da mettere a disposizione dei nostri centri vaccinali”.
Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che questa mattina ha fatto visita al nuovo hub per le vaccinazioni realizzato a Milano al ‘Palazzo delle Scintillè.
“Si tratta – ha spiegato il governatore – della più grande area allestita in Italia insieme a quella della Fiera di Brescia. Una struttura creata con la collaborazione di Fondazione Fiera Milano e Generali, con il contributo e la partecipazione di importanti partner privati quali Cisco e Moncler che ringrazio”.
Il nuovo centro, in linea con le indicazioni del piano di vaccinazione massiva di Regione Lombardia, risponde all’esigenza di avere ulteriori e adeguati spazi sul territorio per proseguire le inoculazioni con un ritmo sempre più sostenuto.
“Ieri – ha aggiunto Fontana – siamo arrivati a 68.000 somministrazioni, adesso ci troviamo a rallentare a causa della carenza di vaccini. Abbiamo bisogno di implementare la fornitura, così potremo anche arrivare a quota 100.000 al giorno”.
Il presidente Fontana ha infine evidenziato che “Palazzo Scintille è organizzato per somministrare circa 10.000 inoculazioni al giorno attraverso 72 linee di erogazione vaccinale”.
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Liberi professionisti, supporto da regione Lombardia

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MILANO (ITALPRESS) – La crisi economica post-Covid colpisce duramente i liberi professionisti in Lombardia: sono oltre 10mila coloro che, a causa della pandemia, hanno dovuto chiudere gli studi professionali. Si tratta di lavoratori che, nel giro di un anno, sono scesi da 296.914 a 286.497. Questa la fotografia della Regione Lombardia scattata dal Rapporto sulle libere professioni lombarde, realizzato dall’Osservatorio di Confprofessioni, al centro oggi pomeriggio di un dibattito al quale hanno partecipato, fra gli altri, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi.
Un dato emerge chiaramente dal confronto: il calo dei liberi professionisti lombardi rappresenta un danno per la regione in termini occupazionali. Il Rapporto di Confprofessioni, principale organizzazione di rappresentanza dei liberi professionisti in Italia, indica infatti che nel 2019 ammontavano a 37.894 i liberi professionisti datori di lavoro.
Numeri di fronte ai quali i vertici regionali promettono il loro impegno per sostenere un settore “quello delle libere professioni che rappresenta un tesoro di competenze e qualità che opera al servizio di imprese e cittadini”, ha sottolineato Fontana, ricordando che fino al 2019 i liberi professionisti erano l’unico comparto a crescere tra i lavoratori indipendenti.
“L’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica hanno messo alla prova imprese e professionisti, questi ultimi necessitano certamente di un’attenzione maggiore, che, come Regione Lombardia, faremo in modo di non far mancare”, ha promesso Fontana, precisando che una chiave della ripresa è la “formazione di qualità”. Su questo tema, ha quindi concluso, “posso assicurare il mio impegno affinché una parte importante delle risorse che ci arriveranno dall’Europa siano impiegate in iniziative finalizzate allo sviluppo di un capitale umano formato”.
Se la Regione annuncia il suo supporto, a intervenire deve anche essere lo Stato. Nonostante “i dati preoccupanti che emergono dal Rapporto” Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, si è detto “fiducioso” sul fatto che “i professionisti possano trovare al loro interno la volontà di ripartire”, ma “ulteriori ristori saranno necessari”. Ricordando che “da un anno i professionisti non ricevono contributi da parte dello Stato”, Stella ha osservato che “la riapertura delle attività non consentirà che i professionisti riaprano immediatamente, ci vorrà più tempo”. Per questo, ha rimarcato, “aspettiamo con fiducia questi ulteriori 40 miliardi di euro che il governo metterà a disposizione del Decreto Sostegni bis”.
Sottolineando come la pandemia ha segnato un profondo spartiacque nel mercato del lavoro autonomo e professionale, invertendo il trend positivo registrato fino a due anni fa, l’assessore Guidesi ha rilevato che “gli studi professionali sono realtà che spesso collegano comparti e know how diversi, e il contributo delle professionalità diventa quindi fondamentale nella nostra Regione”.
Nel suo intervento Enrico Vannicola, presidente di Confprofessioni Lombardia, torna sui dati. “I numeri del Rapporto ci dicono che la crescita economica della Regione è strettamente correlata alla presenza di liberi professionisti e, quindi, è proprio da qui che bisogna ripartire”, ha detto Vannicola-. “È indispensabile prevedere un piano di rilancio del nostro settore, sfruttando le risorse che arriveranno dalla prossima programmazione comunitaria e dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), con un attenzione particolare ai giovani professionisti”.
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Covid, allarme infiltrazione mafiosa in Lombardia su rifiuti e sanità

MILANO (ITALPRESS) – “Oggi la mafia in Lombardia coinvolge un numero sempre più consistente di imprese, grazie alla sua capacità di offrire soluzioni rapide, servizi a basso costo e prestiti in denaro. Stravolgendo e corrompendo, però, imprese, mercato, economia. Dobbiamo dunque prestare la massima attenzione: gli effetti della pandemia hanno prodotto una notevole espansione sia degli interessi sia della sfera d’azione della criminalità organizzata”. E’ quanto ha dichiarato Antonio Calabrò, vicepresidente di Assolombarda con delega alla Legalità, in occasione dell’evento ‘Le infiltrazioni mafiose al tempo del Covid-19’.
L’incontro, trasmesso in diretta streaming sul webmagazine di Assolombarda Genio & Impresa ha voluto rafforzare la cultura della sicurezza, promuovere maggiore consapevolezza tra le aziende e alzare l’attenzione delle imprese sui rischi della criminalità organizzata, che colpisce il sistema produttivo con conseguenze devastanti sulla competitività, l’attrattività e la sostenibilità economica e sociale delle imprese, soprattutto le piccole e medie.
“Il contrasto all’azione delle mafie deve partire, in primo luogo, dalla costruzione di un credito più accessibile e con tempi di erogazione più vicini alle esigenze delle imprese e di un ambiente normativo e burocratico semplice, trasparente, efficiente ed efficace – ha proseguito Antonio Calabrò -. Anche in prospettiva del Recovery Fund, che rischia altrimenti di essere compromesso da infiltrazione criminali, uno dei maggiori pericoli per la crescita economica interna del Paese. E, in secondo luogo, questo contrasto deve partire dalle associazioni d’impresa. Assolombarda da anni è schierata, in sintonia con le imprese, per vincere la battaglia della legalità, attraverso iniziative di ascolto come lo sportello di consulenza per non far sentire solo chi si trova in difficoltà, e per rafforzare l’appello alle imprese affinchè denuncino ogni forma di criminalità organizzata. E’ necessario – ha concluso – rafforzare l’impegno comune tra tutti gli attori sociali ed economici del territorio, società civile, magistratura, imprenditoria e politica: un investimento concreto per il nostro futuro, non soltanto economico ma anche etico e culturale”.
Secondo l’Unità di informazione finanziaria di Bankitalia ammonta a circa 5,2 miliardi di euro la stima delle infiltrazioni delle mafie nell’economia sana. E in questo contesto di forte crisi, effetto della pandemia, l’ampia disponibilità di liquidità da parte della criminalità organizzata ha creato condizioni favorevoli che le consentono di mettere, più facilmente, le mani su aziende in crisi.
“Se guardiamo ai dati dell’Istat – ha osservato Giorgio De Rita, segretario generale del Censis- vediamo che il complesso dell’economia cosiddetta non osservata vale circa 210/215 miliardi all’anno. Dentro questi 215 miliardi l’anno ci sono circa 70 miliardi che sono le sotto dichiarazioni fiscali, l’evasione fiscale, c’è una componente di lavoro nero, c’è una componente di cosiddetto ‘sommersò di piccolo cabotaggio, cioè le mance piuttosto che gli affitti in nero, e c’è una componente di circa 21/22 miliardi di economia illegale in senso stretto. Una dimensione che vale circa il 17/18% del pil complessivo”.
Se guardiamo la Lombardia, ha specificato De Rita, “vediamo che è al primo posto per giro d’affari dell’economia non osservata: ne assorbe circa il 17%: i dati ci parlano di un valore dell’economia illegale nella Regione Lombardia vicino ai quattro miliardi di euro, che significa il pil di una provincia come Sondrio. Dentro questo numero ci stanno sostanzialmente per il 75% lo spaccio di droga e il traffico di stupefacenti, per circa il 25% la prostituzione, più altre cose assolutamente marginali, e tutta una serie di fenomeni che facciamo una gran fatica ad osservare: l’infiltrazione nell’usura e nei rifiuti. Le infiltrazioni e la dimensione illegale dei sistemi finanziari – ha concluso – è un fenomeno che ha grande rilevanza e che vede la Lombardia al primo posto anche perchè è la regione dal punto di vista della produzione economica più grande del nostro paese”.
Allarme condiviso da Michele Miulli, comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano: “Attingendo chiaramente alla mole di denaro che arriverà con il recovery fund abbiamo già osservato il ricorso a professionisti e strutture societarie che hanno consentito alla criminalità mafiosa in Lombardia di perfezionare sofisticati schemi di riciclaggio”. Secondo Miulli, “bisogna rendere più utile e più vantaggioso il ricorso alle istituzioni. E’ chiaro che le istituzioni per essere credibili devono essere efficienti e dovranno essere non solo quelle che normalmente si occupano del contrasto alla criminalità organizzata, ma tutte le istituzioni dello Stato anche quelle private”.
Ha concordato Piergiorgio Samaja, capo centro operativo di Milano della Direzione Investigativa Antimafia: “Fare rete non è compito solo delle forze dell’ordine ma è ruolo anche della società civile. Se la criminalità è organizzata lo Stato deve esserlo ancora meglio”. Samaja ha posto l’accento sul comparto della Sanità: “La Regione Lombardia ha un bilancio complessivo di circa 23/24 miliardi di euro di cui quasi 20 miliardi di euro riguardano le spese nel settore sanitario – ha spiegato – è chiaro che già prima del Covid la criminalità organizzata di stampo mafioso aveva un fortissimo interesse a entrare in questi settori. A partire dal secondo semestre del dell’anno 2020, quindi in una fase immediatamente successiva l’avvio della pandemia, stiamo osservando un forte aumento di segnalazioni delle operazioni sospette che in qualche modo riguardano la pandemia da Covid”.
In Lombardia, ha notato Alessandra Dolci, procuratore aggiunto e Capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, “è stata osservata una enorme crescita di nuove imprese: in un momento come questo, caratterizzato dall’ assoluta incertezza per il nostro futuro, dicono gli operatori del sistema bancario, è stato documentato un aumento nella creazione di nuove imprese. La finalità sottesa è quella di creare società ‘scatole vuotè che consentano agli operatori e agli esponenti della criminalità organizzata di intercettare i flussi finanziari che sono destinati in verità a riattivare il nostro motore economico”. Il procuratore ha rivolto un appello agli imprenditori: “Mai come in questo momento dovete scegliere da che parte stare. E’ fondamentale avere un saldo senso etico e quindi essere in grado di resistere alla tentazione di farsi aiutare da soggetti opachi che hanno grande disponibilità di contanti”.
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