MILANO (ITALPRESS) – “I presidenti delle Regioni del Bacino padano (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) hanno mandato in queste ore una lettera al Presidente del Consiglio dei ministri Conte chiedendo un incontro urgente per un piano di interventi immediato a fronte della condanna che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha inflitto al nostro Paese per il superamento dei limiti del pm10”. Lo riferisce l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, questa mattina nel corso della conferenza stampa a Palazzo Lombardia sulla situazione della qualità dell’aria nel territorio regionale.
“La procedura europea può portare a sanzioni al nostro Paese che possono ammontare fino a 2,3 miliardi di euro, se non presentiamo alla Commissione europea un pacchetto di interventi significativi”, spiega Cattaneo, precisando che “questa è solo la prima procedura in corso a livello europeo, ce n’è anche una seconda sugli ossidi di azoto e ne è stata avviata una terza a novembre”. In riferimento a 2,3 miliardi di euro di sazioni Ue, l’assessore regionale osserva come sia evidente che “queste risorse anzichè pagarle come multa è molto più opportuno che vengano usate per invertenti”.
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Qualità Aria, Regioni Bacino Padano “Rischio multa UE da 2,3 mld”
Fontana “Ci stiamo avvicinando alla zona rossa”
MILANO (ITALPRESS) – “Secondo i nuovi parametri introdotti dal governo ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa”. Lo dice Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, a SkyTg24. “Mi auguro che questi numeri si invertano” aggiunge Fontana, citando l’indice di contagiosità, l’Rt “passato all’1,24” in Lombardia; ma, precisa, “stiamo peggiorando e la situazione va monitorata e tenuta sotto controllo”. “Spero che l’indice Rt, come i ricoveri in ospedale calino, ma questo è solo un auspicio e, se questo non dovesse essere, questo è il rischio”, spiega Fontana, secondo cui “l’ondeggiamento tra zone arancioni, gialle e rosse non porta a una stabilità”. Interpellato sul nuovo parametro anti contagio che scatterebbe per le regioni che superano la soglia dei 250 contagiati ogni 100mila abitanti che il governo vorrebbe introdurre dal 15 gennaio per definire le zone rosse, risponde: “Il problema è che tutti questi parametridovrebbero avere una loro omogeneità, per cui bisognerebbe che non venissero introdotti uno con l’esclusione di un altro, ma con più chiarezza”.
Quanto alla chiusura delle scuole, “io e tutti i miei colleghi governatori siamo assolutamente convinti della necessità di che la scuola si svolga in presenza, è assolutamente evidente che non possiamo continuare a lasciare i ragazzi a casa. Ciò non toglie tuttavia che non possiamo negare le risultanze che emergono dai numeri e dalle preoccupazioni che tutti nostri medici e scienziati evidenziano”.
Capitolo vaccini. La Lombardia “non è un ritardo, questa non è una gara a chi arriva, prima, anzi, chi arriva prima rischia di ritrovarsi in difficoltà – spiega il governatore lombardo -. Noi abbiamo concluso con il commissario Arcuri un accordo in base al quale dovremmo finire il ‘primo girò di vaccinazioni entro il 28 gennaio, ed entro il 28 gennaio noi lo finiremo. Poi dovremo fare il secondo richiamo, e dato che deve essere svolto tra il 19esimo e il 23esimo giorno, dovremo avere la certezza di avere le altre dosi di vaccino, se no c’è il rischio di avere fatto tutto il primo ‘girò e poi non avere il vaccino, perchè siamo arrivati troppo presto, e quindi di dover ripartire da capo”.
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Al via il Fontana-bis, Moratti “Lombardia ha grandi potenzialità”
MILANO (ITALPRESS) – Fari puntati su Letizia Moratti, nuovo vice presidente e assessore al Welfare della Lombardia, regione tra le prime al mondo a essere colpite dalla pandemia da coronavirus.
Oggi a Palazzo Lombardia è stata lei, ex ministro dell’Istruzione, ex sindaca di Milano e ex presidente della Rai, a catalizzare tutta l’attenzione dei media, visto che, a 71 anni, diventa “braccio destro” del presidente Fontana e si prende un incarico tra i più difficili, quello di accelerare il piano vaccinale anti Covid – costato l’uscita dalla Giunta al suo predecessore Giulio Gallera -, contrastare l’epidemia e riformare la sanità territoriale. Dopo aver ringraziato il presidente Attilio Fontana, che, come rivelerà poco dopo, è stato il primo a prospettarle l’incarico, ancor prima di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, Moratti dichiara: “Ci metterò tutto il mio impegno, lavorando con la Giunta in un lavoro di squadra, con il Consiglio, con la maggioranza e l’opposizione”.
Poi l’annuncio dei suoi primi obiettivi: “Tra le mie priorità ci sarà quella di rivedere l’organizzazione, per far sì che ci sia una maggiore attenzione al territorio.
Intendo aprire un tavolo di confronto con i direttori generali delle Ats, ASST e strutture accreditate, con i sindacati dei medici e elle professioni sanitarie, con i presidi della facoltà, ma anche con il mondo del volontariato e con i sindaci”.
Dall’emergenza, sottolinea la neo assessora al Welfare, “usciamo se siamo uniti con medici e infermieri. Dobbiamo vincere questa guerra per far ripartire la Lombardia e se vince la Lombardia, vince il Paese. Sono orgogliosa di essere lombarda e credo che questa regione abbia delle potenzialità straordinarie”.
Una delle priorità indicate da Moratti è anche procedere a una riforma della legge sanitaria regionale, la 23 del 2015, nota come ‘legge Maronì. “Ci sono vari testi in elaborazione- dice la nuova titolare della sanità lombarda-.
Abbiamo la necessità di incrementare da subito l’assistenza territoriale”, anche perchè, tiene a sottolineare, “non vanno trascurare le altre patologie”, chiarendo che la sanità non si esaurisce nella pandemia, “e sono tante le cose che preoccupano, come le necessità di migliorare l’assistenza territoriale: ci sono persone che fanno fatica ad accedere ai servizi”. Cruciale è il piano vaccini anti Covid, sul quale Moratti dichiara: “Non ho ancora preso contatti con il commissario all’Emergenza Domenico Arcuri, lo farò non appena sarò insediata. Il piano vaccini sta andando avanti nei tempi e faremo tutto il possibile per migliorarlo ulteriormente”.
Sollecitata dai cronisti su eventuali errori commessi dal suo predecessore Gallera, Moratti prende le difese del collega di partito. “A lui va tutta la mia solidarietà”, risponde, precisando “non sta a me dare giudizi sull’operato di chi mi ha preceduto, la Regione Lombardia è stata la prima ad essere colpita dal Covid e quindi da uno tsunami per il quale tutto il mondo era impreparato”. Adesso, conclude, “cerchiamo di imparare anche dagli errori che tutti possiamo aver fatto, tutte le regioni e tutti i paesi”. In primo piano oggi anche le parole dell’altro assessore entrante allo Sviluppo Economico, il leghista Guido Guidesi, che, presentandosi, usa parole nette: “Il mio assessorato dovrà essere alleato delle imprese: astio e inimicizia che ho visto nel governo centrale verso le partite Iva qui non dovrà avere cittadinanza”.
Il compito che mi attende- afferma Guidesi – è assicurare il sostegno per la tenuta e la salvaguardia del sistema produttivo lombardo e creare strumenti necessari per sviluppo e rilancio del sistema produttivo lombardo. Gettito fiscale, lavoro e produttività vengono realizzati dalle imprese perciò dobbiamo ascoltare le imprese e assistere le partite iva, che vuol dire difendere il lavoro e creare occupazione”. Nel prendere la parola Alessandra Locatelli, neo assessore a Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità, promette che lavorerà per “non lasciare indietro nessuno, mettendo al centro la persona, la famiglia, e pensare alle persone più fragili, alle donne, al lavoro e alle persone con disabilità”. La Lombardia, prosegue, “è una terra forte e coraggiosa e qui ci sono persone di valore, e tra le prime cose che intendo fare è incontrare tutto quel mondo del volontariato, le varie associazioni e quelle strutture che hanno lavorato incessantemente in questi mesi”.
Poco prima, presentando la sua nuova squadra di governo, presente al completo di fronte a lui, il governatore Attilio Fontana aveva usato parole di fiducia ma anche concretezza: “Diamo il benvenuto ai nuovi componenti della Giunta regionale con l’assoluta convinzione che questo momento è straordinariamente importante per il nostro Esecutivo e per la nostra Regione. Stiamo ancora affrontando l’epidemia con la nuova fase delle vaccinazioni anti-Covid, ma siamo consapevoli che dall’entusiasmo, dalla determinazione e dalla coscienza nel lavoro della nostra nuova Giunta dipende il rilancio della Lombardia e dell’intero Paese”.
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Nuova giunta in Lombardia, Moratti vice Fontana e assessore al Welfare
MILANO (ITALPRESS) – “Letizia Moratti sarà vice presidente della Regione Lombardia e assessore al Welfare”, escono dalla Giunta gli assessori alla Sanità, Giulio Gallera, alla Famiglia, Silvia Piani, e allo Sport, Martina Cambiaghi. A dirlo il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana oggi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Lombardia da dove ha annunciato ufficialmente la composizione della nuova Giunta, in cui entrano anche Alessandra Locatelli (Famiglia) e Guido Guidesi (Sviluppo economico). Sostenuta dal fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi, Letizia Moratti, 71 anni, è stata ministra dell’Istruzione, ex sindaca di Milano e ex presidente della Rai. Gallera, ha sottolineato Fontana, ringraziando gli assessori uscenti, “ha svolto un lavoro molto pesante in questi ultimi mesi, era particolarmente stanco e quindi ha condiviso l’avvicendamento”. Fontana ha spiegato quindi che “abbiamo voluto concentrarci per immettere nuove forze fresche, per continuare a guardare con determinazione al futuro della nostra Regione, affinchè possa ricominciare a correre con la stessa forza con cui aveva corso negli scorsi anni. Il punto di partenza è la ripartenza della Lombardia, che è troppo importante per l’intero sistema-Paese”.
Questi i nomi degli assessori della ‘nuovà Giunta, le cui deleghe saranno dettagliate nel corso di una conferenza stampa prevista per domani.
Assessori: Letizia Moratti: vicepresidente e Welfare; Fabrizio Sala: Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione; Stefano Bruno Galli: Autonomia e Cultura; Fabio Rolfi: Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi; Raffele Cattaneo: Ambiente e Clima; Davide Carlo Caparini: Bilancio e Finanza; Massimo Sertori: Enti locali, Montagna e Piccoli comuni; Claudia Maria Terzi: Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile; Melania De Nichilo Rizzoli: Formazione e Lavoro; Alessandra Locatelli: Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità; Stefano Bolognini: Giovani e Sviluppo della città metropolitana e Comunicazione; Lara Magoni: Turismo, Marketing territoriale e Moda; Riccardo De Corato: Sicurezza; Pietro Foroni: Territorio e Protezione civile; Guido Guidesi: Sviluppo economico; Alessandro Mattinzoli: Casa e Housing sociale. Inoltre sono stati nominati sottosegretari Antonio Rossi, Fabrizio Turba, Alan Rizzi e Marco Alparone.
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Sanità Lombardia, Zuccotti “Con un tecnico risposte più rapide”
MILANO (ITALPRESS) – “Apprendo dai giornali che è stata fatta una scelta politica” per la guida del nuovo assessorato al Welfare della Lombardia, ma l’auspicio “è che la regione torni a correre da un punto di vista socio-sanitario e poi anche economico”, per farlo “ci vogliono decisioni concrete e forse un ‘tecnicò avrebbe potuto darle più rapidamente”. A parlare è Gian Vincenzo Zuccotti, primario di pediatria dell’ospedale Vittore Buzzi di Milano e preside della Facoltà di Medicina dell’Università Statale di Milano, contattato questa mattina dall’agenzia ITALPRESS, dopo che il suo nome è circolato nei giorni scorsi come possibile nuovo assessore della sanità lombarda, a fronte dell’ormai vicina dipartenza di Giulio Gallera. Il riferimento del medico è chiaramente all’arrivo, non ancora ufficiale ma accreditato da diverse fonti di Lega e Forza Italia, al vertice del Welfare regionale di Letizia Moratti, 71 anni, ex ministra dell’Istruzione, ex presidente della Rai ed ex sindaco di Milano, sostenuta da Silvio Berlusconi.
Chiamato direttamente da Matteo Salvini “un pò di tempo fa”, racconta Zuccotti, “di fronte alla proposta, avevo riflettuto molto, poi accettandola per spirito di servizio verso la Lombardia, pensando, come ancora penso, che in una situazione critica come quella attuale, qualcuno di ‘tecnicò che conoscesse bene il sistema sanitario, le priorità di tipo assistenziale, e ricoprendo anche il ruolo di preside della Facoltà di Medicina, poteva dare un buon contributo. Poi non so cosa sarei riuscito a fare, ben conscio che non dipende tutto da una sola persona”. Due giorni fa il segretario della Lega ha avuto parole di lode nei confronti del primario (“è un bravissimo medico, è una eccellenza lombarda”), per poi però frenare la sua ‘volatà verso “Palazzo Lombardia, dichiarando: “E’ utilissimo per quello che sta facendo”.
Zuccotti era quindi pronto all’incarico ma le dinamiche della politica avrebbero prevalso. “Sono convinto poi che in certe posizioni ci devono stare delle figure politiche, ma ci sono situazioni emergenziali in cui si chiamano i ‘generalì, in questo caso ‘i medicì, che conoscono meglio di altri i meccanismi della sanità territoriale, quelli ospedalieri e anche universitari – ragiona il prorettore ai rapporti con le istituzioni sanitarie dell’Università Statale -. Se si compie una scelta tecnica, è chiaro che ci si affida a una persona che ha delle opportunità in più per attivare una serie di canali, che permettono di far ricorso a una rete di contatti e conoscenze velocemente, facendo sintesi altrettanto rapidamente”.
Alla domanda se proprio questo è stato il problema dell’attuale assessore al Welfare Gallera, il primario del Buzzi risponde: “Ho sempre avuto stima nei suoi confronti per quello che è stato in qualche modo superato, capisco le difficoltà che ha incontrato e penso che non abbia potuto contare su una rete così capillare che un ‘tecnicò ha a disposizione”.
“Ora – conclude – la Lombardia necessita di decisioni concrete rapide che non riguardano solo la pandemia, che c’è e rimane una priorità, ma la sanità lombarda non è solo il coronavirus: c’è tanto da fare, dalla riorganizzazione della medicina territoriale alla riforma delle legge 23 del 2015 sull’ “Evoluzione del sistema sociosanitario lombardò, che non si è riusciti a concretizzare. Spero che la Regione torni a correre, per il bene di tutto il Paese”.
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Lombardia, Salvini “Rimpasto chiuso al 99%”
MILANO (ITALPRESS) – “Ancora poche ore. Noi non la facciamo lunga come il duello rusticano Conte-Renzi-Di Maio-Zingaretti. Per quello che mi riguarda al 99% è già chiusa con una squadra d’eccellenza. E quindi da settimana prossima si corre”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in un punto stampa fuori dal palazzo di Regione Lombardia, in merito al rimpasto della giunta regionale guidata da Attilio Fontana. “Nessuno sarà dimenticato – ha aggiunto – e nessuno viene sacrificato. Si fa un salto in avanti molto semplicemente. Tutti verranno valorizzati”. a chi gli chiede se anche l’assessore al Welfare Giulio Gallera sarà valorizzato, Salvini aggiunge “tutti”.
In merito alla possibilità che Letizia Moratti, ex sindaco di Milano, possa entrare a far parte della Giunta Regionale lombarda, Salvini ha affermato: “Da cittadino lombardo e milanese, avere Letizia Moratti in squadra, mi farebbe solo piacere”. Salvini, che ha incontrato i giornalisti fuori da Palazzo Lombardia, ha spiegato di averci lavorato quando era sindaco: “E’ donna, è manager, è assolutamente in gamba – ha detto – e le sono grato soprattutto per l’impegno che ha dedicato e continua a dedicare a San Patrignano, che è vittima di infamie in questi giorni e che invece secondo me è un’eccellenza non solo italiana ma mondiale. Quindi, se sarà parte della squadra, sono convinto che la lotta a ogni genere di droghe sarà uno degli impegni prioritari suoi e di tutto lo staff”.
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Salvini “A breve squadra di eccellenza in Lombardia”
MILANO (ITALPRESS) – “Entro qualche ora avrete una squadra di eccellenza in Lombardia”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, oggi a margine della sua visita all’ospedale in Fiera Milano, alla domanda sul possibile rimpasto nella Giunta lombarda “Si va verso una Lombardia che corre – continua Salvini- non do giudizi sui singoli, mi interessa la squadra. Anche come Lega porteremo in Regione Lombardia qualcuno che ha ricoperto incarichi di governo nei mesi scorsi, perchè per noi se la Lombardia corre, corre tutta Italia, quindi punteremo tantissimo sul rilancio della regione”.
“Non do nomi, cognomi e indirizzi – spiega l’esponente leghista replicando a chi lo incalzava sui nomi che circolano in queste ore – se pazientate qualche ora, qualche giorno, avrete le risposte”.
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Formentini, sindaco Milano ‘apre’ camera ardente a Palazzo Marino
MILANO (ITALPRESS) – E’ stato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il primo a rendere omaggio al feretro di Marco Formentini, primo cittadino leghista del capoluogo lombardo tra il 1993 e il 1997, scomparso lo scorso 2 gennaio a 90 anni. Sala si è fermato a parlare con i tre figli di Formentini prima di avere un momento di raccoglimento personale davanti alla bara.
La camera ardente, allestita all’interno della Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune, sarà aperta per tutta la mattina.
Alle 14.30 cerimonia di commemorazione. Sulla bara e intorno ad essa sono state poste rose rosse, mentre una grande corona di fiori del Comune sovrasta la salma. Ai lati, anche i gonfaloni del Comune, della Regione Lombardia e della Città Metropolitana di Milano.
“Era un gentiluomo ed era simpatico. Io l’ho sentito quasi fino alla fine e sono molto contento che i figli mi abbiano detto di quanto mi stimava e la cosa era ricambiata”, ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che, a margine della sua
visita alla camera ardente, ha aggiunto: “Era una persona con un’umanità straordinaria – ha aggiunto Sala – e con un percorso politico che cercava sempre di portare avanti delle idee e dei cambiamenti. La sua umanità e la sua vera passione sono i motivi per cui Milano lo ricorderà con riconoscenza. E lo dico senza retorica”.
Sulla possibilità dell’intitolazione di una via o di un luogo della città alla memoria di Formentini, Sala ha affermato: “Sì, devo chiedere alla commissione ma troveremo una formula, c’è questa regola dei 10 anni che è abbastanza rigida per tutti noi”. Il regolamento del Comune di Milano infatti impone che trascorrano 10 anni dalla morte prima che possa essere intitolata una via a un defunto. “Credo che da ex sindaco – ha concluso Sala – anche Formentini avrebbe voluto far rispettare le regole, però certamente la mia opinione è che è senz’altro meritevole di questo”.
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