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Coronavirus, salta la prima di “Lucia di Lammermoor” alla Scala

MILANO (ITALPRESS) – Il 7 dicembre prossimo non ci sarà l’inaugurazione della stagione lirica della Scala. Il Consiglio di Amministrazione del Teatro alla Scala, si legge in una nota, “ha preso atto che nell’attuale quadro epidemiologico e normativo non sussistono le condizioni per provare e realizzare una produzione aperta al pubblico e del livello e con le caratteristiche richieste per un’inaugurazione di Stagione. Le rappresentazioni di Lucia di Lammermoor previste per il 7 dicembre e per i giorni seguenti sono quindi rinviate.
Inoltre è stato richiesto al Sovrintendente e Direttore Artistico Dominique Meyer di approfondire la sua proposta per una soluzione alternativa di alta qualità per la serata del 7 dicembre. Non ritenendo di poter avere pubblico in Teatro si cercherà una formula per raggiungere una platea la più ampia possibile”.
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In Lombardia nel 2019 il 19,4% di Imprese femminili

MILANO (ITALPRESS) – Sono 814.233 le imprese attive presenti in Lombardia al 31/12/2019. Di queste, il 19,4%, pari a 157.974 imprese, sono imprese femminili. In Italia le imprese ‘rosà sono invece 1.164.324 pari al 22,7% del totale su 5.137.678 imprese attive. E in Lombardia è concentrato il 13,6% di tutta Italia. E’ il dato che merge dalla ricerca ‘L’imprenditoria femminile in Lombardia, curata da PoliS-Lombardia, l’Istituto regionale per il supporto alle politiche della Lombardia, condotta su dati Unioncamere e Confartigianato.
“L’imprenditoria femminile rappresenta un grande valore che va incentivato e promosso”, spiega l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Alessandro Mattinzoli commentando i dati della ricerca. “Un percorso che attraverso norme, campagne di sensibilizzazione stavamo realizzando, come dimostrano questi dati. L’emergenza sanitaria Covid-19, con le conseguenze sul piano socio-economico, non deve assolutamente farci perdere di vista questo settore. Anzi è nostro dovere adoperarci per continuare a valorizzare questo percorso”.
Tra il 2014-2019 – si legge nello studio – si può notare un progressivo aumento delle imprese femminili in Lombardia che passano dal 18,6% (150586) di inizio 2014 al 19,4% (157974) di dicembre 2019, con un incremento del 4,9%.
Nello stesso periodo anche a livello nazionale le imprese femminili sono aumentate, passando dal 22,1% (1137952 imprese) di inizio 2014 al 22,7% (1164324 imprese) di dicembre 2019, con un incremento del 2,3%.
La diffusione delle imprese femminili – spiegano i curatori Silvana Fabrizio e Francesca Pierini – risulta piuttosto omogenea e coerente con il valore medio lombardo (19,4%). Si distinguono per valori molto superiori le province di Sondrio (24,3%) e di Pavia (22,4%). Se consideriamo il periodo 2014-2019, l’incremento di imprese femminili è stato rilevante nelle province di Monza e Brianza (+12,4%), di Milano (+10,6%) e di Como (+4,5%).
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Dote Sport 2020, ok in Commissione ai critieri per l’assegnazione

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Via libera in commissione Cultura e Sport (favorevoli Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, astenuti PD e M5S) del Consiglio regionale della Lombardia ai criteri e modalità per l’assegnazione della dote sport 2020 (referente Selene Pravettoni della Lega). La grande novità in termini di semplificazione è rappresentata dall’eliminazione della doppia fase, che prevedeva la presentazione della domanda di contributo (in autunno) e, dopo alcuni mesi (in primavera), la rendicontazione delle spese.
Per la presentazione della domanda di Dote Sport, è previsto inoltre esclusivamente l’accesso con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o in alternativa con tessera sanitaria CRS/TS-CNS.
La Dote è rivolta a minori di età compresa fra i 6 e i 17 anni, appartenenti a famiglie in cui almeno uno dei due genitori, o il tutore legale, è residente in Lombardia da non meno di cinque anni e che frequentino nell’anno sportivo 2020 – 2021 un corso o un’attività sportiva. La dotazione finanziaria assegnata all’iniziativa è pari a 2.000.000 euro.
L’ammontare massimo del contributo di ciascuna Dote è di 200 euro e non potrà comunque essere superiore alla spesa effettivamente sostenuta e documentata dal beneficiario.
Nel 2019 la ripartizione territoriale delle domande ammesse e finanziate è stata la seguente: Milano comune 12,2%; Città Metropolitana di Milano 19,1%; Monza e Brianza 8,9%; Pavia 4,9%; Sondrio 1,7%; Varese 8,7%; Bergamo 12,1%; Brescia 13,3%; Como 5,9%; Cremona 3,4%; Lecco 3,6%; Lodi 2,4%; Mantova 3,9%.
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A Brescia piano A2A di riduzione perdite idriche

BRESCIA (ITALPRESS) – Rilevamento delle perdite idriche: dopo una prima fase pilota, circoscritta lo scorso anno ad alcune vie nella zona nord della città, A2A Ciclo idrico ha avviato su larga scala a Brescia il progetto “Aquarius”. Nel distretto idrico del centro storico cittadino, infatti, sono stati di recente installati 170 sensori che hanno il compito di monitorare le reti e di rilevare il rumore determinato da eventuali fuoriuscite di acqua: quando ciò accade, trasmettono il dato ad una piattaforma di elaborazione dati che intrecciando tutte le informazioni riesce a localizzare il punto in cui la tubazione è rotta o deteriorata. L’installazione dei sensori, inoltre, non comporta alcuno scavo perchè per collocarli si utilizzano i normali pozzetti della rete.
Tale attività di monitoraggio continuo è arrivata così a coprire 50 km di rete, portando a 60 km complessivamente monitorati: l’individuazione delle perdite occulte consentirà di ottimizzare la tempestività degli interventi risolutivi e al contempo di ridurre l’incidenza di eventi di superficie in un’area molto delicata e complessa come il centro storico, dove la rapidità e la precisione nella localizzazione della perdita assumono particolare rilevanza.
“Nel prossimo quinquennio – si legge nella nota – A2A Ciclo Idrico, tra città e provincia e in relazione ai 3.500 Km di rete gestiti, intende sottoporre a verifica con il sistema Aquarius almeno 1000 km di rete nei Comuni con maggior necessità, oltre ai 700 della rete cittadina: tali sperimentazioni comporteranno investimenti di circa 4 milioni di euro, che si aggiungono a quelli in corso a Brescia di 500 mila euro. Ovviamente in questi importi non sono compresi i costi per eliminare le perdite. Il progetto sensori, in particolare, dopo il centro storico verrà esteso ad altre zone di Brescia nel corso del 2021, mentre prossimamente i primi Comuni della provincia interessati saranno Botticino, Lonato e Montichiari”.
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Coronavirus, Gallera “Lombardia non sta attendendo, sta agendo”

MILANO (ITALPRESS) – “Non stiamo attendendo, Regione Lombardia ha agito e sta agendo”. Lo afferma l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, oggi a margine della seduta in Consiglio regionale, alla domanda dei cronisti se l’atteggiamento di attesa da parte della politica nel prendere ulteriori restrizioni anti coronavirus rischia di ricreare la situazione di marzo-aprile.
“Noi siamo la prima Regione che ha assunto dei provvedimenti rigidi anticipando il governo- continua Gallera-. Siamo stati la prima regione che ha anticipato alle 18 la possibilità di bere al di fuori dei locali, siamo stati la prima regione che ha introdotto il ‘coprifuocò, quindi Regione Lombardia è stata la prima a compiere delle misure importanti”. Ora, aggiunge l’assessore, “dobbiamo misurare l’efficacia delle misure prima di assumerne delle altre e tenere monitorata la situazione sanitaria, non stiamo attendendo”.
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Rapina in banca a Milano, polizia a caccia dei malviventi

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Rapina in banca questa mattina a Milano. Presa di mira la filiale della Credit Agricole in via Antonio Stoppani all’angolo con piazza Ascoli. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato che ha circondato la banca. I rapinatori sono in fuga.
I rapinatori erano 5-6, e hanno aggredito le due persone presenti all’interno della filiale, il direttore e una dipendente, mentre una terza collega è riuscita a scappare.
Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) rende noto che al momento le tre persone coinvolte sono state visitate, tra cui “un uomo di 48 anni, colpito alla testa da calcio di pistola”, il direttore della banca, che ha riportato una contusione, e due donne, le due dipendenti, una di 49 anni, sotto shock ma incolume, e un’altra di 30, che era riuscita a scappare dalla banca mentre la rapina era in corso. Dopo aver messo a segno la rapina, anche se non è chiaro quanti soldi abbiano sottratto dal caveu, i rapinatori sono riusciti a fuggire attraverso le condotte fognarie, entrando nei tombini. Sul posto è intervenuta la polizia, che ha bloccato il traffico in piazza Ascolti e nelle vie adiacenti.
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Coronavirus, Fontana “Riapre il presidio in Fiera di Bergamo”

MILANO (ITALPRESS) – “Riapre oggi il presidio medico avanzato in Fiera a Bergamo che accoglierà i primi 4 pazienti. La riattivazione dei posti di terapia intensiva è stata realizzata grazie a un lavoro di squadra, coordinato dalla cabina di regia regionale che, ancora una volta, a distanza di 7 mesi, vede in prima linea l’Ospedale Papa Giovanni XXXIII, le imprese artigiane di Confartigianato Bergamo, i ragazzi della curva nord dell’Atalanta, A.N.A. onlus, che ringrazio a nome di tutta la Giunta regionale e dei Lombardi”. Lo comunica il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
Un lavoro di squadra che permette di riattivare il presidio con i primi 4 posti letto di terapia intensiva e semi intensiva per procedere progressivamente con l’attivazione di ulteriori posti letto in base alle esigenze, fino ad un massimo, per ora, di 48. Ventiquattro (2 moduli da 12) saranno gestiti dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e gli altri ventiquattro (2 moduli da 12) dagli Spedali Civili di Brescia, con personale medico e infermieristico proveniente da tutti gli ospedali pubblici e privati delle province di Bergamo, Brescia e Mantova.
La Direzione sanitaria è affidata all’ASST Papa Giovanni XXIII nella persona di Oliviero Valoti, con un’articolazione organizzativa che prevede diverse responsabilità alla Direzione medica e alla DPS – Direzione delle Professioni sanitarie. Al suo fianco il coordinatore infermieristico Luigi Daleffe.
L’Asst Papa Giovanni mette a disposizione 9 medici anestesisti e 24 infermieri e operatori di supporto, tecnici di radiologia, fisioterapisti, farmacia. Un rilevante impegno organizzativo che si aggiunge al ruolo di ospedale hub per il Covid e di tutte le patologie tempo dipendenti che restano in capo al Papa Giovanni. (ITALPRESS).

Calano imprese attive in Lombardia, ma le iscrizioni salgono

MILANO (ITALPRESS) – Dopo due trimestri in cui le rigide misure di contenimento dell’epidemia avevano fortemente ridotto le nuove iniziative imprenditoriali, nel terzo trimestre tornano a infatti a crescere le iscrizioni al Registro delle Imprese in Lombardia: le nuove posizioni risultano pari a 10.987, in aumento del +3,5% su base annua. Sul fronte delle cessazioni si assiste però a un incremento molto più marcato (11.437 movimenti, pari al +22,6%), determinando un saldo negativo (-450 posizioni). Tale peggioramento è da ascrivere in gran parte a motivi non strettamente economici ma amministrativi: la crescita delle cessazioni è infatti dovuta al picco di cancellazioni di ufficio legate ad attività di pulizia degli archivi anagrafici camerali.
Il numero di imprese registrate scende a 948.083 unità, mentre considerando solo le imprese attive ed escludendo quindi quelle che non hanno ancora iniziato l’attività e quelle in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali, lo stock risulta pari a 811.200, con una variazione del -0,7% su base annua.
Prosegue quindi la fase calante della demografia imprenditoriale in Lombardia, iniziata già nel corso del 2019, anche se i dati di flusso, come visto, mostrano segnali di miglioramento.
“La crescita delle nuove iniziative imprenditoriali nel terzo trimestre 2020 è davvero significativa. In un periodo difficile come questo è un segnale importante. Dopo la paralisi del lockdown sembra tornata la voglia di fare impresa – ha dichiarato il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio”
Agricoltura, commercio e costruzioni sono i settori dove si concentra la ripresa delle iscrizioni: l’edilizia in particolare, dopo lunghi anni di pesanti perdite, registra una variazione del numero di imprese attive prossima al valore nullo (-0,2%) e vede finalmente la possibilità concreta di un ritorno alla crescita. Anche le imprese artigiane, attive nell’edilizia nel 40% dei casi, evidenziano un miglioramento. Peggiora invece la dinamica nell’industria (-2,6%), nelle attività di alloggio e ristorazione (-1,2%) e negli altri servizi (+0,9%), che restano in territorio positivo ma con una decisa frenata rispetto ai tassi di crescita degli ultimi anni.
(ITALPRESS).