MILANO (ITALPRESS) – Nel pomeriggio di ieri l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, si è sottoposto alla verifica di infezione da Covid-19. La prova del tampone ha dato esito positivo. Lo rende noto l’Arcidiocesi, precisando che l’arcivescovo – che non presenta alcuna sintomatologia – ha dunque iniziato il periodo di quarantena previsto dai protocolli.
Contestualmente sono stati avviati gli accertamenti previsti per il tracciamento e le verifiche dei contatti. Nelle principali celebrazioni che dovevano essere da lui presiedute nei prossimi giorni, l’arcivescovo sarà sostituito dai suoi vicari. Gli altri appuntamenti pubblici previsti in agenda per il periodo di quarantena sono invece rinviati.
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Coronavirus, positivo l’Arcivescovo di Milano Delpini
Mondo dello spettacolo in piazza a Milano, Sala “Mi batterò per voi”
MILANO (ITALPRESS) – Sono oltre 400 i lavoratori dello spettacolo che hanno protestato questa mattina davanti a piazza della Scala a Milano, simbolo dell’opera italiana nel mondo. La folla ha raggiunto le porte di Palazzo Marino, da dove il sindaco di Milano Giuseppe Sala è uscito raggiungere i manifestanti, esprimendo loro solidarietà e il suo impegno. Sono attori, musicisti, operatori di strutture teatrali, di fondazioni liriche e sale cinematografiche, ma anche titolari di scuole di danza, lavoratori di Luna Park e persino attrici di burlesque. Tanti indossano abiti di scena o da ballo, mentre tutti mostrano cartelli che descrivono la crisi del settore, aggravata dalla pandemia, e le richieste alle istituzioni, prima fra tutti, la possibilità di riaprire le porte al pubblico che, garantiscono, possono fare in sicurezza.
Il cartello più diffuso è il titolo della protesta, ‘L’Assenza spettacolarè , organizzata da Slc Cgil Fistel Cisl e Uilcom Uil molte città d’Italia, per portare all’attenzione questi lavoratori oggi fermi per il Dpcm anti Covid. A Milano campeggiano in piazza cartelli recanti scritte come “Le sale teatrali e le strutture che si sono adeguate alle norme sanitarie non vanno punite, ma sostenute”, “I Luna Park chiedono un aiuto economico fino alla riapertura”, “Chiediamo la revisione del provvedimento sulla chiusura di teatri e cinema”, “Abbiamo diritto al rispetto del nostro contratto”, “Senza la natura non vive l’Homo, senza la cultura non vive il Sapiens”. Tra le scritte spicca anche l’inizio dell’articolo 9 – Costituzione : “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura”.
“Di fronte a questo semi lockdown, mi sono permesso di fare una difesa del mondo dello spettacolo – ha detto Sala di fronte a piazza della Scala gremita -. Io voglio sentirmi responsabile della vostra situazione e quindi ritornare a chiedere al Governo un intervento più deciso, perchè il punto è fare in modo che il lavoro sia conservato, quando riapriremo, trovando delle formule parziali, tutto non si può fare, ma non va bene andare da cento a zero, ed è quello che oggi si sta facendo”.
“Io non voglio – continua il sindaco – passare per essere il paladino del ‘non si chiudè, sapete quanto mi stanno ributtando addosso lo slogan ‘Milano non si fermà, ma il principio è che chiudere si può, se necessario, ma prima di chiudere bisogna dire come aiutare chi chiude. Io mi batterò su questo”.
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Un video di Ibrahimovic per contrastare la diffusione del Covid
ROMA (ITALPRESS) – Zlatan Ibrahimovic scende in campo al fianco della Regione Lombardia per contrastare la diffusione del Coronavirus.
Il campione del Milan, che ha sconfitto il Covid, ha infatti accettato la proposta del presidente Attilio Fontana diventando protagonista di un video nel quale chiede il rispetto del distanziamento e dell’uso della mascherina e rientra nell’azione di comunicazione della Regione sul tema della responsabilità individuale. Lo fa a modo suo, con un messaggio forte, netto e concreto.
“L’idea di coinvolgere Ibra – spiega il governatore – mi è venuta la sera del derby. Zlatan tornava in campo dopo la convalescenza e a quel punto ho pensato che avrebbe potuto aiutarci a lanciare un messaggio importante”. “Lui – prosegue Attilio Fontana – ha accettato subito l’invito dimostrando una grandissima sensibilità e assoluta disponibilità e per questo lo ringrazio”.
Il video, girato sul terrazzo di Palazzo Lombardia, è stato pubblicato oggi sui social della Regione Lombardia e su quelli di LombardiaNotizieOnline.
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Milano, in piazza Duomo ristoratori ‘a terrà “Chiusure ci uccidono”
MILANO (ITALPRESS) – Molti sono vestiti di nero, in segno di lutto, seduti a terra in silenzio, in una Piazza Duomo dove sono stese tovaglie bianche apparecchiate, a simboleggiare i tavoli vuoti di ristoranti, bar e locali. Hanno protestato così, questa mattina a Milano, circa 300 lavoratori di pubblici esercizi, tra cui anche titolari di discoteche, pub, cuochi di mense, tanti del centro e della zona della Navigli, dove la ‘movidà era ritenuta fuori controllo rispetto al contagio da Covid. Con il conseguente Decreto della Presidenza del Consiglio (Dpcm) che il 25 ottobre ha imposto la chiusura anticipata alle ore 18 di bar, locali e ristoranti.
In mostra cartelli che raccontano la professionalità e i numeri del comparto. Numeri diventati drammatici sotto il peso delle restrizioni all’attività: “50mila imprese a rischio chiusura”, “300mila posti di lavoro a rischio”, “1.200 addetti”, “27 miliardi di perdite di fatturato”.
Promossa in 24 piazze di 24 città d’Italia da Fipe Confcommercio (la Federazione italiana dei pubblici esercizi) e a Milano da Epam, l’Associazione dei pubblici esercizi (Confcommercio Milano), la protesta contro le chiusure viaggia anche sui social con l’hashtag #siamoaterra, ma è dalla piazza che si percepisce la disperazione di questi lavoratori, alcuni dei quali, al suonare delle note de ‘Il Silenziò (di Nini Rosso), faticano a trattenere le lacrime.
“Siamo a terra economicamente”, spiega a Italpress Lino Stoppani, presidente di Epam e di Fipe indicando i manifestanti a terra a gambe incrociate. Interpellato sui possibili benefici del DL Ristori definisce il provvedimento come “generoso da parte del Governo”, ma, spiega, “gli indennizzi non coprono i danni che il settore sta registrando: 27 miliardi di euro di perdita di fatturato sui 96 complessivi”.
Problemi che si trascinano dal marzo scorso con il lockdown, continua Stoppani, che indica nelle chiusure il danno maggior: “Le aziende sono fatte per rimanere aperte, e nel momento in cui vengono chiuse, qualsiasi provvedimento pubblico non compenserà mai le perdite che il blocco dell’attività comporta”. La politica, conclude, “ha il dovere di salvaguardare un tessuto di 340mila imprese che, prima dell’emergenza sanitaria, generava nel nostro Paese un fatturato di oltre 90 miliardi di euro ogni anno”.
“Siamo messi male”, racconta a Italpress Gianfranco, titolare di due pub e una discoteca nei pressi delle Colonne di San Lorenzo a Milano. “Gli aiuti arriveranno come a marzo: insignificanti. Solo a settembre, tra sanificazioni, bollette e altre spese, ho dovuto pagare 5.000 euro. Ora mi ritrovo a chiedere prestiti”.
“Con questo decreto noi siamo già chiusi, perchè noi lavoriamo di sera, quindi è dal 26 ottobre non apriamo neanche”, afferma il titolare di un bar sul Naviglio Pavese, dove, precisa, “Quasi tutti i bar sono chiusi, certamente una ventina”.
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Politiche giovanili, sì in commissione alla Risoluzione
Via libera a larghissima maggioranza (una sola astensione, quella del Gruppo del Movimento 5 Stelle) da parte della Commissione Cultura, Ricerca e Innovazione, Sport, Comunicazione – presieduta dal consigliere Curzio Trezzani (Lega) – alla proposta di Risoluzione sulle Politiche Giovanili, che ora andrà al vaglio dell’Aula di Palazzo Pirelli il prossimo 17 novembre.
Si tratta di un documento particolarmente articolato, che punta a un cambio di paradigma: non considerare più l’intervento pubblico nel mondo giovanile prioritariamente destinato a fronteggiare i fenomeni del cosiddetto “disagio”, ma investire sulle nuove generazioni quali “ricchezza e risorsa fondamentale della comunità”.
Diversi, gli impegni rivolti alla Giunta e agli assessori competenti, dall’istituzione di un tavolo interassessorile per promuovere azioni sinergiche e concrete che riguardino i diversi settori di intervento per le politiche giovanili, alla creazione di un Forum regionale dei Giovani, quale organismo indipendente di riferimento e confronto fra i giovani, la Regione e le istituzioni locali. E ancora, l’incentivazione dell’occupazione femminile e la conciliazione vita-lavoro, la modifica del sistema dei tirocini, l’orientamento nell’ambito della formazione per soddisfare la domanda del mercato del lavoro circa le figure più richieste, il sostegno ai nuclei monogenitoriali, la promozione dell’impresa culturale giovanile, l’incentivazione alla nascita di nuove imprese agricole guidate da giovani, la valorizzazione delle start-up. Focus pure su modelli innovativi di intervento e prevenzione dell’uso delle droghe e di sensibilizzazione sui rischi di diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili.
Soddisfatto il relatore Trezzani, che ha ringraziato il gruppo di lavoro inter-commissionale che per diversi mesi si è impegnato sul testo licenziato oggi. “Si tratta – ha osservato l’esponente del Carroccio – di una Risoluzione particolarmente corposa, che dà indicazioni precise su come vogliamo intendere le politiche giovanili nella nostra Regione e pone le basi per una legge quadro sui giovani”. Una posizione condivisa anche da parte di Forza Italia, che con la consigliera Paola Romeo, ha rimarcato “i tanti ambiti presi in esame dal documento”.
Semaforo verde pure dal Partito Democratico, che però, con il consigliere Jacopo Scandella, oltre a “riservarsi la possibilità di qualche ulteriore integrazione in Aula”, ha sottolineato come il voto favorevole in Commissione sia “una apertura di credito nei confronti della Giunta e della maggioranza. Abbiamo scritto cose utili e interessanti – ha sottolineato – che però adesso vanno confermate con i fatti, ossia con progetti di legge e delibere, che in questa seconda parte della legislatura devono avere una marcata priorità nei confronti della popolazione giovanile”. “Se non ci sarà questa attenzione – ha fatto presente – non mancheremo di portare una sollecitazione forte a Palazzo Lombardia e al Consiglio ad intervenire nelle materie che indichiamo nella Risoluzione”.
Giudizio globalmente positivo anche da parte del consigliere Raffaele Erba (M5S), che ha spiegato l’astensione del suo gruppo, motivandolo come uno stimolo per un maggiore impegno a proposito dell’introduzione dello psicologo a scuola. “Bene – ha detto – aver inserito un invito al Governo nazionale, ma vorremmo che anche Regione Lombardia facesse di più. Dobbiamo fare un piccolo sforzo ulteriore, perché si tratta di una figura fondamentale, soprattutto per quanto riguarda l’attenzione nei confronti del disagio giovanile. Per questo motivo – ha ribadito – ci asteniamo in Commissione, con l’impegno di lavorare ulteriormente e poter cambiare in positivo il nostro voto in sede di Consiglio. E’ l’ultimo tassello che manca per rendere davvero ottima questa risoluzione”.
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Coronavirus, Sala “Ancora 10-15 giorni per decidere un lockdown”
MILANO (ITALPRESS) – “Anche nella peggiore delle ipotesi, avremmo 10-15 giorni per decidere un lockdown”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il sindaco di Milano, Beppe Sala, in merito all’ipotesi di lockdown locali avanzata da Walter Ricciardi, in particolare proprio nel capoluogo lombardo.
“Di certo – sottolinea il primo cittadino – non sarei d’accordo per un lockdown oggi”. “Ho contestato il governo quando ha detto: ‘Ora i sindaci troveranno il modo di chiudere le piazze o le vie quando vedranno le situazioni a rischiò. Cosa faccio, chiudo corso Como? Bene, tutti andranno all’Isola. Diventa il gioco del domino – spiega -. Capisco che per bar e ristoranti la chiusura alle 18 è una penalizzazione devastante. Per questo domenica ho chiamato il ministro Gualtieri e gli ho detto: ‘Siccome volete rimborsare in fretta chi ha una penalizzazione, metto a disposizione i miei uffici per far sì che i rimborsi arrivino subitò”.
In merito alle proteste violente con bombe carta e bottiglie molotov, commenta: “Sono molto preoccupato. Deve far riflettere il fatto che la gran parte dei ragazzi fermati siano minorenni. Bisogna fare di tutto perchè la destra violenta non strumentalizzi chi è colpito dalla crisi”.
E sull’ipotesi di una sua ricandidatura, dice: “Decidere ora sarebbe sbagliato. Primo: perchè in questa fase in cui bisogna lavorare molto uniti voglio essere il sindaco di tutti. E nel momento in cui scendessi in campo, non lo sarei automaticamente più. Secondo, voglio che ogni mia decisione in questo momento critico sia libera da ogni valutazione in termini di consenso elettorale. Terzo: siamo sicuri che si voterà a maggio? Per tutti questi motivi cominciare la corsa oggi dal mio punto di vista sarebbe sbagliato”. “Alla gente non interessa se mi ricandido o meno”, sottolinea.
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In Lombardia 5035 nuovi casi di coronavirus e 58 decessI
MILANO (ITALPRESS) – In Lombardia sono oggi 5.035 i nuovi positivi con 29.960 tamponi effettuati, per una percentuale pari al 16,8%, e 58 i morti (totale 17.310 dall’inizio della pandemia). Lo riferisce quotidiano bollettino di Palazzo Lombardia sulla situazione epidemiologica regionale. Dall’analisi emerge anche una crescita di 29 tra i ricoverati in terapia intensiva (totale regionale 271) e sono 256 in più rispetto a ieri quelli ricoverati negli altri reparti (totale 2.715). Continuano al contempo i guariti/ dimessi, oggi 418 per un totale di 90.774 dall’inizio della crisi Covid.
La Provincia meno colpita di tutta la Lombardia è quella di Bergamo con 93 casi odierni, mentre quella di Milano registra il maggior numero di casi di coronavirus, precisamente 1.940, di cui 768 a Milano città. Seguono le province di Monza e Brianza + 1.362; Varese + 263; Como + 215; Lecco + 198; Pavia + 188; Brescia + 170; Lodi + 130; Cremona + 128; Mantova + 105, Sondrio + 107.
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Coronavirus, 11 imprese lombarde contro l’emergenza alimentare
MILANO (ITALPRESS) – Undici imprese del territorio di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia donano i propri prodotti alimentari a 11 realtà del terzo settore, con l’obiettivo di aiutare le famiglie più in difficoltà, a causa dell’emergenza Covid-19, nell’approvvigionamento di beni alimentari, anche di prima necessità.
E’ con questo obiettivo che nasce il progetto dell’Advisory Board per la Responsabilità Sociale delle Imprese di Assolombarda. Oggi, il tema dell’inclusione sociale merita un’attenzione straordinaria. In particolare, alla luce del riaggravarsi della pandemia e della stretta sulle realtà economico produttive del nostro territorio, che ancora pagano le conseguenze dell’ultimo lockdown e oggi le prospettive incerte per il futuro. Dagli eventi alla cultura, dai servizi al turismo e la ristorazione.
L’iniziativa ha coinvolto alcune aziende alimentari associate ad Assolombarda, disponibili a donare uno stock di propri prodotti a una selezione di realtà del territorio, tra associazione di volontariato, parrocchie e onlus. A sua volta, l’Advisory Board si impegna a devolvere agli stessi enti del terzo settore un corrispettivo in denaro pari al valore dei prodotti donati dalle aziende.
“Sostenere i più fragili è uno dei pilastri della nostra azione, che oggi in questo momento di forte crisi diventa ancora più urgente – ha dichiarato Gabriella Magnoni Dompè, Presidente dell’Advisory Board per la Responsabilità Sociale delle Imprese di Assolombarda -. Per questo motivo siamo contenti di poter donare il nostro contributo sostenendo in modo concreto l’economia delle famiglie, che il Covid ha colpito molto duramente anche nelle spese quotidiane come il pagamento delle bollette o fare la spesa. Un impegno, frutto della virtuosa collaborazione tra imprese, associazioni, enti e organizzazioni non profit, che mette in luce la capacità di fare sistema delle imprese e il grande valore della collaborazione pubblico-privata per il territorio e per la comunità”.
“Il mio ringraziamento va, dunque, alle undici aziende, associate ad Assolombarda, che subito hanno aderito a questa nostra iniziativa, dimostrando una grande sensibilità verso la comunità. Con l’augurio che a queste prime se ne aggiungano molte altre su tutto il territorio lombardo e che questo progetto diventi presto un modello pilotà di analoghe iniziative a livello italiano. E’ questa l’impresa eticamente responsabile a cui tendiamo, capace di affiancare i valori etici e della responsabilità individuale al business. L’economia del futuro ha un solo pilastro fondamentale: la sostenibilità” ha concluso.
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