MILANO (ITALPRESS) – “Ricandidatura? Vi giuro che non mi vedo meglio in nessun altro ruolo. Il mio dubbio non nasce da un’agenda politica diversa. Non c’è niente di più interessante in questa fase di fare il sindaco di Milano. Il prossimo sindaco dovrà avere una capacità di lavoro e di sacrificio straordinario, perchè la situazione sarà molto più difficile rispetto a quando ho preso o in mano la città. Voglio capire se dentro di me ho l’energia necessaria. Se pensassi di farcela, anche con sondaggi negativi, lo farei. Senò meglio che lo faccia qualcun altro”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo all’evento ‘Obiettivo Milano, verso le comunalì, organizzato a Palazzo Marino dall’associazione Cronisti in Comune. In caso di non ricandidatura, il sindaco ha detto che non avrà nessuna parte, solo “il totale supporto a chiunque egli o ella sia il candidato. Ma non voglio nessuna parte sulle regole, nè voglio dare consigli su una persona. Non sarebbe giusto”.
“Giuliano (Pisapia, ndr) ha fatto la sua scelta, non è giusto tornarci dopo 4 anni. Ma io non l’avrei fatto. Per cui non lo farò” ha affermato Sala, riferendosi alla decisione di Giuliano Pisapia, predecessore di Sala, che aveva scelto di appoggiare Francesca Balzani alle primarie cittadine. In merito al suo successore, il sindaco ha sottolineato anche la questione economica, spiegando che tutti gli ultimi sindaci di Milano se lo potevano permettere, ma “viviamo in un Paese bizzarro se qualunque parlamentare guadagna più del sindaco di Milano. Stesso discorso per i consiglieri regionali. Io vorrei un sindaco di milano che può vivere del suo lavoro e che abbia quindi grande passione politica”.
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Milano, Sala “Ricandidatura? Non mi vedo in altri ruoli”
Al via lavori sentiero Viandante da Lecco ad Abbadia Lariana
MILANO (ITALPRESS) – Sono partiti i lavori di collegamento del Sentiero del Viandante da Lecco ad Abbadia Lariana che hanno coinvolto, con la sottoscrizione di un apposito Protocollo, il Comune di Lecco, il Comune di Abbadia Lariana e Ersaf (Ente regionale servizi all’agricoltura e alle foreste).
Grazie a questo intervento il cammino internazionale ‘Le Vie del Viandantè sarà percorribile in continuità, entro la fine del 2020, dal San Bernardino, in Svizzera, fino a Milano e viceversa. Si tratta di uno degli interventi più attesi e significativi del Progetto Interreg ‘Le vie del Viandante 2.0’.
Interreg Italia Svizzera 2014-2020 è un programma di cooperazione transfrontaliera e riguarda un’area che comprende quattro regioni italiane: Regione Autonoma Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Regione Lombardia (Province di Como, Lecco, Sondrio e Varese), Regione Piemonte (Province di Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola) e i tre Cantoni svizzeri Ticino, Grigioni e Vallese.
L’importo complessivo dell’intervento di sistemazione dell’esistente Sentiero del Viandante (tratto Lecco-Abbadia Lariana) è di 485.000 euro, di cui 360.000 finanziati dal Programma di cooperazione ‘Interreg Italia-Svizzera 2014-2020’.
La tipologia degli interventi
Circa 220 km di cultura, paesaggio mozzafiato, proposte sportive e benessere. Si tratta di un reticolo di sentieri storici che collegano il San Bernardino a Milano, attraverso la Valle Mesolcina, la Valchiavenna, il Lago di Como e il fiume Adda. Un percorso legato ai commerci fra il Nord e il Sud Europa e viceversa: vie di comunicazione tracciate da viandanti, commercianti, contrabbandieri ed eserciti che nei secoli hanno permesso a uomini e merci di circolare nonostante i confini geografici e politici.
“Regione Lombardia – spiega l’assessore regionale a Enti locali, Montagna, Piccoli Comuni e Rapporti con la Svizzera Massimo Sertori – ha creduto in questo intervento strategico per il territorio e ha autorizzato a contribuire con la realizzazione di alcuni lavori”.
“In tempi di valorizzazione dei cammini e di turismo di prossimità, lento e sostenibile – ha continuato – il completamento di questo affascinante itinerario, rappresenterà non solo un’opportunità per l’innovazione nel settore turistico e della ricettività locale, ma anche l’occasione di riscoprire il nostro territorio che, tra cultura e paesaggi suggestivi, riserva sempre sorprese”.
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Lombardia prima regione per imprese a forte innovazione
MILANO (ITALPRESS) – La Lombardia è la prima regione per numero di imprese ad alto tasso di innovazione (13,1%), ma è il Trentino – Alto Adige, con l’8,4%, a vincere per vocazione al “digitale”. E’ quanto emerge da un’analisi sulle aziende del nostro Paese effettuata da Cribis, società del gruppo Crif specializzata in business information, attraverso Margò, la nuova piattaforma per lo sviluppo commerciale.
Solo il 5,9% delle imprese italiane dimostra un’elevata attitudine digitale, percentuale che sale per quanto riguarda l’innovazione (7,6%).
“Innovazione e digitale sono elementi chiave per affrontare la ripartenza dopo il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19”, afferma Marco Preti, amministratore delegato di Cribis. “I numeri ci dicono che in quest’ambito c’è ancora molto da fare, ma per rispondere efficacemente alla crisi è necessario ripensare strategie e processi produttivi, puntando ad un approccio che, facendo leva su innovazione e canali digitali, consenta di trasformare la ripartenza in un’occasione di rilancio”.
Cribis ha analizzato l'”attitudine digitale” delle aziende italiane in base a una serie di parametri di valutazione: gli investimenti in digital marketing e trasformazione digitale, quanto e come l’impresa utilizza il canale internet per il proprio business, l’efficacia del sito e delle attività di e-commerce. Solo il 5,9% del campione esaminato da Cribis si distingue per l’elevata attitudine digitale. Per la maggior parte dei casi (70,3%) si tratta di aziende che hanno fino a 10 dipendenti e sono state fondate dopo il 2000 (59,1%).
In base all’analisi di Cribis, il Trentino – Alto Adige è la regione con la percentuale più elevata (8,4%) di aziende più vocate al “digitale” sul totale delle imprese del territorio, seguita da Veneto (7,6%), Friuli-Venezia Giulia e Lombardia (a pari merito con 7,4%), Emilia – Romagna (7,1%) e Valle d’Aosta (6,9%). Agli ultimi posti della classifica la Calabria (2,6%), preceduta da Molise (2,8%) e Basilicata (3,2%).
A livello provinciale, Trento e Rimini, entrambe con il 9,1%, detengono il primato per quanto riguarda la vocazione digitale. Alle loro spalle Lecco (8,8%), Vicenza (8,5%), Bologna (8,3%) e Padova (8,2%). Fanalino di coda Crotone con l’1,7%, preceduta da Enna (2,2%), Sud Sardegna (2,3%) e Reggio Calabria, Foggia, Caltanissetta, Caserta, Nuoro (2,4%).
Sotto il profilo del settore merceologico, la percentuale più alta di imprese con attitudine digitale sul totale del campione esaminato da Cribis si registra nel macro-settore dei “servizi” (33,6%), seguito da “industria e produzione” (20,6%) e “commercio al dettaglio” (14,4%), mentre per quanto riguarda i micro-settori prevalgono i “servizi commerciali” (4,5%), la “programmazione per computer e produzione software” (3,3%) e la “consulenza e pubbliche relazioni” (3%).
Per stabilire il livello di innovazione delle imprese Cribis ha preso in considerazione diversi criteri: dallo sviluppo di brevetti innovativi all’approccio smart al business, dagli investimenti in ricerca e sviluppo all’attività di export. Ne emerge un identikit di aziende giovani e situate al Nord. Il 63,9% delle imprese, infatti, è stato fondato dopo il 2000, mentre il 65,1% ha sede al Nord, come conferma la classifica regionale, che vede in prima posizione la Lombardia (13,1%), seguita da Trentino – Alto Adige (9,9%) e Veneto 9,4%. Ai piedi del podio il Lazio (8,3%), che precede di misura l’Emilia – Romagna (8,2%), mentre Calabria (1,9%), Molise (2,2%) e, ex aequo, Sicilia e Basilicata (2,6%) sono le regioni con la più bassa concentrazione di aziende innovative.
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Coronavirus, in Lombardia 242 nuovi casi e 14 decessi
MILANO (ITALPRESS) – I nuovi positivi al Coronavirus in Lombardia sono oggi 242, rispetto ai 143 di ieri. I decessi odierni sono 14 contro i 9 di ieri. Lo riferisce il consueto bollettino regionale sui dati epidemiologici, precisando che i tamponi giornalieri effettuati sono 11.559 e il rapporto tamponi/nuovi positivi al Covid è del 2,1%.
“Dei 242 nuovi positivi di oggi, 58 sono riferiti a tamponi eseguiti a seguito di test sierologico – commenta l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera -. Nel complesso, 128 casi odierni risultano ‘debolmente positivì ovvero, come affermano gli esperti, con carica virale molto bassa. Si tratta quindi di persone, nella maggior parte dei casi, clinicamente guarite, ma in attesa di una negativizzazione completa. Da rilevare inoltre un ulteriore calo di 10 pazienti nelle terapie intensive e di 106 pazienti nei reparti di degenza”.
Dai dati di oggi il numero di coloro che sono attualmente positivi è di 14.972 (-261) e i guariti sono 60.850 (+489). Calano i ricoverati in terapia intensiva: 59 (-10) e negli altri reparti.
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Maturità, Fontana chiama 18enne lombardo che ha sconfitto Covid
MILANO (ITALPRESS) – “Oggi sono partiti gli esami di maturità. Per fare un grande in bocca al lupo a tutti i maturandi lombardi, ho chiamato Mattia che è tra i simboli della lotta di questi ultimi mesi”. Lo scrive il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana sulla sua pagina Facebook, in riferimento al 18enne lombardo risultato positivo al coronavirus e guarito dopo due settimane di terapia intensiva all’ospedale di Cremona.
“Mattia ha sconfitto il Covid- scrive Fontana nel post-, è stato costretto prima a molti giorni di terapia intensiva poi a una lunga degenza, la sua storia e quella dei suoi medici e infermieri all’ospedale di Cremona ha fatto il giro del mondo. Superata questa dura prova ora affronterà l’esame che a conclusione del percorso scolastico farà di lui un nuovo elettrotecnico. Mi ha detto di volersi lanciare nel mondo del lavoro e gli faccio tanti auguri, in Lombardia c’è molto da fare- continua il governatore lombardo-. A esami conclusi e superati, ho invitato Mattia a venire a trovarmi a Palazzo Lombardia. Presto ci vedremo. Ragazzi siate forti come Mattia. Il futuro è vostro”.
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Coronavirus, in Lombardia 143 nuovi casi e 9 morti
MILANO (ITALPRESS) – Rispetto a ieri il numero delle persone risultate positive al coronavirus cala in Lombardia, dove i casi oggi sono 143 su 7.044 tamponi effettuati. Lo riferisce il consueto bollettino regionale sui epidemiologici. Ieri i casi erano stati 259. Oggi i guariti sono 877 (totale 60.361) mentre i morti sono 9 (totale 16.466). Continua il calo di coloro che sono ricoverati in terapia intensiva – 25 (totale 69) e quelli in altri reparti, oggi -116 (totale 1.902). Le persone attualmente positive in regione sono in totale 15.233, con un decremento, nelle ultime 24 ore, di 743 casi.
“E’ importante sottolineare che dei 143 positivi segnalati oggi un numero rilevante si riferisce a infezioni di vecchia data – commenta l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera -. Nello specifico 54 sono da attribuire allo screening sierologico regionale (di cui 18 risultati ‘debolmente positivì). Allo stesso modo, altri 24 casi sono stati riscontrati ‘debolmente positivì su test effettuati dietro segnalazioni di medici di famiglia, Ats e ospedali, a cittadini e ospiti di Rsa, segno di un finale di coda dell’infezione. Molto significativo, inoltre, il dato dei ricoverati in terapia intensiva che diminuisce di ben 25 pazienti”.
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Via libera del Consiglio regionale lombardo al Rendiconto annuale 2019
MILANO (ITALPRESS) – Via libera con nessun voto contrario e solo 13 astenuti al Rendiconto dell’esercizio finanziario 2019 del Consiglio regionale della Lombardia, presentato oggi in Aula con una proposta di atto amministrativo illustrato dalla relatrice e vicepresidente del Consiglio, Francesca Brianza (Lega).
L’organo legislativo della Regione Lombardia conferma la sua virtuosità con un avanzo di amministrazione di 12.255.545,50 euro (di cui circa 264.000 euro di fondi liberi), un “costo della politica” pro-capite a carico dei cittadini sotto i 3 euro all’anno (2,67 euro per l’esattezza) e una capacità di pagare i fornitori entro la scadenza per circa il 97% delle fatture ricevute, con un tempo medio di pagamento di soli 13 giorni. Da sottolineare come dal 2011 a oggi i costi di funzionamento del Consiglio regionale si siano ridotti di circa 20 milioni di euro.
In questi numeri, ha dichiarato durante la discussione generale il presidente della commissione Bilancio di Palazzo Pirelli Marco Alparone (Forza Italia), “c’è chi siamo a come lo facciamo. C’è – ha sottolineato – la rappresentazione di uno stile, che è quello di Regione Lombardia, dove emerge chiara l’efficienza e l’efficacia della nostra attività di governo”. Della stessa opinione il consigliere leghista Marco Colombo: “Se fossimo in un’azienda privata – ha osservato – impiegheremmo quattro minuti ad approvare questo Bilancio, perchè è serio, concreto, trasparente”. Più critico il consigliere M5S Marco Fumagalli: “Non approviamo solo numeri, ma lavoriamo anche sulle idee. Ad esempio, la riduzione dei costi della politica – ha ricordato – arriva in seguito ad una forte campagna del nostro Movimento, che poi è stata sposata anche da altri partiti. E’ un successo che rivendichiamo”. Fumagalli, inoltre, ha rivolto un appello alla maggioranza, affinchè si impegni “a dare più spazio alle proposte dell’opposizione, soprattutto nei lavori delle commissioni”.
Insieme al Rendiconto 2019, sono stati approvati anche tre Ordini del giorno collegati. Il primo, presentato dal PD (primi firmatari il capogruppo Fabio Pizzul e il consigliere Raffaele Straniero) ha impegnato l’Ufficio di presidenza a destinare parte delle risorse del risultato di amministrazione del Consiglio per iniziative umanitarie e di solidarietà. Gli altri due Odg, primi firmatari i consiglieri Andrea Fiasconaro e Marco Fumagalli (M5S), ha impegnato l’UdP ad utilizzare gli avanzi di Bilancio per un aggiornamento hardware e software per favorire una maggiore efficienza dell’attività di Palazzo Pirelli e a procedere ad una razionalizzazione delle discipline normative degli organi regionali di garanzia, anche a fini di contenimento della spesa.
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#Ripartilombardia, ultimo appuntamento a Monza
“La necessità e l’urgenza di investire sulle infrastrutture che il territorio chiede da tempo e in particolare il completamento della Pedemontana e della Rho-Monza, il potenziamento dei collegamenti ferroviari e soprattutto della Milano-Asso, il sostegno all’innovazione tecnologica, la messa in circolo immediata di liquidità per favorire gli investimenti, sono solo alcuni dei temi principali emersi. Insieme all’esigenza di coordinare e facilitare meglio l’accesso alle risorse disponibili senza creare sovrapposizioni e ulteriori complicazioni. La provincia di Monza e Brianza si è confermata un territorio unito e coeso, grazie anche all’importante lavoro sociale del Volontariato e del Terzo Settore. È stato un incontro estremamente positivo, che ha visto una partecipazione e una adesione significativa del territorio con tanti contributi e spunti di grande interesse di cui terremo conto, con l’obiettivo di sviluppare una collaborazione sempre maggiore tra istituzioni, imprese e parti sociali. Imprese e categorie produttive ci chiedono anche bandi più snelli, maggiore semplificazione amministrativa e tempi di pagamento certi, tutti temi sui quali siamo da tempo impegnati e su cui oggi dobbiamo lavorare ancora di più. Con questa iniziativa vogliamo cogliere in tempo reale le richieste e le esigenze dei territori: oggi a Monza abbiamo concluso il tour nelle province lombarde dedicato all’ascolto, dando un segnale e un messaggio forte di ripartenza insieme: ora è tempo di passare alla fase delle risposte, che devono essere veloci, tempestive e concrete”.
Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi al termine dell’ultimo appuntamento di #RipartiLombardia tenutosi a Monza.
L’iniziativa, promossa dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, è stata ospitata nella sede della Provincia di Monza e Brianza dove il Presidente Alessandro Fermi e i componenti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, insieme ai Consiglieri regionali del territorio, hanno incontrato i rappresentanti delle categorie economiche e produttive monzesi e brianzole appositamente invitati per l’occasione.
Oltre al Presidente Fermi, erano presenti i Vice Presidenti del Consiglio regionale Francesca Brianza (Lega) e Carlo Borghetti (PD), e i Consiglieri regionali del territorio Alessandro Corbetta e Marco Mariani (Lega) e Marco Fumagalli (M5Stelle): Paola Romeo (Forza Italia) ha seguito i lavori in videoconferenza.
“Filo conduttore di tutti gli incontri è stata la richiesta di semplificare e sburocratizzare in tempi rapidi per togliere zavorra alla nostra economia -ha detto la Vice Presidente Francesca Brianza-. Monza e la Brianza hanno dimostrato di essere un territorio di grande identità e con una caratterizzazione forte legata a peculiarità importanti, dove il livello imprenditoriale e il livello sociale hanno già dato un segnale convincente di voler ripartire insieme e dove grande è il contributo del mondo del volontariato soprattutto in un’ottica di rafforzamento della coesione sociale”.
“Per favorire la ripartenza e il rilancio del sistema regionale sarà fondamentale il lavoro di squadra -ha aggiunto Carlo Borghetti- e in particolare colgo e rilancio la richiesta di maggiore coinvolgimento nella gestione sanitaria lanciata oggi dai rappresentanti del Terzo Settore. A livello regionale stiamo lavorando di comune accordo per garantire al San Gerardo il riconoscimento di IRCSS, mentre l’emergenza Covid-19 ha evidenziato come anche su questo territorio sia necessario un approfondimento nella gestione e nella governance sanitaria che deve coinvolgere le ASST di Monza e Vimercate”.
A fare gli onori di casa il Presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio: il Sindaco di Monza ha delegato il Vice Sindaco Simone Villa.
“Ringrazio l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale per avere deciso di tenere in Brianza la tappa conclusiva del tour #RipartiLombardia -ha sottolineato Luca Santambrogio-: per il nostro territorio è stata una occasione importante per fare conoscere le peculiarità del sistema economico e la ricchezza del tessuto sociale dimostrando la coesione e la voglia di ripartire, condividendo problemi e opportunità. Per la Provincia questo appuntamento si inserisce nel percorso di confronto avviato con tutti i principali stakeholder del territorio individuando urgenze, bisogni, progetti in vista degli Stati Generali della Brianza previsti per il prossimo luglio. Anche oggi sono emersi i temi prioritari: lavoro, emergenza sociale, mobilità, liquidità. Solo ascoltando le istanze dei nostri stakeholder possiamo fare capire dove è necessario investire risorse per ridare slancio ad una delle locomotive della Lombardia”.
Tra gli intervenuti, il rappresentante di ANCI Lombardia Roberto Invernizzi, Don Walter Magnoni della Curia, Marco Meregalli di Confcooperative, Michele Giambelli di AssimpredilAnce, Enrico Boerci di BrianzaAcque, Alessandro Spada di Assolombarda, Andrea Dell’Orto di Confindustria Monza e Brianza, Giovanni Mantegazza di APA Confartigianato ed Enrico Benati della CNA Lario e Brianza, Marcello Correra dell’AFOL Monza e Brianza e Matteo Casiraghi della CGIL.
Negli interventi è stato evidenziato in particolare il disagio per il deficit infrastrutturale che il territorio vive e soffre, con l’auspicio che l’azione di rilancio e di ripresa possa coincidere anche con i tanto attesi interventi giudicati sempre più urgenti e indispensabili, in particolare quelli legati alla Rho-Monza, al completamento di Pedemontana, al potenziamento della linea ferroviaria Milano-Asso e alla realizzazione delle metrotramvie con Limbiate e Seregno. Sono stati quindi sollecitati, soprattutto dalle realtà artigiane e industriali, interventi significativi e tempestivi di semplificazione amministrativa e snellimento burocratico e maggiori facilitazioni per l’accesso al credito. “Non serve rimandare il pagamento delle tasse, ma piuttosto favorirne la riduzione per chi mantiene alti i livelli produttivi e occupazionali, immettendo in tempi rapidi nuova liquidità di cui c’è tanto bisogno” hanno evidenziato i rappresentanti di categoria. La necessità di politiche più incisive a sostegno della formazione professionale e per incentivare il ricorso alle nuove tecnologie sono stati altri due argomenti sollevati. L’attenzione alla dimensione familiare e ai soggetti più fragili del tessuto sociale è il tema su cui hanno puntato infine i rappresentanti di Curia e Terzo Settore, auspicando che l’emergenza in corso aiuti a sviluppare e consolidare una nuova e maggiore solidarietà tra cittadini e istituzioni.
(ITALPRESS).









