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Fiera Milano, si dimette AD Fabrizio Curci “Triennio intenso”

MILANO (ITALPRESS) – Fabrizio Curci ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Consigliere di Amministrazione, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fiera Milano S.p.A. L’efficacia a valle della riunione consiliare già prevista per il 18 giugno 2020, motivate dalla decisione di intraprendere un nuovo percorso professionale e personale.
“Quello trascorso in Fiera è stato un triennio incredibilmente intenso che mi ha concesso la possibilità di conoscere ed apprezzare una realtà inaspettata dal potenziale enorme. Fiera Milano è un’Azienda solida, non solo finanziariamente, ma soprattutto perchè fatta di persone e professionisti straordinari che sapranno condurla verso nuovi traguardi ancora più ambiziosi” ha dichiarato Curci.
Il Consiglio di Amministrazione ha rivolto a Curci il pieno ringraziamento “per aver predisposto, proposto e attuato nel corso del suo mandato uno sfidante piano di risanamento, messa in sicurezza e rilancio di Fiera Milano e per aver stabilito le premesse organizzative, commerciali, di innovazione e di sviluppo per la prosecuzione del percorso di consolidamento e crescita della Società”. urci detiene alla data odierna 390.208 azioni Fiera Milano.
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Coronavirus, in Lombardia 237 nuovi casi

MILANO (ITALPRESS) – Tornando a crescere i nuovi casi di positivi al coronavirus in Lombardia: oggi sono 237 (su 11.355 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore) contro i 187 di ieri e i 50 di lunedì. I decessi oggi sono 29 contro i 12 di ieri e i 19 di lunedì. Lo riferisce il quotidiano bollettino regionale sulla diffusione del covid 19. Continua, tuttavia, a calare il numero di coloro che sono attualmente positivi nella Regione 20.224 (-31) e aumentano i guariti, 53.046 (239). Ieri la variazione degli attuali positivi era stata però nettamente più marcata, ovvero -606 e lo stesso per i guariti registrati, ieri erano 781.
Sempre in diminuzione, ormai da settimane, il numero dei ricoverati in terapia intensiva, 131 (-35 oggi) e negli altri reparti, 2.995 (-26). Nel Milanese oggi i nuovi casi di coronavirus sono 37 (contro i 45 di ieri) e 14 nella città di Milano (ieri erano 12). Se nella provincia di Milano si registra un andamento stabile del contagio negli ultimi giorni, sale il numero di positivi al coronavirus nelle province di Bergamo (+77) e Brescia (+51). Ieri nel Bergamasco i nuovi casi erano stati 14 e nel Bresciano 36. Per quanto le altre province lombarde oggi a Como i nuovi casi sono 10 (ieri 26), a Lecco 5 (ieri 6), a Lodi 7 (ieri 2), a Mantova 2 (ieri 8), Monza e Brianza 28 (ieri 7) e a Sondrio un solo caso (ieri 4). Scendono i casi a Pavia, oggi 3 (ieri 23), e a Varese, oggi 5 (ieri 10).
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Coronavirus, Fontana “Verso la fine del problema”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono soddisfatto in considerazione del fatto che siamo entrati anche noi ad avere una libertà di circolazione perchè i numeri stanno andando bene. Siamo indirizzati ormai verso la fine di questo problema”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in collegamento con ‘Mattino 5’ in onda su Canale 5. “Non credo proprio ci siano state pressioni – ha aggiunto -. Credo che le pressioni derivassero dal buonsenso e dal fatto che se siamo uno Stato unito dobbiamo esserlo nella buona e nella cattiva sorte. Credo che non ci fossero delle ragioni anche nei numeri che giustificassero un comportamento di questo genere”. “Quando cadrà l’obbligo della mascherina in Lombardia? Questi sono comportamenti che forse andranno tenuti anche nel momento in cui ci si avvicinerà al contagio zero, finchè non ci sarà la possibilità di avere un vaccino credo che qualche attenzione la si dovrà tenere”, ha sottolineato Fontana, secondo cui “la mascherina è il principale mezzo per prevenire il contagio e credo sia giusto portarla ancora”. “Credo però che agli italiani si possa dire che la vita può ricominciare a essere normale”, ha concluso.
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Coronavirus, Gallera “In Lombardia agito al meglio delle possibilità”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo agito al meglio delle nostre possibilità. Arriverà il momento in cui si rifletterà su tutto, ma a mente serena. Abbiamo sentito ingigantire qualunque cosa veniva fatta, la scienza non ci ha dato un’indicazione chiara su come agire. In Lombardia è esplosa una bomba atomica che ha trovato tutti impreparati, noi l’abbiamo gestita al meglio delle nostre capacità”. Lo ha dichiarato a Mattino Cinque su Canale 5 l’assessore al welfare della Lombardia Giulio Gallera, intervenuto sul tema della gestione dell’emergenza coronavirus nella regione.
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In Lombardia 221 nuovi casi di Coronavirus e 67 decessi

MILANO (ITALPRESS) – Scende in Lombardia il numero degli attuali positivi al coronavirus, -874 rispetto a ieri, per un totale di 21.809, ma crescono i decessi, che oggi sono 67 (ieri erano stati 38) per un numero complessivo nella regione di 16.079 dall’inizio della pandemia. Lo riferisce il quotidiano bollettino regionale sui dati epidemiologici, dal quale emerge che i nuovi casi di covid sono 221 nelle ultime 24 ore, su 14.301 i tamponi effettuati (corrisponde al 1,5% il rapporto dei positivi con i tamponi odierni). Aumentano i guariti, che ammontano oggi a 1.028 (per un totale complessivo di 50.870). In continua discesa il numero dei ricoverati negli ospedali lombardi, – 1 nelle terapie intensive (in totale 172), e negli altri reparti, -245 (per un totale di 3.307).
Diminuiscono i contagi nel Milanese, oggi sono 62 i casi in provincia e 25 nel capoluogo lombardo. Ieri i casi nella Provincia di Milano erano stati 74 e 32 in città.
Numeri in calo nel contagio nella Provincia di Brescia, dove i casi delle ultime 24 ore sono 41 contro i 71 di ieri, e a Bergamo, dove oggi i nuovi positivi al covid sono 21, mentre ieri erano 58. Scendono anche i casi nella provincia di Varese, oggi 4 (ieri 41). Per quanto riguarda le altre province della Lombardia, il trend è in linea con gli ultimi giorni: i nuovi casi a Como oggi sono 3 (ieri 14), a Cremona 6 (ieri 13). Sono in crescita a Lecco, che ieri registrava un solo caso, mentre oggi sono 6. Nella Provincia di Lodi, oggi i casi sono 10 (ieri 11), a Mantova 6 (ieri 9), a Monza Brianza 4 (ieri 30), a Pavia 35 (ieri 32), a Sondrio un solo caso, al pari a ieri.
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Gilet arancioni in piazza a Milano contro il governo

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Piazza Duomo gremita di persone a Milano, stamane, per una manifestazione dei “gilet arancioni”, movimento di protesta che chiede la fine del governo Conte, l’elezione di un nuovo Parlamento e di un nuovo capo dello Stato. Tra le richieste, scandite in cori e striscioni, anche la fine della “dittatura sanitaria in atto” e “l’introduzione di una moneta, chiamata nuova lira italica, per sostenere le famiglie e le imprese italiane”. Decine di persone, senza mascherine e senza rispettare il distanziamento sociale previsto dalle norme anti Covid 19 hanno affollato per ore la piazza centrale di Milano.
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Intesa Sanpaolo, Nocentini “in Lombardia c’è voglia di rinascita”

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“Il credito alle imprese e alle famiglie non si è mai fermato, in due mesi nella Banca dei Territori abbiamo realizzato volumi di operazioni che di solito facciamo in un anno. E stiamo continuando a lavorare su questi ritmi, non avendo mai interrotto i nostri servizi, compresa Codogno, dov’è iniziata la pandemia e dove in una situazione di profonda emergenza abbiamo cercato di assicurare il presidio dei servizi ai nostri clienti attraverso interventi straordinari di turnazione del personale e cercando di garantire il continuo funzionamento dei bancomat”. Così, in un’intervista all’Italpress, Tito Nocentini, responsabile della direzione Lombardia di Intesa Sanpaolo, che comprende tutta la regione tranne Milano, la sua provincia e Monza Brianza. Il suo racconto sembra un bollettino di guerra, e nemmeno la Fase 2 sembra poter attutire gli effetti devastanti che il Coronavirus ha avuto sull’intera regione.
La normalità è un miraggio?
“Consentire l’accesso indiscriminato ai clienti nelle nostre filiali non è ancora possibile, continuiamo a lavorare su appuntamento sempre nel massimo rispetto dei clienti e dipendenti riservando l’ingresso a coloro che indosseranno la mascherina, incentivando l’utilizzo dei canali a distanza come l’home banking. Il virus è ancora tra noi. Psicologicamente le persone non ne possono più, lo capisco, ma c’è il rischio, se abbassiamo la guardia, di pagare un conto caro a breve termine. In 10 province abbiamo 400 filiali dove lavorano 4.000 persone che anche nei periodi più difficili dell’emergenza hanno continuato a essere operative anche a distanza e questo è motivo di gratitudine. Marzo è stato il mese più difficile, dovevamo evitare gli assembramenti soprattutto di chi doveva ritirare la pensione. In aprile e maggio abbiamo trovato comportamenti più consapevoli”.
Oltre al virus, l’emergenza è stata anche economica. Come siete intervenuti?
“Siamo partiti fin da subito a inizio dell’emergenza coronavirus con la sospensione delle rate dei mutui. Abbiamo gestito come direzione regionale circa 35.000 pratiche delle 60.000 ricevute nel perimetro lombardo con circa 7 miliardi di finanziamenti residui sottostanti. C’erano poi le immediate esigenze di liquidità, e siamo intervenuti con i finanziamenti, 18 mesi meno un giorno, e la conversione in liquidità delle linee commerciali di anticipo fatture. Una vera e propria boccata di ossigeno concretizzata con 300 milioni di fondi serviti per non bloccare la catena dei pagamenti grazie anche ai sei mesi di preammortamento previsti dal finanziamento. Per i finanziamenti a 25 mila euro, sono oltre 5.000 quelli erogati, per un totale di 100 milioni messi a disposizione delle imprese con meno di centomila euro di fatturato annuo. Per quanto riguarda i finanziamenti a 72 mesi, con preammortamento di 36 mesi, siamo sopra il mezzo miliardo. Infine, per le operazioni garantite da Sace, la prima erogazione da dieci milioni è di questi giorni, a favore della bergamasca Tesmec, si tratta di un segnale importante, che simboleggia la rinascita del tessuto imprenditoriale lombardo, e in particolare bergamasco, dopo l’emergenza Covid”.
Siamo in Fase 2 anche per gli investimenti e depositi?
“Ci sono segnali di vitalità, i tassi sono ai minimi da 30 anni. Per quanto riguarda la liquidità sui conti, dalle evidenze che abbiamo, registriamo un incremento piuttosto significativo”.
La Lombardia ha sofferto in modi diversi questa pandemia, registrate andamenti diversificati?
“Certamente la diversa forza con cui ha colpito il virus, ha impattato in modalità diverse l’attività economica. Adesso però, in questa fase di ripartenza c’è omogeneità nella voglia di ricominciare a lavorare. Ovunque si è cercato di riaprire non appena è stato possibile, a prescindere dal virus. E’ evidente però che gli stress organizzativi sono diversi a seconda delle aziende, la velocità di crociera è diversa. Noi ci siamo, dal credito al sostegno solidale alle comunità più colpite attraverso i numerosi progetti benefici e di partecipazione alla rinascita dei territori, come Bergamo in particolare”.
Un dinamismo divergente, evidente anche nel turismo?
“Certamente, anche nelle zone dove abbiamo flussi di alto livello, come il lago di Como, gli imprenditori stanno soffrendo, perché il turismo estero si è azzerato. E proprio con l’obiettivo di aiutare questo settore così fortemente penalizzato che abbiamo messo a disposizione per l’intera filiera nazionale un plafond di 2 miliardi di euro, di cui 280 milioni destinati a sostegno della liquidità e degli investimenti della Lombardia”.
Quali settori invece hanno saputo, o potuto, resistere meglio?
“Le evidenze sono chiare, settori come la grande distribuzione, l’alimentare, la tecnologia e il medicale hanno sofferto meno”.
E chi soffre ancora?
“C’è un forte rallentamento nel settore del trasporto, pubblico e privato, nel manifatturiero e nella meccanica strettamente connessi all’automotive. Per quanto riguarda il commercio, è presto per trarre conclusione dopo queste prime settimane di riaperture. I mesi di lockdown hanno inciso in modo marcato. Anche i modelli di consumo si sono rimodulati, dovremo vedere anche quanto, interiormente, si è modificato il nostro approccio. Non è facile fare previsioni”.
La ricetta migliore dopo la crisi è quella di sempre, investire e crescere?
“Nel tessuto lombardo la sfida è gigantesca, però le imprese sono molto più pronte e strutturate rispetto al 2008, anche a livello patrimoniale. C’è una capacità di guardare all’export grazie a una presenza all’estero migliore. Non è una garanzia di risultato, ma la posizione è migliore in partenza. Le nostre pmi hanno un punto di forza ulteriore, la flessibilità e quindi la prontezza nel cambiare rotta, elementi fondamentali per ripartire dopo un periodo di crisi come questo che abbiamo dovuto affrontare. Possiamo guardare con fiducia alle imprese, dovranno affrontare percorsi di aggregazioni in vari settori e sviluppare nuovi modelli di business. Ci saranno delle evoluzioni anche nella domanda, le imprese dovranno però sicuramente essere più duttili e avere visione a 360°”.
Capacità e caratteristiche che in Lombardia ci sono ancora?
“La Lombardia è straordinaria per risorse umane e materiali, capacità di lavoro e di reinventarsi, c’è la voglia di rinascita piena, a partire dai territori più colpiti dal Covid-19. Le condizioni ci sono. Bisogna però tener conto del contesto italiano e di quello internazionale, guardando all’export in Europa e negli Stati Uniti. Abbiamo avuto la sciagura di essere i primi a combattere con il Covid-19, questo ci permette di uscirne per primi, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo perché i mercati cui ci rivolgiamo all’estero siano pronti. Ci sono però le condizioni per una nuova rinascita e noi intendiamo essere ancora in prima linea per il rilancio delle nostre imprese”.
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In Lombardia 354 i nuovi casi Covid, 546 i guariti

MILANO (ITALPRESS) – Rispetto a ieri in Lombardia oggi sono 354 i nuovi casi di positivi al coronavirus su 14.078 tamponi effettuati. I decessi sono 38, mentre i guariti sono 546. Lo riferisce il quotidiano bollettino regionale sui dati epidemiologici, precisando che corrisponde al 2,5% il rapporto tra il numero dei tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore e nuovi contagiati. Coloro che sono attualmente positivi nella Regione sono in totale 22.683, oggi -230. Non si registra alcun ricoverato in terapia intensiva rispetto a ieri, per un numero complessivo di 173. Aumenta invece il numero di coloro che sono ricoverati negli altri reparti ospedalieri, oggi 82, per un un totale di 3.552. Sono 32 oggi i nuovi casi di coronavirus nella città di Milano (su un totale di 9.750 contagiati), e 74 nella Provincia, per un numero complessivo di 22.982 casi. Numeri in linea rispetto al trend degli ultimi giorni e rispetto a ieri, quando nel Milanese i nuovi positivi al Covid erano stati 76 e nel capoluogo lombardo 39. Il trend del contagio da covid 19 nella Provincia di Brescia registra oggi 71 nuovi casi (ieri 90), seconda, per numeri, solo a quella di Milano, che ne presenta 74. Numeri più bassi per Provincia di Bergamo con 58 casi odierni (ieri 69).
Per quanto riguarda le altre province lombarde i nuovi casi di coronavirus a Como sono 14 (ieri 31), a Cremona 13 (ieri 13), a Lecco solo 1 caso (ieri 5), a Lodi 11 (ieri 13), a Mantova 9 (ieri 2), a Monza Brianza 30 (ieri 14), a Pavia 32 (ieri 9), a Sondrio 5 (ieri 23), a Varese 41 (ieri 12).
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